Anche se si è trattato di un periodo festivo anomalo, senza grande flusso di visitatori, la Polizia di Stato ha effettuato numerosi controlli in città e provincia, con particolare riferimento alle zone turistiche dei laghi e delle valli. Ecco il comunicato della polizia.

Le pattuglie della Questura di Brescia e del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia con l’ausilio dell’elicottero del  Reparto Volo della Polizia di Stato, hanno controllato 133 persone e 62 veicoli. Da tali controlli, è stato possibile accertare un buon livello di osservazione della normativa vigente espresso con un comportamento individuale del cittadino molto sensibile al rispetto delle normative covid 19.

L'obiettivo primario delle forze dell’ordine è stato e continuerà ad essere quello di prestare la massima attenzione al rispetto delle norme previste in merito alla obbligatorietà dell'uso dei dispositivi di protezione individuale, al rispetto del distanziamento interpersonale e ad evitare assembramenti sociali.

Inoltre, nell’ambito dei servizi specifici antidroga, nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Questura di Brescia hanno arrestato, un 24 enne gambiano, per spaccio di sostanza stupefacente.

I poliziotti lo avevano notato a bordo della sua bici, durante l’attività di perlustrazione della zona (stazione) di competenza. L’uomo aveva dichiarato di essere privo di documenti, ma la sua dichiarazione non aveva convinto gli agenti, che hanno perquisito il soggetto trovando tre confezioni di hashish nascoste all’interno del giubbino oltre alla somma 640 euro in banconote di piccolo e medio taglio. Il 24enne, con precedenti specifici, è stato arrestato per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Invece, nel tardo pomeriggio di oggi,  il provvidenziale intervento della volante  ha permesso di evitare ulteriori conseguenze ad un piccolo incendio sviluppatosi in Via Cappellini. Gli agenti hanno immediatamente chiamato i Vigili del Fuoco e messo in sicurezza l’area, che dopo pochi minuti è stata ripristinata.

 

 

Una donna, che davanti al Comune si era impossessata di una bicicletta alcuni giorni fa, è stata riconosciuta dagli agenti della polizia locale e denunciata per furto aggravato.

 

I fatti risalgono allo scorso 11 marzo, quando una signora di Villanuova parcheggia la sua bicicletta davanti al comune per recarsi negli uffici. Nell’uscire, la brutta sorpresa: il veicolo è sparito. Non c’è più dove era stato lasciato, non c’è nelle vicinanze, non ce n’è alcuna traccia. La signora si muove nei pressi del municipio e da lontano vede una donna che si sta allontanando in sella alla sua bicicletta. A nulla servono i richiami, perché la ladra finge di non sentire e continua a pedalare velocemente e con indifferenza.

Alla derubata non resta altro da fare che rivolgersi a una pattuglia della polizia locale per denunciare l’accaduto. Gli agenti si mettono subito in azione per trovare elementi utili all’indagine e come primo passo acquisiscono le immagini dalle telecamere della videosorveglianza, che aiutano a capire dinamica del furto. Si viene così a sapere che, appena la proprietaria era entrata in Comune, era arrivata un’altra donna la quale, guardandosi intorno con fare furtivo – è proprio il caso di dire – ha preso la bici e si è allontanata. Purtroppo le telecamere sono piuttosto lontane e non permettono il riconoscimento dell’autrice del furto, ma intanto continuano le indagini e i dati raccolti vengono condivisi con tutti i colleghi del territorio.

La svolta giunge l’altro ieri, quando una pattuglia nota per strada una donna con un abbigliamento simile a quello indossato dalla ladra, oltre ad altre caratteristiche fisiche coincidenti. La donna viene convocata al comando e identificata; nel frattempo si contatta la signora che ha subito il furto la quale riconosce con assoluta sicurezza la donna. Purtroppo, però, non c’è modo di recuperare la bicicletta, che probabilmente è stata venduta o abbandonata.

La donna, una 50enne con altri precedenti penali, è stata denunciata per furto aggravato. «Pur vivendo a Villanuova – precisa il comandante Fabio Vallini – la signora non risulta tra i residenti, in quanto si è trasferita da poco, e questo elemento aveva in effetti complicato non poco la prima fase delle indagini».

Giovanna Gamba

Numerose pattuglie della Questura di Brescia sono state impiegate questi giorni nelle diverse località, al fine di prevenire il fenomeno degli assembramenti.

In particolare, ieri pomeriggio, gli agenti della Polizia di Stato hanno interrotto una festa in casa, e sanzionato i partecipanti per aver violato le normative anti assembramento per contrastare la diffusione del covid.

I poliziotti sono intervenuti intorno alle ore 17 in Via San Zeno a Brescia, dove alcuni residenti avevano segnalato schiamazzi provenire da un terrazzo. Alla festa erano presenti 10 giovani – di cui 7 minorenni - che sono stati identificati e sanzionati. Sette ore dopo, in un'abitazione del quartiere San Polo, gli agenti sono intervenuti, sempre su segnalazione dei residenti, in una casa in cui erano in 5 a festeggiare. Anche in questo caso sono stati tutti sanzionati.

In totale 15 le persone sanzionate di cui 7 minorenni.

 

Continuano i servizi straordinari e quotidiani di controllo del territorio dalla  Questura di Brescia con l’obiettivo di continuare ad assicurare e mantenere, attraverso una costante attività di prevenzione e presenza sul territorio,  tutte le condizioni di un’autentica tranquillità pubblica, riducendo la percezione di insicurezza dei cittadini.

Detta attività di controllo è stata assicurata da un dispositivo che, giornalmente, ha effettuato il servizio sugli obiettivi ritenuti maggiormente sensibili, - quali parchi cittadini, la zona della Stazione Ferroviaria e le piazze del centro storico -  in quanto notoriamente interessati da un notevole afflusso di persone, tale da non facilitare il rispetto del divieto di assembramento e delle regole del “distanziamento sociale” dettate dalla normativa vigente, per la quale sono state sanzionate 24 persone e denunciate 2 persone poiché hanno violato i dettami legislativi emessi per il contrasto dell’emergenza coronavirus, non riuscendo a giustificare i motivi per cui si erano allontanati dall’abitazione situata in una regione diversa.

Nella giornata di Giovedì 18 marzo, il personale del Commissariato Carmine ha arrestato un soggetto B.S., 56enne italiano, per dare esecuzione ad un ordine di carcerazione (cumulo pene 14 mesi).

Mentre nel pomeriggio della stessa giornata, l’attività ha consentito: di arrestare un 26enne nigeriano trovato - in zona stazione - in possesso di 120 gr di sostanza stupefacenti (hashish, marijuana e cocaina); di sottoporre a controllo numerose persone, di procedere all’accompagnamento per identificazione, alla denuncia e successiva espulsione di un cittadino Senegalese; di sanzionare 2 persone per il possesso, rispettivamente, di 0,30 gr. di marijuana e di 0,50 gr. di hashish.

Inoltre, in questa ultima settimana un  cittadino cinese ed una cittadina moldava sono state accompagnate e trattenute presso un Centro Per i Rimpatri, ai fini della successiva espulsione dal territorio nazionale, in quanto irregolari sul territorio nazionale.

 Dal 14 ad oggi  la Sezione della Polizia Stradale di Brescia ha controllato 1.005 persone e 908 veicoli e  rilevato 17 incidenti.

Mentre, la Polfer di Brescia, ha controllato 757 persone ed indagato per interruzione di pubblico esercizio 5 ventenni della provincia di Cremona.

Inoltre, la Questura, ha dato esecuzione ad un decreto di chiusura per 10 giorni emesso dal Prefetto nei confronti di un  Laboratorio Cinese tessile situato a Flero a cui la Divisone Amministrativa della Questura di Brescia lo scorso mese di dicembre,  aveva elevato sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi imposti dalle misure di cui ai commi 1, 2, 3 dell'art 1 Dpcm 11.2.2020 con conseguente sanzione amministrativa della sospensione preventiva dell'attività.

 

 

 

L’ennesimo controllo della Squadra Amministrativa della Questura di Brescia è scattato ieri all’ora di pranzo: all'interno di un ristorante di via Corsica sono state trovate sette persone che stavano pranzando, mentre la cucina era in piena attività.

 

All’arrivo delle volanti, gli agenti hanno constatato che le porte del locale erano serrate e le luci dell’insegna e quelle della sala prospiciente l’ingresso erano spente, come se il ristorante fosse chiuso. Il parcheggio, però, era pieno di numerose auto e da dentro il locale proveniva della musica, segno evidente che qualcosa non tornava.

Sul retro la porta della cucina era aperta e mostrava alcune persone in piena attività e così, una volta entrati nel locale, gli agenti hanno trovato cinque uomini e due donne, accomodati in un'unica tavolata, che stavano pranzando insieme, in violazione delle normative di divieto di assembramento e delle distanze interpersonali.

Gli avventori  erano tutti di nazionalità italiana e risultavano avere precedenti di Polizia, tranne le due ragazze di 26 e 28 anni, di nazionalità straniera con regolare permesso di soggiorno.

Una volta identificati, per i sette sono scattate le sanzioni da 400 euro data la violazione delle disposizioni anti-Covid19. Anche il titolare del ristorante, un 46enne italiano, è stato sanzionato per aver consentito l’assembramento di persone e per l’apertura del locale al pubblico. Inoltre è stata ovviamente disposto il provvedimento della chiusura immediata del ristorante per 5 giorni.

Per tale inosservanza, verrà interessato il Prefetto della Provincia di Brescia, al fine dell’applicazione della sanzione accessoria definitiva.

(Immagine d'archivio)

Il riconoscimento è stato attribuito per l’impegno profuso nel servizio ai cittadini durante i primi mesi dell’emergenza covid. Soddisfazione del comandante Fabio Vallini, che ringrazia gli agenti per la proficua collaborazione e per l’abnegazione dimostrata, anche a rischio della propria salute.

 

In questi giorni la polizia locale valsabbina ha ricevuto un attestato di riconoscenza dalla regione per la concreta collaborazione e il senso del dovere dimostrati verso la comunità lombarda. Pur consapevoli del rischio di contagio per sé e per i propri cari, gli agenti hanno sempre profuso il massimo di energie e impegno nella fase di prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica, con carichi di lavoro a volte anche molto pesanti, soprattutto quando alcuni colleghi sono stati contagiati e hanno dovuto sospendere il servizio.  

Oltre al supporto pratico e al servizio di informazione sulle varie norme, la polizia locale è stata investita del compito di monitorare i positivi e le persone poste in isolamento, con telefonate e controlli domiciliari; ha inoltre verificato il rispetto delle normative anticovid nei pubblici esercizi e nei parchi, sanzionando il mancato utilizzo della mascherina o altre violazioni inerenti le norme per il contenimento della pandemia, come il mancato rispetto dell’obbligo di restare a casa per positivi. Nei periodo del primo lockdown le sanzioni dovute a questi motivi sono state più di 50.

Intervenendo inoltre per la soppressione di reati, spesso gli agenti sono entrati in contatto con persone positive e, nonostante il rispetto dei protocolli di sicurezza, purtroppo anche il comando valsabbino ha avuto ben 6 agenti contagiati su 19 in servizio. Per fortuna nessuno ha subito conseguenze gravi, ma le assenze sono state lunghe ed è stato ancora più difficile mantenere standard elevati nel servizio ai cittadini.

L’attestato di riconoscimento è stato consegnato nei giorni scorsi presso la sede della Comunità Montana di Valle Sabbia. Il comandante Fabio Vallini ha espresso parole di vivo ringraziamento «per la dedizione e il senso di responsabilità dimostrata da tutti i colleghi che hanno affrontato con serietà questo compito».

Giovanna Gamba

Riconosciuto dalla vittima per una rapina subita il giorno precedente, viene arrestato dalla Polizia di Stato. Gli Agenti della Polizia Ferroviaria di Brescia hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto  un cittadino del Gambia  di 22 anni, responsabile di rapina ai danni di un italiano,    a bordo di un treno diretto a Milano.

 

Gli operatori Polfer, presso la Stazione ferroviaria di Brescia,  durante le fasi di controllo di uno straniero, sono stati avvicinati da un cittadino italiano, il quale ha riferito agli agenti di riconoscere il soggetto come uno degli autori della rapina da lui subita il giorno precedente, fatto per il quale aveva già sporto denuncia.

 

In particolare la vittima ha dichiarato che l’autore,  dopo averlo avvicinato a bordo treno, lo aveva colpito al volto per poi strappargli il marsupio e appropriarsi del portafoglio contenente 1.120,00 euro, la propria carta d’identità, uno smartphone e un monopattino che aveva al seguito.

Gli agenti di Polizia, avuta la certezza dell’esatto riconoscimento dell’autore da parte della vittima, hanno sottoposto lo straniero a fermo di indiziato di delitto.

Nel corso della perquisizione personale, l’uomo, trovato in possesso di circa 20 gr. di droga, è stato anche arrestato per spaccio di stupefacenti.

 

Confagricoltura Brescia denuncia la recrudescenza di casi e fa appello alle istituzioni perché ci siano maggiori controlli e un coordinamento con le forze dell’ordine

Il presidente Garbelli: “Il problema non è solo economico per la sottrazione del mezzo ma anche per i costi conseguenti al fermo della macchina e delle operazioni colturali. Chiediamo attenzione anche per gli ingressi illegali negli allevamenti e gli strumenti per la tutela della proprietà privata”

È un problema annoso, molto sentito dagli agricoltori e, al quale, purtroppo, non è ancora stata trovata una soluzione efficace. Il furto di mezzi agricoli, in particolare nella zona della Bassa, colpisce da anni le aziende. Con periodi apparentemente più “tranquilli” e altri di recrudescenza, come gli ultimi, con grande probabilità portati avanti da bande specializzate. Da tempo Confagricoltura Brescia, Unione provinciale agricoltori, aveva lanciato l’allarme, chiedendo alle istituzioni un maggiore interessamento. Risale infatti all’autunno scorso la lettera che il presidente Giovanni Garbelli ha scritto al prefetto di Brescia Attilio Visconti per segnalare il tema. L’associazione di categoria, dopo aver raccolto le numerose indicazioni e preoccupazione degli imprenditori associati, che denunciavano l’aumento dei furti di attrezzature e mezzi agricoli di particolare valore, chiedeva con forza un monitoraggio delle ruberie denunciate, oltre a maggiori controlli di prevenzione e un coordinamento con e tra le forze dell’ordine.

