SECONDO PIANO

Da domani, 1° settembre, la polizia locale valsabbina vedrà entrare nell’aggregazione anche Gavardo, portando a ben 18 il numero di comuni del comandante Fabio Vallini. Previsti un aumento dell’organico, da 12 a 20 unità, e un accesso più agevole ai fondi regionali.

 

Una svolta importante per la Valsabbia: il centro più popoloso del territorio ha deciso di entrare a far parte dell’aggregazione di polizia locale che da alcuni anni opera con ottimi risultati in tutta la sua zona di competenza. Le istituzioni centrali da anni spingono in questa direzione e premiano con maggiori fondi le realtà che sanno fare squadra: la Regione, per esempio, destina finanziamenti speciali ai comandi che superano le diciotto unità e grazie a Gavardo ora l’aggregazione raggiungerà un organico di 20 persone, realizzando le condizioni per partecipare ai bandi.

«La regione – spiega il comandante Vallini – premia chi si accorpa, ampliando il territorio di competenza con scelte stabili nel medio-lungo periodo. In quest’ottica è più probabile ottenere i finanziamenti per nuove strumentazioni e sistemi di controllo e videosorveglianza, sempre più importanti per la sicurezza dei cittadini. L’entrata di Gavardo è un passo importante per aumentare i servizi razionalizzando le spese».

Al momento l’aggregazione ha numerose sedi decentrate: Villanuova, Roè Volciano, Odolo, Sabbio Chiese, Agnosine e Vestone; ad esse si aggiungerà l’ufficio di Gavardo, che opererà in coordinamento con gli altri in modo da garantire aperture in orari diversi con personale a disposizione dei cittadini soprattutto a Vestone e Gavardo, destinati a sedi di riferimento per le pratiche amministrative. Per Gavardo, in particolare, si prospetta una conferma dell’orario attuale di apertura al pubblico.

L’aumento dell’organico permetterà inoltre un pattugliamento più ampio del territorio, con controlli dilatati anche nelle ore serali e notturne per una maggiore sicurezza non solo sulle strade, ma generale. Il coordinamento di mezzi e macchinari permetterà un risparmio di risorse a fronte di servizi più capillari, con presenza continua di uomini nei paesi dell’aggregazione. «L’irrobustimento dell’organico – conclude Vallini – porterà più sicurezza grazie all’opportunità di fare squadra e coordinarsi meglio per un servizio più efficace ai cittadini». L’aggregazione, del resto, opera già dal 2014 con competenza e flessibilità ed è divenuta nel tempo polo di attrazione per numerosi centri che si sono via via aggiunti ai primi otto dopo aver valutato sul campo i vantaggi dell’unione.

Il sindaco di Gavardo Davide Comaglio ha pronunciato parole di piena soddisfazione circa la scelta della sua amministrazione: «La riorganizzazione del corpo di polizia locale è stata una scelta meditata, che ha comportato alcuni mesi di lavoro e riflessione. È maturata dopo l’analisi dei dati degli ultimi tre anni di lavoro – prosegue Comaglio – dai quali emerge la necessità di una scelta in tale senso, anche perché un corpo di polizia locale nel singolo comune fa ormai fatica a seguire tutte le funzioni che gli vengono richieste. Abbiamo quindi condiviso un percorso con la Comunità Montana di Valle Sabbia e il comandante Fabio Vallini che ci ha portato a intraprendere un percorso di lunga prospettiva, nella certezza di generare un sensibile miglioramento del servizio, per il quale oggi serve sempre più personale sul territorio e meno in ufficio».

Gavardo fornirà un contributo consistente ai nuovi equilibri dell’aggregazione e i suoi oltre 12mila abitanti godranno già nel breve periodo i vantaggi della riorganizzazione, che porta il comando valsabbino a diventare una delle realtà più grandi dell’intera provincia

Giovanna Gamba

In alcuni banchi mancava il detergente per disinfettare le mani prima di "toccare" la merce. E' una delle prime osservazioni fatte dalla Polizia locale di Gavardo al lavoro in mattinata per i controlli al consueto mercato del mercoledì. Il mercato si svolge avviamente all'aperto, ma è necessario comunque fare attenzione. Mascherine indossate praticamente da tutti, clienti ed esercenti, distanziamento garantito anche grazie alla prudenza di tutti. In effetti i banchi che vedono la presenza di molte persone vicine che "rovistano" tra i capi di abbigliamento o gli oggetti dovrebbero almeno mettere in esposizione il flacone di gel disinfettanti. Siamo sicuri che d'ora in poi ciò avverrà... 

Una delle zone più belle ed amate dai turisti del Garda, la Rocca di Manerba, è stata teatro di un'operazione di controllo congiunta delle forze dell'ordine che ha coinvolto i militari della Stazione dei Carabinieri di Manerba del Garda e gli agenti del Corpo di Polizia Locale dell'Unione dei Comuni della Valtenesi. Il  comunicato del Comune.

