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Il grande interesse del pubblico prolunga l’esposizione al Castello di Brescia, offrendo più tempo per esplorare i temi della biodiversità, della ricerca scientifica e dell’equilibrio tra uomo e natura fino al prossimo 15 febbraio.

 

Alla luce del grande successo di pubblico riscosso dalla mostra Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani, allestita dal 25 ottobre 2025 presso il Grande Miglio del Castello di Brescia e organizzata dal Comune di Brescia con il Museo di Scienze Naturali, Fondazione Brescia Musei e Codice Edizioni, l’esposizione viene prorogata fino al 15 febbraio 2026.

Fino al 6 gennaio, data inizialmente prevista per la chiusura, sono stati infatti 12.713 i visitatori che hanno scelto di partecipare al progetto espositivo dedicato alla biodiversità e alla salute del pianeta, una mostra che invita a riflettere sulla fragilità degli equilibri naturali e sull’interdipendenza tra le diverse forme di vita che abitano la Terra.

Elogio della diversità è stato uno degli eventi principali promossi in occasione della terza edizione di “Una sola Terra”, festival realizzato con il contributo di A2A, event partner dell’iniziativa, e BPER ispiratosi quest’anno principalmente a “One Health”.

Realizzata con il supporto dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, la mostra è curata da Sapienza Università di Roma con Università di Padova e con il National Biodiversity Future Center (NBFC), istituito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), uno dei cinque centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera che svolge un’attività di importanza strategica nell’ottica di contribuire a raggiungere i traguardi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

In una fase storica caratterizzata da una crisi della biodiversità e da un’insicurezza climatica causate principalmente dalle attività umane, un’iniziativa espositiva che richiami l’attenzione e la consapevolezza sulla fragilità degli equilibri che regolano gli ecosistemi appare quanto mai urgente e utile per attivare forme di responsabilità individuale e collettiva.

La mostra intende mettere in rilievo temi e circostanze diverse: il valore della biodiversità sia in termini assoluti che in relazione al benessere psicofisico dell’uomo; i principali fattori antropici – cambiamento climatico, specie invasive, frammentazione degli habitat e inquinamento – che sono causa della minaccia alla biodiversità; la visione della salute unica (One Health) come approccio integrato per equilibrare la salute di persone, animali ed ecosistemi; le possibili azioni individuate per invertire la rotta in direzione di un accrescimento della ricchezza della biodiversità sulla Terra e al contempo favorire paradigmi di prevenzione.

L’esposizione, curata da Isabella Saggio, genetista, docente al Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza Università di Roma, e Fabrizio Rufo, bioeticista, docente al Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma, con il coinvolgimento dei migliori esperti di biodiversità in Italia e con il contributo degli oltre duemila ricercatori del National Biodiversity Future Center, descrive il fondamentale ruolo della ricerca nello studiare, preservare e restaurare il patrimonio naturale del nostro Paese. Biologi, naturalisti, genetisti, antropologi, ecologi, urbanisti, architetti, artisti hanno offerto il loro prezioso contributo e le proprie competenze per raccontare in modo esauriente un tema così complesso. 

La mostra si avvale di un comitato scientifico d’eccellenza e di livello internazionale, composto dal Premio Nobel Giorgio Parisi, da Enrico Alleva, Carlo Blasi, Stefano Boeri, Ferdinando Boero, Maria Chiara Carrozza, Luigi Fiorentino, Enrico Giovannini, Vittorio Lingiardi, Antonella Polimeni e da Ling San.

La direzione artistica è stata affidata a Marisa Coppiano, architetta con una ricca esperienza in ambito scientifico museale. Il coordinamento scientifico è affidato a due naturalisti, Stefano Papi, paleobiologo e comunicatore scientifico e Melania Massaro, conservatrice della sezione di zoologia del Museo Civico di scienze naturali di Brescia.