Alla moglie aveva promesso in un estremo gesto d'amore di tornare sul lago di Idro per spargere le sue ceneri. Così - come riportato dal quotidiano Bresciaoggi -  un cinquantottenne olandese, in compagnia dei suoi figli di 20 e 22 anni ha fatto.

E' giunto sul lago, ma qui poco prima di compiere l'estremo gesto d'amore si è sentito male ed è morto, nonostante i tentativi di soccorrerlo. L'assurda straziante tragedia è accaduta in questi giorni e ha visto protagonista una famiglia olandese che da molti anni veniva in vacanza sull’Eridio. Proprio per questo, in un ultimo omaggio ai luoghi dove era stata felice, gravemente malata la donna aveva chiesto al marito di portare sul lago le sue ceneri. Ora i due coniugi si sono ricongiunti lasciando tuttavia nella disperazione i due giovani figli che hanno perso entrambi i genitori nel giro di pochi giorni.

 

Con l'arrivo della primavera e le festività pasquali si sono intensificati i controlli diurni e serali della polizia locale in Valle Sabbia, che hanno visto diversi agenti impegnati sia nei giorno feriali che in quelli festivi.

Alle pattuglie in servizio non sono mancati alcuni episodi piuttosto singolari, come una segnalatazione a Villanuova secondo cui il conducente di un autocarro versava in stato confuzionale dietro all'Italmark durante le operazioni di carico e scarico del proprio mezzo, fino addirittura a perdere della merce. Arrivati sul posto, gli agenti si sono trovati davanti un camionista barcollante, in evidente stato di ebbrezza, che però rifiutava di sottoporsi all'etilometro, chuidendosi nel camion e mettendosi a dormire. L'uomo, dipendente di una ditta di Milano e giunto a Villanuova per scaricare merce, avrà forse goduto di un sonno ristoratore, ma il risveglio è stato amaro: si è visto infatti ritirare la patente e inoltre è stato denunciato penalmente a causa del suo rifiuto a sottoporsi all'alcol test. Infine, è stato sanzionato anche perché il cronotachigrafo sul mezzo, necessario per calcolare i tempi di guida, non era correttamente in funzione.

Sempre a Villanuova è stato fermato un altro conducente poco sobrio - ed è un eufemismo - il giorno di Pasquetta. L'uomo era alla guida di una BMW e all'alt ha subito mostrato evidenti sintomi di essere sotto i fumi dell'alcol. Sottoposto all'etilometro, alla prima prova rivelava un asso alcolemico di 2,59, mentre con la seconda il risultato era addirittura di 2,66, cioè più di 5 volte oltre il limite consentito. L'automobile gli è stata subito sequestrata e lui è stato denunciato alla procura per guida sotto effetto di sostanze alcoliche.

Un'altra grave infrazione è stata rilevata a Vestone, dove un motociclista consumava una sostanza stupefacente in un piazzale. Anche lui ha subito il ritiro della patente e inoltre è stato segnalato alla prefettura come consumatore.

Tra le contestazioni sulle strade del territorio va segnalato il numero rilevante di sorpassi azzardati, ben 49, causa di rischi molto elevati non solo per chi li fa, ma anche per chi sopraggiunge ignaro sull'altra corsia di marcia. Sono state inoltre fermate 38 auto con la revisione scaduta, mentre 4 circolavano senza assicurazione in territorio di Gavardo e sono state sequestrate. "Dall'inizio dell'anno - informa il comandante Fabio Vallini - i sequestri di veicoli senza copertura assicurativa sono stati 47, un dato molto preoccupante".

I controlli continueranno anche nei prossimi giorni, sia sulla strada che nei parchi e nei vari luoghi di aggregazione.

Giovanna Gamba

In territorio di Barghe nella giornata di oggi, venerdì 22 aprile, lungo la provinciale 237 del Caffaro si è verificato un incidente che ha coinvolto due mezzi pesanti e un'autovettura. 

Un'automobile andava verso lago d'Idro nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16. Per cause da accertare ha sbandato e invaso l'altra corsia, andando a sbattere contro un camion che proveniva da Vestone in direzione Barghe. A seguito dell'urto, il camion si è scontrato frontalmente con un altro mezzo pesante, un Mercedes, che sopraggiungeva da Barghe verso Vestone.

Sia l'autoarticolato che l'autocarro sono usciti di strada e hanno terminato la loro corsa lungo la scarpata, quasi in riva al fiume Chiese. Sul posto sono giunti i soccorritori e un ferito è stato trasportato in codice giallo all'ospedale. Un miracolato, a detta di chi è stato sulla scena del sinistro.

Sulla provinciale si sono create lunghissime code che la polizia locale valsabbina ha dovuto gestire dirigendo i veicoli verso altre direttrici: sulla provinciale il traffico è rimasto boccato per ore e la strada è ancora chiusa questa sera, mentre scriviamo, per poter permettere alle gru di recuperare i mezzi finiti nella scarpata.

E’ stato recuperato dall’unità navale PS 1250 della Squadra Acque Interne della Polizia di Stato di Peschiera a largo di punta San Vigilio del Comune Garda intorno alle 12:30 di ieri mattina, mentre erano in attività di ricerca coordinate dalla Sala Operativa della Guardia Costiera.

Il corpo è stato poi sbarcato sulla spiaggia della Baia delle Serene ove è stata fatta convergere anche un’autoambulanza del 118 che ha constatato il decesso.

A cura della Polizia di Stato di Peschiera del Garda le attività di indagine per accertare le dinamiche della morte dello sportivo.

 

 

 

Il furto era avvenuto nei giorni scorsi a Villanuova. Il ladro risiede a Gavardo ed è persona già nota alle forze dell'ordine.

 

Nei giorni scorsi, intorno a mezzogiorno, un cliente entra in una parafarmacia di Villanuova, si aggira fra gli scaffali e finge di interessarsi ai prodotti finché non arriva il momento giusto per passare all'azione. Allora, approfittando di un momento di distrazione del personale, arraffa un telefono al di là del banco, vicino al computer, e fugge via.

Le indagini si rivelano inizialmente difficili per la polizia locale sopraggiunta subito sul posto, infatti le riprese delle telecamere di videosorveglinza sono poco nitide e non forniscono l'opportunità di un'identificazione sicura. L'attività investigativa si concentra dunque su alcune persone della zona, conosciute dagli agenti per reati simili e corrispondenti per alcuni tratti somatici alle immagini rilevate. Le persone vengono convocate in comando, ma ognuna fornisce elementi che la fanno scagionare.

La svolta avviene dopo che tutti gli agenti del comando possono fruire delle immagini e uno dei colleghi ha un'intuizione che condivide con gli altri. L'ipotesi pare fondata e altri agenti concordano con lui nel probabile riconoscimento di una persona residente a Gavardo e già conosciuta alle forze dell'ordine per precedenti specifici.

Una pattuglia si reca a casa del sospettato, dove trova il fratello che conferma di aver visto il congiunto con un telefono "nuovo" da alcuni giorni, avanzando dubbi sul fatto che l'apparecchio sia effettivamente di sua proprietà. Il presunto ladro viene perciò convocato in comando, dove un confronto con le riprese video conferma l'identificazione. Intanto il fratello consegna il telefono che nel frattempo aveva preso in consegna e si ha un'ulteriore conferma che si tratta effettivamente dell'oggetto rubato. Il dispositivo, del valore di circa 300 euro, è stato subito alla legittima prorietaria, mentre il colpevole è stato denunciato per furto.

Un bimbo di soli 45 giorni era rimasto accidentalmente chiuso nell'automobile di famiglia con le chiavi all'interno. Il pronto intervento degli agenti ha permesso alla madre di riabbracciare il figlioletto scongiurando il pericolo di gravi conseguenze.

 

I fatti risalgono a martedì pomeriggio, poco prima delle 16. Una mamma sta compiendo una di quelle azioni quotidiane che accompagnano la routine domestica: posizionare il piccolo nel seggiolino dell'automobile, per poi muoversi insieme a lui nelle varie commissioni della giornata. Purtroppo, però, qualcosa va storto e le chiavi della macchina scivolano all'interno della vettura senza che la donna se ne accorga.

Con il bambino in sicurezza nel seggiolino sul sedile anteriore, la donna chiude la portiera per mettersi alla guida e solo allora si rende conto di non avere più le chiavi, finite in prossimità della leva del cambio. Con angoscia crescente la signora scopre inoltre di non riuscire più ad aprire le portiere mentre il suo bambino, chiuso all'interno, comincia a piangere sempre più disperato.

A questo punto la donna in lacrime raggiunge una delle postazioni "welcome point" e si mette in contatto con un operatore di Sirmione Servizi, che dirotta la segnalazione a un agente della Polizia Locale in servizio nel centro storico. L'agente chiama via radio una pattuglia di pronto intervento che raggiunge subito la madre in difficoltà, preoccupatissima per il figlioletto imprigionato nell'abitacolo, sempre più accaldato e urlante ad ogni minuto che passa.

Valutata la situazione, gli agenti decidono di rompere con un frangivetri il deflettore più lontano dal bimbo. Dopo l'operazione riescono a infilare un braccio all'interno e ad aprire finalmente la portiera, con gran sollievo di tutti i presenti. Indescrivibile la gioia della madre che si lancia letteralmente sul suo cucciolo in un abbraccio liberatorio e rassicurante. Sul posto è stata chiamata anche un'ambulanza, ma per fortuna sia la mamma che il bambino stanno bene. Gli agenti, emozionati, possono condividere con i protagonisti l'emozione del lieto fine in un pomeriggio primaverile che resterà a lungo nella memoria di tutti.

