Società

Nei primi tre mesi del 2021 la denominazione Lugana (emblema del lago di Garda) è cresciuta, un significativo aumento a doppia cifra che si è registrato sia per gli imbottigliamenti (+ 11,25%), che per i prezzi: +23% per l’uva e addirittura un +69% per il vino sfuso (fonte: CCIAA Verona rispetto al primo trimestre 2020). Il calo del rapporto tra giacenze alla fine di marzo e imbottigliato nei 12 mesi precedenti dà un quadro ottimistico della performance della Denominazione che ha convinto il Consorzio di Tutela a deliberare lo sblocco del 50% del vino sfuso attualmente posto a stoccaggio. La proposta ha riscosso il parere favorevole delle Regioni Lombardia e Veneto, ed ha quindi permesso di rendere disponibili circa 8.900 ettolitri di vino alla filiera di produttori di Lugana DOC.

 

“Come già accaduto a ottobre, il Consorzio ha reagito prontamente, grazie anche alla flessibilità insita nella misura di governo dell’offerta che si era deciso di adottare in via cautelativa. Lo stoccaggio ci ha permesso di essere reattivi e di rispondere al meglio alle esigenze dei produttori – spiega il Presidente Ettore Nicoletto. Soddisfazioni arrivano anche dal mercato, che ha da poco accolto con entusiasmo la nuova annata. “La vendemmia 2020 ci ha dato dei vini dotati di grandissimo equilibrio, grazie alle notti fresche, che hanno preservato l’acidità e l’eleganza tipica della Turbiana, e a un andamento termico che ha consentito una grande espressione aromatica – aggiunge. - Sarà un’annata estremamente piacevole nell’immediato, come già stanno confermando i primi feedback sia della critica, gli assaggi delle guide sono da poco iniziati, che del mercato. Ma, facendo una previsione, crediamo che sarà ricordata soprattutto per delle tipologie Riserva memorabili.” Il Lugana Riserva deve invecchiare o affinarsi per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia. Si caratterizza per toni cromatici più accesi, profumi più evoluti e complessi, una mineralità più calda al palato e una potenzialità evolutiva che può tranquillamente dipanarsi lungo una decina d’anni.

 

In questo periodo che prelude alla ripresa degli eventi in presenza e delle missioni promozionali, il Consorzio si sta concentrando nell’analisi e nella definizione di strategie nei confronti di alcuni mercati strategici per l’export della DOC. Un momento di studio e confronto necessario anche alla luce degli esiti della pandemia, che ha inciso così pesantemente anche sulle dinamiche della domanda e del consumo di vino. In collaborazione con Wine Meridian, il Consorzio ha in programma una serie di approfondimenti dedicati ai principali Paesi esteri, aperti agli associati ma non solo. Il debutto è stato il 28 aprile, con un webinar sugli USA, il secondo mercato per l’export della Denominazione, dietro solo alla Germania.

Le prossime date in programma saranno:

- 24 Maggio 2021 Webinar con focus DACH (Germania, Austria e Svizzera) ore 16:00-17:00

- 4 Novembre 2021 Webinar con focus sul Giappone ore 16:00-17:00

 

Sette autobus urbani sono stati "wrappati" con le opere degli studenti della LABA, la Libera Accademia di Belle Arti, selezionate tra quelle in mostra nella storica sede di via Don Vender.

 

Alla presentazione dell'iniziativa erano presenti l’assessore alla Mobilità del Comune di Brescia Federico Manzoni, il Presidente del cda di LABA, Gianluca Delbarba e il Presidente di Brescia Mobilità, Carlo Scarpa.

La collaborazione tra Laba e Brescia Mobilità nasce in occasione della mostra “Humanitas”, curata dagli studenti dell'Accademia e compresa nella programmazione dell’atteso evento “Brescia Photo Festival 2021”. Con la supervisione dalla Prof. Magri, coordinatrice del Dipartimento di Fotografia di Laba, “Humanitas” diventa però anche una mostra dinamica, un modus operandi che porta le opere fuori dai classici schemi espositivi e si trasforma in una traveling exhibition, a portata di tutti.

