Società

Da *lunedì 12 aprile* la Lombardia tornerà in “*ZONA ARANCIONE*”. 

Ecco una sintesi delle principali novità rispetto ad oggi:

- ci si potrà *liberamente muovere all’interno del proprio comune* (senza autocertificazione);

- saranno *consentite le visite*, una volta al giorno, *ad amici e parenti*, al massimo in due persone (esclusi dal computo i figli under 14); 

- per i residenti nei *Comuni sotto i 5 mila abitanti*, sarà *possibile muoversi in un raggio di 30 chilometri* (quindi eventualmente anche sconfinare in un’altra Regione), ma con il divieto di recarsi nei capoluoghi di provincia; 

- riaprono tutti i *negozi*, i *parrucchieri* e i *centri estetici*;

- tutti i ragazzi *fino alla terza media* potranno tornare a scuola in *presenza*;

- gli studenti delle *superiori* torneranno in aula *tra il 50% e il 75%*.

 

Sono stati presentati, durante l’evento online “L’imprenditore: attore fondamentale dell’economia o un cinico orientato solo al profitto?”, i risultati del progetto E.L.I.-Essere l’Impresa, promosso dal gruppo LE Imprenditrici con l’obiettivo di affrontare il tema dell’identità imprenditoriale.

All’appuntamento, moderato dalla giornalista Debora Rosciani, hanno preso parte Giuseppe Pasini (Presidente Confindustria Brescia), Daniela Bandera e Renata Pelati (coordinatrici LE Imprenditrici Confindustria Brescia), Michele Lancellotti (delegato Confindustria Brescia a Sviluppo Associativo, Zone e Settori), Flaminio Squazzoni (Professore di Sociologia, Università degli Studi di Milano) e Maria Grazia Speranza (Professoressa di Ricerca Operativa, Università degli Studi di Brescia). Nel corso dell’evento, si è inoltre tenuta una tavola rotonda con le testimonianze degli imprenditori Luisa Franceschetti (Saccheria F.lli Franceschetti Spa), Matteo Meroni (Mega Italia Media Spa), Giancarlo Turati (Fasternet Srl) e Barbara Ulcelli (IMG Srl).

Il lavoro di ricerca di E.L.I.-Essere l’Impresa – realizzato da NOMESIS Ricerche e Soluzioni di Marketing con la direzione del dottor Ezio Giovanni Maestri – ha coinvolto oltre 1.300 aziende e un migliaio di cittadini della provincia bresciana, attraverso un sondaggio proposto via web e tre focus group di approfondimento.

Tra i principali temi affrontati, figura la percezione dell’utilità sociale della figura dell’imprenditore, che ha registrato un voto – su una scala tra 1 (per nulla utili) e 10 (molto utili) – di 7,8 tra la popolazione, e di 9,3 tra gli Associati, alle spalle di Medici (voto 9,3 e 9,2), Operai (8,8 e 8,6) e Insegnanti (8,8 e 9,2).

Per quanto riguarda la percezione delle caratteristiche personali degli imprenditori, essi vengono visti e si vedono come «Determinati» (54,9 nella popolazione, 80,9 tra gli associati), «Motivati» (48,5 e 77,6) e «Pronti alle sfide» (45,3 e 74,9).

L’immagine sociale degli imprenditori rivela la prevalenza delle componenti dell’«Essere» (auto-realizzazione) su quelle dell’«Avere» (ricchezza) sia per quanto concerne l’auto-immagine che l’immagine percepita dalla popolazione. Il 19,4% della popolazione ritiene però che siano più motivati ad inseguire il guadagno di quanto non siano spinti ad auto-realizzarsi nel lavoro.

Per quanto riguarda il rapporto con lo Stato, l’Italia ostacola secondo il campione la nascita di imprese. Lo ritiene la stragrande maggioranza sia della popolazione (79,8%) che degli Associati (90,2%); le relative cause sono: Burocrazie, Tasse e (solo per gli Associati) scarsa Cultura di impresa.

Tra i motivi che spingono a diventare imprenditori emergono percezioni diverse tra popolazione e Associati. Tra la popolazione prevale la dimensione della «Valorizzazione delle competenze personali» (17,5%) e del «Sogno» (17,5%) mentre tra gli Associati prevalgono quelle della «Ricerca di soddisfazione personali» (32,7%) e dello «Ambizione» (19,0%).

I fattori che determinano il successo sono invece «competenze» e «relazioni». Per la popolazione e gli Associati i principali fattori determinanti sono «Collaboratori competenti» (64,0% e 88,5%) e «Competenze proprie dell’imprenditori» (53,3% e 79,2%). Seguono la «Conoscenza di persone giuste» (20,2% e 41,2%) e «Sponsor politici» (1,6% e 21,0%).

Nell’intreccio con il contesto si evidenzia un caleidoscopio di atteggiamenti. «Senza impresa non ci sarebbe lavoro» è un concetto che vale per il 36,8% della popolazione e per il 71,0% degli imprenditori; «Gli imprenditori pensano solo a se stessi»: (solo) popolazione 45,4%.

Per quanto attiene al profilo psicografico, gli Associati si vedono più intraprendenti ed ottimisti. Il confronto tra Associati e popolazione è rivelatore: «Mi considero molto…» ‘intraprendente’ (51,4% vs 14,5%); ‘ottimista’ (48,6% vs 18,4%); ‘crede nel proprio valore’ (48,1% vs 29,1%); ‘che si fida degli altri’ (31,1% vs 16,2%).

