SECONDO PIANO

"Avere il Covid in forma 'lieve' ". Lieve, si fa per dire.  Questo mercoledì nel programma "Primo piano" in onda alle 8 e alle 12.30 la testimonianza di Fabrizio Galvagni che si è ammalato di Covid-19 restando a casa, a Teglie di Vobarno, tutto il tempo della malattia. Professore in pensione del Fermi di Salò, Fabrizio Galvagni ha trascorso diverse settimane in compagnia della malattia: racconta a Radio 51 cosa è accaduto raccomandando a tutti di stare attenti. Non perdetevi il suo racconto. A partire da mrcoledì 20 maggio. Trovate la sua testimonianza anche in "Primo piano podcast" sul portale www.51news.it. 

La foto è ovviamente di repertorio e risale allo scorso anno. 

Nell’ambito dei controlli finalizzati alla verifica del rispetto da parte della cittadinanza delle disposizioni stabilite per il contrasto alla diffusione del Covid-19, nei giorni scorsi, gli operatori della Squadre Volante hanno effettuato un controllo di iniziativa per identificare uno straniero che si aggirava tra parco Gallo e la stazione ferroviaria di Brescia.

Il 18 maggio segnerà anche l'addio all'autocertificazione. Il modulo per giustificare i nostri spostamenti infatti non sarà più necessario per chi si muove all'interno della propria regione o del proprio comune. Rimarrà valido solo per chi dovrà spostarsi fuori regione, e in quel caso si dovrà specificare il motivo: lavoro, salute o necessità.

Ma l'abbandono dell'autocertificazione per gli spostamenti interni implica anche che i motociclisti potranno riprendere a fare qualche giro in libertà. Sia chiaro, non è una libertà totale: le regole per la sicurezza dovranno ovviamente essere rispettate. Si potrà andare quindi in moto da soli, senza poter trasportare passeggeri (al massimo il proprio convivente) e, soprattutto, non si potrà girare in compagnia. Vietati quindi i motoraduni ma anche, più semplicemente, le gite insieme ai propri amici.

 

 

Regione Lombardia dà il via al bando “La Lombardia è dei Giovani” 2020, finalizzato a sostenere l’autonomia e la partecipazione attiva dei giovani alla vita delle comunità. Nel merito il comunicato stampa del vice capogruppo della Lega, Floriano Massardi. 

“Un bando importante – spiega Massardi – interamente dedicato ai giovani, con una dotazione di 1 milione e 253 mila euro. La Regione interviene con queste risorse negli ambiti inerenti l’orientamento al lavoro e il sostegno nei periodi di transizione studio-lavoro e per quanto attiene la valorizzazione di reti e spazi pubblici di aggregazione giovanile, anche mediante interventi di rivitalizzazione delle periferie.

La partecipazione è dedicata ai Comuni, in forma singola o associata, istituzioni scolastiche e altri soggetti pubblici o privati, mentre i destinatari delle attività progettuali sono i giovani dai 15 ai 34 anni di età, che risiedono, studiano o lavorano in Lombardia.

Il finanziamento andrà a coprire una quota fino al 70% delle spese relative ai progetti, nel rispetto delle risorse ripartite fra le province lombarde.

Saranno ammissibili spese fra cui: personale dipendente, prestazioni professionali, spese di viaggio, costi per la comunicazione e la promozione, materiale di consumo e spese correnti direttamente collegate alle attività previste dal progetto. Le domande potranno essere inoltrate in via telematica a partire dal primo di giugno.

La Lombardia crede molto nei giovani, specie in un periodo dove saranno necessarie nuove energie per facilitare la ripresa e – conclude Massardi – investire sul futuro”.

 

 

Il Moica, l’Associazione casalinghe ha scritto una lettera al presidente Conte per non ripristinare il sistema del gioco d’azzardo nelle forme attuali. Ecco la lettera aperta.

GIUSEPPE CONTE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

ATTILIO FONTANA PRESIDENTE REGIONE LOMBARDIA

EMILIO DEL BONO SINDACO DI BRESCIA

Il MOICA - Movimento Italiano casalinghe - che da anni svolge

attività di contrasto alla ludopatia esprime la sua netta contrarietà al

ripristino del sistema del gioco d’azzardo qual si presentava nel

recente passato e fino ai primi del marzo scorso. Ci sono molte

ragioni ma ne citiamo soltanto tre:

1 - Sono state ferme per due mesi, al fine di contenere la

pandemia, attività economiche (manifattura, terziario, servizi,

industria agroalimentare, cultura, turismo ecc.) con la

conseguenza che l’Italia si è privata della creazione di

ricchezza e dell’impiego di tante forze lavoro. Il 4 maggio

riapriranno con molta cautela e preoccupazione. La

distribuzione del gioco d’azzardo è un settore che contribuisce

alla distruzione di valore aggiunto mentre conta un numero

molto esiguo di addetti. Sono non più di 30-40.000 gli occupati

del ramo per un fatturato di 110,5 miliardi di euro nel 2019.

