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La seconda giornata del Carnevale di Bagolino non è soltanto musica, danze e costumi straordinari: è anche – e forse soprattutto – condivisione. Se nelle contrade risuonano i violini e i Balarì continuano le loro esibizioni tra Cavril e Osnà, nelle case del borgo si apre un altro spazio fondamentale della festa: quello delle cucine.

Molte famiglie, in particolare quelle legate ai Balarì, spalancano le porte e mettono a disposizione tavole imbandite per parenti, amici e visitatori. È un gesto antico, spontaneo, che racconta meglio di ogni parola il senso profondo di questo carnevale: non uno spettacolo costruito per il pubblico, ma una celebrazione vissuta dall’intera comunità.

Sulle tavole non mancano i prodotti simbolo del territorio: il Bagòss, con il suo sapore intenso e inconfondibile, salame nostrano, polenta tiragna fumante, vino rosso condiviso in allegria. Attorno al tavolo si ride, si commentano le danze, si ricordano edizioni passate, si discutono costumi e musiche, mentre fuori il paese continua a vivere il ritmo della festa.

L’atmosfera che si respira è quella di una convivialità autentica, fatta di accoglienza e partecipazione. Non c’è separazione tra chi danza e chi osserva: tutto il paese diventa comunità, e il carnevale si rinnova anche attraverso questi momenti semplici ma intensi, dove la tradizione passa di mano in mano, di piatto in piatto, di racconto in racconto. È qui, intorno alla tavola, che il Carnevale di Bagolino mostra il suo volto più intimo e vero. Come a casa della signora Graziella che ringraziamo per l'ospitalità!

mpp