SECONDO PIANO

Gli agenti del comandante Fabio Vallini negli ultimi quindici giorni hanno messo in atto controlli specifici per contrastare gli incidenti stradali e i comportamenti scorretti alla guida.

 

Oltre ai normali controlli del territorio comunque garantiti, in questi giorni la polizia locale della Vallesabbia ha organizzato interventi mirati, sia diurni che serali, per monitorare il comportamento degli utenti della strada. Sono stati giorni abbastanza movimentati, con sei incidenti, di cui ben tre solo a Gavardo. Sempre a Gavardo, in centro, una persona guidava sotto effetto di sostanze alcoliche e, con l’etilometro che indicava un tasso di 1,44 grammi/litro, si è vista sospendere la patente e sequestrare il veicolo. L’automobilista, residente a Prevalle, aveva tra l’altro precedenti specifici per guida in stato di ebbrezza e tempo fa aveva provocato un incidente.

Sono stati inoltre fermati 48 veicoli senza revisione e 6 circolanti con l’assicurazione scaduta. Quest'ultima sta diventando una pratica pericolosamente diffusa se si pensa che dall’inizio dell’anno sono 101 le autovetture non assicurate fermate dagli agenti valsabbini. Tra queste, quattro avevano un’assicurazione falsa e i proprietari si sono resi conto di essere vittime di truffe.

Un automobilista di Bergamo è stato invece fermato a Vestone dopo che, vedendo la pattuglia, aveva provato a cambiare la direzione di marcia. L'uomo, con problemi di droga alle spalle, stava guidando senza patente, che gli era stata sospesa qualche mese fa per guida sotto effetto di alcol.

A Villanuova, invece, gli agenti si sono imbattuti in una signora che circolava con una patente scaduta addirittura nel 2017 e mai rinnovata. Tra gli altri casi contestati, sono infine da segnalare 82 sorpassi vietati, 16 persone alla guida senza cintura, 19 con il cellulare in mano e ben 8 motocilisti sanzionati per eccesso di velocità: c’è perfino chi ha raggiunto i 100 km/h in una strada con il limite di 50 e infatti si è visto sospendere la patente.

Giovanna Gamba

Misure drastiche per bloccare il fenomeno delle gare con le motociclette sulle Coste di sant'Eusebio. Si potrà ricorrere ai sequestri. Ecco il comunicato della Prefettura.

 

E’ successo a circa mezzo miglio a sud di punta San Vigilio del Comune di Garda nel primo pomeriggio di domenica 30 maggio, quando un natante da diporto di circa 4 metri con tre persone a bordo si è ribaltato a seguito di un’onda anomala probabilmente derivante dalla scia di un’altra unità che transitava in zona. Il comunicato stampa della Guardia costiera.

La scena è stata notata da altre unità da diporto che erano nella zona, che sono prontamente intervenute per recuperare i tre diportisti. Una volta a bordo dell’unità che era intervenuta, hanno contattato telefonicamente la sala operativa della Guardia Costiera di Salò, che ha subito attivato i mezzi di soccorso della Squadra Nautica dei Vigili del Fuoco di Bardolino e dirottato in area l’unità navale della Guardia Costiera, già impegnata in attività di vigilanza lacuale.

Una volta giunti in zona, mentre l’imbarcazione dei Vigili del Fuoco prendeva a rimorchio il natante semi affondato, la Guardia Costiera trasbordava le tre persone dall’unità da diporto intervenuta per prima in assistenza.

Dopo avere operato congiuntamente per non far affondare l’unità ribaltata e prestato assistenza ai tre diportisti, due di questi venivano accompagnati nel vicino porto di Garda, mentre il proprietario dell’unità preferiva restare ad assistere alle attività di rimorchio eseguite dai VVF, che, una volta trasportata vicino a riva in basso fondale veniva rimessa in galleggiamento.

Una volta verificato che non vi erano problemi di galleggiabilità, i VVF rimorchiavano l’unità sinistrata fino al vicino porto di Garda.

Anche in questo caso è stato possibile prestare assistenza ed evitare l’affondamento di una barca ribaltata, grazie alla sinergia ormai consolidata tra la Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, la Sala Operativa dei Vigili del Fuoco di Verona e gli Equipaggi delle Unità di soccorso prontamente intervenuti.

In poco più di un’ora, infatti, le persone che erano finite in acqua sono state trasportate in porto e l’unità che si era ribaltata e che stava per affondare è stata rimessa in galleggiamento e trasferita nel più vicino deposito.

 

Lombardia zona bianca. Da lunedì 14 giugno la Lombardia entrerà in *”FASCIA BIANCA”*. Di seguito ricordiamo una sintesi delle principali novità che possono tornare utili. 

Queste le principali novità che entreranno in vigore dal prossimo lunedì 14 giugno:

 Abolito il *Coprifuoco*.

Nei bar e ristoranti, *solo al chiuso, limite* di massimo *6 persone al tavolo*.

All’aperto nessuna limitazione.  

