Società

La giornata dell’assessore alla cultura della regione Lombardia Stefano Bruno Galli in Valsabbia e sul Garda. Dalla Rocca d’Anfo a quella di Manerba, dall’Ecomuseo del Botticino a Prevalle al Museo archeologico della Valsabbia a Gavardo. L’assessore era accompagnato dal consigliere regionale Floriano Massardi. A Prevalle ha incontrato (nella foto) numerosi sindaci della zona. Bisogna ripartire dalla cultura, questo è stato il filo conduttore della visita. «Siamo di fronte alla più grande crisi economica dalla Seconda guerra mondiale - ha detto Galli ieri a Bresciaoggi - e come già fatto dai nostri padri e dai nostri nonni dobbiamo ripartire da qui, dalla cultura, la musica, il teatro. Parlando di turismo, sappiamo che quest’anno di stranieri ne vedremo pochi: sarà il nostro anno zero, dobbiamo affrontare con ottimismo la seconda parte della stagione e far capire ai lombardi quanto c’è di bello nella nostra Lombardia».  In Vallesabbia l’assessore ha firmato una nuova convenzione sulla Rocca d’Anfo gioiello indiscusso del territorio.

 

 

Anche quest'anno Silmar Group presenta il suo bilancio. Nel corso dell’esercizio 2019 è proseguita la politica di investimenti volti alla Ricerca e Sviluppo, all’innovazione, alla digitalizzazione e al continuo miglioramento di impianti e processi per l’efficienza produttiva, energetica ed ambientale in un’ottica di sviluppo sostenibile. Importanti risorse sono state dedicate alla formazione interna ed esterna, alla sicurezza sul luogo di lavoro e all’implementazione di piani welfare, oltre che l’attuazione di programmi per la promozione del benessere in azienda, perché come ricordava il fondatore Silvestro Niboli: “Sono le gocce che fanno il mare”.

Ecco il testo del bilancio nel dettaglio.

 I RISULTATI 2019

 

Silmar Group ha chiuso l’ultimo bilancio con un fatturato aggregato di 952.668.000 € registrando un margine operativo lordo di 103.875.000 € e un cash flow 91.455.000 € in linea con il 2018.

 

Positivi risultati anche sotto l’aspetto patrimoniale con un utile netto aggregato di 42.608.000 €.

 

LE DIVISIONI

 

Silmar Group è un gruppo integrato di aziende lungo l’intera filiera produttiva le cui quattro divisioni più importanti sono:

 

-       il riscaldamento con Fondital, produttore di radiatori in alluminio, caldaie e sistemi ibridi per l’efficienza energetica;

 

-       il settore idrotermosanitario con Valsir e consociate, leader nei sistemi di conduzione e scarico idrico, cassette di risciacquo e canne fumarie;

 

-       il settore alluminio con Raffmetal, leader nella produzione di leghe da fonderia;

 

-       il settore stampaggio e lavorazione galvanoplastica con Marvon e la sua produzione di accessori e prodotti per l’arredamento e la sicurezza.

 

I NUMERI

 

Il Gruppo è presente in oltre 100 mercati e si compone di oltre 30 siti produttivi e 3.305 collaboratori, di cui 1.850 in Italia.

 

Le aziende del Gruppo dedicando agli investimenti in Ricerca e Sviluppo, efficienza produttiva, energetica ed ambientale l’8% del valore delle vendite.

 

Il valore degli investimenti aggregati dell’ultimo triennio in Italia e all’estero supera i 200.000.000 €.

 

 

2019

2018

Fatturato

952.668.000

1.011.841.000

Investimenti

75.991.000

79.686.000

MOL/EBITDA

103.875.000

115.754.000

Ammortamenti

44.695.000

40.333.000

Utile netto

42.608.000

51.531.000

Cash flow

91.455.000

92.496.000

Dipendenti totale

3.305

3.210

                      Italia

1.850

1.775

                      Estero

1.455

1.435

 

 

Organigramma di Silmar Group

 

 Nel corso dell’esercizio 2019 è proseguita la politica di investimenti volti alla Ricerca e Sviluppo, all’innovazione, alla digitalizzazione e al continuo miglioramento di impianti e processi per l’efficienza produttiva, energetica ed ambientale in un’ottica di sviluppo sostenibile.

 

Importanti risorse sono state dedicate alla formazione interna ed esterna, alla sicurezza sul luogo di lavoro e all’implementazione di piani welfare, oltre che l’attuazione di programmi per la promozione del benessere in azienda, perché come ricordava il fondatore Silvestro Niboli: “Sono le gocce che fanno il mare”.

 

FONDITAL

 

I NUMERI:

 

Fondital nasce 1970 e oggi compie oggi i suoi primi 50 anni.

 

Opera come leader nel settore del termosanitario, offrendo una gamma completa di prodotti per il riscaldamento domestico.

 

Nel 2019 raggiunge un fatturato di 156.291.000 € e investimenti del valore di 38.000.000 €

 

In Italia conta 740 collaboratori.

 

INVESTIMENTI RILEVANTI REALIZZATI DURANTE L’ESERCIZIO:

 

GAMMA CALDAIE, RADIATORI E RADIATORI ELETTRICI:

 

Il 2019 chiude con un fatturato in linea con l’esercizio precedente. Il valore delle vendite di radiatori, radiatori elettrici e caldaie si mantiene costante, confermando Fondital come produttore primario nel settore.

 

STABILIMENTO PRODUTTIVO DI LIPETSK:

 

Nel corso del 2019 è stata avviata la produzione presso lo stabilimento di Lipetsk in Russia.

 

Con 15.000 m2 produttivi e 56 collaboratori lo stabilimento ha avviato la produzione di radiatori e caldaie effettuando le prime consegne già nei primi mesi dell’esercizio. La realizzazione di uno stabilimento nella Federazione Russa è stata una scelta strategica per garantire a Fondital la costante presenza in uno dei principali mercati di riferimento.

 

SETTORE AUTOMOTIVE:

 

Il mercato automotive ha presentato nel corso del 2019 una situazione di profonda trasformazione dovuta alle nuove normative relative alle emissioni e al progressivo processo di elettrificazione.

 

Fondital procede, in totale autofinanziamento, al completamento della riconversione di parte della produzione del sito di Vobarno sia per la realizzazione di getti strutturali per il settore ICE (Internal Combustion Engine) sia per i nuovi componenti delle auto elettriche.

 

 

RAFFMETAL

 

I NUMERI:

 

Raffmetal nasce nel 1979.

 

Opera come maggiore produttore europeo di leghe di alluminio 100% da riciclo.

 

Nel 2019 raggiunge un fatturato di 398.879.000 € e investimenti del valore di 14.000.000 € con 381 collaboratori.

 

INVESTIMENTI RILEVANTI REALIZZATI DURANTE L’ESERCIZIO:

 

LEGHE 100% DA RICICLO:

 

L’azienda prosegue nella produzione di leghe d’alluminio da riciclo recuperando beni che hanno esaurito il proprio ciclo di vita, rappresentando un esempio di eccellenza di economia circolare.

