Società

Sono 6 le aziende bresciane coinvolte nella sperimentazione sanitaria recentemente avviata per il monitoraggio epidemiologico, con un totale di 3.000 dipendenti: si tratta di Feralpi, Streparava, F.A. Beretta, Brawo, Salumificio Volpi e Università degli Studi di Brescia. Le aziende sono state individuate secondo un criterio di presenza territoriale nella provincia di Brescia e con attenzione anche alla diversificazione settoriale.

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Economia, Girelli e Borghetti: “Per ripartenza in sicurezza servono test e tamponi. Regione ascolti grido d’allarme del mondo produttivo”. Il comunicato del Pd in Regione Lombardia. “Se vogliamo che la Fase2 sia un vera ripartenza tutto il mondo produttivo deve poter riprendere a lavorare in totale sicurezza. E questo significa test sierologici a tappeto e un incremento deciso dei tamponi. Il virus circola ancora in Lombardia, qui più che in altre regioni. Ma dopo tre mesi abbiamo capito che direzione intraprendere per contenerne la diffusione. E allora è tempo che Regione Lombardia svesta i panni della vittima prescelta dal Covid19 in Italia e si attrezzi per cambiare davvero tutto quello che non funziona e che non ha funzionato nelle settimane dell’emergenza”.

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Fondazione della Comunità bresciana – ancora impegnata nel progetto #aiutiAMObrescia realizzato in collaborazione con il Giornale di Brescia grazie alle numerose e cospicue donazioni ricevute per affrontare l’emergenza sanitaria Covid – si appresta a tornare alla sua ordinaria attività, che necessariamente quest’anno non potrà essere analoga ai precedenti. Quindi, dopo aver già reso noto l’annullamento dei tradizionali bandi Sociale, Cultura Istruzione e Tutela del patrimonio (emanati prima della pandemia e focalizzati su obiettivi al momento non prioritari), la Fondazione intende costituire un tavolo di confronto con realtà fortemente radicate nel territorio bresciano al fine di trovare NUOVI MODELLI DI CONDIVISIONE E DI LAVORO COMUNE.

 

FONDAZIONE COMUNITÀ BRESCIANA, in accordo con FONDAZIONE CARIPLO, ha dunque deciso di riprogrammare le proprie linee erogative lanciando la CALL TO ACTION #COPROGETTIAMOBS che prevede una MODALITÀ DI COPROGETTAZIONE TERRITORIALE.

 

“L’emergenza vissuta nella nostra provincia ha portato con sé situazioni inedite e conseguenze che impongono RIFLESSIONI URGENTI, per REAGIRE e RESTARE UNITI di fronte alle trasformazioni che stiamo vivendo” racconta la Presidente Alberta Marniga. “Per questo motivo abbiamo deciso di creare un tavolo di lavoro, coordinato dal Direttore Operativo della Fondazione Orietta Filippini, al fine di instaurare un primo spazio di confronto, anche se informale, per analizzare e condividere i bisogni emergenti del territorio”.

 

Orietta Filippini, Direttore Operativo della Fondazione, spiega: “Gli obiettivi della nuova programmazione sono stati pensati con un gruppo di lavoro formato da Marco Danesi (Caritas Diocesana), Claudia Pedercini (Ambito 9), Gabriele Zanni (Associazione Comuni Bresciani), Michele Pasinetti ed Elena Rocco (Coop. Cauto), Alessandro Augelli (Coop. Il Calabrone), Giancarlo Turati (Confindustria). Ci siamo focalizzati sull’implementazione del LAVORO e la creazione e il mantenimento di RETI TERRITORIALI, vero argine al dilagare della povertà multidimensionale. Le vaste operazioni che sono state attivate nei mesi scorsi da numerosi enti impegnati nel sociale hanno fatto emergere quanto l’essere MULTIDISCIPLINARI e MULTISETTORIALI, TRASVERSALI e COLLABORATIVI, siano stati elementi essenziali per poter agire con EFFICACIA E CELERITÀ nelle risposte ai bisogni”.

