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In occasione del centenario dalla Prima Guerra Mondiale il sindaco di Vallio  Floriano Massardi ha promosso un progetto rivolto ai ragazzi valliensi di terza media. L’idea era di adottare alcuni dei 13 caduti, ricercare notizie e informazioni sul contesto della loro morte  e poi di  presentare i risultati mercoledì 24 maggio alle ore 20.30 presso la sala consiliare di Vallio, per non dimenticare chi ha lottato e ha dato la propria vita per la nostra unità nazionale.

Per avvicinare i ragazzi alle emozioni provate un secolo fa dai soldati, Maurizio Abastanotti, scrittore di Storia locale,  insieme con la bibliotecaria Alessia Nolli, ha proposto ai ragazzi che frequentano la classe terza delle scuole medie di Gavardo e Villanuova residenti a Vallio di fare delle ricerche sui 13 soldati nati o residenti in quel paese e che diedero la propria vita nella Grande Guerra. Lo scorso anno gli studenti avevano effettuato una ricerca su tutti i caduti valliensi in generale. Rimaneva la necessità di approfondire e di ampliare l’argomento.

Quest’anno, per cominciare, le nuove ricerche si sono concentrate su quattro dei 13 soldati.

In collaborazione con le insegnanti della Scuola Secondaria di primo grado di Villanuova gli studenti sono stati guidati a cercare e utilizzare fonti diverse. I documenti e le lettere scritte da questi soldati al fronte provengono dagli archivi comunali, parrocchiali, dall’archivio di Stato di Brescia. Il copioso materiale a disposizione ha impegnato i ragazzi sia nelle ore scolastiche, sia in quelle extra-scolastiche.

Quattro ragazzi hanno fatto ricerche specifiche su quattro soldati, di cui si conosceva solo il nome, mentre altri due si sono occupati di tracciare un quadro generale della Grande Guerra, ad esempio l’alimentazione o l’abbigliamento, ricorrendo ai reperti del museo privato del signor Rino Faustini.

I risultati di questo progetto saranno presentati al pubblico mercoledì 24 maggio 2017 presso la sala consiliare alle ore 20.30 dai ragazzi stessi.

La ricerca affidata ai ragazzi di terza media di Villanuova residenti a Vallio fa parte di un progetto più ampio che vede una serie di eventi proposti per gli anni 2016-18 per commemorare la prima guerra mondiale.

L’anno prossimo saranno coinvolti anche i ragazzi di Vallio che frequentano la scuola media statale di Gavardo.

A far scoppiare la Grande Guerra (1914-1918) fu l’attentato compiuto a Sarajevo, capitale della Bosnia, il 28 giugno 1914, nel quale persero la vita il granduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero austro-ungarico, e la consorte. Vienna decise di attuare una semplice campagna militare per porre fine a tutti i moti rivoluzionari. I sogni di grandezza della Germania e della Russia di avere all’interno del proprio regno le rispettive minoranze etniche che parlavano tedesco e russo fecero sì che l’intervento imperiale nei confronti della Serbia coinvolgesse l’intera Europa: la Russia si schierò a fianco della Serbia, la Germania a fianco dell’impero, la Francia a fianco della Russia. L’Italia restò per un anno neutrale, poi decise di entrare in guerra contro l’impero austro-ungarico, per conquistare il Trentino e il Friùli-Venezia Giulia. Le operazioni iniziarono il 24 maggio 1915 e si conclusero nel novembre 1918 con l’armistizio di Villa Giusti a Padova. Il Trentino e il Friùli-Venezia Giulia furono conquistati, ma al costo di 650 mila soldati morti.

La guerra nel mondo durò cinque anni e fece circa 37 milioni di soldati e di civili morti. Incalcolabile fu la distruzione di città, di risorse e di beni materiali. È passato un secolo dalla fine della guerra. Un secolo sembra un tempo lunghissimo, e invece non lo è, se si tiene presente che la vita media della popolazione italiana oggi si aggira sugli 80 anni. La guerra apparirà lontanissima per chi non l’ha vissuta in prima persona, anche se era soltanto un ragazzino. Bisogna anche aggiungere che ci fu poi la seconda guerra mondiale (1939-45), ancora più distruttiva, che si concluse con lo slancio delle prime due bombe atomiche sul Giappone. peraltro l’Europa dal secondo dopoguerra ad oggi ebbe uno viluppo economico grandioso.

 

                                                                                                                                                                              Luisa Maioli