Ultima ora
L’assessorato alla cultura del Comune di Arco con la biblioteca civica «Bruno Emmert» e in collaborazione con l’ospedale San Pancrazio del Gruppo KOS informa che è stato pubblicato il bando della ventunesima edizione del Concorso letterario «Storie di donne».
Il concorso è rivolto a tutte e tutti coloro che vogliano raccontare «storie di donne» in forma di racconto breve per dare spazio alle voci femminili, o a chi abbia voglia di riflettere e raccontare della vita, delle esperienze, dei sogni del mondo femminile, focalizzando l'attenzione, in questa edizione, sul rapporto con il web e sulle applicazioni che oggi fanno parte della vita online (posta elettronica, social, intelligenza artificiale). La novità di quest’anno, infatti, è che anche la sezione generale ha un tema: «Donne in rete: storie di vite online».
La sezione speciale «Premio San Pancrazio» è invece dedicata a uno dei seguenti temi: donne e comportamenti da dipendenza (legati ad alcool, gioco d’azzardo, social media e tutti i comportamenti che si possano considerare dipendenze vere e proprie); e donne come vittime di genere (violenza domestica, violenza psicologica, stalking, molestie, mobbing). I temi del concorso e i premi sono forniti dell’ospedale San Pancrazio di Arco (Kos Group).
Si invita a prestare massima attenzione al testo del bando, disponibile sul sito https://biblioteca.comune.arco.tn.it, dove sono indicate nel dettaglio le modalità di partecipazione e di consegna dei racconti in concorso. Il concorso è rivolto a scrittori e scrittrici maggiori di 14 anni e non richiede alcuna quota di iscrizione. Tutti gli elaborati dovranno pervenire entro il 31 marzo 2026.
Ogni partecipante potrà concorrere con un massimo di un racconto per sezione, per un totale complessivo di due racconti nel caso concorra ad entrambe le sezioni. Le opere dovranno essere inedite (non pubblicate in alcun modo, né in forma cartacea né online su siti o blog), non possono essere già state premiate in altri concorsi letterari o aver partecipato ad altre edizioni del presente concorso. La lunghezza dei racconti non deve superare le 9000 battute (compresi gli spazi). I testi devono essere scritti in lingua italiana. I racconti potranno essere inviati esclusivamente via mail, in forma di allegato, all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. I dettagli relativi alla consegna dei racconti sono elencati nel bando del concorso, che si invita a leggere con attenzione.
Saranno premiati i racconti che una apposita commissione giudicatrice riterrà più significativi e stilisticamente più validi, con buoni d’acquisto del seguente importo:
Sezione generale - 1° classificato buono di 500 euro; 2° classificato buono di 300 euro; 3° classificato buono di 200 euro.
Sezione speciale "premio San Pancrazio" (premi offerti dall'ospedale San Pancrazio del Gruppo KOS) - «Donne e comportamenti da dipendenza» - 1° classificato buono di 300 euro; 2° classificato buono di 200 euro. «Donne come vittime di genere» - 1° classificato buono di 300 euro; 2° classificato buono di 200 euro.
Inoltre il racconto sarà pubblicato, con riferimento al premio, nell’antologia “Storie di donne 2026” edito dal Comune di Arco. La cerimonia di proclamazione delle vincitrici e dei vincitori e di premiazione si terrà ad Arco nell’auditorium di Palazzo dei Panni domenica 7 giugno 2026.
Per qualsiasi dubbio o richiesta di chiarimento si può contattare la biblioteca al numero 0464 516115 o per email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
La seconda giornata del Carnevale di Bagolino non è soltanto musica, danze e costumi straordinari: è anche – e forse soprattutto – condivisione. Se nelle contrade risuonano i violini e i Balarì continuano le loro esibizioni tra Cavril e Osnà, nelle case del borgo si apre un altro spazio fondamentale della festa: quello delle cucine.
Molte famiglie, in particolare quelle legate ai Balarì, spalancano le porte e mettono a disposizione tavole imbandite per parenti, amici e visitatori. È un gesto antico, spontaneo, che racconta meglio di ogni parola il senso profondo di questo carnevale: non uno spettacolo costruito per il pubblico, ma una celebrazione vissuta dall’intera comunità.
Sulle tavole non mancano i prodotti simbolo del territorio: il Bagòss, con il suo sapore intenso e inconfondibile, salame nostrano, polenta tiragna fumante, vino rosso condiviso in allegria. Attorno al tavolo si ride, si commentano le danze, si ricordano edizioni passate, si discutono costumi e musiche, mentre fuori il paese continua a vivere il ritmo della festa.
L’atmosfera che si respira è quella di una convivialità autentica, fatta di accoglienza e partecipazione. Non c’è separazione tra chi danza e chi osserva: tutto il paese diventa comunità, e il carnevale si rinnova anche attraverso questi momenti semplici ma intensi, dove la tradizione passa di mano in mano, di piatto in piatto, di racconto in racconto. È qui, intorno alla tavola, che il Carnevale di Bagolino mostra il suo volto più intimo e vero. Come a casa della signora Graziella che ringraziamo per l'ospitalità!
mpp
Si è conclusa con il tradizionale ballo dell’Arioza la prima giornata del Carnevale di Bagolino, che quest’anno ha fatto registrare numeri da record. I Balarì hanno superato ampiamente quota 150, distribuiti nei due gruppi che per l’intera giornata si sono esibiti nelle contrade storiche di Cavril e Osnà, trasformando ancora una volta il borgo in un palcoscenico diffuso di musica, colori e tradizione.