 

TEMI. I temi operativi identificati sono: MINORI/GIOVANI, e CIBO/POVERTÀ. La crisi sanitaria ha infatti innescato una successiva crisi economica e sociale. Da un lato i lunghi mesi di assenza obbligata da scuola stanno incidendo significativamente sullo sviluppo delle CAPACITÀ RELAZIONALI E SOCIALI dei nostri ragazzi, oltre ad aver aumentato il numero di coloro che già si trovano in CONDIZIONE DI POVERTÀ EDUCATIVA. Dall’altro l’interruzione di tutti i tipi di attività ha acuito una SITUAZIONE DI FRAGILITÀ già presente nel tessuto sociale, facendo emergere uno stato di bisogno conclamato, bisogno che le realtà pubbliche e private impegnate nella distribuzione di generi alimentari o sussidi/voucher vedono via via aumentare.

 

FINALITÀ. La presente call si prospetta i seguenti obiettivi specifici e risultati per l’intera comunità:

 

 Incentivare l’occupazione di operatori culturali e sociali sviluppando nuovi modelli di intervento;

 

 Incentivare la ripresa operativa ed economica del privato sociale;

 

 Sviluppare comunità più coese e dialoganti tra le diverse componenti sociali;

 

 Valorizzare le specificità territoriali incentivandone la condivisione;

 

 Rafforzare le competenze relazionali dei beneficiari finali;

 

 Aumentare il confronto e la progettazione tra i territori;

 

 Creazione ed Incentivazione di modelli che diano sostenibilità futura alle azioni di progetto ritenute più efficaci.

 

DESTINATARI. Sono ammessi a presentare manifestazione di interesse a valere sul presente avviso gli Enti del Terzo Settore (ETS ai sensi dell’art. 4 comma 1 del D. lgs. 117 del 2017), gli enti privati senza scopo di lucro, differenti dagli ETS, nonché gli enti pubblici aventi sede legale e operativa nella provincia di Brescia e gli enti profit.

 

DURATA DEL PROGETTO. Entro il 4 giugno 2020 Fondazione Comunità Bresciana comunicherà a tutti i partecipanti i risultati della manifestazione di interesse alla coprogettazione.

 

 Per il tema 1 (minori/giovani) il progetto territoriale di massima dovrà essere presentato entro il 19 giugno 2020 e rendicontato entro e non oltre il 30.9.2020.

 

 Per il tema 2 (cibo/povertà) la coprogettazione è il tema stesso dell’azione progettuale e dovrà essere rendicontato entro e non oltre il 15.12.2020.

 

MODALITÀ E CRITERI DI SELEZIONE DEI PARTNER PROGETTUALI. Le manifestazioni di interesse pervenute saranno analizzate e valutate dalla Cabina di Regia Centrale tenendo in considerazione:

 

 Le argomentazioni e le motivazioni svolte in relazione all’oggetto della Call to Action;

 

 Il possesso di competenze ed esperienze rispetto ai temi, al radicamento territoriale, alla propensione al cambiamento;

 

 L’esperienza e la propensione alla promozione ed alla costruzione di reti e partnership;

 

 Le possibili interconnessioni e sinergie tra i vari soggetti.

 

L’esito della valutazione (ad insindacabile giudizio di Fondazione Comunità Bresciana) sarà comunicato entro il 4 giugno a tutti i soggetti. I soggetti ritenuti più idonei sulla base dei criteri sopra elencati saranno invitati a partecipare alla fase di coprogettazione.

 

MODALITÀ E TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE. La manifestazione di interesse, redatta compilando l’apposita scheda allegata al presente documento (disponibile sul sito web della Fondazione www.fondazionebresciana.org), dovrà essere inviata esclusivamente via email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ENTRO VENERDÌ 29 MAGGIO P.V. ALLE ORE 13.00, specificando all’oggetto “Manifestazione di interesse”. Alla manifestazione di interesse dovrà essere allegata copia del documento di identità del sottoscrittore.

 

Non saranno prese in considerazione le manifestazioni d’interesse presentate con modalità diverse o avanzate da soggetti inammissibili ai sensi del presente avviso.