 

“Il problema non è solo economico per la sottrazione del mezzo agricolo - dichiara Giovanni Garbelli - ma anche per i costi conseguenti al fermo della macchina e delle operazioni colturali. È un danno davvero ingente per le aziende agricole, per di più in un periodo come questo dove la sofferenza per la situazione economica e l’emergenza sanitaria è elevata e ci preoccupa molto. Ci siamo rivolti al prefetto per provare a cercare una soluzione congiunta e arrivare a individuare i colpevoli, garantendo agli imprenditori agricoli, ma non solo, una maggiore sicurezza”.

 

Proprio in questi giorni la prefettura ha risposto all’appello di Confagricoltura, assicurando di aver già interessato della vicenda il competente comando provinciale dell’Arma, affinché effettui le verifiche del caso. La rappresentanza del Governo ha informato che, nell’ultimo trimestre, sono avvenuti sei episodi di furti di attrezzature e mezzi agricoli, uno di questi, nel mese di gennaio, ha visto però il recupero della refurtiva. La prefettura ha assicurato infine che il comando provinciale dei carabinieri di Brescia, nell’ambito dei servizi di perlustrazione sul territorio, sta svolgendo attività preventiva anche per il contrasto a questo tipo di reati.

 

“Il tema della sicurezza nelle aziende ci interessa dal vivo - aggiunge il presidente Garbelli - ed è collegato a quello, altrettanto importante, degli ingressi illegali negli allevamenti, degli strumenti per la tutela della proprietà privata e dell’immagine degli imprenditori agricoli”.

 

Il timore è che i malviventi colpiscano “sul sicuro”, magari attingendo alle graduatorie pubbliche dei finanziamenti ottenuti dalle aziende agricole per l’acquisto dei mezzi, in modo da sottrarre beni nuovi o da poco entrati nel parco attrezzature delle aziende.

 

Ha tentato di svaligiare una casa ma è stato scoperto dal proprietario ed arrestato dai poliziotti. Nel pomeriggio di domenica 21 febbraio, gli Agenti del Commissariato di P.S. di Desenzano del Garda  hanno ricevuto una richiesta di intervento al NUE 112 da parte di un 80enne, per tentato furto nella propria abitazione. Il comunicato della Questura.

Immediatamente gli agenti della Volante si sono recati sul posto e notando un ragazzo in fuga lo hanno prontamente bloccato.  I poliziotti hanno verificato che il giovane - un 23enne cittadino rumeno con precedenti specifici - si era introdotto all’interno di una abitazione sita nella frazione San Martino della Battaglia di Desenzano del Garda e, mentre cercava di rubare, è stato scoperto. L’anziana vittima, spaventata dall’intrusione nella propria abitazione, ha cominciato ad urlare, costringendo l’autore del tentato furto a scappare.

 

Il denunciante, unitamente alla figlia, ha iniziato ad inseguire il malfattore e nel contempo ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato che è immediatamente sopraggiunta proprio durante l’inseguimento. A poca distanza dal luogo del tentato furto gli agenti del Commissariato hanno individuato il ragazzo e, dopo averlo raggiunto, lo hanno bloccato. Per il soggetto, l’arresto è stato convalidato con custodia cautelare in carcere.

 

Gli Agenti della Polizia Ferroviaria di Brescia hanno arrestato uno straniero,  pluripregiudicato di 22 anni, per spaccio di sostanza stupefacente.

I poliziotti, durante un servizio a bordo di un treno, tra le stazioni ferroviarie di Brescia e Desenzano del Garda, hanno identificato un giovane dal quale proveniva  un forte odore di “erba”.  Gli Agenti, insospettiti, hanno deciso di effettuare un controllo.

Il giovane, è stato quindi trovato in possesso di circa 100 grammi di marijuana.

Pertanto è stato tratto in arresto, con successiva convalida, e la sostanza stupefacente sottoposta a sequestro.

 

Nel corso della settimana dal 01 al 07 febbraio 2021 la Polizia Stradale di Brescia ha effettuato numerosi controlli coinvolgendo 308 pattuglie di vigilanza stradale, di cui 138 in autostrada e 170 sulla viabilità ordinaria che hanno controllato 1084 veicoli e 1175 persone.

838 sono state le infrazioni complessivamente elevate con 1203 punti decurtati; le patenti ritirate sono state 13, le carte di circolazione 7, sono stati effettuati n. 6 sequestri di veicoli e n. 5 fermi amministrativi.

Nel periodo in questione sono state contestate 8 violazioni per eccesso di velocità e 16 violazioni per velocità pericolosa, in particolare 70 persone sono state sanzionate per l’uso del telefonino alla guida e 57 violazioni per il mancato o non corretto uso dei sistemi di ritenuta, 1 persona sanzionata per la violazione misure restrittive in materia di mobilità non rispettando le limitazioni del DCPM Covid-19.

L’attività infortunistica complessiva consta in 24 incidenti: 12 incidenti con feriti e 12 con soli danni a cose.

 

Il comandante Fabio Vallini fa il punto sull’aggregazione valsabbina che negli ultimi mesi è tra l’altro cresciuta, grazie all’ingresso di una realtà importante e composita come Gavardo. 

Non è stato un anno come gli altri, quello che si è appena concluso. Anche per la polizia locale valsabbina gli sconvolgimenti dovuti alla pandemia tuttora in corso hanno comportato non solo ulteriori carichi di lavoro, ma anche preoccupazioni, nuove responsabilità e perfino un tributo di tipo sanitario, visto che alcuni agenti hanno contratto il virus. Il tutto, garantendo sempre la medesima qualità del servizio e senza poter contare su rinforzi di organico.

Nel contesto della gestione dell’emergenza sanitaria il comando ha assunto un ruolo sempre più rilevante, diventando un punto di riferimento per le istituzioni locali che dovevano dare risposte immediate e puntuali su diverse questioni. «A questo proposito – precisa Vallini – abbiamo operato con il necessario equilibrio, dimostrando fermezza e professionalità, ma al tempo stesso comprensione, con l'obiettivo di far rispettare le regole ma anche di intercettare situazioni di bisogno che man mano si presentavano».

Al momento la Polizia Locale della Valle Sabbia, che ha come ente capofila la Comunità Montana di Valle Sabbia, conta ben 18 Comuni aggregati con un bacino d’utenza di 44.199 abitanti. Il comando può contare su 20 operatori: 1 comandante, 2 ufficiali, 16 tra sovrintendenti, agenti esperti, assistenti, agenti di Polizia Locale e un’impiegata amministrativa.

Negli anni la presenza sul territorio si è via via dilatata, giungendo a garantire un pronto intervento attivo 365 giorni all'anno dalle 7:30 alle 19:30, cui si aggiungono numerosi servizi festivi e diverse pattuglie serali notturne (nel 2020 ben 45) per prevenire furti e contrastare la guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti. Lo dimostrano anche le oltre 17.000 telefonate ricevute, così come il modello organizzativo che consente a più persone di restare sul territorio e meno negli uffici, garantendo maggiormente la sicurezza.

Oltre ai normali servizi, la polizia locale ha assunto in questi ultimi anni numerosi altri compiti, primo fra tutti il ruolo di polizia giudiziaria, con indagini volte soprattutto a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel 2020 sono state ben 82 le persone denunciate a piede libero per vari reati, che vanno dal furto agli abusi edilizi, passando per spaccio, atti osceni e molestie, fino ai reati ambientali.

Per quanto riguarda i controlli stradali, uno degli ambiti classici della polizia locale, gli interventi hanno portato sicuramente a migliorare la sicurezza, ma rimangono ancora numerose le infrazioni, anche gravi, contestate dagli agenti. In un anno il totale delle violazioni sanzionate corrisponde a 3.485, tra cui spiccano 410 sanzioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza, 221 per la velocità elevata e ben 707 per sorpassi vietati o circolazione contromano, ossia comportamenti molto pericolosi non solo per sé, ma anche per gli altri.

Il controllo sul territorio è inoltre reso possibile da un sistema di videosorveglianza diffuso e all’avanguardia, costituito da molteplici punti di lettura targhe (25) e da sistemi di videocamere dislocate sul territorio. Le immagini sono raccolte in sede centrale e possono essere messe anche a disposizione delle altre forze dell’ordine, tanto che in più occasioni si sono rivelate determinanti per risolvere casi e individuare responsabili di reati.

 

La gestione dei programmi e dei sistemi informatici in condivisione ha permesso inoltre di conseguire un risparmio economico non indifferente, visto che un acquisto viene sempre suddiviso fra i 18 comuni dell’aggregazione che ne usufruiranno. Anche il finanziamento per un’autovettura alimentata a gpl è stato approvato per l’80% da Regione Lombardia grazie alla forma aggregativa del comando. Chi si aggrega viene infatti sempre premiato in tutti i bandi di finanziamento.

Infine, la diffusione della pandemia ha aggiunto agli altri incarichi anche quello di controllare che la normativa in materia sanitaria fosse rispettata da tutti per la tutela della salute e questo ha comportato oltre 7500 controlli a persone fisiche e giuridiche, che hanno avuto come esito 52 sanzioni e 2 sospensioni di attività commerciali.

Un altro anno di intenso lavoro, dunque, che vede il comandante Vallini pienamente soddisfatto del lavoro svolto e si augura di poter continuare con l’intero comando a essere un punto di riferimento per i cittadini, garanzia di sicurezza e di rispetto delle regole.

Giovanna Gamba

Scorrendo gli annunci online, ha riconosciuto immediatamente la bici che gli era stata rubata lo scorso novembre in zona stazione. La vittima all'istante si è rivolta alla Polizia di Stato, scoprendo che dietro alla sparizione del mezzo c’erano due persone, A.A. 41enne e A.M. 16enne. I due, che sono zio e nipote, sono stati denunciati per ricettazione in concorso. 

Lo scorso novembre, l’uomo aveva denunciato il furto della propria bicicletta - del valore di 1.200 euro - lasciata all’ingresso della stazione ferroviaria di Brescia. In quel momento non c’era alcuna possibilità di risalire agli autori del furto e l’uomo si era di fatto rassegnato. Qualche giorno fa invece, scorrendo su internet gli annunci di vendita, si è imbattuto nell’offerta di un telaio corrispondente a quello della sua bicicletta. 

L’uomo si è quindi rivolto agli agenti del Commissariato Carmine dove, d’intesa con il la sala operativa e il personale della Questura, ha fissato l’appuntamento con il titolare dell’annuncio. All’appuntamento con il ricettatore si è presentato un poliziotto. L’uomo, non sospettando minimamente chi fosse realmente l’acquirente, lo ha accompagnato in un magazzino in Via Milano. Appena il nipote ha tirato fuori la bici dell’annuncio per mostrarla a quello che credeva essere un semplice compratore, i due sono stati immediatamente fermati e identificati, anche grazie ad altri agenti che, con discrezione, avevano seguito tutta la scena a distanza. 

La bicicletta, oggetto dello scambio intercettato dagli investigatori, è stata riconosciuta e pertanto riconsegnata al proprietario.

In questi giorni la polizia locale ha scoperto un singolare espediente messo in atto da alcuni giovani per impossessarsi di droga senza pagarla. Sono in corso le indagini per comprendere la portata del fenomeno.

 

Correvano velocissimi dal centro del paese verso la campagna con un pacco in mano: i passanti non hanno avuto dubbi su un comportamento così sospetto, perciò l’hanno segnalato alla polizia locale. Erano circa le 12.30 di qualche giorno fa, quando due ragazzi hanno attirato l’attenzione con la loro strana corsa per le vie del centro.

Gli agenti accorsi si sono subito messi sulle loro tracce e li hanno individuati mentre ancora correvano, tra l’altro completamente infangati, in mezzo ai campi. Dopo un breve inseguimento i due, che avevano cercato inutilmente di nascondersi, sono stati raggiunti dagli agenti cui non hanno opposto resistenza. Uno dei giovani, tra l’altro, è stato immediatamente riconosciuto in quanto ha alcuni trascorsi di polizia. Del pacco, però, nessuna traccia.

Durante il trasferimento dei ragazzi presso il comando, la pattuglia si è però trovata coinvolta in un secondo fatto strano: viene infatti fermata da un corriere SDA che denuncia il furto appena subito di un pacco. La relazione tra i due avvenimenti è stata logica e immediata. Il corriere ha potuto quindi sporgere denuncia presso la polizia locale, dove praticamente i presunti colpevoli erano già in custodia. I due ragazzi, maggiorenni ma comunque molto giovani, messi alle strette non hanno potuto fare altro che ammettere la propria responsabilità e hanno collaborato al ritrovamento del pacco sottratto.

Ma le sorprese non erano finite. Una volta verificato il contenuto del pacco, gli agenti si sono trovati davanti una sostanza che alle prime analisi è risultata essere stupefacente. A questo punto la ricostruzione dei fatti è stata completa grazie a quest’ultimo, decisivo tassello: uno dei due ragazzi aveva effettuato un ordine tramite corriere con pagamento (alcune centinaia di euro) alla consegna della merce, ma quando è stato il momento di ricevere e pagare quanto ordinato ha pensato bene, con l’aiuto dell’amico, di rubare il pacco.

«Non è la prima volta – commenta il comandante Massimo Zambarda – che le forze dell’ordine portano alla luce un caso del genere. L’anno scorso, per esempio, erano stati i carabinieri di Nuvolento a scoprire che un pacco consegnato da un ignaro corriere conteneva degli stupefacenti e in quell’occasione erano state denunciate a piede libero alcune persone».

Le indagini ora proseguiranno per tentare di verificare l’origine e il reale mittente del pacco, così da dare un nome a tutti i soggetti coinvolti nel traffico di droga.