Giovanna Gamba

(foto d'archivio)

Nella mattinata di ieri una giovane coppia è entrata in casa di una signora anziana a Gavardo e ha tentato di derubarla. I due sono stati individuati grazie al "fiuto" di un agente della polizia locale valsabbina.

 

Sono circa le 11 di ieri quando due giovani si presentano a un'anziana residente a Gavardo e con furbizia riescono a entrare nella sua abitazione, accampando la scusa di essere arrivati per far visita a un'amica che però non è in casa. I due si fanno offrire un caffè e, mentre la signora lo prepara, la ragazza tra una chiacchiera e l'altra esprime il desiderio di vedere la taverna al piano di sotto.

Le due donne si allontanano e il giovane, non appena resta solo, sfonda con un calcio la porta chiusa a chiave del soggiorno, in cerca di qualcosa da rubare. Viene però interrotto dal ritorno delle due, quindi si sposta di nuovo in cucina dove, con un atteggiamento frettoloso e molto meno affabile, rifiuta di fermarsi per il caffè e si allontana velocemente insieme alla compagna.

I due non avevano però fatto i conti con un agente della polizia locale valsabbina che abita nelle vicinanze e per di più in quel momento non era in servizio. Proprio pochi minuti prima l'uomo aveva notato sopraggiungere l'automobile e si era insospettito vedendo la coppia aggirarsi nei paraggi. Non aveva prove che si trattasse di malintenzionati, ma per precauzione si era segnato la targa del loro veicolo. E in effetti, dando retta alle sensazioni ha fatto centro.

Poco dopo la signora chiede aiuto a una pattuglia in servizio, racconta la vicenda e chiede di poter sporgere denuncia. Per fortuna non le è stato portato via nulla, ma la porta divelta parla da sé sul rischio appena corso. In comando se ne parla durante la giornata e, non appena l'agente "previdente" entra in servizio, collega i due eventi e ricostruisce i fatti partendo dal suo avvistamento sospetto di qualche ora prima.

A questo punto entra in gioco la tecnologia e vengono fatti i dovuti approfondimenti con i sistemi di lettura targhe. La macchina sospetta risulta effettivamente presente in zona nel lasso di tempo in cui è avvenuto il reato. Il riconoscimento fotografico è solo l'ultimo tassello che conferma il quadro delineato. I due, classe 1985 e 1986, lui italiano lei straniera, residenti entrambi in un paese della nostra provincia, vengono riconosciuti sia dalla signora danneggiata che dall'agente, pertanto sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per violazione di domicilio, tentato furto e danneggiamento.

Giovanna Gamba

 

Il fatto è accaduto nel pomeriggio di oggi, 23 marzo, intorno alle 14:30 all'interno dell'ospedale di Gavardo, nei pressi di un passaggio pedonale. La donna ha riportato gravi ferite alle gambe.

Era il primo pomeriggio di oggi quando all'interno dell'azienda ospedaliera di Gavardo è giunto per una consegna un corriere che trasporta medicinali. Alla guida del furgone un giovane residente a Trento, che ha parcheggiato il veicolo azionando il freno a mano, ma probabilmente senza inserire la marcia.

Mentre il corriere è andato a bussare a una porta per chiedere informazioni, ha sentito delle urla fortissime che hanno richiamato la sua attenzione. Girandosi, si è immediatamente reso conto che il suo furgone si era mosso lungo una discesa e aveva investito una donna di passaggio proprio in quel momento.

Si tratta di una dipendente dell'ospedale, una OSS che stava percorrendo un passaggio pedonale e si è ritrovata schiacciata contro il muro. La donna, residente a Vobarno, non è in pericolo di vita, ma ha riportato ferite alle gambe giudicate molto serie. Al momento è ricoverata nello stesso ospedale di cui è dipendente e i medici non si sono ancora pronunciati sulla prognosi.

Sul posto è subito arrivata la polizia locale valsabbina per raccogliere informazioni e fare i rilievi. In seguito, gli agenti sono stati raggiunti dai tecnici del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di ATS per gli accertamenti di loro competenza, visto che si tratta di infortunio sul lavoro.

Giovanna Gamba

 

Nel pomeriggio di oggi, 22 marzo, è scoppiato un incendio lungo la ciclabile nel Comune di Gavardo, all'altezza del km 61 + 700 della SS 45bis. Allertati dalla chiamata di un cittadino, sul posto sono immediatamente giunti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale valsabbina. Le fiamme, potenzialmente molto pericolose per le condizioni del territorio, sono state circoscritte con qualche difficoltà, dopo che avevano raggiunto anche una casa, fortunatamente disabitata, di proprietà del Comune di Gavardo. Non sono stati registrati feriti. Alle forze dell'ordine spetta ora stabilire le cause dell'incendio, dopo aver eseguito i necessari rilievi.

Ringraziamo Giacomo, il nostro lettore che ha scattato e inviato le fotografie

 

 

 

Nel pomeriggio di ieri un 20enne già noto alle forze dell'ordine ha tentato di prelevare merce da un minimarket in via IV Novembre e, al richiamo del gestore, si è scagliato contro di lui. Gli agenti della polizia locale, chiamati sul posto da una cittadina che ha assistito alla scena, lo hanno prontamente fermato e tratto in arresto.

 

Erano circa le 17:30 di ieri, venerdì 12 marzo, quando K.O., 20enne residente a Rezzato, cittadino italiano di origine slava, è entrato nel minimarket a gestione bengalese di via IV Novembre. Dopo pochi minuti ha tentato di uscire portando con sé diversa merce senza nessuna intenzione di pagare. Anzi, richiamato dal gestore, non ha esitato ad afferrarlo al collo e strattonarlo. L'uomo ha provato a contattare la polizia locale con il proprio cellulare, ma il ragazzo glielo ha tolto di mano, impedendogli di avviare la chiamata. Il 20enne a questo punto ha insistito nell'aggressione e addirittura ha cominciato a minacciare pesantemente il gestore affinché non avvisasse le forze dell'ordine.

La scena, però, è stata notata dalla dipendente di un'impresa delle pulizie, intenta a pulire i vetri della banca di fronte al minimarket. La donna non ha esitato ad avvertire gli agenti della polizia locale che sono intervenuti immediatamente con due pattuglie. Il giovane è stato arrestato e portato in carcere nella notte, su disposizione del magistrato di turno. Nei prossimi giorni l’arresto verrà convalidato dal GIP.

Il ragazzo purtroppo non è nuovo a comportamenti violenti e gli agenti hanno più volte segnalato la sua condotta aggressiva e non consona al vivere civile. In particolare, risulta grave la sua abitudine ad accompagnarsi con minori di cui si sente leader e sui quali ha un'influenza ovviamente molto negativa. Anche ai fatti di ieri, per esempio, erano presente tre ragazzini, che verranno segnalati alla procura dei minori.

La polizia locale, presente sul territorio con assiduità per 18 ore al giorno, sottolinea l'importanza dela collaborazione con i cittadini nella segnalazione immediata di qualsiasi anomalia, così da permettere un pronto intervento degli agenti ogni volta che la serena convivenza civile possa essere messa in pericolo.

Ancora sconosciute le cause della morte della donna ritrovata ieri mattina nel naviglio attiguo al fiume Chiese.

Al momento non viene esclusa nessuna ipotesi, anche se la mancanza apparente di segni di violenza porterebbe a considerare come più remota quella dell'omicidio. Resta da valutare se si sia trattato di una caduta accidentale, di un malore o di suicidio. Solo l'autopsia potrà dare risposte in questo senso, dal momento che nessuno ha visto niente e la zona non dispone di telecamere per la videosorveglianza. La donna, una 40enne originaria dell'alto Garda, sembra vivesse da tempo in situazione di disagio e fragilità.

Intanto proseguono le indagini per ricostruire gli ultimi giorni di vita della donna. Pare che qualcuno nei giorni scorsi abbia visto una donna camminare nei pressi del naviglio e la descrizione sarebbe compatibile con quella della vittima, ma per ora non ci sono certezze. 

(Foto d'archivio)

Il comandante Fabio Vallini ha coordinato un lavoro di indagine di tipo tradizionale che ha permesso di individuare, dopo sole 24 ore, un motociclista di Odolo in fuga da un incidente accaduto a Sabbio.

 

Lo scontro era avvenuto mercoledì 16 febbraio nel centro abitato di Sabbio Chiese. Erano passate da poco le 17 e una Opel Meriba, guidata da un automobilista di Vobarno, stava viaggiando in via XX Settembre, direzione Barghe, e ha iniziato la manovra per svoltare a sinistra all'altezza del bar Malpensa. Sulla stessa corsia, da dietro, sopraggiungeva una moto in fase di sorpasso che però non si accorgeva della manovra, forse anche per la presenza di un altro autoveicolo fermo, e dunque non riusciva a evitare la collisione. Dopo aver colpito l'automobile nella parte anteriore sinistra, il motociclista però non si è fermato, anzi, si è dato alla fuga imboccando una strada laterale e facendo perdere le proprie tracce.