Al centro dell'attenzione la sicurezza dei bagnanti lungo l'intero perimetro dell'area a lago, sito di forte pregio ambientale che è stato salvaguardato anche dall'istituzione di una riserva naturale, comprendente l'unico parco lacuale d'Italia. Le verifiche effettuate hanno evidenziato il riaffacciarsi nella zona di un fenomeno particolarmente sgradito alla maggioranza delle persone che frequentano il litorale, soprattutto famiglie con bambini, ovvero la presenza di nudisti ed esibizionisti. Questi stessi luoghi già negli anni passati erano stati teatro di numerosi episodi di atti osceni, con l'emissione di denunce nei confronti dei responsabili. Il bilancio della nuova attività, svolta nei giorni a cavallo di Ferragosto, si è concluso con oltre 350 controlli e 36 verbali di contravvenzione, ciascuno dell'importo di 250 Euro. Quella rilevata è una situazione che l'amministrazione comunale di Manerba intende eliminare, perché non è ammissibile che si venga a creare una di sorta di "zona franca", che sottrae alla grande maggioranza del pubblico spiagge di straordinaria bellezza, in cui le famiglie devono poter trascorrere giornate in totale serenità. La presenza di gruppi circoscritti di persone con scarso o nullo senso del pudore non è gradita a cittadini e turisti e lede fortemente il diritto di tutti di poter visitare l'area sottostante la rocca, uno degli scorci di paesaggio più caratteristici e famosi del lago di Garda. «Il controllo delle spiagge e dell'entroterra comunale rientra tra le priorità della nostra amministrazione» ha commentato il Sindaco del comune gardesano Flaviano Mattiotti. «L'operazione avviata fin dall'inizio dell'estate proseguirà nelle prossime settimane con l'ausilio di tutte le forze dell'ordine. L'obiettivo è garantire a residenti ed ospiti di Manerba la massima sicurezza e tranquillità su tutto il territorio. Il messaggio che vogliamo lanciare, anche attraverso i mezzi di comunicazione - prosegue il Sindaco - è che non c'è angolo del nostro comune che i turisti e le famiglie non debbano poter frequentare e vivere tranquillamente. L'impegno dell'amministrazione e delle forze dell'ordine in questo senso è totale e garantito. Manerba è e deve restare una località sicura e accessibile a tutti, nel pieno rispetto delle regole di convivenza civile». Il concetto viene ribadito dalle dichiarazioni rilasciate dal Consigliere Delegato a Sicurezza e Protezione Civile di Manerba, Matteo Mattiotti: "Proprio per raggiungere i migliori risultati ci siamo attivati per coinvolgere nei prossimi interventi le motovedette della Guardia Costiera, della sezione navale della Guardia di Finanza e della Polizia Provinciale. Abbiamo inoltre attuato il progetto promosso dalla Prefettura di Brescia per il controllo dei litorali anche con l’utilizzo di agenti di polizia locale operanti a bordo di un nuovo veicolo compatto 4x4, che consente di intervenire direttamente sulle spiagge in caso di necessità. A completare il quadro della nostra azione di contrasto a schiamazzi notturni, illegalità e microcriminalità, le coste e l'entroterra manerbesi vengono controllati anche dall'alto, con l'utilizzo di droni, mentre parallelamente abbiamo intensificato le verifiche su tutto il territorio, specialmente nella frazione Pieve, dove, soprattutto nei fine settimana, si registrano problemi di disturbo della quiete pubblica. L'ultimo tassello dell'operazione Estate Sicura consisterà nell'installazione entro breve tempo di nuove telecamere a circuito chiuso nelle frazioni Pieve Vecchia e Balbiana e nel parcheggio della riserva naturale della Rocca». 

 

Per garantire la sicurezza dei bagnanti che visitano e nuotano nelle acque antistanti la Giamaica Beach di Sirmione, l’Amministrazione Comunale, in sinergia con le Autorità di bacino e la Guardia Costiera, ha posizionato 24 boe di segnalazione, distanti 50 metri l'una dall'altra e 150 metri dalla riva, lungo un perimetro di circa 800 metri totali.

L'intervento è volto a mettere in sicurezza tutta l'area lacuale, molto frequentata da cittadini, visitatori e turisti, che d'ora in avanti potranno rinfrescarsi nelle acque cristalline del Benaco senza pensieri.

I natanti, infatti, non potranno accedere all'area delimitata, evitando il rischio di collisioni e il disturbo di tutti coloro che, in tranquillità vorranno godere delle bellezze naturali offerte dalla penisola di Sirmione.

6 boe poste all'estremità del perimetro - grazie l'istallazione di pannelli solari - segnaleranno con luce lampeggiante la presenza delle delimitazioni anche in orari notturni. L'intervento – come anticipato - è stato attuato d’intesa con l'Autorità di bacino e la Guardia Costiera, che hanno definito la miglior tipologia di boa da posizionare.

L'area sarà oggetto di pattugliamenti periodici da parte delle autorità competenti, al fine di garantire il rispetto delle norme. Le sanzioni per i trasgressori vanno da 103  a 516 euro.

 

Riceviamo e pubblichiamo da una nostra lettrice sul tema dei controlli e delle visite ospedaliere negli ospedali della zona.

Gentile Direttore di Radio 51

Sono una utente residente sul territorio di competenza della ASST del Garda. Vorrei sottoporle una questione che credo sia comune a moltissime persone in questo periodo. Come è noto tutti gli esami non urgenti sono stati sospesi durante lock down. In realtà ad oggi non sono stati ancora ripresi. Nello specifico parlo per la mia esperienza doveva effettuare la consueto visita ginecologica annuale in aprile. Sospesa e ad oggi mai più recuperata. Centraliniste molto gentili continuano a rimandare. L'ultima telefonata mi invitava a richiamare ai primi di settembre per fissare la nuova prenotazione appunto. Dovevo inoltre eseguire alcuni esami non urgenti di carattere ecografico e radiografico. Anche in questo caso niente. Ovviamente ho dovuto svolgere i vari accertamenti a pagamento in studi privati. Quando finirà questa situazione quando si potrà riprendere la normale routine degli esami di prevenzione? Ho letto da qualche parte che ci sono milioni di esami e accertamenti non realizzati in Regione Lombardia. Che cosa dobbiamo fare? Dov'è finito il servizio sanitario nazionale? Dobbiamo fare tutto a pagamento? E poi c'è la novità delle ricette smaterializzate dei giorni scorsi. Il medico di base dovrebbe fornire via mail o via sms un codice per le ricette dei farmaci. Io mi chiedo: ma chi non ha confidenza con le tecnologie come farà? Insomma io credo che servano altri medici e infermieri. Il sistema non può reggere così. La ringrazio e la saluto.

Lettera firmata.

 

 

 

 

Katiuscia Franzoni, di Calcinato, è una delle tante mamme “guerriere” – come lei stessa le definisce – che lottano ogni giorno per i loro figli speciali, in questo caso Pietro, 12 anni. Oggi desidera condividere con noi la sua storia, che pubblichiamo così come ci è stata inviata: è una lettura che ci prenderà qualche minuto, ma è scorrevole e coinvolgente, come ogni testimonianza che ci fa partecipi di sentimenti, emozioni, sofferenze e gioie. Grazie, Katiuscia.

