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Inaugurata presso i padri rogazionisti una casa nata per accompagnare i giovani fragili. Realizzata grazie al finanziamento di Fondazione Cariplo, dopo un anno di progettazione sul tema dell’abitare sociale, propone due offerte integrate di accompagnamento all’autonomia.

 

Una casa per darsi il tempo di diventare adulti. È stato inaugurato questa mattina, all’interno del complesso delle Scuole Rogazionisti di viale Motta, il servizio di residenzialità sociale Spazio Venti – Casa Giuseppe Aveni, uno spazio dedicato all’abitare sociale dei giovani neomaggiorenni in uscita da percorsi di tutela o comunitari, o, ancora, in stato di fragilità. Il servizio nasce nell’ambito del progetto “Un passo verso l’autonomia” sostenuto da Fondazione Cariplo e realizzato dalla Fondazione Antoniana Rogazionista in partenariato con la Cooperativa La Sorgente di Montichiari.

“Venti”, come gli anni dei giovani che fruiranno dei servizi dello spazio, ma anche come i venti che soffiano sul lago e che, idealmente, spingeranno i ragazzi nella ricerca della propria autonomia: è un nome carico di simbolismo che si accompagna a un gesto concreto, la creazione di un luogo, un’opportunità per rispondere alla domanda di sicurezza e di attenzione che sempre più mostrano i giovani. “Fare un gesto - ha spiegato il presidente della Fondazione Antoniana Rogazionisti, Padre Gaetano Lo Russo - crea un’onda di bene che lì per lì può non essere percepita, ma significa consentire a ognuno di questi ragazzi di crescere, crearsi una famiglia, interrompere un circolo vizioso: significa dare un futuro ai giovani”. “È un luogo d’incontro dove dare alle persone non solo professionalità, ma anche umanità” ha detto Padre Eros Borile, Padre Superiore Provinciale della Congregazione dei Padri Rogazionisti del Cuore di Gesù.

In nome di questa umanità lo spazio è stato intitolato a Padre Giuseppe Aveni, padre rogazionista che per molti anni ha lavorato con i giovani e che ha trascorso gli ultimi 30 anni della sua vita come missionario nelle Filippine. Lo spazio nasce da un lavoro di progettazione condivisa avviato nel 2020 per riempire il vuoto che circonda i ragazzi in situazione di fragilità al compimento dei 18 anni, quando si trovano a dover uscire dai percorsi di tutela minorile, spesso senza aver avuto la possibilità di sperimentare le autonomie acquisite né progettare azioni per il futuro. I giovani che si trovano in questa “fascia non protetta” rientrano a volte nella famiglia d’origine, dove spesso la situazione problematica non si è risolta; in altri casi, devono costruirsi un futuro in autonomia, talvolta senza avere gli strumenti e la forza necessaria, rischiando esclusione sociale, povertà, devianza, aumentando il rischio di rientrare nel circolo dei servizi sociali, con l’ulteriore aggravamento dei fattori di fragilità e di marginalizzazione.

In questo contesto, lo spazio attivato dalla Fondazione Antoniana Rogazionista e dalla Cooperativa La Sorgente si pone come una prima sperimentazione di un percorso di abitare sociale per neomaggiorenni privi di una rete d’appoggio, attraverso un servizio strutturato in tre aree che prendono il nome dei tre venti che soffiano sul lago di Garda: Péler, alloggio per l’autonomia di tipo educativo, per i minori o neomaggiorenni (17 - 21 anni) inseriti in percorsi di tutela, dove la presenza educativa sarà più intensa; Ànder, uno spazio cohousing per giovani, per i neomaggiorenni che hanno concluso il percorso comunitario o giovani adulti in stato di fragilità segnalati dai servizi sociali, dove il supporto educativo sarà a bassa intensità e finalizzato al completo reinserimento di ciascuno; e Òra, uno spazio di laboratorio e sperimentazione per orientarsi nel lavoro e nello studio, che sarà accessibile a tutti i giovani del territorio in un’ottica di promozione del protagonismo giovanile.

“Una parte fondamentale del progetto - ha spiegato il Presidente della Cooperativa Sociale La Sorgente Paolo Guglielmi - sarà il collegamento con il territorio. Spazio Venti sarà collegato al Servizio Tutela Minori, ai Servizi Sociali di Desenzano e ai servizi esistenti per le politiche giovanili a cui, di norma, questi ragazzi non accedono perché non hanno nessuno che li accompagni; ma entrerà in contatto anche con le aziende, con i cittadini e con tutta la comunità in un’ottica partecipativa”. Il momento inaugurale ha visto anche la partecipazione del Sindaco di Desenzano del Garda Guido Malinverno e di Valeria Negrini, Vicepresidente del CdA di Fondazione Cariplo, ente finanziatore dell’iniziativa. “Se perdiamo per strada i nostri ragazzi - ha affermato la Negrini - ipotechiamo il futuro del nostro Paese.