Fin dalle prime ore del mattino le vie del paese si sono riempite del suono dei violini, che accompagnano le danze secondo uno schema tramandato di generazione in generazione. I costumi riccamente decorati, gli scialli, i cappelli ornati e i movimenti eleganti dei Balarì hanno incantato il pubblico, mentre i Maschér, con la loro ironia e il volto nascosto, hanno animato angoli e piazze con scene improvvisate e scherzi mai sopra le righe.
Grande la partecipazione di visitatori, arrivati numerosi a Bagolino per vivere uno dei carnevali più autentici dell’arco alpino. Un pubblico attento e rispettoso, coinvolto e divertito, che ha saputo condividere l’atmosfera di festa senza eccessi, nel segno di quella misura che da sempre contraddistingue questa manifestazione profondamente radicata nella comunità.
Il ballo dell’Arioza, momento simbolico e particolarmente sentito, ha suggellato la giornata tra applausi e partecipazione, confermando ancora una volta come il Carnevale di Bagolino non sia soltanto un evento spettacolare, ma un patrimonio culturale vivente, custodito con orgoglio e capace di rinnovarsi ogni anno senza perdere la propria identità. E domani, martedì, si replica...
mpp
Sabato 21 febbraio alle ore 15:30 il Museo Civico Archeologico della Valtenesi di Manerba del Garda apre la nuova stagione culturale inaugurando "L’Anima della Natura", la prima mostra antologica dedicata all'artista bresciano Mario Toselli, dopo la sua recente scomparsa. La figlia Laura Toselli ha coordinato questo tributo dal Regno Unito, con l’intento di onorare il legame indissolubile tra il padre e le sue radici.
L’esposizione ospita un pittore che per cinquant'anni ha eletto il paesaggio di Manerba e della Valtenesi a proprio rifugio spirituale. Formatosi come autodidatta e guidato da una sensibilità pura, Toselli ha vissuto una carriera significativa; tra i fondatori del Movimento Culturale "Sintesi", nato per rivendicare un’arte di contenuti veri, negli anni '80, ha ricevuto consensi in prestigiosi contesti internazionali, quali la premiazione alla Biennale di Venezia, 3 Oscar di Montecarlo, il Premio Zenit e 2 Grand Trophée d’Europe.
Toselli ha vissuto il dipingere come un rito quotidiano: il cavalletto in spalla e il passo verso il lago per catturarne i mutamenti minimi e la luce silenziosa. Qui, cercava la sacralità nel quotidiano. La sua "agenda dei fiori" — dove annotava con cura il risveglio di ogni bocciolo — era il preludio ai suoi quadri. la luce di un tramonto o la forma di un sasso custodito come un talismano.
"Mio padre era un uomo umile e schivo - racconta la figlia Laura - ha sempre lasciato che la sua arte 0parlasse per lui". Il percorso, tra articoli di giornale e documenti, si snoda attraverso tre opere simbolo, veri e propri capitoli di vita:
• Il Profilo della Rocca: Non una semplice veduta, ma l’amico di sempre. È il ritorno a casa di uno sguardo che non ha mai smesso di ammirare questa terra, fermando l’istante per renderlo eterno.
• Riflessi all'Isola di San Biagio: Il luogo dell’anima. L’essenza della pace interiore dipinta da Punta Belvedere, la sua postazione prediletta, dove l’acqua si fonde con il cielo.
• I Girasoli e il Cipresso: Un inno al ciclo delle stagioni, testimonianza del suo stupore fanciullesco per il rito del risveglio della natura.
L'inaugurazione si terrà sabato 21 febbraio alle 15:30. La mostra, allestita presso il Museo Civico Archeologico della Valtenesi (via della Rocca 20, Manerba del Garda), resterà aperta dal 21 febbraio al 22 marzo con ingresso gratuito.
Per info: www.museoroccamanerba.it; www.mariotoselli.it.
Venerdì 27 febbraio alle 20:30, presso il salone dei servizi sociali in viale Libertà 36, si terrà un incontro sulla dipendenza affettiva, a cura della formatrice e scrittrice Carmen Vitali. Ingresso gratuito.
La compagnia teatrale I Bravi di Villanuova sul Clisi presenta la nuova stagione di spettacoli, confermando il proprio impegno nella promozione della cultura teatrale sul territorio. Le rappresentazioni si svolgeranno principalmente presso l’Auditorium Duse di Villanuova sul Clisi, uno spazio che negli anni è diventato un punto di riferimento non solo per la compagnia, ma anche per realtà emergenti e gruppi giovanili che desiderano proporre commedie, spettacoli e progetti artistici.
L’Auditorium si configura infatti come un luogo aperto e inclusivo, a disposizione di chi vuole fare teatro, sperimentare linguaggi espressivi e contribuire alla vitalità culturale della comunità.
Alcuni rappresentanti della compagnia saranno ospiti di Radio 51 durante la trasmissione Primo Piano, in onda dal lunedì al venerdì alle 8.00 e alle 12.30 circa, per raccontare il programma della stagione, le novità e le iniziative in cantiere. Un’occasione per conoscere più da vicino il lavoro dei Bravi e il ruolo che il teatro continua a svolgere nella vita culturale di Villanuova sul Clisi.
Più che una semplice festa, il Carnevale di Bagolino è un patrimonio culturale vivente: un rito che coinvolge l’intera comunità, custodito con attenzione e orgoglio, e capace ancora oggi di attrarre visitatori alla ricerca di autenticità, memoria e partecipazione. Qui il carnevale non è spettacolo costruito per il turista, ma espressione profonda di un’identità che si rinnova ogni anno nel segno della continuità.
