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Alla ricerca delle Associazioni della nostra terra.

La seconda Associazione della Valle Sabbia che decido di conoscere meglio è il Poligono (o Tiro a Segno) di Gavardo.

La sede si trova in via G. Bortolotti e sul davanti presenta un ampio parcheggio sterrato.

La struttura del Poligono gavardese è articolata.
Tre sono le aree nelle quali ci si può esercitare: una da 50 metri di distanza di tiro, la seconda da 25 metri e l’ultima da 10 metri. Di queste aree, le prime due sono adibite ad esercizi effettuati con armi da fuoco mentre l’ultima serve per l’uso di pistole e carabine ad aria compressa.
Al centro, c’è un ampio locale in cui si tengono le riunioni dei soci e da cui si accede alle aree di allenamento.
Qui è visibile un altorilievo in bronzo: raffigura Angelo Portesi, la persona cui probabilmente è da ricondurre l’idea di fondare l’Associazione del Poligono.
Ma il fondatore della sezione del poligono di Gavardo è Bruno Riviani. E’ lui, infatti, che nel lontano 1884 ha ottenuto il riconoscimento della sezione locale dall’Unione Italiana Tiro a Segno (che ha sede a Roma e da lì autorizza la costituzione dei vari distaccamenti di tiro a segno presenti sul territorio nazionale).

E’ nel locale delle riunioni che incontro Bruno Franceschini, il presidente dell’Associazione.
Ed è il signor Bruno che mi spiega come il Poligono di Gavardo funzioni.

Le finalità della Associazione sono sostanzialmente due.
La prima consiste nell’avviare alla pratica sportiva del Tiro a segno i giovani e nel consentire agli adulti già esperti la possibilità di mantenere l’esercizio dell’abilità di tiro; per ciò l’Associazione è affiliata al CONI.
La seconda finalità, invece, è quella di rilasciare certificati che autorizzino il maneggio di armi. Essendo il poligono un ente pubblico, è sottoposto alle leggi emanate dal Ministero dell’Interno per cui il referente è il Ministero dell’Interno.

Due sono pure i gruppi di associati.
Ci sono infatti gli associati per obbligo (al presente circa duecentocinquanta): si tratta di vigili urbani e guardie giurate, cioè di persone che effettuano il servizio armato per lavoro, oppure di quanti chiedono l’uso delle armi per scopi sportivi o per licenza di caccia.
Ma ci sono anche i soci volontari - circa una cinquantina -, ossia coloro che si dilettano al tiro a segno, a volte partecipando a gare regionali e a campionati indetti dall’Unione Nazionale.

Le regole che consentono di diventare socio sono molto chiare.
Per il rilascio del Diploma d’idoneità al maneggio di armi, bisogna essere in possesso di un certificato medico che garantisca la buona salute; ma si deve anche produrre un’autocertificazione riguardo all’assenza di procedure penali in corso.
Come per l’iscrizione a qualsiasi altra associazione, poi, occorrono altri documenti, ossia una foto tessera, il codice fiscale e l’esibizione di un documento d’identità personale.
L’adesione può avvenire a partire dai dieci anni di età. Ma, all’atto dell’iscrizione, i minorenni devono essere accompagnati dai genitori che diano il loro consenso all’atto stesso.
Il costo dell’iscrizione, comunque, varia a seconda dell’età del socio: 10 euro per i ragazzi dai 10 ai 13 anni; 15 euro per i ragazzi dai 14 ai 16 anni, 65 euro per i soci di età superiore.
Proprio il costo dell’iscrizione, peraltro, dà conto dell’intenzione dell’Associazione. L’idea di base, infatti, è quella di avviare soprattutto i giovani alla pratica del tiro a segno.

Come mi spiega con entusiasmo il signor Bruno, centrare un bersaglio esige una grande capacità di concentrazione ed impone un severo autocontrollo personale. Rappresenta, in altri termini, una forma di educazione molto severa, che di fatto può ridurre l’abitudine a comportarsi in modo impulsivo.
“Prima pensa e valuta, poi agisci” sembra il motto adatto a sintetizzare l’obiettivo del Poligono.

Si tratta di un obiettivo certamente ambizioso.
Non a caso, anche la gestione del Poligono è sottoposta a un rigoroso controllo. Infatti, il Presidente e i cinque consiglieri - rinnovati tramite voto dei soci ogni quattro anni – sono affiancati sia da quattro direttori di tiro nominati dal Sindaco su proposta del Presidente del Poligono sia da quattro istruttori istituzionali che sorvegliano la pratica quotidiana.

Il Poligono, però, è anche un luogo che offre ospitalità per pranzi o cene a cui soci e amici dell’Associazione partecipano. Propone dunque occasioni di incontro e di amicizia.

Certo, molte sono le attività sportive che nel nostro tempo e nella Valle Sabbia possono essere praticate, ma quella del tiro a segno di Gavardo possiede una sua specificità davvero interessante!

Sembra perciò bello conoscerla e farla conoscere.

 

Luisa Maioli