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Sta diventando un "caso" internazionale la presenza di un quadro giovanile di Adolf Hitler, furturo sanguinario dittatore nella Germania nazista, all'interno della mostra appena inaugurata al MuSa di Salò, curata da Vittorio Sgarbi e intitolata "Museo della follia".


La notizia sta facendo il giro del mondo dopo che la Bbc l'ha ripresa e dopo che anche 51news.it l'aveva data nei giorni scorsi. Martedì arriverà nella cittadina gardesana una troupe di una televisione russa che intende dedicare all'evento un reportage. Ed è, probabilmente, solo l'inizio. 
Hitler, si sa, venne respinto due volte dall'Accademia di belle arti di Vienna, e questo fatto stroncò le sue velelità artistiche. Fece tuttavia in tempo a realizzare alcuni quadri: si va da scorci di maniera di città tedesche, a quadri più espressivi come quello esposto appunto a Salò che ritrae due figure umane alle cui spalle si apre un'inquietante corridoio in penombra. Lo stesso curatore Vittorio Sgarbi ha circoscritto il valore dell'opera e dell'artista: "E' il quadro di un uomo senza speranza, potrebbe averlo dipinto Kafka. L'opera dice molto circa la psiche dell'autore: non rivela grandezza ma miseria. E' il quadro di uno sfigato".

Nonostante ciò il piccolo quadro continua a fare parlare di sé. E l'accostamento con Salò e la repubblica messa in piedi dal fido alleato Mussolini accende ancora di più le fantasie. E le polemiche.

Odoardo Resti