Quello appena trascorso è stato un fine settimana di lavoro notturno per l'aggregazione valsabbina della polizia locale ai comandi di Fabio Vallini. Gli agenti hanno operato fino alle 4:30 del mattino con controlli stradali e del territorio.

 

Il primo obiettivo era controllare gli automobilisti per contrastare la guida sotto l'effetto di sostanze come droga e alcool; in secondo luogo le pattuglie si sono mosse tra le vie dei paesi per prevenire i furti in abitazione e controllare alcuni punti di aggregazione giovanile.

Verso le 20 a Preseglie una pattuglia è intervenuta per un sinistro stradale avvenuto tra un’auto e un cinghiale. L' animale, che ha improvvisamente attraversato la Sp 79, è morto sul colpo e notevoli sono stati i danni riportati dalla Porsche che lo ha urtato, alla cui guida era un uomo residente in Valtrompia. 

Serata movimentata anche nella frazione Soprazzocco di Gavardo dove gli agenti,  unitamente ai Carabinieri del reparto Radiomobile di Salò,  sono intervenuti per calmare un 40enne del posto che era andato in escandescenze. L'uomo aveva litigato con la propria compagna ed era in evidente stato di alterazione, perciò veniva invitato dagli agenti della Polizia Locale valsabbina e non mettersi alla guida. Incurante della raccomandazione, l'uomo è salito in macchina e ha avviato il motore per partire, sempre molto alterato e senza preoccuparsi delle conseguenze del suo atto. Alla pattuglia non è rimasta altra scelta che bloccarlo e denunciarlo in stato di libertà per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti tendenti a verificare l’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti. L'uomo si è visto dunque ritirare la patente di guida che verrà sospesa per oltre un anno. I controlli nel territorio gavardese si sono estesi inoltre nel centro storico, nei parchi e nei luoghi di aggregazione giovanile dove sono stati identificati numerosi soggetti.

Anche a Roè Volciano è scattata una denuncia: gli agenti hanno infatti denunciato in stato di libertà un giovane 22enne del posto per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per alcool e droga. Il ragazzo, dopo essere stato fermato e sottoposto al pretest per la verifica del tasso alcolemico, fuggiva a folle velocità a bordo del suo veicolo, cercando di eludere il controllo della Polizia Locale. Non aveva però fatto i conti con la prontezza di riflessi degli agenti che, nonostante l'oscurità, sono riusciti a prendere il numero di targa e a raggiungerlo presso la sua abitazione. Avendo il sospetto che il giovane avesse messo in atto quella manovra per occultare sostanza stupefacente, gli agenti decidevano di effettuare una perquisizione in casa sua, dove in effetti è stata rinvenuta e subito sequestrata una modica quantità di sostanza stupefacente. Anche per lui è scattato il ritiro della patente di guida, oltre alla denuncia penale. Sempre a Roè Volciano un altro giovane, un 18enne di Gardone Riviera, veniva segnalato alla Prefettura di Brescia poiché consumatore di sostanze stupefacenti. 

I controlli della polizia locale continueranno anche nei prossimi weekend sia nelle ore serali che notturne, così ha dichiarato il comandante Vallini.

Giovanna Gamba

Un pusher è stato tradito dal nervosismo a un posto di blocco in territorio di Desenzano: nascondeva la cocaina nelle mutande. E' stato arrestato dalla Polizia di Stato.

 

Nell'ambito dei controlli del territorio disposti dalla Questura di Brescia, nei giorni scorsi, gli agenti hanno arrestato un desenzanese di 31 anni. Il giovane è stato fermato via Giotto, poco prima delle 19, dagli uomini delle volanti del commissariato di Desenzano del Garda. 

Il pusher si è mostrato subito molto nervoso e il suo comportamento ha insospettito gli agenti, che dunque lo hanno perquisito. All’interno della biancheria intima era occultata una confezione di plastica contenente al suo interno cocaina pronta per la vendita, suddivisa in 13 involucri singoli termosaldati del peso di circa 30 grammi. Inoltre, l'uomo era in possesso di un bilancino di precisione portatile, occultato all’interno dello zaino personale, e di 300 € suddivisi in banconote da 50, probabile provento del reato.

Questa mattina un automobilista che viaggiava sulla Sp 79 ha perso il controllo della vettura che ha finito la corsa in mezzo a una delle gallerie della provinciale. Nessun altro mezzo coinvolto, nessun ferito.