Giovanna Gamba

 

Nonostante avesse la licenza scaduta da quasi un decennio un 55enne originario di Pezzaze non si faceva mancare il prelievo venatorio sia di uccelli proibiti che di richiami vivi. Così il valtrumplino è stato scoperto dagli Agenti della Polizia Provinciale del Distaccamento di Vestone dopo alcune ore di appostamento effettuato anche a distanza. Il bracconiere è stato fermato nella mattinata del 28 gennaio in località "Ruc" alle prese con il controllo delle trappole: archetti, lacci metallici e alcune prodine. Queste ultime, spiega il Comandante Claudio Porretti, sono trappole a scatto con rete destinate alla cattura degli uccelli vivi che poi vengono ridotti in cattività. I volatili sono attirati dall'esca costituita da bacche di Sorbo degli Uccellatori particolarmente appetitose data la stagione invernale e, una volta catturati,  sono generalmente ridotti in cattività ed impiegati come richiami vivi per la caccia d'appostamento. Ma la vicenda è andata oltre: i 4 agenti ed una guardia volontaria hanno anche rinvenuto presso il cascinale nel bosco alcuni fucili e quasi 500 munizioni incustodite. L'uomo è infatti residente in paese dove avrebbe dovuto conservare e custodire armi e munizioni. Tutte le trappole, i fucili, le munizioni ed un esemplare di pettirosso sono state poste sotto sequestro e l'uomo è stato denunciato per furto aggravato ed omessa custodia di armi e munizioni.

 

 

 

Nelle foto le trappole "prodine" appese ai tronchi degli alberi ed il materiale sequestrato dagli agenti.

 

 

 

Se ne parlava da tempo. L’inchiesta era partita nel 2019. Al centro l’assegnazione dell’incarico per la raccolta dei rifiuti porta a porta ad una associazione del paese di Bagolino-Ponte Caffaro. Ora i primi atti ufficiali come riportati dall’Agenzia Ansa.

L'ex vicesindaco del Comune di Bagolino e il responsabile dell'ufficio tecnico sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Brescia su appalti pilotati.   L'ex vicesindaco Giorgio Pezzarossi, si trova agli arresti domiciliari, mentre per la responsabile dell'ufficio tecnico, è scattata l'interruzione dai pubblici uffici per sei mesi. Sono accusati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato.
Gli indagati avrebbero condizionato l'andamento di una gara di appalto per l'affidamento dei servizi di igiene ambientale per il Comune di Bagolino che è conclusa con l'assegnazione ad una associazione della quale uno degli indagati era stato presidente fino a pochi giorni prima della pubblicazione del bando di gara. I due indagati avrebbero anche favorito gli affidamenti, sempre alla medesima associazione, dei servizi di pulizia delle acque superficiali del lago che il Comune di Bagolino gestiva su incarico della Provincia di Brescia.
In dichiarazioni di stampa di queste ore l'ex vicesindaco ha affermato di essere in grado di spiegare ogni cosa, rispetto a quanto indicato dall'inchiesta.

 

Nei giorni scorsi i poliziotti della Questura di Brescia hanno denunciato un 41enne per ricettazione. Il comunicato della Polizia.

Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato, gli agenti, percorrendo le strade del centro città, notavano un’autovettura muoversi in via Duca D’Aosta in senso contrario, immediatamente provvedevano ad arrestare il mezzo impedendo la prosecuzione della sua corsa contromano. Una volta bloccata l’auto, i poliziotti identificavano il conducente. Dal controllo, risultava che la Fiat Punto in questione era stata segnalata da diversi abitanti di Via Corsica, ove nei giorni scorsi sono stati segnalati alcuni furti in abitazioni, inoltre, il fermato risultava avere precedenti per furto, rapina e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Pertanto, gli agenti procedevano immediatamente alla successiva perquisizione dell’autovettura. Dove sono stati rinvenuti, oltre a diversi attrezzi da scasso, quali tronchesi, piedi di porco, taglia vetro e scalpelli, anche numerosi capi di abbigliamento ed accessori griffati, per un valore di circa 700/800€ di cui non sapeva indicarne la provenienza. 

A tal proposito, chiunque riconosca la refurtiva recuperata dalla Polizia di Stato - pubblicata sul sito e sulla pagina facebook della Questura di Brescia -  può rivolgersi direttamente all’Ufficio Volanti di Via Botticelli.

 

 

 

Alcuni giorni fa la polizia locale della Valle del Chiese, nel corso dei controlli disposti dal Commissario del Governo, volti a verificare il rispetto dei divieti di spostamento e delle norme di distanziamento sociale per contrastare il contagio da Coronavirus ha intercettato in momenti diversi tre veicoli provenienti dalla Lombardia e tutti diretti presso un albergo cinque stelle della val Rendena. Il comunicato della Polizia locale della Valle del Chiese.

In tale giornata gli spostamenti tra regioni erano consentiti unicamente per motivi di lavoro, salute o stato di necessità.

Gli otto occupanti dei tre veicoli, all'atto del controllo dichiaravano, compilando e sottoscrivendo l'autocertificazione ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n.445/2000, che lo spostamento per motivi di salute era iniziato dalla provincia di Milano ed aveva come destinazione Pinzolo.

In particolare, nonostante mostrassero anche certificati medici in cui si prescrivevano massaggi e trattamenti disintossicati, è stato successivamente accertato che gli stessi non hanno fruito di prestazioni mediche o erogazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza svolte presso centri autorizzati o da professionisti sanitari.

Per tale motivo sono stati sanzionati con le violazioni previste dal decreto legge 19 del marzo 2020 che ammettono il pagamento in misura ridotta di € 533,33 ridotto a € 373,43 con pagamento entro 5 gg.

La polizia locale verificherà ora la posizione del pubblico esercizio per capire se i clienti siano stati indotti a ritenere lo spostamento legittimo nonostante presso il centro benessere della struttura non vengano fornite prestazioni sanitarie.

 

Foto repertorio

Nella giornata di ieri la Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino di nazionalità rumena, N.I. del 1980, su cui pendeva un mandato di arresto europeo in relazione a una condanna definitiva inflitta dall’autorità rumena. L’uomo deve scontare la pena di anni 5 e mesi 6 di reclusione per i reati di associazione a delinquere e contrabbando di tabacchi.

 

I fatti risalgono al 2008, 2012 e 2016, quando l’arrestato, unitamente ad altri connazionali, contrabbandava tra Moldavia e Ucraina tabacchi lavorati, nel tentativo di eludere la tassazione nazionale prevista sul commercio di tali prodotti.

In particolare gli investigatori, ricevuta la segnalazione da parte dello Servizio Di Cooperazione Internazionale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, attivavano prontamente i dovuti accertamenti identificando immediatamente il ricercato in un soggetto residente nel comune di Desenzano del Garda. Gli operatori, quindi, davano immediata esecuzione al mandato d’arresto europeo.

Il rumeno è stato condotto alla casa circondariale di Brescia, a disposizione della Procura Generale per le successive procedure di estradizione. L’uomo infatti dovrà scontare la pena nel suo paese di origine.

Si era assicurato con una "presunta" assicurazione online. Aveva pagato e ricevuto il tagliando di controprova. Tutto ok? No perchè quel documento in realtà era falso. L'uomo, residente a Muscoline, dunque viaggiava tranquillamente a Gavardo sulla sua autovettura convinto di essere a posto. Ma il mezzo della Polizia locale della Vallesabbia preposto ad individuare le vetture prive di assicurazione e revisione lo ha segnalato. Ulteriori approfondite indagini da parte della Polizia locale agli ordini di Fabio Vallini potrebbero aver messo in luce una truffa di più vaste dimensioni, in cui anche altri avrebbero potuto essere incappati. Intanto l'uomo è stato multato, ma almeno ha scoperto la sua reale assicurazione e ha avuto l'opportunità di mettersi in regola. E in un certo senso è stato grato alla polizia locale!

Il comandante dell’aggregazione valsabbina della Polizia Locale presenta i lettori delle targhe automobilistiche di ultima generazione di cui il suo comando si è dotato in questi giorni.

 

Novità in questi primi giorni dell’anno per il controllo del territorio in Valsabbia: la Polizia Locale ha attrezzato un veicolo di servizio di pronto intervento con un dispositivo di lettura targhe che consentirà di tracciare i veicoli senza revisione o copertura assicurativa. Il veicolo, che partirà da Gavardo ma attraverserà l’intero territorio a seconda delle esigenze rilevate, permetterà di effettuare controlli in modo capillare e in forma dinamica, con un vantaggio per la sicurezza e l’ottimizzazione delle risorse.

«Sarà quindi possibile – precisa il comandante Vallini – intervenite immediatamente dopo la segnalazione di un veicolo sospetto per approfondire la situazione. Inoltre, il dispositivo consentirà di controllare zone di solito non raggiungibili dalle telecamere fisse». A questo proposito, il comandante segnala che le installazioni comunque continuano e infatti da venerdì 8 è in funzione una videocamera fissa a Soprazzocco. Servirà per la lettura delle targhe e consentirà di monitorare quel tratto di strada 24 ore su 24 per una maggior sicurezza della popolazione.

Anche il dispositivo mobile, come quelli fissi, è collegato alla centrale operativa del comando e consentirà di riprendere e archiviare il passaggio di tutti i veicoli in transito, segnalando non solo la mancata copertura assicurativa o l’assenza di revisione, ma anche tutti quei veicoli che risultano inseriti nella black list perché identificati come pericolosi. Il sistema consentirà infine di monitorare autocarri e autoarticolati di passaggio e sarà sempre a disposizione anche dei carabinieri e di tutte le altre forze dell’ordine che dovessero richiedere i dati raccolti per indagini.

«Il sistema mobile – conclude Vallini – si configura dunque come integrazione del sistema di videosorveglianza fisso che opera già con continuità in tutti i comuni dell’aggregazione e consentirà un monitoraggio territorio ancora più soddisfacente».

Giovanna Gamba

Nell’ambito dei servizi e dei dispositivi di vigilanza e controllo del territorio, finalizzati anche a verificare il rispetto delle disposizioni anti-covid, alle ore 17.30 di ieri, martedì 5 gennaio, una Pattuglia Nucleo O.P. della Questura di Brescia, nel mentre percorreva Via Cremona a Brrescia, notava, nonostante le normative anti-covid in essere, vi era un locale che operava in violazione delle stesse. Il comunicato della questura.

 

Sul posto quindi convergeva anche una pattuglia della Squadra Amministrativa della Divisione P.A.S.I impegnata nei servizi antiCovid che procedevano ad identificare 2 clienti ancora presenti nel bar ed intenti ad effettuare consumazioni.

 

Riscontrata quindi la violazione ex art 4 del D.L. anticovid,  gli agenti della Questura hanno proceduto a sanzionare i 2 clienti con la multa di euro 400 ciascuno ed hanno altresì, con effetto immediato, applicato la chiusura del locale per 5 giorni sanzionando anche  il gestore del pubblico esercizio.

 

Da oggi pomeriggio a Soprazocco di Gavardo manca da casa una ragazzo di 14 anni. Secondo alcune informazioni il ragazzo si sarebbe allontanato già nella giornata di ieri. Poi è rientrato a casa e oggi pomeriggio un nuovo allontanamento. "Coordinano le ricerche i carabinieri - ha spiegato il sindaco Davide Comaglio - di concerto con la Prefettura". 

Nel tardo pomeriggio il ragazzo è stato rintracciato.

Negli ultimi tempi i controlli della polizia locale valsabbina si sono rivolti soprattutto al mancato rispetto delle norme anticovid e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. I dati forniti dal comandante Fabio Vallini.

 

L’aggregazione di Polizia Locale della Vallesabbia ha ultimamente intensificato le attività di controllo del territorio e purtroppo non sono mancate sanzioni a chi non rispetta le regole. In particolare, sono ben 52 le persone sanzionate per il mancato utilizzo della mascherina, per aver creato assembramenti o essersi spostate senza motivi giustificati, insomma per tutto quanto previsto dalla normativa di contenimento del covid. Per l’inosservanza della stessa sono stati addirittura chiusi due pubblici esercizi, uno a Gavardo e l’altro a Roè Volciano.

Il secondo ambito di intervento riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti. Su impulso delle amministrazioni di Villanuova, Gavardo e Roè Volciano, in particolare, sono stati disposti controlli anche nei parchi e in zone periferiche, sia di giorno – con l’ausilio di un drone – che di notte.

Su 32 persone controllate, cinque sono state segnalate perché in possesso di sostanze stupefacenti tipo hashish o marijuana, e a una è stata anche ritirata la patente di guida. Le attività di indagine hanno tra l’altro portato alla luce una pericolosa rete criminale di giovanissimi, che svolgono attività di spaccio consolidate nel tempo soprattutto verso i loro coetanei. Gli agenti hanno potuto documentare più di cento cessioni, che hanno portato tre ragazzi a essere indagati dalla Procura dei minori di Brescia, mentre altri dodici sono stati segnalati come consumatori alla Prefettura. A un giovane dell’alta valle è stata inoltre sequestrato un etto di sostanza stupefacente, presumibilmente anfetamina, e sono in corso le indagini per stabilirne la provenienza.

Le attività di indagine e di controllo si sono svolte in sinergia con le altre forze di polizia e sono state rese possibili anche grazie alle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini, che vanno ringraziati per la proficua collaborazione.

Giovanna Gamba

Nel tardo pomeriggio di ieri una Volkswagen Polo ha preso fuoco mentre era parcheggiata davanti alla farmacia in Piazza Roma. Grande spavento, ma nessun ferito.

 

Era l’ora del rientro dal lavoro, quando una signora del paese ha parcheggiato la sua autovettura per recarsi in farmacia. Nel ripartire, la donna si è però accorta che da sotto la macchina uscivano delle fiamme ed è scesa immediatamente, chiedendo aiuto ai passanti. A scatenare una grande preoccupazione era il fatto che la Polo era alimentata a GPL, il che rendeva molto rischioso rimanere nei paraggi.

In attesa dei Vigili del Fuoco di Salò, sono giunti subito sul posto gli agenti del servizio intercomunale della Polizia Locale Calvagese-Muscoline che hanno sgombrato l’area adiacente alla vettura e messo al riparo i presenti. Gli uomini del comandante Dondelli hanno anche dovuto deviare il traffico della Provinciale verso strade secondarie. La chiusura della Provinciale per circa un’ora ha provocato notevoli disagi alla circolazione visto che l’orario coincideva con il rientro dal lavoro, ma in casi come questo non c’è altra scelta.

