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L'incidente era avvenuto sabato scorso, la mattina intorno alle 9, a Villanuova sul Clisi. L'automobile che ha provocato il sinistro è stata individuata dopo una settimana di indagini serrate da parte della polizia locale valsabbina e ha portato alla denuncia di due 19enni, uno residente fuori provincia e uno valsabbino.

I testimoni avevano parlato tutti di un'automobile nera, ma a poco a poco sono emerse evidenze che hanno aiutato gli agenti a ricostruire nel dettaglio la dinamica e a individuarne i responsabili, anche grazie all'aiuto determinante delle telecamere di videosorveglianza.

L'auto, una Opel Corsa nera, aveva affrontato a velocità sostenuta una rotatoria in territorio di Villanuova, sorpassando subito dopo in zona vietata un'altra vettura che procedeva regolarmente davanti. La manovra porta il conducente a invadere la corsia opposta di marcia da cui proviene un gruppo di ciclisti: molti di loro cadono e uno di loro riporta lesioni serie che inducono i soccorritori a ricoverarlo in codice giallo presso l'ospedale di Gavardo.

L'investitore, però, non si ferma; anzi, approfitta della concitazione del momento per fuggire in direzione Gavardo senza che nessuno riesca a memorizzare la targa della sua vettura. Chiamata sul posto, la polizia locale raccoglie immediatamente le testimonianze dei presenti e dà il via alle indagini che inizialmente sono difficoltose, perché la zona in cui è avvenuto l'impatto non è coperta dalla videosorveglianza. Ci sono tuttavia numerose altre videocamere nelle vicinanze ed è ad esse che gli agenti attingono, confidando nell'efficacia di strumenti all'avanguardia come sono quelli posizionati sul territorio valsabbino.

Una settimana di visione delle immagini porta dunque i suoi frutti e al comando si riesce a individuare l'automobile sospetta. Nel pomeriggio di venerdì, infine, gli agenti riescono a fermarla con a bordo due 19enni, quello alla guida residente a Milano mentre il passeggero è della Vlasabbia. Convocati al comando e messi di fronte alle evidenze, i due ammettono le proprie responsabilità, anche perché nel frattempo gli agenti mostrano loro alcune abrasioni sulla carrozzeria della vettura che sembrano pienamente compatibili con il sinistro della settimana prima.

A questo punto per entrambi scatta una denuncia per omissione di soccorso, cui si aggiunge per il conducente anche quella di fuga da incidente stradale. L'automobilista rischia la sospensione della patente per un periodo che va da 18 mesi a 3 anni, oltre al carcere da 1 a 3 anni. Il ciclista, che ha avuto una prognosi di 30 giorni e la bicicletta completamente distrutta, ha ringraziato gli agenti per il lavoro svolto.

Giovanna Gamba