 

L’uomo, un 42enne residente a Lumezzane, viaggiava da solo sulla sua Volkwagen da Odolo verso Sabbio Chiese. In corrispondenza della galleria ha perso però il controllo dell’auto, probabilmente a causa di un momento di distrazione. Con le ruote è quindi uscito dalla carreggiata prendendo un tombino e a quel punto l’ingresso della galleria è diventato una rampa di lancio, che ha fatto ribaltare l’automobile. La vettura ha poi terminato la sua corsa in mezzo alla galleria, dove per fortuna non arrivava nessuno né in uno né nell’altro senso di marcia.

L’automobilista è sceso da solo, per fortuna illeso. Un medico di passaggio si è fermato per prestargli soccorso e ha constatato anche lui che le condizioni dell’uomo erano buone. Sul posto per i rilievi sono intervenuti gli agenti dell’aggregazione valsabbina della polizia locale, coordinati dal comandante Fabio Vallini.

In attesa del carro attrezzi, sulla strada è stato necessario attivare il senso unico alternato, il che ha provocato rallentamenti e code in entrambi i sensi di marcia.

Giovanna Gamba

 

La scoperta è stata fatta dagli agenti di polizia che avevano fermato l'automobilista per un normale controllo.

 

Nel baule dell’auto aveva un manufatto che sembra ricavato da una zanna di elefante. A scoprirlo i poliziotti del commissariato di Desenzano del Garda, che nei giorni scorsi hanno fermato un 45enne per un controllo di routine. Gli agenti, visto il nervosismo mostrato dall’uomo, hanno deciso di effettuare un'ispezione approfondita del veicolo, durante il quale rinvenivano all'interno del baule una zanna in avorio di elefante.

Il 45enne non aveva la certificazione richiesta per il possesso di questo tipo di oggetti. Pertanto, è stato denunciato per “detenzione di parte derivante da fauna selvatica in via d’estinzione”, mentre il manufatto è stato sequestrato.

L’uomo ha spiegato agli agenti di averla ricevuta dal padre.

Riceviamo e pubblichiamo dal coordinamento bresciano delle Acli.

Ancora una volta, una donna, Elena Casanova, è stata uccisa per strada a Castegnato, a martellate dal suo ex fidanzato, Ezio Galesi. Che cos’è che lascia più sgomenti nel leggere la cronaca di quello che è accaduto?

La ferocia della dinamica dell’omicidio (la testa fracassata con un martello), o la freddezza che con cui è stata eseguita («L’hó copàda. G’hére dìt che el fàe e l’hó fàt»)? Andando oltre la sensazione di smarrimento, ci si domanda come evitare che si ripeta.

Le cifre sono drammatiche. L’anno scorso l'Italia si è ritrovata a tracciare un bilancio impietoso, che parla di una donna uccisa ogni tre giorni. I dati del 2021, aggiornati al mese scorso, dicono che in Italia su 197 omicidi, le vittime donne sono 81, delle quali 70 sono state uccise in ambito familiare, 50 da un partner o da un ex. Soltanto a Brescia si parla di 22 donne uccise negli ultimi dieci anni.

Negli ultimi 25 anni, sono state pubblicate diverse leggi che hanno provato a definire i contorni della violenza contro le donne. Tra le più importanti, la n. 38 del 2009, nota per aver introdotto il reato di stalking, la n. 119 del 2013, la cosiddetta legge sul femminicidio, che ha specificato numerose misure di contrasto alla violenza di genere, e la n. 69 del 2019, denominata Codice Rosso, che, oltre a innovare la disciplina penale e processuale, ha inasprito le sanzioni. Secondo Silvio Bonfigli, coordinatore dei 6 magistrati del dipartimento che si occupa di soggetti deboli, per quanto riguarda il Codice rosso, Brescia è quarta in Italia per numero di inchieste e viene subito dopo le grandi città.

Il problema di fondo è culturale e sociale. Occorre sradicare l'idea diffusa che, in qualche modo, il femminicidio possa essere giustificato - dalla follia, dai raptus, dai litigi esasperati o da troppo amore. I numeri ci dicono che non possiamo ridurre tutto a episodi di follia, le dinamiche che non si tratta di raptus, ma di atto finale di un atteggiamento di possesso. Dobbiamo ripartire da un’educazione nelle scuole, che insegni fin da bambini le basi di una relazione sana e che scardini una volta per tutte gli atteggiamenti che portano a giustificare l’aggressore e a colpevolizzare la vittima. Un’educazione al rispetto reciproco tra uomini e donne, e forse a una idea diversa di uomo, che sappia chiedere aiuto, farsi aiutare, chiedere un supporto psicologico per gestire una relazione per la quale sente di non avere gli strumenti.