2 - Far ripartire la macchina dell’azzardo avrebbe l’effetto di

diffondere abitudini e comportamenti di segno opposto a quelli

necessari a ricostruire il Paese dopo la distruzione causata dal

Covid 19. Lo spreco invece della parsimonia; l’ozio invece della

laboriosità; la patologia delle scommesse invece della

solidarietà.

3 - Si avrebbero danni specifici all’opera difficilissima della

salvaguardia della salute pubblica, poiché il funzionamento

degli strumenti dell’azzardo compromette il rispetto di

prevenzione del contagio.

Per questi motivi il MOICA ribadisce la sua contrarietà all’apertura

incondizionata del gioco d’azzardo e alle motivazioni che

spingerebbero al suo rilancio con ripercussioni negative sulle

famiglie e sulla società. Ne convincono le motivazioni serpeggianti

secondo cui l’isolamento avrebbe acuito il disagio mettendo in

evidenza dipendenza e crisi d’astinenza. Forse che tornando a

giocare e a perdere denaro e affetti può costituire una salutare

medicina?

Queste motivazioni muovono anche da una recentissima

videoconferenza che la Presidenza nazionale del MOICA ha

attivato coinvolgendo tutti i suoi gruppi sul territorio nazionale,

relatore il dott. Maurizio Fiasco Presidente A.L.E.A., noto studioso

del fenomeno della ludopatia.

Il MOICA invita inoltre le Presidenti dei gruppi MOICA locali di

rivolgersi allo stesso modo alle loro Istituzioni territoriali.

Tina Leonzi, Presidente nazionale MOICA

Circa un mese fa gli alpini della Sezione ANA di Salò “Monte Suello”, vista la situazione di grave emergenza creatasi con la pandemia da Covid-19, si adoperavano per raccogliere fondi da destinare all’immediato acquisto di strumenti, attrezzature e DPI.

Ad oggi i 57 Gruppi sezionali hanno raccolto la somma di € 106.650,00 di cui ne è già stato impegnato il 90%.

Ne hanno beneficiato inizialmente gli ospedali di Gavardo e Desenzano e le Case di cura Barbarano e Villa Gemma seguiti da alcune Case di Riposo e dai Gruppi Volontari Ambulanza del nostro territorio che comprende la Valle Sabbia e il Garda bresciano.

Ulteriormente i nostri alpini hanno collaborato coi vari comuni e direzioni didattiche per la consegna a domicilio di mascherine e tablet.

Il presidente Sezionale Sergio Poinelli ha commentato così: “Viviamo un momento storico paragonabile solo al periodo bellico dove diventa difficile fare tutto e siamo fortemente limitati nei gesti semplici come la stretta di mano. Gli alpini non stanno fermi. Sono molto orgoglioso dell’impegno che i miei alpini hanno messo in questa raccolta. Non dimentichiamo inoltre che alcuni alpini della Protezione civile sezionale sono impegnati a supportare i militari russi e italiani nella sanificazione delle RSA”. 

 

 

 

Il Parco del Vittoriale riaprirà al pubblico il 18 maggio, dalle ore 10:00 alle 18:30. Il numero massimo di visitatori ammessi contemporaneamente è stato fissato a 500. La biglietteria sarà aperta fino alle 17:00, al fine di evitare assembramenti consigliamo l’acquisto online.

Chiediamo cortesemente ai visitatori di:
😷Munirsi di mascherina e guanti propri e di indossarli all’interno del Parco
📐Mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro
🌡Effettuare la misurazione della temperatura corporea prima di recarsi al Vittoriale.

