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Sabato 14 febbraio alle 15 lo spazio espositivo Atelier 22 di Rezzato (via De Gasperi 122) aprirà le porte a un evento artistico unico nel suo genere, il vernissage di "Linea d'acqua". Ingresso libero.

 

La mostra vedrà protagonisti gli artisti Fabio Ingrosso, Laura Rusconi e Federico Milani, impegnati in un percorso che esplora il legame profondo tra materia, energia ed emozioni.

L'ispirazione concettuale della mostra affonda le radici negli studi di Masaru Emoto, ricercatore giapponese nato a Yokohama nel 1943. Negli anni Novanta, Emoto iniziò a documentare come l'acqua potesse reagire a stimoli esterni come parole, musica e preghiere. Secondo le sue ricerche l'acqua, sottoposta a stimoli positivi, crea cristalli di ghiaccio con strutture armoniose e geometricamente gradevoli. Al contrario, l'acqua esposta a messaggi negativi o musica discordante genera forme disordinate. Questi risultati suggeriscono che l'acqua agisca come un "nastro magnetico", capace di registrare le vibrazioni energetiche dell'ambiente.

Il percorso espositivo non è solo un omaggio alla memoria dell'acqua, ma si spinge verso le frontiere della biologia moderna. Il corpo umano, composto per circa il 70-80% d'acqua, è una sorta di "goccia che cammina". Recenti studi condotti da Gilbert Linge e Gerald Pollack hanno rivelato che nei nostri tessuti non esiste solo la classica molecola H2O. Esiste infatti una seconda tipologia d'acqua, denominata EZ Water o Exclusion Zone Water, che rappresenta circa il 40% dell'acqua metabolica. Questa "acqua endogena" presenta caratteristiche peculiari: ha una consistenza simile a un gel, è più densa, più viscosa e più alcalina dell'acqua normale. Possiede una carica elettrica negativa, a differenza della H2O che è neutra. Inoltre, avvolge i filamenti di DNA, fungendo da possibile mezzo di collegamento tra il nostro genoma e il mondo esterno.

"Linea d'acqua" rompe i canoni della fruizione tradizionale. All'interno dell'Atelier 22, nessuna opera avrà un titolo o una descrizione tecnica scritta. Saranno gli artisti stessi a fornire una descrizione orale dei propri lavori, puntando a una comunicazione emotiva diretta. "Non è più la materia singola a fare da elemento principale, ma l'energia". L'obiettivo è trasformare lo spazio espositivo in un'opera d'arte performativa e relazionale, dove il legame tra artista e visitatore genera un'energia emozionale positiva.

Le opere, create liberamente per trasmettere messaggi legati all'acqua, diventano lo spunto per riflettere su temi contemporanei urgenti, come l'inquinamento e il surriscaldamento globale.