Il Coordinamento Donne delle Acli di Brescia aderisce alla Giornata contro la violenza sulle donne, riconosciuta dalle Nazioni Unite per il 25 novembre. Celebrando quel giorno, il Coordinamento intende, ancor più che in tutti i restanti giorni, stare al fianco di quelle donne che subiscono violenze fisiche o psicologiche, quotidiane o occasionali, nell’ambito famigliare e non. Stare al fianco di queste donne serve a ricordare loro che la violenza che subiscono non è dovuta, non è scontata, non è sopportabile. Grazie alla presenza sul territorio, cerchiamo di essere vigili rispetto alle situazioni a rischio; attraverso i circoli possiamo creare comunità e prossimità con le donne e vogliamo promuovere momenti aggregativi ed educativi.

 

Un nostro lettore ci segnala l'incidente avvenuto ieri sera a Sabbio Chiese, Coinvolta certamente una Fiat Panda che ha subito gravi danni in uno scontro con un altro mezzo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco a bordo di più mezzi impegnati a liberare la carreggiata per consentire il passaggio in sicurezza degli altri veicoli. Sul posto carabinieri di Salò e polizia locale della Vallesabbia in supporto. Al momento non si conoscono altri dettagli.

San Felice del benaco è un paese sconvolto. Sotto shock per la tragedia avvenuta ieri sera che ha coinvolto una famiglia molto conosciuta e stimata del posto. E intanto oggi emergono nuovi particolari. Non è stato il padre bensì il figlio tredicenne a esplodere il colpo di fucile che ieri sera a San Felice del Benaco ha ucciso una ragazzina di 15 anni, Viola Balzaretti. È quanto emerso dall'interrogatorio del padre che è stato sentito nella notte dal pubblico ministero di Brescia Carlo Milanesi.Padre e figlio stavano mostrando il fucile alla ragazzina quando il 13enne ha premuto il grilletto colpendo la sorella in pieno petto. La quindicenne è morta sul colpo.

 

Fieno in fiamme questa mattina a nella zona di via Fornaci. Un'enorme quantità di fieno accatastato ha preso fuoco dando origine ad un rogo che è stato domato soltanto grazie all' intervento dei vigili del fuoco. L'umidità e l'assenza di vento hanno comunque contribuito a contenere le fiamme e ad evitare che l'incendio si propagasse ulteriormente. Un'alta colonna di fumo si è comunque levata dal fieno in fiamme e si è resa visibile anche ad una notevole distanza. L'incendio è stato tuttavia rapidamente domato.

 

 

Il sentore che qualcosa non fosse regolare gli agenti della Polizia Provinciale lo avevano da alcuni giorni nonostante l'attuale periodo di divieto di caccia la cui apertura è prevista per il prossimo 19 settembre. Così, l'altro ieri durante un pattugliamento nella strada panoramica che sovrasta Salò, tre agenti del distaccamento di Vestone hanno udito, a buon volume, il richiamo sonoro del Prispolone, un uccellino insettivoro che, migrando, fa tappa nelle nostre zone. Il canto però era prodotto da un apparecchio elettroacustico vietato. Successivamente gli agenti si sono indirizzati verso un giardino nelle pertinenze di una villa nel quale riuscivano ad individuare un capanno mimetico imboscato e attrezzato con alberi secchi e posatoi appositamente modificati per attirare i Prispoloni in transito. Dopo pochi minuti ,utilizzando il binocolo, vedevano uscire da una feritoia del capanno la canna di un fucile e successivamente sentivano esplodere un colpo. Prontamente intervenuti gli agenti bloccavano un uomo, un 73enne residente a Brescia ma con la seconda abitazione sul Lago di Garda. Gli agenti rinvenivano quindi oltre a due esemplari imbalsamati e collocati sui rami come zimbelli, altri 46 Prispoloni già abbattuti.

Il 73enne bresciano è stato indentificato e denunciato sia per l'abbattimento di specie protette, sia per aver esercitato la caccia in periodo di chiusura e quindi di divieto, mentre gli uccelli abbattuti ,l'arma con le munizioni e il richiamo acustico vietato sono stati posti sotto sequestro.