*Riaprono piscine al chiuso*, centro natatori, centri benessere e termali. 

Consentite fiere, congressi e convegni. 

*Consentite feste*, anche di matrimonio, con certificazione verde (Green Pass). 

Rimane l’obbligo, *al chiuso, della mascherina* e del distanziamento sociale. 

All’aperto l’obbligo rimane solo se non si può garantire il distanziamento sociale.  

È comunque fortemente raccomandato l'uso delle mascherine anche all'interno delle abitazioni private, in presenza di persone non conviventi._

Rimangono chiuse le discoteche per attività di ballo.

 

 

Pubblichiamo questo ringraziamento all'ospedale di Gavardo da parte di una paziente. Ricordiamo che nei giorni scorsi abbiamo riferito proprio del servizio di reumatologia dell'ospedale di Gavardo che necessiterebbe di essere potenziato.

Tre anni fa, dopo un infinito ed estenuante periodo di visite, risonanze, lastre, interventi, manipolazioni, fisiochinesi, chiropratica, viaggi al confine del sovrannaturale, dolori assurdi e vaghe diagnosi, ormai convinta di dover soffrire a vita, se di vita si poteva parlare, approdo quasi per caso nello studio del Dott. Paolo Prandini, allergologo e reumatologo.Mi visita a Gavardo, a 300 metri da casa. Prescrive una serie di esami ed una risonanza specifica al bacino. L’unica che non mi avessero mai fatto.La diagnosi di Spondilo Artrite, malattia reumatica autoimmune, degenerativa e cronica, mi rese una persona felice, dopo anni di smarrimento e dolore.Solo chi ha cercato disperatamente un perché alla propria sofferenza senza nome, può capire cosa voglia dire avere una diagnosi.

Siamo in tantissimi in Italia con questo tipo di malattie reumatologiche che vengono ancora definite “rare”. È assurdo. Di raro non hanno nulla. Sono molto più comuni di quanto non si pensi e spesso difficili da diagnosticare. L’intervento precoce dello Specialista evita danni permanenti e irreversibili. Come molti, sono arrivata tardi. Ma ci sono arrivata.Alla diagnosi è seguita la cura. LA CURA. Non Fans o cortisone o oppiacei ma una CURA che potesse provare a rallentare il progredire della malattia. Nei casi più fortunati far sperare in una momentanea remissione. Io ora, di notte, non urlo più e mi sveglio poche volte. LA CURA prevede l’uso di un farmaco chiamato “biologico”, che di biologico non ha nulla. Sono farmaci costosissimi ma decisivi. Fanno parte di una categoria di farmaci definiti immunosoppressori o modulatori del sistema immunitario. Spesso il paziente deve passare anni a trovare quello giusto ed è costretto a cambiarne più di uno. Sostanzialmente si entra nelle cosiddette categorie fragili.

Vanno assunti a vita. Possono essere iniettati ogni 15 gg con una penna precalibrata, come nel mio caso o per infusione, in ospedale. Tipo chemio, per intenderci.In entrambi i casi la cura è ospedaliera. I farmaci vengono consegnati o somministrati in reparto. I controlli ematici vanno effettuati ogni due mesi per controllare che non compaiano danni collaterali ad altri organi.

Anche la visita di controllo è bimestrale. Va da sé che trovare un bravo reumatologo sia vitale per noi pazienti. Sono in contatto con numerosi pazienti in tutta Italia, compagni di s-ventura. Il periodo pandemico per moltissimi è stato drammatico. Visite rimandate di mesi, scarsità di farmaci disponibili, solitudine.

Io sono molto fortunata. Io sono una paziente del Dottor Paolo Prandini che mi visita presso l’Ospedale di Gavardo. Per me, mezz’ora di auto ha ripercussioni pesanti. Il centro più vicino a mia conoscenza è quello degli Ospedali Civili a Brescia. In questo pesantissimo di pandemia, non ho mai dovuto saltare un appuntamento. A Marzo dello scorso anno detti per scontato di non potermi recare all’appuntamento programmato. Mi sbagliavo. Prandini, medico pratico e di poche parole, non ha mai messo in discussione le nostre scadenze programmate. In reparto. Nel rispetto di ogni possibile norma Covid.

Mai un ritardo. Gentilezza e cordialità sempre comprese nel pacchetto.

Io non sono la mia malattia ma le sono comunque compagna, per sempre. Vivere con la certezza di un appoggio medico solido, sicuro e continuativo mi è vitale. Tutta la mia gratitudine all’ospedale di Gavardo. Ad ogni visita si respirano competenza, umanità, empatia e sicurezza. E la malattia si fa più lieve.