Buongiorno a tutti, sono Katuscia Franzoni, ho 43 anni e sono la madre di Pietro, un bambino “speciale”. Ho deciso di scrivere questo articolo per far conoscere un tema molto attuale che potrebbe interessare a un gran numero di persone. Voglio scrivere per liberare quello che ho dentro, tutte le emozioni belle e brutte, e darmi la forza di andare avanti per cancellare le paure che annidano dentro di me.

Vi voglio raccontare, a modo mio, che cos’è convivere con lo “spettro autistico” associato a un ritardo mentale. Il disturbo dello spettro autistico, ti porta via piano piano il tuo bambino e rimani imbambolata, inebetita, stordita e impotente. Pietro a due anni si comportava come se fosse un supereroe: continuava a correre a briglia sciolta, non ascoltava i comandi e non riusciva a stare nei posti pubblici (parco, supermercato, chiesa, piscina ecc.) senza combinare guai, ma guai seri.

Una volta al parco si spogliò totalmente senza alcun motivo. In un altro caso, invece, in un ipermercato lo vidi prendere velocissimo un bellissimo lampadario a forma sferica che, disgraziatamente appoggiato al suolo, andò in mille pezzi perché Pietro l’aveva gettato dalle scale come se fosse un’enorme palla rimbalzante. Un giorno riuscì a saltare, mentre gli stavo cambiando le mutandine, nella lavatrice chiudendosi dentro.

Mi sentivo all’interno di un incubo, non riuscivo a gestire la situazione. Ero in panico. Era una situazione pericolosa perché in qualsiasi momento mio figlio mi sarebbe potuto morire sotto agli occhi. Io alla sera parlavo con mio marito Mario di quegli episodi incredibili e delle continue pressioni a cui mi sottoponeva il nostro bimbo, ma lui sembrava non capire, finché un sabato mattina d’estate, mentre aprivo le ante per arieggiare la camera e scuotere un tappeto, Pietro come un gatto saltò sul davanzale e si stava per buttare di sotto come un uccello. Da dietro mio marito lo afferrò energicamente e capì tutto.

Da quel preciso momento cominciammo a lottare insieme. Pietro neanche si accorse della gravità della situazione, era entusiasta come in un mondo fatato, per nulla spaventato. Alla scuola dell’infanzia spaccava tutto, era pericoloso per sé e per gli altri; se entrava in crisi, tirava calci e pugni senza controllo.

Grazie al pediatra a cui devo tutto conobbi il dott. Maurizio Brighenti, neuropsicologo specialista in malattie legate all’autismo, che iniziò a seguire il nostro caso; conobbi Mirella, una psicomotricista che aveva il compito di far coordinare i movimenti a Pietro, insegnandogli le pause, i tempi di attesa, il controllo delle emozioni senza incorrere in episodi di rabbia, isterismo o frustrazione in caso di un rifiuto. Prima di quell’esperienza, la posizione di Pietro non era eretta, mio figlio era quasi sempre in terra, perché si contraeva tutto e si chiudeva a riccio o si dimenava fortemente, quando uscivamo dalla porta di casa soprattutto.

Col tempo iniziammo a raccogliere qualche frutto del duro lavoro che avevamo iniziato. Finalmente all’età di cinque anni riusciva a sedersi al tavolino, senza opporre resistenza, rispettava semplici istruzioni, scarabocchiava sui fogli di carta e non si metteva più in pericolo. La parola e il linguaggio erano inesistenti. Lo fermammo alla scuola dell’infanzia un anno in più.

Fu una scelta azzeccata. Eravamo stanchi ma contenti perché avremmo potuto fargli frequentare la scuola primaria di Ponte San Marco, dove era attivo il tempo prolungato. Qui era seguito dall’insegnante di sostegno Teresa, una donna energica, decisa e sicura di sé che, con tutto il corpo docente estremamente qualificato, fece la differenza. Ella era supportata anche da un’altra figura fornita dal comune di residenza: l’assistente ad personam, una figura che però non è stata la stessa per tutti i cinque anni di scuola. L’ultima, che lo accompagnerà alla scuola media, si chiama Claudia: è una ragazza longilinea, determinata e dal tono cordiale e garbato. La cosa che mi piace di lei è la sua semplicità. Nel corso della sua età evolutiva Pietro ha cambiato all’interno del centro medico anche le terapeute, a seconda dei vari miglioramenti o eventuali regressioni.

Oggi mio figlio è un ragazzo di dodici anni, il suo lessico è povero rispetto all’età e riesce a farsi capire con enunciati minimi. Alle richieste semplici risponde correttamente; per quelle complesse, che prevedono l’integrazione di più funzioni, necessita di supporto visivo da parte dell’adulto. La sua attenzione non è sempre adeguata: se non si cattura subito il suo interesse, lui si distrae con oggetti che non sono necessari per la conclusione della consegna richiesta. Le sue fragilità linguistiche sono evidenti: compie molto spesso errori di tipo semantico (ad esempio, dice “stufa” per indicare il camino). Nell’eloquio spontaneo emergono difficoltà di pianificazione morfosintattica e bisogna riformulare la frase più volte, scandendo bene la richiesta. Molto spesso non utilizza i pronomi, le congiunzioni, il genere, il numero e molti elementi rimangono confusi.

Non capire adeguatamente il messaggio o non riuscire a decodificarlo in maniera corretta è per lui e per noi familiari frustrante e compromette la qualità della sua vita scolastica e sociale. Gli ho fatto mettere un espansore palatale e l’apparecchio odontoiatrico, strumenti che stanno sicuramente facendogli migliorare la dizione. Pietro lo mette volentieri e si fida del dentista che è diventato nostro amico.

