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Laureati in Architettura a Venezia, Anna Bregoli, Elia Bianchini e Marco Trolese hanno ricevuto in questi giorni il Premio di Laurea assegnato ogni anno dall’Istituto Italiano Castelli a giovani che si sono avvicinati ai temi del restauro e della conservazione del patrimonio fortificato italiano.

 

Per la premiazione quest’anno è stata scelta l’Università di Napoli, che ha ospitato un’edizione speciale: sono stati assegnati, infatti, sia i premi per l’anno in corso che quelli dell’edizione 2020, rimandata causa covid. I tre avevano partecipato alla selezione con la tesi dal titolo “Lagerwerk II. Dialettica tra restauro e rappresentazione per la valorizzazione di un edificio militare dismesso a Peschiera del Garda” e si sono classificati primi fra numerosi altri lavori inviati da tutta Italia. Il premio, un assegno da 2000 euro, è stato consegnato loro dal direttore del Dipartimento di Architettura della Federico II, Michelangelo Russo, alla presenza dei vertici nazionali dell’Istituto Italiano dei Castelli e di molte altre autorità istituzionali.

L’idea del concorso nazionale, giunto ormai alla 24esima edizione, è nata per avvicinare le nuove generazioni allo studio e alla valorizzazione dello straordinario patrimonio castellano nel nostro paese. I vincitori alla fine della premiazione hanno potuto illustrare il loro progetto, che è stato esposto in una mostra nella Facoltà di Architettura insieme agli altri lavori selezionati dalla commissione. Nello specifico, si tratta di un percorso di ricerca metodologica che affronta il tema della conoscenza, conservazione e fruizione di un sistema di difesa territoriale complesso quale è Forte Lagerwerk Zweite, oggi noto come Forte Papa, a Peschiera del Garda.

I tre neoarchitetti, laureati con lode all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), sono appena tornati da Napoli a Montichiari, dove risiedono Anna ed Elia, e sono ancora emozionati per l’importante traguardo raggiunto. «Il premio – affermano – è stato una grande soddisfazione, ma ancora di più siamo stati orgogliosi di aver potuto presentare il nostro lavoro, perché l’obiettivo è soprattutto sensibilizzare in modo sempre più incisivo nell'ambito delicato e di rilievo del restauro e della fruizione dei manufatti storici. Sul nostro territorio, infatti, sono numerosi le strutture abbandonate che avrebbero bisogno di interventi». La loro esperienza positiva con la Compagnia del Morbo, che si occupa del mantenimento del forte da loro studiato, dovrebbe dunque diventare un modello anche per altre amministrazioni, affinché «questi gioielli incastonati nel territorio possano essere sempre trattati con un occhio di riguardo».

Anna Bregoli ora sta proseguendo gli studi presso la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio sempre presso la IUAV, Elia Bianchini ha conseguito l’abilitazione e lavora come libero professionista, mentre Marco Trolese è docente di storia dell’arte e disegno tecnico dopo aver conseguito un master in Psicologia architettonica e del paesaggio presso l’università di Padova. Non è la prima volta che i tre vengono premiati, infatti avevano già vinto il concorso Premio Piranesi presso villa Adriana a Tivoli lo scorso anno.

Giovanna Gamba