 

Oggi le leghe di alluminio provenienti da riciclo permettono di migliorare la sostenibilità dei prodotti dei nostri clienti, grazie alla bassa impronta di carbonio delle leghe utilizzate.

 

INVESTIMENTI PER L’EFFICIENZA PRODUTTIVA, ENERGETICA E AMBIENTALE:

 

Nel 2019 è terminato l’ampliamento dello stabilimento Raffmetal di Odolo, all’interno del quale sono stati introdotti nuovi e ulteriori impianti di selezione e lavorazione della materia prima completamente automatizzati che hanno portato ad aumentare sia la valorizzazione del rottame, sia la sicurezza dell’ambiente interno allo stabilimento. Tale ampliamento ha visto un incremento della superficie produttiva coperta di oltre 10.000 m2, arrivando ad una superficie totale di 73.000 m2.

 

Importanti risorse sono state dedicate al miglioramento dell’efficienza energetica ed ambientale dell’impianto di frantumazione e di recupero dei residui salini permettendo di migliorare la sostenibilità produttiva ed ambientale.

 

SETTORE AUTOMOTIVE:

 

Il 2019 è stato caratterizzato da un costante clima di incertezza dovuto da un lato, all’introduzione dei nuovi standard delle emissioni dei veicoli, dall’altro alla progressiva elettrificazione del comparto automotive, provocando una flessione dei consumi.

 

VALSIR

 

Valsir è una realtà internazionale, che oltre agli stabilimenti in Valle Sabbia in provincia di Brescia (Vestone, Vobarno, Carpeneda 1 e 2) conta una vasta presenza all’estero, con sedi produttive e commerciali in Polonia (Valsir Polska), Romania (Valrom e Valplast), Ucraina (Valrom Ukraine), Russia (Sinikon e OLI Russia), Francia (Valsir France), Sud Africa (Valsir Uneeq), India (Valsir India), Australia (Valsir Australia), Germania (OLI Germania) e Portogallo (OLI Sistemas Sanitarios). Forte di una rete commerciale ormai consolidata in oltre 100 Paesi, Valsir si pone l’obiettivo di garantire la piena efficienza anche nei mercati emergenti di tutto il mondo.

 

L’azienda mantiene la posizione leader nel settore idrotermosanitario, con la produzione di sistemi di scarico, impianti di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, di adduzione idrica e di gas combustibile, cassette di risciacquo e relative placche, sistemi bagno per l’installazione di sanitari e per la realizzazione di docce a filo pavimento, per la ventilazione meccanica controllata e il drenaggio sifonico delle acque meteoriche; dispone inoltre di una gamma edilizia con sistemi per la fognatura e per la depurazione ed il trattamento delle acque reflue e la raccolta delle acque piovane.

 

INVESTIMENTI PER L’EFFICIENZA PRODUTTIVA, ENERGETICA E AMBIENTALE:

 

L’innovazione è uno dei valori fondamentali cui si lega il successo internazionale di Valsir: l’investimento dell’azienda in termini di Ricerca e Sviluppo è continuo, con risultati significativi che si riflettono sia sul contenuto tecnologico dei prodotti Valsir, sia sull’efficienza delle linee produttive.

 

Ad esempio, durante il corso dell’anno sono state installate 10 presse elettriche a sostituzione delle precedenti presse idrauliche.

 

Anche sul piano dell’efficientamento energetico Valsir si impegna ad un miglioramento costante: a fine anno è stato messo in esercizio un impianto di trigenerazione alimentato a gas metano, in grado di produrre energia elettrica, vapore ed energia frigorifera sufficienti a far fronte al 30% circa dei consumi di tutti gli stabilimenti; è stato inaugurato anche un nuovo impianto solare fotovoltaico da 465 kW presso lo stabilimento Pallet e Edilizia.

 

L’instancabile attenzione verso l’efficienza, la sostenibilità e la qualità dei processi trova testimonianza nelle certificazioni conseguite dall’azienda nel tempo, tra cui la ISO 9001, la ISO 50001 e la ISO 14001, e circa 240 omologazioni di prodotto ottenute in tutto il mondo dai più severi Enti di certificazione.

 

Da segnalare anche il miglioramento del rating legato al sistema Green Building, che passa da 1 a 2 stelle.

 

Tra gli altri riconoscimenti, poi, nel 2019 Valsir è stata premiata dalla Biblioteca del Bilancio Sociale, con uno speciale riconoscimento nella categoria Identità e Visione, e nell’ambito del progetto Workplace Health Promotion di Brescia, destinato alle aziende che promuovono la salute e uno stile di vita sano tra i propri collaboratori.

 

ATTIVITA’ DI FORMAZIONE, AGGREGAZIONE E COMUNICAZIONE

 

Nella filosofia di Valsir trova ampio spazio da sempre anche la condivisione del bagaglio di esperienze e conoscenze acquisite in decenni di crescita: la costante attività di formazione e lo scambio di competenze con la propria rete di collaboratori, clienti e partner ha visto crescere nel tempo la divisione Academy, che nel corso del 2019 ha formato presso le proprie aule circa 1300 professionisti del settore.

 

Le attività sul territorio hanno reso possibile, invece, la realizzazione di più di 90 seminari tecnici – con rilascio di CFP – in tutto il Paese, con la partecipazione complessiva di oltre 5000 persone.

 

Per quanto riguarda le attività di formazione interna rivolte ai collaboratori, nel corso del 2019 sono state erogate 11.170 ore di formazione, suddivise tra tematiche tecniche, linguistiche, relazionali e sulla sicurezza in azienda.

 

Valsir ha confermato anche il proprio impegno verso il mondo dell’istruzione, ospitando 14 studenti in stage, per un totale di 2.510 ore, e accogliendo in azienda le classi degli istituti tecnici del territorio (in totale 94 studenti).

 

Tra le attività di marketing, vanno sicuramente annoverate le sponsorizzazioni sportive, come quella del team Ducati Corse e del Giro d’Italia: il risultato di tali iniziative si riflette in un miglioramento della fidelizzazione degli interlocutori aziendali.

 

I NUMERI:

 

L’esercizio 2019 ha mantenuto ancora una volta in primo piano le linee guida del “miglioramento continuo”, con un fatturato di € 164.410.726, per un incremento del 4,4% rispetto all’anno precedente.

 

Anche sul piano dell’occupazione, la rete dei collaboratori di Valsir continua a crescere, potenziando l’organico del 5,5% rispetto al 2018, con un totale di 555 risorse.

 

La politica degli investimenti conferma anch’essa il trend di continua crescita, interessando circa il 7% del fatturato.