Valeria Bravi

Gavardo

 

 

1921-2021. Ricorre quest'anno il centenario delle celebrazioni per la sepoltura del milite ignoto nell'Altare della patria di Roma e i centodieci anni dall'inaugurazione del Monumento a Vittorio Emanuele II realizzato in marmo di Botticino. Per celebrare il doppio anniversario il comune di Botticino ha promosso alcune iniziative (ancora in preparazione). Due passeggiate culturali dalle 15.00-18.00, sabato 5 giugno: LE ORIGINI DEL VITTORIANO (passeggiata escursionistica lungo la via del marmo) e domenica 6 giugno: DALLA CAVAZIONE ALL'OPERA (passeggiata urbana ai siti storici dell’estrazione e alla cava di Botticino). In programma anche una mostra (data da definire) con esposizione di monumenti originali e il 4 novembre un convegno coordinato da Massimo Tedeschi presso il Teatro del Centro Lucia, in occasione del centenario del milite ignoto. Le iniziative, in attesa di una definizione precisa sono coordinate dal sindaco Gianbattista Quecchia e dall’assessore Irina Mai e comprenderanno anche “azioni” di carattere culturale, formativo e promozionale del territorio.

 

La città darà il via in questi giorni alle celebrazioni per i cento anni dalla nascita della Divina. L’inaugurazione sarà il 25 giugno alle 21 con un concerto alle Grotte di Catullo. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

  

Sirmione Callas 21-23 inizierà con “L’Oriente di Maria. La Divina Emozione”, un tuffo nelle sfumature e nei suoni d’Oriente con le più belle arie tratte da Madama Butterfly e da Turandot, di Giacomo Puccini. Il percorso celebrativo sarà svelato nei prossimi giorni, per ora si sa soltanto che ha inizio in questa estate 2021 e si concluderà nel 2023, anno in cui si festeggeranno i 100 anni dalla nascita della Callas.

Sul palco allestito nel Prato della Pelosa, uno degli scorci più belli delle Grotte di Catullo, il 25 giugno 2021 alle ore 21 si esibirà l’Orchestra Virgilio Ranzato composta da 30 giovani musicisti (under 35) e diretta dal giovane, ma già affermato maestro Jacopo Rivani. Il prestigioso ensemble è completato da Chiara Isotton, soprano, e Simone Frediani, tenore. Presenta Fabio Larovere. La progettazione e il coordinamento sono a cura di Elena Trovato e Sabina Concari del Gruppo da camera Caronte.

«Per tutti – commenta Mauro Carrozza, vicesindaco e assessore alla Cultura – Maria Callas è una delle artiste più acclamate del secolo scorso e Sirmione, che l’ha accolta e abbracciata negli anni forse più felici della sua vita, si appresta a onorarne la memoria con un programma di eventi a lei dedicati: tre anni di concerti, mostre, dibattiti ed altre iniziative per ripercorre e svelare ancora una volta lo straordinario percorso di una donna unica nel talento e di grande umanità».

Il legame tra Maria Callas e Sirmione rimane profondo e indissolubile. Il ricordo della cantante nei sirmionesi che hanno avuto il piacere di incontrarla è immutato e l’amore che Sirmione nutre nei confronti dell’artista cresce di anno in anno e sarà ulteriormente alimentato dalle celebrazioni che il Comune di Sirmione ha organizzato. Il concerto sarà ripreso dalle telecamere di SKY Classica e trasmesso nei giorni successivi.

L’ingresso è gratuito. La prenotazione è obbligatoria per consentire il corretto allestimento della location e la gestione della platea nel totale rispetto delle regole anti-Covid19. Scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 030.9909184.

La Sezione di Lonato dell'ANPI lunedi 14 giugno ospiterà Franco D'Aniello, fondatore dei Modena City Ramblers, gruppo storico della musica italiana. Al circolo ARCI "Machiri" in Via Fonte del fabbro 3 presenteremo il suo libro "E alla meta arriviamo cantando - Le storie, i viaggi, la musica dei Modena Citu Ramblers" (La nave di Teseo editore).

Sarà anche un'occasione per parlare degli ultimi trent'anni del nostro Paese: dal G8 del 2001, a "Bella ciao" censurata sul palco del 1° maggio etc.

 L'evento si svolgerà all'aperto, rispettando rigorosamente tutte le normative anti-covid in vigore.

Lo stesso D'Aniello dichiara: "Sono trent'anni che vado in giro per l'Italia e il resto del mondo a suonare con i Modena City Ramblers. Centinaia di palchi, milioni di chilometri in macchina, un'ernia al disco, migliaia e migliaia di persone conosciute, di strette di mano, qualche birra ogni tanto, e musica, tanta. L'idea di mettere in parole scritte tutte le emozioni, o se non tutte molte di esse, non è per vanità o voglia di mettermi alla prova con qualcos'altro che non sia la musica. Credo che sia bello, o almeno così spero fortemente, pensare che tanti nostri fan, tanti amici che ci hanno seguiti in tanti anni possano condividere con me questi miei pensieri. Un po' il dietro le quinte di una canzone, di un disco, del viaggio che magari ha proprio ispirato quella canzone. Per i Modena City Ramblers il viaggio non è mai stato fine a sé stesso. Rappresenta un momento importante dal punto di vista artistico e sociale. Come dice il titolo del nostro primo album, che abbiamo tradotto da un disco di Bob Dylan, Riportando tutto a casa, il viaggio non è il fine ma il mezzo perché la testa si apra totalmente lasciando entrare esperienze, visioni, rumori, suoni, profumi che poi diventano canzoni. Tutto quello che ho visto e sentito in questi anni è ancora vivo nella mente, nel cuore, nella pancia."

