SECONDO PIANO

Ha tentato di svaligiare una casa ma è stato scoperto dal proprietario ed arrestato dai poliziotti. Nel pomeriggio di domenica 21 febbraio, gli Agenti del Commissariato di P.S. di Desenzano del Garda  hanno ricevuto una richiesta di intervento al NUE 112 da parte di un 80enne, per tentato furto nella propria abitazione. Il comunicato della Questura.

Immediatamente gli agenti della Volante si sono recati sul posto e notando un ragazzo in fuga lo hanno prontamente bloccato.  I poliziotti hanno verificato che il giovane - un 23enne cittadino rumeno con precedenti specifici - si era introdotto all’interno di una abitazione sita nella frazione San Martino della Battaglia di Desenzano del Garda e, mentre cercava di rubare, è stato scoperto. L’anziana vittima, spaventata dall’intrusione nella propria abitazione, ha cominciato ad urlare, costringendo l’autore del tentato furto a scappare.

 

Il denunciante, unitamente alla figlia, ha iniziato ad inseguire il malfattore e nel contempo ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato che è immediatamente sopraggiunta proprio durante l’inseguimento. A poca distanza dal luogo del tentato furto gli agenti del Commissariato hanno individuato il ragazzo e, dopo averlo raggiunto, lo hanno bloccato. Per il soggetto, l’arresto è stato convalidato con custodia cautelare in carcere.

 

Gli Agenti della Polizia Ferroviaria di Brescia hanno arrestato uno straniero,  pluripregiudicato di 22 anni, per spaccio di sostanza stupefacente.

I poliziotti, durante un servizio a bordo di un treno, tra le stazioni ferroviarie di Brescia e Desenzano del Garda, hanno identificato un giovane dal quale proveniva  un forte odore di “erba”.  Gli Agenti, insospettiti, hanno deciso di effettuare un controllo.

Il giovane, è stato quindi trovato in possesso di circa 100 grammi di marijuana.

Pertanto è stato tratto in arresto, con successiva convalida, e la sostanza stupefacente sottoposta a sequestro.

 

Nel corso della settimana dal 01 al 07 febbraio 2021 la Polizia Stradale di Brescia ha effettuato numerosi controlli coinvolgendo 308 pattuglie di vigilanza stradale, di cui 138 in autostrada e 170 sulla viabilità ordinaria che hanno controllato 1084 veicoli e 1175 persone.

838 sono state le infrazioni complessivamente elevate con 1203 punti decurtati; le patenti ritirate sono state 13, le carte di circolazione 7, sono stati effettuati n. 6 sequestri di veicoli e n. 5 fermi amministrativi.

Nel periodo in questione sono state contestate 8 violazioni per eccesso di velocità e 16 violazioni per velocità pericolosa, in particolare 70 persone sono state sanzionate per l’uso del telefonino alla guida e 57 violazioni per il mancato o non corretto uso dei sistemi di ritenuta, 1 persona sanzionata per la violazione misure restrittive in materia di mobilità non rispettando le limitazioni del DCPM Covid-19.

L’attività infortunistica complessiva consta in 24 incidenti: 12 incidenti con feriti e 12 con soli danni a cose.

 

Il vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, “apre” alla comunione ai fedeli divorziati. Non si tratta però di un’apertura immediata e indiscriminata: la riammissione è prevista dopo un percorso di “discernimento” della durata indicativa di due anni, accompagnato da un sacerdote, ratificato dal vescovo, preparando nel contempo la comunità di appartenenza.

La decisione, che fa seguito al “Sinodo sulla famiglia” e al documento del 2017 di papa Francesco “Amoris laetitia”, è contenuto nella nota pastorale intitolata “Misericordia e verità si incontreranno” dedicata alla “reintegrazione delle famiglie ferite nella comunità ecclesiale”.

Il tema, per il vescovo, è “che fare” di fronte a chi – dopo il divorzio – “ha dato vita a una nuova unione civilmente riconosciuta” (dunque a un rapporto stabile) e chiede di essere riammesso alla pienezza della vita sacramentale”.

Al termine del “percorso di discernimento”, spiega il vescovo, si possono aprire quattro strade: “Il riconoscimento della nullità canonica del primo matrimonio; la serena accettazione della propria condizione senza la richiesta di venire riammessi a comunione e confessione; la riammissione ai sacramenti sentita in coscienza come condizione indispensabile per la propria integrazione nella Chiesa e per il proprio cammino spirituale; la decisione di proseguire la nuova relazione ‘come fratello e sorella’ astenendosi dall’esercizio dell’atto coniugale”.

 

Odoardo Resti

 

 

Dopo una serie di incontri conoscitivi e di confronto, a fine 2020 l’associazione di familiari di persone con disabilità “Sotto lo Stesso Cielo”, ha finalmente visto la luce e risponderà ad un bisogno forte sul territorio della Valle Sabbia.

In un anno difficile per tutti, una buona notizia per le famiglie valsabbine, che da oggi possono essere rappresentate territorialmente. Chi ha infatti un figlio, una sorella, un fratello, o un altro famigliare  con disabilità, sa benissimo le difficoltà che si incontrano e sicuramente il confronto e l’aiuto reciproco con persone che hanno già intrapreso questo cammino, sono elementi fondamentali per affrontarlo al meglio insieme.

Tanti obiettivi quindi per la neonata associazione, che vede una forte collaborazione con la Cooperativa Co.Ge.S.S., che ne ha promosso la costituzione, anch’essa radicata sul territorio e da quasi 30 anni impegnata a supportare proprio le famiglie di persone con disabilità della Valle Sabbia.