 

CSR E WELFARE

 

Per quanto riguarda i progetti di ambito CSR e welfare, in azienda e sul territorio, Valsir ha collaborato con le altre aziende del Gruppo Silmar al lancio di numerose attività, tra cui eventi dedicati allo sport e alla socializzazione tra i collaboratori, alla mobilità sostenibile in forma di car pooling aziendale (col progetto “JoJob”), alla qualità della vita sul posto di lavoro e alla prevenzione degli infortuni (progetto “Near Miss”), all’erogazione di borse di studio per i figli dei collaboratori del Gruppo e di premi rivolti ai collaboratori “storici” dell’azienda.

 

GAMMA PRODOTTI

 

Sul piano delle novità legate alla gamma, nel 2019 Valsir presenta diversi nuovi prodotti, tra cui il sistema di scarico Blackfire, che in caso di incendio impedisce la propagazione dell’incendio all’interno dell’edificio.

 

Anche la linea di prodotti dedicati al sistema di ventilazione meccanica si arricchisce di nuovi articoli, come Sanif-Ox (che sanifica l’aria in entrata dell’abitazione), Aria Evo e Brezza60 (progettati per il riciclo dell’aria e il recupero del calore).

Oli

 

Oli nasce nel 1993 dall’incontro tra OLI Portogallo, azienda con una storia pluridecennale nella produzione di cassette di risciacquamento, articoli sanitari e canne fumarie, e Valsir.

 

Ricerca, sviluppo, innovazione e design sono il marchio di fabbrica con cui OLI affronta il mercato, collaborando con istituti accademici e designer di fama mondiale, sviluppando ogni progetto dall’idea alla produzione.

 

TRAGUARDI E RICONOSCIMENTI

 

Sono numerosi i premi e i riconoscimenti assegnati ai prodotti OLI nel corso degli ultimi anni: nel 2019, la placca Moon si è aggiudicata ben 4 premi internazionali come l’Archiproducts Design Awards, il German Innovation Awards, il Design Plus e l’Iconic Awards.

 

La presenza commerciale di OLI riguarda oltre 80 mercati internazionali, a testimonianza della versatilità e del dinamismo con cui l’azienda soddisfa costantemente esigenze e standard estremamente diversi tra loro.

 

Il bilancio d’esercizio 2019 di OLI Italia indica un fatturato di € 17.194.830, ed un organico di 40 collaboratori.

 

Grazie ai siti produttivi in Portogallo, Italia e Russia, e alla filiale in Germania, OLI mantiene solida la posizione di leader del mercato delle cassette di risciacquo, con un fatturato totale di OLI World di € 70.700.921.

 

IMPEGNO SOCIALE E AMBIENTALE

 

OLI continua il proprio percorso nella Responsabilità Sociale d’Impresa, con un progetto volto a sensibilizzare la cultura aziendale negli ambiti economico, ambientale e sociale tipici della CSR, e al Welfare dei collaboratori: uno dei traguardi raggiunti nel 2019 è stato il premio Buone Prassi Lombarde, rilasciato dalla Regione Lombardia.

 

Anche per quanto riguarda la politica energetica ed ambientale, l’azienda conferma senza indugio il proprio impegno – che le è valso la certificazione UN EN ISO 14001.

 

Per OLI la salvaguardia delle risorse naturali è un valore fondamentale: lo dimostra l’attenzione prestata allo sviluppo di prodotti – come le cassette di risciacquo – che hanno ottenuto l’assegnazione della Classe A di efficienza idrica (addirittura A+ nel caso di OLI74 Plus!) ed essere diventata partner di  CasaClima.

 

MARVON

 

Marvon si distingue all’interno del Gruppo per i suoi tre dipartimenti: protezione passiva al fuoco, stampaggio e lavorazione galvanica e articoli tecnici per l’arredamento di ambienti professionali.

 

Dopo la certificazione ambientale ISO 14001 del 2007, ottenuta nel 40° anniversario della fondazione, e la certificazione – acquisita nel 2012 – del sistema di gestione della qualità aziendale secondo la norma ISO 9001, arriva nel 2018 anche la ISO 50001 a certificare la crescente attenzione di Marvon nell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

 

In termini più ampi, anche Marvon condivide il percorso di crescita sostenibile comune a Silmar Group, continuando a migliorare il proprio sistema CSR attraverso azioni tangibili, come l’adozione di un progetto Near Miss, le attività di Welfare aziendale, le iniziative territoriali volte a coinvolgere la cittadinanza della Valle Sabbia nelle attività dell’azienda e del Gruppo, l’adesione al progetto WHP della Regione Lombardia, il dialogo con il mondo della scuola e molto altro.

 

Oggi Marvon si relaziona con aziende e brand di spicco in tutto il mondo, grazie alla qualità produttiva ampiamente riconosciuta, ai contenuti tecnologici all’avanguardia, ad un servizio di affiancamento progettuale di altissimo livello e all’affidabilità dimostrata in più di 50 anni di storia.

 

I NUMERI:

 

Per quanto riguarda il ruolo di Marvon nel proprio mercato di riferimento, grazie all’efficiente rete distributiva sono oggi più di 30 i Paesi raggiunti dalla vasta gamma di prodotti: una posizione da leader, dunque, ribadita anche dalla storica appartenenza all’associazione M.A.I.A., che riunisce le aziende che operano nel settore degli impianti e delle attrezzature antincendio, e che garantisce gli altissimi standard qualitativi dei propri soci.

 

Il bilancio d’esercizio del 2019 si chiude con fatturato di € 8.315.722, e attesta la collaborazione di 73 dipendenti.

 

ALBA

 

Per Alba il 2019 è il secondo anno di partnership con Valsir, una collaborazione che per entrambe le aziende rappresenta una fruttuosa sinergia sia sul piano industriale che commerciale.

 

Oggi Alba, dopo una pluridecennale esperienza nello stampaggio, ha trovato una solida collocazione nel contesto idrosanitario, dove si attesta tra i principali produttori di sifoni e pilette per lavelli da cucina, con una produzione completamente Made in Italy di eccellente qualità.

 

QUALITA’ E IMPEGNO AMBIENTALE

 

Ad attestare gli altissimi standard dei prodotti, è stata recentemente riconosciuta ad Alba la C-UPC Certification, rilasciata da IAPMO Research and Testing, una certificazione tra le più ambite al mondo, ed estremamente difficile da ottenere.

 

L’azienda adotta una politica di “miglioramento continuo”, con grande attenzione anche alla customer satisfaction: sono attività costanti sia l’aggiornamento professionale del personale, sia le iniziative di formazione sulla sicurezza in azienda e la prevenzione degli infortuni sul lavoro (Alba ha ottenuto la certificazione del sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro secondo la norma BS OHSAS 18001:2007). A questo vanno sommate le attività interne in tema di sostenibilità e welfare dei collaboratori.

 

Per quanto riguarda il percorso aziendale di sensibilizzazione alla tutela ambientale, Alba copre il 10% del proprio fabbisogno energetico tramite energia fotovoltaica e punta ad una rapida crescita di tale valore, oltre che all’installazione di un impianto di trigenerazione nell’immediato futuro. Naturalmente l’azienda applica regolarmente la raccolta differenziata dei rifiuti sia nei reparti che negli uffici.