Oltre alla Polizia Locale, sono poi giunti sul posto una pattuglia dei Carabinieri Forestali e due mezzi dei Vigili del Fuoco di Salò.

Personale dell’Ufficio Prevenzione Generale “Squadra Volante”, in ordine ai fatti accaduti nei giorni scorsi, a Brescia, Via Trieste, ha tratto in arresto in ordine al reato di rissa 3 giovani, di 25, 26 e 25 anni. Il comunicato della questura.

Alle ore 20 di domanica, perveniva alla Sala Operativa della Questura la segnalazione che era in corso una rissa in Via Trieste, nei pressi dell’entrata di un locale da parte di un gruppo di giovani.

Immediatamente venivano inviate sul posto due pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale “Squadra Volante” e del “Commissariato Carmine”, mentre continuavano a pervenire alla Sala Operativa della Questura numerose segnalazioni da parte di persone allarmate per quanto stava accadendo.

 

I poliziotti immediatamente giunti sul posto notavano come i giovani, alla vista dei lampeggianti blu stessero tendando la fuga in direzione di piazza Duomo. I due equipaggi, quindi, si dividevano riuscendo ad individuare e bloccare tre rissanti. Gli agenti, quindi, contestualizzando quanto accaduto,  accertavano come i tre fermati poco prima si erano presentati nel locale in argomento, in evidente stato di ubriachezza.

 

Secondo quanto finora emerso la situazione  degenerava, a seguito di una battuta fatta da uno dei tre alla dipendente del locale, creando un parapiglia che coinvolgeva diversi ragazzi nella zona all’esterno esterno e cessava con l’arrivo delle “Volanti”.

 

I tre presentavano anche segni di lesioni a seguito dei colpi e pugni reciprocamente sferrati. Considerato il fatto che uno di essi lamentava dolori in varie parti del corpo veniva quindi accompagnato al locale pronto soccorso riscontrando a vario titolo diagnosi per “contusione al polso destro”, con prognosi di 5 giorni.

I tre fermati venivano, quindi, condotti in  Questura e stante la riscontrata  flagranza del reato di rissa venivano tratti in arresto. Inoltre,  ai predetti è stata contestata la violazione amministrativa di ubriachezza prevista dall’Art. 688 del Codice Penale.

 

I tre arrestati sono D.F., 26enne, cittadino italiano residente in provincia di Cremona;  T.L. 25enne, Bresciano e V.L. 25enne, cittadino italiano residente in provincia di Cremona.

 

 

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio a Roè Volciano in via Marconi. Il ragazzo è stato elitrasportato al Civile di Brescia in codice rosso.

 

Erano circa le 14 di oggi, quando una Ford Fiesta di colore scuro. che procedeva da Roè verso Vobarno, ha iniziato la manovra di svolta a sinistra all’altezza della Ellegi Service. In quel momento arrivava però in senso contrario un motociclo Supermotard che non ha potuto evitare l’autovettura, finendo contro la portiera posteriore destra della Fiesta. Il motociclista in seguito al violentissimo urto è finito rovinosamente a terra.

Subito è stata allertata la centrale operativa dei soccorsi e, data la criticità della situazione, sul posto è giunta anche l’eliambulanza, che si è diretta con il ragazzo in codice rosso verso gli Spedali Civili di Brescia.

Il motociclista è un 16enne di Villanuova, mentre l’automobile era guidata da una persona di Roè Volciano.

La dinamica è al vaglio della polizia locale valsabbina, giunta con una pattuglia sul posto.

Quarantenne arrestato per droga dalla pattuglia del Distaccamento Polizia Stradale di Chiari: durante il servizio di vigilanza stradale lungo il tratto dell’autostrada A35, nel comune di Bariano (BG) la pattuglia ha intercettato sulla carreggiata un’Opel Astra che si spostava di corsia e rallentava repentinamente, destando così sospetto e procedeva a fermarla. A bordo vi era il conducente già pregiudicato ed una giovane donna come passeggero. Durante il controllo del veicolo, dall’abitacolo fuoriusciva un forte odore di cannabinoidi, il che faceva presumere che all’interno della macchina vi fosse della droga; gli agenti rinvenivano abilmente nascosto nella copertura in pelle della leva del cambio, un involucro di medie dimensioni contenente circa 200 gr. di hashish confezionati in un pacco sigillato e sottovuoto, successivamente sequestrato. L’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, immediatamente condannato a 8 mesi di reclusione e al pagamento di euro 1.000,00 di multa.

 

Stavano pranzando all'interno di un ristorante di Roè Volciano, incuranti delle regole anti covid: sono stati tutti sanzionati dagli agenti della Polizia di Stato, e il locale come da prassi è stato chiuso per cinque giorni. Il comunicato della Questura.

Nella giornata di ieri, i poliziotti della Questura di Brescia unitamente agli Agenti della Polizia Locale della Valle Sabbia, intervenuti a seguito di una segnalazione, hanno accertato che il locale presentava la porta d’ingresso principale chiusa ma, permetteva l’accesso della clientela da una porta secondaria adiacente al locale cucina. Al momento del controllo, erano presenti in sala dodici clienti seduti in quattro tavoli diversi.

A quel punto è scattata la multa di 400 euro per il titolare, mentre il ristorante è stato immediatamente chiuso. Non è andata meglio agli avventori, che tra l'altro arrivavano anche da  comuni diversi (altra circostanza vietata). Anche per loro è scattata una sanzione da 400 euro a testa, per un totale complessivo di  5.200 euro.

 

 

L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi in via Copponi. Solo lievi ferite per i due pedoni.

 

Erano circa le 14 di oggi quando un padre stava uscendo da casa insieme alla sua bambina, 47 anni lui e 8 lei. In quel momento nella via a senso unico sopraggiungeva una Fiat Punto guidata da un 72enne che urtava i due pedoni. La dinamica è al vaglio della polizia locale valsabbina, giunta immediatamente sul posto. Non è ancora chiaro, infatti, se l'automobile si sia spostata lungo il marciapiede a raso oppure i due l'abbiano urtata nell'uscire dalla porta di casa.

Padre e figlia sono andati in ospedale per accertamenti, ma le loro condizioni non sembravano destare preoccupazione.

 

Come aggiornamento pubblichiamo una precisazione che giunge dal conducente della vettura.

 

"Buongiorno, Allego quanto è stato dichiarato per poter rettificare la

 

vostra notizia sbagliata...

 

padre e figlia non sono stati investiti, sono andati a sbattere contro

 

l'auto questo è quello che è successo ed è confermato dai rilievi sul

 

posto della polizia locale..

 

 

 

IN DATA 16/11/202 ERO ALLA GUIDA DELLA FIAT PUNTO TARGATA…. A

 

GAVARDO IN VIA STAZIONE, PROCEDENDO VERSO VIA COPPONI TEODORO MI FERMAI

 

ALL'INCROCIO E PRESI IL SENSO UNICO DI VIA TEODORO COPPONI VERSO PIAZZA

 

CADUTI DEI LAGER, DOPO CIRCA 30 METRI ESCONO PADRE E FIGLIA DI

 

SOPRASSALTO DA UN PORTONE SITUATO ALLA MIA DESTRA SUPERANDO L’AREA

 

PEDONALE E INVADENDO LA CORSIA DI MARCIA URTANO LA PARTE LATERALE

 

POSTERIORE DEL MIO VEICOLO PER POI ESSERE SBALZATI A TERRA.

 

NELL’IMMEDIATO E’ STATA CHIAMATA L’AMBULANZA PER IL PRIMO SOCCORSO

 

ED I VIGILI URBANI PER I RILIEVI DEL CASO.

 

grazie"

 

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Nuovo aggiornamento dei dati di regione Lombardia sul numero dei casi in percentuale sulla popolazione dall'inizio della pandemia. Tre comuni valsabbini tra i primi dieci: Vestone, Odolo, Vobarno. Gli altri sono della Valcamonica. Al primo posto ora di questa triste classifica c’è Breno, seguito da Vestone, al quinto posto Odolo, al decimo Vobarno.

 

Breno 200    4, 15%

 

Vestone 173   4,01%

 

Capo di Ponte 97   3,96%

 

Malonno 124    3,94%

 

Odolo 67   3,50%

 

Saviore  30    3,46%

 

Ceto 64     3,43%

 

Borno 87    3,35%

 

Esine 166    3,18%

 

Vobarno 258    3,17%

 

Il primi tre comuni per numero di contagi in valori assoluti ad oggi

 

Brescia 4897

 

Desenzano 692

 

Montichiari 644

 

Il comune di Vestone continua a soistenere di avere dati diversi e fino a tre giorni fa di avere 125 contagi dall'inizio della pandemia.

Allarme rientrato nel pomeriggio di questa domenica in zona Monte Magno a Gavardo. Due bambini di 11 e 12 anni si erano smarriti nel bosco. La bella giornata di sole ha spinto molti a recarsi in montagna per raccogliere castagne o semplicemente per una passeggiata. I due bambini si erano allontanati e non avevano fatto ritorno. Una volta lanciato l'allarme, sul posto si sono recati quattro mezzi dei vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale della Vallesabbia, pronti a intraprendere le ricerche. Nel giro di breve tempo però i due bambini sono stati ritrovati e dopo il grande spavento, l'allarme è rientrato.

Intervento a lieto fine della polizia locale valsabbina su segnalazione di un cittadino: gli agenti hanno tratto in salvo un cane caduto in riva al fiume dal ciglio della strada.

 

Domenica mattina movimentata per l’aggregazione valsabbina della polizia locale, comandata da Fabio Vallini: la centrale riceve la telefonata di un cittadino per una segnalazione insolita, ma che mette subito in movimento gli agenti. Un cane probabilmente è in difficoltà e continua ad abbaiare, ma nessuno riesce a individuare dove si trovi.

Sul luogo indicato, nei pressi di via Capoborgo, interviene prontamente una pattuglia di polizia locale, mentre vengono allertati i vigili del fuoco. La ricerca porta ben presto frutto e l’animale viene localizzato: era imprigionato fra i rovi a ridosso del fiume, caduto sicuramente dalla strada soprastante. Dopo essersi calati con l’ausilio di una lunga scala, i vigili del fuoco portano in salvo il cane che a una prima occhiata sembra stare bene, per quanto spaventato.

L’ospite viene fatto accomodare sull’automobile di servizio della polizia locale e accompagnato da un veterinario per la lettura del microchip. Individuato il proprietario, si provvede alla restituzione: l’uomo era sorpreso perché non aveva ancora notato l'assenza del suo amico a quattro zampe ed era pertanto ignaro della sua disavventura.

Giovanna Gamba

Una persona arrestata, sequestrati oltre mezzo chilo di cocaina e più di diecimila euro in contanti. Sono questi i risultati dell’operazione portata a termine dalla Polizia Locale giovedì 2 ottobre in via Corsica. Da diversi giorni una pattuglia stava tenendo sotto controllo i movimenti sospetti di un uomo di origine albanese.

Nella serata di giovedì 2 ottobre quest’ultimo, a bordo di una Ford, è stato individuato in via Veneto da un agente che si stava recando al lavoro e che, in attesa dell’arrivo dei colleghi, ha continuato a seguire il veicolo del sospettato. L’albanese è stato visto fermarsi tre volte per incontrare alcune persone alle quali ha consegnato dei piccoli sacchetti, ricevendo in cambio del denaro.

Giunta in via Corsica, la Ford ha sostato all’interno di un parcheggio di un supermercato ed è stata affiancata da una Volvo, dalla quale è sceso un italiano, noto alle forze dell’ordine come consumatore di cocaina. Quest’ultimo è salito a bordo dell’altra auto per tornare pochi minuti dopo sulla propria vettura. In quel momento è sopraggiunta la pattuglia che era stata avvisata dal collega e ha fermato entrambi. L’italiano ha cercato di disfarsi di quanto aveva appena acquistato:  una busta contenente oltre mezzo grammo di cocaina che è stata subito recuperata dagli agenti.

 

I due veicoli, insieme con i loro conducenti, sono stati portati al Comando per ulteriori accertamenti. All’interno della Ford, sotto il sedile del guidatore, è stata trovata una scatola ricoperta con nastro adesivo di colore nero, sulla quale era stato applicato una magnete per ancorarla alle parti metalliche del sedile, per renderla difficilmente individuabile. Dentro il contenitore si trovavano 14 dosi, del tutto identiche a quella acquistata dall’italiano, avvolte nel cellophane trasparente del peso totale di otto grammi. L’albanese aveva con sé 260 euro in contanti, probabile frutto dell’attività illegale, e due cellulari. Su uno dei due telefoni comparivano oltre 80 chiamate ricevute nel pomeriggio e, nello stesso periodo, numerosissimi messaggi WhatsApp.

 

Gli agenti hanno quindi ispezionato anche l’abitazione dell’albanese in via Bettoni. In due scaffali della cucina è stata trovata una piastra avvolta da una pellicola trasparente, ancora “in sasso”, del peso di 384 grammi, inserita in una scatola di cartone. Sono state poi scoperte cinque grandi buste contenenti 27 grammi di cocaina e un sacchetto in polietilene con altri 26 grammi di cocaina. In un barattolo di vetro, inoltre, erano state riposte 153 confezioni di cocaina del peso totale di 88 grammi.

 

Infine, sul ripiano superiore dei due scaffali erano state appoggiate diverse mazzette di denaro, in vari tagli, del valore totale di 10.300 euro e due bilancine di precisione, ancora sporche di polvere bianca.

L’albanese è stato quindi arrestato e, su disposizione del Pubblico Ministero, è stato accompagnato alla Casa Circondariale “Nereo Fischione”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo.

“Un gesto vigliacco e becero, che si sta ripetendo con una frequenza allarmante e dimostra la violenza e la bassezza di certa gentaglia”. Questo il commento di Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega al Pirellone sulla notizia degli 11 capanni distrutti nella zona di Calino, Borgonato e Adro, in Provincia di Brescia.

