Gli agenti del comandante Fabio Vallini negli ultimi quindici giorni hanno messo in atto controlli specifici per contrastare gli incidenti stradali e i comportamenti scorretti alla guida.

 

Oltre ai normali controlli del territorio comunque garantiti, in questi giorni la polizia locale della Vallesabbia ha organizzato interventi mirati, sia diurni che serali, per monitorare il comportamento degli utenti della strada. Sono stati giorni abbastanza movimentati, con sei incidenti, di cui ben tre solo a Gavardo. Sempre a Gavardo, in centro, una persona guidava sotto effetto di sostanze alcoliche e, con l’etilometro che indicava un tasso di 1,44 grammi/litro, si è vista sospendere la patente e sequestrare il veicolo. L’automobilista, residente a Prevalle, aveva tra l’altro precedenti specifici per guida in stato di ebbrezza e tempo fa aveva provocato un incidente.

Sono stati inoltre fermati 48 veicoli senza revisione e 6 circolanti con l’assicurazione scaduta. Quest'ultima sta diventando una pratica pericolosamente diffusa se si pensa che dall’inizio dell’anno sono 101 le autovetture non assicurate fermate dagli agenti valsabbini. Tra queste, quattro avevano un’assicurazione falsa e i proprietari si sono resi conto di essere vittime di truffe.

Un automobilista di Bergamo è stato invece fermato a Vestone dopo che, vedendo la pattuglia, aveva provato a cambiare la direzione di marcia. L'uomo, con problemi di droga alle spalle, stava guidando senza patente, che gli era stata sospesa qualche mese fa per guida sotto effetto di alcol.

A Villanuova, invece, gli agenti si sono imbattuti in una signora che circolava con una patente scaduta addirittura nel 2017 e mai rinnovata. Tra gli altri casi contestati, sono infine da segnalare 82 sorpassi vietati, 16 persone alla guida senza cintura, 19 con il cellulare in mano e ben 8 motocilisti sanzionati per eccesso di velocità: c’è perfino chi ha raggiunto i 100 km/h in una strada con il limite di 50 e infatti si è visto sospendere la patente.

Giovanna Gamba

Misure drastiche per bloccare il fenomeno delle gare con le motociclette sulle Coste di sant'Eusebio. Si potrà ricorrere ai sequestri. Ecco il comunicato della Prefettura.

 

E’ successo a circa mezzo miglio a sud di punta San Vigilio del Comune di Garda nel primo pomeriggio di domenica 30 maggio, quando un natante da diporto di circa 4 metri con tre persone a bordo si è ribaltato a seguito di un’onda anomala probabilmente derivante dalla scia di un’altra unità che transitava in zona. Il comunicato stampa della Guardia costiera.

La scena è stata notata da altre unità da diporto che erano nella zona, che sono prontamente intervenute per recuperare i tre diportisti. Una volta a bordo dell’unità che era intervenuta, hanno contattato telefonicamente la sala operativa della Guardia Costiera di Salò, che ha subito attivato i mezzi di soccorso della Squadra Nautica dei Vigili del Fuoco di Bardolino e dirottato in area l’unità navale della Guardia Costiera, già impegnata in attività di vigilanza lacuale.

Una volta giunti in zona, mentre l’imbarcazione dei Vigili del Fuoco prendeva a rimorchio il natante semi affondato, la Guardia Costiera trasbordava le tre persone dall’unità da diporto intervenuta per prima in assistenza.

Dopo avere operato congiuntamente per non far affondare l’unità ribaltata e prestato assistenza ai tre diportisti, due di questi venivano accompagnati nel vicino porto di Garda, mentre il proprietario dell’unità preferiva restare ad assistere alle attività di rimorchio eseguite dai VVF, che, una volta trasportata vicino a riva in basso fondale veniva rimessa in galleggiamento.

Una volta verificato che non vi erano problemi di galleggiabilità, i VVF rimorchiavano l’unità sinistrata fino al vicino porto di Garda.

Anche in questo caso è stato possibile prestare assistenza ed evitare l’affondamento di una barca ribaltata, grazie alla sinergia ormai consolidata tra la Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, la Sala Operativa dei Vigili del Fuoco di Verona e gli Equipaggi delle Unità di soccorso prontamente intervenuti.

In poco più di un’ora, infatti, le persone che erano finite in acqua sono state trasportate in porto e l’unità che si era ribaltata e che stava per affondare è stata rimessa in galleggiamento e trasferita nel più vicino deposito.

 

Forse un incidente avvenuto durante la fuga con un'auto rubata. Forse una persona ferita che si è allontanata, forse, forse... Tante le ipotesi che sono state fatte dalla polizia locale della Vallesabbia chiamata sul posto a Soseto nel pomeriggio di venerdì. Ad allertare gli agenti, i residenti della zona che avevano sentito il rumore e trovato la vettura nella piccola scarpata a fianco della strada. E invece... Invece il mistero è stato risolto poco dopo. Una donna si è avvicinata e ha spiegato di aver lasciato la sua auto poco lontana, evidentemnte senza tirare il freno a mano. L'auto si è spostata e ha preso velocità attraversando la strada e il marciapiede e finendo fuori strada. Una circostanza che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Fortunatamente tutto si è risolto senza gravi conseguenze per le persone...