 

RISORSE ECONOMICHE. Fondazione della Comunità Bresciana, previa validazione e approvazione del progetto esecutivo, mette a disposizione l’importo complessivo massimo di € 1.000.000,00 a valere sulle erogazioni territoriali di FONDAZIONE CARIPLO e potrà essere integrato anche da altri soggetti. È previsto un cofinanziamento almeno del 20%.

 

ULTERIORI INFORMAZIONI. Il testo completo della Call to Action e il modulo per la manifestazione di interesse sono presenti sul sito di Fondazione Comunità Bresciana. Per maggiori informazioni è possibile scrivere via email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o contattare gli uffici della Fondazione allo 030 46046.

 

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FONDAZIONE CARIPLO – da sempre attenta al valore e alla progettualità che le organizzazioni, le istituzioni e le reti bresciane sanno mostrare – ha individuato, nell’ampia riprogrammazione avviata per la seconda parte dell’anno, 6 obiettivi prioritari attorno ai quali riorientare le risorse e l’impegno delle Aree Filantropiche della Fondazione:

 

 Il contrasto alle nuove povertà causate dalla crisi e dal distanziamento sociale che ne deriverà;

 

 Il sostegno agli Enti del Terzo Settore in grave difficoltà;

 

 L’individuazione di opportunità di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro, soprattutto in chiave green, con grande attenzione alle tematiche ambientali;

 

 Il ripensamento dei modelli di offerta di welfare;

 

 Il ripensamento del sistema culturale, considerando l’importante ruolo che la cultura può svolgere nella fase di ripartenza;

 

 Il rilancio della ricerca, che si conferma un aspetto centrale per il ripensamento dei modelli di funzionamento delle organizzazioni e degli assetti di quasi tutti i settori di attività.

 

Su questi filoni FONDAZIONE COMUNITÀ BRESCIANA E FONDAZIONE CARIPLO stanno lavorando, anche attraverso i consiglieri bresciani Martino Troncatti e Valeria Negrini, per ulteriori iniziative che verranno specificate nelle prossime settimane.

 

 

Centomila euro è la somma iniziale che l’amministrazione comunale di Gavardo ha deciso di mettere a disposizione per aiutare le attività produttive che hanno dovuto affrontare la chiusura in questi mesi di emergenza Covid-19.

Appena saranno confermati i fondi previsti dal Governo nel Decreto Rilancio si interverrà anche con iniziative per il sostegno economico delle famiglie in difficoltà.

Le linee d’azione su cui si sta lavorando vanno ad intersecarsi con i sostegni statali e regionali già annunciati e per quanto riguarda l’ente comunale l’attenzione sarà posta alle piccole attività commerciali ed artigianali.

La prima linea d’azione interessa la Tassa rifiuti (TARI) 2020 già posticipata dal 30 aprile al 31 luglio per tutti i cittadini e che ora verrà ridotta, per le attività produttive,  proporzionalmente al periodo di chiusura.

Per tutto il 2020 non sarà dovuta la Cosap (il canone di occupazione del suolo pubblico) per i pubblici esercizi.

Non solo, l'Amministrazione comunale ha intenzione di esentare dalla Cosap per l’anno 2020 i plateatici nuovi o aggiuntivi necessari per consentire ai pubblici esercizi di rispettare le prescrizioni del distanziamento sociale.

Nel pacchetto ci sono anche i parcheggi. I parcheggi di piazza Marconi (municipio) e piazza Zanardelli saranno gratuiti dal 1° giugno 2020, sospendendo il parcometro, fino al 30 ottobre e verranno posti a disco orario (1 ora) in modo da favorire gli esercizi commerciali del centro storico.

L’assessorato alla Cultura, infine, con la Commissione dedicata, sta pensando ad iniziative culturali ora compatibili con le indicazioni ma anche ad iniziative perché, una volta terminata l’emergenza, Gavardo possa ritornare a vivere nel divertimento, nel tempo libero, nel segno della musica e della cultura.

 

 

 

“La Regione Lombardia ha registrato più di 85.000 contagi Covid-19; ci chiediamo quanti siano gli infortuni lavorativi da Covid-19 non denunciati”. Così Rita Tagassini, Direttrice Provinciale del Patronato Acli di Brescia. “Sono state 12.774 le denunce di infortunio INAIL in Lombardia, pari al 34,2% sul totale Italia, dove i casi denunciati al 4 maggio 2020 sono stati 37.352”.