 

“Adesso la misura è veramente colma – prosegue Massardi –, la stessa cosa era capitata lo scorso dicembre sul Montorfano e ora occorre agire con forza e pene esemplari, che dimostrino a questi teppisti da due soldi che non possono continuare ad agire impuniti.

Per questa ragione intendo recarmi dal comandante generale dei Carabinieri della Lombardia e della Provincia di Brescia e dal Prefetto per sollevare personalmente la questione. È necessario maggiore impegno per scovare questi farabutti e mettere la parola fine ad un vergognoso accanimento contro una categoria ben precisa, che dura ormai da troppo tempo. I cacciatori infatti sono sottoposti a una serie di controlli molto stringenti per praticare l’attività venatoria e meritano di essere difesi con altrettanto impegno.

Massima solidarietà ai cacciatori che hanno avuto danni in questo brutto fine settimana, vittime del peggiore squadrismo di tipo fascista, ad opera del cosiddetto Alf, sedicente Fronte di liberazione animali.

Protestare con queste modalità disgustose – chiosa Massardi – oltre a essere sinonimo di vigliaccheria, dimostra l’inciviltà e la profonda stupidità di certi individui”.

 

L’episodio è avvenuto a Sant’Eufemia. Negli ultimi giorni è stata rilevata una recrudescenza del fenomeno delle cosiddette “truffe porta a porta”. I consigli delle forze dell’ordine per la prevenzione. 

 

Quello accaduto in questi giorni nella zona di Sant’Eufemia è solo ultimo di numerosi tentativi di truffa messi in atto da malintenzionati con diverse tecniche per confondere le vittime. Questa volta, però, la vicenda ha un lieto fine e la si racconta volentieri.

Sono circa le 18, quando una signora di 83 anni, decisamente molto sveglia, vede arrivare a casa sua due sedicenti carabinieri in abiti civili che tentano di mettere in atto il loro piano. La donna, tuttavia, intuisce che si tratta di truffatori e passa subito alle vie di fatto: prende la scopa e rincorre i due uomini, facendoli fuggire.

La polizia ricorda che purtroppo molto spesso i malviventi riescono a realizzare la truffa presentandosi con modi gentili ed eleganti, spacciandosi per tecnici o funzionari, se non addirittura per forze dell’ordine come in questo caso, fino a confondere le loro vittime.

Le raccomandazioni delle forze dell’ordine sono poche e semplici e sono rivolte soprattutto alle persone anziane e che vivono sole: nessuna azienda o ente pubblico, comprese le forze di Polizia, invia dipendenti e richiede pagamenti a domicilio, soprattutto se la visita non è preavvisata da una lettera formale. Si ricorda di non tenere in casa grosse somme di denaro e di non aprire la porta agli sconosciuti, anche se in possesso di tesserini con foto. In caso, prima di aprire, si può chiedere conferma chiamando il 112.

Da domani, 1° settembre, la polizia locale valsabbina vedrà entrare nell’aggregazione anche Gavardo, portando a ben 18 il numero di comuni del comandante Fabio Vallini. Previsti un aumento dell’organico, da 12 a 20 unità, e un accesso più agevole ai fondi regionali.

 

Una svolta importante per la Valsabbia: il centro più popoloso del territorio ha deciso di entrare a far parte dell’aggregazione di polizia locale che da alcuni anni opera con ottimi risultati in tutta la sua zona di competenza. Le istituzioni centrali da anni spingono in questa direzione e premiano con maggiori fondi le realtà che sanno fare squadra: la Regione, per esempio, destina finanziamenti speciali ai comandi che superano le diciotto unità e grazie a Gavardo ora l’aggregazione raggiungerà un organico di 20 persone, realizzando le condizioni per partecipare ai bandi.

«La regione – spiega il comandante Vallini – premia chi si accorpa, ampliando il territorio di competenza con scelte stabili nel medio-lungo periodo. In quest’ottica è più probabile ottenere i finanziamenti per nuove strumentazioni e sistemi di controllo e videosorveglianza, sempre più importanti per la sicurezza dei cittadini. L’entrata di Gavardo è un passo importante per aumentare i servizi razionalizzando le spese».

Al momento l’aggregazione ha numerose sedi decentrate: Villanuova, Roè Volciano, Odolo, Sabbio Chiese, Agnosine e Vestone; ad esse si aggiungerà l’ufficio di Gavardo, che opererà in coordinamento con gli altri in modo da garantire aperture in orari diversi con personale a disposizione dei cittadini soprattutto a Vestone e Gavardo, destinati a sedi di riferimento per le pratiche amministrative. Per Gavardo, in particolare, si prospetta una conferma dell’orario attuale di apertura al pubblico.

L’aumento dell’organico permetterà inoltre un pattugliamento più ampio del territorio, con controlli dilatati anche nelle ore serali e notturne per una maggiore sicurezza non solo sulle strade, ma generale. Il coordinamento di mezzi e macchinari permetterà un risparmio di risorse a fronte di servizi più capillari, con presenza continua di uomini nei paesi dell’aggregazione. «L’irrobustimento dell’organico – conclude Vallini – porterà più sicurezza grazie all’opportunità di fare squadra e coordinarsi meglio per un servizio più efficace ai cittadini». L’aggregazione, del resto, opera già dal 2014 con competenza e flessibilità ed è divenuta nel tempo polo di attrazione per numerosi centri che si sono via via aggiunti ai primi otto dopo aver valutato sul campo i vantaggi dell’unione.

Il sindaco di Gavardo Davide Comaglio ha pronunciato parole di piena soddisfazione circa la scelta della sua amministrazione: «La riorganizzazione del corpo di polizia locale è stata una scelta meditata, che ha comportato alcuni mesi di lavoro e riflessione. È maturata dopo l’analisi dei dati degli ultimi tre anni di lavoro – prosegue Comaglio – dai quali emerge la necessità di una scelta in tale senso, anche perché un corpo di polizia locale nel singolo comune fa ormai fatica a seguire tutte le funzioni che gli vengono richieste. Abbiamo quindi condiviso un percorso con la Comunità Montana di Valle Sabbia e il comandante Fabio Vallini che ci ha portato a intraprendere un percorso di lunga prospettiva, nella certezza di generare un sensibile miglioramento del servizio, per il quale oggi serve sempre più personale sul territorio e meno in ufficio».

Gavardo fornirà un contributo consistente ai nuovi equilibri dell’aggregazione e i suoi oltre 12mila abitanti godranno già nel breve periodo i vantaggi della riorganizzazione, che porta il comando valsabbino a diventare una delle realtà più grandi dell’intera provincia

Giovanna Gamba

In alcuni banchi mancava il detergente per disinfettare le mani prima di "toccare" la merce. E' una delle prime osservazioni fatte dalla Polizia locale di Gavardo al lavoro in mattinata per i controlli al consueto mercato del mercoledì. Il mercato si svolge avviamente all'aperto, ma è necessario comunque fare attenzione. Mascherine indossate praticamente da tutti, clienti ed esercenti, distanziamento garantito anche grazie alla prudenza di tutti. In effetti i banchi che vedono la presenza di molte persone vicine che "rovistano" tra i capi di abbigliamento o gli oggetti dovrebbero almeno mettere in esposizione il flacone di gel disinfettanti. Siamo sicuri che d'ora in poi ciò avverrà... 

Una delle zone più belle ed amate dai turisti del Garda, la Rocca di Manerba, è stata teatro di un'operazione di controllo congiunta delle forze dell'ordine che ha coinvolto i militari della Stazione dei Carabinieri di Manerba del Garda e gli agenti del Corpo di Polizia Locale dell'Unione dei Comuni della Valtenesi. Il  comunicato del Comune.

Al centro dell'attenzione la sicurezza dei bagnanti lungo l'intero perimetro dell'area a lago, sito di forte pregio ambientale che è stato salvaguardato anche dall'istituzione di una riserva naturale, comprendente l'unico parco lacuale d'Italia. Le verifiche effettuate hanno evidenziato il riaffacciarsi nella zona di un fenomeno particolarmente sgradito alla maggioranza delle persone che frequentano il litorale, soprattutto famiglie con bambini, ovvero la presenza di nudisti ed esibizionisti. Questi stessi luoghi già negli anni passati erano stati teatro di numerosi episodi di atti osceni, con l'emissione di denunce nei confronti dei responsabili. Il bilancio della nuova attività, svolta nei giorni a cavallo di Ferragosto, si è concluso con oltre 350 controlli e 36 verbali di contravvenzione, ciascuno dell'importo di 250 Euro. Quella rilevata è una situazione che l'amministrazione comunale di Manerba intende eliminare, perché non è ammissibile che si venga a creare una di sorta di "zona franca", che sottrae alla grande maggioranza del pubblico spiagge di straordinaria bellezza, in cui le famiglie devono poter trascorrere giornate in totale serenità. La presenza di gruppi circoscritti di persone con scarso o nullo senso del pudore non è gradita a cittadini e turisti e lede fortemente il diritto di tutti di poter visitare l'area sottostante la rocca, uno degli scorci di paesaggio più caratteristici e famosi del lago di Garda. «Il controllo delle spiagge e dell'entroterra comunale rientra tra le priorità della nostra amministrazione» ha commentato il Sindaco del comune gardesano Flaviano Mattiotti. «L'operazione avviata fin dall'inizio dell'estate proseguirà nelle prossime settimane con l'ausilio di tutte le forze dell'ordine. L'obiettivo è garantire a residenti ed ospiti di Manerba la massima sicurezza e tranquillità su tutto il territorio. Il messaggio che vogliamo lanciare, anche attraverso i mezzi di comunicazione - prosegue il Sindaco - è che non c'è angolo del nostro comune che i turisti e le famiglie non debbano poter frequentare e vivere tranquillamente. L'impegno dell'amministrazione e delle forze dell'ordine in questo senso è totale e garantito. Manerba è e deve restare una località sicura e accessibile a tutti, nel pieno rispetto delle regole di convivenza civile». Il concetto viene ribadito dalle dichiarazioni rilasciate dal Consigliere Delegato a Sicurezza e Protezione Civile di Manerba, Matteo Mattiotti: "Proprio per raggiungere i migliori risultati ci siamo attivati per coinvolgere nei prossimi interventi le motovedette della Guardia Costiera, della sezione navale della Guardia di Finanza e della Polizia Provinciale. Abbiamo inoltre attuato il progetto promosso dalla Prefettura di Brescia per il controllo dei litorali anche con l’utilizzo di agenti di polizia locale operanti a bordo di un nuovo veicolo compatto 4x4, che consente di intervenire direttamente sulle spiagge in caso di necessità. A completare il quadro della nostra azione di contrasto a schiamazzi notturni, illegalità e microcriminalità, le coste e l'entroterra manerbesi vengono controllati anche dall'alto, con l'utilizzo di droni, mentre parallelamente abbiamo intensificato le verifiche su tutto il territorio, specialmente nella frazione Pieve, dove, soprattutto nei fine settimana, si registrano problemi di disturbo della quiete pubblica. L'ultimo tassello dell'operazione Estate Sicura consisterà nell'installazione entro breve tempo di nuove telecamere a circuito chiuso nelle frazioni Pieve Vecchia e Balbiana e nel parcheggio della riserva naturale della Rocca». 

 

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Brescia hanno eseguito ieri un provvedimento di misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brescia il 17 agosto scorso, nei confronti di uno stalker.

 

La cronaca deve purtroppo registrare un ennesimo episodio di violenza di genere, anche se va sottolineato che nel tempo la Polizia di Stato ha adottato, sulla base dell’esperienza, prassi operative ormai collaudate per un intervento immediato e efficace, in modo da consentire una tempestiva tutela della vittima.

La Legge del 19 luglio 2019 n.69, cosiddetta “Codice Rosso”, si inserisce a pieno titolo nel solco degli interventi legislativi volti ad assicurare e rafforzare la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, favorendo l’immediata instaurazione del procedimento penale e consentendo, ove necessario, l’adozione senza ritardo di eventuali provvedimenti cautelari, così come è accaduto in questo caso.

L’uomo si è reso infatti responsabile del reato di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. Dopo che la donna aveva comunicato a D.L. la fine della loro relazione sentimentale, è stata sottoposta a comportamenti ossessivi dell’uomo, il quale in più occasioni la aspettava sotto casa, la seguiva, la minacciava di morte, le sputava addosso e la ingiuriava.

I comportamenti, nel recente periodo, erano diventati sempre più pericolosi, tanto da indurre la donna a staccare il campanello del citofono e ad uscire accompagnata e solo dopo aver verificato l’assenza dell’uomo sotto casa.

A seguito dei numerosi interventi effettuati nei scorsi giorni dal personale delle volanti, è stato raccolto un quadro indiziario tale da indurre la Procura di Brescia a richiedere al GIP un provvedimento di misura cautelare in carcere. Pertanto, i poliziotti della locale Squadra Mobile si sono messi immediatamente alla ricerca dell’uomo, un 55enne bosniaco, che è stato intercettato nel pomeriggio di ieri in centro a Brescia e successivamente associato alla locale Casa Circondariale.

Per il weekend di Ferragosto la Polizia di Stato ha svolto servizi di controllo del territorio a 360 gradi in tutta la provincia. 

 

La Polizia Stradale è stata impegnata in prima linea sul fronte della sicurezza lungo strade e autostrade, per contrastare e prevenire comportamenti pericolosi alla guida, in particolare la guida in stato di alterazione psicofisica per assunzione di alcool o sostanze stupefacenti e l’eccesso di velocità.

Gli agenti della Polfer, oltre che nella Stazione di Brescia, hanno assicurato anche negli scali minori la sicurezza dei viaggiatori e dei convogli, con particolare attenzione alla prevenzione di furti e borseggi ai danni dei turisti.

Alta è stata l’attenzione rivolta alla zona gardesana, ove nelle settimane scorse sono state registrate alcune condotte a rischio tra i bagnanti, specie ragazzi e giovani, ed alle spiagge di maggior richiamo, con servizi dedicati per il controllo nei laghi svolti da personale dell’UPGSP e dal Commissariato di Desenzano del Garda, in pieno coordinamento con le altre forze di Polizia.