 

È successo nella tarda mattinata di oggi - lunedì 16 agosto - a largo dell’isola del Garda, ove un natante da diporto noleggiato sulla sponda veronese è affondato dopo avere imbarcato acqua probabilmente per il moto ondoso in aumento. 

Tutti e sette gli occupanti - turisti di nazionalità olandese, tra cui 2 minori - al momento dell’affondamento sono stati notati da un altro piccolo natante in transito, che li ha velocemente recuperati a bordo.

Nell’immediatezza del recupero transitava nel tratto di lago nave Trento della società di Navigazione Navigarda, il cui Comandante, nel notare la situazione, si avvicinava per poi trasbordare i naufraghi a bordo della più grande unità da passeggeri, al fine di dargli immediata assistenza.

Nel contempo veniva dato l’allarme alla Sala Operativa della Guardia Costiera che inviava immediatamente il GC B98 e il GC A58 sul punto dell’affondamento. Verificato che non vi fossero altri naufraghi in acqua i guardiacoste intervenuti, accertato che non vi erano tracce di inquinamento sul punto di affondamento, scortavano Nave Trento fino al Porto di Garda, per i successivi accertamenti di rito finalizzati a stabilire la reale dinamica dell'evento.

Sarà adempimento del titolare del noleggio recuperare l’unità affondata, ha spiegato la Guardia costiera.

 

 

E’ guerra aperta a chi abbandona rifiuti per strada. Contestate in Valsabbia dalla polizia locale (agli ordini del comandante Fabio Vallini) 96 sanzioni per abbandono rifiuti dall’inizio dell’anno. Di queste 42 solo a Gavardo. L’attività di contrasto utilizza i sistemi di videosorveglianza e si basa anche sulle indicazioni e le segnalazioni di altri cittadini.

 

In particolare una donna di Gavardo è stata individuata per aver più volte abbandonato i rifiuti. Si è giustificata dicendo che non aveva gli opportuni contenitori e che avrebbe avvisato il suo avvocato!

Anche un giovane di Calvagese che lanciava rifiuti dal suo motociclo è stata individuato e sanzionato. E non era la prima volta che si dilettava in questo sport del… lancio del sacchetto!

 

Da domenica 1 agosto prenderà il via la convenzione di polizia locale che, ai comuni di Prevalle e Paitone già aggregati, vede aggiungersi il comune di Serle. Comandante del Corpo sarà Massimo Zambarda, già alla guida del servizio di Prevalle dal 2019.

 

Da tempo i Comuni sanno che l’aggregazione è la strada del futuro per la polizia locale: permette infatti di operare ottimizzando le risorse sia umane che strumentali e, aspetto non di poco conto, consente di concorrere ai bandi per i finanziamenti con un peso specifico di maggior impatto. Il Comune di Serle, vedendo i risultati positivi raggiunti dai vicini di casa Paitone e Prevalle, ha deciso in questi giorni di avviare la collaborazione e aggregarsi ai due paesi che avevano costituito l’aggregazione all’inizio del 2021, firmando una convenzione della durata di sei anni (nella foto sotto). Dal primo agosto sarà dunque operativa la nuova convenzione di Polizia Locale tra i comuni di Prevalle, Paitone e Serle.

A disposizione di un territorio dalla superficie molto ampia e diversificata, l’organico prevede una dotazione complessiva di due ufficiali, un sottufficiale e quattro agenti. Dovranno gestire una popolazione che supera i 12.000 abitanti, un numero paragonabile ai vicini Mazzano e Rezzato, ma con il doppio della superficie, circa 36 kmq di territorio. La gestione del comando, che da Servizio diviene Corpo, viene affidata al dott. Massimo Zambarda, insediato a Prevalle a inizio 2019 e da subito molto attivo nella riorganizzazione dei servizi, tra cui la nuova progettazione del mercato settimanale e la realizzazione della prima notte bianca prevallese, oltre a progetti per il miglioramento della viabilità e indagini su episodi di microcriminalità e devianza, in collaborazione con i carabinieri.

In questi anni il comando ha percepito diversi finanziamenti da Regione Lombardia, grazie ai quali ha potuto migliorare la strumentazione tecnologica e i mezzi di servizio: sono arrivate videocamere, droni, un veicolo ibrido e una bicicletta elettrica, oltre ai lettori di targhe che permettono di riconoscere i veicoli senza assicurazione e revisione, o comunque non in regola per altri motivi.

