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Nella seduta dello scorso 29 luglio il consiglio comunale di Lonato del Garda ha conferito con voto unanime la cittadinanza onoraria al senatore lonatese Ugo Da Como, nella ricorrenza dei 150 anni dalla sua nascita.

La richiesta ufficiale era stata avanzata nelle scorse settimane dall’associazione Amici della Fondazione Da Como, presieduta da Paola Facchi, e condivisa dall’amministrazione comunale. Alla seduta consiliare erano presenti anche molti volontari del sodalizio nonché i conservatori della Fondazione Roberta Valbusa e Stefano Lusardi.

«È una cittadinanza che riempie d’orgoglio la nostra città – afferma il sindaco Roberto Tardani –, che va nella direzione di una crescente valorizzazione del patrimonio storico-culturale custodito dalla Fondazione Ugo Da Como con la preziosa collaborazione degli Amici della Fondazione e conferma l’ottimo rapporto che intercorre con la Fondazione stessa. Siamo grati al senatore Da Como per l’eredità che ha lasciato ai lonatesi e per l’impegno di quanti negli anni si sono presi cura di questo immenso patrimonio».

Nato a Brescia nel 1869, nel luglio 1892 il giovane Da Como si candidò in una lista civica di Lonato e divenne consigliere comunale all’età di soli 23 anni. Per questo nello stesso mese il consiglio comunale lonatese gli ha conferito, 150 dopo la sua nascita, la cittadinanza nello stesso mese. Ugo Da Como si spese ampiamente nel sociale: fu anche amministratore dell'asilo comunale, sempre in giovane età.  Citando Albert Einstein, il sindaco ha sottolineato che “il valore di una persona sta in ciò che è capace di dare, non in ciò che è capace di prendere”. E Ugo Da Como ha dato molto alla comunità lonatese sia sotto l’aspetto sociale sia dal punto di vista culturale, muovendo anche i primi passi per la valorizzazione turistica della città. 
La Fondazione Ugo Da Como, voluta dallo stesso senatore, è impegnata per mantenere nel tempo il suo lascito e ogni anno il complesso monumentale è apprezzato da circa 70.000 visitatori.

La cittadinanza onoraria celebra l’uomo e il suo impegno sociale, politico e culturale, fu deputato e sottosegretario al Tesoro, poi senatore, uomo di cultura che ha lasciato a disposizione della comunità lonatese la sua casa-museo con una ricchissima biblioteca con circa 50.000 volumi, 400 incunaboli e 500 codici manoscritti databili dal XII al XIX secolo. Dalla metà degli anni Venti il senatore si allontanò dalla politica e si ritirò a Lonato, dove si spense nel 1941.

Oltre alla cittadinanza onoraria, nell’anno del 150° sono previsti alcuni eventi: un percorso di visite teatrali alla casa del podestà e una mostra in rocca dedicata al senatore, con pannelli che raccontano della sua vita, da studente e bibliofilo, ma anche marito, deputato e senatore. Dalla sua vita al suo progetto per Lonato: mirava non solo alla costruzione di un luogo di conservazione per i suoi amati volumi, ma alla nascita di un’istituzione che avesse lo scopo di stimolare nei giovani l’interesse per gli studi locali e giovare all’immagine di Lonato per attrarre sempre più turisti nel paese che tanto amava. Un progetto quello della valorizzazione turistica di Lonato del Garda che si realizza anche attraverso i tanti eventi creati dalla Fondazione, con la partecipazione del Comune, come l’imminente “Lonato in Festival”, la kermesse dedicata agli artisti di strada e all’arte circense da tutto il mondo, presso la rocca viscontea da questo giovedì 1 luglio fino a domenica 4 agosto.