Il Carnevale di Bagolino è uno degli eventi più identitari e suggestivi dell’arco alpino lombardo, capace di coniugare tradizione musicale, ritualità coreutica e forte radicamento comunitario. Nel piccolo borgo montano della Valle Sabbia, per tre giorni – dalla domenica al martedì grasso – le strade si trasformano in uno spazio scenico diffuso, dove i Balarì e i Maschér danno vita a una rappresentazione collettiva che affonda le sue radici nella storia locale.
I Balarì, riconoscibili per i costumi riccamente decorati, gli scialli, i cappelli ornati e l’eleganza dei movimenti, eseguono danze tradizionali al suono dei violini, secondo uno schema rigoroso tramandato oralmente di generazione in generazione. Accanto a loro, i Maschér, con volti celati e abiti caricaturali, animano il paese con ironia e provocazione, in un gioco teatrale che intreccia ordine e disordine, armonia e rovesciamento simbolico.
Appuntamento già oggi con il Carnevale a Bagolino e Ponte Caffaro per i vicoli e le piazze. Domani lunedì la parte più suggestiva con inizio con la messa nella Parrocchiale di San Giorgio alle 6.30 e poi via al Carnevale.
SECONDO PIANO
Per l'avvio della seconda fase dei lavori è stata programmata la chiusura dal 2 febbraio al 13 marzo 2026.
La Provincia di Brescia ha definito il cronoprogramma della seconda fase dei lavori di messa in sicurezza della Strada della Forra, lungo la SP38 “Tremosine – Tignale”, a seguito della frana del dicembre 2023 che ha coinvolto la galleria del Camino.
Ieri, 28 gennaio, il Consigliere provinciale delegato a Strade e Viabilità Paolo Fontana, in videoconferenza, ha incontrato il sindaco di Tremosine sul Garda Battista Girardi, il Presidente della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano Francesco Risatti e il funzionario del Settore Strade Enrica Savoldi, per condividere tempi e modalità operative dei cantieri.
La chiusura della Strada della Forra è fissata dal 2 febbraio al 13 marzo 2026, termine che la Provincia di Brescia si impegna a non oltrepassare, in accordo con gli enti del territorio. Gli interventi rientrano in un piano già annunciato al momento della riapertura del 1° agosto scorso. Si tratta della seconda fase programmata del percorso di messa in sicurezza strutturale, avviato dopo un anno e mezzo di chiusura totale.
All’interno della galleria del Camino sarà completato il consolidamento strutturale, con un rivestimento di rinforzo delle centine. All’esterno, in corrispondenza dell’imbocco nord, saranno installati tiranti di ancoraggio per stabilizzare la parete rocciosa. Sulla parete a destra della carreggiata, oltre il ponte, verranno posate reti e barriere paramassi. Lavorazioni complesse che impongono la chiusura totale della sede stradale, a tutela della sicurezza di operatori e cittadini.
La Provincia è consapevole delle difficoltà che questa scelta comporta per residenti e attività economiche di Tremosine. Proprio per questo i lavori sono stati programmati in un periodo di minor afflusso turistico, per contenere l’impatto sulla viabilità e sul sistema economico del lago di Garda.
«Sappiamo che ogni chiusura pesa su chi vive e lavora sul territorio – dichiara il consigliere provinciale Paolo Fontana –. Questa seconda fase dei lavori era stata comunicata e pianificata fin dall’inizio. Ringrazio il Comune di Tremosine e la Comunità Montana per la collaborazione e il senso di responsabilità. Comprendiamo i disagi, ma intervenire ora significa prevenire rischi maggiori. L’impegno della Provincia è rispettare i tempi stabiliti e non andare oltre il 13 marzo».
La riapertura dello scorso agosto è stata possibile grazie a un articolato intervento di stabilizzazione, affiancato da un sistema di monitoraggio attivo 24 ore su 24, che continua a controllare il versante roccioso. Questa seconda fase rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso necessario. Un sacrificio temporaneo, pianificato e condiviso, per garantire nel tempo maggiore sicurezza e fruibilità a un’infrastruttura strategica per il territorio.
Nei giorni scorsi Riccardo Tsan-Nan Lin, console generale di Taiwan in Italia, ha visitato il MAVS di Gavardo accompagnato dal consigliere regionale Floriano Massardi.
Il Console Generale di Taiwan in Italia, Riccardo Tsan-Nan Lin nei giorni scorsi era a Gavardo in visita al MAVS, il Museo Archeologico della Valle Sabbia che espone e documenta importanti collezioni archeologiche e paleontologiche: accostandosi alla storia millenaria del nostro territorio, il console ha vissuto un'occasione di dialogo tra culture, fatto di conoscenza, rispetto e amicizia.
“È stato per me un vero onore - ha dichiarato il consigliere Massardi - conoscerlo personalmente e poter illustrare, attraverso la visita al museo, le radici, l’identità e le bellezze del nostro territorio, simbolo di una comunità che sa custodire il passato guardando al futuro. Sono fermamente convinto che circostanze come questa possono diventare occasioni inestimabili per approfondire i rapporti umani di reciproca comprensione e creare o consolidare future collaborazioni”.
Massardi ha ringraziato il direttore e il presidente del Museo Archeologico. Marco Baioni e Marcello Zane, per la calorosa accoglienza e il lavoro straordinario che quotidianamente svolgono nel valorizzare un luogo che è custode della nostra memoria e orgoglio della Valle Sabbia.