Prevalle nel 2019 non aveva nessun lettore targhe, Paitone e Serle avevano solo un varco per territorio. A fine 2021, grazie gli investimenti dei comuni della convenzione e ai fondi regionali, il comando potrà contare su otto postazioni. Inoltre, le amministrazioni intendono stipulare a breve un patto per la sicurezza con la Prefettura, in modo da consentire la condivisione dei dati dei transiti con Carabinieri e Polizia di Stato.

«Il mio impegno – spiega il comandante Zambarda – fin dall’inizio è stato quello di coinvolgere i miei collaboratori in una crescita complessiva, al fine di dare ai nostri utenti un servizio sempre migliore che non trascurasse l’aspetto umano e di prossimità, evitando di agire solo in modo repressivo. Gli stessi strumenti tecnologici non devono essere percepiti come un modo per danneggiare i cittadini, ma piuttosto come mezzi per tutelare la loro sicurezza. La nostra uniforme, profondamente radicata nel territorio, ha un valore aggiunto rispetto alle forze di polizia statali. Anche durante l’emergenza covid siamo stati un punto di riferimento per i cittadini e per le attività commerciali. Prevalle, addirittura, è stato il primo comune nella provincia a trovare un modo regolare per far esercitare l’attività di commercio ambulante ad alcune categorie merceologiche anche durante il periodo di zona rossa, con una soluzione poi esportata in altre amministrazioni anche fuori provincia».

Infine, il comandante sottolinea con soddisfazione che il primo momento di formazione del comando appena costituito sarà quello relativo all’utilizzo del defibrillatore: tutti gli operatori verranno certificati per poter utilizzare lo strumento generosamente donato circa un anno fa dalla famiglia Franzoni, titolare dell’omonimo panificio in via San Zenone. «L'innesto di Serle nella convenzione – conclude Zambarda – aumenterà la difficoltà di gestione, ma con il giusto apporto di operatori costituirà comunque una possibilità di sviluppo per tutto il personale e di proficua collaborazione per le amministrazioni coinvolte».

Giovanna Gamba

 

Un 44enne alla guida di un’auto priva di assicurazione viene fermato a Gavardo dagli agenti della polizia locale della Vallesabbia. Con sorpresa degli stessi il veicolo era già stato sottoposto a provvedimento di fermo perché senza assicurazione nei mesi scorsi. A questo punto sono scattati i provvedimenti più seri: confisca dell’auto e ritiro della patente. La recidiva non paga!

 

Inoltre sempre gli agenti della Polizia locale della Vallesabbia hanno fermato un giovane che probabilmente stava fumando hashish mentre era alla guida di un’auto. Essendosi rifiutato di sottoporsi al controllo “sanitario” per accertare le sue condizioni psico-fisiche, è scattato immediatamente il provvedimento più grave: multa e ritiro di venti punti della patente.

 

Mentre continuano i controlli serali e per l’intero fine settimana, la polizia locale della Vallesabbia è intervenuta con due giovani che assumevano eroina in macchina, vicino a un supermercato del paese.

 

Non erano in un luogo isolato e questo ha reso subito sospetti i due ragazzi avvistati dagli agenti nella serata di venerdì, intorno alle 22. La polizia locale li ha identificati e portati al comando, sospendendo a entrambi la patente perché avevano disponibilità di un veicolo mentre erano in evidente stato di alterazione, colti addirittura sul fatto.

Si tratta di due giovani fino ad ora sconosciuti alle forze dell’ordine, uno residente in un paese limitrofo a Gavardo, l’altro un po’ più lontano. I due hanno ammesso di consumare regolarmente droghe leggere, mentre l’uso di quelle pesanti è per loro saltuario. In ogni caso, la polizia locale li ha segnalati alla Prefettura di Brescia come consumatori mentre il veicolo è stato affidato ad altre persone, per scongiurare l’eventualità che uno dei due potesse mettersi alla guida.

Per tutto il resto del weekend non sono state elevate sanzioni, visto che tutti i sottoposti all’esame con l’etilometro sono risultati negativi. I controlli straordinari continueranno per tutta estate soprattutto per contrastare la guida sotto effetto di sostanze alcoliche e lo spaccio di stupefacenti.

