Cronaca

Dusi, 45enne risiedente in paese, è stato stroncato da un malore domenica mattina mentre partecipava a un concorso per moto d'epoca al Museo Mille Miglia di Brescia.

 

Era un appassionato di veicoli d'epoca e molti lo conoscevano anche per la sua collezione di biciclette che negli anni ha restaurato e spesso esposto. Roberto "Pacio" Dusi si era iscritto al primo "Concorso di eleganza per moto d'epoca" promosso dall'US Leonessa d'Italia 1903, il motoclub più antico del nostro Paese. Domenica mattina si era dunque recato in città con un sidecar storico acquistato da poco, anche pare non si sentisse del tutto bene. Doveva essere una giornata all'insegna della leggerezza e del divertimento, invece in tarda mattinata è sopraggiunto il malore fatale.

L'uomo ha accusato dolori al petto e faticava a respirare, quindi è stato fatto sedere all'ombra, ma ha ben presto perso i sensi. Soccorso dal personale dell'automedica che gli ha praticato le manovre di rianimazione e somministrato l'ossigeno, è stato poi trasportato d'urgenza alla vicina Poliambulanza, dove però è giunto in condizioni disperate, tanto che dopo poco ne è stato dichiarato il decesso. Pare che il 45enne lamentasse da qualche tempo dei malesseri, ma erano dolori leggeri e non vi aveva dato peso.

La notizia è giunta presto in Valsabbia dove Dusi era molto conosciuto per la sua passione verso i veicoli d'epoca, che non mancava di esporre al pubblico in occasione di mostre o manifestazioni varie. L'uomo lascia la moglie Elisa, i figli Andrea e Stefano, la mamma Ferruccia, i fratelli Valerio e Valter con le loro famiglie e numerosi parenti e amici. I funerali saranno celebrati mercoledì 18 maggio alle 10:30 nella parrocchiale di San Michele Arcangelo a Sabbio Chiese, partendo dalla casa funeriaria Gabusi & Zani in località Mondalino.

E’ giunta nel primo pomeriggio di ieri, alla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, la segnalazione relativa alla scomparsa di una ragazza della quale era stato trovato uno zaino sulla punta del sasso della rocca di Manerba.

E’ stato disposto l’immediato impiego di due mezzi navali della Guardia Costiera e contestualmente sono intervenuti anche il 118, con l’elisoccorso e i Vigili del Fuoco via terra, per eseguire le ricerche sulla scogliera, nonché  i  Carabinieri della locale stazione di Manerba, che dall’alto hanno notato il corpo di una ragazza sugli scogli.

L’elicottero del 118, giunto sulla rocca ha verricellato il sanitario, che ha constatato la morte della ragazza, mentre per il recupero è stato necessario che un guardiacoste dell’Equipaggio GC135B raggiungesse la scogliera a nuoto per collaborare con il sanitario a recuperare il corpo adagiandolo su una barella e trasportandolo sulla motovedetta CP 703.

Recuperato a bordo dell’unità della Guardia Costiera, la stessa ha fatto rotta verso il porto di Dusano di Manerba del Garda, ove in banchina vi erano autoambulanza del 118 e i Carabinieri che hanno assunto le attività investigative per ricostruire la dinamica della caduta della giovane donna.

 

 

La polizia locale di Sirmione ha individuato un automobilista che circolava con la patente scaduta da anni. L'uomo, inoltre, guidava un'automobile priva di assicurazione e revisione, che gli è stata confiscata. L'operazione va ascritta a due neoassunti, così soprannominati dai colleghi perché nati entrambi nel 1999.

 

Con l'avvento della primavera, il lago diventa meta ambita anche solo per una breve passeggiata pomeridiana. Così deve aver pensato anche un 40enne di origine serba che ha invitato un'amica a trascorrere il pomeriggio in sua compagnia a Sirmione. Peccato che non avrebbe mai potuto mettersi alla guida, né tanto meno avrebbe potuto far circolare la sua Fiat Panda.