A lui piacciono i puzzle e tutto ciò che è elettronico: guarda tv, tablet e cellulare. Da grande vuole fare il regista ed è appassionato di Youtube. Precisamente, con la sua telecamera registra dalla tv dei video e li ripropone, creando storie nuove e facendo parlare i personaggi con la sua voce. E’ il suo potenziale, da dove poterlo spronare. Dai test specifici effettuati per la sua diagnosi funzionale, si evince che il suo quoziente intellettivo totale si situa sotto la media. La sua memoria è cortissima; ho provato a rinforzarla con vitamine e togliendo il glutine, ma senza troppi risultati. Ho accettato la situazione serenamente. Il mio frigorifero è pieno di promemoria.

Per me è il mio piccolo genio; lo sarà per sempre, perché ha saputo con la sua personalità tirare fuori il meglio di me e di mio marito che, tra mille difficoltà, siamo rimasti uniti. L’unità è essenziale di fronte a un problema. Mario è fondamentale nella vita di Pietro; è un padre presente nonostante svolga un lavoro impegnativo come operatore sociosanitario all’interno della Casa di Riposo del nostro paese. Quest’anno da febbraio a causa della emergenza epidemiologica da Covid-19, la vita di tutti è cambiata. A causa della pandemia che ha investito l’Europa si è stati costretti a stare in casa per evitare il contagio. Mio marito ha affrontato questa situazione in prima linea e io ho potuto riflettere sull’essenza della vita e sul rispetto per gli altri. Prego ogni giorno affinché si ritorni alla normalità. La preghiera è un balsamo per l’anima, assieme alla musica e la scrittura. Prima della quarantena Pietro aveva da poco iniziato a suonare la chitarra e aveva anche provato a cavalcare una bellissima cavalla. Ne era entusiasta, il suo sorriso era meraviglioso!

Suo fratello è Bolt, un cagnolino che abbiamo adottato, desideroso di casa: sono in simbiosi. Sono unici insieme; Pietro parla a questo esserino peloso che per tutti noi è diventato un membro della famiglia. Almeno questo cane ha il compito di fargli compagnia e di fargli mantenere la connessione col mondo reale. Nel mondo dei cartoni animati della Disney mio figlio si sente completo, mette le mani dietro la testa e rumoreggia facendo piccoli versi simili a piccole falene e comincia a pensare e pensare sino a diventare lui stesso un personaggio dei cartoni animati. Si teletrasporta con la mente e forse anche col corpo, perché si annulla e il suo contatto visivo non c’è più. E’ partito lontano anni luce da noi. Nella realtà Giorgia rappresenta la bambina di cui si è innamorato, la definisce “una sapientina”.

Lui ha un fisico possente, scultoreo: è alto 1,62 metri e pesa 56 kg, insomma non è più un infante, anche se purtroppo dorme con me e non è ancora pronto al distacco. Iniziano per lui le prime palpitazioni, il suo cuore inizia a provare sentimenti da adolescente. Ho paura, sono piena di dubbi e ho paura che venga trattato male a causa della sua disabilità. Poi mi fermo, respiro e penso a tutte le mamme che ho conosciuto nella mia situazione. Ho imparato molto da ognuna di loro, sono guerriere e hanno una luce negli occhi che ti abbaglia, mi hanno trasmesso coraggio e spero di essere stata anch’io utile a loro.

Non abbandonerò il mio ragazzo perché stargli accanto, oltre che essere un dovere genitoriale, è un’esperienza unica: mi ha insegnato più lui che mille persone messe insieme, mi ha fatto vedere il mondo da un’altra prospettiva. Mi ha insegnato a reagire, dandomi la forza di rialzarmi nei momenti più neri. Lo spettro non mi fa più paura.

Grazie amore mio, figlio.

Katuscia Franzoni, Calcinato

Festival Giallo Garda – Sesta Edizione - 2020. Il 10 e 11 ottobre 2020 si chiude la sesta edizione del Festival Giallo Garda. Conto alla rovescia per scoprire il vincitore del Premio Letterario. L’hotel West Garda di Padenghe sul Garda (Brescia), in collaborazione con la Cantina Marsadri – Libreria Bacco di Raffa di Puegnago del Garda, ospiterà la Cerimonia di Premiazione. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2020, l’Hotel West Garda di Padenghe sul Garda, in collaborazione con la Cantina Marsadri – Libreria Bacco di Raffa di Puegnago del Garda, sede ufficiale del Festival Giallo Garda, ospiterà la Premiazione dell’omonimo Premio Letterario che sancisce la chiusura di questa sesta edizione, ricca di successi e di partecipazione.

Si apre sabato 10 ottobre:

alle ore 14:00  Saluto del Presidente. a seguire “Spazio Autori”, durante il quale sarà possibile incontrare a tu per tu i concorrenti finalisti e menzionati del Premio Letterario (Romanzi editi e Romanzi inediti ed e-book) godendo delle degustazioni offerte dal Festival.

 

Saranno presenti (titolo e autore):

 

Il margine della notte – Ferdinando Salamino

 

L'arte sconosciuta del volo – Enrico Fovanna

 

Q.B. – Matteo Colombo

 

Controcanto – Sonia Sacrato

 

Cous cous blues – Dario La Rosa

 

Echi del silenzio – Chuah Guat Eng

 

Grado nell'ombra – Andrea Nagele

 

Il Club dei Pescatori del fiume inesistente – Alberto Zella

 

L'antiquario del Garegnano – Paola Varalli

 

La ballata del Re di Pietra – Fabrizio Borgio

 

Le Tigri e l'Agnello – Antonio Forni

 

L'inverno dentro – Claudio Benazzoli

 

Panamericana – Franco Amato

 

Rose bianche sull'acqua – Erica Gibogini

 

Flavia's end – Claudia Aloisi

 

La gemma del Cardinale De' Medici – Patrizia Debicke

 

33 indagini per Sarti Antonio – Loriano Macchiavelli

 

Padania Blues – Nadia Busato

 

Blu Oltremare – Salvo Di Caro

 

La pazienza della formica – Marina Bertamoni

 

Sono solo coincidenze – Domenico Carpagnano

 

Vasco l'investigacane – Aldo Dalla Vecchia

 

 

alle ore 19:00 Barbara Baraldi, madrina della sesta edizione del Festival, incontra i lettori.

alle ore 20.00 Cena presso West Garda Hotel, Padenghe sul Garda.