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Il Comune di Brescia e la Comunità Montana della Valle Sabbia unite nel progetto per il futuro delle infrastrutture web e dei servizi smart pubblici. In pratica i dati (anagrafici, catastali, economici, ecc. ) delle due realtà saranno raccolti, custoditi e protetti per il futuro. E non affidati a soggetti esterni. L'annuncio dell'accordo oggi nel corso di una conferenza stampa online (zoom meeting) in collegamento da Brescia e da Nozza.

Un orizzonte di dieci anni: questa la prospettiva temporale attorno alla quale hanno ragionato insieme il Comune di Brescia e la Comunità Montana di Valle Sabbia (CMVS), iniziando a cercare soluzioni condivise, immaginando le migliori infrastrutture per reti e servizi digitali del futuro, due degli enti pubblici più dinamici e tecnologicamente avanzati dell'intera Lombardia.

Un bacino d'utenza che supera i 500mila abitanti, una superficie territoriale senza soluzione di continuità che dal capoluogo arriva fino al confine col Trentino. Un territorio già tecnologicamente evoluto che unisce 25 comuni valsabbini, unitamente ad altre realtà municipali come ad esempio Rezzato, Mazzano, Salò, che si sono affiliate, per servizi e soluzioni, a SECOVAL, società tecnologica emanazione della Comunità Montana. In questo contesto, l'accordo tra Brescia e CMVS rappresenta uno spaccato importante di società civile e produttiva, che necessita di soluzioni efficaci e di “autostrade informatiche” lungo le quali far correre i dati necessari alla sicurezza e alla crescita di attività e servizi.

“Se c'è una cosa che l'emergenza COVID ha reso evidente è che, più è collaborativo e diffuso, più il digitale diventa una dimensione efficace per sostenere politiche territoriali e interventi puntuali” puntualizza l'Assessore alla Cultura Creatività e Innovazione del Comune di Brescia, Laura Castelletti. “Quando parlano di digitale, le Amministrazioni pubbliche lo fanno ancora riferendosi al proprio ambito. Ci sono delle ragioni molto valide per questi limiti, naturalmente; ma nel digitale dobbiamo superarli. In questo senso, l'accordo di Brescia con la Valle Sabbia rappresenta un modello: con uno strumento amministrativo trasparente e consolidato, si contribuisce a uno sforzo progettuale che spinge il sistema (amministrazioni, imprese, società di servizi, cittadini) a immaginare cosa chiederemo alle infrastrutture digitali del prossimo futuro”. Mentre il Presidente della Comunità Montana della Valle Sabbia, Giovanmaria Flocchini evidenzia: “La condivisione delle competenze di Secoval e del S.I.I.S. del Comune di Brescia, una realtà ad elevata professionalità tecnologica, rappresenta un importante connubio di territori digitalmente all'avanguardia, ma anche finalmente un passo concreto, fra enti pubblici, per le collaborazioni tecnico/amministrative dell'ICT. Secoval, e tutta la CMVS, sono già da alcuni anni al lavoro sul grande progetto di Smart City, che permetterà una sempre maggiore digitalizzazione del territorio e che, fin dai primi passi, ha registrato riscontri positivi partendo dall'ambito dei servizi caratteristici come la pubblica illuminazione, la gestione dei tributi e della pubblica amministrazione, la cartografia e le istanze telematiche, per citarne alcuni, ma in attesa ovviamente del nuovo portfolio di opportunità che presto vedranno la luce”.

Il protocollo istituzionale sottoscritto dai due Enti ha una durata biennale, rappresenta il quadro d'insieme della collaborazione e ha già prodotto il primo step: uno sforzo congiunto per consolidare i rispettivi data center che saranno d'ora innanzi accorpati costituendo il caposaldo per poter così progettare le infrastrutture e i servizi innovativi, anticipando i bisogni digitali di un territorio complesso e stendendo inoltre un Piano di consolidamento che comprenda anche un'analisi dettagliata dei fabbisogni ICT delle amministrazioni, l’approfondimento delle soluzioni tecniche condivise e la definizione della strategia economica per la realizzazione del progetto.