 Sul rapporto con la politica, 4 Associati su 5 hanno risposto. Il 34% degli Associati si auto-colloca nell’area allargata del centro-sinistra, il 9% nell’area del centro ed il 39% in quella del centro-destra; il 20% non si riconosce nella logica Destra/Sinistra.

 

Tra abilità, competenze e valori degli imprenditori, le abilità individuate sono capacità decisionale (96,5%) e capacità di problem solving (93,4%); le attività prevalenti: garantire il lavoro (89,3%) e prestare ascolto ai collaboratori (87,0%).

 

Su fiducia e modelli decisionali degli Associati a Confindustria Brescia, è la «velocità» la cifra del lavoro imprenditoriale; solo il 10% prende decisioni da solo; la metà interpella consulenti esterni; solo il 3% degli Associati ritiene che l’immagine aziendale verso l’esterno trasmessa dai collaboratori sia negativa.

Infine, il rapporto degli Associati con Confindustria Brescia evidenzia luci ed ombre. Il 50,8% degli Associati dà un voto di piena soddisfazione (8-10). Circa il 30% degli Associati indica di conoscere poco o per nulla l’attività dell’Associazione e il 25% si sente poco o per nulla rappresentato.

“Ogni imprenditore conosce la fatica, le responsabilità e le difficoltà di questa professione – dichiara Giuseppe Pasini, Presidente Confindustria Brescia – e ha consapevolezza di quanto poco la società sia conscia di questi aspetti, ma vedere i dati che sono emersi dal progetto ci ha consentito di mettere a fuoco una distanza tra la percezione che gli imprenditori hanno di sé stessi e l’immagine sociale ben più rilevante di quanto pensassimo. Ciò che intuivamo era la punta dell’iceberg. Il Progetto “E.L.I. – ESSERE L’IMPRESA” ci permette di disporre di dati concreti, utili per porre le basi di nuove strategie di rappresentanza e azione coerenti."

"Cosa pensa l’imprenditore di sé stesso? E cosa pensa di lui la società? Come è visto dalla “gente”? Sono queste le domande da cui ha preso il via il progetto – spiega Renata Pelati, co-responsabile de LE Imprenditrici di Confindustria Brescia –. La distanza tra come ci vediamo come imprenditori e come veniamo percepiti danneggia non solo l’azienda, ma anche la società. Senza impresa, infatti, non c'è lavoro e tantomeno prosperità. Sono tutti consapevoli di questo? Questa analisi ci ha fornito dati concreti su cui lavorare per capirne chiaramente le ragioni, e soprattutto per mettere a fuoco le azioni da mettere in atto per sradicare questo dannoso pregiudizio ed essere attori del cambiamento.”

"L'opinione degli imprenditori è essenziale per costruire un quadro di riferimento che ci possa aiutare non solo a capire chi siamo, ma anche a comprendere quali possono essere le basi per un’azione comune che sappia cogliere le sfide del nostro tempo – spiega Daniela Bandera, co-responsabile del gruppo LE Imprenditrici –. L’indagine permette di capire cosa possiamo fare insieme per rendere chiaro il valore che l'impresa e gli imprenditori portano nella società ma anche cosa possiamo fare come attori sociali che vogliono il bene della propria impresa, del territorio e della società che la circonda. I risultati ci dicono in modo chiaro che gli imprenditori e le imprenditrici sono consapevoli che non basta farsi carico del proprio lavoro e farlo bene, ma ci si debba impegnare socialmente affinché ciò venga riconosciuto."

 

Comunque auguri di Buona Pasqua! Che tempo terribile e assurdo stiamo vivendo. Lo scorso anno chiusi in casa (come quest’anno del resto), mesi bui alle spalle, lutti, sofferenze, come ci ha cambiato questo anno? A volte mi capita di pensare a cose accadute prima… Già “prima”. Credo questo capiti anche a voi: dividere in “prima” e “dopo” la pandemia, questa maledetta tragedia che ci ha travolto tutti, in un modo o nell’altro. Ogni cosa, avvenimento, vicenda della nostra vita trova collocazione in rapporto a questo tsunami. Ma è successo prima o dopo il covid???

E così in questa Pasqua, la seconda dell’era covid, ripenso alle Pasque della mia vita, ricordi belli e brutti, ma all’apparenza incredibilmente lontani. E oggi nel giorno della Resurrezione faccio fatica a pensare che questa Resurrezione verrà anche per noi, ma voglio crederci e sperarci. Nel giorno di Pasqua più che mai. Perché se non fosse così, davvero nulla avrebbe senso…. piccoli mucchietti di molecole sbattuti qua e là nell’universo! Auguri di Buona Pasqua da tutti noi di Radio 51. Auguri comunque. Auguri più che mai. Specialmente a chi in questo momento si trova in difficoltà, sta male, ha problemi economici. Auguri, continuiamo a farci compagnia e a... sperare insieme!

 

Maria Paola Pasini

 

 

A pochi giorni dalla giornata mondiale dell'autismo, una studentessa del Liceo delle Scienze Umane del Don Milani di Montichiari racconta la storia della sua famiglia, con due fratellini autistici di sei anni, Irene e Matteo. 