Il tema del Brescia Photo Festival, Patrimoni, costituisce l'occasione per dare ai bresciani strumenti che li aiutino ad apprezzare la bellezza che li circonda e a fare patrimonio condiviso. Questo l'obiettivo della mostra, che si impegna a raccontare i beni immateriali i quali, tramandandosi di generazione in generazione, hanno plasmato la nostra identità.

Sono stati designati, nel corso del Consiglio Generale, gli 8 vice-presidenti di Confindustria Brescia per il quadriennio 2021-2025, con relative deleghe. Si tratta di:

 

Fabio Astori (Luxor SpA)

Transizione Ecologica e Sicurezza

Francesco Franceschetti (Mafran SRL)

Zone e Settori

Mario Gnutti (Gnutti Carlo SpA)

Internazionalizzazione

Silvia Mangiavini (Raffineria Metalli Guizzi SpA)

Legalità e Bilancio di Sostenibilità

Paolo Streparava (Streparava SpA)

Credito, Finanza e Fisco

Elisa Torchiani (Torchiani SRL)

Capitale Umano

Stefania Triva (Copan SpA)

Innovazione e Sviluppo Digitale

Roberto Zini (Farco Group SRL)

Relazioni Industriali e Welfare

 

La squadra affiancherà il presidente designato, Franco Gussalli Beretta, nel quadriennio 2021-2025; l’elezione avverrà nell’Assemblea Generale del prossimo 31 maggio.

“La nuova squadra di presidenza è composta da persone di assoluto valore e rappresenta un’espressione completa del tessuto imprenditoriale bresciano, oltre che del sistema confindustriale. – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Brescia – A loro vanno i miei auguri, per il quadriennio di lavoro e di sfide che li attende. Siamo di fronte a un periodo di grandi opportunità, rappresentato in particolare dai fondi del PNRR: per questo motivo è fondamentale che Brescia sia in prima linea, con l’obiettivo di continuare a crescere e consolidare la propria posizione.”

“Il programma che ci siamo dati – aggiunge Franco Gussalli Beretta, Presidente designato di Confindustria Brescia – richiede una squadra costituita da varie esperienze professionali e generazionali. La mia missione è stata quella di costruire una squadra coesa e articolata, con colleghi di grande esperienza di vita associativa e altri che, grazie alla loro storia imprenditoriale di successo, saranno portatori di innovazione. Sono sicuro che il gruppo di colleghi che farà parte del Consiglio di Presidenza unirà tutte queste caratteristiche.”

 

 

 

Ha aperto il 22 maggio, nel salone-teatro Tadini a Botticino Sera, una mostra dedicata al lavoro. Dopo l'inaugurazione, sarà visitabile la domenica mattina fino al 13 giugno. Ingresso gratuito.

 

Pannelli dedicati al lavoro (e alla sua mancanza) con una serie di riflessioni sul tema: sono sedici le installazioni di questa mostra itinerante, dislocata in vari esercizi commerciali e attività del paese. La mostra è stata ideata e realizzata dalle Suore Operaie, in collaborazione con l'Unità Pastorale e le Acli di Botticino, ed è ora esposta nel salone Tadini, vicino alla canonica nella frazione Sera.

Fino al 13 giugno sarà aperta ogni domenica mattina dalle 9:30 alle 12. Di seguito, alcune immagini.

Giovanna Gamba

 

Nasce in Valsabbia il nuovo Master in management dell’impresa responsabile, un percorso di formazione destinato a imprenditori e manager degli enti pubblici e privati sia dell’industria che del terziario, altamente innovativo.

E’ aperto alla partecipazione di professionisti d’impresa in ruoli di responsabilità o con elevate possibilità di sviluppo. La laurea, tuttavia, non è un requisito di accesso, è richiesta invece una significativa esperienza professionale.

A lanciare la nuova proposta la Fondazione A.I.B., Confindustria Brescia - Zona Valsabbia/Lago di Garda, Comunità Montana della Valle Sabbia e Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella.