Tutte le attività sul territorio sono state coordinate dalla Sala Operativa della Questura, dove sono raccolte tutte le criticità e da cui vengono gestiti gli equipaggi della Polizia di Stato e le altre Forze di Polizia ed enti di soccorso.

Nella serata del 15 agosto è stato inoltre effettuato un servizio straordinario interforze di controllo del territorio mirato al controllo della cosiddetta "movida" nei principali luoghi di aggregazione, con il fine prioritario di verificare il rispetto delle normative anti-contagio e delle misure anti-assembramento.

Al servizio hanno preso parte diversi equipaggi della Questura, tra cui personale della Divisione Amministrativa, dell’Ufficio Immigrazione, della Squadra Mobile, della Polizia Scientifica congiuntamente agli agenti del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia e a personale della Polizia Locale.

A conclusione dell’impegno operativo per il week end di ferragosto, si segnalano i seguenti risultati: 679 persone controllate; 183 veicoli controllati; 99 contravvenzioni al codice della strada; 356 punti patente decurtati; 6 patenti guida ritirate; 6 carte di circolazione ritirate.

Durante i controlli straordinari del territorio disposti dal Questore di Brescia, tra i vari oggetti di reato individuati dai diversi equipaggi impegnati nell’operazione ci sono due biciclette, presumibilmente oggetto di furto.

A tale proposito, chi dovesse riconoscere il proprio mezzo attraverso le foto che pubblichiamo può presentarsi in orario antimeridiano presso la sede di via Botticelli portando una copia della denuncia o un’altra documentazione idonea a dimostrare la proprietà. Le foto sono state pubblicate anche sulla pagina facebook della Questura di Brescia.

La Polizia di Stato, deputata alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ricorda ai cittadini che tutto il personale opera costantemente sul territorio della nostra città e della nostra provincia per assicurare elevati standard di vivibilità, confidando nella consueta collaborazione dei Bresciani.

L’operazione è stata condotta in questi giorni da un’azione congiunta della polizia locale della Valsabbia e di Caino in Val Bertone, territorio sul confine tra Agnosine e Caino. Sanzionato il 42enne che aveva avviato l’attività.

 

In questo tempo di restrizioni e di regole rigorose nella modalità di somministrazione di alimenti e bevande, con distanziamento e mascherine nei pubblici esercizi, c’è chi pensa di aggirare le norme con un pericoloso “fai-da-te”, incurante delle possibili conseguenze drammatiche per la salute della comunità. Un 42enne di Azzano Mella ha così deciso di aprire un bar in Val Bertone, tra Agnosine e Caino, dove vendeva regolarmente bibite, gelati e caffè a numerosi avventori.

L’attività ha però destato qualche sospetto, sia per la velocità con cui era stata aperta, sia per le modalità con cui veniva esercitata. Le segnalazioni hanno messo in allerta due diversi comandi di Polizia Locale, quello della Valsabbia e quello di Caino, che si sono coordinati per operare congiuntamente. Nel corso del sopralluogo, il “barista” ha cercato di negare l’esercizio del commercio, asserendo di operare solo per feste private, ma le scuse si sono sgretolate di fronte a ben sei consumatori presenti e a un listino prezzi completo, pronto per altri clienti. Inoltre, agli agenti è parso subito evidente il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie, per non parlare del mancato distanziamento tra i clienti, come imposto a seguito dell’emergenza sanitaria per poter esercitare l’attività.

«In un primo momento – ha aggiunto il comandante Fabio Vallini – sembrava che l’uomo avesse almeno un’autorizzazione per somministrare alimenti in modo itinerante, invece da un ulteriore approfondimento è risultato che non aveva proprio nessun tipo di permesso». A quel punto il 42enne è stato sanzionato ai sensi della legge regionale della Lombardia, mentre l’attività è stata sospesa con un’ordinanza.

Giovanna Gamba

Controlli in programma sul territorio. Sono stati previsti nel corso di una riunione del Nucleo Ambiente che si è tenuta in prefettura.

Presenti i rappresentanti del Gruppo Carabinieri Forestale, dell’A.R.P.A, delle Forze dell’Ordine, della Polizia Provinciale, dei Vigili del Fuoco, dell’A.R.P.A, dell’A.T.S, del Comune di Brescia, del Comune di Lonato del Garda e del Comune di Calcinato.

 Durante la riunione si è proceduto ad effettuare la pianificazione dei controlli del Nucleo, che verranno effettuati a partire dai primi giorni di settembre.

Con l’occasione è stato dato il benvenuto al nuovo dirigente del Dipartimento A.R.P.A  di Brescia, Dr. Fabio Cambielli e al nuovo Comandante dei Vigili del Fuoco di Brescia, Dr. Enrico Porrovecchio.

 

Una messa in suffragio dei poliziotti morti durante l'emergenza Covid-19 è stata celebrata questa mattina alla chiesa di San Francesco di Paola, su iniziativa dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato.

Organizzata dalla sezione bresciana dell’A.N.P.S., la celebrazione è stata concelebrata dai monsignori Alfredo Scaratti e Pierantonio Bodini e dal cappellano della Polizia di Stato don Roberto Ferrazzoli. La commemorazione è stata voluta come momento di rielaborazione del lutto che ha colpito tutta la popolazione civile e, nello stesso tempo, la Polizia di Stato nel personale in servizio e in congedo.

Durante l’emergenza covid ci sono stati tre deceduti tra i poliziotti, due per coronavirus e uno per motivi di servizio: l'Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, voce storica della sala operativa della Questura di Caserta, Maria Sparagana, di 52 anni che lascia il marito e un figlio, deceduta il 18 marzo; il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Giorgio Guastamacchia, di 52 anni, in servizio presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza, componente della scorta del Primo Ministro Giuseppe Conte, che lascia la moglie e due figli, deceduto il 4 aprile; l'Agente Scelto della Polizia di Stato Pasquale Apicella, di 37 anni, morto in servizio il 27 aprile nel tentativo di bloccare gli autori di un tentato furto in banca a Napoli, che lascia la moglie e due figli, uno dei quali di pochi mesi.

Inoltre, l’ANPS di Brescia ha voluto ricordare tutti i Poliziotti in Congedo vittime di questa pandemia: Sandro Colonna, Antonio Presta, Guido Sassi, Remigo Madotto, Aldo Imbroisi, Benedetto Priolo, Carlo Annichiarico, oltre a tutti i soci, amici e familiari che ci hanno lasciato.

Poco prima dell'inizio della cerimonia, ciascun familiare di coloro che sono deceduti per covid-19 ha depositato una rosa ai piedi dell’altare in ricordo dei loro cari; la cerimonia si è conclusa con la preghiera del Poliziotto letta dalla moglie di Sandro Colonna.

Alla celebrazione eucaristica ha partecipato il Questore di Brescia Leopoldo Laricchia, oltre ai familiari delle vittime e agli organizzatori dell’ANPS. Tutti i partecipanti sono stati accolti all'interno della cappella che, con il protocollo in vigore, ha limitato il numero dei fedeli a sole 90 unità.

Due buste contenenti proiettili. Una minaccia precisa indirizzata al presidente di Confindustria Regionale Marco Bonometti forse in relazione alla sua posizione assunta sulla vicenda della chiusura di Alzano e Nembro come zona rossa. Oggi Marco Bonometti capo dell’OMR di Rezzato è sotto scorta.

In proposito Confindustria Lombardia esprime la massima solidarietà e vicinanza al Presidente Marco Bonometti per le minacce ricevute. Confindustria Lombardia si è prodigata fin dal principio dell’emergenza per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, sostenendo e promuovendo il protocollo siglato da tutte le parti sociali a livello nazionale affinché le aziende potessero continuare a lavorare garantendo il massimo rispetto delle norme anti-Covid e invitando tutte quelle imprese che non fossero state in grado di rispettare tale regolamentazione a interrompere le attività.

Confindustria Lombardia, inoltre, si è sempre adoperata affinché fossero garantite le attività essenziali, la cui chiusura avrebbe compromesso l’approvvigionamento di beni e strumenti fondamentali ad assicurare la salute di tutti i cittadini. Le recenti vicende di cronaca confermano la presenza di un clima di odio verso l’impresa e gli imprenditori, alimentato da importanti attori del dibattito pubblico nazionale. Confindustria Lombardia auspica un rasserenamento dei toni e il riconoscimento dell’impresa come attore fondamentale per la tenuta sociale del Paese e la creazione di benessere e ricchezza.

Bonometti (il primo da sinistra) in una fotografia di repertorio

 

 

 

L’incidente è avvenuto ieri mattina sulla Sp 237, lungo il tratto che da Nozza porta a Barghe. Il ciclista è stato portato all’ospedale di Gavardo, ma non è in pericolo di vita. 

Stava pedalando in sella alla sua bicicletta, quando lungo un rettilineo è stato colpito sulla parte posteriore da un autoarticolato che percorreva la Sp 237 nella stessa direzione di marcia. Si tratta di un 57enne di Odolo, che è finito a terra con diverse lesioni e un taglio profondo alla gamba. Subito soccorso da alcuni passanti, l’uomo è stato poi condotto al pronto soccorso di Gavardo in codice giallo mentre l’investitore non si è fermato e ha fatto perdere le proprie tracce.

Una pattuglia di passaggio ha visto il ciclista a terra e si è immediatamente fermata per coordinare i soccorsi ricostruire l’accaduto. Gli agenti della polizia locale valsabbina hanno raccolto diverse testimonianze e monitorato il flusso del traffico per l’intero tratto di strada coinvolto; a questo proposito sono state molto utili le telecamere di videosorveglianza collocate sul territorio che hanno ripreso il mezzo in diversi punti della provinciale.

Si trattava ora di risalire al proprietario del mezzo, subito rintracciato e convocato, e stabilire chi fosse alla guida. L’autoarticolato risultava intestato a una ditta di Casto e alla guida c’era lo stesso titolare che ha dichiarato di non essersi accorto dell’incidente. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti per stabilire se fosse davvero possibile provocare quella caduta senza rendersene conto.

I problemi tuttavia non sono finiti, ha aggiunto il comandante Fabio Vallini. Infatti gli agenti hanno poi scoperto che il mezzo circolava senza copertura assicurativa, quindi è stato posto sotto sequestro e la posizione del conducente si è ulteriormente aggravata.

Intanto il ciclista ha subito un intervento di sutura alla gamba ferita ed è stato dimesso dall’ospedale.

Giovanna Gamba

Al volante senza patente! L’ennesimo cittadino che pensa di beffare la polizia stradale, non solo guidando senza patente ma anche fornendo false generalità. Ecco il comunicato della Polizia stradale di Brescia. Il conducente un italiano sulla sessantina che alla guida di una Smart, una mattina a Cividate Camuno, si è sfortunatamente imbattuto nella pattuglia di Darfo. Dopo uno scambio di domande e risposte non convincenti con il conducente, la pattuglia ha deciso di approfondire la situazione accertando che i dati forniti erano quelli del cugino, smascherando così le sue doti di attore. Un comportamento che gli è costato caro: visto che non gli si è potuto ritirare la patente dal momento che non ne era in possesso, la polizia ha proceduto a sanzionarlo con il pagamento di € 5.000,00 di multa e lo ha anche denunciato per false generalità.

Con la ripresa del traffico sono stati intensificati i controlli sui mezzi pesanti, le pattuglie di Montichiari hanno beccato alcuni autotrasportatori che violavano la normativa in materia di trasporti internazionali. In due distinti controlli in Brescia, il primo in via Borgosatollo e il secondo al casello di Brescia Centro, due conducenti di mezzi pesanti stranieri (rumeni), effettuavano trasporti merce tra l’Italia e la Romania senza però possedere i documenti di accompagnamento previsti per i colli trasportati. La merce caricata nel paese di origine veniva trasportata abusivamente in varie destinazioni; a seguito di accertamenti si è però potuto ricostruire la provenienza e la destinazione e in alcuni casi si è potuto accertare anche il compenso pagato a prova del trasporto abusivo. Entrambi i conducenti venivano verbalizzati con una salata sanzione di € 2.000,00.

Ricordiamo che la normativa relativa a questi trasporti prevede che la merce abbia una documentazione di provenienza e destinazione prevista dai trattati internazionali.       

Non solo i documenti di trasporto ma anche quelli di guida sono sotto osservazione: durante le ore notturne presso il casello di Brescia est e l’area di servizio Ghedi Ovest, sempre personale di Montichiari fermava altri autotrasportatori rumeni con carta di qualificazione del conducente della Moldavia non conforme alla direttiva del Parlamento Europeo. Anche in questo caso entrambi i conducenti venivano sanzionati con una multa di € 409,00 ed il fermo amministrativo di 60 giorni del veicolo. L’attività sanzionatoria non si limita ai soli conducenti ma anche alla ditta proprietaria del veicolo che non ha accertato la validità dei documenti dei propri autisti.

Massima attenzione anche per quanto concerne l’attività di controllo della polizia stradale sul territorio cittadino nei confronti dei commercianti ambulanti abusivi di frutta e verdura che invadono porzioni di strade, marciapiedi e piazze per l’esposizione e vendita delle merci.

A finire nel mirino della pattuglia di Chiari un ambulante residente a Liscate sorpreso a vendere prodotti alimentari (frutta e verdura) lungo la strada, stazionando nei pressi dello svincolo della Variante A35 a Vignate. Oltre alla contravvenzione gli è stato imposto l’obbligo di rimuovere le opere abusive.

 

 

La stretta collaborazione tra carabinieri di Nuvolento e polizia locale di Prevalle ha permesso di identificare una 17enne scappata dalla famiglia affidataria, in provincia di Torino, con l’intenzione di raggiungere un conoscente prevallese. I fatti risalgono al tardo pomeriggio di ieri.

Tutto ha avuto inizio grazie all’intuizione di una barista di Prevalle, che ha notato nel suo locale in centro al paese una ragazza piuttosto confusa e, constatando la sua giovane età, se ne è preoccupata. Da lei è infatti partita la prima segnalazione ai carabinieri di Nuvolento intorno alle 18:30.