 

Mi chiamo Jenny Critelli, sono una ragazza al quarto anno del Liceo Scienze Umane all'Istituto statale Don Milani di Montichiari e ho due fratellini autistici: Irene e Matteo. Irene e Matteo hanno 6 anni e ad entrambi è stato diagnosticato il disturbo dello spettro autistico a poco più del loro primo anno di vita. Si parla di spettro autistico perché è un disturbo ampio e variegato, come le persone che ne sono affette.

Irene rientra nella fascia medio-lieve di gravità. È una bimba curiosa, le piace cantare, ballare ed è molto golosa. Adora i dolci! Matteo rientra nella fascia medio-grave ed è il contrario di sua sorella: ama andare sull’altalena, girare su sé stesso e saltare sul trampolino. Mangia solo i cibi salati.
 
Sono entrambi bambini abbastanza tranquilli: non provano disagio a stare nelle folle, le luci e i rumori forti non li disturbano, non sono violenti, ricercano il contatto con le altre persone e spesso provano a giocare con gli altri bambini. Ancora adesso non parlano come dovrebbero fare alla loro età. Irene sta imparando in quest'ultimo periodo a mettere insieme frasi di due o tre parole, mentre Matteo fino a un anno fa non parlava proprio e per comunicare utilizzava un quaderno fornito di immagini raffiguranti oggetti quotidiani come pane, televisione, macchina ecc. Solo poco tempo fa ha iniziato a dire le sue prime parole e da allora ha ampliato enormemente il suo lessico, tanto che ora cerca di farsi capire in ogni modo parlando, e non tramite gesti e figure.
 
 
Il 2 aprile era la giornata mondiale dell’autismo e per l'occasione ho deciso di condividere la mia esperienza in qualità di sorella maggiore. Anche in questa situazione di pandemia globale causata dal Covid, Irene e Matteo hanno diritto ad andare a scuola con le loro insegnanti di sostegno, e il centro terapie ABA al quale sono iscritti rimane aperto. Questa attività è fondamentale per il loro sviluppo cognitivo e del linguaggio.
 
Considerata la situazione che stiamo vivendo, Irene e Matteo si sono dovuti abituare a tutte le nuove misure di sicurezza e di contenimento del virus che sono state adottate, probabilmente senza nemmeno capirne il motivo, dato che sono ancora piccoli e non sanno fare domande. All’inizio è stato difficile far comprendere loro l’esigenza di indossare la mascherina. Adesso ad Irene basta far vedere che la indossiamo anche noi adulti, così che sia invogliata ad imitarci, ma ogni tanto tenta comunque di abbassarla per far sporgere il nasino. Anche per Matteo la strategia di mostrargli che anche noi la indossiamo funziona, ma la sopporta meno e spesso cerca di togliersela ridendo. Il gel igienizzante ha dato più problemi rispetto alla mascherina, perché entrambi non gradiscono le sostanze viscide e appiccicose, ma anche quello adesso riescono a metterlo senza problemi.
 
I disturbi dello spettro autistico ci sono tutti i giorni, tutto il giorno, a prescindere dalle catastrofi che avvengono nel mondo. Per questo è importante imparare a conoscere questa tematica e smettere di rintanarsi nella propria ignoranza. Io stessa, prima di riscontrare l’autismo nei miei fratelli, non avevo idea di cosa questo disturbo concernesse. Sceglievo la via più veloce per definire ciò che è diverso e sconosciuto: “strano”. Ma questa - come dicevo - è pura ignoranza. La diversità è un arricchimento da sfruttare per ampliare le proprie conoscenze, non è una “stranezza” da cui tenersi alla larga. Per questo ho deciso di condividere la mia esperienza, perché spero che possa ispirare qualcuno ad informarsi e a imparare a conoscere il mondo dello spettro autistico.
 
Jenny Critelli

 

Riceviamo e pubblichiamo.

L’assessore Ragni lascia. Lonato è al momento senza un assessore alla Cultura e al Turismo e non ha più da mesi un ufficio dedicato perché è stato smantellato dalla coalizione di maggioranza. Non entriamo nel merito delle “ragioni personali” addotte, perché non abbiamo elementi. Tuttavia emerge in modo lampante un dato politico su cui è impossibile tacere. Nell’attesa che si arrivi a un nuovo nome, dalla stampa locale tornano a trapelare le divisioni interne alla maggioranza a cui siamo tristemente abituati. Un copione già visto: quello di una coalizione divisa su troppi aspetti cardine, vittima di veti incrociati e dettati dall’alto, senza un’idea di cosa significhi fare cultura nella nostra città. L’ipotesi dei giornali locali parla di due possibilità sul piatto per il nuovo assessore alla Cultura e al Turismo: da un lato riemergerebbero vecchie contrapposizioni interne alla maggioranza, dall’altro ci sarebbe il rischio di un effetto “domino” sulla composizione della Giunta, dato che per legge Lonato deve avere almeno due assessori donna su cinque. In entrambi i casi non ci sembra uno spettacolo edificante a soli sei mesi dal voto e in piena pandemia.

 

I Consiglieri comunali:

 

Breda Alberto (lista civica Paola Comencini Sindaco)

 

Comencini Paola (lista civica Paola Comencini Sindaco)

 

Danesi Lorenzo (lista civica Paola Comencini Sindaco)

 

Locantore Andrea (Progetto Lonato)

 

Perini Paola (Partito Democratico)

 

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DAL 2 APRILE APERTE PRENOTAZIONI VACCINI 75-79 ANNI. E' stato annunciato oggi il calendario delle vaccinazioni per tutte le età (vincolato chiaramente alla disponibilità di vaccini).