Un sodalizio che ha una natura istituzionale, come precisa Laura Castelletti: “Il Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs n. 82/2005 s.m.i.) e il Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione redatto da AgID indicano la cooperazione tra le strutture ICT come uno strumento utile per favorire la qualità del servizio, l'ottimizzazione delle risorse, la condivisione di esperienze professionali e la definizione di progetti di innovazione. Ecco quindi come è nato questo tavolo di lavoro”.

“Al tavolo, fisicamente, ci sono i dirigenti e i tecnici, ma loro sono le antenne a cui è richiesto di captare e prevedere le esigenze di un sistema complesso, amministrativo, sociale ed economico che, quando si tratta di dati, non ha differenza tra valle e pianura, tra paesi e città” puntualizza l'Amministratore Unico di Secoval, il prof. Flavio Gnecchi. “Per questo stiamo portando avanti il modello in stretta relazione con strutture tecniche regionali nell’ambito dei servizi ICT e innovativi, come ANCI Lombardia e ANCILAB: sia per ampliare le adesioni di altre realtà territoriali in un prossimo futuro, sia per costituire un precedente concreto su cui modulare alcune indicazioni operative del prossimo piano triennale di AgID”.

Con questo accordo, Comune di Brescia e la CMVS, tracciano una nuova strada per l'innovazione. Una strada abbastanza larga da accogliere altre amministrazioni e abbastanza lunga da avanzare verso un futuro tutto da costruire. L'innovativo modello di collaborazione paritetica tra Brescia e la Valle Sabbia, infatti, ha già incontrato l'interesse di strutture istituzionali a livelli superiori.

Anci Lombardia l'ha definito un “percorso di grande interesse per consolidare gli attuali data center in uso”. Il tema caldo per gli Enti locali della raccolta e gestione dei dati implica difficoltà crescenti, direttamente collegate alle complessità operative, a un contesto articolato e a risorse ingenti, raramente disponibili. La collaborazione tra Comune di Brescia e Comunità Montana è una risposta concreta e fattiva a questo scenario, oltre che un modello territoriale di progettazione infrastrutturale solidale e strategica per la crescita digitale del territorio.

 

Le multinazionali estere rappresentano un fenomeno decisamente rilevante per l’economia bresciana. È questa la sintesi di “Brescia Internazionale”, l’indagine sulle multinazionali estere presenti nel territorio provinciale, realizzata dall’Ufficio Studi e Ricerche dell’Associazione Industriale Bresciana tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

Il censimento ha riguardato esclusivamente le realtà manifatturiere (sia associate che non associate ad AIB), con forma giuridica “società di capitali” e un fatturato superiore a 1 milione di euro. I numeri raccolti sono riferiti sia alle partecipazioni di controllo, sia a quelle minoritarie, ma sopra il 25%.

Dalla mappatura emerge come, all’interno del territorio provinciale, siano presenti 103 imprese locali a partecipazione estera, in grado di produrre un volume d’affari pari a 3,6 miliardi di euro, un valore aggiunto che si aggira intorno ai 918 milioni di euro, e un totale di quasi 9.700 addetti. Nonostante rappresentino solamente il 2,1% della popolazione di riferimento, le imprese locali a partecipazione estera incidono per il 10,0% dei ricavi complessivamente generati dalla manifattura bresciana, per il 10,3% del valore aggiunto e per l’8,8% in termini di addetti.