Al militare di servizio la donna ha riferito che una ragazza apparentemente molto giovane, dall’aspetto e dal comportamento strano, si era fermata per alcune ore nel suo bar. «Sembrava molto stanca e disorientata – ha inoltre precisato – ma i dubbi su di lei sono aumentati quando mi ha chiesto di prestarle il telefono per chiamare un amico del paese che avrebbe dovuto venire a prenderla». La telefonata è stata breve e, a quanto percepito dalla barista, senza un esito positivo: il presunto amico infatti non aveva intenzione di incontrarla. Dopo poco, approfittando di un momento di distrazione della barista, la ragazza è uscita senza lasciare traccia.

A questo punto i carabinieri hanno allertato la polizia locale di Prevalle, coinvolgendo gli agenti nella ricerca. Una pattuglia si è mossa subito per le strade del paese, ma senza successo, mentre il comandante Massimo Zambarda ha raggiunto la barista per recuperare il numero di telefono chiamato dalla ragazza. Intanto, alla prima segnalazione si è aggiunta anche quella di un negozio di tabacchi a pochi metri dal bar, dove la stessa ragazza era stata vista un paio di volte durante la giornata.

Il passo successivo è stato comporre il numero contattato poco prima dalla giovane. Al telefono ha risposto un ragazzo che ammetteva immediatamente di essere stato cercato e forniva alcune informazioni determinanti per ricostruire il quadro, a partire dall’identità della ragazza. Gli agenti vengono così a sapere che si tratta di E., una 17enne residente in provincia di Torino, fuggita dalla famiglia affidataria in cui vive e giunta a Prevalle con l’obiettivo di farsi ospitare dal suo “amico”.

Questi ha confermato di avere avuto, tempo addietro, contatti con la minorenne tramite alcune piattaforme social, ma i rapporti tra i due erano già terminati da tempo. Lei con la telefonata gli aveva chiesto ospitalità per la notte, lui però l’aveva dissuasa dal continuare la fuga e invitata tornare a casa.

Intanto non c’era altra via che continuare la perlustrazione del territorio e finalmente intorno alle 20:30 E. viene trovata in via Bonsignori, lievemente disorientata e molto provata. Subito gli agenti della polizia locale la accompagnano presso la stazione dei carabinieri di Nuvolento, per l’identificazione e la ricostruzione della sua storia e soprattutto della sua fuga, ormai giunta al capolinea. Verificata la denuncia di allontanamento presentata dai genitori affidatari, i militari hanno contattato la procura dei minori, la famiglia di origine, quella affidataria e la responsabile della comunità di riferimento.

Infine, la ragazza è stata condotta al pronto soccorso di Gavardo, dove ha trascorso la notte in osservazione, sotto la sorveglianza di un carabiniere. Stamattina il comandante della stazione di Nuvolento ha terminato le verifiche necessarie per poter far tornare la giovane a Torino. Del fatto verrà inviata informativa sia alla Procura dei Minori di Brescia che a quella competente per il fascicolo pregresso.

Giovanna Gamba

Proseguono i controlli della Polizia Locale per garantire il rispetto delle misure in vigore per il contenimento dell’epidemia. Lunedì 25 maggio gli agenti hanno chiuso con i sigilli due esercizi pubblici su disposizione del Prefetto. Nei giorni precedenti infatti, durante alcuni sopralluoghi, una pattuglia aveva sorpreso i gestori di un ristorante giapponese di via Tosio a effettuare la vendita da asporto nel periodo in cui era consentita soltanto la vendita a domicilio. Inoltre, gli agenti avevano constatato la presenza di clienti che consumavano bevande negli spazi esterni di un bar di via Zadei, quando era permessa la sola vendita da asporto. Come previsto dal provvedimento del Prefetto, il ristorante resterà chiuso per cinque giorni, mentre il bar riaprirà il 9 giugno.

 

 

Con l’entrata in vigore del Decreto Legge 33 del 16 Maggio 2020 e del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020, possono essere svolte nelle acque del lago di Garda tutte le attività nautiche nel rispetto delle norme previste per il distanziamento sociale e per le attività sportive contenute nei provvedimenti statali e regionali vigenti. In questa delicata fase di ripartenza infatti la Guardia Costiera del lago di Garda, a cui è affidato il preminente ruolo di coordinamento delle azioni e delle risorse impiegabili durante la gestione degli scenari emergenziali operativi derivanti da operazioni di ricerca e soccorso alla vita umana in acqua del Lago, ritiene necessario richiamare l’attenzione di tutti i fruitori del maggior Lago italiano, sulla necessità di rispettare tutte le norme di settore relative alla pesca lacuale, alle attività balneari, alle attività sportive e nautiche in genere che sono contenute nella legislazione nazionale, regionale e nelle ordinanze locali.

Infatti, con riferimento alle ordinanze n.547 della Regione Lombardia e n.70 della Regione Veneto, entrambe emanate in data 17 maggio 2020, la Guardia Costiera, ricorda che le attività possono essere effettuare adottando, la necessaria prudenza per contribuire a garantire un buon livello di sicurezza generale. Nelle attività della nautica da diporto ad esempio, la responsabilità individuale degli utenti resta l’elemento essenziale per rendere efficaci le principali misure di distanziamento sociale (come evitare i contatti ravvicinati, sanificare gli ambienti, rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro ed ovviamente la protezione del naso e della bocca per i passeggeri). Rimane inteso che, alcuni accorgimenti (come appunto quello della distanza), non sono chiaramente obbligatori tra gli utenti che sono conviventi e determinano, allo stesso tempo, in relazione alla lunghezza di una unità da diporto, il numero massimo delle persone trasportabili durante la navigazione.

Nell’ottica di gestire questa fase di riavvio delle attività, la Guardia Costiera del lago di Garda, per una maggiore tutela degli interessi della collettività, continuerà con i propri controlli, già intensificati dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, ponendo particolare attenzione al rispetto delle disposizioni in materia di pesca sportiva e di sicurezza della navigazione da diporto. Ulteriori informazioni sullo svolgimento delle attività nautiche sono reperibili al link http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/fase-2bis-linee-guida-mit-per-il-trasporto-nauticoe-la-balneazione.

 

 

Incidente nel pomeriggio sulla strada che collega i due centri della Valtenesi. Il ferito, un 53enne di Padenghe, è in prognosi riservata alla Poliambulanza di Brescia.

"Avere il Covid in forma 'lieve' ". Lieve, si fa per dire.  Questo mercoledì nel programma "Primo piano" in onda alle 8 e alle 12.30 la testimonianza di Fabrizio Galvagni che si è ammalato di Covid-19 restando a casa, a Teglie di Vobarno, tutto il tempo della malattia. Professore in pensione del Fermi di Salò, Fabrizio Galvagni ha trascorso diverse settimane in compagnia della malattia: racconta a Radio 51 cosa è accaduto raccomandando a tutti di stare attenti. Non perdetevi il suo racconto. A partire da mrcoledì 20 maggio. Trovate la sua testimonianza anche in "Primo piano podcast" sul portale www.51news.it. 

La foto è ovviamente di repertorio e risale allo scorso anno. 

Nell’ambito dei controlli finalizzati alla verifica del rispetto da parte della cittadinanza delle disposizioni stabilite per il contrasto alla diffusione del Covid-19, nei giorni scorsi, gli operatori della Squadre Volante hanno effettuato un controllo di iniziativa per identificare uno straniero che si aggirava tra parco Gallo e la stazione ferroviaria di Brescia.

Il 18 maggio segnerà anche l'addio all'autocertificazione. Il modulo per giustificare i nostri spostamenti infatti non sarà più necessario per chi si muove all'interno della propria regione o del proprio comune. Rimarrà valido solo per chi dovrà spostarsi fuori regione, e in quel caso si dovrà specificare il motivo: lavoro, salute o necessità.

Ma l'abbandono dell'autocertificazione per gli spostamenti interni implica anche che i motociclisti potranno riprendere a fare qualche giro in libertà. Sia chiaro, non è una libertà totale: le regole per la sicurezza dovranno ovviamente essere rispettate. Si potrà andare quindi in moto da soli, senza poter trasportare passeggeri (al massimo il proprio convivente) e, soprattutto, non si potrà girare in compagnia. Vietati quindi i motoraduni ma anche, più semplicemente, le gite insieme ai propri amici.

 

 

Continua l’assiduo impegno della guardia costiera nell'assolvimento dei propri compiti istituzionali, al fine di assicurare il rispetto dei provvedimenti adottati dal governo con il dpcm emergenza covid, oltre alla salvaguardia della vita umana in mare e sui laghi.

Come per le recenti festività pasquali e per il week-end del 25 aprile u.s., anche le giornate del prossimo ponte del 1° maggio si terranno all’insegna dell’ ”io resto a casa”.

La guardia costiera del Veneto predisporrà un dispositivo integrato di controlli ad opera del personale e delle unità navali di stanza nei comandi di Salò.

Complessivamente, durante le giornate del prossimo ponte del 1° maggio, sulla sponda lombarda, veneta e trentina del lago di Garda, saranno impiegati 20 militari e tre unità navali assegnate al 1° nucleo mezzi navali della Guardia costiera di stanza a Salò, che verranno coordinati dalla sala operativa – sede di u.c.g. - del lago, quest’ultima dipendente dalla direzione marittima di Venezia.

 

Nei giorni scorsi la polizia locale è intervenuta in una delle vie principali del paese per una bandiera italiana esposta a un balcone con scritte non consentite.

Scappa dagli arresti domiciliari e per giunta senza mascherina. E' stato arrestato.

Proseguono gli interventi della Polizia Locale di controllo del territorio e di verifica del rispetto delle norme per il contenimento dell’epidemia. Venerdì 24 aprile gli agenti hanno multato una donna che non indossava la mascherina e hanno arrestato un uomo per violazione degli arresti domiciliari, per violenza e per resistenza.

Attorno alle 17 una pattuglia, mentre percorreva via Caduti del Lavoro (a Brescia), ha notato una donna vicino alla pensilina dell’autobus che non indossava alcun dispositivo di protezione. Gli agenti si sono quindi fermati e, mentre stavano elevando la contravvenzione, un uomo di nazionalità italiana che si trovava lì vicino ha cominciato provocatoriamente a sputare per terra.

La pattuglia ha cercato di farlo smettere, ricevendo insulti e parolacce. A quel punto gli agenti hanno chiesto all’uomo le generalità e il motivo della sua presenza in via Caduti del Lavoro e quest’ultimo ha reagito con altre ingiurie e imprecazioni, affermando di non aver paura di loro, di essere già stato in carcere e di essere agli arresti domiciliari.

Vista l’aggressività crescente, una seconda pattuglia è arrivata sul posto e l’uomo ha cercato di assalire uno degli agenti brandendo una bottiglia di birra vuota. Dopo aver ricevuto conferma del fatto che quest’ultimo aveva effettivamente eluso gli arresti domiciliari, gli uomini della Polizia Locale sono riusciti, non senza fatica, ad arrestarlo e a portarlo alla sua abitazione, come stabilito dal Pubblico Ministero, in attesa del processo per direttissima.

 

“La situazione dei nostri volontari è critica e come se non bastasse ci si sono messi i datori di lavoro a complicare enormemente le cose, mettendo a rischio l’intero servizio sul territorio”. Così Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega rispondendo all’appello delle associazioni di volontari.

Quella di ieri, domenica 15 marzo, con 368 morti è stata definita, sino a oggi, la giornata nera dell'emergenza sanitaria sul fronte delle vittime. Anche nel Bresciano sono state 44, tra loro anche tre sacerdoti: don Angelo Cretti, don Giovanni Girelli e don Diego Gabusi. Lo riporta la Voce del popolo online, il periodico della diocesi di Brescia.

Ecco la situazione al primo pomeriggio di oggi, sabato 14 marzo, dell’ospedale di Gavardo. Parla la responsabile del pronto soccorso Cristina Savio, da giorni impegnata insieme a tutti gli altri nella gestione di questa emergenza. Uno sforzo enorme quello che si sta compiendo qui.

Tutti i comuni della nostra zona stanno pubblicando sulle loro pagine le indicazioni su come organizzarsi nel prossimo periodo. Ecco le indicazioni del Comune di Salò.

Lo striscione è posizionato su un ponte che attraversa la 45 bis per il Garda a Mazzano, sia in un senso che nell'altro. In realtà sono due, identici.

L'ultimo decreto e le restrizioni ai movimenti della popolazione diventano di fatto concreti anche in Valsabbia. Nel servizio di Rainews del Trentino (https://www.rainews.it/tgr/trento/foto/2020/03/tnt-Posti-di-controllo-a-Ponte-Caffaro-tra-Trentino-e-Lombardia-carabinieri-2d1231d2-ca02-4e4e-9a30-78af011054e1.html) ecco come si presentava oggi il "varco" (il confine?) tra Ponte Caffaro e la provincia di Trento con controlli attuati dai carabinieri.

Il sindaco di Gavardo Davide Comaglio ha scritto ai gavardesi attraverso la sua pagina facebook confermando la presenza di un caso di coronavirus anche nel comune della bassa Vallesabbia.

L'ex sindaco di Sirmione, oggi assessore regionale alle attività produttive, Alessandro Mattinzoli è risultato positivo al test del Corona virus.

In questi giorni sedicenti operatori dell’ATS hanno chiesto di entrare nelle case per eseguire tamponi. La popolazione invitata a segnalare i casi.

A proposito di idiozie sulla rete. Ieri qualche idiota ha messo in giro via facebook la notizia che un 14enne di un comune della media Vallesabbia era stato infettato dal coronavirus. Il sindaco del suddetto comune ha immediatamente smentito la cosa.

Episodi di vero e proprio sciacallaggio vengono messi in atto in queste ore. Questo quanto viene segnalato dal sindaco di Gavardo Davide Comaglio.

Il corpo senza vita appartiene a un uomo fra i 25 e i 40 anni ed è stato rinvenuto stamattina vicino alla centrale elettrica. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, dal gesto estremo all’omicidio.