Ci si potrà prenotare attraverso canale digitale https://www.prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it/ , il call center 800894545, negli uffici postali con la tessera sanitaria e tramite i postini con smartphone.

Lo schema è quindi il seguente:

👉Domani, 2 aprile, dalle ore 8 si aprono le prenotazioni per la fascia d’età 75-79 anni sul nuovo portale di Poste italiane: ci sono 10 giorni per prenotarsi.

👉Il 15 aprile si apriranno le prenotazioni per la seconda fascia d’età: 70-74 anni.

👉Il 22 aprile la Lombardia aprirà le prenotazioni per la fascia 60-69 anni.

👉A fine aprile-inizio maggio si apriranno quindi le prenotazioni ai 50-59enni

👉Infine, a metà maggio, verosimilmente il 14 maggio, la Lombardia sarà in grado di aprire le prenotazioni agli under 49.

Al momento della prenotazione si sceglie l'hub dove si vuole essere vaccinati. 🚗

Gavardo, con il prossimo aumento di linee da 6 a 10, è stato promosso anche con il nuovo sistema Poste Italiane e continuerà il suo servizio fino alla fine della campagna di vaccinazione

Ricordate: Si può farsi aiutare anche dal postino per la prenotazione.

Franco Beretta è il nuovo presidente di Confindustria Brescia. Sostituisce Giuseppe Pasini

Tra gli altri, le felicitazioni del presidente della Provincia Samuele Alghisi:

Mi congratulo per la nomina di Franco Beretta a Presidente di Confindustria, certo del fatto che le sue esperienze e competenze saranno un punto di riferimento solido e importante per il sistema industriale bresciano e non solo.

Franco sarà certamente un prezioso elemento di continuità, in grado di coniugare, nei prossimi anni, tradizione e innovazione per quanto concerne le sfide future.

I miei più sentiti auguri a lui e a tutti i nostri imprenditori bresciani e un ringraziamento particolare a Giuseppe Pasini per il grande lavoro fatto.

 

Comunicato Stampa di CONFINDUSTRIA BRESCIA:

Franco Gussalli Beretta Presidente designato per il quadriennio 2021 –2025

La designazione è avvenuta oggi pomeriggio nel Consiglio Generaledi Confindustria Brescia; l’elezione avverrà nell’Assemblea Generale del prossimo 31 maggio, insieme a quella della squadra di vertice.

Giuseppe Pasini: “La nomina di Franco Gussalli Beretta testimonia gli sforzi compiuti in questi anni verso unità e coesione dell’Associazione”.

Franco Gussalli Beretta: “Lavorerò sul programma ispirandomi alle aspettative degli associati che la Commissione di Designazione ha raccolto in queste settimane e ci ha illustrato durante il Consiglio Generale di oggi”.

Brescia, 8 aprile 2021 –Franco Gussalli Beretta (Fabbrica d’Armi Pietro Beretta Spa) è il presidente designato di Confindustria Brescia per il quadriennio 2021-2025.La nomina è avvenuta nel Consiglio Generale,tenuto oggi pomeriggio in modalità online.L’Ordine del Giorno del Consiglio Generale prevedeva la relazione della Commissione di designazione–sorteggiata lo scorso 1 febbraio (Maria Chiara Franceschetti, Gefran Spa, Giovanni Silvioli, Camfart Srl, e Renato Gnutti, Gnutti Transfer Spa)–ai sensidell’art. 8 comma 6 dello Statuto Associativo a seguito delle consultazioni con gli associati per la designazione del prossimo Presidente di Confindustria Brescia e deliberazioni conseguentie, a seguire, lavotazione sempre ai sensi dell’art. 8 comma 6 dello Statuto Associativo sulla proposta della Commissione di Designazione per la designazione del Presidente di Confindustria Brescia per il quadriennio 2021 –2025.“Quello di Franco Gussalli Beretta è un nome di grande valore. La sua nominatestimonia gli sforzi compiuti in questi anni verso l’unità e la coesione della nostra associazione –commenta Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Brescia –. Sono convinto che Beretta sia la persona giusta per guidare il sistema imprenditoriale bresciano verso le difficili e ambiziose sfide che lo attendononei prossimi anni, rappresentando un elemento di unione tra la solidità della nostra tradizione manifatturiera e le spinte innovative e digitali che caratterizzano il presente e il futuro dell’industria.A lui vanno, già da oggi, i miei auguri di buon lavoro.”“Ho scelto di dare la mia disponibilità per l’incarico con entusiasmo–aggiunge Franco Gussalli Beretta, Presidente designato di Confindustria Brescia –, vedendovi un’importante fase della mia vita come cittadino italiano e imprenditore, sicuro di poter apprendere molto e nella speranza di poter dare altrettanto.Lavorerò sul programma ispirandomi alle aspettative degli associati che la Commissione di Designazione ha raccolto in queste settimane e ci ha illustrato durante il Consiglio Generale di oggi”.

 

Il prossimo 10 maggio, il Consiglio Generale voterà la squadra e le deleghe proposte dal Presidente designato; la nomina ufficiale dell’intera squadra di vertice avverrà quindi il 31 maggio, in occasione dell’Assemblea Generale.