 

Riceviamo e pubblichiamo

Manerba del Garda condanna lo sfregio alla targa posta alla memoria di Norma Cossetto e Nidia Cernecca: “È un gravissimo atto di inciviltà e ignoranza, che condanniamo fermamente”, con queste parole il Sindaco di Manerba del Garda Flaviano Mattiotti ha voluto stigmatizzare a nome dell’intera Amministrazione Comunale l’atto perpetrato da alcuni sconosciuti nella notte tra mercoledì e giovedì nel parco pubblico che il Comune ha deciso di intitolare a due figure simbolo dei massacri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano Dalmata: Nidia Cernecca, profuga istriana e cittadina onoraria di Manerba, e Norma Cossetto, giovane studentessa uccisa e infoibata in Istria all’indomani dell’8 settembre 1943, insignita nel 2015 dal Presidente Ciampi della Medaglia d’Oro al Valore Civile.Nemmeno il tempo di inaugurare l’intitolazione del parco pubblico adiacente al Piazzale Martiridelle Foibe, che la targa riportante il nome delle due vittime di quello che è stato uno dei momenti più bui del ‘900 è stata divelta dalla roccia su cui era stata installata e fatta sparire. "Si tratta di un episodio che non possiamo catalogare come un semplice atto di vandalismo, spiega l’Assessore alla Cultura Noemi Avigo -proponente della deliberazione con cui nello scorso dicembre Manerba aveva voluto omaggiare le figure di Nidia Cernecca e Norma Cossetto. “Con questa deprecabile azione si è voluto lanciare un inaccettabile messaggio politico. Manerba si sente responsabile e coinvolta nella storia d'Italia, portando avanti il ricordo dei martiti delle foibe e degli esuli istriani-fiumani-dalmati. Questo gesto ignobile è l'ennesimo sfregio alla memoria collettiva. Nidia e Norma sono due donne simbolo di coraggio e di italianità, testimoni di una violenza inaudita che per molti anni è stata volutamente taciuta e nascosta. La certezza è che noi continueremo a combattere e portare avanti il loro messaggio, in nome della Verità, ripristinando la targa che è stata rubata".

 

 

Nel corso dell’ultimo weekend il Comando Polizia Locale della Vallesabbia ha intensificato i controlli sulle principali arterie stradali e nei parchi pubblici, in particolare in orari serali e notturni.

 

Sono stati come sempre i controlli notturni a far emergere alcune criticità. A Gavardo, per esempio, sono state controllate sei persone, tre maggiorenni e tre minorenni, intente a consumare bevande all’interno di un parco pubblico. Un maggiorenne alla vista della pattuglia della Polizia Locale cercava di disfarsi di oltre 15 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e di una somma di denaro. Il materiale illecito veniva sequestrato ed il soggetto denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Un altro ragazzo maggiorenne, che alla vista degli agenti cercava di far perdere le proprie tracce per sottrarsi ai controlli di perquisizione, veniva deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di resistenza a pubblico Ufficiale avanzata con violenza. I minorenni presenti verranno invece segnalati alla Procura dei Minorenni di Brescia in quanto si accompagnavano con soggetti maggiorenni con precedenti penali.

Il pattugliamento si è inoltre rivolto a un altro dei filoni delicati, soprattutto nei fine settimana, ossia la sicurezza stradale. Nelle ultime ore gli uomini della Polizia Locale della Vallesabbia hanno infatti intrapreso un’attività più incisiva legata ai controlli stradali sull’intera Strada Provinciale 237 “Del Caffaro” da Odolo ad Anfo. In particolare, l’attenzione è stata rivolta ai motociclisti, spesso protagonisti di condotte di guida azzardate che sfociano in incidenti stradali anche dall’esito mortale. Sono state oltre 30 le sanzioni elevate dagli agenti nelle ultime ore per sorpassi vietati e azzardati.

Giovanna Gamba

Si introduce in casa di una signora anziana (classe 1938) a Gavardo con la scusa di dover controllare la caldaia. In realtà le ruba tutto l'oro, i suoi gioielli, i ricordi di una vita. La signora si accorge ma troppo tardi, si rivolge alla polizia locale. Dopo alcuni giorni e indagini accurate, gli agenti individuano un possibile ladro, un uomo che si muove abitualmente in Valsabbia. Alla signora viene mostrata una fotografia e lei lo riconosce immediatamente. Si tratta di un giovane italiano residente sul Garda. Purtroppo tuttavia della refurtiva più nessuna traccia. L'uomo è stato denunciato, ha precedenti specifici per furto. 

La notizia è riportata dai quotidiani nazionali online, in particolare da Repubblica.