Hanno suonato a Plaza de la Revolución a Cuba e nel deserto del Sahara, hanno portato la loro musica tra i dimenticati del mondo e fatto ballare migliaia di persone nelle piazze d'Italia, hanno collaborato, tra gli altri, con Luis Sepúlveda, Bob Geldof, Francesco Guccini, Goran Bregovic.

Dopo trent'anni di musica, viaggi e avventure insieme, Franco D'Aniello, fondatore dei Modena City Ramblers, racconta per la prima volta la loro storia.

Carlo Susara (Presidente ANPI Lonato) - 3288820409

https://www.facebook.com/anpilonato/

https://poisceselanotte.blogspot.com/

 

Quando passava il tram a Vobarno. «I passa adèss i majoni»: questo, stando al resoconto del Farfarello – giornaletto satirico che uscì a Brescia negli anni Ottanta dell’Ottocento e che si autodefiniva Giornale popolare politico sociale anticlericale, monitore della Società dei non-elettori – questo, dicevamo, il saluto irriverente rivolto da un tribolato carrettiere alla folta schiera delle autorità che, a bordo del tram, nella mattina del 6 dicembre 1881, martedì, facevano il loro ingresso a Vobarno.

Non era certo un razzo quel nuovo mezzo di trasporto, visto che la velocità massima consentita dai regolamenti era di 18 km all’ora; diciamo che, tenendo conto delle fermate e degli inevitabili rallentamenti, il tragitto Brescia-Vobarno richiedeva due ore e mezza di viaggio; un tempo infinito, secondo i nostri standard, ma terribilmente veloce per l’uomo di fine Ottocento, abituato a servirsi, nel migliore dei casi, alla forza del cavallo.

Il progetto, portato a compimento grazie ai capitali belgi della Compagnie Generale des Chemines de fer secondaires (che operava sul nostro territorio attraverso una sua controllata, la Tramways à Vapeur de la Province de Brescia) aveva portato il tram fino a Gavardo giusto un paio di mesi prima, il 1° ottobre di quello stesso anno, e avrebbe proseguito il suo percorso fino a Barghe (1885), Vestone (1887) e Idro (1917). Nel maggio 1887 fu inaugurata anche la tratta che da Tormini portava a Salò (il tronco Brescia-Tormini era evidentemente comune alle due linee).

Il tram era dunque à vapeur, a vapore; l’elettrificazione avvenne grazie al passaggio della gestione alla Società Elettrica Bresciana; il tratto Brescia-Tormini fu elettrificato nel 1910; la tratta Tormini Vestone dovette attendere fino all’aprile del 1914.

La storia del tram si intreccia (e per un certo periodo si sovrappone, anche fisicamente) alle vicende della tratta ferroviaria Rezzato-Vobarno, il primo tratto ferroviario privato realizzato nel nostro Paese. In effetti anche la linea tramviaria prevedeva infatti la possibilità del trasporto di merci; tuttavia si rivelò ben presto inadatta e insufficiente allo scopo. Lo sviluppo industriale che andava interessando in quegli anni l’asse Brescia-Valle Sabbia, suggerì, e quasi impose, la realizzazione di un’apposita linea ferroviaria. Com’è facile intuire convinti propmotori del progetto vi era Angelo Migliavacca, allora “padrone” della Ferriera di Vobarno; nel 1896 venne così costituita la Società Anonima Ferrovia Rezzato-Vobarno-Valle Sabbia.

 L’opera venne inaugurata il 6 dicembre 1897; il servizio prevedeva, anche in questo caso, un trasposto misto di merci e passeggeri, perlopiù gli stessi operai delle grandi fabbriche della zona.

Non possiamo qui seguire nel dettaglio il cambiamento delle gestioni e degli assetti societari degli enti che gestirono sia la tranvia che la ferrovia. Ricordiamo che, in seguito all’unificazione della proprietà delle due strutture, nell’agosto del 1931 il servizio tranviario venne trasferito sulla sede della ferrovia fra Virle Treponti e Tormini, grazie alla realizzazione di due punti di scambio. Questo permetteva alle corse del tram di evitare il passaggio, con il passare degli anni sempre più laborioso, nei centri urbani.

 

A partire dagli anni Trenta, prima sommessamente, poi in maniera sempre più decisa, si attuò una politica che incentivava il trasporto su strada; la “gloriosa” S.I.A. nacque appunto nel 1935. Così nel 1931 fu chiusa la tratta Vestone-Idro, l’anno dopo la Tormini Vestone; la tratta Tormini-Salò sopravvisse invece fino al 1954. Fu appunto in quell’anno che cessò il servizio di trasporto passeggeri e che la linea ferroviaria Rezzato-Vobarno divenne di fatto la ferrovia delle Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck. Con il trionfo del trasporto su gomma, il trasporto merci su rotaia divenne sempre più antieconomico; le corse andarono progressivamente diradandosi fino al 23 marzo1968, data ufficiale dell’arrivo al definitivo capolinea.

