SECONDO PIANO

Anche se si è trattato di un periodo festivo anomalo, senza grande flusso di visitatori, la Polizia di Stato ha effettuato numerosi controlli in città e provincia, con particolare riferimento alle zone turistiche dei laghi e delle valli. Ecco il comunicato della polizia.

Le pattuglie della Questura di Brescia e del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia con l’ausilio dell’elicottero del  Reparto Volo della Polizia di Stato, hanno controllato 133 persone e 62 veicoli. Da tali controlli, è stato possibile accertare un buon livello di osservazione della normativa vigente espresso con un comportamento individuale del cittadino molto sensibile al rispetto delle normative covid 19.

L'obiettivo primario delle forze dell’ordine è stato e continuerà ad essere quello di prestare la massima attenzione al rispetto delle norme previste in merito alla obbligatorietà dell'uso dei dispositivi di protezione individuale, al rispetto del distanziamento interpersonale e ad evitare assembramenti sociali.

Inoltre, nell’ambito dei servizi specifici antidroga, nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Questura di Brescia hanno arrestato, un 24 enne gambiano, per spaccio di sostanza stupefacente.

I poliziotti lo avevano notato a bordo della sua bici, durante l’attività di perlustrazione della zona (stazione) di competenza. L’uomo aveva dichiarato di essere privo di documenti, ma la sua dichiarazione non aveva convinto gli agenti, che hanno perquisito il soggetto trovando tre confezioni di hashish nascoste all’interno del giubbino oltre alla somma 640 euro in banconote di piccolo e medio taglio. Il 24enne, con precedenti specifici, è stato arrestato per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Invece, nel tardo pomeriggio di oggi,  il provvidenziale intervento della volante  ha permesso di evitare ulteriori conseguenze ad un piccolo incendio sviluppatosi in Via Cappellini. Gli agenti hanno immediatamente chiamato i Vigili del Fuoco e messo in sicurezza l’area, che dopo pochi minuti è stata ripristinata.

 

 

Una donna, che davanti al Comune si era impossessata di una bicicletta alcuni giorni fa, è stata riconosciuta dagli agenti della polizia locale e denunciata per furto aggravato.

 

I fatti risalgono allo scorso 11 marzo, quando una signora di Villanuova parcheggia la sua bicicletta davanti al comune per recarsi negli uffici. Nell’uscire, la brutta sorpresa: il veicolo è sparito. Non c’è più dove era stato lasciato, non c’è nelle vicinanze, non ce n’è alcuna traccia. La signora si muove nei pressi del municipio e da lontano vede una donna che si sta allontanando in sella alla sua bicicletta. A nulla servono i richiami, perché la ladra finge di non sentire e continua a pedalare velocemente e con indifferenza.

Alla derubata non resta altro da fare che rivolgersi a una pattuglia della polizia locale per denunciare l’accaduto. Gli agenti si mettono subito in azione per trovare elementi utili all’indagine e come primo passo acquisiscono le immagini dalle telecamere della videosorveglianza, che aiutano a capire dinamica del furto. Si viene così a sapere che, appena la proprietaria era entrata in Comune, era arrivata un’altra donna la quale, guardandosi intorno con fare furtivo – è proprio il caso di dire – ha preso la bici e si è allontanata. Purtroppo le telecamere sono piuttosto lontane e non permettono il riconoscimento dell’autrice del furto, ma intanto continuano le indagini e i dati raccolti vengono condivisi con tutti i colleghi del territorio.

La svolta giunge l’altro ieri, quando una pattuglia nota per strada una donna con un abbigliamento simile a quello indossato dalla ladra, oltre ad altre caratteristiche fisiche coincidenti. La donna viene convocata al comando e identificata; nel frattempo si contatta la signora che ha subito il furto la quale riconosce con assoluta sicurezza la donna. Purtroppo, però, non c’è modo di recuperare la bicicletta, che probabilmente è stata venduta o abbandonata.

La donna, una 50enne con altri precedenti penali, è stata denunciata per furto aggravato. «Pur vivendo a Villanuova – precisa il comandante Fabio Vallini – la signora non risulta tra i residenti, in quanto si è trasferita da poco, e questo elemento aveva in effetti complicato non poco la prima fase delle indagini».

Giovanna Gamba

Numerose pattuglie della Questura di Brescia sono state impiegate questi giorni nelle diverse località, al fine di prevenire il fenomeno degli assembramenti.

In particolare, ieri pomeriggio, gli agenti della Polizia di Stato hanno interrotto una festa in casa, e sanzionato i partecipanti per aver violato le normative anti assembramento per contrastare la diffusione del covid.

I poliziotti sono intervenuti intorno alle ore 17 in Via San Zeno a Brescia, dove alcuni residenti avevano segnalato schiamazzi provenire da un terrazzo. Alla festa erano presenti 10 giovani – di cui 7 minorenni - che sono stati identificati e sanzionati. Sette ore dopo, in un'abitazione del quartiere San Polo, gli agenti sono intervenuti, sempre su segnalazione dei residenti, in una casa in cui erano in 5 a festeggiare. Anche in questo caso sono stati tutti sanzionati.

In totale 15 le persone sanzionate di cui 7 minorenni.