Questa mattina, 13 gennaio, verso le 8:20 un camion che faceva manovre sulla Sp 27 in territorio di Prevalle è finito in un canale che scorre parallelo alla strada. Non ci sono stati feriti, solo parecchio disagio per il traffico. La strada è stata messa in sicurezza e il passaggio garantito solo a senso unico alternato in attesa della rimozione del veicolo.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Prevalle e Paitone al comando di Massimo Zambarda che hanno curato l'andamento del traffico e controllato i documenti del conducente del veicolo, un uomo di origine indiana. Verso le 10 le code erano in via di risoluzione e tutto stava rientrando nella norma.

A Bagolino e Ponte Caffaro c'è ancora per qualche giorno la possibilità di iscriversi al corso di Università Cattolica del sacro Cuore dedicato al turismo e promosso dall'Amministrazione comunale.
Anche quest’anno torna uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi dell’inverno in Valle Sabbia: il Carnevale di Livemmo, in programma domenica 8 febbraio a partire dalle ore 14.00. Un evento profondamente radicato nella tradizione locale, capace di attirare ogni anno visitatori e appassionati di folklore da tutto il territorio e non solo.
La storia di Ambrogio, primo bambino italiano trapiantato di fegato, tra solidarietà, speranza e coraggio, è narrata nel libro di Vittorio Pierobon che verrà presentato a Calcinato e a Desenzano rispettivamente giovedì 5 e venerdì 6 febbraio. Ingresso libero.
Durante il mese di febbraio, organizzata dalla Biblioteca di Salò, si svolgerà la rassegna letteraria intitolata “Sguardi sul presente”, incontri con personaggi del nostro tempo. Il primo appuntamento è previsto per giovedì 5 febbraio alle 20:30.
Il titolo intende sottolineare il leitmotiv che accomuna gli argomenti trattati i quali aprono una finestra, uno sguardo sull'attualità. Si inizierà giovedì 5 febbraio alle ore 20.30 con il giornalista, scrittore ed opinionista di Rai uno Mauro Valentini, accompagnato dalla mamma di Nadia Toffa, indimenticata conduttrice ed inviata della trasmissione televisiva “Le Iene” e deceduta nel 2019 per un cancro. Valentini, accompagnato dalla signora Margherita Toffa, presenterà il libro “Non perdere tempo a piangere”, ricordando la frase che Nadia ripeteva sempre alla mamma nei mesi precedenti la sua dipartita.
Il 12 febbraio alle ore 20.30 sarà il turno di Pietro Caliceti, avvocato, socio di uno dei più grandi studi legali al mondo, con i “Guardiani del tempo”: una spy story attualissima e dal ritmo incalzante, e allo stesso tempo una profonda riflessione sul fallimento delle religioni e sull’insopprimibile anelito dell’uomo a cercare, nonostante tutto, un Dio.
Martedì 17 febbraio la Biblioteca avrà ospite Alessandro Sahebi, giornalista e Iena, il quale presenterà il libro “Questione di classe”, saggio lucido e provocatorio che smonta le narrazioni dominanti della nostra società, come il mito della meritocrazia e della performance.
Sabato 21 alle ore 16.30 concluderà la rassegna Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato dalla mafia a Palermo con la presentazione di “Agenda rossa edizione speciale 2025” i cui proventi di vendita sono devoluti all'associazione Casa di Paolo, struttura di assistenza per i bambini del quartiere Kalsa, realizzato a Palermo nei locali della antica farmacia Borsellino.
Modera gli incontri Roberta Ghirardi. Gli eventi sono gratuiti e ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni: Biblioteca di Salò tel 0365/20338 – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Con 'Profumo di viole sfiorite' Antonio Borsa è in libreria in questi giorni. Il volume è il suo secondo romanzo e tratta di femminicidi e suicidi giovanili.
L’autore racconta che il volume è nato dal dolore visto e vissuto intorno a lui che lo ha interrogato e spinto a impegnarsi in un viaggio nella fragilità e nella speranza. Protagonista del libro è Ryan, un ragazzo che si toglie la vita devastato dalla fine di un amore e si ritrova in una sorta di purgatorio simbolico. La sua permanenza in quel luogo gli permetterà di capire che il suicidio, lungi dal cancellare il dolore, lo moltiplica.
Guidato da un angelo in un percorso di rivelazioni, imparerà infatti che il suicidio è una ferita che si propaga, perciò si rivolge direttamente al lettore con un appello a non mollare, a non darsi mai per vinto.
Nel suo racconto Borsa si sofferma su amori malati e si scaglia con forza contro la logica del possesso, con una sensibilità che lo ha spinto in questi anni a divenire anche testimone oltre che autore. Antonio Borsa, infatti, partecipa attivamente a eventi e iniziative pubbliche contro la violenza sulle donne, convinto che solo la cultura possa davvero scuotere le coscienze e risolvere una piaga sociale così drammatica.
Con 5 sfumature per cinque venerdì, si rinnova in questo 2026 la tradizionale rassegna letteraria che l’assessorato alla Cultura del Comune di Gavardo organizza in collaborazione con il Festival Giallo Garda. Primo appuntamento venerdì 6 febbraio in biblioteca alle 20:30. Ingresso libero.
Le 5 Sfumature di Giallo il prossimo febbraio si coloreranno però di verde. A collaborare con l’amministrazione comunale e il Festival Giallo Garda in questa sesta edizione sarà infatti anche il CAI Sezione di Gavardo.
