TOURIST! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque al MuSa – Museo di Salò 26 aprile – 4 ottobre 2026.
C’è un momento, entrando nelle sale del MuSa di Salò, in cui il visitatore percepisce di essere davanti non solo a una mostra, ma a un racconto che attraversa tre decenni di storia e di emozioni (1885-1915). TOURIST! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque, in programma dal 26 aprile al 4 ottobre 2026, invita a ripercorrere l’evoluzione del rapporto tra i villeggianti e il Lago di Garda, un rapporto che ha cambiato il destino del territorio e il modo stesso di guardarlo.
Il percorso si snoda come un viaggio nel tempo, dalle prime esplorazioni dell’Ottocento fino alla vigilia della Prima guerra mondiale, e si regge su tre parole semplici e decisive: scoperta, frequentazione, trasformazione. Sono le chiavi che aprono la porta a un Garda che non è solo un luogo geografico, ma un’esperienza culturale, estetica, emotiva.
La scoperta è il sentimento originario, quello che anima i primi viaggiatori dell’Ottocento: artisti, botanici, naturalisti, scrittori che arrivano sul lago con lo stupore negli occhi e la voglia di catturare l’inafferrabile. Le loro opere – acquerelli rapidi, disegni presi dal vero, vedute luminose – raccontano un Garda ancora intimo, quasi segreto, che si rivela solo a chi sa osservare. È il tempo della meraviglia, dell’incontro improvviso con un paesaggio che sembra sospeso tra natura e poesia.
Poi, lentamente, la scoperta lascia spazio alla frequentazione. Dall’ultimo quarto dell’Ottocento, e soprattutto negli anni della Belle Époque, il Garda diventa una meta abituale, un luogo da vivere più che da visitare. Le famiglie mitteleuropee arrivano per settimane, a volte per mesi; si passeggia lungo il lago, si prendono le acque, si partecipa a serate musicali, si leggono i giornali nei caffè. La villeggiatura diventa un modo di abitare il tempo, di costruire una quotidianità elegante e rilassata, fatta di ritmi lenti e di piccoli riti condivisi.
Ed è proprio questa presenza costante, cosmopolita, curiosa, a generare la trasformazione. I villeggianti non si limitano più a osservare il paesaggio: lo modellano, lo reinterpretano, lo fanno proprio. Nascono le passeggiate panoramiche sulle colline, i giardini all’inglese, le ville affacciate sull’acqua, gli alberghi moderni. Si costruisce la chiesa evangelica, si apre un Casinò, si pubblica un giornale locale in lingua tedesca, Der Bote vom Gardasee, che racconta la vita culturale e sociale di una comunità internazionale che anima il lago. Il Garda cambia volto, ma senza perdere la sua anima: diventa un luogo europeo, aperto, vivace, capace di accogliere e di trasformarsi senza snaturarsi.
La mostra racconta tutto questo attraverso un patrimonio visivo e materiale straordinario: acquerelli delicati, disegni che fissano scorci ormai scomparsi, fotografie che documentano la nascita del turismo moderno, cartoline che viaggiano tra Vienna, Monaco, Berlino, San Pietroburgo e New York. E poi gli oggetti della villeggiatura: ventagli, astucci da viaggio, cassette da pittore, abiti eleganti, piccoli strumenti quotidiani che parlano di un modo di vivere il viaggio fatto di cura, lentezza e attenzione ai dettagli.
È un racconto appassionato, a tratti struggente, che restituisce il momento forse più alto della storia del turismo sul Lago di Garda: quando il viaggio non era solo spostamento, ma esperienza, incontro, trasformazione reciproca tra chi arrivava e il luogo che lo accoglieva. Una stagione irripetibile, che il MuSa porta alla luce con grazia, profondità e un tocco di meraviglia.
Maria Paola Pasini