Il Master si svolgerà nel periodo giugno 2021 – marzo 2022 con avvio: 8 giugno 2021. Le lezioni si terranno il martedì e il giovedì dalle 16 alle 19. Il Master si avvierà in presenza presso la Ex Centrale Elettrica di Barghe, via Ippolito Boschi 21. Ai partecipanti verrà garantita sempre la possibilità di fruire delle lezioni da remoto. I costi? Grazie al contributo della Comunità Montana della Valle Sabbia e della Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella, la quota residuale d’iscrizione per l’intero Master è di € 2.100 + IVA. Il costo è finanziabile con i Fondi Interprofessionali, ISFOR è a disposizione per effettuare, senza costi aggiuntivi, le pratiche necessarie per ottenere i finanziamenti.

Cinque i moduli che vanno dalla pianificazione degli obiettivi in un quadro di sostenibilità all’organizzazione della produzione al management in un'ottica di responsabilità e collaborazione, al commercio e comunicazione fino ad una sezione dedicata alla comprensione delle evoluzioni di scenario globale.

(Info Isfor: 030-2284511 – a.maffina@isforbrescia.it). 

 

Questo mercoledì si è riunita la commissione ciclo idrico della Provincia di Brescia con la presenza dei vertici di ATO ed Acque bresciane srl; durante la seduta è stato presentato il lavoro predisposto da Acque bresciane srl con l’illustrazione della valutazione dei nuovi scenari localizzativi per il nuovo sistema di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Garda, alla luce di quanto espressamente contenuto nella mozione n. 8/2020 approvata dal Consiglio Provinciale lo scorso 30 novembre, nonché delle disposizioni del Regolamento Regionale n. 6/2019.

Nel merito del progetto è intervento il direttore tecnico di Acque bresciane S.r.l., ing. Mauro Olivieri che ha dettagliato quanto riportato nella relazione dei nuovi scenari localizzativi e nello studio redatto con la supervisione scientifica dell’Università di Brescia, dando una risposta tecnica alle richieste puntuali dei singoli consiglieri, oltre a presentare quanto emerso nei 5 tavoli di confronto che sono stati promossi da Acque Bresciane S.r.l. con il coinvolgimento dei territori, amministratori, tecnici, associazioni di categoria ed ambientaliste.

Durante il confronto è emersa una sintesi finale ed una convergenza della commissione che, seppur competente in merito ai soli indirizzi e non al progetto, ha indicato nell’ipotesi di Lonato un’alternativa localizzativa concreta che si aggiunge rispetto agli scenari precedenti, coerente con il principio generale votato dal Consiglio provinciale nel novembre scorso: gli impianti consortili di depurazione sono localizzati nelle aree territoriali dei Comuni afferenti all’impianto stesso.

Per il territorio gardesano, tale ipotesi è rafforzata dall’assenza di richieste di deroghe del gestore ad ATO, rispetto all’indirizzo strategico localizzativo, deroghe possibili solo se motivate e di carattere tecnico, ambientale ed economico.

Il consigliere delegato Giovanni Battista Sarnico esprime soddisfazione per i risultati che oggi possiamo raccogliere, risultati che sono conseguenti al deliberato del Consiglio provinciale del novembre scorso ed al  lavoro di ascolto e confronto promosso da Acque bresciane S.r.l. ed ATO in questi ultimi sei mesi, con il coinvolgimento dei territori.

Siamo ad una fase decisionale avanzata; la comunità bresciana saprà dimostrare la capacità di scegliere, mettendo in campo la migliore soluzione in termini ambientali e tecnologici, per dare una risposta adeguata ai bisogni concreti dei territori; ora la scelta finale compete ad ATO ed Acque bresciane S.r.l. con l’imminente Cabina di regia promossa in sede Ministeriale.

 

Pubblichiamo questo interessante contributo di Fabrizio Galvagni, professore e storico di Vobarno. E' dedicato alla storia dlel'Oratorio.

Se tu non sei bambino…

(Quando all’Oratorio si cantava Ivan della Mea)

Tempo fa abbiamo avuto modo di ripercorrere su queste pagine, almeno nelle linee essenziali, la storia ormai più che secolare dell’Oratorio di Vobarno.

Vorrei oggi raccontare di un episodio – minimo in apparenza – ma che ben testimonia di un periodo particolare e a suo modo difficile (e non solo per l’Oratorio): quello dei primi anni Settanta.

