Venerdì 20 gennaio due ragazzi sono riusciti a scappare da un negozio sportivo dopo aver fatto suonare l'allarme antitaccheggio. Il giorno dopo gli stessi agenti che avevano visionato le riprese della videosorveglianza li hanno riconosciuti e denunciati.

Sono circa le 13 di venerdì quando due giovani raggiungono il centro commerciale di Villanuova sul Clisi e varcano la soglia di un negozio di articoli sportivi. Passano in rassegna alcuni capi di abbigliamento e si fingono interessati, ma ben presto si dirigono verso l'uscita, apparentemente senza alcun acquisto. Superate le casse, però, suona l'allarme antitaccheggio, per cui vengono fermati dal personale per vedere se hanno nascosto qualcosa. Gli addetti alle vendite chiedono chiarimenti che i due evidentemente non hanno intenzione di dare, visto che dopo una breve discussione si divincolano con spintoni e pugni, riuscendo a guadagnare l'uscita e a scappare.

Avvertita dal fatto, la polizia locale raggiunge il negozio in pochi minuti con più agenti, ma dei due non c'è più traccia. Non resta che cominciare a raccogliere il maggior numero di elementi utili per indagare, a partire dalle immagini catturate dalle videocamere di sorveglianza. Le riprese mostrano i ragazzi che in pochissimi minuti rubano un giubbino - messo sotto il giaccone di uno dei due - e un cappello da baseball, il tutto per un valore di circa 250 euro. Tra l'altro uno dei ladri in fase di fuga lascia sul posto il suo giubbino, forse mentre si divincolava per sfuggire alla presa del personale del negozio. La ricerca di indizi porta a scoprire che in una tasca interna c'è una sigaretta artigianale preparata con hashish. 

Per l'intera giornata di venerdì la polizia locale valsabbina perlustra il territorio, ma senza successo. Il giorno dopo, invece, la svolta: intorno alle 13 due agenti in borghese nel centro di Gavardo notano due giovani alla fermata dell'autobus e li riconoscono subito. Con il supporto di altri colleghi fermano e portano al comando i ragazzi, uno dei quali indossa lo stesso giubbino rubato il giorno prima, che viene dunque sequestrato e restituito al proprietario.

Nessuno dei due è nuovo a questi atti: si tratta di maggiorenni residenti a Prevalle e a Villanuova già noti alle forze dell'ordine per precedenti specifici. Uno dei due, tra l'altro, è anche sottoposto all'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria per altri reati. Entrambi vengono denunciati per rapina impropria e uno di loro è pure segnalato in Prefettura come consumatore di sostanza stupefacente.

Giovanna Gamba

La polizia locale valsabbina ha rintracciato il conducente che aveva urtato un'automobile l'altro giorno sulla SS 45bis in territorio di Villanuova e non si era fermato dopo il sinistro.

 

Le indagini erano partite a pieno ritmo dopo l'incidente di lunedì pomeriggio e già nelle prime fasi dal comando filtrava un atteggiamento fiducioso e pienamente ottimista, sia per l'aiuto fornito da alcuni testimoni subito dopo il sinistro, sia per l'apporto determinante di alcuni strumenti tecnologici in dotazione agli agenti. La zona dell'impatto non è fra quelle coperte dalla videosorveglianza, tuttavia, incrociando i dati raccolti, la polizia locale valsabbina è riuscita in breve tempo a risalire al responsabile.

Si tratta di un dipendente di un'azienda dell'Umbria che si era recato a Odolo per scaricare della merce. Per lui è scattata l'accusa di fuga da incidente con danni a cose (per fortuna non a persone): subirà una sanzione e vedrà decurtati diversi punti della patente. Per la giovane valsabbina, sarà riconosciuto il danno da parte dell'assicurazione che coprirà le spese per l'automobile seriamente danneggiata.

L'urto era avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì lungo la SS 45bis in territorio di Villanuova. Un autoarticolato, mentre affrontava una curva in galleria, aveva sbandato e il rimorchio aveva urtato la parte anteriore sinistra di una Toyota Yaris che proveniva in senso opposto, alla cui guida c'era una giovane residente nella media Valsabbia.

Giovanna Gamba

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Il fatto è di oggi pomeriggio intorno alle 14. Alla guida dell'automobile una giovane valsabbina che non ha riportato ferite, mentre la vettura è stata danneggiata.

Nel primo pomeriggio di oggi, 16 gennaio, un autoarticolato percorre la SS 45bis in direzione Brescia, quando si trova ad affrontare una curva in territorio di Villanuova e sbanda. Il rimorchio invade l'altra corsia di marcia proprio mentre dalla direzione opposta sta arrivando una Toyota Yaris che viene urtata violentemente dal mezzo pesante.

Alla guida della Yaris c'è una giovane donna residente nella media Valsabbia che si ferma spaventatissima e si rende subito conto che l'autoarticolato, invece, prosegue la marcia senza nemmeno rallentare. La ragazza allerta la polizia locale che la soccorre constatando per prima cosa le sue buone condizioni fisiche, compatibilmente con il trauma appena vissuto. L'automobile invece ha subito danni, di cui dovrà rispondere il camionista fuggito.

La pattuglia effettua i rilievi del caso e raccoglie indizi utili per individuare il conducente dell'autoarticolato che al momento non ha ancora un nome, ma potrebbe avere le ore contate, visto che le indagini proseguono spedite.

Giovanna Gamba

 

Un 17enne si è impossessato di una borsa lasciata sul sedile di un'automobile in sosta davanti all'Italmark. Individuato dalla polizia locale, è stato denunciato per furto aggravato.

Le pattuglie della polizia locale valsabbina sono sempre attive anche in questi giorni di festa per i controlli sul territorio in generale e per la prevenzione di reati come i furti, in particolare. In questo caso, il loro pronto intervento ha permesso di risolvere il caso di una borsa rubata da una vettura nel parcheggio del centro commerciale Italmark di Roè Volciano.

I fatti risalgono al primo pomeriggio del 28 dicembre, quando un ragazzo nota nei pressi dei giardini dietro il centro commerciale un altro ragazzo intento a frugare dentro una borsa da donna con movenze che lo rendono sospetto. Il giovane si avvicina e chiede al coetaneo cosa stia facendo, ma quello con una mossa fulminea intasca dei contanti, getta la borsa a terra e riesce a scappare. Al ragazzo non resta che avvisare una pattuglia della polizia locale che subito giunge sul posto e acquisisce le prime informazioni per poter avviare le indagini, a partire dalla descrizione del ladro.

Mentre si cerca di risalire all'identità del giovane ladro, gli agenti contattano la proprietaria della borsa, dove erano rimasti tutti i documenti, e la convocano in comando per la restituzione. La donna ricostruisce l'accaduto, riferendo di aver lasciato per pochi attimi la borsa sul sedile dell'auto parcheggiata e di non averla più ritrovata al suo ritorno. Al suo interno ritrova tutto, tranne i contanti che stima in circa 60/90 euro.

Intanto proseguono le attività di indagine e la polizia locale riesce a risalire all'autore del furto, subito convocato in comando. Si tratta di un 17enne residente in un'altra provincia che viene denunciato per furto aggravato. Il ragazzo ammette sue responsabilità, ma non restituisce i soldi perché li ha già spesi tutti.

Grazie alla videosorveglianza, un pregiudicato gavardese è stato riconosciuto dagli agenti della polizia locale mentre tagliava gli pneumatici di un'automobile in sosta nei pressi dell'ospedale.

La storia comincia il 27 dicembre scorso, quando una pattuglia della polizia locale valsabbina sta compiendo un controllo di routine nella zona dell'ospedale di Gavardo. Gli agenti vengono fermati da un cittadino il quale riferisce di aver trovato la propria auto danneggiata; in particolare, mostra i quattro pneumatici tutti tagliati, oltre ad altri danni subiti dalla propria vettura che si trovava parcheggiata in sosta vicino allo stesso ospedale. La polizia locale raccoglie la denuncia di danneggiamento aggravato e inizia le indagini per risalire al colpevole.

I primi indizi, risultati poi determinanti per indirizzare gli investigatori sulla strada giusta, vengono forniti dalle telecamere per la videosorveglianza, fortemente volute dall'amministrazione comunale e installate di recente in numerosi punti strategici del territorio. Le immagini vengono condivise al comando con tutti i colleghi, così da avere maggiori possibilità di riconoscere l'autore del danno. In effetti succede proprio così: alcuni agenti avanzano l'ipotesi che si tratti di una persona da loro conosciuta e i dubbi in merito sono proprio pochi. A questo punto il presunto colpevole viene osservato per qualche giorno e poi convocato al comando per essere sentito come persona informata sui fatti. 

L'uomo ben presto cade in contraddizione e non sa fornire alcune spiegazioni richieste. A questo si aggiungono dei riscontri oggettivi, dato che a casa del sospetto vengono trovati - al di là di ogni ragionevole dubbio - gli stessi abiti immortalati dalla telecamera nei giorni precedenti. Il caso è risolto: l'uomo viene denunciato alla Procura della Repubblica per danneggiamento aggravato di un bene esposto a pubblica fede. Si tratta di un pregiudicato della zona, di mezza età, autore di alcuni reati di cui la stessa polizia locale era a conoscenza. Ora bisognerà capire la motivazione del gesto compiuto e proseguire le indagini per determinare se sia anche colpevole di altri danneggiamenti analoghi compiuti in zona nel recente passato.

"L'installazione delle nuove telecamere - commenta il comandante Fabio Vallini - volute dall'amministrazione di Gavardo per aumentare la sicurezza del territorio porta i primi risultati. Restano naturalmente fondamentali anche la conoscenza del territorio e il presidio messo in atto dalla polizia locale, senza i quali le sole immagini non vasterebbero per giungere alla soluzione dei casi":

Giovanna Gamba

Il fatto risale a qualche giorno fa ed è avvenuto in una centralissima via di Gavardo. La polizia locale è riuscita a rintracciare in breve tempo il responsabile, residente a Prevalle, grazie alle segnalazioni dei cittadini che hanno assistito all'evento.

Cronaca poco natalizia, quella accaduta in centro a Gavardo qualche giorno fa tra le 21 e le 22, in una tranquilla serata invernale. Un automobilista alla guida di una Skoda percorre una strada principale del centro quando, giunto nei pressi della piazza, urta un palo della pubblica illuminazione e lo butta a terra. Nonostante l'impatto decisamente forte, l'uomo decide di proseguire la marcia, senza nemmeno fermarsi il tempo necessario a constatare i danni, in una vera e propria fuga.

Una pattuglia della polizia locale è però in zona e viene allertata subito da alcuni testimoni i quali forniscono elementi utili per l'attività di ricerca che scatta immediatamente. Grazie a questa preziosa sinergia, in effetti, l'automobilista viene individuato in breve tempo nel territorio di Prevalle dove risiede e dove stava infatti raggiungendo la propria abitazione. Alla celerità nella risoluzione del caso ha contribuito in maniera determinante anche la stessa polizia locale di Prevalle, contattata dai colleghi dell'aggregazione valsabbina.

L'uomo, una persona di mezza età del paese, ha riferito agli agenti di essere scappato per timore di dover risarcire il danno. Ora non solo gli toccherà pagare per il palo abbattuto, ma in aggiunta avrà anche una sanzione decisamente salata per non essersi fermato e non aver fornito i suoi dati agli organi competenti,

Due ragazzi minorenni avvicinavano i passanti nei pressi dei centri commerciali e chiedevano donazioni per i sordomuti. L'intervento della polizia locale di Rezzato, allertata da alcuni cittadini, ha permesso di fermare la truffa.

La collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine è fondamentale per intervenire tempestivamente ogni volta che le norme vengono infrante, In questo caso il clima natalizio aveva offerto lo spunto per una truffa a due minorenni che avevano ideato una truffa per sfruttare la generosità di ignari cittadini. I due, 15 e 16 anni, si fingevano sordomuti e avvicinavano le persone emettendo vocalizzi e mostrando una brochure che riportava informazioni per la costruzione di un centro aggregativo per persone sordomute. Fingendo di appartenere a un'organizzazione mondiale inesistente, chiedevano contributi in denaro per la realizzazione dell'opera, altrettanto insistente, come hanno dimostrato anche i successivi accertamenti degli agenti.

La polizia locale, già presente in questi giorni in maniera continua nelle aree di maggior aggregazione, soprattutto vicino ai negozi e ai centri commerciali, è stata quindi avvicinata da alcuni cittadini che hanno raccontato di essere stati infastiditi e seguiti dai due finti ragazzi. Raggiunti e bloccati dalla pattuglia, i due fantasiosi truffatori avevano raccolto in meno di un'ora ben 130 euro. Identificati come minorenni di origine rumena, i due sono stati denunciati a piede libero alla Procura per i Minorenni, mentre denaro e brochure sono stati sottoposti a sequestro penale.

Successivamente gli agenti hanno appurato che i due minori si trovavano in compagnia del proprio padre il quale li controllava a qualche decina di metri di distanza. Anche lui è stato identificato e denunciato alla Procura della Repubblica in concorso con i figli. I tre sono residenti in Romania, ma di fatto domiciliati nel centro di Bologna. Il comandante Giancarlo Bonizzardi rinnova ai cittadini l'invito a segnalare tempestivamente alla Polizia Locale qualsiasi fatto che desti sospetti o sia palesemente contrario alla legge.

 

Velista soccorso e salvato. Il comunicato della Guardia costiera. E’ giunta intorno alle ore 19:00 di giovedì 15 dicembre alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Salò, la richiesta di soccorso da parte di un velista che, partito nel pomeriggio dal porto di Garda con destinazione il sorgitore di Navene, all’altezza del castello di Malcesine, in piena oscurità, con lago molto mosso e pioggia battente, ha avuto un problema al motore ausiliario e stante le condizioni metereologiche particolarmente avverse, non riusciva a governare più l’unità.