 

N

 

Nel futuro prossimo del territorio bresciano, le imprese investono sostenute da politiche per la transizione green con regole chiare, tempistiche ragionevoli e meccanismi di riduzione dell’impatto ambientale, il Mediterraneo si configura come nuovo mercato domestico per le aziende, la diffusione del 4.0 aumenta il contenuto dei servizi e crescono le collaborazioni tra imprese, dettate dalla complessità delle sfide in atto. Alla base di tale scenario figura, inoltre, la riduzione della distanza tra offerta formativa e domanda lavoro.

 

Sono questi i principali risultati emersi dal progetto #BresciaRegeneration, promosso da Confindustria Brescia e realizzato da Prometeia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, e presentati questa mattina, durante un appuntamento tenuto in modalità online. L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di delineare i futuri possibili del territorio bresciano all’orizzonte 2030, il modello manifatturiero, economico e sociale più desiderabile per Confindustria Brescia e le azioni da mettere in campo per la realizzazione di tale modello.

 

All’incontro, moderato da Filippo Schittone (Direttore Generale Confindustria Brescia), sono intervenuti Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Brescia, Alessandra Lanza, Senior Partner – Head of Industrial and Regional Strategies di Prometeia, Giuseppe Schirone, Senior Manager di Prometeia, e Carmine Trecroci, docente di Economia Politica dell’Università degli Studi di Brescia. L’evento online ha rappresentato una prima tappa di presentazione del progetto, che – data la complessità e l’ampiezza degli stimoli raccolti – verrà approfondito anche in successivi momenti.

 

La Visione del futuro di Brescia proposta dalle imprese alla comunità

·          Nel futuro di #BresciaRegeneration le imprese investono sostenute da politiche per la transizione green con regole chiare e semplici, tempistiche ragionevoli e meccanismi di riduzione dell’impatto ambientale delle attività; nuove soluzioni per la sostenibilità sono perseguite anche sul fronte sociale e di governance (ESG). I rischi legati all’invecchiamento della popolazione sono mitigati da innovazioni tecnologiche e istituzionali.

 

·          Le catene globali del valore si riposizionano su blocchi geografici con regole commerciali comuni e il Mediterraneo diventa un nuovo mercato domestico per le aziende bresciane.

 

·          La diffusione delle tecnologie 4.0 aumenta il contenuto di servizi dei prodotti industriali che diventano il campo di applicazione più dinamico – in analogia con quanto avvenuto negli anni ’10 per i servizi e per alcuni beni di consumo – delle nuove tecnologie.

 

·          Le fabbriche sono ridisegnate per estrarre il potenziale legato alle soluzioni 4.0 per consolidare o aumentare il controllo del proprio dominio manifatturiero.

 

·          La complessità delle sfide spinge le imprese alla collaborazione: alcune costruiscono reti di coordinamento orizzontali per condividere i costi dell’innovazione, scambiare dati e know-how, dialogare con altri stakeholder e approcciare i mercati.  Altre (terminali di filiera, leader tecnologici) si fanno convinte promotrici di percorsi di aggregazione «verticali» e «di scopo», ad esempio sul fronte della sostenibilità e della formazione.

 

·          La realizzazione di questa visione di futuro è resa possibile grazie alla riduzione della distanza tra offerta formativa e domanda lavoro attraverso il rafforzamento della collaborazione tra tutti gli attori del sistema formativo.

 

L’obiettivo di #BresciaRegeneration

·          Nel 2020, con la crisi sanitaria, l’economia bresciana ha perso circa 9 punti di valore aggiunto e 15 punti di fatturato industriale. Nell’ipotesi di un graduale ritorno alla normalità a partire dalla seconda metà del 2021, la ripresa dell’economia mondiale genera condizioni per un recupero quasi completo del terreno perduto dall’economia provinciale già entro la fine del 2022.

 

·          Oltre alla sfida della resilienza, Brescia è chiamata anche alla necessità di rigenerarsi, anticipando o reagendo ai cambiamenti del mondo economico del decennio.

 

·          Guardare oltre la crisi sanitaria e dotarsi di una visione per il futuro del sistema manifatturiero e per quello del proprio territorio, con obiettivi concreti e linee di intervento su cui investire, anche facendo leva sul Next Generation EU e sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: questa l’ambizione di #BresciaRegeneration, che ha coinvolto, durante i 6 mesi di lavoro, un think tank di oltre 20 esperti nazionali (accademici, imprenditori e manager, oltre ai futuri ministri del Governo Draghi, Patrizio Bianchi ed Enrico Giovannini) e 100 imprese associate.

 

La base di partenza: punti di forza e aree di miglioramento

·          Il percorso inizia da una riflessione sul posizionamento del sistema bresciano rispetto ai territori italiani ed europei più avanzati a vocazione manifatturiera. Il confronto ha riguardato i quattro “pilastri” della competitività: Benessere e qualità della vita, Capitale Umano, Imprese e innovazione, internazionalizzazione. Ne è emerso un sistema provinciale relativamente ben attrezzato su questi due ultimi fronti, ma con ritardi sui primi due. Se, infatti, la manifattura ha un posizionamento di eccellenza su indicatori come crescita, investimenti, produttività del lavoro e capacità di presidio dei mercati esteri, ritardi significativi emergono in termini di livelli di emissioni inquinanti, offerta culturale, tasso di attività femminile, giovani laureati, NEET e disoccupazione giovanile.

