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Fondazione PInAC lancia la nuova call internazionale
“A MODO MIO. Stare bene non è uguale per tutti”, una raccolta di disegni per ascoltare il punto di vista di bambini e bambine sul tema del benessere.

Fondazione PInAC annuncia l’apertura della nuova raccolta internazionale di disegni 'A modo mio. Stare bene non è uguale per tutti', un invito rivolto a bambini e bambine, ragazze e ragazzi dai 3 ai 18 anni a raccontare, attraverso il linguaggio grafico-pittorico, il proprio modo di vivere e immaginare il benessere.

La call nasce da una domanda tanto semplice quanto profondamente complessa: che cosa significa “stare bene” per un bambino o una bambina? In un contesto in cui il benessere è spesso definito e misurato secondo parametri adulti, Fondazione PInAC propone di ribaltare la prospettiva, riconoscendo nei disegni dei più giovani una forma autonoma di conoscenza e di narrazione dell’esperienza.

Fondazione PInAC invita i partecipanti a rappresentare liberamente una situazione, un luogo, una persona o un momento in cui si sentono bene — oppure in cui immaginano di poter stare bene — riconoscendo la natura soggettiva, situata e talvolta temporanea di questa esperienza.

L’obiettivo non è definire che cosa sia il benessere, ma raccogliere una pluralità di sguardi, restituendo dignità culturale alle interpretazioni dei bambini e delle bambine nei diversi contesti sociali e geografici.

La partecipazione è aperta sia a singoli che a gruppi, scuole, servizi educativi e contesti non istituzionali. I disegni originali dovranno essere inviati o consegnati direttamente presso la sede della Fondazione entro il 30 giugno 2026, mentre la pubblicazione online dei disegni selezionati è prevista entro agosto 2026.

I disegni selezionati entreranno a far parte dell’archivio PInAC, saranno pubblicati online, esposti in una mostra dedicata e inclusi nel relativo catalogo. La raccolta si configura così non solo come un’iniziativa partecipativa, ma come un vero e proprio dispositivo di ricerca culturale e pedagogica, capace di restituire una mappa plurale e dinamica delle esperienze di benessere nell’infanzia e nell’adolescenza.