 

Se n'è andato all'età di 98 anni, l'alpino Angelo Viviani. Tutti noi lo ricordiamo per la sua testimonianza, per la sua costante presenza a tutte le manifestazioni degli alpini con il suo inseparabile colbacco. I funerali si svolgeranno nella parrocchia della SS Trinità di Brescia piazzale Spedali Civili per il cimitero di Mompiano mercoledì 7 aprile alle ore 10.30. Il racconto della sua storia dalla pagina fb dell'Associazione nazionale alpini di Brescia. 

«Io, l'alpino con il colbacco sopravvissuto all'inferno russo»

Della sua classe a scuola, ai tempi dell'Arici, Angelo Viviani fu l'unico a ricevere la cartolina rosa «per la patria e a dover partire per la Russia»: i suoi compagni furono infatti tutti chiamati a fare il militare dopo la guerra. «È per questo - spiega nel suo tinello di casa a Mompiano - che ogni volta che vado in una scuola dico agli studenti di non fare gli asini come me e di andare avanti a studiare». Classe 1922, Viviani i suoi 90 anni se li ricorda bene ancora tutti. Lucido, triste al pensiero della moglie che lo ha lasciato vedovo alcuni mesi fa, ma con il sorriso vispo al pensiero dei tre figli e dei tre nipoti. Ai figli per tanti anni non ha voluto raccontare: l'idea, «forse sbagliata», di non caricarli di quello che ha passato. Ai nipoti, una decina di anni fa, ha invece scritto una ventina di pagine per parlare della sua gioventù.

«A 19 anni ero sul fronte russo. È stato uno shock: tanti miei alpini non sapevano nemmeno dove fosse». Partito da Torino, sfilata davanti al re, una breve tappa a Brescia per salutare amici e famigliari, tante fiasche di vino a tenere compagnia. «Dopo il Brennero ci hanno dato il gelato invece che il vino e doveva sentire le imprecazioni di alcuni». Il freddo, la neve, Nikolajewka erano ancora di là da venire. «In Russia eravamo attendati a Nova Gorlovska: era il primo settembre, e faceva un caldo pazzesco». Il primo grande combattimento avvenne da quelle parti. I lunghi percorsi a piedi, i russi che avevano fatto «una testa di ponte» sul Don, le piccozze per il Caucaso abbandonate e gli spostamenti repentini. Quando furono caricati sui camion, qualcuno disse: «Andiamo a morire». Viviani spiega: «Gli alpini vanno sempre a piedi, e se c'è bisogno dei camion vuol dire che c'è fretta e qualcosa non va».

«Siamo finiti in un oceano di girasoli, erano alti due metri, non si vedeva nulla, men che meno il nemico». Le settimane passano e il 17 gennaio 1943 si ritrova sul Don a dare il cambio ai rumeni. «Lì è iniziato il ripiegamento: eravamo sul fronte e i russi erano già dietro di 200 chilometri». Undici giorni di battaglia, la scoperta «della superiorità delle armi russe: noi con il 91 lungo della prima guerra mondiale e loro con il parabellum e i piumini bianchi». Si incupisce: «Una battaglia di una velocità incredibile, e noi costretti ad abbandonare i feriti che invocavano la mamma e la Madonna, e guardi che è strano perché è noto che gli alpini imprecano». Ferito anch'egli, recuperato però da una slitta, alla fine lo sfondamento e il rientro a casa, passando dalla Polonia, «dove abbiamo incontrato alcune donne ebree che trasportavano pezzi di rotaia». Dell'Italia, al rientro il 15 febbraio, si ricorda l'ospedale militare di Voghera, i feriti portati a spalle perché non c'erano nemmeno le barelle e la gente che diceva: «Ma chi sono questi straccioni?». Erano loro, quelli di Nikolajewka.

Viviani, per tutti, è «l'alpino col colbacco». Glielo ha regalato una donna russa: «Avevo visto i suoi due figli che correvano nella neve a piedi nudi e ho chiesto a mio padre, che aveva un negozio di scarpe, di spedirmene due paia». È in quel negozio, a pochi passi da piazza Vittoria, «sotto i portici», che ha lavorato fino al 1965, prima di diventare rappresentante di calzature fino alla pensione. Erano fascisti quelli di Nikolajewka? «Di antifascisti, in quegli anni, ce n'erano pochi e mio padre, per lavorare, aveva bisogno della tessera del partito. Sul treno di sfegatati ce n'erano ma, guardi, contenti di partire per la Russia non c'era nessuno».

 

 

In tanti lo conoscevano e stimavano sul Garda e in Valsabbia. Per lunghi anni aveva infatti esercitato come chirurgo all'ospedale di Gavardo. Aveva anche organizzato convegni internazionali di chirurgia vascolare. Sportivo, appassionato di vela e grande amante del Garda. Se n'è andato ieri sera nella sua abitazione di Salò, il dottor Salvatore Laganà. Aveva 64 anni. Lascia la moglie Silva, i figli Marta e Amedeo. E' possibile fargli visita nella sua abitazione in via dei Lauri 27 a Salò sino a sabato pomeriggio. Quindi la salma proseguirà per il tempio crematorio di Brescia.

Riceviamo e pubblichiamo.