Era allora curato don Arturo Viani. Abbiamo avuto modo di ricordare la sua figura quasi sei anni fa quando, nel luglio 2015, venne a mancare. Ora ci basti solo ribadire un tratto indiscutibile della sua personalità: don Arturo era un “chierico”, nel senso medievale del termine; era un uomo di notevole sensibilità intellettuale e la sua casa – perennemente aperta – fu sempre una sorta di cenacolo culturale. In casa sua, nel suo studio, giovani e ragazzi andavano e venivano, discutevano, si confrontavano, ascoltavano musica. La musica era, tra l’altro, una delle grandi passioni del curato. La cultura musicale di molti dei ragazzi di allora si è formata, almeno in parte, “a spese” di don Arturo: era lui che aveva il giradischi e che comperava i dischi o, come si diceva allora, i “long playing”.

Tra i suoi dischi – c’era di tutto un po’: dal rock, alla classica, ai cantautori… – ve ne era uno sicuramente eterodosso e che, secondo il pensiero comune, era decisamente fuori posto: La balorda di Ivan della Mea. La balorda, uscito nel 1972, era il terzo album del cantautore milanese, pubblicato dalla storica e indimenticata etichetta I dischi dello Zodiaco. Ivan della Mea è stato un grande protagonista della musica popolare e le lotte della sinistra politica, sia di quella legata al P.C.I prima che, soprattutto in quegli anni, di quella più movimentista ed extraparlamentare. Le sue canzoni, sempre attente e sensibili ai bisogni degli ultimi, degli emarginati e degli sfruttati, erano però quasi sempre canzoni di rivolta e di rabbia; certamente non erano – almeno nel linguaggio – vicine allo spirito evangelico.

 

Ebbene: don Arturo durante la messa cantava (e faceva regolarmente cantare) una canzone di Ivan della Mea, tratta proprio dall’album citato. Ma con una piccola, minima “amputazione” nella clausola finale. Ma leggiamo il testo di questa bella semplice ballata popolare (il titolo, che rivela l’arcano, alla fine):

 

Se tu non sei bambino non devi dire “amo”

 

Non devi dire “vivo” non devi dire “sono”

 

Se tu non sei bambino non devi dire niente
E balla coi tuoi anni e invecchia di pietà.

 

Se tu non sei bambino non devi dire “gioia”

 

Non devi dire “vita” non devi dire “domani”

 

Se tu non sei bambino non devi dire niente
E balla coi tuoi anni e invecchia di pietà.

 

Se tu non sei bambino non devi dire “credo”

 

Non devi dire “spero” e voglio un mondo nuovo
Se tu non sei bambino, amico non sei niente
E balla coi tuoi anni e invecchia di pietà…

 

Dove sarebbe lo scandalo?! Dopo tutto si tratta di un richiamo a quel “Se non diventerete come bambini” che leggiamo in Mt 18, 3.

Ovviamente l’arcano c’era: la canzone di Ivan della Mea in realtà chiude con una clausola finale, che stravolge totalmente il testo; clausola che sta già nello stesso titolo: “Crepa!”: a della Mea mancava l’afflato della speranza, anzi della Speranza.

Ma a don Arturo non mancava; quando gli chiedemmo ragione della sua “intemperanza”, ci rispose semplicemente che “Lo Spirito soffia dove vuole” e che la Parola di Dio non sta a guardare il colore delle bandiere.

Ivan della Mea rimane comunque una pietra miliare della musica popolare di quegli anni e non solo.

Per quanti volessero ascoltare la canzone (che, a mio avviso, salvo la “clausola” potrebbe essere tranquillamente riproposta in un contesto liturgico), riporto di seguito il link di YouTube:

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Fabrizio Galvagni

 