Come abbia potuto immaginare di eludere la sorveglianza elettronica è un mistero, dato che chiunque ormai sa che all'occhio elettronico nulla sfugge e le pattuglie addette al traffico vengono allertate in tempo reale. Infatti, al passaggio del mezzo presso le telecamere posizionate in territorio sirmionese, è scattata immediatamente la segnalazione alla polizia locale.

A questo punto entrano in scena quelli che il comando ha simpaticamente ribattezzato "i ragazzi del '99": accomunati dai natali sul finire del Novecento e dalla recente assunzione nel settembre scorso, i due agenti si sono finora distinti per capacità e competenza operativa in diversi servizi sul territorio. Come i loro omonimi del secolo prima, anche questi due "ragazzi del '99" hanno risposto prontamente alla chiamata e si sono mossi per fermare la Panda in questione.

Il conducente, consapevole della situazione, non ha nemmeno provato ad accampare scuse di fronte alla molteplicità delle contestazioni che via via soprendevano perfino gli agenti nel corso del controllo: l'automobile, infatti, viaggiava senza assicurazione, non era stata revisionata e addirittura era già stata oggetto di confisca. Avrebbe insomma dovuto essere in un deposito per auto confiscate, invece circolando ha messo in serio pericolo anche altre persone che avrebbero potuto essere coinvolte in un eventuale sinistro. L'automobilista, da parte sua, era in possesso di una patente scaduta da sette anni.

Gli agenti hanno dunque elevato verbali per oltre mille euro e hanno denunciato l'uomo per appropriazione indebita. Secondo le nuove normative, il soggetto è stato inoltre fotosegnalato presso la Polizia giudiziaria della Polizia locale di Brescia. L’auto, fatta recuperare dal carroattrezzi, è ora a disposizione dell’erario.

Giovanna Gamba

Uno sciame di api era finito tra le lapidi del cimitero ed è stato posizionato nell'apposita arnia da un apicoltore chiamato dalla polizia locale.

 

Nei giorni scorsi, gli utenti avevano segnalato alla polizia locale la presenza di vespe su alcune lapidi del cimitero di Calvagese della Riviera. Il sopralluogo dell’ufficio tecnico aveva invece evidenziato che si trattava di api, insetti protetti per legge, che andavano recuperate al più presto. Gli agenti, al comando di Stefano Dondelli, procedevano quindi a delimitare la zona interessata e a contattare l’apicoltore Alberto Zambarda, di Soprazzocco di Gavardo.

Per procedere c'era però bisogno dell'autorizzazione dei familiari di due defunti alla rimozione della lapide, dietro la quale si erano rifugiati gli insetti. Dopo questo passaggio, l'apicoltore nella mattinata di ieri, domenica 15 maggio, ha posizionato un'arnia accanto alle tombe con l'obiettivo di recuperare lo sciame non appena fosse tornato al cimitero verso sera. Così è stato: al tramonto tutte le api sono entrate nell'arnia e l'apicoltore ha potuto portare via la cassetta con il prezioso carico.

Ancora una denuncia da parte del sindacato della Polizia penitenziaria rispetto alla situazione del carcere di Brescia.

Ecco il comunicato:

Poco dopo mezzogiorno un detenuto si è scagliato contro un ispettore della polizia penitenziaria in servizio presso la Casa circondariale di Brescia lanciando un secchio al volto. Il poliziotto ha riportato una grave ferita all'occhio, tanto che è stato necessario l'invio presso il pronto soccorso del Civile.

Il detenuto  si trovava in isolamento disciplinare per altri numerosi atti di intemperanze, già oggetto di diverse denunce penali da parte del personale per oltraggio, minacce e aggressioni. La Fp Cgil ha più volte sollecitato l'amministrazione ad un allontanamento dalla struttura bresciana, ma senza alcun esito.

Lanciamo l'appello al Provveditorato regionale dell'amministrazione Penitenziaria affinché trasferisca con immediatezza il facinoroso, chiediamo inoltre maggiore tutela della incolumità fisica per i poliziotti ormai demotivati professionalmente.

