Strumenti

Carlalberto Presicci, comandante della polizia locale di Desenzano, condivide con noi la sua testimonianza dopo un viaggio in terra greca concluso da pochi giorni.

Scrivo queste righe ad una settimana, ormai, dal mio rientro dalla Grecia, nazione in cui, da circa 20 anni, sono solito trascorrere le mie ferie estive; vi posso assicurare che, se esiste il “mal d’Africa”, altrettanto certamente esiste il "mal di Grecia”! E’ impossibile, dopo averlo conosciuto, non apprezzare il fascino di questa nazione, non essere conquistati dalla sua storia, catturati dalla luminosità delle sue giornate di sole, dalla bellezza del mare, dai profumi di questa terra davvero unica.... La sua cucina semplice, gustosa, ricca di sapori, appaga ogni palato, anche il più raffinato!

Durante il mio soggiorno ho ritrovato la solita Grecia, il solito paese certamente diverso dall’Italia: forse meno moderno, meno organizzato (il parco auto circolante, ad esempio, anche ad Atene, è qualitativamente assai basso, la raccolta differenziata dei rifiuti è ancora  agli albori), ma assolutamente non allo sbando così come, a volte, la stampa l’ha voluto descrivere.

Non ho riscontrato assolutamente alcuna carenza di generi alimentari sia sulle isole che ho frequentato (Ikaria, Arki e Samos) che nella capitale. Farmacie aperte e funzionanti (e l’Aspirina costa meno di 2 €), supermercati con scaffali ben riforniti, trasporti pubblici (aerei, navi e bus) puntuali  forse più che in Italia. Le famose file ai Bancomat, presenti solo ad Atene, si limitavano a 6/7 persone ordinatamente in attesa del prelievo di denaro più frequente - è ovvio - poiché contenuto nel limite dei 60 € giornalieri... Chissà, forse sono stato fortunato, forse distratto, ma, in tutta sincerità, quanto riportato da alcuni organi di informazione  in Italia io non l’ho proprio riscontrato! Anzi, ridevo nel rispondere alle tante e-mail di amici e familiari che mi chiedevano se riuscivo a trovare cibo!!!!!

Non è però che il popolo greco viva questo periodo in assoluta serenità: tutte le persone con cui mi è capitato di scambiare impressioni si sono dimostrate seriamente preoccupate per la situazione economica del paese in divenire, ma altrettanto serene. Tutti faticano a comprendere il rigore delle istituzioni europee, forse poco conosciute ma certamente giudicate di assoluta inutilità per il popolo greco.... popolo che invece si identifica orgogliosamente nella propria nazione (al contrario, mi viene da dire purtroppo, che nel nostro paese) e che ritiene la sola nazione greca titolata ad imporre ulteriori sacrifici (ulteriori perché ricordo che solo 2 anni fa gli stipendi dei dipendenti pubblici sono stati dimezzati).

Un popolo che, con grande orgoglio, è disposto a tirare ancora la cinghia purché la scelta non sia una imposizione esterna. Un popolo che non vuole assolutamente che il costo della vita raggiunga livelli “italiani”: un Kg di pane costa, al forno (e parliamo, quindi, di un prodotto di assoluta qualità) meno di 1 €; una cena completa raramente supera il costo di 15 € a persona, 20 se a base di pesce, e gli  esempi potrebbero essere tanti ancora. Un popolo che, certamente, nei confronti in particolare della Germania non nutre particolare simpatia: non è un caso che i greci chiamino “germanos” una specie infestante di pesce, velenoso se mangiato e per il quale vigeva il divieto di rilascio in caso di cattura!

Non so come evolverà la situazione internazionale; so per certo, però, che una certa campagna stampa, quella sì, si sta rivelando micidiale per la Grecia: le presenze di turisti sono davvero in calo (lo coglie anche un occhio poco esperto come il mio) e questo può provocare un tracollo dell’economia che sull’industria del turismo fa grande affidamento!

Amici, se la situazione non cambia, andate tranquillamente in Grecia: scoprirete una terra davvero unica, un popolo fiero ma amichevole e sempre pronto a regalare agli ospiti un sorriso. Non so come evolverà la situazione internazionale, ma di una cosa sono assolutamente certo: un'Europa senza Grecia è un insulto alle nostre intelligenze. Ci riflettano i “falchi” dell’economia europea!

Carlalberto Presicci