Tutte le misure di sicurezza, le informazioni relative all’apertura e le tariffe d’ingresso sono disponibili sul sito web ️
https://www.vittoriale.it/…/il-vittoriale-riaprira-il-18-ma…

 

 

 

Prosegue la nostra trasmissione "Primo piano" su Radio 51,canale 636 e www.51news.it. Ogni giorno in onda alle 8 e alle 12.30 circa. Da segnalare nella puntata del giorno venerdì 1 maggio la presenza (in voce) del presidente del Vittoriale degli italiani Giordano Bruno Guerri che ci annuncerà delle belle novità riguardanti l'importante istituzione di Gardone Riviera: dal drive in, al cinema in auto fino all'offerta di migliaia di biglietti di ingresso gratis per gli operatori sanitari. Non mancate!

E poi ci saranno gli esercizi proposti da Federica Romano per sgranchirsi un pò...restando a casa.

Potete poi risentire le trasmissioni su www.51news.it alla sezione Podcast (nella banda in alto).

Ricordare la Resistenza attraverso la lettura dei documenti. Autentici, vividi, grondanti di vita e di morte. E’ l’iniziativa dell’Archivio di Stato di Brescia che ha messo a disposizione attraverso il sito una parte della documentazione custodita nella sede di via Galilei.

“Per ricordare il 75° anniversario della liberazione – spiega il direttore Leonardo Leo - sul sito dell'Archivio di Stato di Brescia sono stati pubblicati alcuni documenti con i quali si intende offrire uno spunto di riflessione in questi giorni nei quali stiamo vivendo in solitudine ed isolamento altre sofferenze, su quei giorni terribili ma fondamentali nella nostra storia. Si tratta di alcuni documenti tratti dal fondo “Corte d’Assise Straordinaria per i reati di collaborazionismo” che è stato recentemente riordinato e presto sarà in consultazione presso il nostro Istituto”. Il materiale è relativo all’eccidio di dieci partigiani la notte del 27 aprile, a guerra ormai terminata, con le forze alleate che erano già insediate a Brescia.

“Le SS italiane, costituitesi nel novembre del 1943, ebbero a Rodengo Saiano la sede di un “nucleo di pronto impiego” composto di circa 200 uomini. Il 26 aprile del 1945 – ricorda lo storico Rolando Anni - un gruppo di 72 SS italiane che si trovava presso l’Abazia di Rodengo venne disarmata dagli insorti del luogo. Ben consapevole che il restante reggimento era numeroso e ben armato, Giovan Battista Vighenzi (segretario comunale a Rodengo aderente alle Fiamme verdi) a capo degli insorti, si recò in serata  a Rovato per chiedere rinforzi. Al suo rientrò però le SS avevano ripreso il controllo. Vighenzi venne catturato e portato al comando a villa Fenaroli di Corneto. Qui venne interrogato e torturato insieme ad altri.  Nella notte del 27 aprile vennero tutti fucilati. I loro nomi: Mario Andreis di anni 19 da Rodengo Saiano, Giuseppe Caravello di anni 24 da Palermo, Giovanni Ceretti di anni 19 da Gussago, Gastone Diego di anni 22 da Boara Polesine, Giovanni Felappi  di anni 28 da Rodengo, Angelo Franchini da Rodengo, Carlo Lumini di anni 22 da Rodengo, Giuseppe Malvezzi da Desenzano, Giovanni Pezzatti di anni 29 da Rodengo. I documenti resi pubblici dall’Archivio di Stato riguardano l’eccidio: foto e verbali e la copia della lettera – struggente -  che Vighenzi scrisse alla moglie prima di morire. La documentazione è visionabile da questa pagina:http://www.archiviodistatobrescia.beniculturali.it/index.php?it/232/valorizzazione-del-patrimonio.

Maria Paola Pasini

È ufficiale: l’edizione numero 14, inizialmente prevista per il 7 giugno 2020, viene rimandata al prossimo anno.

Camminare e allo stesso tempo scoprire luoghi, frammenti di storia. Ecco cosa ci propone oggi Sonia Piccoli, camminatrice gavardese.

E' andato via in silenzio. Come silenzioso sapeva stare a bordo con i “pazzerelli” di Hyak.

