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Riceviamo, e volentieri diffondiamo, il lamento di un cittadino di Prevalle, a sua volta portavoce di molti compaesani che l’hanno interpellato. Ancora una volta tornano alla ribalta i tabelloni luminosi che l’amministrazione comunale utilizza talvolta in modo improprio, in questo caso per sostenere l’indipendenza della Catalogna.

Sono ormai diversi giorni che i tabelloni luminosi più famosi d’Italia – quelli del paese di Prevalle – inneggiano all’autonomia della Catalogna con un roboante ADELANTE CATALUNYA che di tanto in tanto fa capolino. Dopo le sviolinate al Presidente Trump e a molte altre singolari “legittime espressioni dell’opinione” della maggioranza che governa il paese, sventagliate dai quadri elettronici solitamente dedicati a informazioni istituzionali, questa non dovrebbe nemmeno fare notizia.

In seguito, tuttavia, o forse anche contemporaneamente, sulla balconata di Palazzo Morani, Municipio del paese, ha preso a sventolare anche una grande bandiera della Catalogna. Di contro, più in basso, le bandiere della Repubblica Italiana e quella della Unione Europea appaiono tristemente legate e deprivate di quella intrinseca propensione a lasciarsi dispiegare al vento.

La mia non è una indignazione per la evidente violazione delle norme che impongono a tutti gli enti pubblici il rispetto di un protocollo nell’esposizione dei vessilli. Qualche cittadino più indignato di me ha segnalato il fatto all’autorità del Prefetto. Del resto la bandiera catalana ha rimpiazzato i gualciti brandelli di un vessillo che pochi riconoscevano essere il lontano e, per molti anche del tutto estraneo, riferimento alla vicenda dei Marò italiani agli arresti in India.

No, la mia indignazione è perché l’arroganza di sventolare le idee di chi è al governo nel paese e l’ormai consolidata abitudine a farlo ha oltrepassato ogni limite di rispetto verso i cittadini del paese che pure hanno diritto ad avere rappresentanti imparziali nell’esercizio del proprio dovere e mandato. Se il Sindaco, la Giunta e i loro sostenitori hanno il diritto di esprimere le loro opinioni, hanno tuttavia il dovere istituzionale di rispettare anche quelle di tutti i cittadini da essi governati.

A molti, o forse a moltissimi, a Prevalle le vicende della Catalogna, di Puigdemont e della Spagna interessano come vicende di cronaca estera o forse non interessano proprio. Di certo vi è che la Catalogna è una cosa, ma altra cosa assai più importante è la dignità di un Municipio che dovrebbe pensare ad esprimere il buon governo del paese prima che ad esprimere le proprie opinioni ideologiche o politiche ad ogni soffio di vento… (che ahimè non potrà comunque far sventolare l’imbavagliato tricolore).

Aggiungo poi, per puro spirito polemico, e del resto anche io semplice cittadino potrò esprimere le mie personali idee, gli amministratori di Prevalle meglio farebbero a migliorare le proprie performances di governatori della cosa locale prima di avvolgersi nel vessillo catalano o bombardare il paese di slogan col giochino dei tabelloni elettronici.

Mi guardo in giro e proprio in queste ore leggo che: a Collebeato il comune ha recuperato 250 mila euro per una convenzione con l’Agenzia delle Entrate (come avevo suggerito di fare mesi fa), il Comune di Serle si è assicurato 50.000 euro di contributo regionale per la gestione del sito di Cariadeghe (a Prevalle per il Buco del Frate niente), la nuova RSA affidata da Tony Bosio nelle mani del Sindaco Ziglioli è attesa con trepidazione ma ancora non decolla e anzi langue tristemente; in compenso l’Amministrazione di Prevalle annuncia con enfasi il rinnovamento della pubblica illuminazione come già promesso e annunciato almeno da 5 anni…

Mi fermo solo per concludere… sempre in puro spirito polemico… prima di pensare ai Catalani… si pensi ai Prevallesi.

Con stima ma anche con molta amarezza (guardando le fotografie allegate), 

Paolo Catterina