 

Prosegue domenica 11 ottobre:

alle ore 9:15 ritrovo all’hotel e partenza per visita guidata a Padenghe sul Garda, in collabo-razione con “Arte con noi”. La passeggiata sarà gratuita con prenotazione obbligatoria.

 

alle ore 11:30 “Lezione a due voci”: presentazione del nuovo libro di Carlo Zaza Magistrato con Alessandra Calanchi - Urbinoir

 

alle ore 13:00 pranzo presso il ristorante del West Garda Hotel

 

alle ore 15:00 cerimonia di Premiazione dei vincitori 2020 con Barbara Baraldi

 

alle ore 16:30 saluti e arrivederci al 2021 con la settima edizione del Festival Giallo Garda.

 

Gli eventi sono a ingresso libero.  www.festivalgiallogarda.it

 

Facebook: FestivalGialloGarda

 

Info: Libreria Bacco - Cantina Marsadri

 

via Nazionale 26 - Raffa - Puegnago del Garda

 

t. 0365 651005 • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -

 

 

“Uno sforzo collettivo di affermazione della necessità di rinascere”: così Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Brescia Musei, ha definito la mostra itinerante “GestoZero. Istantanee 2020”, ospite al Museo di Santa Giulia dall’1 agosto al 20 settembre 2020.

Una mostra che nasce come “chiamata alle armi” degli artisti bresciani, bergamaschi e cremonesi, in risposta all’appello lanciato da Maurizio Donzelli ad aprile 2020: davanti alla tragedia del Covid-19, dove sono gli artisti? Dove il loro lavoro diventa unico e uguale per tutti? Prende così forma il Manifesto “GestoZero”, seguito da una pagina Instagram e, infine, dalla mostra. Al cuore del Manifesto, una citazione del filosofo Giorgio Agamben: “Come abbiamo potuto accettare […] che le persone che ci sono care e degli esseri umani in generale non soltanto morissero da soli, ma che […] i loro cadaveri fossero bruciati senza un funerale?”. Una provocazione alla quale l’esposizione prova a dare voce attraverso la domanda: “Cosa c’è dopo il gesto zero?” e il contributo di 71 fotografie d’artista e 41 opere, che rappresentino quanto allo spettatore è solitamente celato: “Mani che pensano e, pensando, fanno”, la musicalità del gesto raccontata in soggettiva.

L’esibizione, curata in particolare da Ilaria Bignotti insieme ad ACME Art Lab, Giorgio Fasol e Matteo Galbiati, si divide in quattro macro-percorsi che, partendo dal grado zero della pittura, attraverso il rapporto tra isolamento, condivisione e memoria, giungono al concetto di rigenerazione e “incominciamento”. Il gesto artistico come capacità di vivere nuovamente, per “aprire forse ancora una porta, o solo una fessura, per infinite altre porte da aprire”, come scrisse il pittore Emilio Vedova nel 1954.

“Siamo in un tempo sospeso: è necessario parlare con linguaggi diversi ai cittadini, per elaborare il lutto, le sofferenze e la mancanza di relazione” - afferma il sindaco Emilio Del Bono - “Non sprechiamo questa occasione unica nella storia, lasciamo una traccia”.

Chiara Mento

 

 

Aperta da oggi, 1 agosto, la mostra itinerante “GestoZero. Istantanee 2020”, ospitata al Museo di Santa Giulia a Brescia fino al 20 settembre 2020.

Presentata da Fondazione Brescia Musei e Alleanza per la Cultura, essa nasce da un progetto ideato dall’artista Maurizio Donzelli; è curata da Ilaria Bignotti insieme ad ACME Art Lab, Giorgio Fasol e Matteo Galbiati, con la collaborazione di Antonio Marchetti Lamera, e raccoglie e confronta i linguaggi di più di settanta artisti delle province di Brescia, Bergamo e Cremona (per un totale di settantuno fotografie e quarantuno opere).

Riflessione sui drammatici eventi e sulle conseguenze che la pandemia ha provocato anche nell’arte, la mostra si interroga su temi come la vita e l’isolamento, la relazione e la memoria, e prova a rispondere alla domanda “Cosa c’è dopo il gesto zero, dopo l’atto primigenio di creazione?”. Un grande sforzo collettivo di affermazione della necessità di rinascere.

In considerazione del valore sociale del progetto, l’accesso alla mostra sarà gratuito.

Chiara Mento

 

L’associazione Apnea Club Brescia offre la possibilità di conoscere meglio lo sport dell’apnea in acqua.

Il presidente dell’associazione Stefano Govi insieme al suo gruppo aspetta tutti gli interessati domenica 30 agosto dalle ore 10.00 alle 18.00 presso la piscina Acquarè di Provaglio d’Iseo.

Sarà un’occasione utile non solo a scoprire cosa appassiona un apneista e lo spinge a calarsi nelle profondità dell’acqua trattenendo il respiro ma anche come è possibile farlo.

Per info 347 2782509.

Dopo il grande successo della barca volante del Persico69F, Gargnano e il Garda planano verso Gorla e Centomiglia.Gli appuntamenti sono il 30 agosto e il 5 settembre. Si sono visti spettacolo, velocità. Tra luglio ed agosto hanno saputo proporre quella che sarà la vela del futuro, ad iniziare dalla Coppa America per gli Under 25, equipaggi misti uomo-donna, e lo stesso Persico che guadagna spazi in quella che è stata la fase di avvicinamento. Più di un giornale ha parlato di questo gioiellino tecnologico, nato sull'asse Verona, Brescia Bergamo, grazie alla veleria One Sails (Dede De Luca), alla Avant Garde di Ponte San Marco (Fausto e Francesco Mondini), e alla Persico, colosso nella bergamasca (un po' come le Ferrari nel modenese), che ha già firmato gli ultimi catamarani della serie di Luna Rossa, ora scelto anche per la fornitura delle appendici volanti per tutti gli sfidanti della America' s Cup vera e propria.