Verso le 11.00 un detenuto, già noto a quanto sembra per vari disordini in carcere e soggetto psichiatrico, ha appiccato il fuoco nella propria cella. Sembra che le motivazioni siano futili.  L'azione incendiaria del detenuto ha irritato altri detenuti che hanno tentato di aggredirlo. L'intervento immediato degli agenti ha evitato il peggio sia per la propagazione delle fiamme che per l'aggressione nei confronti del detenuto responsabile.

La vicenda è stata riportata in un comunicato della polizia penitenziaria in particolare dei rappresentanti della Cgil. Un comunicato che pone ancora una volta al centro dell'attenzione la situazione del carcere bresciano e in particolare di quello di Canton mombello. Nella nota si legge: “Il personale  di polizia penitenziaria non ce la fa più. Situazione al limite della sopportazione. Urgono immediati provvedimenti da parte dell'amministrazione penitenziaria, chiediamo l'allontanamento immediato del soggetto facinoroso e psichiatrico”.

 

 

 

Un uomo con un martello si aggirava in centro al paese minacciando i passanti. Fermato e denunciato dalla polizia locale valsabbina, è risultato irregolare sul nostro territorio ed è stato espulso.

Qualche giorno fa, di mattina, sulla via principale di Gavardo i passanti hanno vissuto attimi difficili: una persona, in evidente stato di alterazione psicofisica, con un martello minacciava pedoni e ciclisti di passaggio. La pattuglia a presidio del centro storico si è subito mossa per intervenire e ha intercettato l'uomo nei pressi dell'ospedale, con il martello ancora in mano. Dopo averlo disarmato, anche grazie all'aiuto di una seconda pattuglia sopraggiunta a rinforzo, gli agenti si sono sentiti dire dall'uomo che il martello serviva per lavorare e lo portava con sé per quello. Peccato che sia disoccupato da anni, come ben sanno gli agenti che lo conoscono da tempo.

Condotto al comando, l'uomo è stato denunciato per porto abusivo d'armi, di oggetti atti ad offendfere e per minacce. Non era la sua prima denuncia, visto che lo stesso negli ultimi mesi ne ha collezionato altre per diversi reati come furto, danneggiamento, ubriachezza e reati inerenti sostanze stupefacenti. Procedendo alla fotosegnalazione, gli agenti si accorgono che l'uomo, di nazionalità marocchina, è irregolare sul territorio italiano, pertanto viene ulteriormente denunciato e accompagnato in Questura a Brescia per la procedura d'espulsione.

Il magistrato rilascia il nulla osta, l'ufficio immigrazione si attiva per sistemarlo temporaneamente in un centro di accoglienza, ma non c'è alcuna disponibilità, quindi si cerca posto su un aereo in partenza per un rimpatrio immediato. "Per l'uomo però - conclude il comandante Fabio Vallini - non c'era alcuna possibilità di ritornare in Marocco in giornata, quindi gli è stato chiesto di provvedere volontariamente all'espatrio entro sette giorni dal provvedimento. Purtroppo capita spesso di denunciare le persone, magari sempre le stesse, senza trovare modo di espellerle, quindi il problema non si risolve". L'uomo è tornato a casa propria in Valsabbia e agli agenti resta l'amaro in bocca per il senso di impotenza con cui a volte sono costretti a convivere.

Intanto il comandante Vallini, in accordo con l'amministrazione comunale, ha disposto di intensificare i controlli nel centro storico, anche con pattuglie in abiti civili.

Giovanna Gamba

Gli agenti lo hanno fermato durante un controllo stradale a Roè Volciano. All'uomo, un 37enne residente in un paese limitrofo, è stata anche ritirata la patente.

 

Erano circa le 17 di ieri quando una pattuglia della polizia locale valsabbina ferma un'automobile per un controllo di routine. Il conducente appare subito agitato e manifesta un evidente nervosismo, quindi gli agenti decidono di approfondire. Effettuano una perquisizione del veicolo e trovano nel baule una scacciacani priva del tappo rosso che risulta essere stato spinto all'interno. Oltre a ciò vengono rinvenuti un taglierino e residui di sostanza stupefacente, eroina per la precisione, in un foglio di carta stagnola. 