Discarica a cielo aperto lungo il Vrenda tra Preseglie e Sabbio Chiese. Non è una novità, purtroppo, ma la novità è che questa volta il responsabile è stato individuato.  I fatti. La segnalazione viene fatta da un cittadino alla Polizia locale della Vallesabbia. Gli agenti si sono recati sul posto e hanno trovato tre – quattro metri cubi di rifiuti: materassi, scatolette, stracci, cose varie…

Gli agenti del Distaccamento di Vestone da tempo nutrivano il sospetto di attività venatorie illecite nella zona alta di Crone di Idro. Ecco il loro comunicato con la ricostruzione dell'accaduto. Nella mattinata di ieri quindi, una pattuglia, munita di binocolo, si è appostata al mattino sulle alture che dominano la frazione valsabbina. Verso metà mattinata in Località Preonde gli uomini della Polizia Venatoria udivano provenire da un’area attigua ad alcuni fabbricati una serie prolungata di canti di fringillidi.

Lo ha annunciato il comandante della Polizia Provinciale Claudio Porretti nel corso della trasmissione Primo piano su Radio 51: dalla prossima estate due dispositivi elettronici per il controllo della velocità saranno posizionati sulle Coste di Sant'Eusebio.

Si terranno sabato alle 9 nella chiesa di San Bernardino a Salò i funerali del giovane 18enne morto nell’incidente avvenuto ieri sera a Soprazocco di Gavardo in via Corti, Moustafa Marin, detto Marcello, residente da poco tempo a Soprazocco. La salma è stata ricomposta nella Domus funeraria Rodella di Salò.

Ha confessato nel pomeriggio di oggi il ragazzo con cui Francesca era stata vista sabato sera. Il dolore dell’intera comunità e la vicinanza alla famiglia nelle parole del sindaco.

I carabinieri l’hanno rinvenuta questa mattina intorno alle 8 nel parchetto dei bersaglieri, dietro la chiesa parrocchiale. Si tratterebbe di omicidio.

Sono venuti ai trovarci nella sede di Radio 51 a Sabbio Chiese gli agenti della polizia provinciale che operano anche sul territorio del Garda e della Vallesabbia.

Cala il numero di incidenti stradali nel territorio del Comune di Brescia, in controtendenza rispetto ai dati nazionali e provinciali. I sinistri scendono, infatti, da quota 1066 (dato 2018) a 982 nel 2019. Sono in netto calo anche gli infortuni causati dagli incidenti che, se due anni fa ammontavano a 782 casi, nel 2019 sono stati 636, con uno scarto quindi di 146 unità. Anche il numero di decessi è in diminuzione: nel 2019 si sono avuti sei casi, contro i sette del 2018.

I comandi di Valle Sabbia, di alcuni Comuni del Garda e dell’hinterland bresciano si sono ritrovati a Vestone per commemorare il proprio patrono, San Sebastiano.

Come aveva anticipato il Sindaco Guido Malinverno,si sono ripetuti anche in questo fine settimana i controlli notturni della Polizia Locale, sempre al fine di contrastare, soprattutto, la guida sotto l’influsso dell’alcool.

Le attività di contrasto alle illegalità nel settore delle sostanze esplodenti sono svolte tutto l’anno, e sono intensificate all’approssimarsi delle festività natalizie e di fine d’anno ed è proprio in tale contesto che, durante uno di questi servizi, gli agenti della Divisione PAS, nella mattinata di ieri, hanno sequestrato oltre 170 kg di fuochi d’artificio.

Continuano i servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal Questore di Brescia e finalizzati al monitoraggio dei luoghi di possibile aggregazione per soggetti a rischio che hanno portato ai seguenti risultati. Il comunicato della Questura.

Era ripreso in parte anche questa mattina l'incendio che ieri sera ha coinvolto un'abitazione in via Scuole a Preseglie. Alte fiamme si sono sprigionate dall'interno della casa. Il rogo ha richiesto l'intervento di tre autobotti e dei vigili del fuoco volontari di Lumezzane, Vestone e Salò anche per il rischio che potesse diffondersi ad altri stabili. In mattinata le squadre si sono di nuovo recate sul posto per circoscrivere la possibilità che l'incendio tornasse a svilupparsi.

Prezioso il contributo degli operatori. Le conseguenze sarebbero state ben più gravi senza il loro decisivo apporto.

E’ ormai iniziata la corsa agli ultimi acquisti dei regali di Natale! Quale migliore occasione per fornire consigli utili ed evitare che lo shopping intenso finalizzato all’acquisto di doni per le persone a noi care, ci faccia incorrere in potenziali truffe, complice anche la ricerca di offerte a bassissimo costo ed i ristrettissimi tempi per gli acquisti.

Nonostante la discreta nevicata dei giorni scorsi non si è scoraggiato un bracconiere 37enne originario di Bagolino che, ieri mattina, nella piana di Ponte Caffaro, aveva messo nel carniere 18 peppole. Lo rende noto un comunicato della Polizia provinciale agli ordini del comandante Claudio Porretti.

La Polizia Provinciale di Brescia è intervenuta questa mattina, in stretto coordinamento con i Carabinieri della Compagnia di Salò per un episodio di ferimento di una giovane 25enne di Gardone Riviera avvenuto a seguito del contatto con un cinghiale.

Singolare intervento in serata da parte dei vigili del fuoco che si sono recati lungo la strada tra Sopraponte e Vallio Terme dove un cavallo era finito in un fosso. L'intervento che si è concluso con successo ha impegnato gli operatori per un paio d'ore. Sempre prezosa la presenza dei vigili che intervengono in situazioni le più disparate e con una copertura totale giorno e notte, sabato e domenica. Grazie al nostro lettore che chi ci ha segnalato la notizia!

Foto repertorio

Il regolare svolgimento delle manifestazione sportive rappresenta l’obiettivo primario della Polizia di Stato, nell’ottica della diffusione della cultura di partecipazione ad eventi sportivi secondo i principi del  “rispetto dell’avversario” e della “non –violenza”  fuori e dentro lo Stadio.

Fiume Chiese ai livelli di guardia. La pioggia continua di questi giorni sta aumentando notevolemente la portata del fiume, ma la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare fino a diventare critica. Qui siamo in via Tebaldina a Gavardo dove il livello dell'acqua sta sfiorando quello della strada dove sono solitamente parcheggiate diverse auto. E nelle prossime ore non si prevedono particolari schiarite ma ancora pioggia.

Chiara Fraboni

Continuano i servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal Questore di Brescia e finalizzati al monitoraggio dei luoghi di possibile aggregazione per soggetti a rischio; i controlli e le indagini a tutto campo si sono maggiormente concentrati sulle aree esterne e limitrofe della stazione ferroviaria, sui parchi cittadini, sui locali commerciali interessati dalla presenza di persone senza fissa dimora, di soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nonché di persone straniere irregolari sul territorio nazionale e che arrecano turbativa all’ordine e alla sicurezza pubblica. Questo il comunicato stampa.

Pubblicato il Bando per l’assegnazione di cofinanziamento a favore dei Comuni per tutte le funzioni di Polizia Locale, finalizzato all’acquisto di dotazioni tecnico/strumentali, per il rinnovo e l’incremento del parco veicoli. Ne da notizia in una nota stampa il vice capogruppo regionale della Lega Floriano Massardi.  

Gli Agenti della Polizia Ferroviaria in servizio nella stazione di Brescia hanno arrestato un italiano di 18 anni per rapina. Il comunicato della Polizia.

Durante la stagione estiva appena trascorsa, il 1° Nucleo Mezzi Navali Guardia Costiera di Salò ha svolto i consueti servizi di pattugliamento e controllo sul Lago di Garda al fine di garantire il rispetto delle vigenti normative locali a tutela della sicurezza di diportisti e bagnanti nonché l’importante compito di coordinamento, svolto dalla Sala Operativa, in occasioni delle richieste di soccorso ricevute.

La Polizia Locale è sulle tracce di due persone che, nel pomeriggio di giovedì 31 ottobre, in sella a un motociclo, non si sono fermate all’alt intimato dagli agenti e che, a un certo punto, si sono date alla fuga abbandonando il veicolo, all’interno del quale sono stati trovati flessibili, lame, un piccone e cacciaviti.

Si sono conclusi in questi giorni gli accertamenti e le verifiche che hanno portato in via preliminare alla chiusura di un esercizio commerciale in via San Zenone.

Quello che in un primo momento era sembrato un nobile gesto di generosità da parte della famiglia di Nadia Toffa, si è poi rivelato un’incredibile beffa che ha visto vittima un sacerdote bresciano. Lo rende noto un comunicato della Polizia di Brescia.

Nonostante la pioggia battente e la fitta nebbia che rendeva difficoltosa la visibilità, gli agenti della Polizia Provinciale del Distaccamento di Vestone hanno portato a termine un’operazione antibracconaggio alle pendici del Monte Carzen, ai confini dell’area Parco Alto Garda Bresciano. Ecco il comunicato stampa.

Ancora un cinghiale finito su una strada di passaggio. Continua l'emergenza cinghiali a Gardone Riviera dove un automobilista ha investito, uccidendolo, un cinghiale.

Proseguono i controlli antidroga della Polizia Locale nella zona sud della città. Lunedì 30 settembre gli agenti hanno sequestrato 43 grammi di hashish e due grammi di marijuana e hanno arrestato due persone, una di origine gambiana e un senegalese. Lo annuncia un comunicato del Comune.

Il Prefetto di Brescia, Attilio Visconti, ha convocato un tavolo, composto da rappresentanti della Procura, dell’Arma dei Carabinieri, dei Forestali, della Questura della Regione, della Provincia, dell’Istituto zooprofilattico, dell’A.T.S., avente ad oggetto la problematica della presenza invasiva e pericolosa dei cinghiali nelle aree urbane, per costruire tutti insieme un piano di prevenzione nelle predette aree.

Giù il sipario sulla stagione estiva. Con la fine dell’estate arriva il primo bilancio dell’anno, con i dati e l’attività del Comando intercomunale di Polizia locale dei Comuni di Lonato del Garda, Bedizzole e Calcinato, che conta 22 agenti e 3 amministrativi, guidati dal comandante Luisa Zampiceni.

Il mistero resta fitto. Non ha spiegazioni al momento l'orribile gesto compiuto da ignoti al cimitero di Gavardo: una tomba (una e una sola) profanata, la lapide divelta, la bara aperta.

La Polizia di Stato, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, nei giorni scorsi, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal G.I.P. del Tribunale di Brescia nei confronti dei genitori e del fratello maggiore di 4 ragazze pakistane vittime di maltrattamenti. Il comunicato della polizia.

Martedì 17 settembre, giornata di fine estate ma gli interventi non si placano nelle acque del lago di Garda. Nel pomeriggio, la segnalazione di emergenza, pervenuta alla Sala Operativa del Nucleo Mezzi Navali Guardia Costiera Lago di Garda alle ore 17:30 circa da parte del Comandante della Motonave Brennero della società di navigazione Navigarda al 1530 e relativa al malore accusato da un passeggero di nazionalità inglese.

Il Comune ha accolto nuovamente in servizio come volontario il suo dipendente che, pur essendo in pensione da qualche mese, ha manifestato l’intenzione di mettere ancora la sua professionalità a disposizione del comando di polizia locale.

Non è la prima volta che succede lungo la rampa in discesa allo svincolo di Gavardo verso Brescia lungo la tangenziale 45 bis.

Gardesana in tilt nel pomeriggio di oggi a causa di uno scontro tra due autovetture che hanno letteralmente ostruito la carreggiata tra Toscolano e Gargnano.

Chiuso a Rezzato un bar per 15 giorni. Lo ha disposto la Polizia. Ecco il comunicato stampa della questura.

Auto in fiamme in serata a Villanuova sul Clisi. Vigili del fuoco in azione sul territorio comunale in diversi punti a causa dell'incendio (pare di capire doloso) di alcune automobili (quattro o cinque) in sosta.

Polizia locale e carabinieri sono stati in oratorio fino in serata per gli ultimi controlli e verbali da completare. Il bilancio dei ricoverati è di 28 bambini e 2 adulti, tra cui una delle persone che ha preparato il pranzo di oggi.

Un ragazzo di soli 19 anni è morto venerdì pomeriggio nelle acque della sponda veneta del lago di Garda antistanti la località Pai. Il comunicato stampa della Guardia costiera. Da una prima ricostruzione dei fatti risulta che il giovane, dopo essersi tuffato dal pontile non è più riemerso; uno dei due amici che era con lui, si è quindi tuffato per recuperarlo ma non vi è riuscito a causa anche delle forti correnti e della scarsa visibilità presenti in zona.

Intervista al comandante della Polizia Locale di Prevalle, per un bilancio dopo i suoi primi mesi di lavoro in paese.

Intorno a mezzogiorno un camion che trasportava bottiglie di acqua minerale ha perso il carico alla rotonda di Nozza di Vestone. Nessun ferito, solo qualche disagio per il traffico che però è già stato ripristinato.

Si addormentano in barca: salvati dalla Guardia costiera. Il comunicato stampa. Alle ore 01.55 del 21 agosto un volontario della Polizia Locale di Limone del Garda ha segnalato alla Sala Operativa del 1° Nucleo Mezzi Navali Guardia Costiera la presenza di un natante da diporto alla deriva con luci di navigazione accese a circa 50 mt di distanza dal lungolago.

Le fiamme si sono diffuse in serata nella zona industriale della frazione di Calvagese della Riviera e l’incendio è tuttora in corso. Imponente la macchina dei soccorsi, ma per fortuna non ci sono feriti gravi.

Sono sotto schock i colleghi e il comandante del giovane carabiniere di 23 anni che si è tolto la vita in caserma a Vobarno. Il fatto è avvenuto l'altra mattina. Il carabiniere era giunto di recente dal sud Italia per prendere servizio in Valsabbia.

Non chiare le motivazioni che hanno spinto il giovane al terribile gesto.

Ancora violenti temporali e grandinate in questa estate all'insegna del caldo record e dei fenomeni di forte instabilità. Nel pomeriggio diverse zone della provincia di Brescia e della città sono state flagellate dalla grandine e dalla pioggia che batteva trasversalmente. Alberi sono caduti in diverse zone. Qui vediamo Sant'Eufemia.

Nella BassaVallesabbia la grandine ha sferzato le strade trasformate in veri e propri torrenti. Notevole anche la quantità di grandine che si è abbattuta su campi e numerosi paesi.Qui siamo a Gavardo.