 

I NUMERI:

 

Il bilancio d’esercizio 2019 indica ricavi totali per € 17.563.324 ed investimenti pari a € 3.766.472, destinati principalmente all’ampliamento dell’immobile industriale di Rodengo Saiano (BS) ed all’acquisto di macchinari ed impianti produttivi, oltre che ad attrezzature varie; si contano 61 collaboratori in forza all’azienda.

 

PREVISIONE EVOLUZIONE 2020

 

A causa dall’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del virus Covid-19 nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 si registra una cospicua contrazione della domanda.

 

A partire però dal mese di giugno abbiamo iniziato a rilevare una ripresa del mercato che si è ulteriormente incrementata nel mese di luglio.

 

Seppur con cauto ottimismo, prevediamo che nei mesi a seguire potremmo assistere ad un costante aumento della domanda tornando ai volumi pre-Covid entro la fine dell’esercizio 2020.

 

Tutte le aziende del Gruppo, come sempre, hanno dato la priorità alla salute dei propri collaboratori e delle loro famiglie, adottando fin da subito le misure di sicurezza sul luogo di lavoro indicate dal Ministero della Salute ed applicando in modo rigoroso tutte le azioni stabilite dal “Protocollo di regolamentazione per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

 

Il know-how acquisito negli anni ha permesso ai dipartimenti interni di Salute e Sicurezza di avviare una Task Force dedicata di Gruppo per intervenire in modo proattivo, rigoroso e coordinato nei confronti dell’emergenza sanitaria.

 

In tale contesto le aziende di Silmar Group, la famiglia Niboli e tutti i collaboratori si sono attivati per dare il proprio contributo raccogliendo fondi utili per la donazione di strumenti medici, dispositivi di protezione individuale e liberalità per un valore di 645.000 € destinati sia alle strutture sanitarie della Città di Brescia e provincia, sia di tutta la comunità locale.

 

 

 

 

 

L’inclusività a tavola. La terza edizione della “Cena sotto le stelle”. Si terrà sabato 1 agosto 2020, presso il caratteristico Borgo di Presegno (Lavenone), la terza edizione della “Cena sotto le stelle”. La serata, organizzata dall’associazione Co.Ge.S.S. in collaborazione con il circolo ARCI Aqua Ciara, appartiene alla rassegna di eventi “Brescia Buona”, nata per dare risalto a iniziative benefiche svolte da dieci cooperative che si occupano di ristorazione e accoglienza nel territorio. L’inizio della serata, con aperitivo e cena, è previsto alle ore 20:00. A seguire, dalle ore 21:30, il Titti Castini Duo (fisarmonica e chitarra) offrirà accompagnamento musicale e racconti dal vivo.

L’ingresso sarà a numero chiuso e i posti limitati a 40, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anticovid. Il costo della serata sarà di 40 euro, e il ricavato verrà devoluto al progetto LABIS (Laboratorio di Inclusione Sociale) di Co.Ge.S.S.

Per  prenotazioni, telefonare al numero 344-1472657. Per maggiori informazioni sul menù della serata, sul luogo di ritrovo e a proposito del progetto LABIS, non esitate a visitare il sito www.coopcogess.org e le pagine Facebook e Instagram.

Chiara Mento

 

 

 

Sul tema della collettazione del Garda e le questioni relative pubblichiamo integralmente questa lettera del sindaco di Gavardo Davide Comaglio.

Alla cortese attenzione di:

 

Ill.mi
Presidente e Consiglieri Provinciali di Brescia
Eletti bresciani in Regione Lombardia
Onorevoli bresciani del Parlamento italiano
Eletti bresciani al Parlamento Europeo

 

e,  p.c.

 

S.E. il Prefetto di Brescia

Dott. Attilio Visconti

Carissimi,

scrivo a Voi che siete i nostri eletti nelle varie Istituzioni per rappresentare il grande rammarico per una vicenda che da ormai due anni è al centro del dibattito bresciano: la depurazione dei reflui dei Comuni del lago di Garda.

Scrivo da Sindaco di Gavardo: uno dei due Comuni individuati nella malaugurata ipotesi di ospitare i nuovi maxi-depuratori lungo il bistrattato fiume Chiese. Gavardo, se questo progetto verrà avallato, avrà per primo le negative ripercussioni ambientali e sociali in attesa che il Chiese veda, per lo stesso disegno, l’ampliamento del depuratore di Montichiari, ammesso che venga mai realizzato fra un decennio, visto il cronoprogramma e la situazione economica in atto. 

Scrivo umilmente, ma con orgoglio nel mio ruolo di Sindaco, a tutta la Politica bresciana chiedendomi perché ha delegato il suo ruolo decisionale, in questa importante partita, a funzionari e dirigenti degli enti rappresentati. Nella Cabina di Regia, massimo organo decisionale della vicenda, come nel Tavolo Tecnico convocato dal Ministero, non sono presenti persone elette da cittadini ma funzionari e dirigenti che non devono rispondere ai territori delle loro azioni.

 

Siamo rimasti solo noi Sindaci del Chiese, con i cittadini e con la collaborazione delle associazioni ambientaliste, a contrastare nel merito scelte originariamente viziate dalla superficialità e dalla segretezza di un iter decisionale non condiviso prioritariamente; scelte ora delegate a funzionari di enti che devono giustificare l’ipotesi della depurazione dei Comuni del Garda con il trasferimento sulle sponde del Chiese.


Sappiamo che la tecnica consentirebbe anche la realizzazione del depuratore del Garda a Madonna di Campiglio, ma l’opera bresciana più costosa del prossimo decennio perché non vede protagonista la Politica bresciana? Ad oggi, la scelta di portare i reflui gardesani sul Chiese a Gavardo non ha visto alcun voto favorevole dei Sindaci nell’assemblea ATO, non trova dichiarazioni ufficiali di assenso da parte di alcun partito o movimento politico presente nelle varie istituzioni, anzi si è assistito in questo biennio ad uno scaricabarile tra Istituzioni interessate, per cui la parola d’ordine è stata: “Non compete a me decidere”. I fatti però dicono il contrario e nella Cabina di Regia, per fare un esempio, Regione Lombardia è presente ma il suo parere determinante sulla scelta della localizzazione dei depuratori chi lo definisce? Il funzionario delegato o la parte politica delegante?


In tutti gli studi emerge ciò che ribadiamo inascoltati da mesi: l’ipotesi di portare i reflui gardesani in un altro bacino imbrifero, densamente abitato, produttivo e ambientalmente delicato, comporta un pesante impatto per il fiume Chiese e i territori attraversati, senza risolvere le criticità del lago di Garda, che merita ben altra attenzione con riguardo alla sostenibilità, agli sversamenti indebiti e alle acque parassite nel sistema di collettamento dei reflui. L’opzione più logica e naturale è mantenere a Peschiera la depurazione dei reflui del Garda bresciano, su un fiume (il Mincio, emissario del lago) ben più idoneo del Chiese per portata e regolarità, adeguando l’impianto esistente, che per metà appartiene a Brescia. Credo nessun Comune del lago si opporrebbe a velocizzare l’iter in questo senso, riconoscendo a Peschiera le giuste compensazioni economiche.