Moltissimi i familiari che hanno aderito in questa fase iniziale come soci fondatori con ben 36 firmatari dell’atto costitutivo e dello statuto che regolerà l’associazione. Già eletto anche il consiglio direttivo che si farà portavoce delle istanze e degli obiettivi stabiliti di volta in volta dalle assemblee di famigliari. La quota associativa annuale prevista è di 25 euro e chi è interessato ad associarsi può contattare l’associazione tramite mail o telefono.

In questi primi mesi dell’anno il primo obiettivo sarà quello di conoscere le tantissime altre realtà presenti sul territorio così da far crescere la rete già presente, rete con cui la neo costituita associazione vuole fortemente integrarsi. Sotto lo stesso cielo intende infatti rappresentare le tante famiglie di persone con disabilità anche presso le varie istituzioni, le scuole e tutti i luoghi aggregativi, con l’intento di collaborare e cercare soluzioni condivise per favorire l’inserimento sociale e contemporaneamente sensibilizzare il territorio sul tema della disabilità.

Tante le proposte già portate all’attenzione del direttivo tra le quali l’organizzazione di attività sportive per persone con disabilità, aggregazioni ricreative e con finalità di raccolta fondi, non appena la situazione attuale lo permetterà.

Il direttivo in carica, che durerà un anno, è formato dalle seguenti persone:

Manuela Bonacina – presidente

Francesca Gheda – Vicepresidente

Antonietta Ciancio – Vicepresidente

Cristina Verza – Segretario

Daniela Mani – Tesoriere

Angelo Tosana – consigliere

Francesco Galelli - consigliere

 

Pubblichiamo la precisazione della Provincia di Brescia in merito alla vicenda del ponte di Ponte Caffaro.

Con la presente si comunica che la Provincia di Brescia ha intenzione di intervenire nel più breve tempo possibile per la manutenzione straordinaria del Ponte Caffaro, oggetto di recenti verifiche statiche e di sopralluoghi in collaborazione con l'Università di Brescia, dalle quali, nel novembre 2020, era emersa la capacità del ponte di supportare fino a 40 tonnellate.

Si precisa che il Comune di Bagolino ha svolto negli scorsi anni una progettazione di ristrutturazione del ponte provinciale al quale gli Uffici Provinciali e tutti i soggetti competenti bresciani e trentini avevano dato parere favorevole, progetto revocato dallo stesso comune lo scorso agosto. Subito dopo la revoca del progetto esecutivo da parte del Comune, la Provincia ha dato il via allo studio con società specializzata in indagini strutturali e con UNIBS e alle prove di carico e ora intende intervenire per sistemarlo.

 

Si precisa inoltre che il ponte nuovo chiuso, di cui sta parlando la stampa, non è di proprietà della Provincia, come erroneamente detto da alcuni media, ma di proprietà del Comune, che l'ha progettato, finanziato, realizzato e chiuso.

Nella foto: recenti controlli durante il lockdown tra Lombardia e Trentino

 

I volontari che affiancano la Fondazione Ugo Da Como, sostenendone le iniziative e garantendo l’apertura del complesso monumentale di Lonato del Garda, che comprende la Rocca Visconteo Veneta e la Casa del Podestà con relative Giardini ed aree verdi, patrocinano anche un’interessante attività editoriale: i Quaderni della Fondazione.

 

Si tratta di una pubblicazione periodica con cadenza annuale, quasi un diario di ciò che accade all’interno della sede istituzionale della Casa Museo del Senatore bresciano in termini di attività di ricerca, valorizzazione e studio. La Fondazione Ugo Da Como è infatti un luogo di studio, grazie alla straordinaria biblioteca, ricca di oltre 52.000 titoli, dal XII al XX secolo, lasciati dal fondatore per la gioia di tanti studiosi che chiedono di poter consultare i manoscritti, gli autografi, gli incunaboli, le preziose edizioni a stampa.

 

Il Senatore lasciò in quella che amava definire la “cittadella di cultura” a Lonato del Garda molti fondi documentari: agli archivi privati di Ugo Da Como stesso, nel tempo si sono aggiunti quelli di Antonio e Giovanni Tagliaferri e quello di Arnaldo Foresti. Ugo Da Como (1869 – 1941) fu Ministro delle pensioni di guerra e l’archivio ministeriale, quello che era originariamente collocato a Roma, giunse a Lonato dopo il suo ritiro dalla scena politica, avvenuto verso la metà degli anni Venti.

 

Proprio questo vasto insieme di documenti è da tempo sottoposto al vaglio dello studioso Mauro Pellegrini la cui ricerca è stata valorizzata dall’Associazione Amici della Fondazione Ugo Da Como che ha sostenuto le spese per la realizzazione di una nuova monografia intitolata “Ugo Da Como e la grande guerra. Clientelismo e raccomandazioni nel collegio elettorale di Lonato (1914-1919).” Qualcuno potrebbe semplicemente liquidarlo come un altro libro di "storia locale", ma con questa monografia Mauro Pellegrini, ricercatore free lance già  collaboratore di istituti di cultura bresciani, dimostra con autorevolezza che la ricerca storica indipendente può produrre risultati degni di nota. Seguendo il metodo delle sue precedenti pubblicazioni di storia della conflittualità sociale, diffuse nelle biblioteche delle più importanti università statunitensi ed europee, l'autore analizza dettagliatamente l'azione dispiegata dall'onorevole Ugo Da Como attraverso la sua influenza politica e clientelare in favore del proprio collegio d'elezione, quello di Lonato, durante la prima guerra mondiale.

