Società

Il comune di Vestone attraverso il vicesindaco Gianni Zambelli smentisce i dati regionali e precisa che i contagi registrati da inizio pandemia sono 125 (2,89%). Una vicenda davvero curiosa. Quale sarà il numero corretto? Di certo si sa che regione e territorio hanno qualche difficoltà di comunicazione.

Il Comune di Vestone infatti per la Regione Lombardia è quello con la percentuale più alta di persone contagiate dal Covid-19. Vestone avrebbe avuto fino a questo momento in totale 167 persone contagiate dal Sars Cov-2, il che rappresenta il 3,87% della popolazione. Sarebbe attualmente il dato più alto in provincia di Brescia. In 7° posizione c’è Odolo, con il 3,24% della popolazione contagiata (62 persone). Tutti gli altri posti nella parte alta della classifica sono occupati da Comuni della Valle Camonica: Capo di Ponte è 2° (3,84%), Breno 3° (3,74%), Borno 4° (3,31%), Ceto 5° (3,27%), Malonno 6° (3,27%), Temù 8° (3,15%), Esine 9° (3,04%), Bienno 10° (2,97%). La percentuale di contagiati nel capoluogo è invece del 2,14%. La media provinciale dei contagiati è del 2%, in provincia di Bergamo è dell’1,82%, in provincia di Milano del 3%.

La regione continua a confermare 167. Ci sarebbe da sorridere se non fosse per la incredibile drammaticità di questa situazione.

 

Riceviamo e pubblichiamo.

Pubblicati i bandi #iomangiolobardo e #iobevolombardo, dedicati alle eccellenze alimentari e enologiche lombarde. Nel merito è intervenuto Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega al Pirellone.

“Si tratta di due bandi importanti – spiega Massardi – promossi dalla Regione e dal sistema camerale, con risorse stanziate che ammontano a 3 milioni di euro l’uno, per un totale di 6 milioni, dedicati ai produttori di eccellenze enogastronomiche della nostra Regione.

Potranno partecipare al bando #iomangiolombardo e beneficiare dei contributi, fino a 50 mila euro, tutti i caseifici produttori di formaggi d’eccellenza, tra cui il Taleggio, il Nostrano Valtrompia, il Casera e il Quartirolo. Per quanto riguarda invece #iobevolombardo potranno manifestare interesse e ricevere appositi voucher, dal valore variabile, i produttori e imbottigliatori di vini di qualità lombardi, ovvero le denominazioni DOCG, DOP e IGP.

Si tratta di un intervento importante che dimostra bene l’interesse di Regione Lombardia per un settore strategico – conclude Massardi – e fondamentale per la nostra economia”.

 

“Nel Dpcm firmato questa mattina è prevista, in ragione dell'andamento del rischio epidemiologico, la possibilità, all'interno della stessa Regione, di determinare specifiche parti del territorio nelle quali non venga applicato il livello 4 (la cosiddetta zona rossa). E’ indubbio che la Lombardia, che potrebbe essere inserita a livello 4, presenta caratteristiche epidemiologiche eterogenee: le aree più colpite nella prima ondata infatti  presentano un indice di contagio più basso rispetto ad altre realtà che oggi hanno un'impennata di contagi. Mentre infatti la zona ovest della Regione è da considerarsi molto preoccupante, la parte orientale, come la provincia di Brescia, non presenta analoghe criticità. Chiedo quindi al Presidente Fontana di adottare misure diverse a seconda dei dati epidemiologici che si riscontrano nei vari territori, tenendoli costantemente monitorati. Rispetto a marzo disponiamo di dati precisi e in continuo aggiornamento, sfruttiamoli in modo da salvaguardare la salute dei cittadini, laddove è possibile la continuità lavorativa, la scuola e nei limiti permessi anche la socialità”.

Dichiarazione di Gianni Girelli, consigliere regionale del Pd

 

 

Il sindaco di Bedizzole Giovanni Cottini ha ringraziato AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume PO) e il Consorzio del Chiese che hanno operato in sinergia per risolvere l’annoso problema dei detriti presso il ponte storico della frazione. L’intervento permette di scongiurare il rischio esondazioni, particolarmente elevato in questo periodo dell’anno.