Sopraggiunta subito sul posto, essendo del resto in zona, la polizia locale raccoglie numerosi elementi utili all'individuazione del fuggitivo. Anche se purtroppo l'area in questione non è videosorvegliata, gli agenti non si scoraggiano e procedono attraverso indagini tradizionali, incrociando tutti i dati e gli indizi recuperati. Il giorno dopo il motociclista ha un nome, come pure il suo mezzo: alla guida di una moto KTM, tra l'altro nuova, era un ragazzo di Odolo, che viene convocato al comando.

Dopo alcuni tentennamenti e tentativi di respingere le accuse, di fronte all'ispezione del mezzo il ragazzo è costretto ad ammettere le proprie responsabilità. Adduce varie scuse e dice di non essersi accorto di nulla, ma nei suoi confronti è stata comunque comminata una sanzione di tipo amministrativo, dato che i danni sono solo a cose. Si spera che la faccenda gli sia servita comunque per imparare, almeno in futuro, ad assumersi le responsabilità delle proprie azioni.

Giovanna Gamba

I sindaci dell'asta del Chiese si sono ritrovati ieri a Gavardo e a Peschiera, indossando gambali, e sono entrati nelle acque del fiume Chiese per una foto di gruppo che segna la continuazione della protesta contro il depuratore del Garda.

 

La misura è colma e questa volta i primi cittadini hanno scelto un gesto fortemente simbolico per mostrare a tutti l'incongruenza di una scelta, che la stessa evidenza dei fatti mostra come errata. La prima foto ritrae infatti i sindaci nel letto del Chiese a Gavardo, dove tutti sono entrati senza difficoltà e senza bagnarsi. La seconda, invece, è stata scattata a Peschiera sulla riva del Mincio, con alle spalle il depuratore. La differenza della portata d'acqua tra i due fiumi è evidente e non servono ulteriori dichiarazioni: a fronte di un Chiese ridotto spesso a un rivolo, c'è invece il Mincio dove scorre acqua abbondante e costante per tutto l'anno.

Portavoce di tutti i primi cittadini che hanno presentato i vari ricorsi è Marco Togni, sindaco di Montichiari. E' lui a presentare la valenza provocatoria degli scatti fotografici ed è lui a informare che sta per essere presentato un altro ricorso contro la convenzione firmata dal commissario Visconti qualche giorno prima di essere trasferito a Bologna. "Il documento - sottolinea Togni - è stato sottoscritto anche dal presidente dell'Ato, Boifava, e da quello di Acque Bresciane, Delbarba, andando contro le indicazioni politiche espresse dalla Provincia. Si sono consultati preventivamente con il loro ente di riferimento?".

Ato e Acque Bresciane sono infatti due società partecipate, perciò i sindaci si sono stupiti di tale allineamento, tanto più che lo stesso commissario ed ex prefetto avrebbe potuto procedere da solo. "A questo punto - concludono i sindaci del Chiese -  dobbiamo credere che i presidenti delle partecipate condividano la scelta del commissario, quindi diventa ancora più urgente una ferma presa di posizione della Provincia. Ci aspettiamo che la Provincia stessa si esprima al più presto e presenti a sua volta un ricorso insieme a noi".

Giovanna Gamba

Il comandante Massimo Zambarda ha presentato la relazione sul 2021, un anno di notevoli cambiamenti e riorganizzazioni per il suo comando.

 

Quello appena concluso è stato un anno che ha messo alla prova la capacità di resistenza allo stress per gli agenti di tre comandi che in pochi mesi sono diventati un'unica istituzione. A gennaio 2021 Paitone si è unito al comando di Prevalle, portando "in dote" un agente e circa 2150 cittadini da gestire. La convenzione è decollata e questo ha spinto anche Serle a optare per la scelta di un servizio unificato partendo da agosto 2021. Anche Serle ha condiviso un agente, oltre a 3050 cittadini residenti nel Comune.

Il nuovo comando comprensivo dei tre comuni deve pertanto servire una popolazione complessiva di circa 12.200 utenti e una superficie di 37Kmq, con un organico effettivo di sei persone. Le convenzioni prevedono però che sia Paitone che Serle assumano un agente, così da far salire il computo totale a otto operatori. Con l'organico a regime sarà possibile rimodulare gli orari di servizio, come del resto si è già sperimentato lo scorso anno da gennaio a maggio, quando la copertura è stata estesa anche al sabato pomeriggio.

Anche il 2021, come l'anno precedente, è stato fortemente condizionato dall'andamento della pandemia, che tra l'altro ha colpito anche parte del personale. Oltre alla consulenza continua per le innumerevoli richieste di chiarimenti che pervenivano dagli utenti, dalle attività commerciali e dai pubblici esercizi, sono stati controlati circa 450 cittadini segnalati dall’Ats come positivi o in isolamento fiduciario. A loro gli agenti hanno offerto aiuto per eventuali necessità, con un approccio molto gradito dagli utenti. Dopo l’entrata in vigore del green pass, la verifica del rispetto delle disposizioni si è estesa, ma fortunatamente sono state sporadiche le violazioni riscontrate: 4 sanzioni per violazioni alla normativa Covid-19 e chiusura di 5 giorni ad un unico locale.

L’ambito della polizia stradale è quello che occupa la maggior parte del tempo del personale, a partire dall'impegno quotidiano davanti alle scuole per poi comprendere tutte le gare sportive, manifestazioni e cortei che si svolgono su strada e vanno scortati per garantire la sicurezza delle persone coinvolte. Purtroppo sono ancora troppe le violazioni del codice della strada e le relative sanzioni. In particolare, sono stati 22 i veicoli che viaggiavano senza copertura assicurativa e 85 quelli senza revisione, mentre nell’anno precedente erano "solo" 46. Un automobilista è stato inoltre denunciato per guida senza patente, mentre a diversi utenti il documento è stato sospeso: 13 a Prevalle, 9 a Serle e 7 a Paitone. Gli incidenti rilevatri sono 20, di cui 7 con feriti. 

Un'altra emergenza che si sta tenendo sotto controllo riguarda l'abbandono dei rifiuti, che è stato sanzionato con ben 42 verbali tra Prevalle e Paitone e una decina circa a Serle. La sensibilità verso i problemi ambientali ha indotto anche a monitorare l'inquinamento nel canale Roggia Medici: unitamente ai Carabinieri Forestali, all’Ispettorato della Provincia, ad ARPA e al Consorzio Medio Chiese, si sono effettuati numerosi sopralluoghi al fine di identificare le fonti di immissione nel circolo idrico delle sostanze inquinanti. Si è coinvolto anche il Ministero per l’Ambiente che ha poi delegato alla Provincia la supervisione del procedimento, al fine di arrivare quanto prima alla soluzione del problema. Sia per il Comune di Serle che per quello di Paitone si è iniziato a vagliare l’ambiente delle cave di marmo e pietrisco, aprendo alcuni fascicoli al fine di verificare segnalazioni e informazioni acquisite.

In ambito di polizia giudiziaria, continuano gli ottimi rapporti con i carabinieri ai quali si è sempre assicurata collaborazione in alcuni servizi. Sono state acquisite 15 notizie di reato, alcune anche su impulso di cittadini, relative a furto, danneggiamento, reati legati alle sostanze stupefacenti, truffe a danno di anziani, violenza privata, minacce e atti persecutori, resistenza a pubblico ufficiale.

Nel corso dell’anno 2021 il comando di Polizia Locale ha ricevuto quattro importanti finanziamenti regionali: il primo per l'acquisto di nuove dotazioni tra cui un nuovo veicolo di servizio, una bici elettrica, bodycam e fototrappole per contrastare i comportamenti contro il decoro urbano (per un totale di 52mila euro); il secondo per un progetto volto alla riduzione dell’incidentalità stradale e alla protezione degli utenti deboli quali pedoni e ciclisti (50mila euro a fondo perduto); il terzo e il quarto per l'acquisto di telecamere per la verifica della classe ambientale dei veicoli (circa 22mila e 10mila euro).

Il comandante Massimo Zambarda ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dalla squadra e confida in un 2022 altrettanto positivo in tutti gli ambiti di intervento.

Giovanna Gamba

(Nella foto, la festa di San Sebastiano, patrono della polizia locale, a Prevalle il 20 gennaio scorso)

Tre mezzi coinvolti, disagi e  code. Purtroppo uno spettacolo tristemente già visto mille e mille volte. Lo scenario è sempre quello della statale 45 bis per il Garda nel tratto tra Prevalle e Nuvolento. L'ennesimo incidente è accaduto nel pomeriggio (qui la fotografia inviata alla nostra redazione da un lettore di www.51news.it). Ancora al vaglio delle forze dell'ordine l'esatta dinamica dello schianto. Frammenti dei mezzi coinvolti si sono sparsi su tutta la carreggiata. Secondo le prime informazioni ci sarebbe un ferito trasportato in ambulanza verso un ospedale della città. Dopo l'incidente si sono formate code soprattutto in direzione di Brescia.

Purtroppo la siccità di questi giorni non dà tregua. In generale questo è il periodo dell'anno in cui, se mancano le precipitazioni, il rischio incendi si fa molto alto. Anche negli anni scorsi il tributo pagato dalla nostra provincia in questo ambito è stato notevole. Tanti gli incendi boschivi nonostante i sempre pronto intervento di vigili del fuoco, volontari, protezione civile. E anche questa mattina, all'alba, è divampato un nuovo incendio boschivo in zona S. Vito (Botticino). Sul posto sono intervenuti i volontari della Protezione Civile e i Vigili del Fuoco, che sono riusciti a spegnere le fiamme dopo poche ore.

