Riceviamo e pubblichiamo questa lettera da parte del gruppo che sostiene la maggioranza in Comune a Gavardo e il sindaco Davide Comaglio.

E’ ormai trascorso qualche mese dalle elezioni di Maggio, eppure sembra che per qualcuno la campagna elettorale non sia ancora terminata.

Ci riferiamo in particolare al gruppo “Centrodestra per Gavardo”, ed al volantino che in questi giorni circola per il nostro paese, contenente numerose inesattezze e falsità, alcune al limite della diffamazione.

Possiamo comprendere che in campagna elettorale i toni si alzino, spesso si dicano cose sopra le righe, e talvolta si possa scivolare nell’attacco personale; così del resto è stato anche a Gavardo, negli scorsi mesi. Tuttavia, a quella fase, deve necessariamente seguire il tempo della maturità e della responsabilità, un po’ come quando – da ragazzini – si dismettono le braghe corte per entrare nel mondo degli adulti.

Noi non diremo all’opposizione come deve comportarsi: ci limitiamo ad osservare come il diritto/dovere di controllo e critica dell’operato dell’amministrazione non possa giustificare atteggiamenti diffamatori, che non saranno tollerati. Più in generale, l’opposizione può scegliere se inseguire, per i prossimi anni, una polemica continua e sterile, che – crediamo – non renderà un buon servizio alla nostra comunità; oppure, impegnarsi a costruire seriamente un’alternativa credibile, da noi auspicata come cittadini prima ancora che amministratori, in una logica di sana alternanza democratica.

Alla nostra controparte, la scelta; ai Gavardesi, persone attente e di buon senso, il compito di giudicare.    

Vorremmo ora spendere qualche parola sulle questioni oggetto del volantino di “Centrodestra per Gavardo”, più che altro per rettificare alcune evidenti falsità:

“CAVA DEL TESIO”:

Fin da subito, l’amministrazione ha intrapreso un percorso di concertazione con Fassa Bortolo, per spostare in altra località (cioè presso la già attiva “cava del Budellone”) i volumi che l’azienda può escavare. Si tratta di un percorso non semplice, lungo, e tuttavia l’unico che può concretamente risolvere in via definitiva la questione, tenuto conto di come – dal punto di vista autorizzativo – Fassa avrebbe già ora tutte le carte in regola per partire, conseguentemente ai passaggi formali degli ultimi anni, e per i quali altre persone hanno gravi responsabilità. L’azienda - che ovviamente avrebbe interesse a poter estendere l’esistente escavazione al Budellone anziché dover avviarne una nuova sul Tesio – ha manifestato in modo chiaro un’apertura a riguardo, formalizzata tra l’altro da una comunicazione scritta del proprio presidente.

La seduta del consiglio comunale dello scorso 12 Settembre era pubblica, per cui ognuno può leggerne il verbale e farsi un’idea dello svolgimento. La maggioranza, a fronte del parere scritto di un avvocato esperto della materia (che, nei giorni precedenti, aveva tra l’altro anche incontrato i rappresentanti del Comitato di cittadini che segue la vicenda), ha ritenuto di non approvare la mozione presentata dalla minoranza per il ricorso al TAR contro l’iter autorizzativo. I motivi, in buona sostanza, sono i seguenti:

o   Le possibilità che un ricorso al TAR possa avere successo sono minime (questo per stessa ammissione della minoranza, durante il Consiglio Comunale di cui sopra)

o   Il rigetto del ricorso potrebbe esporre l’amministrazione, nonché in ultima analisi l’intera comunità Gavardese, ad azioni di responsabilità e richieste risarcitorie da parte dell’azienda

o   Un’azione legale da noi condotta da una posizione “debole” (sapendo cioè di non avere grande titolo per vincerla) porterebbe ad un irrigidimento dell’azienda e comprometterebbe il percorso intrapreso per spostare i volumi verso il Budellone

Queste cose sono state ben spiegate e motivate durante il Consiglio Comunale, con l’intervento di diversi nostri consiglieri. Al contrario, forte è l’impressione che la mozione della minoranza fosse strumentale, magari proprio finalizzata a poterci costruire sopra il volantino polemico diffuso in questi giorni.

Vorremmo infine ricordare come l’iter autorizzativo che ha causato la complessa situazione odierna sia frutto della frettolosa stipula di una convenzione totalmente inadeguata tra comune e Fassa Bortolo, ai tempi del vicesindaco Prof. Bertoloni; se è vero che le colpe dei padri non ricadono sui figli, è tuttavia altrettanto vero che c’è una evidente continuità politica – ed in alcuni casi addirittura familiare – tra chi allora gestì la questione ed avallò le scelte discutibili, e chi ora siede nei banchi dell’opposizione in consiglio comunale.