 

 

 

Abbiamo più volte indicato le criticità che si prospettano con l’ipotesi Gavardo-Montichiari estratta tra le sei arbitrarie ipotesi iniziali, addirittura ridotte a quattro dal gestore del servizio idrico Acque Bresciane. Chi ha scelto le opzioni sul tappeto: la parte tecnica o la politica?  Avevamo chiesto uno studio indipendente che individuasse la miglior soluzione per l’intero lago di Garda, ma il “mantra” della mancanza di tempo ha dominato la scena. Noi sindaci, che siamo l’ultima ruota del carro istituzionale, abbiamo dovuto chiedere ed ottenere un incontro direttamente al Ministro Costa per avere conferma del finanziamento da 100milioni, anche nel caso fosse necessario più tempo per approfondire i progetti.

 

 

 

Il tema delle condizioni delle tubazioni sub-lacuali è stato utilizzato per accelerare un iter che meriterebbe e merita un’attenzione particolare. Credo sia importante che la Politica bresciana accerti se la condotta sub-lacuale tra la sponda bresciana e la veronese si stia irrimediabilmente corrodendo: nel caso fosse un problema reale, chi si prenderebbe la responsabilità di lasciarla sott’acqua per altri dieci anni necessari al compimento del mega-progetto ipotizzato? Chi prenderebbe la responsabilità di giustificare manutenzioni periodiche sulle tubazioni, con costi superiori a quelli richiesti dalla posa immediata di una nuova tubazione “salva lago”?

 


Il mondo da qualche mese è cambiato: siamo all’inizio di una fase che chiede un ripensamento delle priorità. Tutti dovremmo interrogarci sulla bontà di un investimento di oltre 220 milioni di euro, per stravolgere l’attuale sistema di collettamento e depurazione dei reflui gardesani aggravando le criticità del territorio del Chiese, pur avendo a disposizione un’alternativa ben più funzionale e storicamente consolidata. Mentre noi sindaci con il Ministero stiamo valutando quale corpo recettore sia più adatto per la depurazione gardesana, la parte veneta, senza attendere l’esito del Tavolo Tecnico, ha approvato il progetto definitivo che prevede, tra l’altro, l’esclusione del territorio bresciano (con le eccezioni di Desenzano e Sirmione) dall’utilizzo del depuratore di Peschiera, che appartiene per il 50 per cento alla nostra provincia e scarica in un fiume di prevalente competenza lombarda.

 

 

 

Come può la politica bresciana non esprimere preoccupazione per un progetto che sostanzialmente non risolve le criticità sul lago e costa ormai ben oltre i 220milioni preventivati inizialmente? Se il progetto veronese è passato da un costo di 80 milioni, in fase preliminare, ad uno di 160 milioni, nel progetto definitivo, perché non preoccupano i costi delle sei ipotesi di localizzazione sulla sponda bresciana, dove i costi dal solo progetto preliminare del 2018 a quello del 2019 sono aumentati per cifre che variano da 15 a 51 milioni? Considerando che i progetti dovranno essere ulteriormente affinati dalla fattibilità tecnica all’esecutivo, le stime per l’intero collettore a fine lavori superano i 350 milioni.

 


Ci si chiede se sia moralmente corretto, in questa fase di emergenza da Covid che sta incidendo pesantemente sull’economia bresciana, pensare di accollare alle bollette degli utenti bresciani gran parte di un investimento che ne raddoppierà l’importo nel giro di pochi anni.

 

 

 

Ci chiediamo come faranno i Comuni gardesani a rispettare quanto concordato nella Convenzione Operativa sottoscritta il 20 luglio 2017: “I Comuni facenti parte dell’Associazione temporanea di scopo “Garda ambiente” si sono impegnati a destinare una quota dell’imposta di soggiorno per concorrere al finanziamento delle opere di collettamento e depurazione del lago di Garda. Tale contributo, al momento non quantificato, potrà consentire di accelerare la realizzazione delle opere e ridurre il contributo tariffario a vantaggio degli utenti del servizio idrico integrato”.

 

 

 

Come potranno gli stessi Comuni gardesani destinare ulteriori risorse, per alcuni milioni di euro, alle compensazione prospettate per i Comuni sul Chiese che ospiteranno l’impianto?
La Politica bresciana forse non si rende conto che l’anno funesto del Covid-19 avrà ripercussioni tanto pesanti per il turismo sul lago e il suo indotto che è impensabile aggiungere dieci anni di cantieri sulla Gardesana lungo i 33 chilometri da Gargnano a Gavardo, per la posa di tubazioni fino a 80 centimetri di diametro, con la chiusura di metà carreggiata per poche decine di metri alla volta e l’istituzione di sensi unici alternati in un itinerario già di difficile percorrenza.

 


Una soluzione alternativa è di semplice evidenza: sostituire il tubo subacqueo in acciaio con un ventesimo del costo del progetto attuale e contestualmente aumentare il diametro della conduttura già progettata sulla sponda veronese per salvare la sponda bresciana dall’impatto di dieci anni di cantieri. Viene da pensare che i politici veneti si siano impegnati a salvaguardare il loro territorio e i loro interessi molto più dei colleghi bresciani.

 

 

 

La Provincia di Brescia ha numerosi agglomerati in infrazione europea che richiedono investimenti onerosi e immediati, mentre nel progetto di depurazione del Garda nessun Comune gardesano che verrebbe collettato a Gavardo è oggetto di procedura. A Gavardo è già in fase di realizzazione un depuratore sovraccomunale, altri Comuni lungo il Chiese sono in una situazione critica e meritano investimenti immediati, come previsto nel Piano d’Ambito. Non si può rimandare di un decennio la soluzione di tali criticità, indebitamente inserite nel progetto di depurazione per il lago di Garda. Anche a questo riguardo s’impone una ridefinizione delle priorità.

 

Sul territorio gavardese si sta costruendo un depuratore da 36.000 abitanti equivalenti, a servizio anche dei Comuni di Villanuova sul Clisi e Vallio Terme e di una parte del Comune di Muscoline: nello stesso tratto di fiume, nonostante le criticità segnalate con riguardo a regolarità e consistenza delle portate d’acqua, verrebbe a scaricare i reflui di depurazione l’impianto in progetto per 100.000 abitanti equivalenti. L’area verde ambientalmente di pregio tra Chiese e Naviglio presa di mira dal progetto di Acque Bresciane chiaramente non è luogo idoneo alla realizzazione di un nuovo depuratore da 100.000 abitanti equivalenti, a meno di 500 metri dalle abitazioni e a meno di 900 metri, addirittura, dal centro storico di Gavardo.

