Il MuSa – Museo di Salò dedica il grande progetto espositivo 2026 alla nascita del turismo sul lago di Garda, raccontato attraverso un secolo di immagini, oggetti e testimonianze che restituiscono l’evoluzione dello sguardo europeo sul Benaco tra Romanticismo e Belle Époque. TOURIST! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque, curata da Paolo Boifava e Maria Paola Pasini con la collaborazione di Attilio Brilli, ricostruisce per la prima volta in modo organico come il Garda sia entrato nell’immaginario dei viaggiatori colti dell’Ottocento e come, nel giro di pochi decenni, sia diventato una delle mete più eleganti e cosmopolite d’Italia.
Il percorso prende avvio dalle prime esplorazioni romantiche, quando il lago diventa tappa privilegiata dei viaggiatori stranieri eredi del Grand Tour. Goethe, Stendhal, Valéry e molti altri descrivono il Garda come un luogo sospeso nel tempo, capace di fondere osservazione scientifica e abbandono poetico. Goethe, giunto a Torbole nel 1786, sposta il tavolo della locanda sotto la finestra per disegnare il paesaggio; Stendhal lo definisce «probabilmente il più bel paesaggio del mondo»; Paul Valéry ricorda una colazione con i pescatori come uno dei momenti più intensi della sua vita di viaggiatore.
A documentare questa stagione sono oltre cento opere tra disegni, acquerelli, guide illustrate e vedute pittoresche. Tra i nuclei più preziosi spicca il Voyage pittoresque au lac de Garda di Jakob Wetzel (1824), esposto per la prima volta in Italia nella sua serie completa di quindici vedute acquerellate. Accanto, una selezione di studi dal vero di artisti come Luigi Basiletti, Girolamo Joli, Basilio Armani e Wilhelm Hollstein restituisce scorci, atmosfere e dettagli del paesaggio gardesano tra il 1830 e il 1850, con uno sguardo immediato e sentimentale.
La mostra dedica grande attenzione anche agli oggetti da viaggio, provenienti da importanti collezioni private: astucci con posate smontabili, cassette da pittore con acquerelli originali, raffinati servizi da toilette in argento e cristallo, ventagli souvenir con vedute del lago. Una sezione è riservata alla moda della villeggiatura, con abiti e accessori di fine Ottocento e primo Novecento che raccontano l’evoluzione del gusto e delle pratiche del viaggio.
Con l’ultimo quarto dell’Ottocento il Garda cambia volto: Arco e Riva diventano stazioni di cura, Gardone Riviera si trasforma in città giardino, Salò si afferma come meta elegante, Sirmione come centro termale. Alberghi, ville, passeggiate e nuove infrastrutture ridisegnano il paesaggio, mentre la fotografia – rappresentata in mostra da autori come i fratelli Alinari, Giovanni Negri, Alois Beer e Moritz Lotze – documenta l’espansione del turismo moderno e l’incanto del lago tra 1880 e 1913.
Il catalogo, pubblicato da Scripta, ospita un ampio saggio di Attilio Brilli, massimo esperto italiano di Grand Tour, che ricostruisce la nascita del mito gardesano nella cultura europea. Con lo scoppio della Grande Guerra, osserva Brilli, il Garda perde l’aura di luogo fuori dal tempo e diventa teatro di eventi bellici, segnando simbolicamente la fine di un’epoca.
La foto: Alessandro Oppi, piroscafo sul lago di Garda 1910 circa.
Tourist! Grande mostra al MuSa di Salò dedicata al turismo sul Garda
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