 

Un passaggio significativo per chi abita a Pontenove, ma anche per tutti i cittadini bedizzolesi. Da tempo i rami e i detriti in prossimità del ponte rallentavano il corso del fiume, costituendo un pericolo nei periodi più piovosi dell’anno, soprattutto in autunno. La manutenzione ordinaria non è più appetibile per le ditte locali che operavano con la compensazione, ossia ripagando il proprio lavoro con la rivendita della ghiaia spostata dal fiume, e oggi bandi di questo tipo vanno regolarmente deserti. Ecco allora il coinvolgimento di un ente sovraregionale che, vista l’urgenza del bisogno, ha finanziato a proprie spese la messa in sicurezza, per una spesa totale di circa 75mila euro.

«Da parte nostra ringraziamo gli enti locali – ha esordito Luigi Mille, direttore generale di AIPO – che, grazie alla loro conoscenza dettagliata del territorio, ci segnalano in maniera puntuale le situazioni difficili da monitorare per un ente come il nostro, che di solito si coordina con le istituzioni regionali». Mille ha sottolineato il carattere dell’urgenza a Pontenove, ma ha aggiunto che il progetto di riqualificazione comprende anche Barbelli, Cantrina e Ca del Bisso in località Campagnola. Cesare Zane, responsabile di AIPO per il Medio Chiese, ha informato che i lavori sono stati affidati alla ditta Panni, realtà locale che sapeva come muoversi e si era già interessata all’intervento. Per la gestione del verde è stata invece coinvolta la Sanitaria Servizi Ambientali. Luigi Lechi, presidente del Consorzio Chiese, ha sottolineato con soddisfazione la messa in sicurezza dell’abitato, obiettivo prioritario viste anche le sollecitazioni dei residenti, ma difficile da realizzare senza l’intervento risolutivo di AIPO, cui offre la disponibilità anche per collaborazioni future.

La vicenda giunta oggi a felice conclusione era iniziata già nel 2017. «Eravamo preoccupati per l’inghiaiamento di alcune zone del Chiese – ha precisato il vicesindaco Flavio Piardi – e ci siamo rivolti ad AIPO, vista l’impossibilità di trovare soluzioni a livello locale. Il progetto dei tecnici del Consorzio Chiese, guidati dal vicedirettore Francesco Proserpi, è molto dettagliato e speriamo si possa presto completare anche con le altre tre zone evidenziate». Per portare il tutto a compimento dovranno essere trovati altri 35mila euro circa.

«La bellezza di questo scorcio del fiume – conclude il sindaco Cottini – è stata ripristinata in tempi davvero ridotti con un intervento risolutivo che lo preserverà da esondazioni future, restituendo serenità ai cittadini di Pontenove che da anni convivevano con la preoccupazione di una piena incontrollabile».

Giovanna Gamba 

Il Lugana si conferma un vino amatissimo e anche in questo anno difficile la domanda premia il bianco gardesano. La consapevolezza del Consorzio è stata avvalorata anche dalla recente ricerca della Rome Business School dedicata al mercato del vino in Italia ai tempi del Covid-19, che vede il Lugana saldamente al primo posto fra i vini emergenti. In attesa dell’arrivo della nuova annata, prevista per i primi mesi del 2021, il Consorzio ha quindi deliberato lo sblocco dello stoccaggio 2019.

Il Lugana Doc al momento sta registrando una ripresa, con una crescita che sfiora l’11% rispetto all’anno precedente, nonostante la flessione delle vendite subita nei mesi di lockdown, con una previsione di chiusura d’anno in positivo, caso quasi unico nel panorama italiano.

“È un risultato di cui ci riteniamo soddisfatti, riflesso della fidelizzazione dei mercati e del grande potenziale di questo vino – afferma il Presidente Ettore Nicoletto - . La scelta di stoccare gli eccessi produttivi è stata lungimirante, una misura flessibile che ci consente oggi di essere reattivi alle richieste dei consumatori. Con questa decisione verranno immessi complessivamente al consumo poco meno di 6.000 ettolitri di Lugana Doc, destinati prevalentemente a Italia, Germania e Stati Uniti, i nostri principali mercati di riferimento, mercati maturi e all’interno dei quali la ricchezza di offerta dei nostri numerosi produttori può trovare adeguati spazi commerciali. È una decisione importante anche al nostro interno – conclude Nicoletto - , un’iniezione di fiducia e ottimismo per l’intera filiera del Lugana”.

