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Una quarantina abbondante di chilometri coperti a piedi, un migliaio di metri di dislivello, tre giorni di cammino con due pernottamenti (a Vestone e a Caino). Sono questi i dati salienti del pellegrinaggio compiuto da un gruppo di donne e uomini di Bagolino partiti a piedi dalla Valle del Caffaro per arrivare in Cattedrale a Brescia lungo sentieri che un tempo rappresentavano la via più rapida di collegamento con la città, passando per le Pertiche e per le Coste di Sant’Eusebio. 

Per vivere l’anno giubilare non è indispensabile andare a Roma. La diocesi di Brescia ha indicato nove chiese del territorio dove è possibile compiere il rito giubilare (pellegrinaggio, confessione e messa per ottenere l’indulgenza plenaria) senza sobbarcarsi trasferte troppo lontane. Un gruppo di fedeli di Bagolino, guidati dal parroco don Francesco Mattanza, ha scelto appunto un pellegrinaggio di questo genere.

Una ventina di loro ha compiuto l’intero tragitto, mentre altri si sono aggregati per percorsi più brevi. Si è trattato – assicurano i partecipanti – di un’esperienza di cammino, di fatica ma anche di gioiosa condivisione, coronata in città dall’incontro con il vescovo, mons. Pierantonio Tremolada, e dalla messa celebrata da don Francesco (con a fianco il diacono Luca Ferremi e il comboniano padre Mario) in Duomo nuovo, all’altare del Discorso della montagna, davanti alle tombe di mons. Bruno Foresti e di mons. Giacinto Gaggia. Alla fine la fotografia di rito, insieme a “pellegrini urbani” aggregatisi per l’occasione.

Odoardo Resti