La comunità di Gavardo, che non si è mai sottratta nel momento del bisogno a mettersi a disposizione per portare solidarietà ad altri enti in difficoltà, attende dalla Politica bresciana una fattiva collaborazione perché si risolvano, con visione complessiva in modo opportuno le criticità in evidenza. Il grande bacino lacustre del Garda merita interventi idonei alla difesa della sua valenza paesaggistica e ambientale, al tempo stesso il fiume Chiese chiede attenzione per la qualità delle sue acque e della vita dei territori attraversati. Allego lo studio messo a punto dai nostri tecnici incaricati, come contributo all’analisi, ai fini di una gestione appropriata delle problematiche secondo criteri di sostenibilità ambientale nei due ben distinti bacini del Garda e del Chiese. Alla Politica bresciana affido l’auspicio di una presa diretta di responsabilità, in risposta alle domande delle comunità e alle criticità segnalate. 

 

All’auspicio aggiungo un cordiale saluto.

 

 

Il Sindaco

 

Arch. Davide Comaglio

 

 

 

 

Associazione Industriale Bresciana e Intesa Sanpaolo organizzano il webinar “Il rilancio delle imprese e del territorio”, in programma giovedì 23 luglio alle ore 17.00. L’appuntamento online si concentrerà, in particolare, su strumenti, opportunità e prospettive per il post Covid, tematiche di cui discuteranno Mauro Micillo (Responsabile Divisione IMI Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo), Gregorio De Felice (Chief Economist Intesa Sanpaolo) e Giuseppe Pasini (Presidente AIB).

Partendo da un’analisi dello scenario macro economico nazionale e internazionale post pandemia, l’incontro presenterà gli strumenti attualmente disponibili a supporto della crescita competitiva delle imprese lombarde. In particolare, verrà approfondito il tema delle agevolazioni per l’accesso al credito, insieme agli incentivi agli investimenti e supporto all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

“L’emergenza sanitaria e la conseguente fase di lockdown hanno portato a una caduta della produzione nel settore manifatturiero e nei servizi, con un impatto negativo su esportazioni, consumi e investimenti – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di AIB –. In questo contesto, le imprese della Lombardia – la regione più colpita dalla pandemia – sono impegnate in una sfida decisiva: superare la fase di crisi e rafforzare il ruolo di motore dell’economia italiana. In tal senso, l’incontro con Intesa Sanpaolo servirà ad approfondire il possibile sostegno che il mondo bancario è in grado di offrire all’imprenditoria.”

“Brescia e la sua provincia sono aree orgogliosamente laboriose e dinamiche che trainano la produzione industriale della Lombardia e del Paese e Intesa Sanpaolo, che da sempre le segue e le assiste con attenzione, è pronta a sostenerne il rilancio con strumenti sia ordinari che straordinari, come i nuovi finanziamenti per le imprese garantiti da Sace – afferma Mauro Micillo, Responsabile della Divisione IMI Corporate Investment Banking di Intesa Sanpaolo –. I contributi già varati dal nostro Gruppo a favore di imprese e famiglie per l’emergenza Covid ammontano a circa 50 miliardi di euro. Per i territori dove UBI è capillarmente presente, come ad esempio Brescia e Bergamo, a conclusione dell’OPS in corso prevediamo ulteriori nuovi 10 miliardi di euro di crediti a sostegno dell’economia reale per il triennio 2021-2023”.

Il webinar è aperto al pubblico: per iscriversi è necessario effettuare la registrazione sul nuovo sito dell’Associazione Industriale Bresciana www.aib.bs.it, nella sezione “Prossimi appuntamenti”.

 

 

No ai depuratori del Garda suil fiume Chiese. Una nuova manifestazione contro il mega collettore del Garda è in programma per venerdì 24 luglio con inizio alle ore 20.30 e ritrovo in piazzale Italmark a Villanuova. Martedì 21luglio alle ore 11 presso il Bar Corallo in Piazza Roma 2 a Villanuova sul Clisi (Bs) si terrà una conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa che prevede una fiaccolata statica lungo la via Romana e un comizio finale. Modalità di svolgimento concordate con gli enti preposti e le finalità per le quali la stessa è stata organizzata.

Venerdì 24 luglio, a Villanuova sul Clisi, si terrà una fiaccolata contro il progetto del “mega” collettore del Garda presentato da Acque Bresciane, un piano di lavoro che prevedrebbe la localizzazione dell’impianto di depurazione del Garda sul fiume Chiese (a Gavardo e a Montichiari).

La volontà del Gruppo Consiliare del Progetto Villanuova è portare l’attenzione su un piano “tecnicamente non accettabile, con un insostenibile impatto ambientale sul fiume Chiese, enormemente costoso (si parla di 300 milioni di euro) e che sconvolgerà la vita dei cittadini per i prossimi dieci anni”. L’obiettivo è che si continui a discuterne nelle sedi opportune, perché sia presa in considerazione la possibilità di fare riferimento a Peschiera del Garda per la depurazione delle acque lacustri.

La manifestazione, organizzata dai membri del Progetto Villanuova in collaborazione con il Comitato GAIA di Gavardo, avrà inizio alle ore 20:30 dal parcheggio dell’Italmark di Villanuova sul Clisi, proseguirà lungo la via Romana che costeggia il fiume Chiese – secondo le norme previste anticovid - e terminerà con un comizio in Piazza Donatori di Sangue.

Chiara Mento

 

 

 

In arrivo temporali anche localmente forti. A partire dalla serata di oggi, mercoledì 22 luglio 2020, osserveremo la prima occasione settimanale per il possibile sviluppo di fenomeni temporaleschi localmente intensi anche in pianura lombarda. Come prima cosa è bene evidenziare la scarsissima predicibilità locale, dunque abbandonate ogni speranza di capire se e dove passeranno rovesci e temporali (che comunque NON rinfrescheranno se non in modo spiccio e parsimonioso, oseremmo dire frugale). Lo spiega il servizio meteo regionale lombardo. Il senso di questo avviso è meramente PREVENTIVO, cioè, nella forte incertezza abbiamo ragionevoli indicazioni che suggeriscono possibili criticità significative in regione. Dove? Più che altro nei settori lombardi centro-orientali, in particolare in fascia prealpino-pedemontana tra Iseo e Garda, quindi pedemontane adiacenti e pianure di Bresciano, Cremonese e Mantovano.

Nelle suddette aree la principale criticità è di tipo idraulico, ossia precipitazioni localmente sovrabbondanti, stante la possibile persistenza (specie da tarda sera e nel corso della notte su giovedì) di temporali rigeneranti semi-stazionari. La configurazione sinottica di questa sera/notte di solito determina lo sviluppo di torri temporalesche est-padane relativamente statiche, con equilibrio dinamico tra l’alimentazione orientale di basso livello e l’aggancio occidentale (zonale) di medio-alta quota. Agli effetti è una situazione che può determinare accumuli pluviometrici molto importanti. Si spera di no, sia ben chiaro, ma è buona cosa mantenere gli occhi aperti.