 

Pellegrini si è misurato con un imponente archivio inesplorato valutando fascicolo per fascicolo le decine di migliaia di raccomandazioni contenute. Ha scavato in profondità fino alla "viva roccia" i percorsi, le dinamiche, le interazioni di quel periodo cruciale dell'Italia liberale, dove le pratiche clientelari risultano così rilevanti da apparire per la loro sistematicità non come patologie delle relazioni sociali, ma elementi fisiologici ed imprescindibili del sistema politico. Attraverso il punto di osservazione privilegiato di un rappresentante di vertice, l'onorevole Ugo Da Como, si disvela un rapporto funzionale tra società e "potere" dove la "guerra nazionale" diventa un'opportunità dalla quale trarre profitto ad ogni costo.

Lo studio di Pellegrini, attraverso la restituzione di un'immagine coerente delle tensioni che si irradiarono nella società civile durante la Grande Guerra e che acuirono le disparità economiche e le divaricazioni di classe preesistenti all'interno delle comunità, ci permette di cogliere i prodromi dell'evoluzione politica e sociale degli anni che la seguirono.

La pubblicazione è disponibile presso il bookshop della Fondazione Ugo Da Como o acquistabile (al costo di 10 euro) facendone richiesta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Informazioni - Fondazione Ugo Da Como

 

Via Rocca, 2 - Lonato del Garda (Brescia) - Tel. 0309130060 - www.roccadilonato.it - www.lonatoturismo.it

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 

La Fondazione Sipec nell'ambito delle attività del Fondo dedicato a Flavio Emer chiede l'aiuto di chi ha conosciuto Flavio. L'obiettivo è quello di ricostruire la vita e il pensiero di Flavio per far sì che la sua memoria non vada dispersa. Abbiamo cominciato con qualche incontro preliminare con alcuni amici che hanno aderito sin da subito e si sono messi a disposizione. Il primo obiettivo che ci poniamo è quello di ricostruire il più fedelmente possibile la biografia di Flavio a cui poi collegare la documentazione che ha lasciato.

Impresa non facile, per certi versi, per la complessità e la varietà delle sue relazioni e delle sue esperienze.

Per questo stiamo contattando amici, familiari, conoscenti, tutti coloro che possano fornire un contributo significativo per ricostruire cronologicamente le varie fasi dell'esistenza di Flavio.

I materiali (orali e scritti) che raccoglieremo saranno utilizzati nella stesura di una prima traccia di biografia che verrà poi corredata (questo è il progetto di massima) da testimonianze, fotografie, ecc. con testimonianze più personali.

Immaginiamo la vita di Flavio come un puzzle i cui tasselli vanno recuperati, riordinati e ricomposti. Per questo siamo a chiederti di offrire in tutta libertà il tuo contributo.

 

Indicheremo di seguito alcune domande e quesiti. Completa ciò che ti senti, le domande a cui sei in grado e semplicemente hai voglia di rispondere. Ti chiediamo anche di controllare se hai scritti, foto o altro di Flavio che ritieni di poter mettere a disposizione. Nel caso di preghiamo di segnalarlo. Ti chiederemmo di farci pervenire il tuo contributo a questa mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la fine del mese di gennaio.

 

1) Hai conosciuto Flavio? In quale occasione?

 

2) In che periodo sei rimasto in contatto con lui?

 

3) Hai compiuto esperienze insieme a lui (percorso scolastico, viaggi, incontri, iniziative, conferenze, altro…)? Puoi raccontarle e indicare – ove possibile - anche i luoghi e le date.

 

4) Hai qualche episodio, aneddoto in particolare che ti sembra degno di nota?

 

5) Cosa ricordi di Flavio?

 

6) Cosa ti colpiva di più di lui?

 

7) C'è qualcosa che ci tieni a dire su di lui, un breve testimonianza di quello che ti ha lasciato?

Ringraziamo tutti per la collaborazione e ci auguriamo di avere presto vostre notizie.

Grazie di cuore

Fondazione Sipec

 

 

 

Il ritorno della Vittoria alata a Brescia. Bellissima. Oggi primo giorno di visite, dopo il rientro della statua-simbolo della città, fuori sede per un periodo di restauro. La Vittoria fa ora bella mostra di sè all'interno del Capitolium e può essere visitata gratuitamente per tutto questo mese di febbraio. Bisogna però prenotare. Tutte le informazioni si trovano sul sito di Brescia Musei.

Tratto dal libro Capolavori in guerra edito da Ubi Banca: il ricordo del salvataggio della Vittoria durante la Prima guerra mondiale:

 

Salvare la Vittoria

 

Particolare attenzione venne riservata in quei frangenti alla Vittoria alata, statua simbolo della città. Già nel

maggio 1915 il Sovrintendente agli Scavi e musei di antichità per la Lombardia Giovanni Patroni aveva manifestato

preoccupazione per le sorti del bronzo che era stato celebrato da D’Annunzio e Carducci. Patroni era

dell’idea di inviare subito la statua bresciana «al di là degli Appennini». Tuttavia nel 1917 la Vittoria era ancora

a Brescia, anche se effettivamente si era provveduto a imballarla con ogni cura ed era pronta da tempo per la

partenza. Lo aveva disposto lo stesso Patroni perché in caso di pericolo «la prima cosa che si penserà eventualmente

a mandare in salvo con le altre cose più preziose, sarà la Vittoria».

 

Il monumento infatti aveva un valore altamente

 

simbolico e il suo stesso ritrovamento aveva assunto i

 

contorni di un evento fondante per la storia della città.

 

Recuperata nel 1826 durante una campagna di scavi in

 

con ali e braccia smontate, per essere sottratta al saccheggio,

 

la statua di bronzo divenne ben presto l’emblema

 

di Brescia.

 

La Vittoria andava protetta ad ogni costo in quanto

 

– come spiegava il Soprintendente Patroni – rappresentava

 

un’icona nazionale propiziatrice di un felice

 

esito del conflitto. Proprio per la sua valenza politica e

 

patriottica la statua era maggiormente esposta alle offese

 

del nemico.

