Il progetto per il nuovo impianto di depurazione dei reflui della sponda bresciana del Lago di Garda, trasferito da anni turbolenti di ipotesi e localizzazioni alternative a una decisione ufficiale, continua a suscitare un forte dibattito. Dopo lo spostamento del sito a Esenta di Lonato — scelta confermata dalle autorità competenti — il dibattito si è riacceso a causa delle ultime novità emerse con una riunione tenutasi a Roma.
Secondo la decisione attuale, il depuratore completerà il sistema di collettamento e depurazione dei reflui, elaborato da Acque Bresciane, con un investimento stimato tra 250 e 300 milioni di euro. Le acque trattate saranno convogliate via collettore e successivamente scaricate nel Fiume Chiese, in località Fontanelle (Montichiari), attraverso un canale artificiale lungo circa 10 km.
Tuttavia, tra i Comuni afferenti all’asta del Chiese e numerosi comitati ambientalisti si è formato un fronte di disaccordo compatto. Le ragioni del dissenso riguardano soprattutto il possibile impatto ambientale, l’elevata pressione su un corso d’acqua che in estate si riduce quasi a un sottile rigagnolo, e l’ipotesi di un peggioramento delle condizioni idriche del territorio.