Le Associazioni venatorie lombarde hanno scritto una lettera al Presidente Fontana per sottolineare il problema dei sigilli inamovibili da apporre agli esemplari di avifauna silvestre allevati in cattività. Con le Associazioni si è schierato il consigliere regionale Floriano Massardi, vicecapogruppo in regione per la Lega e destinatario anch’egli della lettera recapitata.

“Il problema dell’inasprimento dei controlli a danno dei cacciatori, circa la regolarità degli anellini inamovibili apposti sulle zampe degli esemplari d’allevamento di avifauna, è serio e va affrontato tempestivamente. Me ne ero già occupato tempo fa, sfortunatamente senza riuscire ad arrivare al risultato sperato: avevo presentato degli specifici emendamenti in sede di Commissione Agricoltura, in occasione dell'ultima revisione ordinamentale, a fronte di alcune istanze del mondo venatorio e a garanzia del maggior rispetto del benessere animale. Ora più che mai la necessità di intervenire a risolvere questo problema è urgente. Durante l’ultima stagione venatoria, infatti, abbiamo assistito ad un serio inasprimento dei controlli verso i cacciatori, cui spesso sono state elevate contravvenzioni penali per la supposta irregolarità dei sigilli. La questione è ormai annosa e drammatica: questi sigilli, apposti sulle zampe degli uccellini appena nati, quale certificazione di provenienza del produttore, col tempo tendono a logorarsi e deteriorarsi inevitabilmente. Sanzionare i cacciatori per il reato di alterazione di sigillo di Stato è pazzesco: sanzioni penali, con conseguenze drammatiche, tra cui il sequestro delle armi e la sospensione della licenza di caccia. Per cosa? Perché gli accertatori effettuano verifiche in modo inadeguato. Ecco tutto. Infatti i controlli vengono effettuai da personale non adeguatamente formato alla manipolazione di fauna avicola, con spesso nefaste conseguenze per gli uccellini: sarebbe utile che questi controlli venissero fatti dal personale veterinario della ATS territorialmente competente. Inoltre, le misurazioni avvengono con l’utilizzo del calibro, strumento totalmente inadeguato a certificare misurazioni di così ridotte dimensioni. Servirebbe il micrometro, come più volte evidenziato dalle associazioni ornitologiche, AMOV e FOI. In ultimo, ritengo assurdo che, nelle norme vigenti, non sia prevista una tolleranza minima sulle misure degli anellini: la tolleranza zero non esiste in natura, già a livello di produzione industriale, questi prodotti nascono con micro-variazioni di dimensione. Ad oggi, infatti, gli accertatori pretendono di riscontrare misure fisse che nemmeno possono essere garantite dal fornitore degli anelli”, continua Massardi.

 

“Se questi sono i metodi per combattere il bracconaggio, siamo totalmente fuori strada. Nel 99% dei casi vengono sanzionati onesti cacciatori che non hanno in alcun modo intaccato i sigilli. È uno schiaffo a tutta la categoria e di questo passo sarà eliminata la caccia da appostamento fisso, non di certo il bracconaggio. Combattere le irregolarità è interesse primario di tutti, soprattutto dei cacciatori. Per questo motivo anch’io ho scritto al Presidente Fontana e alle forze politiche di maggioranza affinché sostengano queste legittime istanze e ora focalizzerò la mia attenzione sulla prossima legge di revisione ordinamentale, al fine di ripresentare gli emendamenti già proposti nei mesi scorsi. È necessario superare le criticità evidenziate dal mondo venatorio, sia per quanto riguarda il benessere animale, in relazione alla tipologia del materiale del contrassegno, sia in merito alla dovuta certezza nell'applicazione delle norme da parte degli organi di vigilanza” conclude Massardi.

 

 

Fino al 31 agosto 2021 le ragazze e i ragazzi nati nel 2002 possono richiedere il cosiddetto bonus cultura, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Peri i diciottenni è infatti prevista un'erogazione di 500 euro da spendere in buoni per cinema, musica e concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza, corsi di musica, di teatro, di lingua straniera, abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale.

Per tutte le informazioni utili e per registrarsi, si può consultare il sito www.18app.italia.it

Banchiere, Consigliere della Banca Credito Agrario Bresciano, del Banco di Brescia, Consigliere di Editoriale Bresciana, Presidente della Fondazione Cab, della Fondazione Guido Berlucchi. Fotografo, viaggiatore, filantropo, Pierangelo Gramignola è stato un profondo conoscitore della cultura bresciana e alla presidenza dell’Associazione Amici dei Musei di Brescia si rese protagonista di un importante recupero: l’Arnaldo da Brescia realizzato nel 1866 dallo scultore Odoardo Tabacchi.

Nel 2016 Pierangelo Gramignola apprese che l’antiquario Francesco Bucaro di Varese possedeva una scultura di straordinaria importanza per Brescia. Si trattava dell’Arnaldo scolpito nel 1866 da Odoardo Tabacchi, autore del bronzo monumentale che nel 1882 venne inaugurato nell’omonima piazza cittadina.

 La scultura, realizzata in marmo statuario di Carrara, costituiva il prototipo dal quale la Città di Brescia approvò la fisionomia di Arnaldo.