 

"Qui ci troviamo in un caso affatto speciale. Si tratta di un monumento

 

così insigne, che perciò solo appartiene alla Nazione

 

intera più che a Brescia stessa; e a questo valore nazionale si

 

aggiunge il fatto della consacrazione di esso per parte della

 

letteratura non locale, ma italiana e del simbolo ed augurio

 

che il bronzo racchiude. Di fronte a ciò bisogna porre, in caso

 

di guerra, la probabilità che Brescia debba non solo subire

 

bombardamenti ma anche una temporanea occupazione del

 

nemico, e che la Vittoria sia esposta non solo a danni eventuali

 

e affatto casuali, ma ad essere cercata e distrutta o rapita,

 

appositamente pel suo valore simbolico e nazionale, oltrechè

 

pel valore archeologico".

 

In effetti la Vittoria alata fu sempre oggetto di particolari

 

attenzioni. Lo confermerà l’impegno profuso per

 

evitarle danni e offese anche durante la Seconda Guerra

 

Mondiale.

 

Ma torniamo alla Grande Guerra. In più occasioni

 

l’assessore comunale Giorgio Montini aveva rassicurato

 

la Soprintendenza delle Antichità. Nell’aprile 1917 scriveva

 

al Regio Sovrintendente Patroni per sottolineare la

 

qualità dell’imballaggio in vista di un ormai probabile

 

viaggio verso un riparo sicuro.

 

La cassa per l’imballaggio della statua della Vittoria doveva essere

 

preparata dall’imballatore che costruì le casse per le altre

 

opere d’arte; ma egli dovette recarsi altrove prima che quella

 

fosse eseguita. Disporremo con altri mezzi affinchè la cassa

 

sia pronta per qualsiasi deprecabile necessità di trasporto; e

 

la S. V. Ill. non dubiti che questa amministrazione possa trascurare

 

i provvedimenti atti a salvaguardare nel miglior modo

 

il più prezioso oggetto che dà fama ai nostri Musei, tesoro

 

d’arte e insieme simbolo delle glorie cittadine.

 

Alla luce di queste premesse, la Nike bresciana fu

 

sorvegliata con la massima cura. Preparata con meticolosa

 

attenzione, fu ospitata nei sotterranei di Santa Giulia

 

fino al novembre 1917 quando – dopo la disfatta di

 

Caporetto – fu trasferita a Roma in treno insieme ad altri

 

oggetti preziosi. Non era più possibile, per ragioni di

 

sicurezza, trattenerla sul suolo bresciano.

 

Ciao a tutti,
sta per terminare un anno particolare, il mondo, da marzo, è entrato in una dimensione alienante, che ha condizionato, limitando di molto la libertà di ciascuno di noi. È prevalsa la modalità di vita conservativa, a discapito delle attività sociali, relazionali e aggregative, questione di priorità.

 

Tutto questo in un’ottica di preservazione della nostra esistenza, continuità della specie, nel vero senso della parola, con speranza di tornare al più presto alla nostra quotidiana routine. Sarà senz’altro così, l’ottimismo in questi casi è perentorio, nutrimento vitale.

Ovviamente anche l’attività della Polisportiva Pertica Bassa ha subito uno stop, da primavera le competizioni sono state annullate, qualcuno, in altri contesti, ha provato a posticiparle ma alla fine è prevalso il buon senso, giustamente.

Gli eventi sportivi/aggregativi sono stati posticipati al 2021.

 

Per cui niente Giro Del Monte Zovo e Sunset Bike che per ora sono rinviate rispettivamente al 30 maggio ed al 6 giugno 2021.

 

L’ultima attività messa in campo nel 2020 dalla Polisportiva è stata la Ciaspopertiche, appena prima della serrata generale, con conseguente chiusura dello sport locale.

 

Unico appuntamento, seppure ridimensionato (riservato ai nostri tesserati), la cronoscalata a ottobre con nuovo arrivo presso località Piazzole, a seguire ottimo spiedo presso il rifugio Amici Miei (format che ripeteremo anche nei prossimi anni).

 

In questo tempo sospeso, sono mancate senza dubbio le occasioni di confronto e competizione sui campi di gara, dal ciclismo al podismo, le uscite in compagnia, la convivialità e piacevolezza dello stare insieme.

 

L’uomo, viene ribadito spesso, è un animale sociale.

 

Il nostro sodalizio è ormai riconosciuto anche per la sua dinamicità ed abilità nel sorprendere, e quest’anno è stata anche l’occasione per il “rebranding” del nostro Logo a cui dedichiamo un articolo specifico.

 

Alla nostra comunità abbiamo cercato di non far mancare il nostro supporto nel periodo di maggiore emergenza, mettendo a disposizione il nostro pulmino societario ed alcuni volontari per supportare gli aventi bisogno nel trasporto.

 

Un raggio di sole ha squarciato l’opacità di questo periodo, mi riferisco alla fantastica prestazione della nostra Simona, vincitrice per la prima volta del Campionato Italiano FCI Up Hill (13 settembre 2020 a Moena nel vicino Trentino) e per il secondo anno consecutivo Campionessa Italiana FCI Marathon (10 ottobre Isola d’Elba) ormai una campionessa assoluta, che porta sempre alto il nome della Polisportiva e del nostro territorio Perticarolo, una vera e propria testimonial. Complimenti vivissimi, sempre al top, grazie alla sua grande determinazione unita alla passione e indiscusso talento. Tenacia, umiltà e costanza in un perfetto connubio tra bellezza fisica e sportiva, la rendono UNA CAMPIONESSA!

 

Questo breve testo è anche gradita occasione da parte di tutta la Polisportiva Pertica Bassa per augurare un Sereno Natale, a tutti voi, sicuramente meno appariscente, ma sempre luce per ciò che rappresenta.