Quello che è accaduto dopo nel campo del traffico e della mobilità è sotto gli occhi di tutti. Con il senno di poi, limitiamoci a dire che una bella metropolitana leggera che unisse la Valle Sabbia a Brescia, magari sul percorso dell’antica ferrovia proprio non ci darebbe fastidio.

 

Fabrizio Galvagni

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo.  

È aperto il bando regionale “Sostegno delle manifestazioni sportive sul territorio lombardo”, con il quale l’Amministrazione regionale stanzia un milione di euro sul biennio 2021-2022 per l’organizzazione di eventi e manifestazioni sportive.

Nel merito è intervenuto Floriano Massardi, vicecapogruppo in Consiglio Regionale per la Lega. “Si tratta di un bando che prevede lo stanziamento di un milione di euro ripartiti sul 2021 e sul 2022, con rispettivamente 600mila euro sull’anno corrente e 400mila sul prossimo anno. Sono previste due finestre: la prima finestra del bando, che è già aperta e chiuderà il 1° luglio, è rivolta agli eventi organizzati nel periodo 1° aprile 2021 fino al 31 ottobre 2021. Per gli eventi, invece, in programma dal 1° novembre 2021 al 31 marzo 2022, la finestra si aprirà il prossimo 1° settembre e avrà termine il 1° ottobre. La presentazione delle domande è da svolgersi tramite la piattaforma digitale “Bandi Online” di Regione Lombardia.

Potranno fare richiesta dei contributi i soggetti con sede legale o operativa in Lombardia, appartenenti alle seguenti categorie: Federazioni Sportive Nazionali o Comitati regionali; discipline sportive associate; enti di promozione sportiva; associazioni benemerite; associazioni e società sportive dilettantistiche, iscritte al Coni o al Cip o affiliate a federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate o enti di promozione sportiva riconosciute dal Coni o dal Cip.

E, ancora: comitati organizzatori regolarmente costituiti e senza scopo di lucro; altri soggetti aventi nel proprio statuto o nell’atto costitutivo finalità sportive, ricreative e motorie, non lucrative ed enti locali in collaborazione con uno dei soggetti precedentemente elencati.

L’agevolazione prevederà un’erogazione a fondo perduto che potrà variare dai 6.000 euro fino ai 15.000 euro, a seconda del valore del progetto di cui è richiesto il finanziamento. Incideranno sulla determinazione del contributo da erogare la rilevanza e la storicità della manifestazione sportiva. Hanno valore, inoltre, l’eventuale coinvolgimento di più province e la copertura mediatica dell’evento. In ultima, si aggiungono maggiori premialità prevedendo la realizzazione di campus estivi sportivi: con questa misura l’Amministrazione regionale punta anche alla ripartenza dei campus estivi sportivi per ragazzi in età scolare”. “L’organizzazione degli eventi sportivi è fondamentale per il territorio – conclude Massardi – e offre importanti momenti di socialità e di promozione per lo sport, sia a livello provinciale, sia nazionale e internazionale. Per questo si è di stanziare risorse significative a favore di chi, come noi, crede nei valori dello sport e avrà il coraggio di lanciarsi, in un momento difficile come questo, nell’organizzazione di eventi di una certa rilevanza”

 

Una buona  notizia per Villanuova. Martedì 8 giugno, alle ore 10.30, sarà inaugurata la palestra del CFP Zanardelli di Villanuova Sul Clisi.

Parteciperanno all'inaugurazione (nel rispetto delle norme di distanziamenteo):

Samuele Alghisi, Presidente della Provincia di Brescia

Filippo Ferrari, Consigliere delegato all’Edilizia Scolastica

Michele Zanardi, sindaco di Villanuova

 Giovanmaria Flocchini, Presidente Comunità Montana Valle Sabbia

Marco Pardo, Direttore Generale CFP

Un nuovo tassello che arricchisce il puzzle della formazione in Valsabbia.

 

 

Il sole ha illuminato la Fraglia Vela Desenzano nel giorno dell’assemblea ordinaria ed elettiva del nuovo consiglio che guiderà il circolo per i prossimi quattro anni. Lo scorso sabato 8 maggio, nel piazzale del porto Maratona sede del circolo, con una altissima presenza di soci si è riunita l’assemblea che ha eletto il nuovo presidente e il consiglio direttivo, nel massimo rispetto delle distanze di sicurezza e norme anticovid. Con un lungo e commosso applauso si è ricordato anche il compianto Roberto Assante, consigliere molto attivo e conosciuto in tutto il Garda.