 

 

Due cugini e una studentessa minorenne tra i ragazzi che sabato sera hanno perso la vita mentre stavano raggiungendo la città per una serata in compagnia.

 

Giornata di dolore, di smarrimento attonito, di vicinanza alle famiglie e di silenzio. Non ci sono parole per consolare chi vive una separazione lacerante, ma parenti e amici si sono comunque stretti intorno alle cinque famiglie che da sabato sera sono piombate in un incubo. A mezzogiorno le campane dei paesi in cui vivevano i ragazzi hanno suonato, chiamando al raccoglimento nel ricordo delle vittime e accomunando nella preghiera tutti coloro che stanno soffrendo, di qualunque religione siano.

Irene Sala era la più piccola: 17 anni, studentessa al liceo artistico, pendolare fra Villanuova, dove viveva con i genitori e una sorella, e Brescia, dove frequentava la scuola. 

Il più grande era invece Salah Natiq, 22enne residente a Vestone e ultimo di quattro fratelli. Era probabilmente lui alla guida della Polo, che tra l'altro gli era stata prestata da un amico. In realtà non c'è certezza su chi fosse alla guida, ma si sa che nessuno avrebbe potuto guidare perché nessuno aveva la patente.

Imad Natiq, 19 anni, era cugino di Salah e viveva a Nozza di Vestone con i genitori e due sorelle più piccole. Imad El Harram, anche lui 19enne, era amico dei due cugini Natiq e abitava con la famiglia a Preseglie. Il terzo coetaneo era Dennis Guerra, anche lui nato nel 2002 e residente a Sabbio Chiese con i genitori e una sorella. La famiglia di Dennis era già stata duramente provata, avendo perso nel 2007 Luca, cugino di primo grado di Dennis di soli 18 anni, sempre in un incidente sulle strade valsabbine.

I cinque amici viaggiavano verso Brescia quando, in territorio di Rezzato, la loro automobile si è scontrata frontalmente con un pullman proveniente dalla direzione opposta. L'impatto è stato devastante e per i cinque giovani non c'è stato nulla da fare. Cinque vite spezzate, cinque famiglie distrutte: la Valsabbia paga un tributo altissimo in questo triste inizio d'anno.

Giovanna Gamba

 

I giovani viaggiavano su un'automobile che si è scontrata contro un pullman intorno alle 22:30 sulla tangenziale 45bis, in territorio di Rezzato.

 

La Valsabbia questa mattina si sveglia e piomba nell'angoscia: cinque suoi figli sono stati strappati alla vita e ai loro affetti da un violentissimo schianto in un sabato sera che doveva essere di gioia e divertimento. Si tratta di Dennis Guerra, di Sabbio Chiese, El Harram Imad, di Preseglie, e Natiq Imad, di Pertica Bassa, tutti e tre del 2002; Natiq Salah, 22enne di Vestone, e una ragazza, Irene Sala di soli 17 anni, residente a Villanuova sul Clisi.

I cinque viaggiavano su un'automobile che si è accartocciata nello schianto frontale contro un pullman su cui era presente solo l'autista, ricoverato alla Poliambulanza sotto shock ma non in pericolo di vita. Pare che l'autobus procedesse in direzione Garda e si sia visto venire addosso l'automobile che, viaggiando in direzione Brescia, aveva invaso la sua corsia. La violenza dell'urto è stata tale che i soccorritori non sono neppure riusciti a individuare il modello della autovettura che ha intrappolato i ragazzi, tutti morti sul colpo. Si è saputo solo più tardi che si trattava di una Volkswagen Polo.

Sul posto hanno lavorato a lungo i vigili del fuoco, la polizia stradale, i carabinieri, la polizia locale di Rezzato e diverse ambulanze in una scena apocalittica, che ha ammutolito perfino i soccorritori.

Giovanna Gamba

 

Lo scorso 12 gennaio, durante la consueta riunione di inizio anno con i rappresentanti della Comunità del Garda, dell’Autorità di Bacino Garda e Idro, dell’Ispettorato dei Porti di Verona e Trento e della Direzione Marittima di Venezia, firmatari del protocollo d’intesa per il Servizio Sicurezza Naviganti Lago di Garda, è stato condiviso con i rappresentanti del territorio gardesano il bilancio dell’attività svolta, nell’anno 2021, dal Nucleo Operativo della Guardia Costiera di Salò.

Il Nucleo, che opera ininterrottamente dal 2007, è attualmente composto da 30 militari della Guardia Costiera dotati di cinque motovedette e mezzi nautici che hanno la propria base logistica presso un palazzo di rilevanza storica messo a disposizione dall’amministrazione Comunale di Salò.

Le attività coordinate dalla Sala Operativa, attiva nelle 24 ore, si possono riassumere nei dati sottoelencati:

 

             635       missioni navali;

             12.747 miglia percorse;

             1470      ore di moto;

             110        attività di soccorso coordinate dalla Guardia Costiera;

             293        persone soccorse e assistite di cui 22 in imminente pericolo di vita;

             100        mezzi soccorsi e assistiti;

             2.529    unità da diporto sottoposte a controllo;

             498        totale delle sanzioni amministrative elevate di cui:

             29           sequestri eseguiti nelle attività di diporto e pesca;

             507        kg di prodotto ittico sequestrato;

             383        controlli ambientali.

I numeri sopraindicati confermano l’efficienza del dispositivo di pronto intervento grazie anche al Protocollo d’intesa sottoscritto nell’anno 2018 dalle Prefetture di Brescia, Verona, dal Commissariato del Governo di Trento con la Direzione Marittima del Veneto e con i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco.

L’efficacia del dispositivo di soccorso e del coordinamento posto in essere dalla Guardia Costiera è dimostrato nei fatti dalle sinergie poste in essere con tutti gli Enti, Comandi e Volontari rischierati nei vari sorgitori delle tre sponde lacuali.

In più occasioni, infatti, le unità navali delle varie forze si sono trovate ad operare insieme sotto un’unica regia assicurando il pronto intervento, il salvataggio e l’assistenza di quasi trecento persone, tra cui 22 in imminente pericolo di vita.

Rispetto all’anno 2020, a seguito dell’aumentata presenza turistica sul bacino gardesano, è stato rilevato un notevole incremento di traffico da diporto, con contestuale aumento degli interventi di soccorso, di controllo e di quelli repressivi adottati, soprattutto per quanto attiene le navigazioni pericolose e le violazioni dei limiti di velocità riscontrati. Per tali comportamenti, ben 276, tra diportisti e acquascooteristi sono stati sanzionati dalla Guardia Costiera.

Per far fronte ai sempre maggiori impegni il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, su sollecitazione della Direzione Marittima di Venezia, ha assegnato, nel 2021 una ulteriore motovedetta portando il numero complessivo delle Unità navali da quattro a cinque.

L’aumentata disponibilità di mezzi, unitamente al supporto logistico fornito dal Comune di Nago Torbole ha poi consentito il rischieramento, nel periodo estivo, di una delle cinque unità nelle acque dell’alto Garda aumentando in maniera significativa l’efficacia e l’efficienza della presenza del Corpo in tali aree densamente frequentate.

Accanto alla missione primaria della ricerca e soccorso, il Nucleo Operativo Guardia Costiera di Salò ha anche svolto la propria attività nei settori di competenza della Guardia Costiera effettuando numerosi controlli per la verifica della filiera della pesca mediante ispezioni a ristoranti, pescherie, grandi centri di distribuzione, svolgendo anche attività di controllo ambientale e assistenza per garantire la sicurezza della navigazione durante le attività di bonifica dei fondali ed il recupero di reti portate a compimento dal WWF, nonché assistenza alle manifestazioni sportive, la vigilanza dei beni archeologici.

Infine, su specifica disposizione della Prefettura di Brescia, il Personale del Nucleo della Guardia Costiera di Salò è stato inserito nel dispositivo di controllo del territorio per il rispetto delle prescrizioni emanate per l’emergenza COVID.

Le attività sopra descritte dimostrano ancora una volta la vicinanza del Corpo e del suo personale al territorio ed alla gente. Per questo motivo, nel confermare alle istituzioni sul territorio il proprio impegno, la Direzione Marittima di Venezia ha confermato il proprio rinnovato impegno a mantenere invariati e, se possibile, migliorare i risultati raggiunti nell’anno appena iniziato.

 

 

Il comandante Fabio Vallini conclude il suo bilancio sull’anno appena trascorso: novità, numeri, imprevisti. La prima parte è stata pubblicata ieri.

 

A caratterizzare da sempre la polizia locale è il servizio di pronto intervento sugli incidenti stradali, con 154 interventi in supporto ai cittadini: due sono stati i casi di incidenti mortali, 65 quelli con feriti e 87 con danni alle solo cose. Anche l’attività di contrasto alle violazioni del codice della strada è stata incisiva ed ha sicuramente contribuito, con la sua funzione anche deterrente, a diminuire gli incidenti stradali. Tra le numerose sanzioni elevate, sembra diminuire la guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti (13 casi), segno di una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità, mentre è ancora preoccupante il numero di veicoli che circolano senza assicurazione (196 fermati), con gravi ricadute anche sugli altri in caso di incidente. In totale, i punti decurtati dalla patente degli automobilisti che hanno infranto le regole sono stati 7530.