 

Un segno della nostra vicinanza è stata la distribuzione a domicilio dello spiedo natalizio sabato 19 dicembre (ben 100), grazie alla preziosa opera di alcuni volontari, iniziativa in linea con l’emergenza sanitaria in corso, che non consentiva l’annuale ritrovo presso il ristorante Al Mulino, ma che ha avuto un grande successo e ci ha permesso di aiutare una delle nostre attività di ristorazione fortemente penalizzate in quest’annata oltre che entrare nelle case di molti che condividono le stesse passioni, con la nostra positività e con il nostro drago, questa volta oltre che con il nostro immancabile gadget anche con il “Dolce del Drago” realizzato da Simona nella Pasticceria Mazzacani di Gavardo.

 

Il Nostro “Drago di Natale” non poteva dimenticarsi dei bimbi delle nostre scuole d’infanzia e primaria, ed anche quest’anno, seppure con modalità diverse a come eravamo abituati, abbiamo fatto sentire la nostra vicinanza con il solito panettoncino, il trittico di braccialetti, una borraccia in alluminio e la nostra sciarpa del “tifoso”, il tutto ovviamente brandizzato Polisportiva Pertica Bassa.

 

Torneremo, presto, a vivere la nostra vita, piena, facendo quello che ci piace e ci rende liberi.

 

Il drago, dal canto suo, come nella Desolazione di Smaug, è sopito, pronto a spiccare nel cielo al minimo segnale.

 

Buon Natale a tutti

 

Andrea Pialorsi

 

 

 

REBRANDING LOGO POLISPORTIVA PERTICA BASSA

 

Ad inizio anno, uno dei nostri più talentuosi giovani Perticaroli, Michele Bacchetti, ci ha chiesto se potessimo collaborare con lui ad un progetto nato da un corso universitario di computer graphic a cui iscritto e finalizzato al rebranding del nostro logo, che racchiudesse anche il nostro desiderio di promozione del territorio e di tutto ciò che ha da offrire con i suoi eventi e con la gente che ne fa parte.

Abbiamo subito appoggiato l’iniziativa per due semplici motivi, il marchio aveva bisogno di essere “svecchiato”, fermo al 2003, anno di costituzione della Polisportiva Pertica Bassa e secondo motivo, dove possiamo appoggiare i nostri ragazzi non ci siamo mai tirati indietro.

 


E così, nella splendida cornice dell’Agriturismo Piane, domenica 14 giugno, con molti dei nostri tesserati, abbiamo presentato questa novità:

 

il rebranding della Nostra Polisportiva!

In questo modo, abbiamo "svecchiato" la Nostra immagine con un logo più aggressivo, riprendendo alcuni elementi del vecchio logo, come l'increspatura della cresta ed i colori iconici della società, ma dandogli un aspetto più dinamico ed energico.

In questa nuova icona volevamo racchiudere ciò che sono i nostri valori:

ENERGIA.

 

L'iconico drago non è più fermo ma è in volo, questo per rappresentare la forza di volontà che durante gli anni ci ha portato a raggiungere grandi risultati.

UNIONE.

Il simbolo è racchiuso dentro un cerchio, però aperto, per sottolineare il desiderio di Polisportiva di unire e coinvolgere attraverso lo sport ed i suoi eventi.


SOGNI.

 

Il drago è stato da subito scelto per simboleggiare la determinazione ed il desiderio di riscatto, infatti lo slogan scelto da Polisportiva è da sempre "Follow your dreams".

Nelle nostre pagine social e nell’abbigliamento dei nostri Team abbiamo già sostituito il Logo, gradualmente lo sostituiremo anche nel sito web e dove ancora brilla il vecchio “drago”.

In un’annata particolare, altro fuoco per il nostro drago, funzionale nel continuare come abbiamo dimostrato anche nel 2020, ad aiutare il nostro territorio nella sua promozione, le nostre strutture di ristorazione a lavorare, ma soprattutto creare aggregazione, sempre più indispensabile in questa società dove prevale l’individualismo.

Grazie Michele,

Grazie ai più di cento tesserati che continuano a scegliere la Polisportiva Pertica Bassa per coltivare le proprie passioni sportive in amicizia.

Vi salutiamo con una frase di Papa Francesco che abbiamo fatto nostra negli Auguri Natalizi,
“Nessuno vince da solo, né sul campo di gioco, tantomeno nella vita.”

 

Auguri di Buon Natale ed di un Fortunato 2021.

 

Polisportiva Pertica Bassa
Il Direttivo

 

 

 

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Alla prima edizione della Rowing Winter Challenge, gara nazionale di canottaggio di fondo sulla lunga distanza (6 Km), che si è svolta sabato 23 e domenica 24 gennaio sul lago di Pusiano (CO), gli atleti della Canottieri Garda Salò sono saliti sul podio con 1 oro, 3 argenti e 2 bronzi nelle diverse specialità.

 

Andrea Apollonio e Martin Papa si sono aggiudicati il primo posto nel Doppio Junior, secondo posto per Vittoria Tonoli nel Singolo U23, per Giulia Macchia nel Singolo Ragazze e per Attilio Storari, Giovanni Longo Simonini, Samuele Prati e Nicola Pretto nel 4 di coppia Cadetti; terzo posto per Priscilla Olivetti e Chiara Bertelli nel Doppio U23 e per Emanuele Distaso nel Singolo Junior.
Al suo debutto, l’8 femminile della Canottieri Garda Salò, composto da Camilla Zanni (timoniera), Gemma Fontana, Laura Benedetti, Anna Salvadori, Giulia Maroni, Eleonora Bogoni, Anna Benedetti, Giada Copeta e Carlotta Zanca, ha conquistato il secondo gradino del podio.

