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Sarebbero 18 milioni le prestazioni sanitarie rinviate a causa dell’emergenza Covid, secondo i dati di CREMS Lombardia dell’Università Cattaneo. Si tratterebbe, tra l’altro, di 2,2 milioni di esami diagnostici, 7,8 milioni di esami di laboratorio, oltre un milione di visite cardiologiche e 161mila controlli oncologici. Il risultato è l’allungamento a dismisura dei tempi di attesa e la messa a rischio della salute dei cittadini. Lo rende noto un comunicato del Pd.

Per questa ragione il Pd ha proposto e ottenuto un impegno della Regione a predisporre un piano straordinario “per recuperare entro la fine di novembre le prestazioni ambulatoriali e chirurgiche sospese nel periodo della pandemia”, prevedendo il prolungamento degli orari giornalieri e l’estensione al sabato e alla domenica dell’attività sanitaria in tutte le strutture, a cui fare fronte con l’arruolamento di personale medico e infermieristico dedicato interamente a questa attività. L’impegno è contenuto in un ordine del giorno all’assestamento al bilancio regionale, a prima firma del capo delegazione del Pd in commissione sanità Gian Antonio Girelli, approvato oggi in Aula.

“Con il calare dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia se ne è verificata una seconda – spiega Girelli - che è quella che riguarda tutte le visite, gli esami diagnostici e le prestazioni sanitarie non eseguite nei mesi del lockdown. In tantissimi ci segnalano tempi di attesa diventati impossibili e questo è un grande problema che la Regione deve affrontare subito. Oggi è stato approvato un piano per azzerare gli arretrati entro il mese di novembre ed è un fatto positivo a cui vigileremo perché segua una rapida traduzione in provvedimenti e assunzioni di personale.”