Le strade intorno alle scuole sono state particolarmente controllate per tutto il corso dell’anno scolastico, non solo per il consueto servizio di gestione del traffico, ma anche per vigilare e prevenire atti di bullismo. Con lo stesso intento, e per garantire la sicurezza a tutti i cittadini, si sono investite molte ore nel servizio appiedato nei centri storici (1523 ore) e nel controllo dei parchi pubblici (598).

Anche l’attività amministrativa e dell’ufficio è stata molto impegnativa, con 8259 chiamate giunte al Comando e 3504 atti registrati al protocollo informatico in entrata e in uscita. Tutto è stato gestito grazie al coordinamento, in modo da ottimizzare le risorse e far fronte a tutti i bisogni. Il grande carico di lavoro non ha tuttavia impedito al personale di investire tempo nella formazione: nell’ottica di un aggiornamento continuo, indispensabile per garantire una professionalità all’altezza delle sfide di oggi, gli agenti hanno partecipato a corsi su violenza domestica, reati di genere, omicidio stradale e contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Per l’anno appena concluso, come del resto per i precedenti, il comandante Vallini ha voluto sottolineare il contributo fondamentale della Comunità Montana, che dell’aggregazione è Ente Capofila, e di Secoval, società della Comunità Montana di Valle Sabbia, che in numerose occasioni ha sostenuto il Comando con grande professionalità.

«Il mio ringraziamento – conclude Vallini – va ai colleghi, personale del Comando e personale esterno, che hanno prestato la propria opera dimostrando senso del dovere, professionalità, passione e coraggio. Grazie anche ai Sindaci per la fiducia riposta in questa aggregazione e per l’apprezzamento espresso ai vari componenti in più occasioni; vicinanza molto apprezzata, senza la quale tutto sarebbe stato sicuramente più difficile. Infine, un ringraziamento particolare per il supporto va anche al dott. Rossano Cadenelli, figura importante di questa organizzazione».

Giovanna Gamba

Per l'articolo di ieri vedi Il 2021 della Polizia Locale Valle Sabbia/1

Il comandante Fabio Vallini fa il punto sull’anno appena trascorso: novità, numeri, imprevisti. Pubblichiamo oggi la prima parte del suo bilancio.

 

Quello appena concluso è stato un anno ancora fortemente influenzato dal covid, che ha colpito parecchi agenti e imposto numerose incombenze extra, sommate a quelle ordinarie già di per sé numerose. «Nonostante il periodo difficile che si sta attraversando – ha tuttavia sottolineato Vallini – il Comando ha cercato di fare al meglio e di essere vicino ai cittadini. Non è stato facile esserci in un contesto dove l’imprevisto era la regola, con assenze improvvise e numerose di personale, ma nonostante tutto siamo stati un punto di riferimento per il territorio e questo a poco più di un anno dall’ingresso, nell’aggregazione, del Comune di Gavardo».

Gavardo è stato solo l’ultimo Comune, in ordine di tempo, entrato a far parte di un’aggregazione che ora conta un totale di 18 comuni su cui operano 20 agenti. Il personale copre, in continuità di servizio, tutti i 365 giorni dell’anno con 62 servizi prestati in giorni festivi e 70 pattugliamenti serali e notturni. Il modello organizzativo, coordinato da un’unica regia, è improntato sul decentramento e comprende uffici dislocati sul territorio dove il personale inizia e termina il turno; questo ha permesso di distribuire in maniera funzionale gli agenti su tutta l'area di competenza, sia nelle fasce orarie mattutine e pomeridiane sia in orari serali e notturni. Anche l’accentramento delle pratiche principalmente in due uffici ha permesso di avere più agenti sul campo e meno in ufficio.

Non solo traffico: l’attività della polizia locale si è fatta negli anni sempre più composita e complessa, coprendo anche il campo della polizia giudiziaria, commerciale, edilizia, ambientale e molti altri. Nel corso del 2021 sono state denunciate 116 persone e una è stata arrestata per spaccio. La casistica è molto varia: 31 sono le persone denunciate per lesioni personali a seguito di incidenti stradali, 25 per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, 10 per furto, ricettazione e danneggiamento, 8 per atti osceni, molestie, maltrattamenti in famiglia e rissa, 8 per guida senza patente, 7 per questioni inerenti gli stupefacenti, 7 per truffa, 7 per inottemperanza dell’ordine dell’autorità e favoreggiamento, 3 per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, 2 per sottrazione, danneggiamento e contraffazione delle impronte dello Stato, 2 per reati in materia edilizia, 2 per reati in materia ambientale e 1 per accattonaggio molesto; infine, sono state effettuate 3 segnalazioni all’Ispettorato del lavoro per lavoratori in nero.

Per quanto riguarda la polizia commerciale, sono stati controllati tra pubblici esercizi ed esercizi commerciali 60 attività, più 11 venditori itineranti, oltre a monitorare con 298 presenze i mercati settimanali e mensili. Le irregolarità riscontrate hanno condotto a elevare 29 sanzioni ed effettuare 3 sequestri commerciali.

L’emergenza covid ha comportato un carico di lavoro aggiuntivo per verificare il rispetto delle norme: sono state controllate 3650 persone fisiche e giuridiche, con un sostanziale bilancio positivo, visto che sono state solo 28 le violazioni contestate e 2 le attività commerciali sospese. Di notevole importanza è stato anche il continuo supporto telefonico dato ad esercenti e cittadinanza durante tutto il periodo emergenziale.

Riguardo la polizia edilizia, 70 sono stati i sopralluoghi per verifica idoneità alloggi e presunti abusi edilizi, che hanno comportato due denunce penali all’autorità giudiziaria. I riscontri in ambito ambientale hanno dato luogo a ben 227 verbali, di cui 172 redatti per abbandono di rifiuti. C’è stata anche una denuncia penale per incendio. Gli agenti sono inoltre stati fatti intervenire in 12 casi per problematiche inerenti al recupero degli animali.

Giovanna Gamba

(fine prima parte)

Tragedia sulle strade della Vallesabbia. Una giovane di 19 anni di Idro, Veronica Tarchini, ha perso la vita ieri sera lungo la strada di fondo valle, sul tratto tra le uscite di Vobarno e Carpeneda. La giovane era al volante della sua Ford Fiesta e stava scendendo in direzione Tormini. Secondo quanto riferito dal Giornale di Brescia, la vettura avrebbe cominciato a sbandare e finendo contro un'auto che procedeva nella direzione opposta sulla quale viaggiavano due giovani di 21 e 22 anni di Sabbio Chiese. Lo schianto è stato molto violento e la giovane di Idro è morta sul colpo. Feriti anche di occupanti della seconda auto e l'amica di Veronica che viaggiava insieme a lei. Sul posto sono intervenuti i volontari di Pronto Emergenza da Odolo e quelli dell’Anc da Roè Volciano, l’auto medicalizzata da Gavardo e l’eliambulanza decollata da Brescia. Per Veronica Tarchini ormai non c’era più nulla da fare. L’amica è stata portata con l’eliambulanza a Gavardo, ricoverati alla Poliambulanza di Brescia anche gli altri due ragazzi.

La strada di fondo valle è rimasta chiusa fino a tarda notte.

Fotografia: repertorio

 

Quello appena trascorso è stato un fine settimana di lavoro notturno per l'aggregazione valsabbina della polizia locale ai comandi di Fabio Vallini. Gli agenti hanno operato fino alle 4:30 del mattino con controlli stradali e del territorio.

 

Il primo obiettivo era controllare gli automobilisti per contrastare la guida sotto l'effetto di sostanze come droga e alcool; in secondo luogo le pattuglie si sono mosse tra le vie dei paesi per prevenire i furti in abitazione e controllare alcuni punti di aggregazione giovanile.

Verso le 20 a Preseglie una pattuglia è intervenuta per un sinistro stradale avvenuto tra un’auto e un cinghiale. L' animale, che ha improvvisamente attraversato la Sp 79, è morto sul colpo e notevoli sono stati i danni riportati dalla Porsche che lo ha urtato, alla cui guida era un uomo residente in Valtrompia. 

Serata movimentata anche nella frazione Soprazzocco di Gavardo dove gli agenti,  unitamente ai Carabinieri del reparto Radiomobile di Salò,  sono intervenuti per calmare un 40enne del posto che era andato in escandescenze. L'uomo aveva litigato con la propria compagna ed era in evidente stato di alterazione, perciò veniva invitato dagli agenti della Polizia Locale valsabbina e non mettersi alla guida. Incurante della raccomandazione, l'uomo è salito in macchina e ha avviato il motore per partire, sempre molto alterato e senza preoccuparsi delle conseguenze del suo atto. Alla pattuglia non è rimasta altra scelta che bloccarlo e denunciarlo in stato di libertà per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti tendenti a verificare l’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti. L'uomo si è visto dunque ritirare la patente di guida che verrà sospesa per oltre un anno. I controlli nel territorio gavardese si sono estesi inoltre nel centro storico, nei parchi e nei luoghi di aggregazione giovanile dove sono stati identificati numerosi soggetti.