Si partirà venerdì 6 febbraio con Davide S. Sapienza e Lorenzo Pavolini con il libro 'Nelle tracce del lupo'. A moderare la serata sarà Davide Persico, direttore del Museo di Storiografia Naturalistica mentre le letture saranno a cura del gruppo di lettura di Soprazocco “Di libro in libro”.
Venerdì 13 febbraio sarà Alberto Sciamplicotti che presenterà 'L’anno del nevone' moderato da Laura Marsadri e con le letture a cura dell’Associazione Larosaelaspina.
Venerdì 20 febbraio, moderato da Aldo Amici segretario Cai della Sezione di Gavardo, Giuseppe “Leo” Leonelli parlerà, canterà e leggerà della Divina Francigena.
La quarta sfumatura verde sarà, a sorpresa, un film in collaborazione con il Film Festival del Garda dal titolo 'Straordinarie'. A raccontare del film sarà venerdì 27 febbraio la regista Giorgia Lazzarini.
Infine, venerdì 6 marzo e moderata da Aldo Dalla Vecchia, Caterina Manfrini presenterà i libri 'Cugini' e 'Sette volte Bosco'. Le letture saranno a cura del gruppo di lettura di Gavardo “La chiave di lettura”.
La rassegna è patrocinata da Regione Lombardia, dalla Provincia di Brescia, dalla Comunità Montana di Vallesabbia e dal Trento Film Festival. Gli incontri si terranno alle ore 20:30 alla Biblioteca civica E. Bertuetti di Gavardo in piazza Fanti d’Italia, 1.
Per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure chiamare l’ufficio cultura al numero 0365.377462. La prenotazione è consigliata con Eventbrite sui canali social. L’ingresso è libero.
Sabato 31 gennaio tutti i runner interessati sono invitati a provare il percorso della gara, con partenza alle 9:30 presso la chiesa parrocchiale S. Ippolito e Cassiano di Agnosine.
Le feste sono finite, i panettoni sono archiviati e le buone intenzioni per il nuovo anno aspettano solo di essere messe in pratica. È il momento perfetto per rimettersi le scarpe, tornare a correre e farlo nel modo migliore: insieme e immersi nella natura.
Sono questi i buoni motivi che devono convincere a prendere parte alla PROVA PERCORSO del Trail delle 8 Chiese – Banca Valsabbina, un’uscita ideale per riprendere il ritmo, scoprire il tracciato e condividere una bella mattinata di sport.
Nello specifico, si tratta di un percorso lungo 15 km – 650 D+. Sabato 31 gennaio il ritrovo sarà 9.15 presso la chiesa parrocchiale S. Ippolito e Cassiano di Agnosine, mentre la partenza è prevista per le 9.30. L'iniziativa è aperta a tutti: ognuno corre al proprio passo, senza stress e senza cronometro. Sono consigliate scarpe da trail.
Chi lo desidera a fine corsa si può fermare per un aperitivo conviviale e chiudere la mattinata nel migliore dei modi.
Per informazioni si può inviare un messaggio a Michele Massetti – 339 5360057
Il Trail delle 8 Chiese è organizzato da POLISPORTIVA AGNOSINE A.S.D.
La prima edizione dell'evento si è svolta ieri con un inimmaginabile successo, fatto da 3000 iscritti di 19 diverse nazioni che hanno corso o camminato nel suggestivo scenario del Garda e delle sue colline circostanti.
Ieri, domenica 11 gennaio, è stata una giornata ricca di emozioni sul Lago di Garda. Già dalle prime ore della mattina il centro di Desenzano del Garda si è animato con i partecipanti della STRAGARDALAKE, un evento che già alla sua prima edizione registra numeri da record e un respiro internazionale con oltre 3.000 runner provenienti da 19 Nazioni.
Alle 9 si è tenuta la partenza della Mezza Maratona, seguita dagli start della 10Km e della 5Km Urban. Una lunga scia di runner ha colorato il lungolago di Desenzano, regalando uno spettacolo unico.
Ad accogliere i partecipanti e a dare loro un grande in bocca al lupo erano presenti Pietro Avanzi, assessore alla Cultura del Comune di Desenzano, Stefania Lorenzoni, assessore al Turismo del Comune di Desenzano, Alessandro Boccafolio, consigliere del Comune di Desenzano, Claudia Carzeri consigliere regionale Lombardia, Paola Mancini, senatrice, Emanuele Bonotto, presidente Hotel Promotion e Andrea De Luca, vicedirettore Rai Sport.
Riconosciuta come gara ufficiale FIDAL per la 21 km e la 10 km competitive, la Stragardalake ha visto lo svolgimento di ben tre percorsi – 21 km, 10 km e 5 km Urban – pensati per coinvolgere atleti, appassionati e camminatori. La 10 km e la 21 km sono partite dal lungolago per proseguire poi verso l’entroterra gardesano, tra colline moreniche e vigneti del Lugana.
La Mezza Maratona ha proseguito fino a uno dei simboli più rappresentativi della zona: la Torre di San Martino, punto iconico dell’intero percorso. Il rientro verso Desenzano ha poi regalato uno dei momenti più suggestivi della gara, con gli ultimi 3 km lungo la Passeggiata a sfioro sul lago. I partecipanti della 5 km Urban hanno potuto vivere il cuore di Desenzano, attraversano i punti iconici della città gardesana: Piazza Matteotti e Piazza Malvezzi, il Castello di Desenzano, il Duomo, via Roma e la Villa Romana, per poi tornare sul lungolago per il traguardo finale.