 

“La prima regata della stagione è sempre un momento importante per verificare la bontà della preparazione invernale. Torniamo a casa con ottime conferme e consapevoli del lavoro da fare nei prossimi mesi. Questo è stato anche il debutto del nuovo organigramma tecnico societario con Francesco Niboli e Andrea Bortolotti responsabili della sezione Agonistica e Matteo Pasini della sezione giovanile: sono sicuro che lavorando in team potremo ottenere grandi risultati”, commenta Stefano Melzani, responsabile tecnico della sezione canottaggio e neo direttore della sede e del porto Canottieri Garda.

 

Alla prima gara dell'anno di sedile scorrevole hanno partecipato diverse tipologie di barca: singolo, due di coppia, quattro di coppia e otto, e diverse categorie di atleti dai cadetti ai seniores, fino ai master. Più di quaranta le società che hanno aderito provenienti anche da fuori regione (Lazio, Liguria, Piemonte e Veneto), per un totale di quasi 500 atleti.
La Canottieri Garda Salò ha fatto scendere in acqua 29 atleti di livello agonistico over 15.
L'evento ha previsto un rigido protocollo anti Covid-19, approvato dalla Federazione Italiana Canottaggio, e si è svolto a porte chiuse.

 

Il canottaggio è una delle poche attività che, svolgendosi all'aperto, ha permesso ai soli atleti agonisti di continuare a fare attività, con le dovute restrizioni.

 

 

La Provincia di Brescia aderisce alla richiesta di istituzione della Fondazione Mille Miglia, avanzata del Presidente dell’Automobile Club Brescia, Aldo Bonomi, con l’obiettivo di migliorare, grazie a un maggior coinvolgimento del territorio, i già ottimi risultati ottenuti dal marchio 1000 Miglia, a vantaggio dell’intera provincia.

La 1000 Miglia vanta una storia che risale al 1927 e che da allora vede appassionati e collezionisti in prima linea per far rivivere il mito della corsa Brescia-Roma-Brescia.  Un prestigio e un’appartenenza che si rinnova e che indiscutibilmente rilancia al mondo un messaggio univoco: il fascino della 1000 Miglia vince la sfida del tempo e dei confini, oltrepassa le barriere del comune sentire per restare un contributo solido e concreto alla cultura del lavoro e del saper raccogliere sfide tecnologiche e di grande complessità.  

 

Una sfida nel tempo contro il tempo, che ha saputo andare oltre alla sua semplice valenza di gara sportiva, per diventare momento epico di confronto e crescita culturale ed economica.

“La Provincia di Brescia aderisce volentieri alla istituzione della Fondazione 1000 Miglia – ha commentato il Presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi – in quanto, nel tempo, il marchio 1000 Miglia ha saputo sapientemente espandere, anche a livello internazionale, l’interesse non solo per la competizione sportiva, ma anche verso il nostro territorio, consolidando la storicità della manifestazione e tramutandola in una tradizione alla quale i bresciani sono legati e offrendo alla provincia di Brescia una potente e originale occasione di visibilità. Una Fondazione dedicata alla “corsa più bella del mondo” è un importante volano per accrescere ulteriormente il valore culturale della manifestazione, considerata la valenza pubblica della 1000 Miglia. Ritengo utile pertanto procedere con la creazione di una Fondazione che veda tra i soci i principali Enti Pubblici del bresciano. Ringrazio pertanto il Presidente Aldo Bonomi per la richiesta e garantisco la mia disponibilità affinché il progetto veda la luce nel minor tempo possibile”.

 

 

Siamo alla cascina Marsina a Gavardo. Un'antica bellissima cascina trasformata diversi anni fa in residence con piscina. Qui pochi sanno che, quasi cinquecento anni fa, nasceva l’agricoltura moderna europea. Su questi terreni infatti Camillo Tarello, possidente dotato di una certa agiatezza, originario di Lonato, uomo inquieto e un po’ attaccabrighe, fu una delle figure più geniali del Rinascimento europeo. Di Tarello si parlerà domenica 17 gennaio alle ore 15.30 in una conferenza in  diretta facebook dal titolo: “Camillo Tarello: tra Lonato e Gavardo la nascita dell’agricoltura moderna” visibile sulla pagina di Cultura&Lonato. Tarello comprese che grazie ad alcuni accorgimenti fondamentali, alternando le varie colture, sarebbe stato possibile far rendere maggiormente le terre pedemontane , incapaci di soddisfare il bisogno di biade dell’affamata popolazione in territorio della Repubblica di Venezia.

“L'esperienza maturata alla Marsina – spiega Enrico Valseriati, storico moderno (Istituto storico italo-germanico di Trento) che si è occupato di questo periodo nel Bresciano - portò Tarello a scoprire che il moderno concetto di rotazione continua, fondata sull’alternanza dei cereali con le foraggere e in particolare del trifoglio e sull'integrazione dell'allevamento nel ciclo di produzione delle aziende agricole, sarebbe stata decisiva”. Così nel 1566, esattamente 455 anni fa, convinse la Signoria veneziana a concedergli il privilegio di stampare l'opera che lo ha reso famoso, ‘Ricordo di agricoltura’, stampato a Venezia l'anno successivo, il 1567. La sua era una vera e propria rivoluzione con potenzialità straordinarie, ma non fu capito. Solo più tardi venne riscoperrto. Ora meriterebbe di essere maggiormente conosciuto almeno nella sua terra tra Valsabbia e Garda.

Riceviamo dall'Ufficio stampa della Regione Lombardia.