Le eventuali celle temporalesche piemontesi (tra alto Biellese e Novarese), in estensione verso levante, destano minore preoccupazione giacché in pianura lombarda tenderanno probabilmente a stemperarsi. Rovesci quindi possibili, ma verosimilmente più moderati. Idem sui rilievi retici e orobici attendiamo entro sera il transito di una linea temporalesca abbastanza consistente, tuttavia senza particolari criticità, fatta eccezione per il medio-alto Lario e bassa Valtellina in prima serata, dove è opportuno monitorare con un po’ più di attenzione (radar meteorologico alla mano: http://cml.to/radar).

A seguire avremo una nuova finestra di attenzione temporalesca nella serata di giovedì 23 e soprattutto nella prima parte di venerdì 24, allorché i contrasti andranno esacerbandosi (probabile, tuttavia, un miglioramento da metà pomeriggio - a partire dai settori di nord-ovest - con il regalo del venerdì sera tranquillo, almeno su buona parte della regione). Sabato soleggiato e abbastanza stabile dai monti al piano. Domenica idem al piano mentre nel pomeriggio/sera saranno possibili nuovi rovesci e temporali in area alpina e prealpina.

Riceviamo e pubblichiamo.

Oltre cento banchetti in tutte le province della Lombardia a partire da domani, sabato 18 luglio, e per i prossimi due fine settimana per avviare un confronto con i cittadini sulla Sanità lombarda, dopo le gravi mancanze dimostrate dalla Regione durante i mesi più bui dell’emergenza Covid19. È questo l’obiettivo del Partito Democratico della Lombardia che, insieme al gruppo consigliare regionale, presenta oggi una campagna dal titolo “In Lombardia non è andato tutto bene, è ora di cambiare”. Il messaggio, che comparirà su manifesti e volantini ma anche sul web, sarà poi declinato con le proposte del PD per cambiare la legge 23 del 2015, la riforma della sanità lombarda voluta da Maroni e approvata dal Governo come sperimentale, con verifica a cinque anni. A partire da ora e per i prossimi mesi in Regione si aprirà dunque la discussione per la sua revisione.

Il Partito Democratico intende allargare più possibile la discussione, ed è per questo che, dopo un primo incontro del 3 luglio in cui ha aperto quattro tavoli di lavoro a circa 300 tra esperti, operatori, parlamentari e amministratori, ora inaugura anche un confronto sul sito www.pdlatua.it, dove da domani sarà attiva un’area di dibattito e un sondaggio indirizzato a chiunque voglia interloquire con i consiglieri regionali e i responsabili del settore del Partito Democratico lombardo. Sui materiali in distribuzione ci sarà infatti un QR code che, se fotografato con la fotocamera del cellulare, permetterà di partecipare alla consultazione online.

Sul sito del Partito Democratico Lombardo www.pdlombardia.it sarà invece caricato, e successivamente implementato, a partire dal pomeriggio di oggi, l’elenco dei banchetti nelle 12 province lombarde. “I numeri sono sotto gli occhi di tutti: in Lombardia il sistema sanitario non ha retto l’impatto della pandemia. E la gestione esistente non dà sicurezza per i prossimi mesi. La Legge regionale in vigore, voluta da Maroni e portata avanti da Fontana, è una sperimentazione che si concluderà a giorni. Per noi questa è l’occasione per cambiare radicalmente la sanità – spiega il Segretario regionale del PD Vinicio Peluffo - In questa logica si inserisce il lavoro che come Partito Democratico lombardo abbiamo avviato a partire dal mese di luglio. Abbiamo cominciato il 3 luglio con una iniziativa che ha visto un proficuo scambio di idee e proposte tra mondo scientifico e accademico e la comunità degli amministratori, compreso il nostro segretario nazionale Nicola Zingaretti. Da quella data si è iniziato a ragionare di un progetto alternativo di sanità messo nero su bianco nei tavoli di lavoro che hanno seguito il dibattito pubblico. Oggi lanciamo la terza tappa di questo percorso, una mobilitazione diffusa per coinvolgere i cittadini.”

“È tempo di uscire dagli schermi e tornare nelle piazze, rimaste troppo tempo vuote per l’emergenza Covid – aggiunge il capogruppo PD in Regione Fabio Pizzul -. Vogliamo immaginare una nuova sanità lombarda partendo dal confronto con i cittadini. Non ci dimentichiamo di quello che è accaduto e continueremo a ringraziare tutti coloro che si sono impegnati per curarci, al cui impegno rendiamo omaggio sul manifesto richiamando l’immagine simbolo dell’infermiera di Cremona accasciata sulla tastiera, ma è il momento di ripensare la sanità della Lombardia, che soprattutto sul territorio ha mostrato tutti i suoi limiti.”

 

 

Bilancio Silmar Group 2019: quale futuro ci aspetta? A causa dall’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del virus Covid-19 nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 si registra una cospicua contrazione della domanda. Si legge nella nota finale al comunicfato stampa. A partire però dal mese di giugno abbiamo iniziato a rilevare una ripresa del mercato che si è ulteriormente incrementata nel mese di luglio. Seppur con cauto ottimismo, prevediamo che nei mesi a seguire potremmo assistere ad un costante aumento della domanda tornando ai volumi pre-Covid entro la fine dell’esercizio 2020. Tutte le aziende del Gruppo, come sempre, hanno dato la priorità alla salute dei propri collaboratori e delle loro famiglie, adottando fin da subito le misure di sicurezza sul luogo di lavoro indicate dal Ministero della Salute ed applicando in modo rigoroso tutte le azioni stabilite dal “Protocollo di regolamentazione per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Il know-how acquisito negli anni ha permesso ai dipartimenti interni di Salute e Sicurezza di avviare una Task Force dedicata di Gruppo per intervenire in modo proattivo, rigoroso e coordinato nei confronti dell’emergenza sanitaria. In tale contesto le aziende di Silmar Group, la famiglia Niboli e tutti i collaboratori si sono attivati per dare il proprio contributo raccogliendo fondi utili per la donazione di strumenti medici, dispositivi di protezione individuale e liberalità per un valore di 645.000 € destinati sia alle strutture sanitarie della Città di Brescia e provincia, sia di tutta la comunità locale.