Anche a Roè Volciano è scattata una denuncia: gli agenti hanno infatti denunciato in stato di libertà un giovane 22enne del posto per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per alcool e droga. Il ragazzo, dopo essere stato fermato e sottoposto al pretest per la verifica del tasso alcolemico, fuggiva a folle velocità a bordo del suo veicolo, cercando di eludere il controllo della Polizia Locale. Non aveva però fatto i conti con la prontezza di riflessi degli agenti che, nonostante l'oscurità, sono riusciti a prendere il numero di targa e a raggiungerlo presso la sua abitazione. Avendo il sospetto che il giovane avesse messo in atto quella manovra per occultare sostanza stupefacente, gli agenti decidevano di effettuare una perquisizione in casa sua, dove in effetti è stata rinvenuta e subito sequestrata una modica quantità di sostanza stupefacente. Anche per lui è scattato il ritiro della patente di guida, oltre alla denuncia penale. Sempre a Roè Volciano un altro giovane, un 18enne di Gardone Riviera, veniva segnalato alla Prefettura di Brescia poiché consumatore di sostanze stupefacenti. 

I controlli della polizia locale continueranno anche nei prossimi weekend sia nelle ore serali che notturne, così ha dichiarato il comandante Vallini.

Giovanna Gamba

Un pusher è stato tradito dal nervosismo a un posto di blocco in territorio di Desenzano: nascondeva la cocaina nelle mutande. E' stato arrestato dalla Polizia di Stato.

 

Nell'ambito dei controlli del territorio disposti dalla Questura di Brescia, nei giorni scorsi, gli agenti hanno arrestato un desenzanese di 31 anni. Il giovane è stato fermato via Giotto, poco prima delle 19, dagli uomini delle volanti del commissariato di Desenzano del Garda. 

Il pusher si è mostrato subito molto nervoso e il suo comportamento ha insospettito gli agenti, che dunque lo hanno perquisito. All’interno della biancheria intima era occultata una confezione di plastica contenente al suo interno cocaina pronta per la vendita, suddivisa in 13 involucri singoli termosaldati del peso di circa 30 grammi. Inoltre, l'uomo era in possesso di un bilancino di precisione portatile, occultato all’interno dello zaino personale, e di 300 € suddivisi in banconote da 50, probabile provento del reato.

Questa mattina un automobilista che viaggiava sulla Sp 79 ha perso il controllo della vettura che ha finito la corsa in mezzo a una delle gallerie della provinciale. Nessun altro mezzo coinvolto, nessun ferito.

 

L’uomo, un 42enne residente a Lumezzane, viaggiava da solo sulla sua Volkwagen da Odolo verso Sabbio Chiese. In corrispondenza della galleria ha perso però il controllo dell’auto, probabilmente a causa di un momento di distrazione. Con le ruote è quindi uscito dalla carreggiata prendendo un tombino e a quel punto l’ingresso della galleria è diventato una rampa di lancio, che ha fatto ribaltare l’automobile. La vettura ha poi terminato la sua corsa in mezzo alla galleria, dove per fortuna non arrivava nessuno né in uno né nell’altro senso di marcia.

L’automobilista è sceso da solo, per fortuna illeso. Un medico di passaggio si è fermato per prestargli soccorso e ha constatato anche lui che le condizioni dell’uomo erano buone. Sul posto per i rilievi sono intervenuti gli agenti dell’aggregazione valsabbina della polizia locale, coordinati dal comandante Fabio Vallini.

In attesa del carro attrezzi, sulla strada è stato necessario attivare il senso unico alternato, il che ha provocato rallentamenti e code in entrambi i sensi di marcia.

Giovanna Gamba

 

La scoperta è stata fatta dagli agenti di polizia che avevano fermato l'automobilista per un normale controllo.

 

Nel baule dell’auto aveva un manufatto che sembra ricavato da una zanna di elefante. A scoprirlo i poliziotti del commissariato di Desenzano del Garda, che nei giorni scorsi hanno fermato un 45enne per un controllo di routine. Gli agenti, visto il nervosismo mostrato dall’uomo, hanno deciso di effettuare un'ispezione approfondita del veicolo, durante il quale rinvenivano all'interno del baule una zanna in avorio di elefante.

Il 45enne non aveva la certificazione richiesta per il possesso di questo tipo di oggetti. Pertanto, è stato denunciato per “detenzione di parte derivante da fauna selvatica in via d’estinzione”, mentre il manufatto è stato sequestrato.

L’uomo ha spiegato agli agenti di averla ricevuta dal padre.

Giovanna Gamba

Riceviamo e pubblichiamo dal coordinamento bresciano delle Acli.

Ancora una volta, una donna, Elena Casanova, è stata uccisa per strada a Castegnato, a martellate dal suo ex fidanzato, Ezio Galesi. Che cos’è che lascia più sgomenti nel leggere la cronaca di quello che è accaduto?

La ferocia della dinamica dell’omicidio (la testa fracassata con un martello), o la freddezza che con cui è stata eseguita («L’hó copàda. G’hére dìt che el fàe e l’hó fàt»)? Andando oltre la sensazione di smarrimento, ci si domanda come evitare che si ripeta.

Le cifre sono drammatiche. L’anno scorso l'Italia si è ritrovata a tracciare un bilancio impietoso, che parla di una donna uccisa ogni tre giorni. I dati del 2021, aggiornati al mese scorso, dicono che in Italia su 197 omicidi, le vittime donne sono 81, delle quali 70 sono state uccise in ambito familiare, 50 da un partner o da un ex. Soltanto a Brescia si parla di 22 donne uccise negli ultimi dieci anni.

Negli ultimi 25 anni, sono state pubblicate diverse leggi che hanno provato a definire i contorni della violenza contro le donne. Tra le più importanti, la n. 38 del 2009, nota per aver introdotto il reato di stalking, la n. 119 del 2013, la cosiddetta legge sul femminicidio, che ha specificato numerose misure di contrasto alla violenza di genere, e la n. 69 del 2019, denominata Codice Rosso, che, oltre a innovare la disciplina penale e processuale, ha inasprito le sanzioni. Secondo Silvio Bonfigli, coordinatore dei 6 magistrati del dipartimento che si occupa di soggetti deboli, per quanto riguarda il Codice rosso, Brescia è quarta in Italia per numero di inchieste e viene subito dopo le grandi città.

Il problema di fondo è culturale e sociale. Occorre sradicare l'idea diffusa che, in qualche modo, il femminicidio possa essere giustificato - dalla follia, dai raptus, dai litigi esasperati o da troppo amore. I numeri ci dicono che non possiamo ridurre tutto a episodi di follia, le dinamiche che non si tratta di raptus, ma di atto finale di un atteggiamento di possesso. Dobbiamo ripartire da un’educazione nelle scuole, che insegni fin da bambini le basi di una relazione sana e che scardini una volta per tutte gli atteggiamenti che portano a giustificare l’aggressore e a colpevolizzare la vittima. Un’educazione al rispetto reciproco tra uomini e donne, e forse a una idea diversa di uomo, che sappia chiedere aiuto, farsi aiutare, chiedere un supporto psicologico per gestire una relazione per la quale sente di non avere gli strumenti.

Il Coordinamento Donne delle Acli di Brescia aderisce alla Giornata contro la violenza sulle donne, riconosciuta dalle Nazioni Unite per il 25 novembre. Celebrando quel giorno, il Coordinamento intende, ancor più che in tutti i restanti giorni, stare al fianco di quelle donne che subiscono violenze fisiche o psicologiche, quotidiane o occasionali, nell’ambito famigliare e non. Stare al fianco di queste donne serve a ricordare loro che la violenza che subiscono non è dovuta, non è scontata, non è sopportabile. Grazie alla presenza sul territorio, cerchiamo di essere vigili rispetto alle situazioni a rischio; attraverso i circoli possiamo creare comunità e prossimità con le donne e vogliamo promuovere momenti aggregativi ed educativi.

 

Un nostro lettore ci segnala l'incidente avvenuto ieri sera a Sabbio Chiese, Coinvolta certamente una Fiat Panda che ha subito gravi danni in uno scontro con un altro mezzo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco a bordo di più mezzi impegnati a liberare la carreggiata per consentire il passaggio in sicurezza degli altri veicoli. Sul posto carabinieri di Salò e polizia locale della Vallesabbia in supporto. Al momento non si conoscono altri dettagli.

San Felice del benaco è un paese sconvolto. Sotto shock per la tragedia avvenuta ieri sera che ha coinvolto una famiglia molto conosciuta e stimata del posto. E intanto oggi emergono nuovi particolari. Non è stato il padre bensì il figlio tredicenne a esplodere il colpo di fucile che ieri sera a San Felice del Benaco ha ucciso una ragazzina di 15 anni, Viola Balzaretti. È quanto emerso dall'interrogatorio del padre che è stato sentito nella notte dal pubblico ministero di Brescia Carlo Milanesi.Padre e figlio stavano mostrando il fucile alla ragazzina quando il 13enne ha premuto il grilletto colpendo la sorella in pieno petto. La quindicenne è morta sul colpo.

 

Fieno in fiamme questa mattina a nella zona di via Fornaci. Un'enorme quantità di fieno accatastato ha preso fuoco dando origine ad un rogo che è stato domato soltanto grazie all' intervento dei vigili del fuoco. L'umidità e l'assenza di vento hanno comunque contribuito a contenere le fiamme e ad evitare che l'incendio si propagasse ulteriormente. Un'alta colonna di fumo si è comunque levata dal fieno in fiamme e si è resa visibile anche ad una notevole distanza. L'incendio è stato tuttavia rapidamente domato.

