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La mozione, proposta e firmata dal consigliere regionale Gabriele Barucco, arriverà martedì 7 luglio sul tavolo della Giunta e del presidente di Regione Lombardia.
L'obiettivo è molto chiaro, come ricorda lo stesso consigliere regionale Barucco: “Iniziamo da dati certi, il massimo storico registrato nel 2017 al livello turistico in Italia, oltre 420 mln di presenze e una crescita superiore al trend europeo. Nella ‘top 50’ dei Comuni ne troviamo 7 gardesani: Sirmione, Limone, Lazise, Peschiera del Garda, Riva del Garda, Malcesine, Bardolino. Si tratta di milioni di presenze, con un fatturato importante e capaci di generare un fortissimo indotto”.
Tuttavia in questo quadro complessivo, allora del tutto rasserenante e che si presentava nel migliore dei modi, si è innescata la tragedia collettiva della pandemia da Covid-19. “Siamo stati colpiti anche a livello di industria del turismo, come è avvenuto anche per tanti altri settori dell’economia lombarda - prosegue Barucco - in maniera durissima”. Il blocco dei flussi turistici è stato uno dei primissimi effetti, fin da marzo. A causa del Coronavirus molte sono state le defezioni e le rinunce, in particolare da parte della clientela straniera, per la stagione estiva in corso e, prevedibilmente, anche per gli anni a seguire; l a stagione sul lago di Garda è ormai compromessa e si stima che il 2020 chiuderà con un -50% del fatturato (Fonte Federalbeghi). E aggiungiamo che “l’immagie prodotta anche da molti media nazionali penalizza ulteriormente la Lombardia, percepita all’estero come una regione poco sicura in relazione all’epidemia”.
Che fare? “Il lago di Garda è uno solo, e tutto è stato colpito dal dramma del virus. Con il Dgr del 24/01/014 n. X/1242 Regione Lombardia ha approvato l’ “Accordo Quadro Interregionale” Tra Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Comunità del Garda, per armonizzare scelte politiche e amministrative riguardanti l’area del bacino lacustre. Questo accordo ha lo scopo di ridurre al minimo i riflessi negativi derivanti dalla frammentazione istituzionale del territorio gardesano e di assicurare - afferma Barucco - una visione unitariadei problemi generali dell’area gardesana”. 
Serve, dunque una vera e propria armonizzazione delle scelte politiche, “perché le tre regioni che si affacciano sul Garda hanno adottato diverse misure precazionali, relativamente alla riapertura in sicurezza delle attività, ed il contenimento del contagio da Covid - 19, all’uso dei dispositivi e alla gestione dei vari servizi turistici del territorio”. Le misure, ora differenti tra di loro, sottolinea Barucco, “nella percezione del turista generano propensione a scegliere località più ‘permissive’ come a dimostrare un maggior grado di sicurezza rispetto al territorio lombardo. Quindi  - è la conclusione - il Consiglio regionale impegna il Presidente e la Giunta Regionale a valutare, nello spirito dell’Accordo Quadro Interregionale, l’azione di politiche e misure coerenti, adottabili nel modo più uniformemente possibile sull’intero ambito turistico gardesano". 
Serve che l’offerta turistica "sia omogenea, per garantire agli operatori lombardi le stesse condizioni di competitività degli altri operatori turistici e veicolare in modo unitario l’immagine positiva del Lago di Garda”.