Un aiuto per le attività commerciali dei paesi più piccoli della provincia, situati in Valcamonica e in Valsabbia. Località dove, ancora oggi, ci sono significative risorse ambientali, paesaggistiche e culturali ma che pagano uno scotto molto alto per la distanza dai centri erogatori di servizi, con conseguente spopolamento, abbandono da parte dei più giovani e diminuzione delle realtà economiche. Un’aggregazione di 13 piccoli Comuni camuni e valsabbini (Vione come capofila, Capovalle, Cedegolo, Cerveno, Cevo, Mura, Incudine, Lavenone, Monno, Saviore, Treviso Bresciano, Temù e Valvestino), in collaborazione con Federfarma Brescia, ha vinto un bando ministeriale a valere sul “Fondo nazionale integrativo per i Comuni montani. Iniziative a sostegno delle attività commerciali”. A disposizione ci sono 92mila euro, di cui 50mila per investimenti utili ad attivare il servizio di telemedicina e 42mila per attività commerciali di vicinato.

 

Per erogare i fondi il Comune di Vione ha emanato un bando per contributi a micro e piccole imprese del commercio al dettaglio in esercizi non specializzati o di prodotti alimentari, bevande e tabacco. Due le macro-aree finanziabili: acquisizione di attrezzature per realizzare spazi di lavoro per offrire servizi di telemedicina e creazione di aree multiservizi nei negozi, con piccoli infopoint turistici, accesso a internet e angoli per la promozione dei prodotti tipici.

 

“Nei nostri paesi - dichiara Mauro Testini, sindaco di Vione, Comune capofila del progetto  - assistiamo da anni a un trend che porta effetti negativi sull’economia locale, con il conseguente venir meno di opportunità occupazionali e della qualità della vita. Questo bando mira a valorizzare le reti sociali e di comunità: in paesi così piccoli risulta indispensabile poter contare sulle reti sociali, che possono essere formate da diversi soggetti, tra cui i negozi di vicinato, che oltre a erogare il servizio per il quale sono nati possono anche porsi quale presidio per garantire un maggior benessere alla popolazione”. Per la presidente di Federfarma Brescia “la telemedicina diviene sempre più necessaria nei piccoli borghi decentrati, lontani dagli ospedali e senza alternative dal punto di vista sanitario, tendenza che nel periodo covid si è maggiormente accentuata. I fondi contribuiranno a sostenere il processo di avvicinamento alla telemedicina e a offrire servizi online per la riorganizzazione del sistema sanitario e assistenziale, in particolare per i casi legati a patologie croniche, che potranno usufruire di presidi territoriali in grado di fornire servizi di base andando oltre la logistica e gli spostamenti. Nelle farmacie dei piccoli comuni saranno acquistati ausili e strumenti per la telemedicina, per effettuare elettrocardiogrammi e altri esami anche nei paesini delle valli”.

 

Sono ammesse agevolazioni per l’acquisto di arredi, realizzazione di siti e-commerce, acquisto o noleggio di strumenti per internet point e per la realizzazione di spazi di lavoro condiviso. Sarà erogato un contributo a fondo perduto di massimo il 90% delle spese ammissibili sino a 4mila euro. Le imprese che detengono apparecchi per il gioco d’azzardo lecito dovranno rimuoverli alla scadenza del contratto e non potranno averne di nuovi per i successivi tre anni.

 

Le domande vanno presentate entro le 12 dell’8 maggio a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., saranno esaminate da una commissione interna che stilerà la graduatoria.