Lungo i percorsi, i partecipanti sono stati accompagnati dalle aree Food & Music, con musica dal vivo, intrattenimento e sapori della tradizione locale, trasformando l’evento in una vera esperienza da vivere e condividere. Ad attenderli al traguardo, l’area Food & Music finale e le premiazioni, che hanno concluso una giornata intensa e indimenticabile.
Alle premiazioni, per congratularsi con gli atleti, erano presenti Pietro Avanzi, Stefania Lorenzoni, Alessandro Boccafolio, Emanuele Bonotto, come alla partenza; a loro si sono uniti Debora Massari, assessore al Turismo di Regione Lombardia, Diego Invernici, consigliere regione Lombardia e Marco Matteo Mensi, comandante della Polizia Locale di Desenzano.
Il Comitato Organizzatore della Stragardalake, insieme all’Amministrazione Comunale di Desenzano del Garda, ringrazia le Forze dell’Ordine e gli oltre 600 volontari e operatori che hanno garantito la partecipazione e il divertimento di atleti e pubblico in totale sicurezza. Si ringraziano inoltre i Partner d’eccellenza della Stragardalake, che hanno supportato questa prima edizione straordinaria. L'appuntamento per il 2027 è assicurato.
La prima Mezza Maratona di Desenzano del Garda, che si correrà domenica 11 gennaio, conta 3000 iscritti di ben 18 diverse nazionalità. Si correrà o camminerà fra territorio, food e musica.
Il Comitato Organizzatore, in collaborazione con il Comune di Desenzano del Garda, si prepara ad accogliere la prima edizione della STRAGARDALAKE dell'11 Gennaio, un evento che unisce territorio, sport e divertimento in un’unica, grande esperienza. Al suo esordio, la manifestazione registra già numeri da record: 3.000 runner iscritti, con partecipanti provenienti da 18 nazioni, a conferma dell’immediato respiro internazionale dell’evento.
Riconosciuta come gara ufficiale FIDAL per la 21 km e la 10 km competitive, la Stragardalake propone tre percorsi – 21 km, 10 km e 5 km Urban – pensati per coinvolgere atleti, appassionati e camminatori, condividendo emozioni e paesaggi in un fine settimana dedicato al movimento e al territorio.
La Stragardalake è molto più di una gara. È un evento pensato per essere vissuto, condiviso e ricordato, è una vera festa dello sport e del territorio. Lungo i percorsi e nell’area di arrivo, le aree Food & Music accompagneranno l’esperienza con musica dal vivo, intrattenimento e sapori della tradizione locale, trasformando ogni momento in un ricordo indelebile.
I tracciati della 10 km e della 21 km si sviluppano lungo un itinerario capace di raccontare l’essenza del Garda. La partenza, direttamente sul Lungolago, conduce i partecipanti verso l’entroterra gardesano, tra colline moreniche e vigneti del Lugana, offrendo un’esperienza sportiva immersa nel paesaggio. La Mezza Maratona, proseguendo nell’entroterra, raggiunge uno dei luoghi simbolo del territorio: la Torre di San Martino, punto iconico dell’intero percorso. Il rientro verso Desenzano regala uno dei momenti più suggestivi della gara, con gli ultimi 3 km lungo la Passeggiata a sfioro sul lago.
La 5 km Urban è il percorso dedicato a chi desidera vivere il cuore di Desenzano in modo attivo e coinvolgente. Dopo la partenza sul lungolago, il tracciato attraversa Piazza Matteotti e Piazza Malvezzi, prosegue verso il Castello di Desenzano e Piazza Garibaldi, per poi scendere verso il Duomo, via Roma e la Villa Romana, prima di tornare sul lungolago per il traguardo finale.
Appuntamento al prossimo 11 gennaio!
“Mi racconti, nonno?”: a Rezzato si avvia un progetto che unisce bambini e anziani per custodire la memoria del territorio.
Prende il via “Mi racconti, nonno? – Viaggio nei ricordi per costruire il futuro”, il nuovo progetto promosso da Fondazione PInAC che mette in dialogo bambini e anziani per raccogliere, interpretare e restituire alla comunità le storie e i luoghi della memoria di Rezzato.
Il progetto nasce dal desiderio di valorizzare la memoria viva del territorio attraverso il linguaggio dell’arte e dell’incontro tra generazioni. Protagonisti dell’iniziativa saranno i bambini del PInAC Parco Speciale e gli anziani delle RSA Almici e Anni Azzurri, coinvolti in un percorso di ascolto, narrazione e produzione artistica guidato da educatori e artisti della Fondazione.
Attraverso laboratori narrativi e atelier espressivi, i racconti dei nonni – fatti di strade, cave, antichi palazzi, feste, paesaggi e ricordi personali – prenderanno forma in disegni, immagini, voci e installazioni. Il risultato sarà una vera e propria Mappa della Memoria di Rezzato, un racconto corale che intreccia storia individuale e storia collettiva.
Il progetto prevede una mostra diffusa tra PInAC, le RSA e gli spazi pubblici del paese; una mappa cartacea e digitale dei luoghi della memoria, consultabile anche tramite QR code; un video narrativo con le voci dei protagonisti; un concerto-evento di restituzione, aperto alla cittadinanza, come momento conclusivo e condiviso del percorso.