Su questa vicenda, quindi, ci sentiamo - permetteteci l’espressione – “cornuti e mazziati”: nel cercare di rimettere insieme i cocci e rimediare a danni causati da altri, veniamo additati proprio da quella parte politica che ha grande responsabilità per aver creato questa situazione. Come detto sopra, però, siamo convinti che i Gavardesi siano persone attente, e sapranno riconoscere dove sta il torto, e dove la ragione.         

 

“NOMINE CDA PARTECIPATE”:

Crediamo che dal volantino di “Centrodestra per Gavardo” traspaia un equivoco di fondo: e cioè che la scelta dei membri dei consigli di amministrazione degli enti partecipati dal Comune (la fondazione “La Memoria” e la scuola dell’infanzia “Quarena”) debba rispondere a “quote”, le quali “spettano” per diritto naturale ad una parte politica piuttosto che ad un’altra.

Così non è: sta infatti al Sindaco nominare tali persone, cercando di scegliere tra quelle più idonee e titolate al compito; e sta poi a quelle persone lavorare in autonomia, avendo come solo ed unico fine la buona gestione dell’ente in cui sono chiamate ad operare. Nel caso della fondazione “La Memoria”, il Sindaco ha comunque nominato una persona per la quale era stato espresso un gradimento da parte dell’opposizione, e che nel contempo presentava un profilo di alto livello, con particolari esperienze e competenze per quel ruolo.

Nel volantino si fa poi un riferimento polemico alla questione dell’incompatibilità del Sig. Guido Lani, ed alle sue conseguenti dimissioni; vorremmo raccontare la vicenda per quello che è, né più né meno per come è andata. Nominato consigliere della fondazione “La Memoria”, il Sig. Lani dopo poche settimane ha appreso di essere incompatibile in virtù di un articolo dello statuto della fondazione stessa, essendo “affine di terzo grado” (marito della sorella della mamma) di un consigliere comunale, il nostro capogruppo. A fronte di ciò, ha agito nel modo più lineare possibile, e cioè dimettendosi, ed eliminando alla radice l’incompatibilità. Si può eventualmente rimproverare al Sindaco il peccato veniale di non essersi accorto dell’incompatibilità già all’atto della nomina (a dirla tutta, però, neanche l’opposizione se ne era accorta!); tuttavia, non ha senso costruirci sopra una polemica insensata, data la correttezza del comportamento di Lani, che si è – di sua iniziativa - immediatamente dimesso. Ci limitiamo ad osservare come, dal “Centrodestra Gavardese”, non si siano alzate analoghe voci di sdegno quando – in tempi recenti e nel medesimo ambito – si sono verificati ben più gravi casi di conflitto di interesse, magari non nella forma ma certamente nella sostanza. Due pesi e due misure?

Non comprendiamo la contestazione della mancata convocazione del “membro dell’opposizione” alla prima seduta del consiglio di amministrazione della scuola “Quarena”, dato che tale convocazione non spettava all’amministrazione comunale, bensì al presidente uscente (Sig. Ilario Romano), il quale - con una successiva comunicazione inviata a tutti i consiglieri comunali - ha ribadito di aver operato correttamente, convocando tutti nei modi e nei tempi dovuti. Suggeriamo quindi agli amici di “Centrodestra per Gavardo” di chiarirsi, se lo ritengono necessario, con il Sig. Ilario Romano, e di non fare di questo episodio un’ulteriore occasione di polemica verso l’amministrazione, che non c’entra proprio nulla.

       

“SFALCIO DELL’ERBA”:

Nel volantino di “Centrodestra per Gavardo” abbiamo visto l’eloquente foto dell’erba alta nel giardino sotto casa di un influente esponente della minoranza. Non abbiamo invece visto la foto (che però lui stesso ha pubblicato su Facebook) del cartello dell’amministrazione che diceva di non parcheggiarci le macchine, perché il giorno dopo sarebbe stata tagliata. Si tratta forse di una amnesia?

Battute a parte, riconosciamo alcune lentezze nella gestione del verde pubblico, che - seppur migliorata -  non è ancora ottimale. Segnaliamo, non per dare colpe ad altri ma per dire le cose come stanno, come lo sfalcio dell’erba non venga gestito direttamente da operatori del comune, bensì da una ditta esterna, alla quale l’amministrazione precedente l’ha dato in appalto fino alla metà del prossimo anno. Stiamo quindi monitorando la situazione e sensibilizzando tale ditta, anche a fronte delle giuste segnalazioni che ci pervengono dai cittadini.

 

In conclusione, vi ringraziamo per aver persistito ed averci letto fino a qua; siamo stati un po’ lunghetti, tuttavia una replica era doverosa e – mentre a seminare zizzania ci si mette un attimo – spiegare, ragionare ed - in ultima analisi – coinvolgere, richiedono invece tempo e pazienza; ma siamo convinti di doverlo alla sensibilità ed all’intelligenza dei Gavardesi, a tutti voi, e – perché no – anche a noi stessi.

Grazie per l’attenzione

Un saluto cordiale,

Gruppo Consiliare Insieme per Gavardo