Patrick Alexander Kasser, il 52enne originario di Gelsenkirchen accusato di aver ucciso Umberto Garzarella e Greta Nedrotti la sera del 19 giugno sulle acque del Lago di Garda, alla guida del Riva Aquarama di proprietà dell'amico Christian Teismann, si è costituito.

Evitando di attendere la decisione della Corte di Monaco,  sul mandato di cattura internazionale emesso lo scorso 28 giugno, il dirigente tedesco si è presentato nella notte tra domenica e lunedì al Brennero ed è stato preso in consegna dai carabinieri della compagnia di Salò, guidati dal capitano Luca Starace, che lo hanno portato in carcere a Brescia.

Kassen è  accusato, nell’ordinanza cautelare emessa dal gip bresciano Andrea Gaboardi, di omicidio colposo e omissione di soccorso. Di aver travolto i giovani fidanzati sul gozzo al largo di Salò e di aver navigato “a forte velocità e comunque superiore ai cinque nodi consentiti”, manovrando “in condizioni di manifesta ubriachezza” come avevano certificato foto e telecamere e alcoltest, ignorando le luci della barca dei due ragazzi correttamente accese.

I funerali di Umberto e Greta si erano svolti mercoledì e venerdì scorsi a Salò e Toscolano Maderno.

 

 

C’è attesa per la decisione dei giudici del Tribunale di Monaco di Baviera. Devono prendere posizione sul mandato d'arresto che la Procura di Brescia ha emesso nei confronti di Patrick Alexander Kassen, uno dei due tedeschi 52enni che sabato 19 giugno erano sul motoscafo Riva al largo di Portese e che ha travolto la piccola barca su cui si trovavano il 37enne Umberto Garzarella, morto sul colpo, e l'amica Greta Nedrotti, studentessa di 25 anni, deceduta per annegamento. Il gip di Brescia ha già accolto la richiesta nei confronti del 52enne che non è il proprietario del motoscafo ma che, per sua stessa ammissione, era ai comandi dell'imbarcazione al momento del tremendo scontro. Ora che i due tedeschi sono rientrati in patria deve essere il Tribunale tedesco a dare il via libera all'estradizione e all'arresto. La Procura guidata da Francesco Prete ha chiesto il carcere, sostenendo che sussistano il rischio di reiterazione del reato e il pericolo di fuga. Intanto i genitori di Greta Nedrotti hanno rilasciato un'intervista al Tg1.  

 

«Neanche un animale si comporta così, indescrivibile - si sfogano la madre e il padre di Greta nell'intervista al Tg1 - Loro sono in Germania spero che paghino, devono capire lo sbaglio che hanno fatto. Tanto Greta non ce la ridà nessuno. La rabbia è che queste due persone non si sono fermate. Lei magari si sarebbe salvata se si fossero fermati. Se sei in macchina e investi un  gatto, ti viene naturale fermarti a vedere cosa hai fatto. E invece loro con due esseri umani non l'hanno fatto. Come ce la immaginiamo? Li pensiamo sdraiati in barca a guardare le stelle, prima della fine. L'unico dato di fatto, però, è che Greta e Umberto sono morti».

 

 

Ultimo saluto nel Duomo di Salò per Umberto Gazzarella ucciso insieme a Greta Nedrotti mentre era sulla sua barca sul lago nella serata di sabato 19 giugno da un motoscafo con alla guida due turisti tedeschi.

Questa mattina a Salò c'era una strana atmosfera, un silenzio mai sentito, un'aria particolare accarezzava il lago e tutte le persone avevano lo sguardo rivolto al golfo del lago.

Un lago placido e taciturno, quasi triste, come tutte quelle piccole imbarcazioni bianche, alcune con le vele alzate ed alcune no, tutte con dei palloncini bianchi legati ai loro scafi . L'Ave Maria intonata da una cantante in una barca ormeggiata davanti al lungolago.

Erano tutti lì gli amici di Umberto, pronti ad aspettarlo per il suo ultimo ingresso nel suo golfo tanto amato, un ingresso,  però, che mai nessuno avrebbe voluto fargli vedere fare così presto.

Ora non possiamo fare altro che immaginarlo felice, con la sua Greta, che venerdì 2 luglio lo raggiungerà dopo il funerale a Maderno (nella parrocchiale alle ore 15) e stare accanto alle loro famiglie e sperare che la giustizia faccia presto il suo corso perché un disastro come questo non si debba mai più ripetere.