“Mi racconti, nonno?” si inserisce in un contesto territoriale ricco di storia e cultura: dalle tracce preistoriche delle colline del Regogna e del Peladolo alle cave avviate in epoca romana, dal Santuario della Madonna di Valverde alla Disciplina di Sant’Alessandro che oggi ospita PInAC. Un patrimonio che, accanto alla “grande storia”, vive anche nelle storie quotidiane custodite dalle persone.
Per sostenere la realizzazione del progetto, Fondazione PInAC ha avviato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ginger (ideaginger.it), con l’obiettivo di coinvolgere attivamente la comunità e rendere i cittadini parte integrante del processo. Il progetto è realizzato con il sostegno di BCC del Garda e in collaborazione con le realtà educative, sociali e culturali del territorio.
Tutte le informazioni e le modalità per sostenere il progetto sono disponibili sulla pagina dedicata su ideaginger.it, a questo link: https://www.ideaginger.it/progetti/mi-racconti-nonno-viaggio-neiricordi-per-costruire-il-futuro.html.
La Sezione alpini di Salò "Monte Suello" nel corrente anno celebrai suoi cento anni di presenza attiva nel territorio della Valle Sabbia e del Garda bresciano, con l'attuale presidente sezionale Sergio Poinelli e con i suoi 3.330 Alpini, cui si aggiungono 388 amici degli Alpini e 839 Aggregati.
Borghi custodi del patrimonio musicale lombardo: è questo il nuovo riconoscimento ideato da Regione Lombardia per valorizzare, documentare e salvaguardare il patrimonio musicale locale.
In attuazione della Legge Regionale 5 del 29 aprile 2025 sulla valorizzazione di bande musicali e gruppi folk in Lombardia, viene oggi garantito alle comunità locali un nuovo importante strumento di valorizzazione. Si tratta di un bando senza scadenza destinato a Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane sotto i 15mila abitanti che vedono sul proprio territorio la presenza consolidata di gruppi musicali amatoriali non riconosciuti (es. cori, gruppi corali spontanei, suonatori popolari, gruppi strumentali, ecc.) per accedere al riconoscimento ufficiale di «Borgo custode del patrimonio musicale lombardo e dei lombardi».
“Tale riconoscimento - dichiara il consigliere regionale Floriano Massardi, presidente della Commissione Agricoltura, Montagna e Foreste - diverrà poi un elemento imprescindibile per poter accedere a specifici contributi su progetti culturali".
La domanda potrà essere presentata tramite la piattaforma online Bandi e Servizi di Regione Lombardia, attestando di possedere almeno due requisiti fra i seguenti:
• Antichità e continuità del repertorio e della prassi musicale (anche documentata nella tradizione popolare);
• Tipicità dell’espressione musicale (con specificità nello stile, nelle forme o nella presenza di maestri locali);
• Rilevanza sociale e partecipazione comunitaria, anche in feste civiche o religiose;
• Presenza della pratica musicale nell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) e/o nell’Inventario del patrimonio immateriale delle Regioni alpine (www.intangiblesearch.eu).
“Si tratta di un nuovo passo - aggiunge Massardi - nella conservazione e valorizzazione di una vasto patrimonio immateriale profondamente identitario a cui va data visibilità e piena dignità culturale, un’eredità che non va dispersa ma tramandata come realtà viva del territorio alle giovani generazioni”.
Una biblioteca che vale mezzo milione di euro: a Sirmione la cultura gratuita fa risparmiare e arricchisce i i cittadini.
In un Paese dove la lettura fatica a tenere il passo, Sirmione va in controtendenza e dimostra che investire in cultura produce valore reale. I dati 2025 della Biblioteca comunale “Mario Ferrari” raccontano una storia di successo che va ben oltre le statistiche: la struttura ha generato un valore sociale ed economico superiore ai 453mila euro, traducendosi in un risparmio concreto per le famiglie sirmionesi.
Libri, film, corsi e incontri culturali offerti gratuitamente – il cui valore è calcolato su parametri Istat – rappresentano un beneficio tangibile per la comunità. Solo i prestiti librari equivalgono a circa 408mila euro di spesa evitata, a cui si aggiungono oltre 40mila euro derivanti da corsi e iniziative culturali di alto livello.
Sirmione corre più veloce della media nazionale anche sul fronte della partecipazione: mentre in Italia solo il 10-12% della popolazione frequenta le biblioteche, qui quasi un cittadino su cinque (19,29%) è un utente attivo. Un legame solido che non ha risentito nemmeno dei cantieri stradali all’ingresso della struttura: nell’ultimo anno, la partecipazione agli eventi è cresciuta del 12,5%. Con 37,5 ore di apertura settimanali – a fronte di una media territoriale di 14 – la biblioteca si conferma un vero presidio culturale e sociale.
A rafforzare il quadro contribuiscono anche i numeri dei prestiti: con un patrimonio di quasi 39mila volumi, nel 2025 sono stati superati i 34mila prestiti, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Il dato dei prestiti per abitante (2,61) colloca la Biblioteca “Mario Ferrari” tra le migliori realtà del sistema bibliotecario Brescia Est, segno di un rapporto curato e continuo con i lettori.
Per la sindaca Luisa Lavelli, la biblioteca è prima di tutto un luogo di coesione e condivisione di valori: «I libri sono i mattoni della nostra identità, ma la biblioteca è la malta che tiene unita la comunità. Questi dati dimostrano anche l’impatto economico concreto della struttura: offrire servizi culturali gratuiti significa prendersi cura della nostra comunità e investire direttamente nel futuro delle famiglie sirmionesi».