Deboli e poco credibili le motivazioni addotte: un trasloco concluso da poco con l'arma dimenticata casualmente nel baule, il tappo rosso occultato per sbaglio, su suggerimento di un amico. In breve lo stesso uomo capisce di non poter giustificare quanto gli viene contestato e si assume le proprie responsabilità.

L'uomo viene accompagnato al comando e denunciato per porto abusivo d'armi, in quanto la scacciacani sembra a tutti gli effetti una pistola vera, e segnalato alla prefettura come consumatore di sostanza stupefacente. Gli viene inoltre ritirata la patente, visto che al momento del controllo si trovava alla guida di una BMW.

Il 37enne abita in un paese vicino a Roè Volciano ed è originario dello Sri Lanka.

La polizia locale valsabbina ha individuato un autocarro rubato che viaggiava con targa contraffatta fra Gavardo e Paitone e, insieme ai carabinieri di Nuvolento, ha potuto restituire il mezzo al legittimo proprietario.

 

Ci è voluta una settimana circa di indagini, ma alla fine gli agenti ne sono venuti a capo e hanno brillantemente risolto il caso. Tutto inizia con la sensazione che un autocarro in transito sul territorio di Gavardo abbia qualcosa che non quadra e non circoli con targa propria. Viene messa in atto un'intensa attività di osservazione, abbinata a raccolta di immagini e a ricerche sul territorio. In poco tempo si riesce a individuare l'autocarro, scoprendo che ne era stato denunciato il furto, e si risale all'origine delle targhe, che appartenevano a un altro mezzo ed erano state rubate circa un anno fa.

Le pattuglie intanto sono in stato di allerta per monitorare il mezzo dalle targhe contraffatte, ma per qualche giorno non lo vedono circolare. La svolta avviene il giorno di Pasqua, quando l'autocarro dalla targa falsa viene rintracciato nel territorio di Paitone. Con l'aiuto dei carabinieri di Nuvolento, competenti per territorio, gli agenti contattano il proprietario derubato, residente a Brescia, e gli danno la lieta notizia, la miglior sorpresa pasquale che potesse arrivargli.

L'uomo raggiunge la pattuglia sul posto e si vede restituire subito l'autocarro. Le targhe contraffatte vengono invece sequestrate dalla polizia locale che nel frattempo continua a indagare per risalire a chi stava utilizzando il mezzo che da qualche giorno si aggirava per Gavardo.

Giovanna Gamba

Una signora anziana, che non ricordava il proprio domicilio, è stata segnalata grazie al senso civico di una cittadina di passaggio e riaccompagnata a casa dagli agenti dopo una serie di intuizioni e verifiche per identificarla.

 

I fatti risalgono a giovedì 12, verso le 13. Una signora di passaggio nel territorio di Gavardo nota un'anziana che cammina insicura sul ciglio della strada principale, molto trafficata a quell'ora. Lo stato confusionale della donna è così evidente da convincere l'automobilista ad allertare la polizia locale. Una pattuglia giunge subito sul posto per mettere in sicurezza la signora e presta le prime cure, dopodiché chiama un'ambulanza per verificarne le condizioni psicofisiche.

Nel frattempo la signora si rivela molto simpatica e racconta di essere partita da casa, ma non si ricorda dove sia l'abitazione e non sa fornire alcun elemento per identificarla. Tra l'altro non ha neppure un telefono con sé. Continuando tuttavia a chiacchierare, riferisce di alcuni fatti che suggeriscono un'intuizione a uno degli agenti in sua compagnia. Il poliziotto svolge anche servizio sulle ambulanze locali e crede di poter attribuire alla signora una parentela con un altro soccorritore, suo collega tra i volontari del Garda 

La dritta si rivela corretta dopo una serie di telefonate e la signora può essere riaccompagnata a casa e affidata alle cure dei familiari. L'abitazione, tra l'altro, si trova dalla parte opposta del paese, quindi l'anziana aveva percorso già più di 4 km sulla strada in mezzo al traffico, in una situazione decisamente rischiosa per lei. Per fortuna tutto si è concluso nel migliore dei modi, grazie alla conoscenza del territorio da parte degli agenti di polizia locale e anche, va sottolineato, al senso civico della cittadina che ha segnalato la situazione.

