Durante le celebrazioni del 4 novembre è stata inaugurata la campana "Julia" a conclusione del restauro: un simbolo rinnovato di memoria, libertà e unità.

In occasione della Festa dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, Sirmione ha vissuto un momento di alto valore civile e simbolico inaugurando la Campana “Julia”, restaurata dopo un accurato intervento di revisione e messa in sicurezza. L’Amministrazione comunale ha scelto la celebrazione del 4 novembre quale momento ideale per restituire alla comunità la campana recentemente riportata a nuovo, riconoscendola come emblema di memoria e di onore verso i Caduti di tutte le guerre e come rinnovato impegno a custodire la pace e la Patria da loro difesa. Il rito ha unito il ricordo dell’impegno delle Forze Armate per l’unità d’Italia ai valori di pace, libertà e fratellanza che ne derivano.

La cerimonia ha previsto la deposizione della Corona alla Cappella dei Caduti del Cimitero comunale, seguita dall’alzabandiera presso la Campana dei Caduti sul Colle di San Pietro in Mavino, accompagnata dalla Banda Cittadina di Sirmione. Erano presenti la sindaca Luisa Lavelli, l’Amministrazione comunale, le autorità militari, civili e religiose, le associazioni d’arma e dei combattenti, insieme a numerosi cittadini.

Nel suo intervento, la sindaca ha sottolineato che «la nostra “Julia”, tornata a risuonare con una nuova voce, rappresenta un ponte tra passato e presente, rinnovando nei suoi rintocchi il messaggio di libertà, pace e unità nazionale. È perciò doveroso rivolgere un sincero ringraziamento alle Forze dell’Ordine e alle Associazioni d’Arma per il coraggio e il senso del dovere dimostrati nei periodi più difficili della storia e per l’impegno con cui, ancora oggi, custodiscono e difendono i valori di libertà e unità conquistati con il sacrificio di tante vite».

Sul Colle di San Pietro in Mavino, tra gli ulivi, simbolo di pace, è stato celebrato il rito della Santa Messa e la benedizione della Campana “Julia”, di nuovo splendente dopo l’importante intervento di restauro. La giornata ha visto una partecipazione commossa, mentre la luce esaltava la rinnovata bellezza della campana, fatta risuonare nel ricordo di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e l’unità del Paese.

In occasione del 70° anniversario della sua installazione, è stata posta una targa di ringraziamento per il contributo al restauro offerto dal Fondo della Famiglia Gnutti (Fondo Franco e Maria Luisa Gnutti) e dalle Terme di Sirmione (Fondo Terme di Sirmione), che ha reso possibile la rinascita di questo simbolo, a testimonianza di un legame profondo tra comunità, memoria e territorio. Il Comune ha fortemente voluto questo intervento al fine di garantire la conservazione e il futuro della nostra “Julia”, a seguito delle verifiche tecniche che ne avevano evidenziato il rischio di rottura. Il restauro, durato otto mesi a partire da febbraio 2025, è stato affidato a maestranze altamente specializzate che hanno eliminato le cause di elevato stress del bronzo e l’usura provocata dal vecchio ceppo e dall’impianto elettrico obsoleto, risalente al 1955.

Durante i lavori, inoltre, sono stati eseguiti lavori di riqualificazione delle decorazioni e di manutenzione delle lapidi e dei marmi che compongono l’altare. “Colgo l’occasione per ringraziare gli uffici comunali per la dedizione con cui hanno contribuito a restituire alla comunità la Campana “Julia” rinnovata nel suo aspetto. In qualità di assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio - sottolinea il vicesindaco Maurizio Ferrari - mi sento onorato di aver seguito questo percorso di riqualificazione, che ha permesso di ridare voce a tutti coloro ai quali la nostra “Julia” è dedicata: uomini che si sono sacrificati e hanno donato la propria vita per salvare la Patria e trasmettere alle nuove generazioni i valori di unità e di pace.”

La Campana dei Caduti, dedicata ai 32 cittadini di Sirmione caduti in guerra, nacque da un’iniziativa popolare promossa nel 1949 e fu fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1951. Venne collocata definitivamente nel 1955 sul Colle di San Pietro in Mavino grazie al contributo di cittadini, associazioni e benefattori. Da allora, i  suoi rintocchi risuonano come richiamo alla memoria e alla pace, testimoniando l’orgoglio e la gratitudine di un’intera comunità. Da oggi, con il completamento di questo restauro vitale, la “Julia” è di nuovo in sicurezza e potrà continuare a far risuonare la sua voce sulle acque del Garda.

(Foto di Fabrizio Biolchi)