Nessuna scultura di Odoardo Tabacchi è posseduta da collezioni pubbliche bresciane, nonostante l’artista avesse realizzato anche alcuni monumenti funebri per il cimitero Vantiniano.

Compresa immediatamente l’opportunità, Pierangelo Gramignola coordinò una cordata composta da Fondazione CAB, Associazione Amici dei Musei di Brescia e Fondazione Ugo Da Como, per raccogliere la somma necessaria.

Raggiunto l’obbiettivo, la bellissima scultura di Odoardo Tabacchi venne donata alla Fondazione Ugo Da Como, laddove poteva affiancarsi ad altre testimonianze progettuali legate alla genesi del più importante monumento risorgimentale bresciano, fortemente voluto da Giuseppe Zanardelli e l’intera classe politica liberale.

Una volta giunta a Lonato, sede della casa museo del Senatore Ugo Da Como, la scultura è stata sottoposta a restauro e immediatamente esposta all’interno della mostra organizzata in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei e intitolata “Arnaldo ritrovato”.

La scultura è oggi perfettamente inserita nel percorso di visita della Fondazione Ugo Da Como.

Questo episodio testimonia perfettamente la determinazione di Pierangelo Gramignola, raffinato esteta e gentiluomo d’altri temi di cui tutta la Comunità bresciana sente la mancanza.

 

L'associazione dei familiari di ragazzi diversamente abili propone una nuova iniziativa solidale, l'acquisto di una guida pratica per curare l'orto, opera di Daniela Rabaglia. Il ricavato contribuirà alla costruzione della casa famiglia in progetto nella frazione di San Vito.

 

Questa volta si chiama "Regali per costruire" e come sempre chi aderirà sa in partenza di dare un contributo concreto, per quanto minuscolo, alla costruzione di qualcosa di importante e speciale: i genitori la chiamano "la casa per il dopo di noi" ed è la struttura pensata per ospitare i figli diversamente abili quando i familiari faticheranno a occuparsi di loro. Un progetto per il futuro, che testimonia ancora una volta la lungimiranza dell'instancabile associazione bedizzolese.

«In occasione del risveglio della primavera - spiega la presidente Ernesta Cominelli - abbiamo pensato di proporre l'acquisto di un volume dedicato alla coltivazione degli ortaggi, una guida pratica per la cura dell'orto fai-da-te. Ringraziamo l'autrice Daniela Rabaglia per la collaborazione all'iniziativa».

"L'orto di casa mia con un tocco bio"  è dunque disponibile per l'acquisto e si può prenotare chiamando il numero 330.216926 o scrivendo alla pagina facebook dell'associazione, www.facebook.com/ilfarobedizzole. Offerta minima, 18.50 euro.

Per conoscere meglio il progetto (nella foto) e le attività dell'associazione, www.ilfarobedizzole.org.

Giovanna Gamba

 

 

Ciao a tutti,
sta per terminare un anno particolare, il mondo, da marzo, è entrato in una dimensione alienante, che ha condizionato, limitando di molto la libertà di ciascuno di noi. È prevalsa la modalità di vita conservativa, a discapito delle attività sociali, relazionali e aggregative, questione di priorità.

 

Tutto questo in un’ottica di preservazione della nostra esistenza, continuità della specie, nel vero senso della parola, con speranza di tornare al più presto alla nostra quotidiana routine. Sarà senz’altro così, l’ottimismo in questi casi è perentorio, nutrimento vitale.

Ovviamente anche l’attività della Polisportiva Pertica Bassa ha subito uno stop, da primavera le competizioni sono state annullate, qualcuno, in altri contesti, ha provato a posticiparle ma alla fine è prevalso il buon senso, giustamente.

Gli eventi sportivi/aggregativi sono stati posticipati al 2021.

 

Per cui niente Giro Del Monte Zovo e Sunset Bike che per ora sono rinviate rispettivamente al 30 maggio ed al 6 giugno 2021.

 

L’ultima attività messa in campo nel 2020 dalla Polisportiva è stata la Ciaspopertiche, appena prima della serrata generale, con conseguente chiusura dello sport locale.

 

Unico appuntamento, seppure ridimensionato (riservato ai nostri tesserati), la cronoscalata a ottobre con nuovo arrivo presso località Piazzole, a seguire ottimo spiedo presso il rifugio Amici Miei (format che ripeteremo anche nei prossimi anni).

 

In questo tempo sospeso, sono mancate senza dubbio le occasioni di confronto e competizione sui campi di gara, dal ciclismo al podismo, le uscite in compagnia, la convivialità e piacevolezza dello stare insieme.

 

L’uomo, viene ribadito spesso, è un animale sociale.

 

Il nostro sodalizio è ormai riconosciuto anche per la sua dinamicità ed abilità nel sorprendere, e quest’anno è stata anche l’occasione per il “rebranding” del nostro Logo a cui dedichiamo un articolo specifico.

 

Alla nostra comunità abbiamo cercato di non far mancare il nostro supporto nel periodo di maggiore emergenza, mettendo a disposizione il nostro pulmino societario ed alcuni volontari per supportare gli aventi bisogno nel trasporto.