Per i dettagli sul bilancio:

https://www.51news.it/societa-51news/6672-bilancio-2019-del-gruppo-silmar-della-famiglia-niboli

 

La Fondazione Rotary sin dalla sua creazione - più di 100 anni fa grazie all’impegno del Rotary International - ha l’obiettivo di trasformare le donazioni che riceve in progetti che mirano a cambiare vite a livello locale e internazionale. La Fondazione ha speso oltre 4 miliardi di dollari in progetti sostenibili e fra questi progetti il più prestigioso è certamente “Polioplus” o come dicono gli americani “End Polio Now”. Una campagna di vaccinazione a livello mondiale volta ad eradicare definitivamente la poliomielite, una malattia altamente contagiosa che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore a 5 anni. Il poliovirus viene trasmesso da una persona all'altra, di solito attraverso l'acqua contaminata. Può attaccare il sistema nervoso e, in alcuni casi, portare alla paralisi e purtroppo non esiste una cura. Si tratta tra l’altro di un progetto che ha anche radici bresciane, anzi proprio sul Lago di Garda, infatti Sergio Mulitsch entrò nel Rotary Club di Salò e Desenzano del Garda nel 1967. Eletto dopo tre anni presidente del club cominciò a pensare a lanciare l'idea di organizzare una campagna mondiale contro la poliomielite per i bambini dei Paesi poveri. L'idea fu condivisa dai vertici del Rotary International: Mulitsch si prestò a sperimentare una prima campagna di vaccinazione che, partendo dall'Italia, potesse portare il vaccino nelle Filippine, Paese allora severamente colpito dalla malattia. La campagna di vaccinazione subì un’accelerazione strepitosa quando Albert Sabin, socio del Rotary Club di Cincinnati che aveva realizzato in laboratorio il primo e unico vaccino in grado non solo di immunizzare chi veniva vaccinato ma anche di interrompere la possibilità che il contagio venisse comunque trasmesso rinunciò ad ogni diritto e brevetto sul prodigioso vaccino cosicché il suo prezzo contenuto ne garantisse una più vasta diffusione della cura e fu così che oltre 2,5 miliardi di bambini in tutto il mondo venissero immunizzati. Negli ultimi anni lo sforzo della Fondazione Rotary ha trovato un sostegno incredibile nella Bill & Melinda Gates Foundation che si è impegnata ad erogare  due dollari per ogni dollaro impegnato dal Rotary fino a 150 milioni di dollari all’anno.

I Fatti

01 La polio colpisce soprattutto i bambini con meno di 5 anni.

02 Non esiste una cura, ma la polio è prevenibile con un vaccino.

03 Oggi solo tre Paesi sono endemici: Afghanistan, Nigeria e Pakistan dove le condizioni di sicurezza per gli operatori impediscono campagne di vaccinazione capillari

04 Abbiamo ridotto i casi del 99.9% sin dal 1988.

05 Fino a quando non eradicheremo la polio per sempre, ogni bambino è a rischio.

Tutti possono contribuire, quanto costa un vaccino?

Con soli 54 centesimi è possibile proteggere un bambino dalla polio!

https://www.endpolio.org/it/donate

Il Rotary Valle Sabbia, guidato dalla Presidente Marcellina Bertolinelli grazie all’ospitalità del socio Ruggero Brunori ha potuto promuovere un evento presso la Cantina Le Sincette a Polpenazze del Garda dove unendo la scoperta del territorio e dell’ottimo vino ha presentato l’iniziativa End Polio Now consentendo la raccolta di un cospicuo contributo che – grazie anche al fatto che un vaccino costa circa 50 centesimi di euro – consentirà di vaccinare migliaia di bambini nei tre Paesi nei quali ancora esistono focolai della malattia: Afghanistan, Nigeria e Pakistan

Alle Sincette, cantina fondata nel 1978 dalla famiglia Brunori con la consulenza di  Giorgio Grai e di Franco Bernabei per poi, nel 1997, approcciare il concetto della biodinamica con Jacques Mell, fra i primi a sperimentare queste tecniche in Francia il Rotary Valle Sabbia Centenario ha riunito i propri soci per conoscere vini unici, che mirano, grazie a una grande artigianalità, a diventare gli ambasciatori del “Made in Italy” biodinamico ma alcontempo promuovere e sostenere la campagna di vaccinazione End Polio Now.

I vigneti delle Sincette si estendono per circa 11 ettari e godono di un’ottima esposizione, avvantaggiandosi del clima mite e delle brezze leggere tipiche di questo terroir; i vitigni coltivati sono in maggioranza rossi – groppello gentile, marzemino, barbera, merlot, sangiovese e cabernet sauvignon – e l’unico bianco è invece lo chardonnay. La filosofia è ovviamente incentrata sui principi biodinamici e sull’utilizzo del calendario lunare per le operazioni in vigna e in cantina, e mira al totale rispetto della natura e dei suoi ritmi, producendo all’interno dell’azienda tutto ciò che serve, senza utilizzare fertilizzanti, diserbanti, insetticidi o prodotti di sintesi. Tutto ciò porta alla produzione di otto etichette che sul piano organolettico risentono positivamente di tale approccio, come dimostrano il Chiaretto, il Garda Classico “Le Sincette”, il “Le Zalte” – rosso che più volte negli anni è stato premiato dalla guida del Gambero Rosso – e tutte le altre bottiglie della gamma, un cammino che si completa con la certificazione attribuita dall’associazione Demeter, punto di riferimento in questo settore.

 

 

L’EDEN D’ESTATE. Il cinema all’aperto in Castello! I FILM DELLA SETTIMANA:

Venerdì 17 luglio
TROLLS WORLD TOUR
di Mike Mitchell, Anand Tucker. Animazione. USA. 2016. 92’

Sabato 18 luglio
LA DEA FORTUNA
di Ferzan Ozpetek. Con Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca. Commedia. Italia. 2019. 118’

Domenica 19 luglio
RICHARD JEWELL
di Clint Eastwood. Con Sam Rockwell, Kathy Bates, Jon Hamm. Biografico. USA. 2019. 129’

Lunedì 20 luglio

IL SEGRETO DELLA MINIERA

di Hanna Antonina Wojcik-Slak. Con Leon Lucev, Marina Redzepovic, Zala Djuric Ribic, Boris Cavazza, Maj Klemenc. Drammatico. 2017. 100’

Una serata in collaborazione con il Filmfestival del Garda e Trieste Film Festival.

Aljia è un minatore bosniaco che vive ormai da molti anni in Slovenia dopo che è stato obbligato, ancora bambino, a lasciare la sua terra per l'incombere della guerra. Gli viene assegnato l'incarico di visitare una miniera abbandonata per stilare un rapporto che la dichiari totalmente vuota e quindi pronta per una chiusura definitiva. Al suo interno scoprirà invece una macabra sorpresa. Hanna Slack porta sui grandi schermi la storia vera del minatore bosniaco-sloveno Mehmedalija Alic, che nel 2007, nelle viscere della miniera di Huda Jama, scoprì quattromila cadaveri di profughi di guerra uccisi alla fine della Seconda Guerra Mondiale dai vincitori.

 

INFORMAZIONI

 

Data: dal 03 luglio al 30 agosto 2020

Orario: 21.30 (luglio) - 21.15 (agosto).

Luogo: Fossa Viscontea del Castello di Brescia

Biglietti: € 6 intero, € 5 ridotto, € 8 biglietto famiglia (1 adulto e 1 bambino).

 

nuovoeden.it

 

 

 

 

 

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