 

Il Garda si sta così godendo il successo della sua Coppa, le gare di luglio e d'agosto, la Revolution Cup con equipaggi che saranno il prossimo anno in Nuova Zelanda. A questo punto non poteva mancare una Centomiglia “Sprint”, tutta riservata alle macchine volanti. Percorso accorciato con partenza alle 9.15 del mattino del 5 settembre, in contemporanea con il Giro del lago classico e la sua 70a edizione per tutte le altre flotte. I Foil andranno a Sud con il passaggio a Torri del Benaco, poi la risalita alle Isole dell'Ulivo e Trimelone e l'arrivo a Bogliaco. Nella flotta ci saranno le altre derive foil in singolo come il Moth e l' Waszp, forse il foil Gonet svizzero, che sembra però orientato verso la soluzione giro del lago classico. Percorsi diversi, per barche diverse. Solo al Gorla si correrà tutti insieme nella parte alta del Benaco. La gara sprint ci fa venire in mente l'edizione del 1957. Vincitore di quella Cento (su percorso ridotto) fu il francese Jacques Le Brun, l'oro del 1932 alle Olimpiadi di Los Angeles. A contrastare il 505 di Le Brun fu per tutta la gara il Flying Dutchman condotto dal gargnanese Gino Filippini. Quanto all''edizione Legend stanno arrivando molte conferme. I monotipi di Asso 99, Dolphin, Ufo 22, Protagonist, J vari, tutte flotte interessanti saranno della partita. Non certo i numeri degli anni passati, ma questa fase della vela agonistica dovrà convivere con questa realtà. Tra le flotte Orc, la HT, riporrà il rinnovato Pata-Lb 10 della famiglia Bovolato. Si presenta con diverse parti senza però perdere le proprie peculiarità. Presenterà importanti modifiche, in particolare sull’albero, la chiglia, il bulbo e le terrazze. Il Coronavirus - dice l'armatore e timoniere Pietro Bovolato - ci ha impedito, per un lungo periodo, di navigare, a causa del blocco delle attività sportive e di quanto a esse correlato, ma ci ha dato il tempo per progettare e apportare numerose migliorie. Con i dovuti dispositivi di sicurezza e nel rispetto delle normative in vigore, abbiamo già effettuato, nelle ultime settimane, qualche seduta di allenamento, ma soltanto in gara potremo realmente testare la bontà dei nuovi accorgimenti tecnici e tecnologici». Nell'Orc avremo un confronto interessante con il Farr 11 Sonnenkoening, i Melges 32 dei Nassini e Montresor,, l'One Off Black Arrow di Walter Caldonazzi, altri ancora. Barche tradizionali, senza ali, ma con tanta voglia di volare.  Storie e rotte che si incrociano da 70 anni con la magia della Centomiglia e del Garda.

 

 

 

 

I salodiani avranno la possibilità di utilizzare gratuitamente la struttura fino al 31 dicembre 2020.

La pandemia mondiale relativa al covid-19 ha provocato enormi danni dal punto di vista sanitario, sociale, economico, turistico e, per una città come Salò, amante delle discipline sportive e dell’attività fisica, ha lasciato una profonda ferita.

Con l’intento di far riassaporare la passione, il benessere e tutti i valori più nobili collegati al mondo dello sport e per ridare una forte e competitiva ripartenza al settore, l’assessorato allo Sport ha cercato di andare incontro ai cittadini salodiani.

La giunta comunale ha pertanto deciso che tutti i residenti salodiani avranno la possibilità di utilizzare a titolo gratuito fino al 31.12.2020 la pista di atletica presso lo stadio Lino Turina.

Si ricorda che per accedere alla pista si deve contattare la società che gestisce la stessa ossia la Runners Salò, tel. 329.0028673 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Domenica 13 settembre alle 10 si terrà una celebrazione in Piazza Paolo VI in ricordo delle persone defunte a causa della pandemia da Covid-19. All’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Brescia, hanno aderito il Comune di Brescia, la Prefettura di Brescia, la Provincia di Brescia e l’Associazione Comuni Bresciani.

Il vescovo Pierantonio Tremolada presiederà una S. Messa alla quale saranno invitate le autorità civili e militari di città e provincia, i sindaci dei comuni bresciani, i rappresentanti del mondo del volontariato e le istituzioni sanitarie che si sono prodigate durante il periodo dell’emergenza e altre realtà invitate dalle Istituzioni promotrici.

Piazza Paolo VI, già allestita per la celebrazione delle ordinazioni sacerdotali la mattina del giorno precedente, sarà predisposta per accogliere gli invitati con posti a sedere. Verranno collocati anche due maxischermi per permettere a tutti una partecipazione migliore.

La celebrazione sarà teletrasmessa ma le persone che lo desiderano, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti, potranno presenziare mantenendo le distanze di sicurezza previste.

In caso di pioggia, la celebrazione si terrà comunque nella stessa piazza.

 

 

Il Centro Studi dell’Associazione Industriale Bresciana parteciperà – nella giornata di venerdì 4 settembre – all’annuale conferenza scientifica di AISRe, l’Associazione Italiana di Scienze Regionali, dedicata quest’anno al tema delle “Regioni tra sfide e opportunità inattese”.

Durante i lavori, giunti alla loro 41esima edizione e in programma (in videoconferenza) a Lecce dal 2 al 4 settembre, verrà presentato il rapporto “Il manifatturiero bresciano tra sfide e opportunità inattese”, curato da Davide Fedreghini, Caterina Perugini e Tommaso Ganugi.

Lo studio approfondisce alcuni aspetti legati al profilo strategico delle imprese bresciane: i rapporti con il territorio; l’adozione delle tecnologie 4.0, la sensibilità alla green economy e il capitale umano. Ne emerge un sistema industriale bresciano in forte rinnovamento, complessivamente attrezzato ad affrontare le importanti sfide che lo attendono nei prossimi anni.