 

Un raggio di sole ha squarciato l’opacità di questo periodo, mi riferisco alla fantastica prestazione della nostra Simona, vincitrice per la prima volta del Campionato Italiano FCI Up Hill (13 settembre 2020 a Moena nel vicino Trentino) e per il secondo anno consecutivo Campionessa Italiana FCI Marathon (10 ottobre Isola d’Elba) ormai una campionessa assoluta, che porta sempre alto il nome della Polisportiva e del nostro territorio Perticarolo, una vera e propria testimonial. Complimenti vivissimi, sempre al top, grazie alla sua grande determinazione unita alla passione e indiscusso talento. Tenacia, umiltà e costanza in un perfetto connubio tra bellezza fisica e sportiva, la rendono UNA CAMPIONESSA!

 

Questo breve testo è anche gradita occasione da parte di tutta la Polisportiva Pertica Bassa per augurare un Sereno Natale, a tutti voi, sicuramente meno appariscente, ma sempre luce per ciò che rappresenta.

 

Un segno della nostra vicinanza è stata la distribuzione a domicilio dello spiedo natalizio sabato 19 dicembre (ben 100), grazie alla preziosa opera di alcuni volontari, iniziativa in linea con l’emergenza sanitaria in corso, che non consentiva l’annuale ritrovo presso il ristorante Al Mulino, ma che ha avuto un grande successo e ci ha permesso di aiutare una delle nostre attività di ristorazione fortemente penalizzate in quest’annata oltre che entrare nelle case di molti che condividono le stesse passioni, con la nostra positività e con il nostro drago, questa volta oltre che con il nostro immancabile gadget anche con il “Dolce del Drago” realizzato da Simona nella Pasticceria Mazzacani di Gavardo.

 

Il Nostro “Drago di Natale” non poteva dimenticarsi dei bimbi delle nostre scuole d’infanzia e primaria, ed anche quest’anno, seppure con modalità diverse a come eravamo abituati, abbiamo fatto sentire la nostra vicinanza con il solito panettoncino, il trittico di braccialetti, una borraccia in alluminio e la nostra sciarpa del “tifoso”, il tutto ovviamente brandizzato Polisportiva Pertica Bassa.

 

Torneremo, presto, a vivere la nostra vita, piena, facendo quello che ci piace e ci rende liberi.

 

Il drago, dal canto suo, come nella Desolazione di Smaug, è sopito, pronto a spiccare nel cielo al minimo segnale.

 

Buon Natale a tutti

 

Andrea Pialorsi

 

 

 

REBRANDING LOGO POLISPORTIVA PERTICA BASSA

 

Ad inizio anno, uno dei nostri più talentuosi giovani Perticaroli, Michele Bacchetti, ci ha chiesto se potessimo collaborare con lui ad un progetto nato da un corso universitario di computer graphic a cui iscritto e finalizzato al rebranding del nostro logo, che racchiudesse anche il nostro desiderio di promozione del territorio e di tutto ciò che ha da offrire con i suoi eventi e con la gente che ne fa parte.

Abbiamo subito appoggiato l’iniziativa per due semplici motivi, il marchio aveva bisogno di essere “svecchiato”, fermo al 2003, anno di costituzione della Polisportiva Pertica Bassa e secondo motivo, dove possiamo appoggiare i nostri ragazzi non ci siamo mai tirati indietro.

 


E così, nella splendida cornice dell’Agriturismo Piane, domenica 14 giugno, con molti dei nostri tesserati, abbiamo presentato questa novità:

 

il rebranding della Nostra Polisportiva!

In questo modo, abbiamo "svecchiato" la Nostra immagine con un logo più aggressivo, riprendendo alcuni elementi del vecchio logo, come l'increspatura della cresta ed i colori iconici della società, ma dandogli un aspetto più dinamico ed energico.

In questa nuova icona volevamo racchiudere ciò che sono i nostri valori:

ENERGIA.

 

L'iconico drago non è più fermo ma è in volo, questo per rappresentare la forza di volontà che durante gli anni ci ha portato a raggiungere grandi risultati.

UNIONE.

Il simbolo è racchiuso dentro un cerchio, però aperto, per sottolineare il desiderio di Polisportiva di unire e coinvolgere attraverso lo sport ed i suoi eventi.


SOGNI.

 

Il drago è stato da subito scelto per simboleggiare la determinazione ed il desiderio di riscatto, infatti lo slogan scelto da Polisportiva è da sempre "Follow your dreams".

Nelle nostre pagine social e nell’abbigliamento dei nostri Team abbiamo già sostituito il Logo, gradualmente lo sostituiremo anche nel sito web e dove ancora brilla il vecchio “drago”.

In un’annata particolare, altro fuoco per il nostro drago, funzionale nel continuare come abbiamo dimostrato anche nel 2020, ad aiutare il nostro territorio nella sua promozione, le nostre strutture di ristorazione a lavorare, ma soprattutto creare aggregazione, sempre più indispensabile in questa società dove prevale l’individualismo.

Grazie Michele,

Grazie ai più di cento tesserati che continuano a scegliere la Polisportiva Pertica Bassa per coltivare le proprie passioni sportive in amicizia.

Vi salutiamo con una frase di Papa Francesco che abbiamo fatto nostra negli Auguri Natalizi,
“Nessuno vince da solo, né sul campo di gioco, tantomeno nella vita.”

 

Auguri di Buon Natale ed di un Fortunato 2021.