Andrà tutto bene: la foto è di qualche settimana fa. L'augurio è quello che ci facciamo anche oggi. Se saperme rispettare le regole e avere una grandissima prudenza, potremo farcela. Ora dipende davvero da noi. Ecco il testo del DPCM con le indicazioni del governo.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali

SPOSTAMENTI NELLA STESSA REGIONE
A partire dal 18 maggio, gli spostamenti delle persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno soggetti ad alcuna limitazione. Lo Stato o le Regioni, in base a quanto previsto dal decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale relativamente a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica

 

SPOSTAMENTI TRA REGIONI DIVERSE
Fino al 2 giugno restano vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

 

A decorrere dal 3 giugno, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali adottati ai sensi dell’articolo 2 del decretolegge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree

 

SPOSTAMENTI DA E PER L'ESTERO
Tali norme varranno anche per gli spostamenti da e per l’estero, che potranno essere limitati solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali. Saranno comunque consentiti gli spostamenti tra la Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni confinanti

 

DIVIETO DI MOBILITA' PER CHI È IN QUARANTENA
È confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata. La quarantena precauzionale è applicata con provvedimento dell’autorità sanitaria ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus Covid-19 e agli altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto legge n.19 del 2020

 

DIVIETO DI ASSEMBRAMENTI
Resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico

 

FUNZIONI RELIGIOSE
Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio

 

ATTIVITÀ ECONOMICHE, PRODUTTIVE E SOCIALI
A partire dal 18 maggio, le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti statali emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n. 19 del 2020 o, nelle more di tali provvedimenti, dalle Regioni

 

MONITORAGGIO REGIONALE
Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali, le regioni monitorano con cadenza giornaliera l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale. I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle regioni al ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico. In relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, la singola regione, informando contestualmente il ministro della Salute, può introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte a livello statale

 

SANZIONI
Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

 

Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del codice penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità”), le violazioni delle disposizioni del decreto, o dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 25 marzo 2020 n.19, che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l'utilizzo di un veicolo.

 

Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima

 

 

Stefano Ambrosini – consigliere comunale incaricato all’ambiente e referente Bandiera Blu del Comune di Gardone Riviera – ha ritirato virtualmente il vessillo – nella cerimonia online causa covid-19 della consegna da parte della FEE Italia delle bandiere blu 2020. L’iniziativa, giunta quest’anno alla 34esima edizione vede ancora Gardone Riviera confermarsi come unica località premiata sul Lago di Garda  e unica in Regione Lombardia, come negli ultimi 10 anni.

In questi giorni il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera alla Legge che istituisce il premio “Lombardia è musica”. Nel merito è intervenuto il vice capogruppo della Lega in Regione Lombardia e firmatario del provvedimento, Floriano Massardi. Lo rende noto un comunicato stampa della Lega. 

“Plaudo a questa iniziativa che, da diplomato al Conservatorio, ho voluto far mia – spiega Floriano Massardi – perché si pone come obiettivo fondamentale il riconoscimento della musica quale elemento caratterizzante dell’identità storica e culturale della Lombardia.

I premi saranno assegnati annualmente dal nostro Consiglio regionale e prevedono un importo in denaro che può arrivare fino a 7.500 euro ciascuno. Cosa molto importante è che questa onorificenza potrà essere assegnata non soltanto ai principali attori del settore della musica, ma anche agli studenti più dotati dei Conservatori e degli istituti superiori di studi musicali con sede in Lombardia, favorendo così il talento e magari aiutando anche dal punto di vista economico.

La Regione crede fortemente nel valore culturale e didattico della musica e con l’istituzione di questo premio si dimostra la sensibilità e la voglia di investire sul futuro di quest’arte senza tempo.

Non è la prima iniziativa della Regione che va in questa direzione: penso ad esempio al bando dedicato alle bande musicali e i cori del nostro territorio, nato grazie – conclude Massardi – a una mia proposta fatta in Consiglio regionale”.

 

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E' Alberto Bianchi, giovane ristoratore della Valsabbia, di Clibbio, con ristorante a Preseglie "Da Silvana" l'ospite della settimana. Alberto si è classificato al terzo posto nel programma "Cuochi d'Italia" con Alessandro Borghese. Naturalmente parleremo di cucina valsabbina ma non soltanto. Ore 8 e 12.30 su Radio 51, canale 636, www.51news.it.

 

 

Rinnovato il consiglio dell’istituzione, è il momento di fare bilanci e rilanciare un ente catalogato fra le eccellenze del territorio, sia per l’amministrazione che per la qualità del servizio. La soddisfazione del sindaco.

Mercoledì 1° gennaio 2020, raggiunge il traguardo del secolo il maestro Piero Simoni, che ha insegnato per tanti anni a diverse generazioni di gavardesi, ma soprattutto ha legato il suo nome al museo archeologico da lui stesso fondato insieme agli amici del gruppo Grotte e successivamente ceduto al Comune di Gavardo. Pubblichiamo gli auguri della Fondazione La Memoria, da cui recentemente è stato accolto come ospite.

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