 

Maggiori informazioni su www.consorziolugana.it 

 

 

 

In merito al nuovo DPCM, il vice capogruppo della Lega al Pirellone, Floriano Massardi lancia un appello al Premier Conte e al Ministro Speranza per quanto attiene la possibile istituzione di una zona rossa che coinvolga anche il territorio della Provincia di Brescia.

“Ho voluto far mie le istanze provenienti da tutto il territorio bresciano – afferma Massardi – che chiede a gran voce che la nostra Provincia non sia considerata zona rossa e che si tenga conto della reale diffusione del virus nelle nostre aree. L’indice di contagio del bresciano è attualmente inferiore rispetto a quello di altre zone della Lombardia, come ad esempio Milano e del tutto analogo a quello di altri territori italiani, che parrebbero invece rientrare nelle zone arancio. La mia richiesta è che si rispetti il principio di ragionevolezza: la Provincia di Brescia, con un indice di contagio inferiore, non rientri nel novero delle zone considerate maggiormente a rischio. A maggior ragione in forza del prezzo che l’economia bresciana in modo particolare ha dovuto pagare nei mesi scorsi, nettamente maggiore rispetto ad altre aree del Paese.

Faccio quindi appello al Premier Conte e al Ministro Speranza perché, per una volta, usino il buon senso nella definizione delle aree e tengano conto della realtà oggettiva dei fatti. Naturalmente se l’indice di contagio nel bresciano dovesse salire accetteremo senza protestare l’estensione della zona rossa anche alla nostra Provincia”.

 

 

Come tutti sanno il 2020 è stato un anno difficilissimo da affrontare e anche Co.Ge.S.S. ha dovuto fare i conti con una crisi senza precedenti. Dopo un primo stop ai servizi, ci si avvia verso un fine anno ancora più difficile, soprattutto in una zona che vedrà forti limitazioni agli spostamenti e ancora maggiore  attenzione nella gestione di servizi rivolti alle persone.

Per permettere a tutti i servizi della Cooperativa di ripartire, quest’anno per la prima volta nella storia di Co.Ge.S.S., si è deciso di realizzare delle bellissime agende nelle quali si potranno trovare tantissime informazioni e curiosità sui servizi e i progetti del Cooperativa. Insomma un bellissimo oggetto utile da poter tenere per sè o un’idea regalo per Natale.

Con una donazione minima di 14 euro sarà possibile quindi avere l’agenda in 3 colorazioni diverse a scelta: Rosso, Nero e Blu. Per prenotare l’agenda è possibile chiamare il 345/7611980 e concordare la modalità di pagamento e il ritiro.

Grazie a questo gesto si darà un sostegno concreto a tutti i servizi di Co.Ge.S.S. che ogni giorno supportano più di 200 persone con disabilità.

Per maggiori informazioni sulla Cooperativa Co.Ge.S.S sono attive le pagine Facebook (/cogess vallesabbia, Instagram (/coopcogess) e il sito www.coopcogess.org. Per continuare a sostenere la Cooperativa è possibile consultare la sezione apposita del sito “sostienici”, scrivere direttamente a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 344/1472657.

 

 

 

L’Unità di crisi COVID, istituita dal Prefetto di Brescia, dr. Attilio Visconti, lo scorso 27 ottobre, di cui fanno parte le FF.OO., i Vigili del Fuoco, il comune di Brescia, la Provincia, il sistema sanitario bresciano, si è riunita nella chat di whatsapp creata ad hoc, sulla falsariga di quanto già sperimentato nell’emergenza dei mesi scorsi, per rendere, da un lato, più agevoli ed efficaci i lavori della task force e, dall’altro, per consentire una più celere condivisione e risoluzione di tutte le diverse problematiche emergenti e un più rapido coordinamento.