 

Polisportiva Pertica Bassa
Il Direttivo

 

 

 

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Alla prima edizione della Rowing Winter Challenge, gara nazionale di canottaggio di fondo sulla lunga distanza (6 Km), che si è svolta sabato 23 e domenica 24 gennaio sul lago di Pusiano (CO), gli atleti della Canottieri Garda Salò sono saliti sul podio con 1 oro, 3 argenti e 2 bronzi nelle diverse specialità.

 

Andrea Apollonio e Martin Papa si sono aggiudicati il primo posto nel Doppio Junior, secondo posto per Vittoria Tonoli nel Singolo U23, per Giulia Macchia nel Singolo Ragazze e per Attilio Storari, Giovanni Longo Simonini, Samuele Prati e Nicola Pretto nel 4 di coppia Cadetti; terzo posto per Priscilla Olivetti e Chiara Bertelli nel Doppio U23 e per Emanuele Distaso nel Singolo Junior.
Al suo debutto, l’8 femminile della Canottieri Garda Salò, composto da Camilla Zanni (timoniera), Gemma Fontana, Laura Benedetti, Anna Salvadori, Giulia Maroni, Eleonora Bogoni, Anna Benedetti, Giada Copeta e Carlotta Zanca, ha conquistato il secondo gradino del podio.

 

“La prima regata della stagione è sempre un momento importante per verificare la bontà della preparazione invernale. Torniamo a casa con ottime conferme e consapevoli del lavoro da fare nei prossimi mesi. Questo è stato anche il debutto del nuovo organigramma tecnico societario con Francesco Niboli e Andrea Bortolotti responsabili della sezione Agonistica e Matteo Pasini della sezione giovanile: sono sicuro che lavorando in team potremo ottenere grandi risultati”, commenta Stefano Melzani, responsabile tecnico della sezione canottaggio e neo direttore della sede e del porto Canottieri Garda.

 

Alla prima gara dell'anno di sedile scorrevole hanno partecipato diverse tipologie di barca: singolo, due di coppia, quattro di coppia e otto, e diverse categorie di atleti dai cadetti ai seniores, fino ai master. Più di quaranta le società che hanno aderito provenienti anche da fuori regione (Lazio, Liguria, Piemonte e Veneto), per un totale di quasi 500 atleti.
La Canottieri Garda Salò ha fatto scendere in acqua 29 atleti di livello agonistico over 15.
L'evento ha previsto un rigido protocollo anti Covid-19, approvato dalla Federazione Italiana Canottaggio, e si è svolto a porte chiuse.

 

Il canottaggio è una delle poche attività che, svolgendosi all'aperto, ha permesso ai soli atleti agonisti di continuare a fare attività, con le dovute restrizioni.

 

 

La Provincia di Brescia aderisce alla richiesta di istituzione della Fondazione Mille Miglia, avanzata del Presidente dell’Automobile Club Brescia, Aldo Bonomi, con l’obiettivo di migliorare, grazie a un maggior coinvolgimento del territorio, i già ottimi risultati ottenuti dal marchio 1000 Miglia, a vantaggio dell’intera provincia.

La 1000 Miglia vanta una storia che risale al 1927 e che da allora vede appassionati e collezionisti in prima linea per far rivivere il mito della corsa Brescia-Roma-Brescia.  Un prestigio e un’appartenenza che si rinnova e che indiscutibilmente rilancia al mondo un messaggio univoco: il fascino della 1000 Miglia vince la sfida del tempo e dei confini, oltrepassa le barriere del comune sentire per restare un contributo solido e concreto alla cultura del lavoro e del saper raccogliere sfide tecnologiche e di grande complessità.  

 

Una sfida nel tempo contro il tempo, che ha saputo andare oltre alla sua semplice valenza di gara sportiva, per diventare momento epico di confronto e crescita culturale ed economica.

“La Provincia di Brescia aderisce volentieri alla istituzione della Fondazione 1000 Miglia – ha commentato il Presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi – in quanto, nel tempo, il marchio 1000 Miglia ha saputo sapientemente espandere, anche a livello internazionale, l’interesse non solo per la competizione sportiva, ma anche verso il nostro territorio, consolidando la storicità della manifestazione e tramutandola in una tradizione alla quale i bresciani sono legati e offrendo alla provincia di Brescia una potente e originale occasione di visibilità. Una Fondazione dedicata alla “corsa più bella del mondo” è un importante volano per accrescere ulteriormente il valore culturale della manifestazione, considerata la valenza pubblica della 1000 Miglia. Ritengo utile pertanto procedere con la creazione di una Fondazione che veda tra i soci i principali Enti Pubblici del bresciano. Ringrazio pertanto il Presidente Aldo Bonomi per la richiesta e garantisco la mia disponibilità affinché il progetto veda la luce nel minor tempo possibile”.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo.

“È stata approvata in Consiglio Regionale una nuova legge con la quale verranno stanziati 101 milioni di euro a favore dei Comuni e delle Province lombarde” fa sapere Floriano Massardi, vicecapogruppo della Lega in Consiglio Regionale.