Immediata la risposta della Guardia Costiera che disponeva l’uscita della Motovedetta di Soccorso CP 703, che raggiungeva, con non poche difficoltà per le onde che superavano anche i 2 metri, l’unità da diporto nelle acque a sud di Malcesine, ove nel frattempo la barca a vela era stata trasportata dal moto ondoso e dal forte vento proveniente da nord.

Affiancata, verificate le buone condizioni di salute del diportista, rimasto sempre in costante contatto telefonico con la sala operativa della Guardia Costiera, l’Equipaggio dell’unità SAR provvedeva a trasferirla in zona ridossata vicino alla costa, ad assicurarla ad una boa e a trasbordare il velista, poi sbarcato nel sorgitore di Garda, per l’impossibilità di ormeggiare in altri sorgitori, stante la troppa risacca causata dal moto ondoso.

E’ fondamentale, prima di intraprendere navigazioni, verificare sempre le condizioni dell’unità sia per quanto riguarda l’efficienza del motore, sia per la presenza delle dotazioni di soccorso previste, ma soprattutto è necessario sempre controllare le previsioni metereologiche, ormai molto attendibili e facilmente consultabili da siti internet o da App meteo, al fine di evitare inutili rischi come quello corso nella serata di giovedì.

Fondamentale, in questo caso, è stato l’ausilio dello smartphone che il diportista aveva a bordo e grazie al quale ha potuto condividere la propria posizione con la Sala Operativa della Guardia Costiera, che, oltre a mantenere un costante contatto telefonico con il velista, ha potuto stimare con precisione la posizione e lo spostamento dell’unità alla deriva per il forte vento e per il moto ondoso.

Il gesto ispirato da un senso civico ormai non comune è stato compiuto da uno studente universitario del 1996. Il giovane ha trovato per terra una busta contenente 2850 euro e non ha esitato a consegnarla alle forze dell'ordine. Già rintracciata la donna che li aveva smarriti.

I fatti risalgono alla mattina del 5 dicembre e hanno il sapore di una storia natalizia che scalda il cuore. Un giovane arriva presso il municipio e cerca di incontrare il sindaco o gli agenti di polizia locale, informandoli di dover consegnare una busta trovata casualmente per strada. La busta contiene ben 2850 euro, eppure il ragazzo, classe 1996 e residente a Gavardo, non ha avuto il minimo dubbio circa la volontà di consegnarli in modo da trovare la persona che li aveva persi. La sottolineatura è d'obbligo, in tempi dominati da chi cede piuttosto alla furbizia, al sotterfugio o alla disonestà.

Nella busta non ci sono documenti personali per poter identificare il proprietario, tuttavia alcuni indizi mettono gli agenti sulla strada giusta. Dopo un paio di sopralluoghi e qualche telefonata, la polizia locale identifica senza ombra di dubbio la persona in questione: si tratta di una donna residente a Gavardo che ha un'attività e ieri sera si stava muovendo portando con sé l'incasso della giornata, quando è accaduto l'increscioso fatto. Inutile descrivere il sollievo della donna quando ha sentito dagli agenti che i suoi soldi erano stati recuperati!

"Non sappiamo - risponde a domanda specifica il comandante Fabio Vallini - se la signora abbia ricompensato il giovane come prevede lo stesso codice civile in questi casi. Ciò che vogliamo evidenziare con molta decisione è l'importanza e il significato di un gesto come quello compiuto dal giovane universitario. L'onestà di questo ragazzo gavardese lascerà il segno e spero possa essere presa come esempio da molte altre persone".

Giovanna Gamba

(la foto della consegna è d'archivio)

Una giovane donna ha abbattuto un palo dell'illuminazione nel parcheggio di un centro commerciale a Villanuova. Per fortuna non passava nessuno e non c'erano automobili parcheggiate nelle vicinanze.

Era mattina presto, quindi non c'era nessuno di passaggio nel parcheggio del supermercato Aldi di Villanuova. I pochi veicoli parcheggiati non si trovavano nelle vicinanze, quindi quella che poteva essere una tragedia è solo un fatto di cronaca con qualche danno ma nessun ferito. Arrivando nei pressi dei posti rosa riservati alle signore, una giovane donna non si è accorta di un palo dell'illuminazione e, mentre faceva manovra per parcheggiare, l'ha colpito in pieno. Il palo è caduto rovinosamente sull'asfalto, per fortuna senza colpire nessuno.

La polizia locale della Valle Sabbia è intervenuta sul posto e ha inizialmente verificato le condizioni psicofisiche della ragazza che erano regolari, a parte una comprensibile agitazione e lo spavento. Subito dopo gli agenti hanno messo in sicurezza la zona con transenne e nastro bifacciale, mentre uno di loro chiamava l'elettricista del Comune. Quest'ultimo ha tolto la corrente elettrica per evitare ogni pericolo, dopodiché è rimasta solo da fare la conta dei danni. Nessun ferito, nemmeno la giovane alla guida.

Un 24enne di Salò si allontana dopo aver provocato la caduta di due ciclisti con il suo monopattino, sulla ciclabile tra Villanuova e Roè Volciano. La polizia locale valsabbina lo individua e per lui scatta la denuncia.

 

Gli agenti questa volta vengono allertati da una richiesta di intervento per incidente in codice rosso intorno alle 9:30 di ieri mattina. Una pattuglia, già sul territorio di Roè Volciano, raggiunge in pochi minuti il luogo del sinistro, la pista ciclabile che collega Villanuova allo stesso Roè Volciano. Qui sono fermi i due ciclisti feriti, uno dei quali già sull'ambulanza e affidato alle cure del personale sanitario. All'appello manca la terza persona coinvolta, colui che alla guida del suo monopattino ha provocato l'incidente e poi ha pensato bene di allontanarsi. 

I fatti vengono ben presto ricostruiti grazie ai ciclisti stessi e ad alcuni testimoni: il monopattino viaggiava sulla ciclabile in territorio di Roè verso Villanuova, mentre i due ciclisti provenivano dalla direzione opposta quando il monopattino è piombato su di loro facendoli cadere. Le testimonianze sono concordi nel sostenere che la velocità del veicolo era elevata e l'impatto piuttosto violento. Nonostante ciò, il ragazzo alla guida del monopattino si è rialzato, ha constatato i danni subiti e se n'è andato. Raggiunto da un'automobilista di passaggio sulla scena del sinistro, non ha voluto fornire i propri dati e ha risposto alla donna che non sarebbe tornato indietro, riuscendo poi a far perdere le proprie tracce.

Gli elementi per risalire alla sua identità sono pochi, ma ancora una volta la conoscenza del territorio permette alla polizia locale di ipotizzare che si tratti di una persona conosciuta al comando, perché alcuni dettagli portano proprio in quella direzione. Secondo gli agenti si tratta dunque di un 24enne residente a Salò che però si aggira spesso per Roè Volciano e a solo un chilometro dal luogo dell'incidente ha un punto d'appoggio in un'abitazione della zona. 

Finiti i rilievi gli agenti raggiungono la casa e, pur non trovando il ragazzo, rinvengono il monopattino con tutti i segni dell'impatto: freno rotto e varie abrasioni sul manubrio e sul telaio, danni pienamente compatibili con quanto riferito dai testimoni. Raggiunto al telefono, il ragazzo ammette di essere stato lui alla guida del mezzo e adduce come scusa del suo allontanamento la fretta per un incontro con delle persone che lo stavano aspettando.

Per lui scatta immediatamente la denuncia per lesioni personali colpose a seguito di incidente stradale, omissione di soccorso e fuga dopo aver provocato un sinistro. "Il monopattino - ricorda il comandante Fabio Vallini - è un veicolo a tutti gli effetti, pertanto il conducente risponde a tutte le norme del codice della strada". Il monopattino è stato sequestrato ed è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Per il ciclista ricoverato, residente a Gavardo, si attende la prognosi: i sanitari per ora hanno confermato che ha ferite serie, ma non è in pericolo di vita, mentre il suo compagno se l'è cavata con parecchie escoriazioni ma nessun danno grave.

Giovanna Gamba

Un giovane della bassa Valle Sabbia circolava di notte per Gavardo con l'automobile che un suo cliente gli aveva consegnato per una riparazione. Scorgendo gli agenti della polizia locale è fuggito a tutta velocità per alcuni chilometri, ma gli agenti sono riusciti a rintracciarlo.

I fatti risalgono alla notte fra il 18 e il 19 novembre, quando una pattuglia della polizia locale valsabbina era impegnata in uno dei consueti controlli del territorio per contrastare gli incidenti stradali, ma anche l'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Intorno all'1:30 gli agenti scorgono una vettura, poi riconosciuta come una Toyota Yaris, che alla vista degli agenti accelera bruscamente, fa un sorpasso e si dà alla fuga a tutta velocità. La polizia locale si mette prontamente all'inseguimento per le vie del paese e, mentre tentano di ridurre le distanze, vedono l'automobilista commettere una serie di infrazioni: nella sua folle corsa, infatti, il conducente invade spesso l'altra corsia di marcia, fa continui sorpassi e prosegue a zig zag, addirittura per un tratto sale sul marciapiede e arriva a urtare un muro di cinta.

 

Gli agenti lo tallonano con sirene e lampeggianti, ma lui non accenna a diminuire la velocità, anzi, continua a correre finché imbocca una strada che va verso la montagna ed è senza altra via d'uscita. Quando sta per essere raggiunto, l'uomo abbandona l'auto in uno spiazzo e si dà alla fuga tra le sterpaglie, riuscendo a far perdere le proprie tracce. La pattuglia, che durante l'inseguimento era riuscita a memorizzare la targa della vettura, ora se la trova a disposizione e procede subito a perquisirla.

Risaliti al nome del proprietario, i poliziotti si recano presso la sua abitazione per chiedergli conto dell'automobile. A questo punto la sorpresa: l'ignaro proprietario stava dormendo sonni tranquilli e riferisce di non avere presso di sé la macchina perché l'ha portata dal meccanico il giorno prima. Non resta che chiedere conto dell'auto al meccanico stesso, così sempre in piena notte la pattuglia si sposta presso l'autofficina dove non c'è alcuna traccia della vettura in questione, così come non la si trova neppure presso la stessa abitazione dell'uomo, che guarda caso risulta irreperibile.

Gli agenti, tuttavia, conoscono bene il territorio e sono certi di aver riconosciuto il meccanico stesso durante la fuga a piedi nel breve tratto che lo separava dai boschi, quindi non ci sono più dubbi sull'identità del conducente, tra l'altro già noto alle forze dell'ordine perché gli era stata ritirata la patente poco tempo fa. Il meccanico dunque si stava muovendo tranquillamente con la macchina del cliente e in più aveva anche la patente sospesa.

Nei giorni successivi La Yaris viene restituita al legittimo proprietario, mentre al comando viene convocato il meccanico a cui vengono contestati guida senza patente, resistenza a pubblico ufficiale e una lunga serie di verbali, circa una decina, per tutte le infrazioni compiute in quella folle notte. Si tratta di un giovane della bassa Valle Sabbia che ora subirà anche la revoca della patente di guida, visto che circolava con patente sospesa.

Giovanna Gamba

Il comandante dell'aggregazione valsabbina di Polizia Locale, Fabio Vallini, fa il punto della situazione dopo l'ultima tornata dei controlli straordinari programmati per contrastare gli incidenti stradali e la guida sotto l'effetto di alcol e droghe.

I controlli stradali, intensificati per scelta negli ultimi tempi, forse cominciano a fare da deterrente agli utenti della strada: pare infatti che sempre più automobilisti ci pensino bene prima di mettersi alla guida, se non sono in condizioni psico-fisiche adeguate. Sono queste le conclusioni immediate che si possono trarre dai dati relativi alle ultime due settimane di controlli straordinari con più pattuglie sulle strade della Valle Sabbia. L'obiettivo degli agenti della Polizia Locale della Valle Sabbia questa volta era soprattutto pattugliare le vie di comunicazione, in modo da contrastare l'incidentalità, la guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, nonché lo stesso consumo di sostanze stupefacenti.

Su ben 715 conducenti sottoposti a controllo per verificare il tasso alcolemico, soltanto 2 sono le persone risultate positive perché sorprese alla guida in stato d'ebbrezza. Si tratta di un risultato sorprendente che vale la pena sottolineare. "I servizi svolti nelle settimane  precedenti - precisa il comandante Vallini - avevano fatto registrare un numero più elevato di contestazioni riguardante la guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche. Probabilmente i maggiori controlli sono serviti anche come deterrente e le persone sono diventate più sensibili ad un aspetto che incide ancora molto sull'incidentalità stradale". A questo proposito va ricordato che nell'anno in corso sono stati 146 gli interventi su incidenti stradali eseguiti dal Comando in Valle Sabbia e non sono mancati quelli gravi.

Per quanto riguarda la cronaca degli ultimi giorni, a Gavardo è stata ritirata la patente di guida a una ragazza che, in pieno giorno, davanti a una pattuglia della polizia locale aveva tamponato un'auto che la precedeva. I successivi controlli hanno evidenziato che la donna era in evidente stato di ebbrezza, tanto da non riuscire nemmeno ad eseguire la prova con l'etilometro. Per lei è scattata anche la denuncia penale e una segnalazione alla Prefettura, perché trovata in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente.  A seguito di controlli notturni nei parchi, infine, sono stati segnalati alla Prefettura, perché trovati in possesso di sostanza stupefacente , 4 ragazzi.

