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Chi l’ha detto che senza l’ausilio della tecnologia sia ormai impossibile individuare i colpevoli delle trasgressioni più o meno gravi dei nostri paesi? Questa volta gli agenti del comandante Vallini hanno raccolto una sfida d’altri tempi, ma la determinazione con cui si sono impegnati ha dato buoni frutti.

Era stato segnalato un palo divelto proprio in centro a Odolo, ma del colpevole – come purtroppo accade sempre più spesso – pareva non essere rimasta alcuna traccia. Diversamente dal solito, questa volta non c’erano videocamere di sorveglianza da cui carpire immagini utili all’indagine e così ci si è mossi con il metodo tradizionale: ricerca di indizi e di testimoni, interrogatori, incrocio di dati e così via.

Da alcuni frammenti di vernice azzurra gli agenti sono così risaliti alla carrozzeria che ne aveva lasciato traccia si trattava di un autobus di linea in servizio in paese, ma non rintracciabile per le vie di Odolo. Senza scoraggiarsi, la polizia locale ha proseguito la ricerca e ha trovato il pullman, su cui erano ancora evidenti i danni provocati dall’impatto, parcheggiato a Brescia. A quel punto è stato facile risalire al conducente del turno “incriminato”, che è stato interrogato e ha dichiarato di non essersi accorto di nulla, complice anche il buio. Aveva notato il danno solo a fine turno e a quel punto gli era stato impossibile risalire al fatto. 

Altro caso risolto da archiviare con sodisfazione. "Con la consapevolezza - commenta il comandante Vallini - che se sul marciapiede fosse passato qualcuno durante la manovra maldestra dell’autobus, le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche".

(immagine di repertorio)