Da Chicago a Bagolino, passando per Rimini e per un incontro decisamente fuori dall’ordinario con Papa Leone XIV. È stato un viaggio italiano ricco di sorprese quello di Louis “Blue Lou” Marini, celebre sassofonista americano conosciuto in tutto il mondo soprattutto per la sua partecipazione ai Blues Brothers. 

Marini è arrivato in Italia in occasione del Meeting di Rimini, dove ha avuto modo di incontrare Papa Prevost, anche lui originario di Chicago e grande appassionato del film cult diretto da John Landis. Un incontro che non è passato inosservato nemmeno sulla stampa internazionale: Leone XIV ha scherzosamente domandato al musicista se fosse ancora «in missione per conto di Dio», ricevendo in cambio un regalo perfettamente in tema, un paio degli immancabili occhiali neri in stile Blues Brothers. 

Marini è del resto uno dei volti più riconoscibili della storica band e compare anche nella celeberrima scena con Aretha Franklin e Matt “Guitar” Murphy, suonando il sax e ballando sul bancone del locale. 

Ma il soggiorno italiano ha avuto per il musicista anche un risvolto molto più personale. Lasciata Rimini, Lou Marini ha raggiunto Bagolino per riscoprire le proprie origini familiari. Suo padre Louis, già maestro della banda della Marina militare americana, era infatti figlio di Candido Marini, originario di Darzo, in Trentino, e di Silvia Schivalocchi, nata a Bagolino. 

Se il legame con Darzo era già conosciuto – Marini vi si è esibito in concerto anche in passato – meno nota era la storia della famiglia della nonna paterna. Silvia apparteneva agli Schivalocchi Ciapana, gli stessi che gestirono lo storico Albergo Ciapana, importante punto di riferimento tra Ottocento e Novecento per il turismo e i viaggiatori d’affari che raggiungevano Bagolino e divenuto successivamente Albergo Richiedei. 

Per Marini è stata dunque una vera passeggiata sulle tracce della propria famiglia. Il sassofonista ha percorso via San Giorgio, si è fermato davanti all'edificio dell'antico albergo dei suoi antenati, oggi occupato dal negozio Coop, e ha visitato la Casa museo dell'associazione Habitar in sta terra, accompagnato da Ivan Bordiga e Filippo Melzani. 

Proprio qui non poteva mancare un incontro con un'altra storia che gli appartiene da vicino: quella della musica. Particolarmente apprezzata è stata infatti la sala degli strumenti, testimonianza della lunga tradizione bagossa di suonatori, liutai e ballerini, che trova nel Carnevale una delle sue espressioni più caratteristiche. E naturalmente è arrivato anche l'invito a tornare a Bagolino per una prossima edizione del Carnevale bagosso. 

Chissà che quelle radici bagosse non abbiano lasciato qualche traccia anche nel DNA musicale del sassofonista dei Blues Brothers. Di certo Bagolino sembra averlo conquistato. Nel libro degli ospiti della Casa museo, Marini ha affidato il suo giudizio a una delle espressioni italiane che utilizza più volentieri: «Molto buono». E sotto, naturalmente, la firma: Lou Marini.