L’unità di crisi ha focalizzato dapprima l’attenzione sul cruscotto di sorveglianza COVID, istituito da Regione Lombardia. Avvalendosi anche della chat della Conferenza dei Sindaci – che raccoglie, si ricorda, tutti i 205 Comuni della Provincia di Brescia – si sta procedendo alla raccolta di tutti i dati necessari per consentire un accreditamento rapido di tutti i Comuni e un celere utilizzo dello strumento conoscitivo da parte degli stessi. 

Inoltre, l’unità di crisi, che vede la stretta sinergia della Prefettura con le FF.O.O., si soffermerà, in una riunione da remoto che avrà luogo la prossima settimana, sulle manifestazioni in programma per i prossimi dieci giorni, e, in particolare, su quelle che richiedono un momento di confronto/ascolto in Prefettura. 

Non mancherà anche il supporto agli operatori economici che non hanno beneficiato nei mesi scorsi del contributo a fondo perduto e che dovranno, pertanto, presentare istanza secondo i termini e le modalità che saranno individuate con provvedimento che sarà adottato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, come previsto dall’ultimo decreto legge del 28 ottobre u.s.

 

 

 

Triste primato. Il Comune di Vestone è attualmente, in provincia di Brescia, quello con la percentuale più alta di persone contagiate dal Covid-19. Lo segnalano le statistiche regionali, aggiornate giorno per giorno. Vestone ha avuto fino a questo momento in totale 167 persone contagiate dal Sars Cov-2, il che rappresenta il 3,87% della popolazione. È attualmente il dato più alto in provincia di Brescia. In 7° posizione c’è Odolo, con il 3,24% della popolazione contagiata (62 persone). Tutti gli altri posti nella parte alta della classifica sono occupati da Comuni della Valle Camonica: Capo di Ponte è 2° (3,84%), Breno 3° (3,74%), Borno 4° (3,31%), Ceto 5° (3,27%), Malonno 6° (3,27%), Temù 8° (3,15%), Esine 9° (3,04%), Bienno 10° (2,97%). La percentuale di contagiati nel capoluogo è invece del 2,14%. La media provinciale dei contagiati è del 2%, in provincia di Bergamo è dell’1,82%, in provincia di Milano del 3%.

Sull'altro fronte il comune di Vestone attraverso il vicesindaco Zambelli smentisce i dati regionali e precisa che i casi registrati sono 125. Una vicenda davvero curiosa. Quale sarà il numero corretto? Di certo si sa che regione e territorio hanno qualche difficoltà di comunicazione.

Odoardo Resti

 

 

 

Dalla Provincia di Brescia, in merito al DPCM che entrerà in vigore questo venerdì, scrive il presidente Samuele Alghisi: "Raccogliendo le istanze giunte dal territorio si comunica che la Provincia di Brescia si è fatta portavoce delle richieste dei sindaci affinché Brescia non sia considerata zona rossa. Per questo si sta predisponendo un documento, in accordo con ACB, da consegnare al Ministro Speranza e al Governatore Fontana. Alle 15 di oggi, con autorizzazione della Questura, i sindaci che vorranno partecipare si ritroveranno nel cortile del Broletto e saranno ricevuti dal Prefetto, insieme al Presidente della Provincia, per far presente anche in quella sede la richiesta di applicazione dei 21 parametri, da definire su base provinciale.

I sindaci sono autorizzati dalla Questura a partecipare all’evento.

 

 

In occasione del 4 Novembre il Sindaco di Salò Giampiero Cipani ha rilasciato il seguente comunicato:

"Cari Concittadini e Concittadine,

purtroppo quest’anno non sarà possibile celebrare il 4 Novembre con la necessaria solennità. Le disposizioni ministeriali prevedono infatti che non sia possibile celebrarlo nei modi consueti, tenuto conto della situazione emergenziale ancora in corso determinata dal contagio del Covid-19.

Pertanto la ricorrenza verrà celebrata con la deposizione di una corona davanti al Monumento ai Caduti in piazza della Vittoria, alla presenza di un Rappresentante dell’Amministrazione Comunale, del Comandante della Polizia Locale e di un trombettiere della Banda Cittadina, alle ore 10.00 della giornata, e verrà poi osservato un minuto di silenzio."

 

 

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