 

·          Tendenze demografiche, crescita globale, paradigmi di consumo, offerta formativa, riconfigurazione catene del valore, connessioni di rete, tecnologie digitali abilitanti, controllo del dominio, risk management e sostenibilità. Queste le 10 variabili chiave individuate dal think tank e proposte alle imprese bresciane per analizzarne le traiettorie evolutive (direzione ed intensità dei cambiamenti) e l’impatto sulla morfologia del sistema bresciano..

 

Costruire insieme il proprio futuro

·        La pragmaticità che caratterizza le aziende bresciane e l’adesione ai principi della responsabilità sociale hanno consentito di individuare, per i quattro pilastri dello sviluppo provinciale, 350 microazioni che rendono più probabile lo scenario di #BresciaRegeneration.

 

·          Benessere e qualità della vita: benvenuti a Brescia. La provincia si trova di fronte a due sfide: quella della sostenibilità e quella dell’attrattività del territorio. In merito alla prima, è necessario elaborare un’analisi condivisa sia sul livello attuale delle emissioni inquinanti sia su un set di indicatori ESG per poi definire obiettivi di sostenibilità nel contesto del New Green Deal europeo. Per vincere la sfida dell’attrattività, bisognerà poi prestare attenzione anche alle infrastrutture, fisiche e digitali, necessarie per costruire un sistema di connessione al passo con le esigenze del decennio. Oltre a creare le basi per un territorio sempre più attrattivo, sarà fondamentale ridisegnare la strategia di marketing territoriale, sfruttando il driver di Brescia capitale della cultura 2023.

 

·          Capitale umano: nuovo modello “life-long” per l’offerta formativa. Si impone la necessità di una nuova proposta formativa che coniughi le aspirazioni dei giovani e i fabbisogni delle aziende, promuovendo una collaborazione scuola-famiglie-imprese-istituzioni per ridurre l’attuale distanza. La formula prevede sia la messa a sistema delle attuali buone pratiche già utilizzate in provincia (collaborazioni con scuole professionali, incontri fra imprenditori e studenti, esperienze dei docenti in fabbrica) che l’adattamento alle esigenze localI delle esperienze di dual system tedeschi e svizzeri (alternanza lezioni in aula e lavoro in azienda retribuito).

 

·          Imprese: ecosistema per l’innovazione. Le istituzioni avranno il compito di facilitare l’innovazione e incoraggiarla attraverso la lotta alla burocrazia e con l’utilizzo di incentivi. Nelle filiere le aziende troveranno momenti di condivisione di competenze, bisogni, obiettivi e azioni. Il sistema associativo farà da collante tra i diversi attori dell’ecosistema bresciano, favorendo i momenti di scambio di informazioni e promuovendo il Made in Brescia sia tra le imprese stesse che all’esterno. Per le imprese manifatturiere sarà decisivo adottare un approccio cooperativo e (di rete o di filiera) con i player del proprio ecosistema di riferimento.

 

·          Internazionalizzazione: fare insieme per fare meglio. Anche sul fronte dell’internazionalizzazione, Il framework di Brescia 2030 non può quindi prescindere da un’evoluzione verso modelli cooperativi che consentano di condividere i rischi e moltiplicare le risorse, superando i vincoli di scala.

 

 

Il ricavato contribuirà a finanziare l'acquisto di una nuova autoambulanza. Prenotazioni entro il 6 aprile, offerta libera.

 

Spiedo con polenta o polenta taragna saranno consegnati nelle case valsabbine la sera di sabato 10 aprile. Questa volta l'associazione di volontariato con sede ad Agnosine non gioca da sola: l'organizzazione dell'evento è infatti frutto di un lavoro di squadra che vede il valido contributo della Polisportiva di Agnosine e dell'Associazione Cacciatori Lombardi. Insieme, i volontari si occuperanno della preparazione e della distribuzione delle porzioni, con consegna nei comuni di Agnosine, Bione, Odolo e Preseglie in un orario compreso fra le 18:45 e le 20:30.

La prenotazione può essere fatta con una telefonata o un messaggio whatsapp ai seguenti numeri: 338.3988161 (Fabio), 335.265531 (Gianmario), 339.5322471 (Paolo), 393.1642439 (Cristian) e 338.9734814 (Giacomo). Si ricorda di precisare il numero di porzioni, oltre a nome, cognome e indirizzo completo, con via, numero civico e paese.

Visto l' andamento del sistema di prenotazione e somministrazione dei vaccini anti Covid, si è deciso di *anticipare la possibilità di prenotazione* per i cittadini ricompresi nella fascia d’età 70-74 anni. Pertanto *già da stamattina* (inizialmente era previsto dal 15 aprile) in Lombardia sarà possibile effettuare la *prenotazione della vaccinazione di tutti coloro che hanno tra i 70 e i 79 anni *(ovvero i nati negli anni tra il 1942 e il 1951). 

La prenotazione potrà essere fatta: 

- accedendo al sistema di *prenotazione online* 💻 www.prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it

- 🏧 *tramite sportello Postamat*, anche se non correntisti, inserendo la tessera sanitaria, il CAP di residenza/domicilio e il numero di cellulare;

- 📧 *con l’aiuto dei Portalettere*, che possono effettuare per loro la prenotazione;

- 📞 *telefonando al numero verde 800 894545*.