Giovanna Gamba

Durante un controllo serale del territorio, gli agenti della polizia locale valsabbina hanno fermato una persona con alcune dosi di droga e parecchi soldi, sia con sé che presso la propria abitazione. Arrestato, l'uomo è stato processato per direttissima stamattina. Si tratta di un 40enne di Gavardo.

 

I controlli straordinari serali e notturni della polizia locale valsabbina sono sempre più serrati e ogni volta portano a individuare qualcuno che non rispetta la legge con comportamenti imprudenti o addirittura talvolta criminali. Ieri sera, per esempio, due pattuglie stavano controllando la circolazione stradale, con l'intento di prevenire la guida in stato di ebbrezza, oltre a furti e consumo di droga.

Nel corso della serata fermano un automobilista che si mostra subito molto nervoso e oppositivo. Mentre prende i documenti di guida nel cruscotto, l'uomo lascia cadere qualcosa sul tappetino dell'automobile. L'azione non sfugge all'agente più vicino il quale prende subito in mano un sacchettino che si rivelerà poi essere droga, come del resto tutti avevano sospettato fin da subito.

L'uomo viene allora controllato in modo più approfondito, ma si ribella e oppone resistenza attiva agli agenti che insistono: urla, li prende a pugni, a calci e si irrigidisce al punto che gli agenti per procedere devono ammanettarlo. La colluttazione finirà per costringere tre dei poliziotti a ricorrere a cure mediche, con ferite che saranno giudicate guaribili in 5 giorni. Nel frattempo, però, la perquisizione del cittadino può essere portata a termine e questo permette di scoprire altre tre dosi di sostanza stupefacente nascoste sia addosso all'uomo che all'interno del veicolo: la prima è una dose di un grammo, le altre da più di mezzo grammo.

Potrebbe sembrare una modica quantità, in possesso per autoconsumo, tuttavia alla perquisizione non sfugge la somma di 750 euro, decisamente alta per una serata feriale gavardina. Sul sedile viene inoltre trovato altro cellophan identico a quello con cui erano state confezionate le dosi appena rinvenute. A questo punto diventa necessaria anche una perquisizione immediata presso l'abitazione dell'uomo, dove vengono trovati contanti per un totale di 26mila euro disseminati in vari nascondigli, denaro riconducibile con ogni probabilità allo spaccio.

L'uomo viene portato in cella di sicurezza presso il comando della polizia locale di Brescia, dove viene anche fotosegnalato. Il processo per direttissima si è svolto nella mattinata di oggi, con il giudice che ha convalidato l'arresto, contestando i reati di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Il cittadino arrestato è B.M, 40enne residente a Gavardo.

Giovanna Gamba

Nei giorni scorsi la polizia locale della Valle Sabbia ha incontrato i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado per una giornata di formazione. Coinvolti più di 200 studenti.

 

Non solo sanzioni. Da tempo si insiste sul valore della prevenzione come migliore strumento per contrastare comportamenti scorretti e pericolosi per sé e per gli altri. Lo sa bene il comandante della polizia locale valsabbina Fabio Vallini che, con alcuni agenti dell'aggregazione, ha trascorso una mattinata in sala consiliare a Villanuova per puntare sulla sensibilizzazione delle nuove generazioni in merito a diverse tematiche relative alla convivenza civile. 

Si è parlato di rispetto del codice della strada, di spaccio e uso di sostanze stupefacenti, di abuso di alcol e - tema particolarmente delicato fra i preadolescenti - della prevenzione di bullismo e cyberbullismo. Gli studenti hanno seguito con attenzione il racconto degli esperti che si basava in buona parte sull'esperienza vissuta durante il controllo del nostro territorio, con accenni anche a loro interventi diretti in fatti di cronaca recenti. La formazione aveva dunque il carattere della concretezza che tanto aiuta a calamitare l'interesse dei più giovani e a rendere più efficaci le parole dei relatori.

Durante le attività, anche il sindaco Michele Zanardi ha raggiunto ragazzi e insegnanti, partecipando con loro all'incontro.

Continuano i controlli straordinari della polizia locale valsabbina in orari serali e notturni per presidiare il territorio.

 

Il comandante Fabio Vallini fa il punto della situazione e riferisce di varie sanzioni elevate sia ad automobilisti, per diverse tipologie di infrazioni e reati, sia a persone intente a consumare sostanze stupefacenti.

Nelle ultime due settimane - racconta Vallini - sono state ritirate 6 patenti per guida sotto l'effetto di alcol: 5 automobilisti avranno conseguenze penali per il tasso alcolico elevato, mentre per una persona è prevista solo una sanzione amministrativa dal momento che il tasso era superiore a quanto consentito dalla legge, ma di poco. Assoluta parità di genere fra i sanzionati: si tratta inftti di tre uomini e tre donne.

Sempre sulla strada sono stati fermati e sanzionati 10 veicoli che stavano effettuando sorpassi pericolosi, mentre i controlli hanno rilevato ben 64 veicoli che circolavano senza la necessaria revisione periodica. Sono stati inoltre sequestrati 5 veicoli senza copertura assicurativa, infrazione particolarmente grave in caso di sinistro stradale. Tra gli altri automobilisti sanzionati, 12 sono stati sorpresi mentre circolavano utilizzando il telefonino e altri 10 mentre viaggiavano senza cinture di sicurezza. Altri due, infine, hanno ricevuto un fermo amministrativo per altre violazioni.

Anche i controlli in parchi e luoghi pubblici hanno permesso di identificare persone che violavano la legge. In particolare, sono state segnalate alla Prefettura 5 persone che consumavano droga in un parco della zona.

Polizia locale e associazioni di volontariato insieme contro le truffe: il progetto coinvolge numerosi Comuni del territorio valsabbino e continuerà anche nelle prossime settimane. Le foto mostrano gli incontri tenuti con gli anziani a Sabbio, Vestone e Gavardo.

 

Non occorre consultare le statistiche per sapere che sono gli anziani la categoria più a rischio quando si consumano raggiri e truffe, perciò la polizia locale valsabbina ha promosso un percorso di informazione e formazione dedicato soprattutto a loro. Il progetto presentato dal comando valsabbino ha ottenuto l'approvazione di Regione Lombardia e ha visto coinvolte numerose associazioni di volontariato, insieme agli amministratori locali del territorio.

Il percorso ha preso il via qualche mese fa e non si è limitato a un incontro illustrativo, bensì ha raggiunto le persone in luoghi frequentati abitualmente - per esempio il mercato dei vari paesi o i diversi uffici postali - in modo da avvicinarle con materiale informativo e invitarle agli incontri di formazione specifica. Con gli agenti della polizia locale si sono mossi l'Associazione Nazionale Carabinieri di Gavardo e dell'Alta Valsabbia, il Comitato di controllo del vicinato di Sabbio e i Volontari Gavardesi.

L'attività congiunta ha avuto il suo compimento negli incontri di formazione per il contrasto alle truffe e la prevenzione dei furti. Gli interventi degli esperti non si sono limitati a un'esposizione teorica di regole e consigli, ma erano arricchiti dalla narrazione di esperienze recenti vissute sul campo dalle forze dell'ordine o raccolte attraverso la cronaca. Oltre a questo, gli agenti hanno potuto a loro volta raccogliere ulteriori segnalazioni che serviranno per il loro lavoro futuro e per nuove comunicazioni nelle prossime riunioni. In questo modo si crea un circolo virtuoso di informazioni che si diffondono e aiutano anche le persone più fragili a farsi accorte di fronte ai malintenzionati che continuano a inventare nuovi metodi di raggiro, creando situazioni sempre più credibili e verosimili.

La partecipazione del pubblico è stata ovunque numerosa e attenta e gli utenti hanno espresso un alto gradimento per l'iniziativa che pertanto si estenderà anche ad altri paesi della valle. "Abbiamo fatto la scelta di realizzare un percorso di formazione - spiega il comandante Fabio Vallini - perché siamo convinti che per raggiungere determinati livelli di sicurezza sia necessario istruire e formare: non basta infatti reprimere e neppure il solo controllo è più sufficiente, a fare la differenza in maniera determinante è la prevenzione. Oltre a ciò, desidero sottolineare il valore aggiunto dato al progetto dal rapporto positivo e sinergico con il volontariato, che si è messo a disposizione con generosità per dare una mano in questa iniziativa".

Giovanna Gamba

Gli agenti valsabbini hanno recentemente ampliato, anche con turni serali e notturni, i controlli nei parchi e nelle strade dei comuni afferenti all'aggregazione di polizia locale della Valle Sabbia.

Negli ultimi giorni, in particolare, due pattuglie sono state impiegate in orari serali e notturni per dare seguito a numerose segnalazioni pervenute dai cittadini, i quali lamentavano episodi riconducibili al consumo di sostanze stupefacenti nei parchi. Il lavoro ha portato alla segnalazione di sette giovani presso la Prefettura di Brescia, in quanto trovati in possesso di droga destinata all’uso personale: portavano infatti con sé 8,5 grammi di hashish tra Gavardo e Vestone. Tra questi, due erano minorenni e sono stati segnalati anche alla Procura dei Minori, perché trovati all’interno di un parco di Gavardo intenti a consumare droga. Per violazione alla normativa sugli stupefacenti, sono state inoltre ritirate due patenti di guida. 

Per quanto riguarda invece l'abuso di alcol, un ragazzo 20enne è stato sanzionato per ubriachezza molesta mentre si trovava, sempre all'interno di un parco, in evidente stato di alterazione. Per concludere, una buona notizia: gli agenti non hanno riscontrato alcuna violazione per guida in stato di ebbrezza, nonostante siano stati sottoposti alla prova dell'etilometro circa un centinaio di conducenti di autoveicoli.

I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, impegnando più pattuglie in orari e giorni differenti.

Si era lanciato con il parapendio dal Monte Baldo, ma qualcosa è andato storto e il turista svizzero è atterrato male, probabilmente per problemi al parapendio, finendo la sua corsa nelle acque antistanti Malcesine a circa 500 metri dalla località Navene.

Subito raggiunto dai gommoni di assistenza presenti sulla costa veronese per tali discipline sportive, è stato verificato che lo sportivo aveva traumi su più parti del corpo e, stante la difficoltà di recupero, dovuta alle varie cime del parapendio che avevano avvolto lo sportivo, si rendeva necessario far intervenire la Guardia Costiera e i sanitari del 118, nel mentre veniva tenuto in galleggiamento vicino al predetto mezzo nautico.

Avvisata, quindi, telefonicamente la Sala Operativa della Guardia Costiera di Salò, che coordina i soccorsi su tutto il bacino del Lago di Garda, quest’ultima, oltre a far intervenire la Motovedetta CP 605, rischierata nel vicino sorgitore di Torbole, richiedeva alla Sala Operativa del 118 di Verona l’invio di autoambulanza nel porto di Navene e di sanitari da poter eventualmente imbarcare sulla predetta Unità di Soccorso. Il 118 verificata tale necessità, faceva decollare l’elisoccorso, che giunto a Malcesine verricellava i sanitari in porto a Navene, che venivano imbarcati sulla Motovedetta CP 605.

Raggiunto il parapendista, i sanitari del 118, congiuntamente all’Equipaggio della predetta unità SAR della Guardia Costiera, lo liberavano dalle cime del paracadute e lo recuperavano a bordo della Motovedetta CP 605, ove gli venivano prestate le prime assistenze sanitarie.

Raggiunto il porto di Navene, veniva poi sbarcato dalla Motovedetta e imbarcato su un’autoambulanza del 118, fatta convergere nell’immediato in porto, che lo trasferiva cosciente, ma con problemi alla spalla e al braccio sinistro, presso il nosocomio di Borgo Trento di Verona.

Richiesto anche l’impiego dei Vigili del Fuoco, che avevano mollato con la loro Unità Navale di soccorso da Bardolino per raggiungere la zona e collaborare con le operazioni di soccorso in atto.

L'allarme è scattato intorno alle 13.00 di domenica, quando numerose persone, che a quell’ora si trovavano sulla costa del comune di San Felice e di Manerba, hanno notato fumo e fiamme levarsi da un motoscafo che era a circa 200 metri dalla costa ed hanno chiamato la Sala Operativa della Guardia Costiera di Salò che, oltre ad inviare immediatamente il GC A58, ha richiesto alla S.O. dei VVF di Brescia l’intervento della loro unità di stanza a Salò.

Giunti dopo pochi minuti, i guardiacoste hanno verificato che i due diportisti, che si trovavano sul motoscafo ove era scoppiato l’incendio, erano stati già trasbordati da un altro natante che era nei pressi del motoscafo andato in fiamme, trasferendoli presso un vicino pontile di San Felice. Per entrambi i diportisti si è resa necessaria l’assistenza di un'autoambulanza del 118 sul posto, che dopo le prime cure ha trasferito entrambi in codice verde presso il nosocomio di Gavardo.

L’incendio è stato estinto grazie all’intervento dell’unità dei VIGILI DEL FUOCO la V01 giunta prontamente in zona a seguito della richiesta di intervento della Guardia Costiera di Salò. Il motoscafo, però, per i gravi danni alle sovrastrutture e allo scafo causati dall’incendio, successivamente affondava su un fondale di circa 4/5 metri.

 

 

Dopo circa una settimana di indagini a tutto campo, la polizia locale della Valle Sabbia è riuscita a scovare il ladro che aveva abbandonato la vettura rubata, dopo aver provocato un rocambolesco inseguimento a Roè Volciano. Si tratta di un giovane poco più che ventenne, già noto alle forze dell'ordine per precedenti specifici.

