Si sono concluse a Bagolino le Feste quinquennali della Madonna di San Luca, che quest’anno hanno assunto un significato del tutto particolare per la coincidenza con il Centenario dell’Incoronazione della venerata Icona, avvenuta nel 1926.
Nove giorni, dal 19 al 27 settembre, intensissimi e caratterizzati da una grande partecipazione. Il momento culminante è stato la solenne processione conclusiva, che ha accompagnato l’Icona per le vie del paese al termine della celebrazione presieduta da mons. Ovidio Vezzoli, vescovo di Fidenza. Un appuntamento che ancora una volta ha mostrato quanto profondo sia il legame tra la Madonna di San Luca e la comunità bagossa, coinvolgendo residenti, famiglie, fedeli e tanti bagossi tornati in paese proprio per le feste.
Un’edizione destinata a rimanere nella storia anche per quanto avvenuto nella giornata inaugurale: sabato 19 settembre, alla presenza del vescovo di Brescia mons. Pierantonio Tremolada, la chiesa di San Giorgio è stata proclamata Santuario diocesano della Madonna di San Luca, proprio nell’anno del Centenario dell’Incoronazione. Nel corso della settimana è stato inoltre presente a Bagolino l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, a testimonianza dell’antico legame religioso e storico tra Bagolino e il territorio trentino.
Accanto alle celebrazioni religiose, molto frequentate sono state anche le iniziative culturali. Particolare interesse hanno riscosso le due mostre allestite per l’occasione. Nella chiesa di San Lorenzo l’esposizione artistica curata da Paolo Melzani ha raccolto opere di artisti dell’Alta Valle Sabbia dedicate alla figura della Madonna, creando un suggestivo dialogo tra arte contemporanea, fede e tradizione.
A questa si è affiancata la mostra storica e documentaria curata da Flavio Richiedei e dall’associazione culturale Habitar in sta terra, che attraverso documenti, immagini, stampe, testimonianze e curiosità ha ripercorso la lunga storia della Madonna di San Luca e delle feste che nei secoli hanno accompagnato la devozione dei bagossi.
Perché il 2026 celebra i cento anni dell’Incoronazione, ma la storia dell’Icona è naturalmente molto più antica e affonda le sue radici nei secoli. Al di là delle tradizioni e delle leggende che ne accompagnano l’origine, ciò che emerge con chiarezza è la continuità di un rapporto che ha fatto della Madonna di San Luca uno dei riferimenti più profondi della memoria religiosa e dell’identità di Bagolino.
A raccontare questa lunga vicenda contribuisce anche il volume L’icona della Madonna di San Luca. Storia, arte, fede a Bagolino nel centenario dell’incoronazione (1926–2026), curato da Maria Paola Pasini e Flavio Richiedei e pubblicato da Grafo. Presentato lo scorso agosto in una chiesa di San Rocco gremita, il libro raccoglie studi, documenti, fotografie e testimonianze e ricostruisce non soltanto la storia dell’immagine e dell’Incoronazione del 1926, ma soprattutto il rapporto che generazioni di bagossi hanno costruito attorno ad essa.
Le Feste del Centenario si chiudono dunque con un bilancio decisamente positivo: grande partecipazione alle celebrazioni, interesse per le iniziative culturali e soprattutto un intero paese coinvolto nel custodire e trasmettere una tradizione che continua a unire fede, storia, arte e memoria collettiva.
Una settimana speciale che Bagolino consegna ora alla propria storia, in attesa del prossimo appuntamento quinquennale.