Francesco Garibaldi-Hibbert, discendente dell’eroe dei due mondi, attuale presidente dell’Associazione nazionale Giuseppe Garibaldi e della Fondazione che porta lo stesso nome, ha tenuto a battesimo la nascita della sezione lombarda di questo importante sodalizio storico. La sede prescelta è villa Torreggiani, che si affaccia a Treponti sulla trafficatissima via Garibaldi, lungo il tracciato della storica via di collegamento fra Brescia e Verona che ha visto tante epiche gesta dei garibaldini. Responsabile della sezione lombarda della Fondazione Garibaldi è stato nominato il cavalier Gianluigi Valotti, bresciano, che in occasione della ufficializzazione della sua nomina ha presentato un ricco programma di iniziative culturali che investono in particolare le province di Brescia e Bergamo, destinate a diventare capitali italiane della cultura nel 2023. La cerimonia è stata accompagnata da alcuni figuranti in abiti e divise d’epoca, mentre al microfono si sono succeduti – oltre a Garibaldi e Valotti - i giornalisti e storici Michele Torreggiani, Massimo Tedeschi e Pierluigi Roesler Franz, il consigliere della Fondazione Garibaldi Davide Iori, il presidente dell’Associazione incontri franco-italiani Marco Baratto, il presidente del Circolo numismatica filatelia e militaria di Salò Marco Facchetti e il responsabile degli allestimenti e della parte storica della Rocca d’Anfo Matteo Ghedi. Sergio Isonni ha letto alcuni documenti d’epoca, mentre Villa Torreggiani ha messo in mostra il suo piccolo ma prezioso museo di documenti e reperti risorgimentali.

 

Odoardo Resti

 

Da giovedì 13 maggio prende il via una nuova trasmissione a cura di Maria Paola Pasini e Marcello Mora. Si chiama "Voci dalla Lombardia. Le notizie dalla Regione" e andrà in onda tutte le settimane il giovedì alle ore 21. Protagoniste saranno le notizie, le informazioni, le vicende legate alle attività della Regione Lombardia. Il Pirellone dunque in contatto con il territorio con le voci ovviamente sia della mggioranza che della minoranza e magari anche quelle dei cittadini che si rivolgono alla Regione stessa. Maria Paola e Marcello dunque vi aspettano su Radio 51, giovedì ore 21. Buon ascolto!

 

Sono stati presentati – durante un evento trasmesso online dalla Sala Beretta di Confindustria Brescia – i risultati dell’indagine “Giovani e futuro Il mondo che vorrei”.

All’incontro, moderato dal giornalista Luca Pagliari, sono intervenuti Giovanni Brugnoli (Vice presidente Confindustria per il Capitale Umano), Giuseppe Pasini (Presidente Confindustria Brescia), Anna Tripoli (Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Brescia), Gabriele Micozzi (LUISS Business School, UNIVPM, Consulente Sistema Confindustria), Davide Fedreghini (Centro Studi Confindustria Brescia), Simona Montesarchio (Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l'istruzione e per l'innovazione digitale del MIUR) e Giosuè Panseri (Presidente della consulta studentesca, Liceo Calini di Brescia).

L’obiettivo dell’osservatorio, condotto negli scorsi mesi, è stato quello di analizzare e comprendere il mondo dei giovani di fronte alle complessità degli ultimi mesi, legate soprattutto alla pandemia da Covid-19. In particolare, sono state rivolte circa 50 domande agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti secondari di secondo grado bresciano, con 5.873 risposte, pari al 32% del potenziale complessivo della provincia (circa 18mila studenti). Le sezioni analizzate sono state 8: Lavoro e Impresa, Scuola e Formazione, Territorio, Relazioni Sociali e Abitudini, Pandemia, Comunicazione, Personaggi, Protagonisti e Antagonisti, Confindustria.

“Non potendo arrivare nelle scuole in presenza, abbiamo portato avanti progetti alternativi, che concepissero nuove modalità per raggiungere i giovani, come “Il mondo che vorrei” – commenta Anna Tripoli, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Brescia –. Per quanto riguarda la scuola, ci sono in particolare tematiche che portiamo con noi da prima della pandemia, come il disallineamento tra le richieste del mondo del lavoro e l’offerta del mondo didattico. “Il mondo che vorrei” potrà diventare una nuova metodologia consolidata in Confindustria Brescia, da aggiornare ogni anno e in grado di colmare questo divario. E il mio augurio è che possa essere sperimentata anche a livello nazionale.”

“Tra i dati emersi, soprattutto la scarsa conoscenza degli ITS è preoccupante, anche in considerazione dei forti investimenti che stiamo facendo in questo ambito – aggiunge Giuseppe Pasini, Presidente Confindustria Brescia –. Dobbiamo fare ancora di più sotto questo punto di vista. Allo stesso tempo, l’alternanza scuola-lavoro è fondamentale per i giovani e per portare competenze: su questo dobbiamo investire, migliorando e modificando anche la nostra comunicazione.”