Roberto Salaorni, consigliere comunale delegato alla biblioteca, sottolinea il ruolo decisivo dello staff: «I risultati raggiunti sono frutto della professionalità dei bibliotecari, guidati dalla direttrice Lisa Vettori. Nonostante le difficoltà logistiche dovute ai cantieri, la biblioteca ha mostrato una resilienza straordinaria. Continueremo a investire per migliorare ulteriormente i servizi. Un ulteriore punto di forza è costituito dalla ricchezza dell’offerta. Dai gruppi di lettura ai corsi di lingua, la Biblioteca ‘Mario Ferrari’ è uno spazio poliedrico che coinvolge tutte le fasce d’età e rende Sirmione un modello di eccellenza».
Nel 2025 la biblioteca ha registrato 2.024 partecipanti tra corsi ed eventi (109 partecipanti ai corsi e 1.915 partecipanti agli incontri), con un incremento del 12,5% rispetto al 2024. Prosegue anche la collaborazione con le scuole, attraverso gare di lettura e attività dedicate ai bambini dell’asilo nido e delle scuole dell’infanzia ed elementari.
Accanto ai corsi “Next Level” di inglese e tedesco – fondamentali per una località turistica – convivono gruppi di lettura per ogni età e interesse: dal Sirmione Book Club Classic a quello in lingua inglese, fino al Sirmione Book Club Kids per i più piccoli. La biblioteca “Mario Ferrari” si conferma così un vero hub culturale, cuore pulsante della vita cittadina.
Sull’onda di questo entusiasmo, la primavera 2026 apre una nuova stagione di sperimentazione con il laboratorio “Il Movimento delle Storie”. Curato da Giulia Tosoni e rivolto a ragazze e ragazzi tra i 9 e i 12 anni, il progetto unisce lettura e arte ispirandosi all’opera di Alexander Calder. I partecipanti realizzeranno “mobile narrativi”: sculture leggere e sospese, capaci di raccontare storie attraverso il movimento. Le opere non resteranno esercizi di laboratorio, ma entreranno a far parte del percorso ufficiale di Pietra & Co. 2026, contribuendo all’estetica urbana della città. Gli incontri sono in programma nei pomeriggi di mercoledì 1, 8 e 15 aprile, dalle 16.30 alle 18.
Dal 3 febbraio apre a Lavenone un presidio culturale gratuito e inclusivo per tutta la comunità. Accoglierà gli utenti ogni martedì e giovedì pomeriggio.
Il Comune di Lavenone e il Sistema Bibliotecario del Nord-Est Bresciano, annunciano l’apertura della nuova biblioteca comunale, un importante investimento culturale e sociale pensato per offrire uno spazio accogliente, sicuro e accessibile a tutti. La biblioteca sarà operativa a partire dal 3 febbraio, con apertura al pubblico tutti i martedì e giovedì pomeriggio, dalle 14:30 alle 18:30. L’accesso e tutti i servizi offerti sono completamente gratuiti, a conferma del ruolo della biblioteca come strumento fondamentale di contrasto alla povertà educativa e di promozione dell’uguaglianza nell’accesso alla cultura e all’informazione.
Il progetto è stato reso possibile grazie al supporto di Regione Lombardia che attraverso l’Avviso Unico Cultura 2025 ha riconosciuto un contributo di oltre 33.700 euro. La nuova biblioteca, con sede al numero 97 di via Nazionale, si propone come luogo di incontro, studio e crescita, rivolto ad adulti, bambini, ragazzi e persone fragili, offrendo un ambiente protetto, inclusivo e stimolante, dove poter leggere, studiare, informarsi e partecipare alle attività culturali del territorio.
«L’apertura della biblioteca di Lavenone rappresenta un passo importante nel rafforzamento dei servizi culturali di prossimità» dichiara Alessandra Vittici, coordinatrice del Sistema Bibliotecario del Nord-Est Bresciano. «Le biblioteche di pubblica lettura sono presìdi fondamentali contro le disuguaglianze educative: luoghi gratuiti, aperti e sicuri, in cui il sapere circola liberamente e diventa patrimonio condiviso. Lavorare in rete consente anche ai Comuni più piccoli di offrire servizi di qualità e un accesso esteso alle risorse culturali».
Soddisfazione anche da parte dell’Amministrazione comunale: «La nuova biblioteca è un progetto in cui crediamo fortemente» afferma il sindaco di Lavenone, Franco Delfaccio. «Non è solo un luogo di libri, ma uno spazio di comunità, di inclusione e di attenzione alle persone, in particolare ai più giovani e a chi vive situazioni di fragilità. Offrire servizi gratuiti e di qualità significa investire nel futuro del nostro paese».
Con questa apertura, Lavenone rafforza la propria offerta culturale e il proprio ruolo all’interno della Rete Bibliotecaria Bresciana, confermando la biblioteca come bene pubblico essenziale e punto di riferimento per la vita culturale e sociale della comunità.
Maggiori informazioni e contatti della Biblioteca di Lavenone sono reperibili a questo indirizzo: https://opac.provincia.brescia.it/library/biblioteca-di-lavenone/.
Grazie al servizio di prestito interbibliotecario della Rete Bibliotecaria Bresciana (RBB), gli utenti della biblioteca di Lavenone potranno inoltre richiedere e prendere in prestito, senza alcun costo, libri e materiali provenienti dalle altre biblioteche della rete, ampliando in modo significativo le opportunità di accesso al patrimonio librario e multimediale.
Il Gruppo Alpini di San Felice del Benaco ha festeggiato nei giorni scorsi i 93 anni del decano Danilo Saletti.