Giovanna Gamba

Radio 51 in questi giorni sta completando la copertura del territorio della Lombardia.

Presente da anni nel Bresciano e nel Trentino in F.M. grazie alla tecnica DAB + da qualche mese si riceve a Milano e nella Lombardia occidentale. Da pochi giorni si aggiunge un importante tassello alla copertura di Radio 51 con l'accensione di un nuovo segnale in DAB + che copre la città di Brescia, Cremona e tutta la Lombardia Orientale.

A breve si completerà l'intera copertura regionale grazie a nuove accensioni.

Ricordiamo che la tecnica del DAB + è ormai presente su tutte le automobili nuove in commercio da tre anni e in Italia si stima si stiano già utilizzando 10 milioni di radio DAB +.

La vostra Radio vi segue dunque ovunque in Regione ed in questi giorni sta ricevendo tante telefonate di nuovi ascoltatori!

Benvenuti!

 

E’ giunta intorno alle 19:00 di ieri, sabato 9 aprile, alla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, la segnalazione relativa al mancato rientro di un windsurfista di nazionalità tedesca, che aveva parcheggiato la propria auto presso il parcheggio di un albergo del Comune di Tignale per intraprendere l’attività sportiva.

Immediato l’avvio del coordinamento delle ricerche da parte della Guardia Costiera del Lago di Garda, che ha disposto l’impiego in area di una propria motovedetta – la CP 862 –, di una pattuglia terrestre e di un un’unità dei Vigili del Fuoco di Riva del Garda.

Richiesto anche l’impiego di un elicottero dell’Aeronautica militare di Poggio Renatico, dei Carabinieri di Gargnano e dei Vigili del Fuoco di Brescia, questi ultimi muniti di droni per la ricerca litoranea.

Proprio i Vigili del Fuoco, intorno alle 03:00 di questa mattina, mentre l’elicottero dell’Aeronautica e la motovedetta della Guardia Costiera erano impegnati in attività di ricerca su una vasta area che abbracciava il centro e alto garda, hanno individuato, a pochi metri dalla costa, una tavola da windsurf vicino al circolo velico del Comune di Toscolano Maderno.

Recuperata dall’Equipaggio della Motovedetta della Guardia Costiera la stessa risultava essere riconducibile a quella con cui lo sportivo tedesco era stato visto per l’ultima volta nel pomeriggio di ieri intorno alle ore 16:00.

Sono, pertanto, proseguite per tutta la notte le ricerche del disperso, mediante due sortite aeree ed il costante impiego di unità navali della Guardia Costiera, mentre lungo il litorale costiero continuano le ricerche da parte dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri.

Le attività SAR proseguiranno anche nella giornata di oggi su tutto lo specchio lacuale gardesano, mediante l’impiego di altre unità navali e di elicotteri, per cercare di individuare il disperso.

Sempre nel pomeriggio di ieri, durante il passaggio della forte perturbazione, i guardiacoste di Salò, congiuntamente ai Vigili del Fuoco di Bardolino, erano intervenuti in soccorso di un velista in difficoltà e alla deriva, poi recuperato a bordo della Motovedetta della Guardia Costiera, nelle acque antistanti Lazise e sbarcato poi a Peschiera.

Intorno alle 18:00 di ieri, altro intervento tempestivo da parte della Guardia Costiera, ad un diportista che, infortunatosi ad una mano su un gommone a largo del porto di Portese di San Felice del Benaco, veniva raggiunto, trasbordato, assistito per la ferita e trasferito nel vicino porto ove era stato richiesto l’intervento del 118 al quale veniva consegnato dopo pochi minuti per le cure del caso.

 

 Foto repertorio

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