Da parte mia e da tutta la redazione, giungano ancora le più sentite condoglianze alle famiglie Gazzarella e Nedrotti.

Stefania Signori 

 

Controlli a tappeto sul territorio nei precedenti due fine settimana da parte della polizia locale della Vallesabbia agli ordini del comandante Fabio Vallini sulla 237 del Caffaro. In particolare le verifiche si sono svolte in orari serali e notturni, ma anche durante le ore diurne.

In tutto sono stati controllati 130 veicoli, 98 le violazioni rilevate per sorpassi azzardati, quattro sanzioni per dispositivi non efficienti. Tre le patenti ritirate, due per guida in stato di ebbrezza per sostanze alcoliche. In tutto le persone sottoposte a test (per rilevamento del tasso alcolemico) sono state 58 nei territori di Gavardo, Vestone, Villanuova e Roè Volciano. Sequestrato il materiale ad una persona che vendeva sulla spiaggia di Anfo senza le necessarie autorizzazioni.

Gli agenti hanno anche rilevato anche tre incidenti.

L'incidente è avvenuto oggi pomeriggio e l'automobilista ha fatto tutto da solo, cavandosela per fortuna solo con un grande spavento.

 

Era nei pressi della cava Goffi e viaggiava dai Tormini verso Gavardo, ma la velocità sostenuta lo ha tradito. L'automobilista, un ragazzo nato nel 2002 e residente a Roè Volciano, viaggiava su una Fiat Grande Punto quando uscendo da una doppia curva ha perso il controllo della vettura ed è andato a sbattere contro una colonnina telefonica. Con la rottura di uno pneumatico e del semiasse anteriore destro, l'automobile ha finito la sua corsa ribaltandosi sul rettilineo, fortunatamente senza incontrare altri ostacoli.

Il ragazzo alla guida è stato soccorso e portato all'ospedale di Gavardo in codice verde per accertamenti, ma da una prima analisi sembrerebbe non aver riportato conseguenze. Sul posto per i rilievi è giunta la Polizia Locale dell'aggregazione valsabbina.

Giovanna Gamba

Gli agenti del comandante Fabio Vallini negli ultimi quindici giorni hanno messo in atto controlli specifici per contrastare gli incidenti stradali e i comportamenti scorretti alla guida.

 

Oltre ai normali controlli del territorio comunque garantiti, in questi giorni la polizia locale della Vallesabbia ha organizzato interventi mirati, sia diurni che serali, per monitorare il comportamento degli utenti della strada. Sono stati giorni abbastanza movimentati, con sei incidenti, di cui ben tre solo a Gavardo. Sempre a Gavardo, in centro, una persona guidava sotto effetto di sostanze alcoliche e, con l’etilometro che indicava un tasso di 1,44 grammi/litro, si è vista sospendere la patente e sequestrare il veicolo. L’automobilista, residente a Prevalle, aveva tra l’altro precedenti specifici per guida in stato di ebbrezza e tempo fa aveva provocato un incidente.

Sono stati inoltre fermati 48 veicoli senza revisione e 6 circolanti con l’assicurazione scaduta. Quest'ultima sta diventando una pratica pericolosamente diffusa se si pensa che dall’inizio dell’anno sono 101 le autovetture non assicurate fermate dagli agenti valsabbini. Tra queste, quattro avevano un’assicurazione falsa e i proprietari si sono resi conto di essere vittime di truffe.

Un automobilista di Bergamo è stato invece fermato a Vestone dopo che, vedendo la pattuglia, aveva provato a cambiare la direzione di marcia. L'uomo, con problemi di droga alle spalle, stava guidando senza patente, che gli era stata sospesa qualche mese fa per guida sotto effetto di alcol.

A Villanuova, invece, gli agenti si sono imbattuti in una signora che circolava con una patente scaduta addirittura nel 2017 e mai rinnovata. Tra gli altri casi contestati, sono infine da segnalare 82 sorpassi vietati, 16 persone alla guida senza cintura, 19 con il cellulare in mano e ben 8 motocilisti sanzionati per eccesso di velocità: c’è perfino chi ha raggiunto i 100 km/h in una strada con il limite di 50 e infatti si è visto sospendere la patente.

Giovanna Gamba

Misure drastiche per bloccare il fenomeno delle gare con le motociclette sulle Coste di sant'Eusebio. Si potrà ricorrere ai sequestri. Ecco il comunicato della Prefettura.