 

Ci eravamo occupati del fatto giusto una settimana fa, immaginando che l'epilogo sarebbe giunto a breve. Gli agenti della polizia locale, durante un posto di controllo a Roè Volciano, avevano intimato l'alt a una Lancia Y bianca che destava in loro qualche sospetto. In effetti, il conducente aveva subito confermato la loro sensazione, accelerando e proseguendo la marcia ad alta velocità, convinto di riuscire in tal modo a eludere i controlli. Quando invece si era accorto che gli inseguitori stavano per raggiungerlo, aveva abbandonato l'autovettura ed era fuggito a piedi, riuscendo a far perdere le proprie tracce. La polizia locale aveva così saputo che l'automobile, di proprietà di un gavardese, era stata rubata a Vobarno all'inizio di agosto. A complicare ulteriormente la posizione del ladro, nel baule erano stati inoltre trovati un coltello dalla lunga lama e un paio di forbici molto affilate.

Fin da subito erano state avviate indagini attente e certosine, sia con l'ausilio di telecamere che, soprattutto, con metodi tradizionali. Ci è voluto un po' di tempo, ma il lavoro ha permesso di stringere il cerchio intorno al ladro. Si tratta di un giovane, poco più che ventenne, residente a Roè Volciano e con precedenti per furto, che sarà denunciato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi atte a offendere. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Roè Volciano, Mario Apollonio, al comando della polizia locale per i risultati raggiunti, grazie alle puntuali attività di indagine e all'impegno sostenuto da tutti gli agenti coinvolti nel caso.

Giovanna Gamba

Il nostro articolo precedente: Roè, auto sospetta si rivela rubata: polizia locale sulle tracce del ladro

Triangolo di località per la cronaca di un pomeriggio valsabbino: da un posto di controllo di routine a Roè Volciano, la polizia locale ha recuperato e restituito al proprietario di Gavardo un'autovettura rubata a Vobarno. Il ladro si è dato alla fuga, ma il cerchio attorno a lui potrebbe stringersi a breve.

 

L'altro ieri, intorno alle 17, una pattuglia della polizia locale era impegnata in uno dei consueti posti di blocco in territorio di Roè Volciano. Gli agenti vedono arrivare una vettura con a bordo una persona potenzialmente sospetta e decidono di comune accordo di fermarla. Il conducente rallenta fingendo di accostare, ma poi accelera di colpo e prosegue la sua marcia a velocità sostenuta. 

Agli agenti non resta che inseguirlo e riescono presto ad accorciare le distanze, al punto che, sentendosi braccato, l'automobilista abbandona la vettura e si dà alla fuga a piedi. Il vantaggio accumulato gli consente di far perdere le proprie tracce. La polizia locale intanto approfondisce i controlli e scopre che il veicolo era stato rubato lo scorso agosto a Vobarno, perciò si mette in contatto con il proprietario, residente a Gavardo, per la restituzione. 

Nel frattempo la vettura viene ispezionata e nel bagagliaio si scoprono, ben nascosti, un coltello dalla lama di 34 cm e un paio di forbici. Anche altri agenti di supporto raggiungono la prima pattuglia e si coordinano per la ricerca del fuggitivo, ma non riescono a scovarlo, anche se alcune tracce lasciano supporre che la sue fuga potrebbe avere le ore contate.

L'uomo sarà accusato dei reati di ricettazione, porto abusivo di oggetti atti a offendere e resistenza a pubblico ufficiale. Seguiremo gli sviluppi del caso.

Giovanna Gamba

Ieri a Gavardo una signora è stata urtata da un'autovettura ed è rovinata a terra senza che l'automobilista si fermasse a prestarle soccorso. Il pronto intervento della polizia locale valsabbina ha permesso di risalire alla vettura e alla donna alla guida, per la quale si stanno decidendo i provvedimenti da prendere.

 

L'urto è avvenuto ieri in via Gosa, quasi sul confine con Villanuova. Una signora procedeva sul marciapiede con la sua bicicletta, quando da dietro un'automobile perde il controllo, salendo per un tratto sul marciapiede e urtando la donna, che cade a terra. L'autovettura non si ferma e nemmeno rallenta; per fortuna la signora si rialza, anche se dolorante, e dice di sentirsi bene.

Viene chiamata la polizia locale e una pattuglia già in zona arriva nel giro di pochi minuti. Ci sono pochi elementi per risalire all'automobilista, però alcuni saranno determinanti: per terra è rimasto infatti un pezzo di specchietto retrovisore rotto. Gli agenti, inoltre, riescono a individuare un testimone che racconta nei dettagli l'increscioso fatto, precisando che si trattava di un veicolo bianco e, soprattutto, riferendo due caratteri alfanumerici della targa. Non è molto, ma è un ottimo punto di partenza.

A quel punto vengono visionati i filmati della videosorveglianza e l'automobile viene ben presto individuata, così come la proprietaria che viene convocata al comando. La donna afferma che la vettura in realtà è in uso alla figlia, residente a Vobarno, la quale messa alle strette si vede costretta ad ammettere le proprie responsabilità. Adduce l'uso del telefono come causa della perdita di controllo, ma sottolinea di essere stata certa che l'urto riguardasse un paletto, non una persona, perciò non si era fermata. Guarda caso, però, gli agenti osservano che lo specchietto è già stato sostituito a poche ore dall'incidente.

Al momento la posizione dell'automobilista è al vaglio della polizia locale che deciderà i provvedimenti da adottare nei suoi confronti. Da un lato c'è la fortuna che l'investita ha riportato solo alcune escoriazioni, dall'altro, tuttavia, si tratta di una persona anziana e le conseguenze avrebbero potuto essere disastrose. "Il senso civico dei cittadini - ha commentato il comandante Fabio Vallini - insieme al tempestivo intervento delle forze dell'ordine e all'ausilio della tecnologia, ha permesso di risolvere il caso in brevissimo tempo. Auspichiamo che il rapporto di collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine continui a essere saldo perché è determinante nella maggior parte delle situazioni".

Giovanna Gamba 

La Polizia di Stato ha tratto in arresto a Rivoltella un 20enne accusato di rapina a un coetaneo e in via Roma un 36enne con addosso cocaina e notevoli quantità di denaro.

Siamo sul finire della stagione estiva e nelle principali località del Basso Garda bresciano si registra ancora un notevole afflusso di turisti, soprattutto stranieri. Per tale ragione  il Commissariato di Polizia di Desenzano continua a svolgere un’attività di controllo a vasto raggio nei luoghi maggiormente frequentati e ritenuti più sensibili, come stazioni ferroviarie, porti, musei, parcheggi, adiacenze di complessi alberghieri, locali pubblici, al fine contrastare fenomeni criminosi diffusi quali gli scippi, i furti in appartamento e i borseggi. L’attività, che ha visto l’impiego di numerose unità operative, ha portato nei scorsi giorni a due arresti.

A Rivoltella, un 20enne è stato arrestato in quanto resosi responsabile di una rapina nei confronti di un suo coetaneo. In particolare l’arrestato, avvicinatosi alla vittima designata, con uno sgambetto l’aveva fatta cadere al suolo e si era impossessato del suo smartphone, per poi darsi subito alla fuga. A quel punto la vittima aveva contattato la Polizia di Stato, che nell’immediatezza si era messa alla ricerca dell’autore della rapina. Gli agenti del Commissariato di Desenzano del Garda, poco dopo, hanno individuato l’aggressore nei pressi di Via Michelangelo, poco distante da dove è avvenuto il fatto. Per tale motivo il 20enne, che ancora aveva con sé il bene sottratto, è stato tratto in arresto.  

Il secondo arresto è avvenuto domenica sera in Via Roma, dove gli agenti, insospettiti dal suo atteggiamento, hanno controllato un cittadino di anni 36 con numerosi precedenti.  Visto il forte stato del giovane, i poliziotti hanno proceduto a perquisizione personale che in effetti ha portato frutto. Infatti, all’interno di un cilindretto portachiavi in metallo, il 36enne deteneva 5 involucri termosaldati contenenti cocaina. Inoltre, all’interno del suo portafoglio sono stati rinvenuti 4200 euro in contanti, oltre a 2 smartphone che continuavano ininterrottamente a squillare. Successivamente, gli agenti hanno perquisito l'abitazione dell’uomo, sita a Calcinato, dove hanno rinvenuto altre 3 confezioni di cocaina, oltre al materiale da confezionamento e bilancino di precisione. In cucina, inoltre, i poliziotti hanno trovato altri 2 involucri di hashish da circa 100 grammi ciascuno. 

L’attività di prevenzione proseguirà nei prossimi giorni e sarà estesa anche ad altre località del bacino del basso Garda.

 

Anche in un periodo in cui gli allarmi sull'ambiente si susseguono molteplici, sono ancora troppi i cittadini che non dimostrano alcuna sensibilità ecologica e non rispettano il territorio, abbandonando i rifiuti in modo irregolare. Due casi, uno a Vestone e uno a Gavardo (nella foto, i volontari che si dedicano alla pulizia del territorio, valido aiuto per gli agenti), solo nell'ultima settimana.

 

Smaltire correttamente i rifiuti è uno dei doveri di ogni cittadino e negli ultimi anni la raccolta differenziata, talvolta anche porta a porta, ha contribuito a sensibilizzare la popolazione in proposito. Eppure sono ancora numerosi coloro che pensano di poter aggirare le regole e abbandonano i rifiuti nei luoghi più impensabili, sicuri di farla franca. Per costoro, però, il cerchio si stringe con sempre maggior frequenza, dato che gli agenti possono contare su sistemi di videosorveglianza sempre più efficaci, oltre che su testimonianze e indizi lasciati spesso dagli stessi colpevoli.

"Dall'inizio di quest'anno - precisa il comandante Fabio Vallini - sono 72 i verbali elevati ai cittadini a proposito di rifiuti non smaltiti regolarmente o addirittura abbandonati. La settimana scorsa, per esempio, sono state individuate due persone in luoghi diversi del territorio sorvegliato". Il primo caso riguarda Vestone, dove un uomo ha abbandonato un grande sacco nero vicino all'oratorio, sul marciapiede. Si tratta di una persona con un'attività a cui non manca certo la conoscenza della normativa, eppure le telecamere della videosorveglianza l'hanno sorpreso mentre arrivava con il sacco e se ne andava come se niente fosse, dopo aver lasciato i rifiuti in pieno centro del paese. Per gli agenti è stato dunque facile individuarlo e raggiungerlo per sanzionarlo.

Il secondo caso coinvolge una persona probabilmente recidiva, pertanto il successo degli agenti è ancora più importante. I rifiuti sono stati trovati in più località nel comune di Gavardo, ma il colpevole è un residente di Villanuova che si concedeva delle trasferte, pensando di garantirsi così l'impunità. In questa situazione per gli agenti è stato determinante l'aiuto dei volontari di Gavardo che quotidianamente si impegnano in un prezioso lavoro di pulizia del paese. Grazie a loro, la polizia locale è infatti entrata in possesso di alcuni indizi che l'hanno indirizzata a individuare senza alcun dubbio il colpevole.

La multa in questi casi è di 100 euro, non particolarmente onerosa, dunque, ma lo sforzo continuo a individuare e perseguire queste persone si regge sulla speranza che questa pessima abitudine possa smettere e in tutti prevalga il senso civico, non tanto per timore della multa quanto per la volontà di non deturpare il territorio. "I risultati in questo settore - conclude Vallini - possono essere raggiunti anche grazie alla piena sinergia tra polizia locale e diversi uffici dei comuni di riferimento, primo fra tutti l'ufficio tecnico che ogni volta fornisce un contributo determinante nella ricerca dei colpevoli".

Giovanna Gamba

Avvisata a proposito di un furgone bianco uscito di strada a Gavardo, ma senza alcuna traccia del conducente, la polizia locale valsabbina ha indagato per mezza giornata fino a rintracciare l'uomo, un 47enne, e ricostruire i fatti.

Il comandante Fabio Vallini racconta che tutto è iniziato con una telefonata alle 7:30 di ieri mattina per segnalare la presenza di un furgone semiribaltato in una strada esterna al centro abitato di Gavardo. Una pattuglia giunge sul posto, ma non trova nessuno a bordo né nelle vicinanze. Cominciano gli accertamenti in varie direzioni, grazie ai quali si viene a scoprire che qualche ora prima qualcuno aveva notato un uomo all'esterno del furgone. Potrebbe essere stato il conducente, ma anche un passante non collegato al veicolo e nessun elemento indirizza in un senso o nell'altro le indagini.

Intanto vengono raccolte notizie sul furgone e si viene a sapere che appartiene a una ditta di Ospitaletto che ha un'attività commerciale in zona. Ulteriori accertamenti permettono di ricostruire che un uomo l'aveva utilizzato la sera prima per una festa a Salò in compagnia del figlio e di un amico. A fine serata, il padre aveva accompagnato il figlio in un paese vicino a Salò e successivamente aveva preso la strada per Brescia, dove avrebbe dovuto presentarsi al lavoro ieri mattina alle 6. Luogo dove naturalmente non era mai arrivato.

Raggiunto dagli agenti, il figlio del conducente ammette che la sera prima alla festa lui e il padre avevano bevuto e in effetti nessuno dei due era in condizioni di guidare. Verrebbe così spiegato il motivo dell'uscita di strada del furgone, ma non la sparizione del conducente che non risulta raggiungibile neanche al telefono. Quando ormai tutti cominciano a pensare al peggio, verso 14 l'uomo ricompare. Si viene infatti a sapere che il conducente si è recato sul posto di lavoro del figlio per dire che sta bene, ma non aveva potuto avvertire dell'uscita di strada né dare a qualcuno sue notizie, perché non trovava più il telefono.