Lo ha comunicato il consigliere regionale Floriano Massardi.

 

 

 

Forse la macchina stavolta si è messa davvero in moto. Dopo una partenza con un pò al rallentatore tra ritardi e disguidi, da ieri, giorno di Pasquetta, le cose stanno andando meglio. Lunedì circa 500 vaccinazioni somministrate. Il via vai è continuo, ben candenzato, sotto l'attenta e solerte presenza degli agenti della polizia locale della Vallesabbia e della Protezione civile. Le corsie sono operative secondo i protocolli. Si vaccinano gli ottantenni e da domani quelli (ottantenni) che non hanno ancora aderito. Per informazioni chiamare il numero verde 800.894.545. Poi si proseguirà con le persone tra i 79-74 anni.  

Nel corso della seduta, che si è svolta esclusivamente attraverso il Rappresentante Designato e quindi senza la partecipazione fisica dei soci, l’Assemblea di Banca Valsabbina ha approvato a larghissima maggioranza il Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2020. Il protrarsi dell’emergenza sanitaria ha reso necessario anche per quest’anno - per assicurare il divieto di assembramento e prevenire ogni possibilità di contagio - il ricorso a una modalità di svolgimento dell’Assemblea che consentisse di tutelare la salute dei soci, dei dipendenti, dei consulenti e degli altri soggetti solitamente coinvolti nello svolgimento dell’Assemblea. Sulla base di quanto previsto dal Decreto “Cura Italia” e dai successivi aggiornamenti normativi, la Banca ha quindi svolto i lavori assembleari a porte chiuse presso la propria Direzione Generale, con la partecipazione dei soci attraverso un rappresentante designato che ha raccolto le deleghe e le istruzioni di voto per ogni singolo punto all’ordine del giorno, ai sensi dell’articolo 135-undecies del D.lgs. n.58/98 (c.d. T.U.F.).

Oltre all’approvazione del Bilancio di esercizio 2020, l’Assemblea ha provveduto alla nomina di due Consiglieri di Amministrazione per scadenza di mandato, uno dei quali in sostituzione di un Consigliere dimissionario ai sensi dell'art. 31 dello Statuto. Sono stati quindi confermati i Consiglieri Eliana Fiori e Pier Andreino Niboli.

A larghissima maggioranza sono stati approvati anche gli altri punti all’ordine del giorno, accogliendo le proposte formulate dal Consiglio di Amministrazione in merito:

•       alla nomina del Collegio Sindacale, del suo Presidente e alla determinazione dell’emolumento annuale spettante ai Sindaci per il triennio 2021-2023;

 

•       all’approvazione del nuovo documento sulle Politiche di Remunerazione;

 

•       alla determinazione del compenso annuo da riconoscere al Consiglio di Amministrazione;

 

•       all’autorizzazione all’acquisto e alienazione di azioni proprie, a norma di legge, mediante utilizzo del Fondo acquisto azioni proprie.

L’Assemblea dei Soci - in conformità alle disposizioni della Banca d’Italia - ha inoltre approvato la distribuzione di un dividendo unitario pari ad € 0,13 per azione, che sarà in pagamento con valuta 14 aprile 2021.

Dalla lettura del Bilancio appena approvato, emerge un utile ante imposte di € 33,7 milioni (+31% rispetto al 2019) e un utile netto di € 24,3 milioni, in aumento del 20% rispetto allo scorso esercizio. Un dato che conferma la buona performance della Banca che, malgrado il contesto condizionato dalla crisi determinata dalla pandemia, è stata comunque in grado di generare valore per gli azionisti. Ulteriore conferma in tal senso viene dalla lettura del rapporto tra l’utile ed il patrimonio netto medio (“ROE”), principale indicatore della redditività aziendale, che è pari al 6,8%, tra i migliori nel novero delle banche cosiddette tradizionali.

Ringraziamo i clienti e i nostri soci per la fiducia accordata alla Banca che, insieme all’impegno di tutti i dipendenti dell’Istituto, hanno consentito di raggiungere il migliore risultato nella storia dell’Istituto, nonostante la situazione di estrema difficoltà che ha caratterizzato il 2020, ha dichiarato Renato Barbieri, Presidente di Banca Valsabbina. I dati che emergono dal Bilancio confermano la solidità e l’affidabilità del nostro Istituto e consentono di guardare al futuro con maggiore serenità, un futuro in cui vogliamo portare avanti l’efficientamento della Banca e dare stabilità ai risultati fin qui ottenuti ma in cui, soprattutto, vogliamo continuare a sostenere le famiglie e le imprese del territorio, per superare insieme questo momento di difficoltà”.

La tabella di seguito riporta i principali valori patrimoniali al 31 dicembre 2020 e il raffronto con il precedente esercizio.

