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Riceviamo e pubblichiamo l'intervento della minoranza del consiglio comunale di Desenzano, critica nei confronti della recente approvazione di un mutuo per finanziare la nuova scuola.

 

Nuova scuola a Desenzano? Costo da sceicchi nel luogo meno adatto!

Con 9 voti a favore e 7 contrari è stato approvato il mutuo per finanziare la nuova scuola che dovrebbe sorgere nel Parco del laghetto. Un indebitamento notevole che peserà sulle spalle dei cittadini per un lungo periodo di tempo. Ma che potrebbe pesare ancora di più, perché quei costi sono destinati ad aumentare in quanto risalgono a maggio e sappiamo che in questi ultimi mesi i costi dei materiali edili sono aumentati del 30 – 40%. 

Le forze di opposizione hanno fatto rilevare la criticità dell’entità della spesa, 5.400.000€, che copre al momento la metà dell’investimento complessivo, 10.800.000€. Significa che, ad oggi, a partire dal 2028 per 24 anni fino al 2051 il Comune dovrà pagare una rata annua di 277.000 €, comprensiva di interessi di ammortamento, rimborso quota capitale, costi di gestione per utenze e costi di manutenzione ordinaria e straordinaria del futuro edificio. 

Il costo finale del progetto esecutivo si stabilizzerà probabilmente attorno ai 14 – 15 miloni di euro, il che comporterebbe un mutuo tra gli 8 e i 9 milioni con rate da 400 – 450 mila euro annue. 

Le forze di opposizione hanno ribadito la criticità del Progetto Nuova Scuola, ponendo delle domande. L’Amministrazione ha in mano il parere scritto della Sovrintendenza? L’Amministrazione che cosa ne farà della vecchia Catullo? Quale visione futura ha l’Amministrazione riguardo all’edilizia scolastica? 

Ebbene nessun consigliere di maggioranza è intervenuto. Silenzio assordante! Solo il Presidente del Consiglio è ritornato su una vecchia polemica sui dati della vulnerabilità sismica degli edifici. Il sindaco ha provato a raffazzonare una qualche risposta, senza dire chiaramente se il parere c’è, e, giocando con le parole, ha dichiarato che l’edificio della Catullo non è a norma antisismica, ma ciò non significa che sia pericoloso. Quindi al contrario di quanto sostenuto un anno fa ha affermato che non andrà più demolito e che verrà trovata una destinazione, che non sarà più scolastica.

La trasparenza come al solito non c’è, il progetto complessivo si evolve continuamente di mese in mese, si naviga a vista e non è ancora noto esattamente l’approdo finale: ad esempio, la primaria Laini resterà scuola o cambierà destinazione d’uso? La vecchia Catullo dovrebbe sopravvivere, ma l’ipotesi di intervenire con un adeguamento antisismico per mantenere la destinazione scolastica viene scartata. E allora come verrà utilizzato quell’edificio? Al momento non è dato sapere.

Quello che è certo è che l’idea iniziale di ubicazione, di cui questa Amministrazione si è innamorata con un colpo di fulmine, rimane tale e quale: la nuova scuola media sarà localizzata nell’area del Parco del laghetto difronte al Penny market. Una scelta che le forze di opposizione giudicano sbagliata: 

- perché va ad intaccare un’area verde preziosa quale è questo Parco urbano;

-perché non è supportato da alcuna analisi demografica e di distribuzione della popolazione scolastica sul nostro territorio;

- perché è a poco più di 700 metri di distanza dalla media Trebeschi e ciò creerà necessariamente conflittualità tra le due scuole con presumibile svantaggio in termini di iscrizione per quella di Rivoltella;

- perché l’ edificio è posizionato in uno dei punti più bassi della zona, soggetto ad allagamenti da via Dugazze in caso di forti temporali sempre più  frequenti;

- perché infine la collocazione tra via Dugazze e via Michelangelo, punto già oggi trafficato in determinate ore del giorno per la presenza di più scuole in quella zona, renderà la viabilità su quelle due vie molto critica, il che avrà ripercussioni su quelle adiacenti.

Tutte queste criticità erano state evidenziate dal Comitato “Desenzano più verde” che il 5 luglio ha depositato una petizione, sottoscritta da più di 2070 cittadini residenti, chiedendo all’Amministrazione di ripensare quel progetto sbagliato. Ma ad oggi, dopo 80 giorni, quei 2000 e più cittadini non sono stati degnati di una risposta, ignorati come se non esistessero. 

Eppure in campagna elettorale il candidato Sindaco Malinverno nella lettera di appello al voto aveva scritto: “Sarà mia preoccupazione costante uscire dal palazzo e cercare di mantenere il dialogo con la città, con le sue forze sociali, con i cittadini”. Promesse di marinaio!

I consiglieri di opposizione 

Rodolfo Bertoni, Maurizio Maffi, Giustina Bonanno, Valentino Righetti, Patrizia Solza, Andrea Spiller, Sergio Parolini