Giovanna Gamba

Un 54enne del paese ha minacciato una sua parente e, in seguito, anche l'agente giunto per prestare aiuto. Portato al comando della polizia locale, non è nuovo a denunce per reati di questo tipo.

 

I fatti risalgono a ieri, venerdì 2 settembre, e a raccontarli è il comandante della polizia locale di Prevalle - Paitone - Serle, Massimo Zambarda. Tutto ha inizio quando al comando giunge la chiamata di una donna intorno a mezzogiorno. In maniera concitata la signora chiede aiuto perché un suo parente la sta minacciando, dopo aver imbrattato danneggiato la sua proprietà.

Giunto sul posto, l'agente di polizia locale ascolta nel dettaglio il racconto della signora e cerca di avvicinare B.C., 54 anni, che in passato era già stato denunciato più volte per gli stessi reati, minacce e danneggiamento. L'uomo inizialmente nega i fatti, poi grida all'agente di lasciarlo stare e, a rinforzo delle sue parole, prende in mano un martello e minaccia di usarlo contro di lui. L'agente mantiene la calma e prova a dissuadere l'uomo dal compiere gesti avventati, ma questi continua con minacce e intimidazioni, aggiungendo anche di essere in possesso di un'arma da fuoco che non si farebbe scrupolo a usare contro l'agente, qualora questi non se ne andasse.

A quel punto l'agente chiama i rinforzi e ben presto arrivano il comandante Zambarda e un equipaggio dei carabinieri di Nuvolento. Le forze dell'ordine decidono di prelevare l'uomo, per formalizzare la denuncia per minacce e nel contempo verificare le sue affermazioni relative all'arma. Di fronte alla superiorità numerica degli agenti, B.C. ridimensiona la sua aggressività e accetta di salire in auto con gli agenti della polizia locale, pur continuando a rivolgere minacce ai presenti.

L'uomo è risultato essere in carico ai servizi sociali di Serle perché da tempo occupa un immobile che, per quanto sia di sua proprietà, è stato dichiarato inagibile alcuni anni fa perché privo di servizi igienici, di elettricità e acqua corrente. Nonostante questo, B.C. vi risiede e si serve del pavimento per i propri bisogni, come hanno accertato ieri gli agenti durante l'ispezione ai locali. Il sopralluogo, condotto alla ricerca dell'arma da fuoco che l'uomo diceva di possedere, ha dato comunque esito negativo.

Giovanna Gamba 

 

Complicato intervento durato ore quello effettuato nel pomeriggio dai vigili del fuoco che sono intervenuti lungo la strada provinciale a Villanuova sul Clisi per recuperare un mezzo finito fuori strada nella roggia che fiancheggia la carreggiata.

Il mezzo, un furgone adibito ad uso alimentare per la preparazione di cibi arrosto, per ragioni in corso di accertamento è finito con la parte anteriore nel fossato che corre accanto alla strada. L'incidente è accaduto intorno alle 15 e per effettuare il recupero è stato necessario chiudere la strada e attivare una viabilità alternativa lungo le vie adiacenti. Intervento complesso, dunque, che ha richiesto l'utilizzo di una grossa gru e comportato l'impiego di altri mezzi e di numerosi uomini.

E’ stato ritrovato dall’Equipaggio della motobarca Vol.Ga. 2026 dei Volontari del Garda il corpo del disperso di nazionalità pakistana che il 25 giugno 2022 aveva noleggiato un pedalò sul litorale di Desenzano, quest’ultimo, poi, ritrovato alla deriva dall’idroambulanza della Croce Rossa del 118 senza nessuno a bordo.

Per diversi giorni dalla scomparsa la Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, aveva coordinato nel basso lago le ricerche di superficie e di profondità svolte dai mezzi navali della stessa Guardia Costiera, dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Impiegati anche elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera, nonché eseguite ricerche sui fondali mediante i sommozzatori dei Vigili del Fuoco e strumentali, con sonar e rov dei Volontari del Garda.

Le medesime attività di ricerca, svolte ininterrottamente nei giorni a seguire la scomparsa, pur avendo più volte coperto le aree di superficie e di profondità definite e assegnate dalla Guardia Costiera ai mezzi di soccorso impiegati, non avevano consentito, però, il ritrovamento del disperso. Le ricerche di superficie, pertanto, non venivano sospese, ma fatte rientrare nelle normali attività di vigilanza giornaliera svolte in maniera costante dei mezzi navali SAR nel basso lago, mentre per quelle di profondità, nelle attività di addestramento che di routine vengono eseguite dai Volontari del Garda.

Proprio in questo ambito i Volontari del Garda, durante un’attività addestrativa, finalizzata a testare le nuove e più performanti apparecchiature di profondità in loro dotazione, mentre stavano eseguendo una ricerca sul fondale rientrante nell’area indicata dalla Guardia Costiera, quale quella di possibile ritrovamento del disperso, trovavano a una profondità di 42 mt a circa 500 mt dalla costa il corpo di una persona riversa sul fondale antistante il litorale di Desenzano.

Avvisata nell’immediato la Sala Operativa della Guardia Costiera, quest’ultima disponeva l’invio in area del dipendente GC A58 per coordinare le attività di recupero della salma, che su autorizzazione del P.M. di turno della Procura della Repubblica di Brescia, veniva preso a bordo della VOLGA 2026 per poi essere sbarcato, sotto la supervisione dei guardiacoste presenti alle operazioni, nel porto di Barbarano di Salò ed essere trasferito presso l’obitorio del nosocomio di Brescia a disposizione dell’A.G..

A seguito dell’ispezione cadaverica eseguita dal Medico Legale e a successive attività di accertamento svolte dalla Guardia Costiera, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brescia, il corpo della persona recuperata veniva riconosciuto essere quello del disperso di nazionalità pakistana e liberato dall’Autorità Giudiziaria per la restituzione della salma ai familiari.

Fondamentali sono risultate anche le attività di polizia giudiziaria svolte, al momento della scomparsa, dai Carabinieri di Desenzano e dalla Polizia Locale, che acquisirono nell’immediato importanti elementi per risalire all’identità del disperso.​

La polizia locale valsabbina ha perquisito abitazioni e negozi del centro storico con l'aiuto dell'unità cinofila della polizia locale di Brescia. Soddisfatti sindaco e amministrazione comunale, che hanno molto a cuore la riqualificazione del centro del paese.

  

I controlli si sono svolti in questi giorni ed era stato deciso di intensificarli dopo l'incontro in prefettura del mese scorso richiesto dal sindaco di Gavardo. In quell'occasione, alla presenza del Prefetto, si erano riuniti i rappresentanti delle varie forze di polizia proprio per fare il punto della situazione e decidere le prossime mosse.

L'ultima operazione è stata messa in atto venerdì mattina e ha coinvolto i comandi della polizia locale della Valle Sabbia e di Brescia in azione congiunta. Gli agenti si sono mossi in modo da trovare riscontri a segnalazioni giunte al comando, ma anche in maniera più diffusa per un'attività di prevenzione sempre più attenta e capillare. In particolare, con l'ausilio di due cani antidroga della polizia locale cittadina, gli agenti hanno eseguito perquisizioni domiciliari in abitazioni e negozi del centro storico, alla ricerca di sostanze stupefacenti.

L'operazione si è conclusa dopo due ore senza aver trovato nulla di rilevante. Ne seguiranno naturalmente altre, perché i controlli fanno parte di un progetto più ampio di miglioramento della sicurezza nel centro storico che prevede anche l'installazione di nuove telecamere per la videosorveglianza del territorio.

Il sindaco Davide Comaglio e l'intera giunta hanno espresso soddisfazione per il lavoro degli agenti, sottolineando quanto ci tengano a operare in sinergia costante per una riqualificazione completa di questa porzione del territorio gavardese.

Giovanna Gamba

Durante i controlli notturni fra il 18 e il 19 agosto, la polizia locale valsabbina ha individuato un uomo di Napoli che consumava crack in un parcheggio del centro e due giovani valsabbini con droga in macchina. Gli automobilisti controllati la notte scorsa sono stati circa una cinquantina.

 

Il rafforzamento dei controlli notturni prosegue in tutta la valle con esiti positivi e un monitoraggio continuo del territorio da parte degli agenti: non solo la strada, ma anche parchi, parcheggi e diversi luoghi di aggregazione giovanile. L'uscita di ieri notte si è concentrata soprattutto nella bassa Valle Sabbia e in particolare nella zona di  Gavardo.

Le pattuglie si sono dirette come prima tappa in aree frequentate abitualmente da soggetti dediti allo spaccio e al consumo di droga, più volte segnalate dai cittadini. L’attività ha permesso di individuare un uomo che, in un parcheggio pubblico del centro storico, stava consumando crack. Il soggetto, un 43enne residente a Napoli, è stato segnalato alla Prefettura di Napoli come consumatore.

Nel corso della serata, una pattuglia ha inoltre fermato due ragazzi di circa 20 anni, residenti in Valle Sabbia e con precedenti penali. I giovani erano particolarmente nervosi e agitati, il che ha convinto gli agenti ad approfondire il controllo con una perquisizione. Sull'automobile è stata ben presto rinvenuta della sostanza stupefacente destinata ad uso personale, motivo per cui è stata immediatamente ritirata la patente di guida del conducente. Quest’ultimo, in particolare, veniva deferito alla Procura della Repubblica di Brescia poiché trovato in possesso anche di un taglierino, pronto all’uso e destinato all’offesa della persona. 

I controlli sono continuati per l'intera notte all’interno dei parchi pubblici e nel centro storico. Sono inoltre circa 50 i conducenti di autoveicoli sottoposti alla verifica del tasso alcolemico: questa volta - per fortuna - nessuno aveva valori che superavano la soglia consentita dalla legge, quindi nessuno è stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza. "Servizi mirati verranno estesi anche nelle prossime settimane - assicura il comandante Fabio Vallini -  organizzando pattugliamenti soprattutto nei Comuni ove si sono registrate segnalazioni da parte dei cittadini".

Giovanna Gamba

La truffa di cui si sente parlare spesso in questo periodo è stata messa in atto anche con un'automobilista di Gavardo. La donna non ha però ceduto alle pressioni e ha segnalato il fatto agli agenti, che sono riusciti a risalire al truffatore.

 

Tutto è successo una mattina di questi giorni d'agosto, intorno alle 11:30, nel centro di Gavardo. Una donna a bordo della sua Panda sta percorrendo il centro abitato, quando a un certo punto sente un rumore strano, come se l'automobile fosse stata colpita da un sasso. La conducente si ferma e si guarda intorno, ma non vede nulla e quindi prosegue la marcia. Arriva in breve a un noto supermercato del paese, parcheggia e viene avvicinata da un giovane che, molto deciso, le chiede se si è accorta di averlo urtato pochi chilometri prima. In particolare, il ragazzo mostra alla donna lo specchietto sinistro un po' danneggiato e un altro segno sulla carrozzeria, nel lato destro della propria vettura. Riferisce che a provocare i danni è stata lei, passandogli vicino pochi minuti prima.

La signora è meravigliata, ma si offre subito di fare la constatazione. amichevole. Il ragazzo però non vuole e chiede invece di sistemare il tutto con 50 euro, visto che si tratta di cosa da poco e non vale la pena mettere di mezzo l'assicurazione. La donna invece insiste per "fare le cose bene" e non cede di fronte al giovane che la incalza per risolvere tutto con una banconota. Visto che non riesce a ottenere nulla, il ragazzo si allontana alterato e minaccia anche la signora, dicendole che la raggiungerà con gli agenti e allora la polizia locale "la sistemerà".

Qualche giorno dopo, un mercoledì mattina, una pattuglia è al mercato gavardino insieme ad alcuni volontari che informano la cittadinanza circa la prevenzione di furti e truffe. Per l'adesione e la realizzazione di questa iniziativa, promossa insieme alla regione, la polizia locale della Valle Sabbia è stata tra l'altro recentemente premiata in Lombardia. Nell'occasione gli agenti e i volontari distribuiscono materiale informativo e raccontano esperienze, oltre a raccogliere segnalazioni importanti nel clima di fiducia che si instaura grazie a eventi di questo tipo. La signora è al mercato e sente le testimonianze, quindi si avvicina e racconta quanto ha vissuto pochi giorni prima.

Al comando si avviano immediatamente le attività per individuare la persona e farla rispondere del suo gesto. La polizia locale conduce un'indagine tradizionale coadiuvata dalle immagini di videosorveglianza e da alcune testimonianze che riesce a raccogliere. In breve riesce a chiudere il cerchio: individua l'autovettura, quindi il proprietario e predispone il riconoscimento fotografico dell'uomo. La signora lo indica senza alcun dubbio tra i molti visi che le vengono sottoposti.

Il giovane, non del posto, viene denunciato alla Procura della Repubblica per tentata truffa. Gli agenti vengono così a sapere che si tratta di una persona con parecchi precedenti penali di questo tipo che in passato era purtroppo riuscito a portare a termine in diverse occasioni. 

Giovanna Gamba

Un motociclista tedesco è stato coinvolto in un incidente avvenuto sulla strada Capovalle Valvestino.

Il centauro ha sbattuto violentemente contro un'auto che procedeva nella direzione opposta. A bordo una famiglia di Barghe. Il motociclista è stato portato in ospedale a Brescia con l'eliambulanza. Rilievi in corso per stabilire l'esatta dinamica dello scontro.

 

Un quarantenne di Salò è stato denunciato dalla polizia locale della Vallesabbia per omissione di soccorso per non essersi trattenuto sul luogo di un incidente nel quale era rimasto ferito in modo non grave un giovane alla guida di un motociclo.