Il percorso di sviluppo intrapreso si caratterizza, tuttavia, per velocità diverse da parte delle imprese, con le realtà dimensionali più piccole che, in più di un ambito, si trovano a rincorrere quelle più grandi. E con qualche elemento di fragilità – tra cui ritardi sul versante organizzativo, basso livello di managerialità, scarsa attenzione al problema del ricambio generazionale – che dovrà essere opportunamente corretto per mantenere nel futuro la leadership finora acquisita. 

Per ulteriori informazioni sull’evento è possibile visitare il sito aisre20.wordpress.com.

 

 

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Nell’ampio dibattito in vista dell’appuntamento elettorale in molti Comuni del territorio, ospitiamo volentieri gli interventi dei protagonisti, in questo caso ci scrive Marino Cotali, del gruppo Lonato 2020 che sostiene Paola Comencini. Siamo a disposizione per dare spazio a chi volesse esporre il proprio punto di vista.

 

Lonato del Garda ospita da decenni un centro di eccellenza di riabilitazione specialistica per pazienti complessi affetti da patologie neurologiche (sclerosi multipla, esiti da ictus, mielolesioni, ecc...): la Villa dei Colli. Da mesi questa prestigiosa struttura medica, che serve un bacino di utenza che va dal basso lago all’alto mantovano alla bassa bresciana, è al centro di voci ricorrenti che lo danno in chiusura o, al meglio, in depotenziamento per quanto riguarda i posti-letto che sono stati ridotti.

Queste voci non possono essere ignorate dalla coalizione “Lonato 2020”, che alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre candida a sindaco Paola Comencini. Stiamo cercando di chiarire quale sia la situazione del Centro di Riabilitazione, che resterà chiuso indicativamente fino a martedì 1° settembre con il pretesto di disinfestare l’area dalle vespe, insetti che pare prediligano questa zona del presidio ospedaliero, mentre schiferebbero le altre. Infatti, la Comunità Riabilitativa ad alta Assistenza (CRA) è rimasta aperta, pur essendo nello stesso edificio, nonostante le paventate vespe. Queste voci provengono da numerosi utenti di Villa dei Colli, che non trovano più i servizi per loro necessari e vengono mandati a Leno, con grave disagio loro e delle loro famiglie.

La coalizione “Lonato 2020” denuncia che sta emergendo in tutta la sua drammatica chiarezza la volontà politica di affossare questo Centro a vantaggio di strutture che, sebbene pubbliche (ad esempio, Leno), impiegano manodopera privata fornita da cooperative convenzionate.

Si sta preparando l’ennesimo regalo alla sanità privata, a scapito della già esistente e ben funzionante sanità pubblica. A chi giova tutto ciò? Soprattutto dopo la grave emergenza sanitaria ora in corso di attenuazione, chi stolidamente insiste nello smantellamento della sanità pubblica, che per mesi è stata eroicamente in prima linea nella lotta contro il Covid-19?

Lo stato di incertezza, generato dalla direzione dell’ASST territoriale, crea logicamente demotivazione nel personale: medici, infermieri e operatori, che sono tentati di abbandonare la struttura verso altre realtà sanitarie, sarebbero poi difficilmente recuperabili, una perdita di inestimabile gravità! “Lonato 2020” e Paola Comencini vogliono impedire che venga disperso il patrimonio di competenze medico-sanitarie e di risorse umane e professionali, acquisite faticosamente nel corso di lunghi decenni che hanno reso la Villa ai Colli un centro di eccellenza e riferimento da tutti conosciuto.

“Lonato 2020” e Paola Comencini garantiscono la tutela e la valorizzazione di questo bene prezioso per la comunità lonatese e tutto il territorio gardesano e alto mantovano: la Villa ai Colli non può essere sacrificata sull’altare degli interessi privati di pochi speculatori della sanità pubblica.

Marino Cotali

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Jessica Zizioli, giovane soprano originaria di Paderno Franciacorta, ha vinto in questi giorni il Premio Callas a Verona, città dove si diplomerà quest’anno in canto presso il conservatorio Dall’Abaco.

 

Il Premio Maria Callas è stato istituito per riconoscere voci emergenti nel panorama musicale italiano ed è curato dall’associazione Luce Arts Work Shop, con sede a Verona e presieduta da Felice Naalin. La cantante bresciana si era già distinta nel corso degli studi al conservatorio veronese, tanto che nel 2017 era stata selezionata come solista per il concerto inaugurale dell’anno accademico. Allieva della classe di Chu Tai Li, Jessica ha svolto presso il conservatorio di Verona un percorso formativo eccellente e, pur essendo ancora studentessa, si è già esibita in diverse occasioni, sempre con successo.

Tra i concerti più apprezzati, va ricordato quello dedicato a Mendelssohn nella basilica di San Zeno in Verona, con l’orchestra del Dall’Abaco diretta dal maestro bresciano Pier Carlo Orizio. Jessica si è inoltre dedicata al melodramma, cantando per la Fondazione Arena al teatro filarmonico di Verona nell’Adriana Lecouvreur di Cilea, e ha interpretato diversi ruoli operistici.

Nel Bresciano, la giovane ha cantato soprattutto in Franciacorta e in particolare era stata ospite d’onore all’inaugurazione dell’ultima stagione del circolo Liricarte a Gussago, nel novembre dello scorso anno.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Verona presso il famoso cortile della casa di Giulietta. Erano presenti Federico Sboarina, sindaco della città scaligera, e Silvia Gares primo cittadino di Paderno Franciacorta, comune che ha patrocinato l’evento (nella foto, il sindaco Gares con la cantante e i genitori).

Giovanna Gamba 

Una splendida giornata di sole ha tenuto a battesimo la riapertura della Rocca d'Anfo. Tre interessantissimi percorsi e la riqualificazione di due nuovi edifici: queste le novità della stagione turistica 2020 della Rocca d'Anfo, inaugurata oggi, 20 giugno!

