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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di una bresciana di 50 anni che racconta le sue difficoltà e le sue umiliazioni alla ricerca di un posto di lavoro.

Le difficoltà di una Over 50. Ciao a tutti in questa lettera racconto della mia esperienza di vita reale.

Un lavoratore over 50 e forse anche prima (nel mio caso è stato prima) su tre affronta in questo periodo eventi negativi, come una malattia propria o dei propri cari, separazioni, lutti, cambiamenti sul luogo di lavoro stesso o altro. Quando si vivono di questi periodi le risorse aziendali si attivino più facilmente per coloro che hanno un cambiamento di vita positivo e meno facilmente per chi vive un momento critico.

Cosa fare allora? Ci si arrende? Si va a vivere sotto un ponte? Si cerca un amico/parenti/associazione/parrocchia che ci ospiti e si tira avanti finchè si campa? Certamente no.

Ho perso il lavoro per un incidente subito e da subito ho capito che ero troppo vecchia per ritrovarlo e troppo giovane per andare in pensione. Faccio parte di quelle Persone che le stanno provando tutte, disposte ad adattarsi, senza puzza sotto il naso, perché il lavoro è dignità umana e sociale, indipendenza economica, libertà personale.

Ma ahimè non è così facile soprattutto per chi ha superato la soglia dei 50 anni, sembra che dopo i 23/30 anni una persona non sia più in grado di svolgere un lavoro. Oggi per trovare lavoro occorre essere: giovane, avere un diploma (non importa ottenuto come) non conta l’esperienza; per una della mia età è proibito partecipare anche a concorsi per un posto di “collaboratrice scolastica o altro, perché serve un attestato di studi triennali o quinquennali. Io ho un attestato di scuola media inferiore, fin da giovanissima ho sempre lavorato senza spaventarmi della fatica o di orari o di lavorare il sabato e la domenica o lavorare 12/15 ore, ma poco importa,non sono idonea . Riassumendo: non posso fare concorsi perché non ho il diploma, non posso fare l’addetta vendite e mille altri lavori, perché la richiesta massima è di 23 o 40 anni (dai quaranta in su, si è utilizzati per fare le pulizie, perché per i reparti si è vecchi). Mi chiedo cosa posso fare per mantenere me stessa? E quello che più mi fa rabbia, le persone che ti dicono che sei tu che non vuoi lavorare. Ovviamente queste persone non si sono mai trovate in una situazione come questa.  Le sole persone che ti rispondono sono le solite ditte che non cito i nomi, ma che non portano a nulla, solo a rompere le scatole ad amici o conoscenti.

Mio padre mi ha insegnato la correttezza, e come persona che non ha patentini di nessun genere non chiedo nulla. In questi ultimi ho lavorato per 2,5 euro l’ora per 15 /17 ore al giorno. Ho avuto proposte di lavoro da 1,5 euro l’ora. Gratuitamente, ho fatto molte cose, ma ora penso che sia  umiliante dopo una vita passata a dare, trovarsi nella condizione di dover chiedere e vedersi chiudere le porte in faccia o sentirsi dire che non sei niente e nessuno, che tutte le esperienze che si ha fatto in una vita non servano a nulla.

Lettera firmata