Regione Lombardia ha aderito ad alcune misure in favore delle PMI previste dall’“Accordo per il credito 2019”, grazie alle quali sarà possibile sospendere le rate o richiedere l'allungamento della scadenza dei finanziamenti, a valere su misure agevolative regionali.
Nel merito è intervenuto il vicecapogruppo della Lega in Consiglio Regionale, Floriano Massardi.
“La Moratoria Regionale consente alle imprese di sospendere il pagamento della quota capitale o di allungare la scadenza fino al 100% della durata residua dell'ammortamento dei finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020” spiega Massardi.
“La misura – prosegue Massardi – è valida anche per i Comuni e in generale per tutti i soggetti che non esercitano attività di impresa che risultino non avere posizioni debitorie, non siano sottoposti a procedure fallimentari e che abbiano in essere un finanziamento a valere su una misura agevolativa regionale.
I finanziamenti, per poter essere ammessi, devono risultare in essere al 31 gennaio 2020, essere già stati erogati a saldo ed essere in ammortamento e non essere già stati sottoposti a sospensione della rata o allungamento della scadenza nell'arco dei 24 mesi precedenti la richiesta”.
“Si tratta di una vera boccata d'ossigeno per molte famiglie e imprese, drammaticamente strangolate dalla crisi generata dalla pandemia di Covid-19. Con questa misura Regione Lombardia mette in campo l'ennesimo provvedimento a favore del mondo produttivo" ha concluso Massardi.

 

 

I servizi svolti dai volontari non sono mai banali. Accanto alla sfera dei trasporti di urgenza emergenza e dei trasporti socio sanitari vi è infatti una miriade di altre attività, che esigono impegno, competenza, tempo e passione:  ci sono corsi didattici di Primo Soccorso nelle scuole sia primarie che secondarie, le serate di informazione e formazione aperte alla cittadinanza, i corsi ai privati, alle aziende e agli Enti Locali per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico, ecc…

 

In Pronto Emergenza non ci sono titoli, non esiste una carriera. Ci sono solo nomi, ci sono le persone. Per questo ci si sente davvero in una grande famiglia. E in questa famiglia ci sono donne e uomini che fanno un servizio disinteressato e prezioso alla comunità. I volontari seguono impegnativi percorsi formativi e si aggiornano con serietà per il servizio che svolgono. Non è un percorso semplice, serve dedizione, e tutto si svolge nella massima armonia e serenità.

 

L'anno appena trascorso è stato caratterizzato da notevole impegno, accompagnato da tanta emozione ma anche da momenti tristi. I volontari di Pronto Emergenza hanno visto coi loro occhi la sofferenza, la tristezza, il dolore, ma anche tanta gioia e speranza. Pronto Emergenza, oltre a garantire un equipaggio a tre soccorritori 24 ore su 24, 365 giorni all'anno presso la postazione di Agnosine, è stata impegnata su più fronti, anche fuori dal territorio della Provincia di Brescia per il soccorso di emergenza. Nei mesi di marzo, aprile, maggio e novembre abbiamo garantito un'ambulanza per 12 ore al giorno nei territori di Lodi, Bergamo e Milano. Sempre nei mesi di marzo e aprile, per un totale di 32 giorni, 61 soccorritori volontari sono stati impegnati al check point allestito nell'area esterna degli Spedali Civili di Brescia per coadiuvare medici ed infermieri nel soccorso urgente ai pazienti che avevano contratto il Covid-19. Non sono mancati anche i turni al Call-Center di Regione Lombardia, a Milano, per rispondere alle telefonate provenienti dai cittadini che chiedevano informazioni legate all'emergenza epidemiologica.

 

L'arrivo del virus ha coinvolto maggiormente i volontari, i quali sono stati impegnati in modo decisivo nell'espletamento dei servizi che sono aumentati non di poco. Lo sforzo continuo e disinteressato di tutti i volontari di Pronto Emergenza è stato ripagato dall'amicizia e dalla vicinanza di aziende e famiglie che non hanno fatto mancare il loro sostegno, anche economico: grazie a 229 donatori Pronto Emergenza ha raccolto oltre 62.000 Euro! Il denaro è stato utilizzato per l'acquisto di presidi sanitari, dispositivi di protezione individuale e strumentazioni elettroniche ad ozono per la sanificazione delle ambulanze, degli ambienti della sede e dei presidi sanitari. Di rilievo la campagna di donazioni promossa dal Giornale di Brescia e dalla Fondazione della Comunità Bresciana che ha sostenuto non solo Pronto Emergenza ma anche tutte le realtà di volontariato dislocate sul territorio provinciale.

 

Ad inizio pandemia il Presidente Marsilio Benini non ha mancato di scrivere un messaggio di incoraggiamento e di ringraziamento a tutti i 120 volontari: "Carissimi volontari soccorritori, Pronto Emergenza è una realtà eccellente per la professionalità, per lo spirito di sacrificio e per la propensione al servizio del bene comune. Siamo al servizio della cittadinanza da tantissimi anni, anche oggi in un momento così triste per la nostra Regione e per l’intero Paese. Non sappiamo quanto durerà l’emergenza e nemmeno che forme assumerà, ma sappiamo che possiamo contare su ognuno di Voi! Rivolgiamo ad ognuno un immenso grazie, non solo per la Vostra grande disponibilità ad affrontare i servizi che ci vengono richiesti, ma anche per il rispetto dei ruoli e della catena dell’organizzazione, la diminuzione dei messaggi impropri, la centralizzazione della comunicazione che è assai fondamentale per ridurre disagi e rischi. Ci stiamo organizzando, sotto tutti i profili, in maniera responsabile e razionale. Stiamo gestendo tanti servizi, su molti fronti, con tempi ridotti. Ogni attività che portiamo a termine è grazie a Voi! Grazie a chi ha raddoppiato la propria disponibilità oraria, e grazie anche a chi, per problemi familiari o di salute, ha comunicato la propria assenza con tristezza. Siamo un gruppo straordinario, una grande famiglia dove ogni giorno ci si arricchisce, siamo un fiume in piena, un sole splendente pronto a scaldare i cuori di chi incontriamo. Grazie per chi si sta facendo in “quattro”, sacrificando la propria famiglia e i propri affetti, grazie a chi si mette al servizio rischiando. Continuiamo a camminare, insieme, nella giusta direzione. Usciremo da questa emergenza, non sappiamo quando, ma ne usciremo, più forti di prima e con la certezza che nella vita non vi è nulla di scontato. Siamo la prova vivente che la solidarietà vera e cristallina esiste e, nel nostro caso, indossa una divisa di colore arancione. Nessuno avrebbe potuto immaginare questa situazione, ma con il vostro grande cuore tutto andrà per il meglio. Un forte abbraccio."