 

 

Il sentore che qualcosa non fosse regolare gli agenti della Polizia Provinciale lo avevano da alcuni giorni nonostante l'attuale periodo di divieto di caccia la cui apertura è prevista per il prossimo 19 settembre. Così, l'altro ieri durante un pattugliamento nella strada panoramica che sovrasta Salò, tre agenti del distaccamento di Vestone hanno udito, a buon volume, il richiamo sonoro del Prispolone, un uccellino insettivoro che, migrando, fa tappa nelle nostre zone. Il canto però era prodotto da un apparecchio elettroacustico vietato. Successivamente gli agenti si sono indirizzati verso un giardino nelle pertinenze di una villa nel quale riuscivano ad individuare un capanno mimetico imboscato e attrezzato con alberi secchi e posatoi appositamente modificati per attirare i Prispoloni in transito. Dopo pochi minuti ,utilizzando il binocolo, vedevano uscire da una feritoia del capanno la canna di un fucile e successivamente sentivano esplodere un colpo. Prontamente intervenuti gli agenti bloccavano un uomo, un 73enne residente a Brescia ma con la seconda abitazione sul Lago di Garda. Gli agenti rinvenivano quindi oltre a due esemplari imbalsamati e collocati sui rami come zimbelli, altri 46 Prispoloni già abbattuti.

Il 73enne bresciano è stato indentificato e denunciato sia per l'abbattimento di specie protette, sia per aver esercitato la caccia in periodo di chiusura e quindi di divieto, mentre gli uccelli abbattuti ,l'arma con le munizioni e il richiamo acustico vietato sono stati posti sotto sequestro.

 

È successo nella tarda mattinata di oggi - lunedì 16 agosto - a largo dell’isola del Garda, ove un natante da diporto noleggiato sulla sponda veronese è affondato dopo avere imbarcato acqua probabilmente per il moto ondoso in aumento. 

Tutti e sette gli occupanti - turisti di nazionalità olandese, tra cui 2 minori - al momento dell’affondamento sono stati notati da un altro piccolo natante in transito, che li ha velocemente recuperati a bordo.

Nell’immediatezza del recupero transitava nel tratto di lago nave Trento della società di Navigazione Navigarda, il cui Comandante, nel notare la situazione, si avvicinava per poi trasbordare i naufraghi a bordo della più grande unità da passeggeri, al fine di dargli immediata assistenza.

Nel contempo veniva dato l’allarme alla Sala Operativa della Guardia Costiera che inviava immediatamente il GC B98 e il GC A58 sul punto dell’affondamento. Verificato che non vi fossero altri naufraghi in acqua i guardiacoste intervenuti, accertato che non vi erano tracce di inquinamento sul punto di affondamento, scortavano Nave Trento fino al Porto di Garda, per i successivi accertamenti di rito finalizzati a stabilire la reale dinamica dell'evento.

Sarà adempimento del titolare del noleggio recuperare l’unità affondata, ha spiegato la Guardia costiera.

 

 

E’ guerra aperta a chi abbandona rifiuti per strada. Contestate in Valsabbia dalla polizia locale (agli ordini del comandante Fabio Vallini) 96 sanzioni per abbandono rifiuti dall’inizio dell’anno. Di queste 42 solo a Gavardo. L’attività di contrasto utilizza i sistemi di videosorveglianza e si basa anche sulle indicazioni e le segnalazioni di altri cittadini.

 

In particolare una donna di Gavardo è stata individuata per aver più volte abbandonato i rifiuti. Si è giustificata dicendo che non aveva gli opportuni contenitori e che avrebbe avvisato il suo avvocato!

Anche un giovane di Calvagese che lanciava rifiuti dal suo motociclo è stata individuato e sanzionato. E non era la prima volta che si dilettava in questo sport del… lancio del sacchetto!

 

Da domenica 1 agosto prenderà il via la convenzione di polizia locale che, ai comuni di Prevalle e Paitone già aggregati, vede aggiungersi il comune di Serle. Comandante del Corpo sarà Massimo Zambarda, già alla guida del servizio di Prevalle dal 2019.

 

Da tempo i Comuni sanno che l’aggregazione è la strada del futuro per la polizia locale: permette infatti di operare ottimizzando le risorse sia umane che strumentali e, aspetto non di poco conto, consente di concorrere ai bandi per i finanziamenti con un peso specifico di maggior impatto. Il Comune di Serle, vedendo i risultati positivi raggiunti dai vicini di casa Paitone e Prevalle, ha deciso in questi giorni di avviare la collaborazione e aggregarsi ai due paesi che avevano costituito l’aggregazione all’inizio del 2021, firmando una convenzione della durata di sei anni (nella foto sotto). Dal primo agosto sarà dunque operativa la nuova convenzione di Polizia Locale tra i comuni di Prevalle, Paitone e Serle.

A disposizione di un territorio dalla superficie molto ampia e diversificata, l’organico prevede una dotazione complessiva di due ufficiali, un sottufficiale e quattro agenti. Dovranno gestire una popolazione che supera i 12.000 abitanti, un numero paragonabile ai vicini Mazzano e Rezzato, ma con il doppio della superficie, circa 36 kmq di territorio. La gestione del comando, che da Servizio diviene Corpo, viene affidata al dott. Massimo Zambarda, insediato a Prevalle a inizio 2019 e da subito molto attivo nella riorganizzazione dei servizi, tra cui la nuova progettazione del mercato settimanale e la realizzazione della prima notte bianca prevallese, oltre a progetti per il miglioramento della viabilità e indagini su episodi di microcriminalità e devianza, in collaborazione con i carabinieri.

In questi anni il comando ha percepito diversi finanziamenti da Regione Lombardia, grazie ai quali ha potuto migliorare la strumentazione tecnologica e i mezzi di servizio: sono arrivate videocamere, droni, un veicolo ibrido e una bicicletta elettrica, oltre ai lettori di targhe che permettono di riconoscere i veicoli senza assicurazione e revisione, o comunque non in regola per altri motivi.

Prevalle nel 2019 non aveva nessun lettore targhe, Paitone e Serle avevano solo un varco per territorio. A fine 2021, grazie gli investimenti dei comuni della convenzione e ai fondi regionali, il comando potrà contare su otto postazioni. Inoltre, le amministrazioni intendono stipulare a breve un patto per la sicurezza con la Prefettura, in modo da consentire la condivisione dei dati dei transiti con Carabinieri e Polizia di Stato.

«Il mio impegno – spiega il comandante Zambarda – fin dall’inizio è stato quello di coinvolgere i miei collaboratori in una crescita complessiva, al fine di dare ai nostri utenti un servizio sempre migliore che non trascurasse l’aspetto umano e di prossimità, evitando di agire solo in modo repressivo. Gli stessi strumenti tecnologici non devono essere percepiti come un modo per danneggiare i cittadini, ma piuttosto come mezzi per tutelare la loro sicurezza. La nostra uniforme, profondamente radicata nel territorio, ha un valore aggiunto rispetto alle forze di polizia statali. Anche durante l’emergenza covid siamo stati un punto di riferimento per i cittadini e per le attività commerciali. Prevalle, addirittura, è stato il primo comune nella provincia a trovare un modo regolare per far esercitare l’attività di commercio ambulante ad alcune categorie merceologiche anche durante il periodo di zona rossa, con una soluzione poi esportata in altre amministrazioni anche fuori provincia».

Infine, il comandante sottolinea con soddisfazione che il primo momento di formazione del comando appena costituito sarà quello relativo all’utilizzo del defibrillatore: tutti gli operatori verranno certificati per poter utilizzare lo strumento generosamente donato circa un anno fa dalla famiglia Franzoni, titolare dell’omonimo panificio in via San Zenone. «L'innesto di Serle nella convenzione – conclude Zambarda – aumenterà la difficoltà di gestione, ma con il giusto apporto di operatori costituirà comunque una possibilità di sviluppo per tutto il personale e di proficua collaborazione per le amministrazioni coinvolte».

Giovanna Gamba

 

Un 44enne alla guida di un’auto priva di assicurazione viene fermato a Gavardo dagli agenti della polizia locale della Vallesabbia. Con sorpresa degli stessi il veicolo era già stato sottoposto a provvedimento di fermo perché senza assicurazione nei mesi scorsi. A questo punto sono scattati i provvedimenti più seri: confisca dell’auto e ritiro della patente. La recidiva non paga!

 

Inoltre sempre gli agenti della Polizia locale della Vallesabbia hanno fermato un giovane che probabilmente stava fumando hashish mentre era alla guida di un’auto. Essendosi rifiutato di sottoporsi al controllo “sanitario” per accertare le sue condizioni psico-fisiche, è scattato immediatamente il provvedimento più grave: multa e ritiro di venti punti della patente.

 

Mentre continuano i controlli serali e per l’intero fine settimana, la polizia locale della Vallesabbia è intervenuta con due giovani che assumevano eroina in macchina, vicino a un supermercato del paese.

 

Non erano in un luogo isolato e questo ha reso subito sospetti i due ragazzi avvistati dagli agenti nella serata di venerdì, intorno alle 22. La polizia locale li ha identificati e portati al comando, sospendendo a entrambi la patente perché avevano disponibilità di un veicolo mentre erano in evidente stato di alterazione, colti addirittura sul fatto.