Le elezioni hanno eletto il nuovo presidente Stefano Loda e il consiglio direttivo, in cui sono presenti figure storiche del circolo velico con una elevata presenza di desenzanesi. Grazie alla loro esperienza, i consiglieri eletti potranno dare preziose indicazioni e proposte sul nuovo operato e lavorare sulla continuità ma anche su nuove priorità. I nomi storici sono quelli di Aureliano Casuccio (vice presidente), Bruno Fezzardi, Nicola Borzani, Stefano Borzani, Renato Ongetta, Lorenzo Azzi, Stefano Girelli; accanto a loro ci sono nuovi consiglieri come Pierantonio Acquaviva, Stefano Dall’Ora e Giuseppina Scalvini, che potranno apportare al futuro operato del direttivo elementi di novità e nuove proposte.

Eletto con il massimo dei voti, il desenzanese Stefano Loda, classe 1980, ha incontrato la Fraglia nella giovane età. È laureato in Architettura ed esercita la sua professione prevalentemente nel basso Garda. È sposato con Francesca e ha due figli di 12 e 14 anni, che praticano entrambi attività sportiva agonistica: Isacco lo sci ed Elena è membro della squadra Optimist della Fraglia Vela Desenzano.

«Dopo l’esperienza di consigliere comunale nella mia città – dichiara –, ho scelto di dedicarmi e dare il mio contributo personale per la Fraglia Vela, alla quale sono legato da anni. Ho iniziato a frequentare la Fraglia ancora da ragazzo, inizialmente partecipando a corsi di vela su tridenti, poi con l’amico Ugo Zenoglio cominciai a frequentare la vita del circolo partecipando alle regate sociali. Con l’inizio dell’attività agonistica di mia figlia ho ricominciato a frequentare assiduamente il circolo e a rendermi conto di quale importanza e opportunità ricopra nel territorio e soprattutto nella nostra città».

È proprio questo uno dei punti da cui il presidente vorrebbe partire: coinvolgere i desenzanesi nelle attività della Fraglia e far vivere maggiormente il circolo.

 

Il nuovo mandato inizia all’insegna della continuità. «Ci tengo a ringraziare – continua Loda – la presidente uscente, Romana Fosson, e tutto il direttivo che in nel quadriennio passato ha saputo affrontare importanti sfide per il nostro circolo, quali la problematica legata al riposizionamento della gru con l’impegno di ingenti costi, riavviare e ricostruire una nuova attività agonistica per i più giovani, sviluppare con ottimi risultati la scuola vela, senza dimenticare l’emergenza Covid, che ha imposto continuamente l’assunzione di decisioni e scelte difficili, ma che hanno consentito di consegnare oggi il circolo con conti  e numeri in ordine».

 

I prossimi quattro anni, sottolinea il presidente, «dovranno rappresentare un periodo di sviluppo e potenziamento per il circolo nel solco di quanto fatto sino ad oggi: tra gli obiettivi principali ci sarà quello di poter riprendere innanzitutto le attività sociali, in questo anno svolte solo parzialmente, sviluppare ulteriormente le attività agonistiche, sia per i più giovani, ma con particolare attenzione ai ragazzi più grandi che hanno iniziato un percorso su imbarcazioni in doppio; far crescere e potenziare ulteriormente la scuola vela dei bambini, ma anche degli adulti».

Un’altra grande sfida di questo mandato, aggiunge Loda, «sarà quella di riuscire a trasmettere il messaggio di quale opportunità rappresenti la pratica della vela soprattutto per i più giovani che hanno la fortuna di abitare nel nostro territorio: svilupperemo quindi le collaborazioni e le iniziative di promozione con gli istituti, con l’obiettivo di promuovere e far conoscere questa attività sportiva che ci consente di godere e vivere pienamente il nostro lago».

In cantiere c’è anche l’intenzione di promuovere un intervento di restyling della sede del circolo, per poter offrire ai soci e a tutti coloro che vorranno frequentare nuovi servizi un luogo di ritrovo innovativo ed accogliente.

«Credo che il miglior ringraziamento – conclude il neoeletto presidente della Fraglia – verso tutti coloro che ci hanno affidato questo incarico sarà dare seguito a questi obiettivi per una continua crescita del circolo come luogo di socialità all’insegna dell’accoglienza, della buona pratica sportiva e come luogo educativo e di crescita per i più giovani. Da oggi ci si rimbocca le maniche!».

 

Info: tel. 030 9143343

Web: www.fragliavela.it

Facebook: Fraglia Vela Desenzano ASD

 

La Comunità Montana di Valle Sabbia ha aperto dal 17 maggio al 30 giugno 2021 il Bando 2021 relativo alla Legge Regionale 31/2008 art. 24” Interventi a sostegno dell’agricoltura in aree montane”.

Il Bando definisce le forme e le modalità di attuazione degli aiuti previsti dall’art. 24 della Legge Regionale 31/2008 nei comuni compresi nel territorio della Comunità Montana di Valle Sabbia.

Le scelte operative sono state individuate tenendo conto degli strumenti di programmazione vigenti e delle esigenze del territorio.

In questo momento difficile legato all’emergenza sanitaria in corso, spiega il Presidente Flocchini, può essere un importante strumento di sostegno per le Aziende Agricole del territorio che invito pertanto a presentare domanda.

