Moica: “Contro la violenza sulle donne serve un segnale forte (e quotidiano)”.
Ricorre oggi la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni Unite. A più di un quarto di secolo da quella Risoluzione, Moica –donne attive in famiglia e società APS, ripercorre le molte battaglie che l’hanno vista protagonista per l’ottenimento dei diritti delle donne. Lotte i cui successi tuttavia illividiscono contro i numeri della violenza. Violenza come bavaglio e intimidazione, violenza come negazione al diritto stesso e irrinunciabile di essere, semplicemente, donna.
Per questo a quei numeri di agghiacciante protervia Moica sceglie di rispondere con altrettanta, numerica e spoglia evidenza. A partire dal primo gennaio prossimo, sui profili social dell’APS, ogni notizia di violenza avrà un nome e un cognome. Perché non solo il 25 novembre o l’8 marzo si deve dar conto della verità: ogni giorno, ad ogni violenza, serve riflettere su quanto ancora si sia lontani dal diritto più importante.
“È sconfortante - dichiara la presidente nazionale Sara Squassina - osservare come le tante attività formative e sensibilizzatrici, legislative e di condanna, di cronaca, comunicazione e buone prassi, ancora non siano valse la presa di coscienza che la violenza di genere è lungi dall’essere estirpata. Trasversale alle generazioni e apparentemente impermeabile ad ogni educazione - insiste - perdura senza freno. A pochi giorni dall’approvazione alla Camera della proposta di legge sul consenso, mi chiedo come sia possibile che a crescenti sensibilità, la società ancora opponga l’adagio di brutalità fisiche e psicologiche che abbacinano un giorno per essere ridotte a dimenticata statistica il seguente. Moica non ci sta. E così - ha spiegato Squassina - ci siamo risolte per questo semplice, ma incisivo segnale”.
I numeri parlano chiaro: più del 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni subisce nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Una donna su tre. Rispetto al 2014 (anno della precedente indagine Istat “Sicurezza delle donne”) i dati del 2025 evidenziano importanti aumenti delle violenze subite dalle giovanissime (16-24 anni). Sempre al confronto con undici anni fa, si rileva una diminuzione dei casi di violenza fisica cui, tuttavia, fa da contraltare il rilevante incremento di violenze sessuali, tentati stupri e stupri. Se a queste si aggiungono il ventaglio delle violenze psicologiche e del non detto, del dolorosamente taciuto, ecco che i numeri assumono dimensioni incredibili.
E proprio questo è il punto, secondo l’APS: “Il rischio è che i numeri indignino e scoraggino, che siano cioè talmente elevati da sfumare nella difficile comprensione - osserva la presidente - finendo per essere ‘ammessi’ a riflessione sono in certi, specifici giorni. La nostra idea, sia pure per certi versi semplicistica ma, ritengo, di significato, vuol essere il ritorno alla persona. Ogni giorno. Tutti i giorni dell’anno che abbiano a macchiarsi di violenza. Un nome e un cognome su sfondo rosso come rosso il logo che da sempre le battaglie del Moica, perché - conclude Squassina - ogni violenza come ogni donna dev’essere più di un numero”.