 

- 229 DONAZIONI DA AZIENDE E PRIVATI

 

- 9 ASSISTENZE A MANIFESTAZIONI

 

- 531 TRASPORTI PROGRAMMATI CON AMBULANZA E AUTO

 

- 1.069 INTERVENTI DI EMERGENZA/URGENZA 118 (DI CUI 786 NELLA POSTAZIONE DI AGNOSINE)

 

- 5 CORSI PER L'USO DEL DEFIBRILLATORE

 

- 42 PERSONE FORMATE ALL'USO DEL DEFIBRILLATORE

 

- 40 PERSONE FORMATE AL PRIMO SOCCORSO

 

- 99.297 KM PERCORSI

 

Pronto Emergenza continua l'opera di volontariato al servizio della cittadinanza. Anche un piccolo contributo è importante per continuare a sostenere le nostre attività sociali!

 

Pronto Emergenza Organizzazione di Volontariato
Conto corrente bancario n° 33016246
La Cassa Rurale - Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella Agenzia di Odolo
ABI 08078 CAB 54830
IBAN: IT 51 H 08078 54830 000033016246
Causale: Offerta Pronto Emergenza

 

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"Due passi e un Pirlo....di nuovo a Desenzano":  riparte da qui la Galleria Civica Bosio dopo i mesi della chiusura e la rinnovata possibilità di aprire grazie all'ultima ordinanza ministeriale che colloca Desenzano in zona gialla.

Da venerdì 5 febbraio gli allestimenti a Palazzo Callas Exhibitions sono nuovamente aperti al pubblico ogni venerdì dalle 16 alle 21. Consigliata la prenotazione al numero 030.9909184 (Ufficio Cultura).

 

È tempo di ripartire anche per Sirmione e per i sirmionesi. Venerdì 5 febbraio Palazzo Callas Exhibitions ha aperto nuovamente i battenti al pubblico, pronto ad accogliere turisti e curiosi con la XIII mostra collettiva degli artisti del paese. Opera – Art in progress, l’allestimento che raccoglie le opere di 36 artisti tra pittori, scultori fotografi e poeti, dopo aver subito un temporaneo arresto a causa della pandemia, sarà nuovamente visitabile.

Sirmione riparte dalla cultura, dall’arte e dalla bellezza, firmata da chi Sirmione la vive, la respira e la racconta nella vita di tutti i giorni. L’arte è una creatura in continuo mutamento ed evoluzione, un moto perpetuo di correnti, movimenti, tecniche e sensibilità. Specchio di una realtà che scorre incessantemente, l’arte rappresenta la capacità creativa di cambiamento e re-invenzione. Una capacità che oggi, in un mondo chiamato ad affrontare un capitolo inedito, può aiutare a decifrare il presente e ripensare il futuro.

Espongono: Elisabetta Arici, Luisa Baccinelli, Roberto Bellini, Edoardo Bianchi, Marco Bombana, Michela Bonzio, Massimo Bottura, Elia Brighenti, Umberto Cagliari, Maria Gioia Casagrande, Nazzareno Coccia, Maria Chiara Dal Cero, Antonella Domenegoni, Aurelio Drago, Alessandro Duina, Mauro Duina, Benedetta Ferranti, Giulia Ferrari, Cristina Gaiera, Elena Giordano, Vito Grisoni, Jennifer Guerra, Peppino Mellini, Chiara Mezzana, Enrico Mezzana, Antonello Perin, Maria Teresa Pietta, Anna Prandi, Giuseppe Rossini, Margherita Salaorni, Gaia Soldà, Cristina Treccani, Damiano Valbusa, Luciano Vicentini, Renato Vismara, Elena Volongo.

Provvisoriamente verrà mantenuta l’apertura ogni venerdì. Per garantire una visita della mostra in completa sicurezza è consigliabile la prenotazione. 

Approvati dalla Giunta regionale della Lombardia i criteri di accesso al finanziamento per il recupero e la valorizzazione delle miniere dismesse, destinato alle Unioni e aggregazioni di Comuni e alle Comunità montane.
Con lo stanziamento di questi 2 milioni di euro sul prossimo biennio la regione vuole puntare alla valorizzazione delle miniere dismesse, con progetti che puntino alla loro fruibilità dal punto di vista culturale e turistico. Le domande potranno pervenire a Regione Lombardia entro il 15 marzo; i contributi saranno erogati in favore di interventi con progettazione sviluppata almeno a livello definitivo e che riguardi siti già autorizzati ai sensi dei regolamenti regionali. Si tratta di contributi a fondo perduto che potranno arrivare a coprire fino al 100% del progetto finanziato.  
Le miniere rappresentano un’importante testimonianza dell’economia della nostra regione, che non va dimenticata. In provincia di Brescia, in particolare, le realtà minerarie sono molte; penso alle miniere di Pezzaze, di Pisogne, di Collio e molte altre. Si punta alla valorizzazione delle miniere in termini di riuso del territorio e delle sue risorse: non solo minerarie, ma anche turistiche.

 

 

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