In particolare, attraverso queste forme di aiuto finanziario, l’obiettivo è quello di:

  1. migliorare sotto l’aspetto quali-quantitativo le produzioni, agevolare la loro trasformazione e commercializzazione attraverso:

-        l’adeguamento e la ristrutturazione dei locali utilizzati per la trasformazione e lavorazione dei prodotti agricoli, nonché dei locali impiegati per la conservazione, la stagionatura o l’invecchiamento e la commercializzazione dei prodotti trasformati;

-        l’acquisto di impianti e attrezzature per la lavorazione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti;

  1. razionalizzare i processi produttivi nelle aziende zootecniche migliorandone la redditività attraverso l’acquisto di attrezzature per la modernizzazione delle stalle;
  2. migliorare le condizioni di lavoro attraverso la modernizzazione del parco macchine;
  3. migliorare i fabbricati d’alpeggio, le opere per l’approvvigionamento idrico ed energetico, i locali destinati alla lavorazione e trasformazione dei latte e alla conservazione dei prodotti;
  4. migliorare le condizioni di vita, di lavoro e ambientali mediante i necessari interventi strutturali nei fabbricati rurali con particolare riguardo alla costruzione o ristrutturazione delle concimaie;
  5. favorire l’insediamento dei giovani agricoltori al fine di garantire per il futuro una presenza significativa dell’agricoltura nelle aree montane e collinari, altrimenti destinate alla marginalizzazione e all’abbandono.

La Comunità Montana approverà la graduatoria e le domande verranno finanziate, in ordine di punteggio, a seguito del riparto dei fondi da parte della Direzione Generale Agricoltura – Regione Lombardia.

Il Bando e i relativi allegati in formato word sono pubblicati sul sito di Comunità Montana al seguente indirizzo:

https://www.cmvs.it/news/lr-312008-art-24-interventi-sostegno-dellagricoltura-aree-montane-bando-anno-2021

 

 

Riapre ufficialmente questo fine settimana il mitico "Rimba". Il Rimbalzello di Gardone Riviera, un leggenda delle estati gardesane. Tutto a norma di legge, con distanziamenti, QR code per gli ordini al bar, il tutto per evitare assembramenti e dare l'opportunità di godersi il lago in tutta serenità. A mettere a punto gli ultimi dettagli il patron Alberto Bosetti che segue di persona tutta la preparazione. Dunque, si comincia. Questo week end apre i battenti un luogo che rappresenta per eccellenza la vacanza sul Garda con il suo ristorante, chiosco, campi da tennis... In attesa che anche il resto della struttura (la villa storica) venga ristrutturata e messa a disposizione di turisti e residenti. E il tempo sembra proprio essere arrivato...

Il progetto sarà spiegato in due giornate di studio, ideate e organizzate da Erica Cherubini, in un luogo che da anni è vittima di incuria, continuamente depredato e vandalizzato. Il corso si terrà mercoledì 19 e giovedì 20 maggio, dalle 9 alle 19. Per informazioni e costi, chiamare il 335.6857399.

 

Erica Cherubini ha realizzato un sogno: riqualificare Cascina Malora, a Calcinato, vicino alla quale ha vissuto per anni, accarezzando l'idea di potervisi trasferire per coltivare la terra. Non si tratta di una ristrutturazione dell’edificio, dunque, ma di una destinazione inedita e originale, che rispetta la tradizione contadina del contesto in un’area di circa 7000 metri quadrati.

Da oltre vent’ anni Erica si occupa di piante e fiori, tra florvivaismo e decorazioni floreali. Oggi è consulente e progettista per attività commerciali che curano la vendita di piante e fiori: crea allestimenti, progetta spazi di vendita e insegna questa professione nata per lei dall’esperienza sul campo.

Grazie alle competenze maturate nel settore, si è inoltre dedicata alla sperimentazione di nuove tecniche di coltivazione, giungendo alla conclusione che «non ci si può fossilizzare su un’unica tecnica, ma ci si deve lasciar guidare dalla terra e cooperare con lei per ottenere risultati, che si tratti di un pomodoro, di fiori, di frutta o di benessere personale. Con questa avventura alla Malora – aggiunge – andrò alla ricerca della mia tecnica, che scoprirò sul campo di giorno in giorno, finché me ne sarà data l’opportunità».

Presso Cascina Malora sorgerà dunque una piccola agroforesta, progettata con il supporto di Giuseppe Sannicandro, permacultore ed esperto di sistemi agroforestali. Ci saranno un orto, un frutteto misto, fiori, cespugli, il tutto governato da consociazioni, rotazioni colturali e concimazioni naturali per ottenere prodotti sani e nutrienti per il corpo e per la mente, con la consapevolezza che ci vorranno alcuni anni per vederne il risultato.

