Non limitandosi alla realizzazione di un blockbuster contemporaneo, con “Atomica Bionda” David Leitch, già regista dell’action movie “John Wick”, realizza un film dal taglio decisamente originale che emerge fin dai titoli di testa. Iniziando la narrazione in medias res, con la protagonista reduce da una missione e costretta a un interrogatorio-intervista, il racconto prende origine dal passato fino ad arrivare al sorprendente finale.

Il ritmo, serratissimo, lega benissimo tra loro la personalità glaciale ed erotica della protagonista e l’apparato visivo e sonoro che sorregge tutta l’impalcatura della pellicola. Una regia assolutamente dinamica, e che riesce a non immobilizzarsi su un unico stile, è alla base di un’ottima interpretazione della Theron, che con la sua granitica algidità conferisce al personaggio una dose di credibilità e di plasticità non indifferenti.

“Atomica Bionda” è ambientato nella Berlino del 1989, nei giorni a cavallo della caduta del muro, ed è tratto da una graphic novel del 2012 di Antony Johnston e Sam Hart dal titolo “The Coldest City”. E questa Berlino di fine anni ’80 permette al regista di giocare con un immaginario iconico, usando colori, scenografie, abiti e una colonna sonora di assoluto livello per creare un’ambientazione crepuscolare e sul punto di collassare, a un passo dalla deflagrazione, proprio come la stessa protagonista che cammina sempre sul filo del rasoio.

Ottime le scene di azione, dove la componente sonora e i movimenti di macchina ottimamente coordinati fanno sì che questo “007 al femminile” non manchi assolutamente di stupire lo spettatore.

Con una trama assolutamente in linea con la tradizione dello spy movie e con un plot che ha forse il difetto di essere a tratti prevedibile, Leitch non si preoccupa di essere originale nella sceneggiatura, ma si permette il lusso di giocare con gli stili, di creare qualcosa di esteticamente pregevole, di realizzare un prodotto che riesca a interessare i diversi palati del pubblico, da chi ama l’azione pura a chi cerca quel tocco di genuina autorialità.

È così, dunque, che “Atomica Bionda” non si limita a essere spy movie, ma diventa un film d’azione a tratti sopra le righe, manieristico e barocco, ma mai banale o noioso. Con una componente tecnica (soprattutto nel sonoro e nei movimenti di macchina) quasi impeccabile e le interpretazioni divertite e divertenti di un cast di assoluto pregio (oltre alla già citata Theron, figurano anche James McAvoy, John Goodman e Toby Jones).

Nicola Cargnoni