“La legge approvata ieri, denominata “Interventi a sostegno del tessuto economico lombardo”, intende distribuire queste risorse in favore dei nostri Enti locali in particolare i Comuni, con la finalità di permettere loro di effettuare investimenti a beneficio del territorio, per migliorarne la sicurezza, la vivibilità e il decoro. Vogliamo dare un contributo concreto alla ripartenza economica. Questa nuova norma prevederà, nello specifico, stanziamenti pari a 24,5milioni di euro sul 2021 e 76,5milioni di euro sul 2022, destinati alla messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, la sicurezza stradale, ponti e viadotti nonché interventi sulla viabilità e sui trasporti, sulla messa in sicurezza degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e di altre strutture di proprietà dei Comuni. Quindi si interverrà sulla sicurezza e sullo sviluppo di sistemi di trasporto pubblico di massa, sui progetti di rigenerazione urbana, riconversione energetica e utilizzo fonti rinnovabili, infrastrutture sociali, bonifiche ambientali dei siti inquinati, acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche e altri beni mobili a utilizzo pluriennale.

Le risorse verranno così ripartite: per i Comuni fino a 3000 abitanti saranno stanziati 30.000€, per quelli fino a 5000 abitanti saranno 60.000€, da 5 a 10mila abitanti i fondi ammonteranno a 100mila euro, per i Comuni fino a 20mila abitanti i fondi saranno pari a 140mila euro e per i Comuni fino a 50mila abitanti si arriverà a 200mila euro. Tenuto conto del contesto emergenziale e al fine di assicurare il pieno impiego delle risorse, i comuni beneficiari del contributo sono tenuti ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro il 10 settembre 2021”.

“La Lombardia continua ad investire sulla ripartenza, con la volontà di riattivare l’economia partendo dal territorio. Questo maxi stanziamento va ad aggiungersi ai 400 milioni già destinati l’anno scorso a Comuni e Province lombarde, a seguito dello scoppio della pandemia” conclude Massardi.

 

Pubblichiamo la lettera indirizzata al Presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi per chiedere un intervento urgente sulla Strada della Forra. Un
invito quello dell’Assessore regionale Alessandro Mattinzoli e della Consigliera regionale Claudia Carzeri, Presidente della V Commissione
Territorio e Infrastrutture, per dare la massima disponibilità istituzionale e raggiungere un obiettivo comune: il ripristino della SP38.

La comunità tremosinese dipende infatti in maniera determinante dai
flussi turistici e la strada della Forra garantisce un importante
richiamo oltre che una facile e veloce via di comunicazione, anche per i
mezzi di soccorso in situazioni di emergenza.

“Questa nostra nota è per rimarcare l’urgenza di ripristinare la SP 38
che collega la Gardesana con la frazione di Pieve - ha commentato
l’assessore regionale Mattinzoli- questo al fine di aiutare l’economia e
il turismo della zona possibilmente prima della ormai imminente stagione
turistica”.

“Il perdurare del periodo caratterizzato dall’emergenza COVID 19 - ha
aggiunto la consigliera regionale Claudia Carzeri - sta seriamente
compromettendo tutte le attività economiche legate ai flussi turistici
del Comune di Tremosine che sono drasticamente diminuiti nel corso
dell’anno 2020. L’invito è quindi di un impegno comune per non
prolungare questa situazione anche nel periodo estivo.”

“Confidiamo - hanno sottolineato i due rappresentanti regionali - che,
malgrado le risapute difficoltà della provincia, possa essere avviata
una procedura per riaprire in tempi brevi la strada al flusso veicolare
e consentire alle attività di riprendere, senza ulteriori disagi, il
proprio lavoro.“

 

 

Nel corso del pomeriggio di venerdì la Prefettura di Brescia, unitamente alle principali autorità provinciali e locali di protezione civile - compresi i sindaci dei comuni bresciani interessati dalla frana di Tavernola Bergamasca -, ha partecipato ad un incontro da remoto indetto dalla Regione Lombardia, per acquisire gli esiti dei più aggiornati studi condotti dal team di esperti incaricati dal Dipartimento di protezione civile, dalla Regione Lombardia, dal Comune di Tavernola Bergamasca e dalla Comunità Montana di Sale Marasino circa la possibile evoluzione della citata frana e le caratteristiche dell’ipotetica onda anomala prodotta dal collasso della stessa. Questo il comunicato della Prefettura.

In tale contesto, oltre a confermare che, già da giovedì, la velocità della frana si è ridotta fino ad una soglia inferiore al livello di “attenzione”, sono state illustrate brevemente tre diverse ipotesi di onda anomala dedicando particolare approfondimento a quella più significativa ovvero quella che, in rapporto ai volumi di materiale coinvolti e ai tempi di caduta, darebbe luogo agli effetti più gravi ma meno probabili.

Dalle prime simulazioni è emerso che detta onda potrebbe assumere un’altezza non superiore a 7 metri nelle aree prospicenti Tavernola Bergamasca e Montisola; la stessa si diffonderebbe poi - ma in misura progressivamente minore - su tutte le zone rivierasche fino a raggiungere valori non superiori al metro di altezza nelle zone più lontane dall’epicentro della frana.