E' accaduto il giorno di mercato a Gavardo nelle vicinanze di piazza Aldo Moro dove sono collocate appunto le bancarelle. Nel fare manovra il quarantenne salodiano ha urtato un motociclista di passaggio che è caduto a terra ed è rimasto ferito e dolorante. Il conducente della vettura si è fermato, ma poi ha ritenuto di allontanarsi dal luogo dello scontro. Grazie alle testimonianze delle persone presenti sul posto la polizia locale ha rapidamente rintracciato l'uomo e lo ha invitato a recarsi nel comando.

Il quarantenne gardesano si è recato dai vigili e ha riconosciuto le sue responsabilità. Si è difeso dicendo che aveva avuto la percezione che il giovane alla guida del motociclo non avesse subito particolari danni.

Continuano le ricerche del turista inglese disperso da venerdì scorso nelle profonde acque dell’alto Garda antistanti il litorale del Comune di Limone.

In particolare, dalla giornata di ieri stanno anche operando squadre di Sub della Guardia Costiera di Genova e dei Vigili del Fuoco di Milano mediante l’impiego di apparecchiature strumentali per ricerche in alti fondali con R.O.V. e SONAR, imbarcati sulle unità navali della Guardia Costiera di Salò e dei VVF di Bardolino, che scandagliano il fondale, in quel tratto di lago profondo anche più di 300 metri.

Le attività di ricerca proseguiranno, quindi, anche nei prossimi giorni sotto il coordinamento della Guardia Costiera del Lago di Garda, in sinergia con i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Brescia.

 

Non superavano i 5 quelli notati da un turista che, con il suo sup, giunto a poche decine di metri dalla spiaggia della Baia del vento, grazie anche alle acque trasparenti del lago, li aveva visti adagiati sul fondale.

Ricevuta la predetta segnalazione la Sala Operativa della Guardia Costiera di Salò inviava in zona due dipendenti unità navali, che da una prima verifica di superficie riuscivano a stimare la presenza di una cinquantina di pneumatici disseminati sul fondale lacuale della predetta località.

Pertanto, il Nucleo Mezzi Navali della Guardia Costiera del Lago di Garda, tramite il Reparto Operativo della Direzione Marittima di Venezia, richiedeva, al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, l’impiego del 1°Nucleo Sub della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, al fine di eseguire una appurata ricognizione dei fondali finalizzata a censire gli pneumatici indiscriminatamente disseminati da ignoti, nonché ad individuare eventuali fonti di prova per risalire agli autori di questa attività illecita di smaltimento di rifiuti, accertata in un fondale incontaminato come quello della baia del vento.

Al termine delle prospezioni subacquee, eseguite nella giornata di ieri – giovedì 21 luglio - gli pneumatici abbandonati sul fondale risultavano essere 53.

Ad operare, invece, le attività di rimozione sono intervenuti i subacquei WWF della sezione Bergamo – Brescia, assistiti durante le operazioni dai sub della Guardia Costiera, che hanno garantito una cornice di sicurezza alle attività, collaborando, laddove se ne creava la necessità, con i volontari del WWF.

Il materiale recuperato è stato poi imbarcato sul battello disinquinante “Pellicano” e sbarcato nel sorgitore di Portese, ove, grazie alla collaborazione del Comune di San Felice del Benaco, dopo essere stati sequestrati dai guardiacoste, sono stati trasferiti temporaneamente in un deposito in uso alla locale amministrazione comunale, per poi essere avviati allo smaltimento.

Sono in corso, da parte dei militari della Guardia Costiera di Salò, le attività di polizia giudiziaria tese ad individuare gli artefici dello smaltimento indiscriminato degli pneumatici disseminati sullo splendido fondale della Baia del Vento, che dopo il recupero dei subacquei del WWF, coadiuvati dai Sub della Guardia Costiera, è stato bonificato e reso nuovamente fruibile, riportando l’ecosistema circostante alla sua originaria consistenza.

Quello appena concluso è stato un fine settimana molto intenso per la polizia locale valsabbina, che con due pattuglie ha presidiato il territorio fino alle 4 di mattina, sia per prevenire le stragi del sabato sera che per contrastare i furti nelle abitazioni.

Oltre a questo, gli agenti hanno effettuato controlli anche nei parchi e in altri centri di aggregazione delle giovani generazioni, dove spesso vengono consumati reati di vario genere. Questo tipo di attività ha avuto buon esito e non sono state elevate sanzioni.

Sulla strada, invece, il bilancio è diverso. Per un totale di circa 400 persone controllate, sono state ritirate due patenti ad automobilisti che guidavano con un tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5. E' andata meglio a un terzo giovane controllato, che era appena sopra il limite e se l'è cavata con una sanzione amministrativa. A un altro conducente è stata invece ritirata la patente perché guidava mentre era in possesso di sostanza stupefacente, hashish per la precisione.

Inquietante per l'incoscienza, la scelta di un 19enne che si è messo alla guida pur senza aver ancora conseguito la patente. Il ragazzo, munito solo di foglio rosa, stava trasportando anche dei coetanei senza nessun adulto al fianco come prescritto dalla normativa. Gli è stata elevata una sanzione di 400 euro con il fermo del veicolo. Il fermo è stato imposto anche a una moto che viaggiava con la targa inclinata e dunque non leggibile.

Tra gli altri comportamenti pericolosi sono stati segnalati 21 sorpassi vietati e 3 incidenti, per fortuna non gravi. Sono stati inoltre trovati 5 veicoli che circolavano con revisione scaduta e uno senza copertura assicurativa. I controlli del fine settimana continueranno con regolarità per tutta estate, assicura il comandante Fabio Vallini.

Giovanna Gamba

E’ giunta alla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda dopo le ore 17:30 la richiesta di intervento per la mancata riemersione di un bagnante che stava nuotando a pochi metri dalla spiaggia del Comune di Torri del Benaco.

Ricevuto l’allarme, sono stati subito inviati in zona due mezzi navali della Guardia Costiera, già in pattugliamento nelle acque del centro lago e richiesto alla Sala Operativa del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Verona l’impiego dei sommozzatori.

Al momento sono in atto ricerche di superficie da parte del GC A58 e del RR L26 della Guardia Costiera e sono giunti in zona i sommozzatori dei Vigili del Fuoco con l’elicottero da Venezia, per le ricerche di profondità e un’unità navale dei VVF di Bardolino.

Sul posto anche i carabinieri e la polizia locale di Torri del Benaco, che hanno avviato le attività di p.g., finalizzate ad acquisire maggiori informazioni relativamente al disperso.

 

Aggiornamento

Il corpo senza vita del bagnante è stato trovato in serata sul fondale a circa tre metri di profondità nelle vicinanze di una boa dove era stato visto nuotare l'ultima volta.

 

Questa mattina, intorno alle 10:20, gli agenti della polizia locale di Prevalle hanno visto del fumo intenso sui monti di Serle e hanno dato l'allarme. Le fiamme si sono sviluppate in località Berana e l'opera dei soccorritori ha consentito di mantenere la situazione sotto controllo. Nessun ferito.

 

Stavano uscendo dall'ufficio di Prevalle per i normali incarichi della mattinata, quando un denso fumo scuro ha richiamato la loro attenzione e li ha messi subito in allerta. Così Massimo Zambarda, comandante della polizia locale di Prevalle, Paitone e Serle, racconta l'avvistamento casuale che ha permesso di risparmiare tempo prezioso nell'avviare la macchina dei soccorsi. Dopo aver verificato attraverso il numero di emergenza che nessuno ha ancora segnalato il fatto, gli agenti si portano subito sul luogo mentre si preparano a intervenire i vigili del fuoco da Salò e la protezione civile di Serle.

Sul posto, gli agenti trovano due persone che stanno provando a spegnere le fiamme, o almeno a evitare che si espandano, e si mettono insieme al lavoro per tenere sotto controllo la situazione. Purtroppo la zona è molto impervia e vigili del fuoco e protezione civile fanno molta fatica a raggiungerla: arrivano verso mezzogiorno e tra l'altro solo con mezzi poco capienti. Le operazioni vanno eseguite a mano e risultano pertanto più lente e difficoltose. Intanto giunge un secondo mezzo della protezione civile di Serle.

Intorno alle 14 arriva infine la pattuglia della sezione forestale dei carabinieri che assume il coordinamento delle operazioni, verificando tra l'altro le condizioni della zona anche in vista della successiva bonifica. La polizia locale aveva inoltre chiamato un'ambulanza per verificare lo stato di salute dei due anziani presenti sul posto all'arrivo degli agenti e per un eventuale monitoraggio ai vigili del fuoco impegnati ininterrottamente per spegnere l'incendio. Per fortuna non ci sono stati feriti e neppure intossicati.

Sono intanto incominciati i primi rilievi per indagare sulle cause dell'incendio. Non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali, ma pare che le prime osservazioni portino ad affermare che sembri di natura colposa. Non ci sarebbe dolo, dunque, ma le indagini sono comunque in corso.

Aggiornamento, ore 17: Vigili del fuoco e protezione civile sono ancora al lavoro, ma le fiamme sono state definitivamente spente. Resta il lavoro di bonifica a cui si stanno dedicando ora, dopo aver preso visione del territorio e della devastazione che ha subito. L'area interessata dall'incendio è stato calcolato misuri oltre 4.400 metri quadrati.

Giovanna Gamba

Nel corso dei controlli estivi straordinari, quattro ragazzi sono stati fermati dagli agenti ad Anfo e trovati in possesso di hashish e cocaina. Originari del parmense, erano diretti in Trentino per una vacanza.

 

In questi giorni di accresciuto afflusso turistico, gli agenti della polizia locale valsabbina stanno monitorando in particolare le strade dei territori di Vestone, Idro e Anfo. Proprio in quest'ultimo centro viene fermata una Mini con a bordo quattro ragazzi. Vedendoli fin da subito molto agitati, gli agenti si insospettiscono e decino di perquisire l'automobile. In pochi secondi il loro occhio inquadra un sacchetto, parzialmente occultato dal tappetino, che contiene sostanza stupefacente, hashish per la precisione. A questo punto l'ispezione si fa accurata e vengono rinvenuti altri pezzi di hashish del peso di 20 grammi, un bilancino di precisione e 1,17 grammi di cocaina.

I quattro si dichiarano consumatori e come tali vengono segnalati alla Prefettura, ma uno di loro è denunciato per spaccio e a un altro viene ritirata la patente, in quanto ha la disponibilità del veicolo. Tutti i ragazzi sono originari del parmense e in Valle Sabbia stavano solo transitando, essendo diretti in Trentino per trascorrere insieme una vacanza.

I controlli sono poi proseguiti e nella stessa giornata sono stati sanzionati ben 20 veicoli per sorpassi azzardati. Una moto di grossa cilindrata è stata inoltre fermata perché procedeva senza targa. Il proprietario, un cremonese residente sul Garda, ha dichiarato di non essersene accorto e di averla probabilmente persa durante il viaggio, ma è stato comunque multato per l'infrazione.

Sono due nuclei familiari di otto le persone, di nazionalità irlandese, tra cui quattro minori, tratti in salvo nel tardo pomeriggio di  venerdì 24 giugno, a circa 3 miglia dalla costa al centro tra le sponde bresciana e quella veronese.

E’ successo tutto intorno alle 17:00 allorquando una forte e improvvisa perturbazione proveniente da ovest ha attraversato il Lago di Garda, sospinta da venti fino a oltre 20 nodi che hanno creato un moto ondoso di oltre due metri d’altezza con pioggia battente che ha sorpreso i diportisti i quali, vedendosi in difficoltà per non riuscire a rientrare verso il porto di Peschiera, hanno richiesto soccorso tramite cellulare.

Immediato l’intervento dell’Equipaggio di Soccorso, pronto a muovere h24, che a bordo dell’unità navale GC A58, sotto il coordinamento della Sala Operativa della Guardia Costiera di Salò, mollava gli ormeggi e si dirigeva alla sua massima velocità verso le coordinate geografiche fornite dai diportisti.

Dopo circa 15 minuti i guardiacoste raggiungevano l’unità a centro lago e procedevano al trasbordo dei diportisti, per dirigere verso il porto più vicino che risultava essere quello di Dusano del Comune di Manerba.

Una volta ormeggiati, per i due nuclei familiari solo tanto spavento, alla fine non è stato necessario l’intervento di assistenza sanitaria in banchina.

La Guardia Costiera del Lago di Garda evidenzia che è di fondamentale importanza, prima di accingersi ad intraprendere una qualsiasi navigazione, anche se di breve durata, verificare preventivamente le previsioni metereologiche, ormai molto attendibili e facilmente reperibili e consultabili dai siti internet meteo, nonché da applicazioni meteo installate sui cellulari.

 

E' giunta nella tarda mattinata di ieri, martedì 22 giugno 2022 alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Salò, che coordina le attività di soccorso su tutto il Lago di Garda, la richiesta di assistenza di una persona che a bordo del suo catamarano, nel mentre era in navigazione, causa una improvvisa folata di vento, ha fatto capovolgere il natante.

Il diportista, non riuscendo a portare il catamarano in posizione di navigabilità, nel restare aggrappato allo stesso, riusciva a richiedere i soccorsi tramite il numero 1530 d’emergenza in mare e sul Lago di Garda.

Assunto il coordinamento delle attività SAR, la Sala Operativa della Guardia Costiera richiedeva, come da protocollo d’intesa stipulato nel 2018 con le Prefetture di Trento, Verona e Brescia, con i Comandi dei Vigili del Fuoco delle rispettive Provincie e con la Direzione Marittima di Venezia, l’impiego dei Vol. dei Vigili del Fuoco di Riva del Garda, pronti, come sempre 24 ore su 24 a intervenire nelle attività di soccorso lacuale nelle acque Trentine e, come avvenuto anche in altri contesti operativi, nelle acque dell’Alto Garda.

