Il Lago di Garda torna al centro del dibattito turistico con un’ambizione che affonda le radici nella storia: proporsi come una destinazione unica a livello internazionale, nonostante le divisioni amministrative tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Un sogno antico, già coltivato nel dopoguerra con la nascita dell’Ente del Garda nel 1946, che riuniva Brescia, Verona, Trento e Mantova in un consorzio interprovinciale per rilanciare il turismo e ricostruire le infrastrutture danneggiate dal conflitto.
L’esperienza, pur promettente, si scontrò con resistenze locali e fu sciolta nel 1955. Ma l’idea di una “Regione del Garda” non è mai tramontata. Oggi, a raccogliere quell’eredità è la Comunità del Garda, che nel 2025 celebra 50 anni di attività. Con sede a Salò, l’organismo riunisce volontariamente quasi tutti i comuni rivieraschi e dell’entroterra, insieme alle quattro province, per affrontare in modo coordinato temi cruciali come navigazione, ambiente e pesca.
Un lago diviso, ma unito nel cuore e nella visione. Il Benaco continua a cercare la sua voce comune nel panorama turistico globale anche grazie all'impegno del Consorzio Garda Unico che riunisce operatori e comuni delle tre regioni.