I numeri presenti nell’indagine, a maggior ragione nell’odierna situazione legata alla pandemia da COVID-19, possono risultare utili per comprendere quali saranno gli sviluppi futuri dell’economia bresciana, insieme alle modalità per superare le attuali difficoltà – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di AIB –. Brescia, infatti, si conferma un importante hub da cui le multinazionali vendono prodotti in ogni parte del mondo, in particolare verso l’Unione Europa, oltre che un importante polo di riferimento per l’innovazione. Un dato in continuità con quanto riscontrato negli scambi con l’estero, con una proiezione internazionale del made in BS particolarmente focalizzata sul Vecchio Continente e sull’America settentrionale. In generale il giudizio sui fattori competitivi di Brescia è positivo per i tradizionali punti di forza del Made in Brescia, anche se la valutazione lascia spazio a margini di miglioramento. Qualche riserva invece è legata, riflettendo quanto indicato a livello nazionale, soprattutto alla pressione fiscale e alla lentezza della burocrazia. In tal senso servirà continuare a lavorare nel prossimo futuro, investendo ancor di più in infrastrutture come risorse umane e ambiente, ma anche nel territorio, al fine di essere sempre più attrattivi.”

 

Il censimento effettuato ha permesso di fotografare il fenomeno dal punto di vista delle aree geografiche di provenienza degli investitori. Al primo posto si colloca l’Unione Europea, che conta 52 imprese bresciane partecipate, con quasi 4.500 addetti. Seguono l’America settentrionale (25 imprese con 2.511 addetti) e l’Asia (14 imprese con 1.778 addetti). Per quanto riguarda i singoli Paesi di provenienza, invece, è la Germania a ricoprire la prima posizione, con 26 aziende partecipate e quasi 2.400 addetti, seguita dagli Stati Uniti (23 imprese, 2.334 addetti). Dal punto di vista settoriale, i comparti metalmeccanici risultano i più interessati dal fenomeno: al primo posto si posizionano gli operatori dei macchinari e apparecchiature (25 imprese partecipate con 2.154 addetti), seguiti dal chimico, gomma e plastica (16 realtà produttive con 1.454 addetti) e dai prodotti in metallo (16 aziende con 1.047 addetti).

 

Per quanto riguarda le principali finalità dell’investimento in provincia di Brescia, il 60% dei rispondenti ha privilegiato l’incremento delle vendite nel mercato target, mentre le prospettive formulate per il biennio 2021-2022 in merito alla possibile evoluzione degli acquisti da fornitori bresciani sono generalmente orientate al mantenimento delle attuali quote (92%). A prescindere da eventuali modifiche ai piani industriali a seguito della pandemia da COVID-19, le prospettive formulate sono orientate a un incremento della capacità produttiva in loco (il 40% dei soggetti interpellati). A livello settoriale, i più ottimisti appaiono gli operatori dell’elettromeccanica (dove il 75% si è espresso per un incremento), mentre dal punto di vista di origine degli investitori, le migliori notizie proverrebbero dall’Unione Europea (50%) e Asia (50%).

Tra gli ulteriori spunti emersi dall’indagine, figura il giudizio sui fattori competitivi del Made in Brescia, che tende a confermare alcune prerogative del sistema produttivo locale. Il diffuso know how industriale (con un punteggio di 3,6 su 5), la filiera (3,5) e la produttività del lavoro (3,5) risultano i punti di forza dell’industria bresciana, anche se i punteggi ottenuti lasciano spazio a margini di miglioramento. Non convince del tutto il sistema creditizio (2,7), mentre vi è una convergenza di opinioni negative verso sindacati (2,4) e burocrazia (2,2).

Per quanto riguarda la spesa dedicata all’innovazione, la quota destinata dalle multinazionali, in relazione al fatturato, è decisamente significativa (3,2%). La segmentazione per settore mostra un quadro eterogeneo, in cui la spesa in innovazione risulta correlata con l’intensità tecnologica che caratterizza ogni comparto. Così, l’alimentare “si ferma” all’1,1%, mentre nell’elettromeccanica (3,7%) e nei macchinari e apparecchiature (4,0%) risulta sensibilmente più alta.

 

Infine, le imprese multinazionali sono concordi nel richiedere – a livello nazionale – misure per la riduzione della pressione fiscale (indicate dall’88% dei rispondenti), la leva che maggiormente favorirebbe l’afflusso di capitali esteri. Molto distanziati si collocano le politiche per il mercato del lavoro (42%), gli incentivi fiscali per investimenti in macchinari (38%) e le misure di sostegno all’Innovazione, Ricerca & Sviluppo (38%) e le politiche per le reti infrastrutturali (35%).

 

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