Dati in Euro migliaia

Dicembre 2020

Dicembre 2019

Variaz. %

Raccolta diretta

4.300.554

3.829.808

12,29%

Raccolta indiretta

2.145.273

2.110.635

1,64%

  di cui gestita

1.456.401

1.280.773

13,71%

Raccolta complessiva

6.445.827

5.940.443

8,51%

Impieghi alla clientela

3.414.683

3.136.303

8,88%

  di cui in bonis

3.274.966

2.959.693

10,65%

  di cui deteriorati

139.717

176.610

-20,89%

Crediti deteriorati netti su impieghi netti

4,09%

5,63%

 

  di cui sofferenze nette su impieghi netti

2,39%

3,06%

 

Fondi Propri phased-in

407.446

401.675

1,44%

CET 1 Ratio phased-in

15,92%

14,43%

 

TIER TOTAL Ratio phased-in

17,11%

15,77%

 

Patrimonio netto

373.636

346.737

7,76%

Utile netto

24.339

20.303

19,88%

 

Nel 2020 la raccolta diretta è salita ad € 4.301 milioni, in crescita del 12% rispetto al 2019. Un trend positivo riconducibile sia ai risultati dell’attività commerciale sia all’atteggiamento prudente e conservativo dei risparmiatori rispetto alle condizioni di incertezza determinate dalla pandemia. È infatti cresciuta la raccolta sui conti correnti (+21%), anche se rimane importante il contributo dei time deposit, che comprendono anche l’ormai consolidato conto deposito online Twist, e dei prestiti obbligazionari.

 

 

 

La raccolta indiretta si è attestata ad € 2.145 milioni, in aumento dell’1,6% nonostante il trend di mercato condizionato dall’andamento incerto delle quotazioni. La raccolta indiretta relativa a fondi comuni e polizze assicurative ha poi evidenziato un incremento del 14%, attestandosi ad € 1.456 milioni, a conferma dell’efficacia della politica commerciale attuata dalla Banca, che si caratterizza per l’ampia offerta di prodotti e il supporto di una rete di “Private Banker” in continua crescita. La raccolta complessiva si attesta pertanto ad € 6.446 milioni (+8,5%).

 

 

 

Gli impieghi alla clientela ammontano ad € 3.415 milioni, in crescita del 9% rispetto al 2019. Di questi, gli impieghi a clientela in bonis sono pari ad € 3.275 milioni (+10,7%). Nel corso del 2020 la Banca ha messo a disposizione della clientela gli strumenti moratori di legge o interbancari ABI, nonché gli strumenti di liquidità previsti dai decreti governativi. A tale riguardo, nel corso del 2020, sono state approvate circa 6.000 moratorie su finanziamenti, accogliendo la quasi totalità delle richieste pervenute, al fine di permettere alla clientela di poter superare questo difficile momento.

 

 

 

Al contempo le nuove erogazioni a medio termine hanno raggiunto livelli record, con circa 7.200 nuovi finanziamenti concessi per un importo complessivo di oltre € 970 milioni (+ 64% rispetto ai € 594 milioni del 2019), di cui circa 4.500 garantiti dal Fondo di Garanzia (ex 1.330) per un totale finanziato di € 570 milioni (€ 238 milioni nel 2019). 

Relativamente ai coefficienti patrimoniali di vigilanza (c.d. phased in), si è registrato un incremento degli stessi con il Common Equity Tier 1 Ratio (c.d. Cet 1) al 15,9% ed il Tier Total Ratio al 17,1%, in aumento rispetto al 2019 (Cet 1 Ratio al 14,4% e Tier Total Ratio al 15,8%). L’incremento dei Ratio Patrimoniali ha tenuto conto sia delle variazioni normative sia dell’accantonamento dell’utile di esercizio 2019, nel rispetto delle direttive emanate dalla Banca d’Italia nell’ambito dell’emergenza pandemica. I Ratio Patrimoniali si confermano elevati e largamente superiori rispetto a quelli richiesti dalla Vigilanza.

Il numero dei conti correnti aperti presso le settanta filiali della Banca risulta in crescita del 3%, passato dai 87.653 del 2019 ai 90.619 del 2020, e conferma l’efficacia della strategia adottata, che punta a sviluppare al meglio i servizi offerti nei territori in cui opera la Banca presidiando i principali capoluoghi di provincia del Nord Italia. Vale la pena ricordare l’apertura della seconda filiale a Milano, lo scorso ottobre, e la previsione di una nuova filiale in un altro capoluogo di provincia entro la fine dell’anno.

L’evoluzione rapida e forzata del mercato bancario impone di avere ben chiara la strategia di sviluppo commerciale e di marketing, rinnovando l’offerta di prodotti e servizi e dando vita anche a nuovi segmenti di business. Tra le varie iniziative si segnala che sono state definite le modalità con cui supportare la clientela nell’ambito della realizzazione di interventi Superbonus 110%, mettendo a disposizione linee di credito dedicate e strutturando un efficace processo di compravendita di tali crediti, che ha già permesso di formalizzare l’acquisto di alcuni portafogli.

In sinergia con la partecipata Integrae SIM sta inoltre proseguendo l’attività di supporto alle imprese che intendono quotarsi sul mercato AIM di Borsa Italiana per sostenere la propria crescita. Al fine di cogliere nuove opportunità e offrire ulteriori servizi alla propria clientela, Banca Valsabbina continua a mantenere alta l’attenzione verso il mondo Fintech, dove prosegue la collaborazione con la partecipata Satispay, e sta valutando ulteriori partnership con aziende che operano in tale settore, anche nell’ambito dell’aggiornamento delle linee strategiche.

Con riferimento infine alle risultanze dei primi tre mesi del 2021, si informa che i dati sono in linea con l’andamento dello scorso esercizio.

 

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