Si tratta di due giovani fino ad ora sconosciuti alle forze dell’ordine, uno residente in un paese limitrofo a Gavardo, l’altro un po’ più lontano. I due hanno ammesso di consumare regolarmente droghe leggere, mentre l’uso di quelle pesanti è per loro saltuario. In ogni caso, la polizia locale li ha segnalati alla Prefettura di Brescia come consumatori mentre il veicolo è stato affidato ad altre persone, per scongiurare l’eventualità che uno dei due potesse mettersi alla guida.

Per tutto il resto del weekend non sono state elevate sanzioni, visto che tutti i sottoposti all’esame con l’etilometro sono risultati negativi. I controlli straordinari continueranno per tutta estate soprattutto per contrastare la guida sotto effetto di sostanze alcoliche e lo spaccio di stupefacenti.

Giovanna Gamba

 

Riceviamo e pubblichiamo

Manerba del Garda condanna lo sfregio alla targa posta alla memoria di Norma Cossetto e Nidia Cernecca: “È un gravissimo atto di inciviltà e ignoranza, che condanniamo fermamente”, con queste parole il Sindaco di Manerba del Garda Flaviano Mattiotti ha voluto stigmatizzare a nome dell’intera Amministrazione Comunale l’atto perpetrato da alcuni sconosciuti nella notte tra mercoledì e giovedì nel parco pubblico che il Comune ha deciso di intitolare a due figure simbolo dei massacri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano Dalmata: Nidia Cernecca, profuga istriana e cittadina onoraria di Manerba, e Norma Cossetto, giovane studentessa uccisa e infoibata in Istria all’indomani dell’8 settembre 1943, insignita nel 2015 dal Presidente Ciampi della Medaglia d’Oro al Valore Civile.Nemmeno il tempo di inaugurare l’intitolazione del parco pubblico adiacente al Piazzale Martiridelle Foibe, che la targa riportante il nome delle due vittime di quello che è stato uno dei momenti più bui del ‘900 è stata divelta dalla roccia su cui era stata installata e fatta sparire. "Si tratta di un episodio che non possiamo catalogare come un semplice atto di vandalismo, spiega l’Assessore alla Cultura Noemi Avigo -proponente della deliberazione con cui nello scorso dicembre Manerba aveva voluto omaggiare le figure di Nidia Cernecca e Norma Cossetto. “Con questa deprecabile azione si è voluto lanciare un inaccettabile messaggio politico. Manerba si sente responsabile e coinvolta nella storia d'Italia, portando avanti il ricordo dei martiti delle foibe e degli esuli istriani-fiumani-dalmati. Questo gesto ignobile è l'ennesimo sfregio alla memoria collettiva. Nidia e Norma sono due donne simbolo di coraggio e di italianità, testimoni di una violenza inaudita che per molti anni è stata volutamente taciuta e nascosta. La certezza è che noi continueremo a combattere e portare avanti il loro messaggio, in nome della Verità, ripristinando la targa che è stata rubata".

 

 

Nel corso dell’ultimo weekend il Comando Polizia Locale della Vallesabbia ha intensificato i controlli sulle principali arterie stradali e nei parchi pubblici, in particolare in orari serali e notturni.

 

Sono stati come sempre i controlli notturni a far emergere alcune criticità. A Gavardo, per esempio, sono state controllate sei persone, tre maggiorenni e tre minorenni, intente a consumare bevande all’interno di un parco pubblico. Un maggiorenne alla vista della pattuglia della Polizia Locale cercava di disfarsi di oltre 15 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e di una somma di denaro. Il materiale illecito veniva sequestrato ed il soggetto denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Un altro ragazzo maggiorenne, che alla vista degli agenti cercava di far perdere le proprie tracce per sottrarsi ai controlli di perquisizione, veniva deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di resistenza a pubblico Ufficiale avanzata con violenza. I minorenni presenti verranno invece segnalati alla Procura dei Minorenni di Brescia in quanto si accompagnavano con soggetti maggiorenni con precedenti penali.

Il pattugliamento si è inoltre rivolto a un altro dei filoni delicati, soprattutto nei fine settimana, ossia la sicurezza stradale. Nelle ultime ore gli uomini della Polizia Locale della Vallesabbia hanno infatti intrapreso un’attività più incisiva legata ai controlli stradali sull’intera Strada Provinciale 237 “Del Caffaro” da Odolo ad Anfo. In particolare, l’attenzione è stata rivolta ai motociclisti, spesso protagonisti di condotte di guida azzardate che sfociano in incidenti stradali anche dall’esito mortale. Sono state oltre 30 le sanzioni elevate dagli agenti nelle ultime ore per sorpassi vietati e azzardati.

Giovanna Gamba

Si introduce in casa di una signora anziana (classe 1938) a Gavardo con la scusa di dover controllare la caldaia. In realtà le ruba tutto l'oro, i suoi gioielli, i ricordi di una vita. La signora si accorge ma troppo tardi, si rivolge alla polizia locale. Dopo alcuni giorni e indagini accurate, gli agenti individuano un possibile ladro, un uomo che si muove abitualmente in Valsabbia. Alla signora viene mostrata una fotografia e lei lo riconosce immediatamente. Si tratta di un giovane italiano residente sul Garda. Purtroppo tuttavia della refurtiva più nessuna traccia. L'uomo è stato denunciato, ha precedenti specifici per furto. 

La notizia è riportata dai quotidiani nazionali online, in particolare da Repubblica.

Patrick Alexander Kasser, il 52enne originario di Gelsenkirchen accusato di aver ucciso Umberto Garzarella e Greta Nedrotti la sera del 19 giugno sulle acque del Lago di Garda, alla guida del Riva Aquarama di proprietà dell'amico Christian Teismann, si è costituito.

Evitando di attendere la decisione della Corte di Monaco,  sul mandato di cattura internazionale emesso lo scorso 28 giugno, il dirigente tedesco si è presentato nella notte tra domenica e lunedì al Brennero ed è stato preso in consegna dai carabinieri della compagnia di Salò, guidati dal capitano Luca Starace, che lo hanno portato in carcere a Brescia.

Kassen è  accusato, nell’ordinanza cautelare emessa dal gip bresciano Andrea Gaboardi, di omicidio colposo e omissione di soccorso. Di aver travolto i giovani fidanzati sul gozzo al largo di Salò e di aver navigato “a forte velocità e comunque superiore ai cinque nodi consentiti”, manovrando “in condizioni di manifesta ubriachezza” come avevano certificato foto e telecamere e alcoltest, ignorando le luci della barca dei due ragazzi correttamente accese.

I funerali di Umberto e Greta si erano svolti mercoledì e venerdì scorsi a Salò e Toscolano Maderno.

 

 

C’è attesa per la decisione dei giudici del Tribunale di Monaco di Baviera. Devono prendere posizione sul mandato d'arresto che la Procura di Brescia ha emesso nei confronti di Patrick Alexander Kassen, uno dei due tedeschi 52enni che sabato 19 giugno erano sul motoscafo Riva al largo di Portese e che ha travolto la piccola barca su cui si trovavano il 37enne Umberto Garzarella, morto sul colpo, e l'amica Greta Nedrotti, studentessa di 25 anni, deceduta per annegamento. Il gip di Brescia ha già accolto la richiesta nei confronti del 52enne che non è il proprietario del motoscafo ma che, per sua stessa ammissione, era ai comandi dell'imbarcazione al momento del tremendo scontro. Ora che i due tedeschi sono rientrati in patria deve essere il Tribunale tedesco a dare il via libera all'estradizione e all'arresto. La Procura guidata da Francesco Prete ha chiesto il carcere, sostenendo che sussistano il rischio di reiterazione del reato e il pericolo di fuga. Intanto i genitori di Greta Nedrotti hanno rilasciato un'intervista al Tg1.  

 

«Neanche un animale si comporta così, indescrivibile - si sfogano la madre e il padre di Greta nell'intervista al Tg1 - Loro sono in Germania spero che paghino, devono capire lo sbaglio che hanno fatto. Tanto Greta non ce la ridà nessuno. La rabbia è che queste due persone non si sono fermate. Lei magari si sarebbe salvata se si fossero fermati. Se sei in macchina e investi un  gatto, ti viene naturale fermarti a vedere cosa hai fatto. E invece loro con due esseri umani non l'hanno fatto. Come ce la immaginiamo? Li pensiamo sdraiati in barca a guardare le stelle, prima della fine. L'unico dato di fatto, però, è che Greta e Umberto sono morti».

 

 

Ultimo saluto nel Duomo di Salò per Umberto Gazzarella ucciso insieme a Greta Nedrotti mentre era sulla sua barca sul lago nella serata di sabato 19 giugno da un motoscafo con alla guida due turisti tedeschi.

Questa mattina a Salò c'era una strana atmosfera, un silenzio mai sentito, un'aria particolare accarezzava il lago e tutte le persone avevano lo sguardo rivolto al golfo del lago.

Un lago placido e taciturno, quasi triste, come tutte quelle piccole imbarcazioni bianche, alcune con le vele alzate ed alcune no, tutte con dei palloncini bianchi legati ai loro scafi . L'Ave Maria intonata da una cantante in una barca ormeggiata davanti al lungolago.

Erano tutti lì gli amici di Umberto, pronti ad aspettarlo per il suo ultimo ingresso nel suo golfo tanto amato, un ingresso,  però, che mai nessuno avrebbe voluto fargli vedere fare così presto.