Tra i risultati emersi nell’indagine in tema di lavoro e impresa, l’imprenditore rappresenta la principale aspirazione professionale dei giovani (24%), davanti ad altre figure di libero professionista (15%), medico (14%) e ingegnere (13%). In provincia di Brescia, per quanto riguarda le imprese, l’industria metalmeccanica – spina dorsale del tessuto imprenditoriale bresciano – emerge come scarsamente attrattiva: per fare un’esperienza in azienda, il 31% dei giovani sceglie il commercio, il 25% l’informatica-digitale, il 22% il sistema moda, mente la metalmeccanica si ferma al 10%.

 

Per quanto riguarda scuola e formazione e le possibilità di miglioramento in tale ambito, il 35% degli intervistati vorrebbe un maggior numero di incontri con le imprese e le aziende del territorio, il 35% un maggior numero di visite esterne, il 33% docenti più preparati, formati e motivanti. Il 72% dichiara inoltre di voler proseguire con gli studi universitari: Economia (15%), Medicina (13%) e Professioni sanitarie (13%) si distinguono come facoltà più gettonate, mentre le lauree STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) continuano a essere poco attraenti.

 

In relazione all’impatto della pandemia da Covid-19, il 60% del campione ha identificato l’esperienza dell’apprendimento online durante il lockdown come una soluzione concreta in un momento difficile, il 24% ha detto di averlo vissuto male o malissimo, il 9% molto bene. Di fronte all’emergenza, i giovani hanno poi reagito con pragmatismo e consapevolezza: il 50% cerca di essere attento e prudente a tutte le indicazioni che vengono fornite, il 26% dice che l’evento ha sconvolto la sua vita, il 20% dice di vivere con ottimismo questo periodo.

 

In tema di turismo e attrazioni, laghi e centro città dominano la classifica: nella top 10 dei luoghi più noti, il Lago di Garda precede sul podio Castello di Brescia e Centro storico di Brescia, mentre montagne e Franciacorta sono assenti. Tra i migliori personaggi pubblici bresciani, Andrea Pirlo è davanti a Nadia Toffa e Francesco Renga, mentre a livello italiano è Chiara Ferragni in prima posizione, davanti a Mario Draghi.

 

Nell’ambito della Comunicazione, Instagram è il social preferito dal campione (88%), davanti a Whatsapp (75%), YouTube (52%) e Tik Tok (33%). Facebook e Twitter, fermi rispettivamente all’8%, appaiono invece più legati alle generazioni precedenti.

 

Infine, il 32% dei giovani mostra di conoscere Confindustria, identificandola come un’associazione privata che tutela gli interessi delle imprese italiane e ne promuove lo sviluppo, mentre il 53% non la conosce e l’8% la identifica come un ente pubblico.

 

“Dobbiamo guardare con ambizione diversa al nostro futuro: la pandemia è stato un evento drammatico, ma non ha colpito allo stesso modo tutta la nazione – chiude Giovanni Brugnoli, Vice presidente Confindustria per il Capitale Umano –: per esempio, il 20% degli studenti ha avuto la possibilità di apprendere online solo a giornate alterne. Il territorio bresciano è a forte vocazione manifatturiera: i giovani lo sanno, anche se non tutti. Serve cambiare linguaggio nei loro confronti, mentre i ragazzi devono approcciarsi all’informazione in modo più approfondito.”

 

Street Art a Vobarno. Dal 18 al 21 maggio le pareti del Campo Sportivo si trasformano in un'opera d'arte che parla d’ambiente grazie al noto street artist Ericailcane.

Girovagando per città come Londra, Parigi o Milano capita spesso di svoltare l'angolo e rimanere stupiti trovandosi di fronte a vere e proprie opere d'arte realizzate con grande maestria per ridare vita e colore alle periferie di cemento. 

Opere simili sono invece una novità per le nostre valli bresciane. Per questo motivo la performance di street art in programma dal 18 al 21 maggio al Campo Sportivo di Vobarno è unica nel suo genere e rappresenta una prima assoluta da non perdere.