Grazie alla prontezza d’intervento del gommone e dei soccorritori dei Vol. dei VVF di Riva del Garda e alle precise indicazioni di coordinamento disposte dalla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, dopo pochi minuti il diportista è stato individuato, raggiunto e recuperato a bordo del Gommone dei VVF, per essere trasportato nel porto di San Nicolò, mentre l’unità alla deriva veniva raggiunta da un gommone del servizio spiagge sicure e rimorchiata a Torbole.

Fondamentale, anche in quest’occasione, la sinergia tra Guardia Costiera, che coordina tutte le attività SAR sul Lago di Garda e i Vigili del Fuoco intervenuti, che hanno tratto in salvo un diportista rimasto aggrappato alla propria Unità capovolta per il forte vento e alla deriva.

Tale efficienza di pronto intervento di tutte le forze concorrenti presenti sul bacino del Garda è ormai consolidato non solo con i VVF, ma anche con le due Squadre Acque interne della Polizia di Stato di Riva e di Peschiera, con i Carabinieri di Torri del Benaco, con la Guardia di Finanza di Salò e con le varie articolazioni di protezione civile e volontariato presenti lungo i 163 km di costa che circondano il lago più grande d Italia.

 

 

La polizia locale valsabbina ha individuato una persona residente a Sabbio Chiese che teneva in tasca hashish: identificato, il ragazzo è stato segnalato come consumatore.

 

I controlli straordinari della polizia locale nei parchi e nelle zone di aggregazione giovanile hanno permesso ancora una volta di scoprire infrazioni di vario tipo. In particolare, nei giorni scorsi due agenti erano a Vestone, nel piazzale vicino alla stazione dei pullman, e notano una persona con atteggiamento sospetto. La pattuglia decide di approfondire e si avvicina al giovane, che dà segni molto vistosi di nervosismo, come se nascondesse qualcosa.

In effetti, basta una semplice perquisizione per palesare quanto fosse fondato il sospetto degli agenti: il ragazzo ha infatti addosso della sostanza stupefacente, hashish per la precisione, suddivisa in piccoli pezzi. La droga è stata subito sequestrata e verrà distrutta, mentre il giovane è stato segnalato alla Prefettura come consumatore. Si tratta di un 36enne di Sabbio Chiese.

Una famiglia di turisti tedeschi ha trovato un tubo sospetto nella vegetazione e ha subito avvisato la polizia locale valsabbina, che ha individuato un fucile rubato alcuni anni fa a Lumezzane.

 

Erano circa le 12:30 di ieri, quando una famiglia di turisti tedeschi intercetta una pattuglia di polizia locale, ferma a Vestone per un controllo del territorio. Si tratta di marito, moglie e tre bambini molto vivaci e curiosi: sono proprio i piccoli, infatti, infatti ad aver appena fatto una singolare scoperta durante una passeggiata nel bosco. 

I genitori raccontano che si erano addentrati per una stradina secondaria in una zona boschiva e, dopo alcune centinaia di metri, i bambini sono stati attratti da qualcosa di strano: un legno, collegato a un filo, che non si capiva bene dove conducesse. La curiosità ha spinto i bambini a smuovere alcuni sassi posizionati vicino al legno ed è venuta alla luce una cavità in cui era posizionato un tubo in pvc. I genitori hanno subito capito che non c'era nulla di casuale né di naturale in quello che avevano davanti agli occhi, perciò hanno deciso di far intervenire le forze dell'ordine: un occultamento così meticoloso pare proprio essere stato ideato per contenere qualcosa di illecito.

Gli agenti della locale valsabbina raggiungono il luogo ed estraggono il tubo dalla cavità in cui è riposto: all'interno, con loro grande sorpresa, trovano nascosto un fucile smontato e alcuni proiettili di una pistola calibro 9x21. Messa in sicurezza l'arma, la polizia locale fa partire immediatamente le indagini per individuarne la provenienza. Alcuni codici di riconoscimento facilitano questa prima operazione e si viene presto a sapere che il fucile era stato rubato nell'autunno 2001 a Lumezzane.

Ora si sta ulteriormente indagando per capire come sia arrivato in quel luogo e a cosa potesse servire, secondo i piani di chi lo ha nascosto. I riscontri procedono frenetici e nei prossimi giorni se ne saprà qualcosa di più. Nel frattempo, il fucile è stato sequestrato ed è stata inviata una segnalazione alla Procura della Repubblica.

Giovanna Gamba

Continuano i controlli serali e notturni della polizia locale valsabbina, che nello scorso weekend ha pattugliato i comuni di Agnosine, Odolo, Sabbio Chiese, Vestone, Barghe, Roè Volciano, Villanuova e Gavardo.

 

Sono due le pattuglie che hanno percorso la Valle Sabbia nel fine settimana appena passato, con l'obiettivo di indivisuare situazioni critiche nei parchi e sulle strade. Nei parchi gli agenti si muovono per prevenire i furti o lo spaccio e consumo di droghe, mentre sulle strade assume la massima priorità il contrasto alla guida sotto effetto di sostanze alcoliche.

Questa tornata non ha rivelato alcuna criticità nei parchi, diversamente dai controlli stradali che evidenziano ancora troppi comportamenti scorretti. Su 55 persone controllate con il pretest, 4 si sono viste ritirare la patente: tre con sanzione amministrativa perché il tasso non superava lo 0,8 e uno invece con sanzione penale. I primi tre automobilisti - due uomini e una donna - risiedono a Prevalle, Nuvolento e Orzinuovi, il quarto a Vobarno. Tutti sono giovani e il fatto più preoccupante è la loro apparente inconsapevolezza del rischio, come notano regolarmente gli agenti.

"Da quando abbiamo iniziato la stagione estiva dei controlli - sottolinea il comandante Fabio Vallini - abbiamo ritirato già 13 patenti e per la quasi totalità si tratta di persone giovani che non si rendono conto della pericolosità del proprio comportamento. Chi esce con gli amici deve avere chiaro che non può mettersi alla guida dopo aver bevuto e non esistono eccezioni a questa regola". Molti giovani hanno imparato a guidare a turno con uno del gruppo che resta astemio a ogni uscita, ma purtroppo questo comportamento virtuoso pare non essere ancora diffuso tra i ragazzi.

"I controlli straordinari - ribadisce Vallini - continueranno per tutta l'estate, come d'accordo con le varie amministazioni comunali che hanno aderito alla aggregazione di polizia locale in Valle Sabbia".

Giovanna Gamba

Traffico in tilt dal primo pomeriggio di oggi a causa di un incidente avvenuto all'interno delle gallerie di Villanuova sul Clisi lungo la statale per il Garda e la Valle Sabbia.

Le ripercussioni sono state molto pesanti sulle strade in tutta la zona. Lunghe code si sono formate soprattutto nella direzione di marcia verso il lago. Solo verso sera la circolazione è tornata lentamente alla normalità. Dal punto di vista delle persone coinvolte l'incidente non avrebbe avuto gravi conseguenze.

Immagini di repertorio non riferite nello specifico all'incidente di oggi

 

I controlli straordinari della polizia locale valsabbina nel corso del fine settimana hanno coinvolto numerose persone e sanzionato molti comportamenti scorretti, soprattutto fra gli automobilisti. Tranne una donna, sorpresa con un tasso alcolemico superiore ai limiti, tutti gli altri sanzionati sono maschi e di giovane età.

 

Le pattuglie hanno monitorato il territorio anche in orari serali e notturni, fino alle 4:30 del mattino, con l'obiettivo dichiarato di contrastare l'incidentalità stradale. Per questo sono stati verificati il consumo di sostanze stupefacenti, la guida sotto effetto di alcol e altre violazioni, come sorpassi vietati e superamento del limite di velocità. Il consumo degli stupefacenti è stato inoltre controllato anche in alcuni parchi del territorio.

Le pattuglie hanno sanzionato comportamenti scorretti in diversi comuni, fra quelli controllati: sono state infatti elevate sanzioni a Gavardo, Villanuova, Roè Volciano, Odolo, Agnosine, Sabbio Chiese, Barghe, Preseglie e Vestone.

In particolare, sono stati redatti 26 verbali con due sospensioni di patente, 16 per sorpassi vietati e 10 per alta velocità, soprattutto tra Barghe e Preseglie dove erano stati segnalati episodi di mancato rispetto dei limiti, con situazioni di continuo pericolo per i cittadini. Sono invece 9 le patenti ritirate per guida sotto effetto di sostanze alcoliche: un neopatentato con un tasso inferiore a 0,50 e sette automobilisti con un valore inferiore a 0,80, tutti quindi destinatari di sanzioni di natura amministrativa. Un giovane di Gavardo aveva invece un tasso superiore a 1,47 e per lui è dunque scattata la denuncia penale. Sono state inoltre rinvenute 4 automobili senza copertura assicurativa.

Il controllo notturno nei parchi, effettuato da due pattuglie, ha invece portato alla segnalazione in prefettura di due persone in possesso di hashish. 

Il comandante Fabio Vallini è soddisfatto del lavoro dei suoi agenti e sottolinea che i controlli proseguiranno nei prossimi fine settimana, anche perché nei mesi estivi il pericolo sulle strade cresce sempre in modo esponenziale.

Giovanna Gamba

Un uomo con un martello si aggirava in centro al paese minacciando i passanti. Fermato e denunciato dalla polizia locale valsabbina, è risultato irregolare sul nostro territorio ed è stato espulso.

Qualche giorno fa, di mattina, sulla via principale di Gavardo i passanti hanno vissuto attimi difficili: una persona, in evidente stato di alterazione psicofisica, con un martello minacciava pedoni e ciclisti di passaggio. La pattuglia a presidio del centro storico si è subito mossa per intervenire e ha intercettato l'uomo nei pressi dell'ospedale, con il martello ancora in mano. Dopo averlo disarmato, anche grazie all'aiuto di una seconda pattuglia sopraggiunta a rinforzo, gli agenti si sono sentiti dire dall'uomo che il martello serviva per lavorare e lo portava con sé per quello. Peccato che sia disoccupato da anni, come ben sanno gli agenti che lo conoscono da tempo.

Condotto al comando, l'uomo è stato denunciato per porto abusivo d'armi, di oggetti atti ad offendfere e per minacce. Non era la sua prima denuncia, visto che lo stesso negli ultimi mesi ne ha collezionato altre per diversi reati come furto, danneggiamento, ubriachezza e reati inerenti sostanze stupefacenti. Procedendo alla fotosegnalazione, gli agenti si accorgono che l'uomo, di nazionalità marocchina, è irregolare sul territorio italiano, pertanto viene ulteriormente denunciato e accompagnato in Questura a Brescia per la procedura d'espulsione.

Il magistrato rilascia il nulla osta, l'ufficio immigrazione si attiva per sistemarlo temporaneamente in un centro di accoglienza, ma non c'è alcuna disponibilità, quindi si cerca posto su un aereo in partenza per un rimpatrio immediato. "Per l'uomo però - conclude il comandante Fabio Vallini - non c'era alcuna possibilità di ritornare in Marocco in giornata, quindi gli è stato chiesto di provvedere volontariamente all'espatrio entro sette giorni dal provvedimento. Purtroppo capita spesso di denunciare le persone, magari sempre le stesse, senza trovare modo di espellerle, quindi il problema non si risolve". L'uomo è tornato a casa propria in Valsabbia e agli agenti resta l'amaro in bocca per il senso di impotenza con cui a volte sono costretti a convivere.

Intanto il comandante Vallini, in accordo con l'amministrazione comunale, ha disposto di intensificare i controlli nel centro storico, anche con pattuglie in abiti civili.

Giovanna Gamba

Una signora anziana, che non ricordava il proprio domicilio, è stata segnalata grazie al senso civico di una cittadina di passaggio e riaccompagnata a casa dagli agenti dopo una serie di intuizioni e verifiche per identificarla.

 

I fatti risalgono a giovedì 12, verso le 13. Una signora di passaggio nel territorio di Gavardo nota un'anziana che cammina insicura sul ciglio della strada principale, molto trafficata a quell'ora. Lo stato confusionale della donna è così evidente da convincere l'automobilista ad allertare la polizia locale. Una pattuglia giunge subito sul posto per mettere in sicurezza la signora e presta le prime cure, dopodiché chiama un'ambulanza per verificarne le condizioni psicofisiche.

Nel frattempo la signora si rivela molto simpatica e racconta di essere partita da casa, ma non si ricorda dove sia l'abitazione e non sa fornire alcun elemento per identificarla. Tra l'altro non ha neppure un telefono con sé. Continuando tuttavia a chiacchierare, riferisce di alcuni fatti che suggeriscono un'intuizione a uno degli agenti in sua compagnia. Il poliziotto svolge anche servizio sulle ambulanze locali e crede di poter attribuire alla signora una parentela con un altro soccorritore, suo collega tra i volontari del Garda 

La dritta si rivela corretta dopo una serie di telefonate e la signora può essere riaccompagnata a casa e affidata alle cure dei familiari. L'abitazione, tra l'altro, si trova dalla parte opposta del paese, quindi l'anziana aveva percorso già più di 4 km sulla strada in mezzo al traffico, in una situazione decisamente rischiosa per lei. Per fortuna tutto si è concluso nel migliore dei modi, grazie alla conoscenza del territorio da parte degli agenti di polizia locale e anche, va sottolineato, al senso civico della cittadina che ha segnalato la situazione.