In relazione a quanto sopra, benché sia stato chiarito che gli studi non sono ancora completi - soprattutto per quanto attiene alle aree più urbanizzate e quelle caratterizzate da opere ed infrastrutture particolarmente vulnerabili -, tutti i comuni rivieraschi sono stati invitati a rivedere la propria pianificazione di protezione civile rapportandola ai nuovi - e più rassicuranti - scenari di riferimento presentati nella giornata odierna. Si è convenuto, pertanto, di abbandonare la quota m. 195 s.l.m. – adottata preventivamente quale quota empirica di riferimento per il censimento della popolazione e delle infrastrutture interessate - per adottare quote variabili da comune a comune in quanto più aderenti ai valori presentati nella giornata odierna.

I Sindaci bresciani, quindi, sulla base dei citati, nuovi scenari, proseguiranno nelle attività già intraprese completando i relativi piani di protezione civile, allestendo adeguati sistemi di allertamento della popolazione e predisponendo quanto necessario per assicurare la messa in sicurezza della popolazione medesima.

Il COM del Sebino bresciano si riunirà nuovamente all’inizio della prossima settimana per fare il punto della cennata pianificazione come declinata alla luce delle nuove e più puntuali indicazioni fornite dagli esperti.

I cittadini che avessero bisogno di informazioni di maggiore dettaglio in ordine a quanto sopra, ove non riuscissero ad ottenerle presso le amministrazioni locali di riferimento, potranno indirizzare le proprie richieste - via email - anche al Comitato Operativo Misto (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o alla Sala Operativa della Prefettura (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

 

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Assegnata una nuova unità navale al Nucleo Guardia Costiera del lago di Garda. La motovedetta CP 605 è arrivata in questi giorni ed è la quinta della flotta.

L’imbarcazione è stata assegnata dal comando generale delle capitanerie di porto di Roma, su specifica richiesta della direzione marittima di Venezia. Le operazioni logistiche sono state assicurate grazie alla convenzione stipulata con la Comunità del Garda, l’autorità di Bacino Garda e Idro, le regioni Lombardia e Veneto e con la Provincia autonoma di Trento.

Con i suoi 45 nodi di velocità, la motovedetta è tra le più veloci in dotazione alle capitanerie e si aggiunge alle altre quattro che operano quotidianamente sul lago, partendo dalla sede di Salò, per garantire il soccorso e il rispetto della sicurezza nella navigazione.

Nei prossimi l’equipaggio, composto da tre militari abilitati al salvamento, potrà iniziare le attività addestrative e di ambientamento in preparazione dell’ormai imminente stagione primaverile. Purtroppo, a causa della pandemia, non è stato possibile realizzare la cerimonia di presentazione della nuova unità, che prevedeva la presenza delle istituzioni civili e militari e la partecipazione del presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini.

 

"Due passi e un Pirlo....di nuovo a Desenzano":  riparte da qui la Galleria Civica Bosio dopo i mesi della chiusura e la rinnovata possibilità di aprire grazie all'ultima ordinanza ministeriale che colloca Desenzano in zona gialla.

Da venerdì 5 febbraio gli allestimenti a Palazzo Callas Exhibitions sono nuovamente aperti al pubblico ogni venerdì dalle 16 alle 21. Consigliata la prenotazione al numero 030.9909184 (Ufficio Cultura).

 

È tempo di ripartire anche per Sirmione e per i sirmionesi. Venerdì 5 febbraio Palazzo Callas Exhibitions ha aperto nuovamente i battenti al pubblico, pronto ad accogliere turisti e curiosi con la XIII mostra collettiva degli artisti del paese. Opera – Art in progress, l’allestimento che raccoglie le opere di 36 artisti tra pittori, scultori fotografi e poeti, dopo aver subito un temporaneo arresto a causa della pandemia, sarà nuovamente visitabile.

Sirmione riparte dalla cultura, dall’arte e dalla bellezza, firmata da chi Sirmione la vive, la respira e la racconta nella vita di tutti i giorni. L’arte è una creatura in continuo mutamento ed evoluzione, un moto perpetuo di correnti, movimenti, tecniche e sensibilità. Specchio di una realtà che scorre incessantemente, l’arte rappresenta la capacità creativa di cambiamento e re-invenzione. Una capacità che oggi, in un mondo chiamato ad affrontare un capitolo inedito, può aiutare a decifrare il presente e ripensare il futuro.

Espongono: Elisabetta Arici, Luisa Baccinelli, Roberto Bellini, Edoardo Bianchi, Marco Bombana, Michela Bonzio, Massimo Bottura, Elia Brighenti, Umberto Cagliari, Maria Gioia Casagrande, Nazzareno Coccia, Maria Chiara Dal Cero, Antonella Domenegoni, Aurelio Drago, Alessandro Duina, Mauro Duina, Benedetta Ferranti, Giulia Ferrari, Cristina Gaiera, Elena Giordano, Vito Grisoni, Jennifer Guerra, Peppino Mellini, Chiara Mezzana, Enrico Mezzana, Antonello Perin, Maria Teresa Pietta, Anna Prandi, Giuseppe Rossini, Margherita Salaorni, Gaia Soldà, Cristina Treccani, Damiano Valbusa, Luciano Vicentini, Renato Vismara, Elena Volongo.

Provvisoriamente verrà mantenuta l’apertura ogni venerdì. Per garantire una visita della mostra in completa sicurezza è consigliabile la prenotazione. 

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