L’Associazione Fabbrica di Nuvole, con il contributo del Comune di Vobarno e de La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia, è riuscita infatti a portare in Valsabbia un artista italiano dal grande talento, le cui opere possono essere ammirate per le strade di Roma, Milano, Berlino, Città del Messico e Bogotà, solo per dirne alcune. È tra i più misteriosi e apprezzati artisti del nostro Paese e si firma con lo pseudonimo di Ericailcane.

Il tema dell’opera avrà il titolo di: Invasione Botanica.  

L’emergenza climatica è ormai un problema così drammatico da non potere più essere ignorato.“Dobbiamo fare qualcosa in fretta, prima che sia troppo tardi”. Quante volte abbiamo sentito i giovani di tutto il mondo ripetere frasi come questa durante i Fridays for Future? Sembra un secolo fa, perché la pandemia ha sommerso ogni cosa e anche il surriscaldamento globale è passato in secondo piano. 

“Abbiamo voluto chiamare a Vobarno Ericailcane perché possiede la capacità di trasformare uno spazio urbano in un paesaggio letterario, nel quale i suoi animali umanizzati sembrano raccontare i turbamenti dell'anima, le fatiche dell'esistenza, la possibilità e la speranza di combattere.  Sullo sfondo temi sociali, ambientali e politici. 

La complessa e sfaccettata realtà sociale di Vobarno sarà lo scenario perfetto per i suoi murales, straordinarie allegorie della nostra quotidianità. ” queste le parole di Claudia Beschi, Presidente dell’Associazione Culturale Fabbrica di Nuvole.

Tracciate con una maestria unica le opere di Ericailcane sono spesso popolate da animali dalle fattezze umane, inseriti in contesti estranianti, carichi di forza espressiva e di un significato sociale ed ecologico. Un bestiario bizzarro che riemerge dalla memoria infantile per illustrare fiabe dalla disincantata morale e dalla graffiante ironia. I suoi animali parlano di noi, delle diseguaglianze sociali, del consumismo, delle nostre contraddizioni, senza nascondere la bellezza e la potenza degli uomini.

 

Una prima iniziativa resa possibile grazie alla disponibilità del Comune di Vobarno, voluta per rendere il territorio valsabbino maggiormente permeabile all’incontro con la cultura e riqualificarlo, restituendogli bellezza.

Per seguire l'evento anche sui social:https://www.facebook.com/nuvoleeventivallesabbia

 

 

Silenzio. Questo ha caratterizzato la lunga assenza da queste pagine del nostro collaboratore Giuseppe Merlo, che oggi torna e racconta la sua esperienza degli ultimi mesi, tra fatica e speranza. Bentornato, Beppe, e in bocca al lupo per la ripresa da parte di tutta la redazione!

 

Si potrebbe, a torto, aver ipotizzato il mio lungo silenzio per un saggio ravvedimento in conformità al pensiero di Sant’Agostino: “Sempre mi pentii d’aver parlato, mai d’aver taciuto”. Ma per mia, e di riflesso vostra, disgrazia la realtà è ben altra. Il 30 novembre era iniziato come un normale lunedì: sveglia alla 6.30, doccia, colazione e, inforcata la bicicletta, via al lavoro con in testa un ricco programma per la giornata. Ma così non fu.

A metà tragitto un forte dolore al petto mi fa arrancare, a fatica raggiungo l’ufficio. Dopo, tutto si fa concitato, veloce, drammatico: infarto, ambulanza, intervento d’urgenza, la salvezza. Dopo cinque mesi, tre bypass, tanta riabilitazione e pazienza sono nel fisico ciò che ero ante l’infarto.

Mutato è il pensiero: non ho, e qui sembrerà banale, la stessa sicurezza. I progetti, le ambizioni, il programmare le giornate mi appare più che mai un castello di carte che a ogni alito di vento frana, avendo come solo collante la nostra ridicola arroganza, e ogni attimo in salute mi riempie, dai con sana retorica, di giovanile felicità.

Lo scherzo cardiaco mi ha reso più fragile e più bisognoso del prossimo; quel prossimo che spesso ignoriamo, ma che nel bisogno ti soccorre, ti salva con la sua professionalità, ti aiuta con pazienza, cordialità e ti ridà la speranza. Speranza e salute, binomio perfetto per tornare a dilettarmi di arte, cultura e castronerie.

Giuseppe Merlo

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