Giovanna Gamba

Alla moglie aveva promesso in un estremo gesto d'amore di tornare sul lago di Idro per spargere le sue ceneri. Così - come riportato dal quotidiano Bresciaoggi -  un cinquantottenne olandese, in compagnia dei suoi figli di 20 e 22 anni ha fatto.

E' giunto sul lago, ma qui poco prima di compiere l'estremo gesto d'amore si è sentito male ed è morto, nonostante i tentativi di soccorrerlo. L'assurda straziante tragedia è accaduta in questi giorni e ha visto protagonista una famiglia olandese che da molti anni veniva in vacanza sull’Eridio. Proprio per questo, in un ultimo omaggio ai luoghi dove era stata felice, gravemente malata la donna aveva chiesto al marito di portare sul lago le sue ceneri. Ora i due coniugi si sono ricongiunti lasciando tuttavia nella disperazione i due giovani figli che hanno perso entrambi i genitori nel giro di pochi giorni.

 

Con l'arrivo della primavera e le festività pasquali si sono intensificati i controlli diurni e serali della polizia locale in Valle Sabbia, che hanno visto diversi agenti impegnati sia nei giorno feriali che in quelli festivi.

Alle pattuglie in servizio non sono mancati alcuni episodi piuttosto singolari, come una segnalatazione a Villanuova secondo cui il conducente di un autocarro versava in stato confuzionale dietro all'Italmark durante le operazioni di carico e scarico del proprio mezzo, fino addirittura a perdere della merce. Arrivati sul posto, gli agenti si sono trovati davanti un camionista barcollante, in evidente stato di ebbrezza, che però rifiutava di sottoporsi all'etilometro, chuidendosi nel camion e mettendosi a dormire. L'uomo, dipendente di una ditta di Milano e giunto a Villanuova per scaricare merce, avrà forse goduto di un sonno ristoratore, ma il risveglio è stato amaro: si è visto infatti ritirare la patente e inoltre è stato denunciato penalmente a causa del suo rifiuto a sottoporsi all'alcol test. Infine, è stato sanzionato anche perché il cronotachigrafo sul mezzo, necessario per calcolare i tempi di guida, non era correttamente in funzione.

Sempre a Villanuova è stato fermato un altro conducente poco sobrio - ed è un eufemismo - il giorno di Pasquetta. L'uomo era alla guida di una BMW e all'alt ha subito mostrato evidenti sintomi di essere sotto i fumi dell'alcol. Sottoposto all'etilometro, alla prima prova rivelava un asso alcolemico di 2,59, mentre con la seconda il risultato era addirittura di 2,66, cioè più di 5 volte oltre il limite consentito. L'automobile gli è stata subito sequestrata e lui è stato denunciato alla procura per guida sotto effetto di sostanze alcoliche.

Un'altra grave infrazione è stata rilevata a Vestone, dove un motociclista consumava una sostanza stupefacente in un piazzale. Anche lui ha subito il ritiro della patente e inoltre è stato segnalato alla prefettura come consumatore.

Tra le contestazioni sulle strade del territorio va segnalato il numero rilevante di sorpassi azzardati, ben 49, causa di rischi molto elevati non solo per chi li fa, ma anche per chi sopraggiunge ignaro sull'altra corsia di marcia. Sono state inoltre fermate 38 auto con la revisione scaduta, mentre 4 circolavano senza assicurazione in territorio di Gavardo e sono state sequestrate. "Dall'inizio dell'anno - informa il comandante Fabio Vallini - i sequestri di veicoli senza copertura assicurativa sono stati 47, un dato molto preoccupante".

I controlli continueranno anche nei prossimi giorni, sia sulla strada che nei parchi e nei vari luoghi di aggregazione.

Giovanna Gamba

In territorio di Barghe nella giornata di oggi, venerdì 22 aprile, lungo la provinciale 237 del Caffaro si è verificato un incidente che ha coinvolto due mezzi pesanti e un'autovettura. 

Un'automobile andava verso lago d'Idro nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16. Per cause da accertare ha sbandato e invaso l'altra corsia, andando a sbattere contro un camion che proveniva da Vestone in direzione Barghe. A seguito dell'urto, il camion si è scontrato frontalmente con un altro mezzo pesante, un Mercedes, che sopraggiungeva da Barghe verso Vestone.

Sia l'autoarticolato che l'autocarro sono usciti di strada e hanno terminato la loro corsa lungo la scarpata, quasi in riva al fiume Chiese. Sul posto sono giunti i soccorritori e un ferito è stato trasportato in codice giallo all'ospedale. Un miracolato, a detta di chi è stato sulla scena del sinistro.

Sulla provinciale si sono create lunghissime code che la polizia locale valsabbina ha dovuto gestire dirigendo i veicoli verso altre direttrici: sulla provinciale il traffico è rimasto boccato per ore e la strada è ancora chiusa questa sera, mentre scriviamo, per poter permettere alle gru di recuperare i mezzi finiti nella scarpata.

E’ stato recuperato dall’unità navale PS 1250 della Squadra Acque Interne della Polizia di Stato di Peschiera a largo di punta San Vigilio del Comune Garda intorno alle 12:30 di ieri mattina, mentre erano in attività di ricerca coordinate dalla Sala Operativa della Guardia Costiera.

Il corpo è stato poi sbarcato sulla spiaggia della Baia delle Serene ove è stata fatta convergere anche un’autoambulanza del 118 che ha constatato il decesso.

A cura della Polizia di Stato di Peschiera del Garda le attività di indagine per accertare le dinamiche della morte dello sportivo.

 

 

 

Il furto era avvenuto nei giorni scorsi a Villanuova. Il ladro risiede a Gavardo ed è persona già nota alle forze dell'ordine.

 

Nei giorni scorsi, intorno a mezzogiorno, un cliente entra in una parafarmacia di Villanuova, si aggira fra gli scaffali e finge di interessarsi ai prodotti finché non arriva il momento giusto per passare all'azione. Allora, approfittando di un momento di distrazione del personale, arraffa un telefono al di là del banco, vicino al computer, e fugge via.

Le indagini si rivelano inizialmente difficili per la polizia locale sopraggiunta subito sul posto, infatti le riprese delle telecamere di videosorveglinza sono poco nitide e non forniscono l'opportunità di un'identificazione sicura. L'attività investigativa si concentra dunque su alcune persone della zona, conosciute dagli agenti per reati simili e corrispondenti per alcuni tratti somatici alle immagini rilevate. Le persone vengono convocate in comando, ma ognuna fornisce elementi che la fanno scagionare.

La svolta avviene dopo che tutti gli agenti del comando possono fruire delle immagini e uno dei colleghi ha un'intuizione che condivide con gli altri. L'ipotesi pare fondata e altri agenti concordano con lui nel probabile riconoscimento di una persona residente a Gavardo e già conosciuta alle forze dell'ordine per precedenti specifici.

Una pattuglia si reca a casa del sospettato, dove trova il fratello che conferma di aver visto il congiunto con un telefono "nuovo" da alcuni giorni, avanzando dubbi sul fatto che l'apparecchio sia effettivamente di sua proprietà. Il presunto ladro viene perciò convocato in comando, dove un confronto con le riprese video conferma l'identificazione. Intanto il fratello consegna il telefono che nel frattempo aveva preso in consegna e si ha un'ulteriore conferma che si tratta effettivamente dell'oggetto rubato. Il dispositivo, del valore di circa 300 euro, è stato subito alla legittima prorietaria, mentre il colpevole è stato denunciato per furto.

Un bimbo di soli 45 giorni era rimasto accidentalmente chiuso nell'automobile di famiglia con le chiavi all'interno. Il pronto intervento degli agenti ha permesso alla madre di riabbracciare il figlioletto scongiurando il pericolo di gravi conseguenze.

 

I fatti risalgono a martedì pomeriggio, poco prima delle 16. Una mamma sta compiendo una di quelle azioni quotidiane che accompagnano la routine domestica: posizionare il piccolo nel seggiolino dell'automobile, per poi muoversi insieme a lui nelle varie commissioni della giornata. Purtroppo, però, qualcosa va storto e le chiavi della macchina scivolano all'interno della vettura senza che la donna se ne accorga.

Con il bambino in sicurezza nel seggiolino sul sedile anteriore, la donna chiude la portiera per mettersi alla guida e solo allora si rende conto di non avere più le chiavi, finite in prossimità della leva del cambio. Con angoscia crescente la signora scopre inoltre di non riuscire più ad aprire le portiere mentre il suo bambino, chiuso all'interno, comincia a piangere sempre più disperato.

A questo punto la donna in lacrime raggiunge una delle postazioni "welcome point" e si mette in contatto con un operatore di Sirmione Servizi, che dirotta la segnalazione a un agente della Polizia Locale in servizio nel centro storico. L'agente chiama via radio una pattuglia di pronto intervento che raggiunge subito la madre in difficoltà, preoccupatissima per il figlioletto imprigionato nell'abitacolo, sempre più accaldato e urlante ad ogni minuto che passa.

Valutata la situazione, gli agenti decidono di rompere con un frangivetri il deflettore più lontano dal bimbo. Dopo l'operazione riescono a infilare un braccio all'interno e ad aprire finalmente la portiera, con gran sollievo di tutti i presenti. Indescrivibile la gioia della madre che si lancia letteralmente sul suo cucciolo in un abbraccio liberatorio e rassicurante. Sul posto è stata chiamata anche un'ambulanza, ma per fortuna sia la mamma che il bambino stanno bene. Gli agenti, emozionati, possono condividere con i protagonisti l'emozione del lieto fine in un pomeriggio primaverile che resterà a lungo nella memoria di tutti.

Giovanna Gamba

(foto d'archivio)

Nella mattinata di ieri una giovane coppia è entrata in casa di una signora anziana a Gavardo e ha tentato di derubarla. I due sono stati individuati grazie al "fiuto" di un agente della polizia locale valsabbina.

 

Sono circa le 11 di ieri quando due giovani si presentano a un'anziana residente a Gavardo e con furbizia riescono a entrare nella sua abitazione, accampando la scusa di essere arrivati per far visita a un'amica che però non è in casa. I due si fanno offrire un caffè e, mentre la signora lo prepara, la ragazza tra una chiacchiera e l'altra esprime il desiderio di vedere la taverna al piano di sotto.

Le due donne si allontanano e il giovane, non appena resta solo, sfonda con un calcio la porta chiusa a chiave del soggiorno, in cerca di qualcosa da rubare. Viene però interrotto dal ritorno delle due, quindi si sposta di nuovo in cucina dove, con un atteggiamento frettoloso e molto meno affabile, rifiuta di fermarsi per il caffè e si allontana velocemente insieme alla compagna.

I due non avevano però fatto i conti con un agente della polizia locale valsabbina che abita nelle vicinanze e per di più in quel momento non era in servizio. Proprio pochi minuti prima l'uomo aveva notato sopraggiungere l'automobile e si era insospettito vedendo la coppia aggirarsi nei paraggi. Non aveva prove che si trattasse di malintenzionati, ma per precauzione si era segnato la targa del loro veicolo. E in effetti, dando retta alle sensazioni ha fatto centro.

Poco dopo la signora chiede aiuto a una pattuglia in servizio, racconta la vicenda e chiede di poter sporgere denuncia. Per fortuna non le è stato portato via nulla, ma la porta divelta parla da sé sul rischio appena corso. In comando se ne parla durante la giornata e, non appena l'agente "previdente" entra in servizio, collega i due eventi e ricostruisce i fatti partendo dal suo avvistamento sospetto di qualche ora prima.

A questo punto entra in gioco la tecnologia e vengono fatti i dovuti approfondimenti con i sistemi di lettura targhe. La macchina sospetta risulta effettivamente presente in zona nel lasso di tempo in cui è avvenuto il reato. Il riconoscimento fotografico è solo l'ultimo tassello che conferma il quadro delineato. I due, classe 1985 e 1986, lui italiano lei straniera, residenti entrambi in un paese della nostra provincia, vengono riconosciuti sia dalla signora danneggiata che dall'agente, pertanto sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per violazione di domicilio, tentato furto e danneggiamento.

Giovanna Gamba

 

Il fatto è accaduto nel pomeriggio di oggi, 23 marzo, intorno alle 14:30 all'interno dell'ospedale di Gavardo, nei pressi di un passaggio pedonale. La donna ha riportato gravi ferite alle gambe.

Era il primo pomeriggio di oggi quando all'interno dell'azienda ospedaliera di Gavardo è giunto per una consegna un corriere che trasporta medicinali. Alla guida del furgone un giovane residente a Trento, che ha parcheggiato il veicolo azionando il freno a mano, ma probabilmente senza inserire la marcia.

Mentre il corriere è andato a bussare a una porta per chiedere informazioni, ha sentito delle urla fortissime che hanno richiamato la sua attenzione. Girandosi, si è immediatamente reso conto che il suo furgone si era mosso lungo una discesa e aveva investito una donna di passaggio proprio in quel momento.

Si tratta di una dipendente dell'ospedale, una OSS che stava percorrendo un passaggio pedonale e si è ritrovata schiacciata contro il muro. La donna, residente a Vobarno, non è in pericolo di vita, ma ha riportato ferite alle gambe giudicate molto serie. Al momento è ricoverata nello stesso ospedale di cui è dipendente e i medici non si sono ancora pronunciati sulla prognosi.

Sul posto è subito arrivata la polizia locale valsabbina per raccogliere informazioni e fare i rilievi. In seguito, gli agenti sono stati raggiunti dai tecnici del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di ATS per gli accertamenti di loro competenza, visto che si tratta di infortunio sul lavoro.

Giovanna Gamba