Nell’attesa, Erica vuole fare in modo che il “suo” spazio diventi un’occasione per promuovere conoscenze e ha programmato alcuni eventi rivolti a chiunque condivida i suoi interessi. Il primo appuntamento di divulgazione sarà il 19 e 20 maggio, dalle 9 alle 19, con un corso di formazione teorico-pratica sull’agroforestry: 15 posti disponibili per iniziare a conoscere le tematiche che guidano la parte più tecnica del progetto.

Il programma comprende approfondimenti sul ruolo della vegetazione in un’agroforesta, sui diversi modelli agroforestali, sulla preparazione di aiuole agroforestali o di una food forest, per poi passare alla progettazione e gestione di un orto all’interno di un sistema agroforestale rigenerativo, comprendendo i metodi di miglioramento della fertilità del suolo o la preparazione di trapianti e semine.

Relatore e tutor delle due giornate sarà Giuseppe Sannicandro, cofondatore dell’associazione Regen, diplomato in Permacultura, docente in corsi e laboratori riconosciuti dall'Accademia Italiana di Permacultura. Oltre a studiare, progettare e insegnare in Italia e in Europa, Sannicandro è consulente per aziende agricole multifunzionali, ecovillaggi e progetti di permacultura urbana.

Giovanna Gamba

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Assegnata una nuova unità navale al Nucleo Guardia Costiera del lago di Garda. La motovedetta CP 605 è arrivata in questi giorni ed è la quinta della flotta.

L’imbarcazione è stata assegnata dal comando generale delle capitanerie di porto di Roma, su specifica richiesta della direzione marittima di Venezia. Le operazioni logistiche sono state assicurate grazie alla convenzione stipulata con la Comunità del Garda, l’autorità di Bacino Garda e Idro, le regioni Lombardia e Veneto e con la Provincia autonoma di Trento.

Con i suoi 45 nodi di velocità, la motovedetta è tra le più veloci in dotazione alle capitanerie e si aggiunge alle altre quattro che operano quotidianamente sul lago, partendo dalla sede di Salò, per garantire il soccorso e il rispetto della sicurezza nella navigazione.

Nei prossimi l’equipaggio, composto da tre militari abilitati al salvamento, potrà iniziare le attività addestrative e di ambientamento in preparazione dell’ormai imminente stagione primaverile. Purtroppo, a causa della pandemia, non è stato possibile realizzare la cerimonia di presentazione della nuova unità, che prevedeva la presenza delle istituzioni civili e militari e la partecipazione del presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini.

 

"Due passi e un Pirlo....di nuovo a Desenzano":  riparte da qui la Galleria Civica Bosio dopo i mesi della chiusura e la rinnovata possibilità di aprire grazie all'ultima ordinanza ministeriale che colloca Desenzano in zona gialla.

Da venerdì 5 febbraio gli allestimenti a Palazzo Callas Exhibitions sono nuovamente aperti al pubblico ogni venerdì dalle 16 alle 21. Consigliata la prenotazione al numero 030.9909184 (Ufficio Cultura).

 

È tempo di ripartire anche per Sirmione e per i sirmionesi. Venerdì 5 febbraio Palazzo Callas Exhibitions ha aperto nuovamente i battenti al pubblico, pronto ad accogliere turisti e curiosi con la XIII mostra collettiva degli artisti del paese. Opera – Art in progress, l’allestimento che raccoglie le opere di 36 artisti tra pittori, scultori fotografi e poeti, dopo aver subito un temporaneo arresto a causa della pandemia, sarà nuovamente visitabile.

Sirmione riparte dalla cultura, dall’arte e dalla bellezza, firmata da chi Sirmione la vive, la respira e la racconta nella vita di tutti i giorni. L’arte è una creatura in continuo mutamento ed evoluzione, un moto perpetuo di correnti, movimenti, tecniche e sensibilità. Specchio di una realtà che scorre incessantemente, l’arte rappresenta la capacità creativa di cambiamento e re-invenzione. Una capacità che oggi, in un mondo chiamato ad affrontare un capitolo inedito, può aiutare a decifrare il presente e ripensare il futuro.

Espongono: Elisabetta Arici, Luisa Baccinelli, Roberto Bellini, Edoardo Bianchi, Marco Bombana, Michela Bonzio, Massimo Bottura, Elia Brighenti, Umberto Cagliari, Maria Gioia Casagrande, Nazzareno Coccia, Maria Chiara Dal Cero, Antonella Domenegoni, Aurelio Drago, Alessandro Duina, Mauro Duina, Benedetta Ferranti, Giulia Ferrari, Cristina Gaiera, Elena Giordano, Vito Grisoni, Jennifer Guerra, Peppino Mellini, Chiara Mezzana, Enrico Mezzana, Antonello Perin, Maria Teresa Pietta, Anna Prandi, Giuseppe Rossini, Margherita Salaorni, Gaia Soldà, Cristina Treccani, Damiano Valbusa, Luciano Vicentini, Renato Vismara, Elena Volongo.

Provvisoriamente verrà mantenuta l’apertura ogni venerdì. Per garantire una visita della mostra in completa sicurezza è consigliabile la prenotazione. 

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