“Nonostante il Covid-19 che ci ha costretti a posticipare la riapertura, prosegue l'importante progetto di valorizzazione di quella che è a tutti gli effetti un'eccellenza del nostro territorio, e da oggi ripartono infatti tutte le attività turistiche presso la Rocca d'Anfo” afferma Giovanmaria Flocchini, Presidente della Comunità Montana ValleSabbia, che prosegue: “In questi anni,  e soprattutto da quando Vallesabbia Solidale gestisce la Rocca, sono stati investiti milioni di euro sulla Rocca e abbiamo ancora molti progetti da realizzare, il prossimo passo sarà sicuramente la realizzazione del ponte sulla provinciale e della ciclabile. Dietro quello che stiamo facendo non c'è improvvisazione, ma una strutturata progettualità che ha come obiettivo la valorizzazione della Vallesabbia e l'implementazione dell'offerta turistica. Tutto ciò è ovviamente reso possibile dalla condivisione di queste iniziative da parte di tutti i Sindaci valsabbini e dall'importante lavoro svolto dai volontari”.

Il Sindaco di Anfo, Umberto Bondoni, prosegue “Mi unisco ai ringraziamenti del Presidente Flocchini, e aggiungo un sentito plauso all'attività di Comunità Montana che ormai da molti anni è costantemente presente al fianco dei Comuni, che da soli non riuscirebbero a raggiungere obiettivi così alti solo con le proprie risorse. La Rocca è senza dubbio un polo turistico territoriale che arricchisce Anfo e tutta la Valle Sabbia, un vero e proprio motivo di orgoglio”.

Diego Prandini, Sindaco di Casto nonché Presidente di Vallesabbia Solidale conclude “Anche se le attività e gli eventi di quest'anno saranno limitati a causa della pandemia che ha colpito tutto il territorio nazionale, vogliamo comunque promuovere questo importante monumento storico ben noto anche a livello europeo tanto da essere studiato nelle scuole di architettura come esempio di struttura militare. Si tratta di un importante leva turistica che dobbiamo necessariamente esaltare e ci aspettiamo numeri confortanti che valorizzino il lavoro svolto fino ad ora”.

Le grandi novità di questa stagione sono l'inaugurazione della Batteria Tirolo e della Batteria Veneta che potranno essere visitate, dopo un importante opera di riqualificazione. Tutte le visite alla Rocca verranno svolte nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti nell'ambito del distanziamento sociale, tutelando in questo modo sia la salute dei nostri operatori che quella dei visitatori, che potranno godere in piena tranquillità e serenità di tutti i servizi offerti”.

 

Al “Percorso Napoleonico”, il più completo dei tre tour proposti, che parte dalla Caserma Zanardelli e, toccando tutti i principali punti di interesse storico, arriva fino all'osservatorio, e al “Percorso Panoramico”, dedicato principalmente alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche della zona, con particolare attenzione al Belvedere, si aggiunge anche la grande novità del 2020, ovvero il “Percorso Veneto - Tirolo” dedicato appunto i due edifici ristrutturati ed inaugurati proprio quest'anno e che è il più adatto anche per famiglie con bambini piccoli.

“Quest'anno non sarà semplicissimo, ma speriamo comunque di incrementare l'incoming turistico rispetto allo scorso anno in cui abbiamo registrato 5.000 presenze. Tutte le novità e le norme socio-sanitarie, legate ai nuovi percorsi studiati dai volontari, che saranno anche le guide dei tour, sono disponibili sul sito roccadanfo.eu e sui nostri social, Facebook e Instagram, costantemente aggiornati dai colleghi di Vallesabbia Solidale e di Comunità Montana” afferma Marco Baccaglioni, Coordinatore delle Società Partecipate dalla CMVS.

Durante la cerimonia di apertura, svoltasi alla presenza di tutti i Sindaci della Vallesabbia sono stati inoltre inaugurati i nuovi uffici dell'Agenzia del Turismo, che da Idro si spostano proprio presso la Caserma Zanardelli.

Le visite si svolgono solo su prenotazione. Per tutta la stagione estiva, nei giorni di sabato e domenica, partiranno 4 tour guidati la mattina i percorsi Napoleonico e Veneto-Tirolo alle 8.30 e 9.00 mentre il pomeriggio sempre il percorso Napoleonico e il Panoramico alle 14.30 e 15.00. Saranno inoltre disponibili Tour infrasettimanali, sempre su prenotazione, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì.

 

 

L’Amministrazione Comunale di Idro in collaborazione con Area Coop organizza il Centro Ricreativo Estivo Diurno da lunedì 6 luglio a venerdì 31 luglio presso i locali della scuola dell’infanzia In conformità alle disposizioni normative e sanitarie vigenti, sono a disposizione.

Sono 15 i posti per bambini in età della scuola dell’infanzia; 5 posti per bambini 0-3 anni (purché iscritti all’asilo nido comunale “Le Perle del Lago”).

L’Amministrazione Comunale si riserva di attivare il servizio e/o modificare la ripartizione dei posti sopra indicati in funzione del completamento di ogni sezione da 5 bambini. Termine per le iscrizioni: Venerdì 26 Giugno 2020 Come si svolge il servizio?  E’ previsto un incontro informativo e di condivisione del patto educativo con la famiglia prima dell’inizio dell’attività (obbligatorio).  I bambini saranno divisi in gruppi di 5, con un educatore professionale riservato; - L’attività educativa verrà svolta secondo i protocolli di sicurezza vigenti; - I locali verranno puliti e sanificati secondo le disposizioni normative.

Quali sono i costi? : Modulo orario Scuola dell’Infanzia Asilo Nido 08,00-17,00 Da € 300,00 ad € 350,00 varieranno in funzione del numero degli iscritti e dei trasferimenti dagli Enti superiori€ 400,00 Note sull’iscrizione - Non è possibile l’iscrizione settimanale. Info presso l’Ufficio segreteria anche via email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

 

 

 

 

 

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