Nella foto l'equipaggio medico dell'eliambulanza che interviene sul luogo dell'incidente. Lo schianto che ha coinvolto più mezzi è avvenuto lungo la strada tra Sabbio Chiese e Barghe. Ancora non noti i dettagli dell'incidente che ha richiesto l'intervento dell'elicottero da Brescia, atterrato nelle vicinanze della strada, evidentemente in considerazione delle condizioni di una o più persone coinvolte. Lo scontro è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi.

 

Aggiornamento: le vetture coinvolte sono una Mercedes ed una Volkswagen. Al Civile con l’eliambulanza è stato ricoverato un 57enne di Vsetone, al Pronto soccorso di Gavardo è stata portato una 32enne di Barghe. Sul posto la Polizia locale della Vallesabbia e i Vigili del fuoco da Salò.

 

 

E’ successo nel primo pomeriggio di mercoledì 13 maggio quando un motoscafo veloce di quasi nove metri, noleggiato sulla sponda bresciana è improvvisamente affondato, per cause in corso di accertamento, nelle acque antistanti il litorale compreso tra Lazise e Sirmione.

A bordo dello stesso tre turisti austriaci ed un bambino che caduti in acqua, pare dopo una veloce accostata, sono riusciti per mezzo di un cellulare a contattare la Compagnia dei Carabinieri di Peschiera, che ha prontamente allertato la Sala Operativa della Guardia Costiera di Salò, che gestisce il coordinamento delle attività di ricerca sul Lago di Garda e che ha immediatamente impiegato tutte le risorse SAR disponibili.

Quest’ultima, avuto il numero di cellulare del naufrago è riuscita a contattarlo e  a farsi condividere la posizione precisa dei naufraghi, ove ha immediatamente dirottato i mezzi di soccorso della Guardia Costiera, dei Vigili del Fuoco e della Squadra Nautica della Polizia di Stato di Peschiera, che nel frattempo erano stati impiegati nelle ricerche.

 

Messo a disposizione e poi decollato da Bologna anche un elicottero dei Vigili del Fuoco. Dopo circa mezzora in acqua, aggrappati ai cuscini dell’unità affondata a circa 4 km dalla costa del Comune di Lazise, i quattro naufraghi ormai quasi stremati, tra cui un bambino di appena 4 anni, venivano avvistati dalla Motovedetta CP 703 della Guardia Costiera, che li recuperava a bordo. Verificate le condizioni di salute degli stessi, si rendeva necessario l’intervento di un’autoambulanza del 118 nel porto di Lazise, ove la Motovedetta dirigeva per lo sbarco dei naufraghi. Ad attenderli in porto vi erano i Carabinieri e la Polizia Locale prontamente allertati.

Dopo lo sbarco in banchina e le prime cure sul posto per tutti si è reso necessario il trasferimento presso gli ospedali di Verona e di Peschiera.

Mentre la Guardia Costiera ha poi verificato che nello specchio acqueo del punto dell’affondamento (fondale di circa 50 metri) non vi fossero tracce di inquinamento, la Polizia di Stato della Squadra Nautica di Peschiera ha avviato le attività di accertamento della dinamica dei fatti richiedendo anche l’alcol test per il conducente del potente mezzo nautico.

Si è conclusa bene e in poco tempo un’attività di soccorso in cui si è vista la consolidata sinergia tra le varie forze intervenute, che hanno prontamente messo in campo le risorse SAR sotto il coordinamento della Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda.

 

Anche in questo caso, come già accaduto nella prima domenica di maggio nelle acque antistanti il litorale di Moniga, di fondamentale importanza è stato avere a bordo un cellulare con il quale i naufraghi hanno potuto dare l’allarme dopo l’affondamento.  

 

 

Un malore ha strappato prematuramente Padre Riccardo Tobanelli ai suoi cari e alle comunità dove viveva in Bangladesh. Padre saveriano, 65 anni, di Muscoline, verrà ricordato domenica alle ore 19 nella chiesa parrocchiale di Castrezzone con una veglia di preghiera. I funerali e la sepoltura avverranno in Bangladesh come da lo stesso Padre Riccardo disposto. Resta la tristezza per una scomparsa così prematura e allo stesso tempo la consapevolezza del bene che Padre Riccardo ha lasciato.

Gli uomini del Commissariato di Desenzano del Garda unitamente al personale del Distaccamento Polstrada di Desenzano hanno sorpreso e denunciato un incensurato del posto, O.M., 29 anni.

 

Il giovane aveva allestito una piccola serra per la coltivazione di marijuana. Gli agenti sono riusciti con un escamotage ad entrare nell’appartamento dove ritenevano che O.M. fosse solito ricevere la sua clientela. Una volta entrati, la sorpresa: una stanza era completamente dedicata alla coltivazione indoor dello stupefacente.

Era stata infatti sapientemente allestita una serra, con tanto di sistema di illuminazione artificiale, areazione meccanica e rilevatore di temperatura, dove erano sistemate 10 piante di marijuana, in vaso, in piena infiorescenza.

A quel punto i poliziotti procedevano ad accurata perquisizione dei locali, rinvenendo e sequestrando, oltre alle 10 piante, due buste in nylon contenenti infiorescenze e foglie di marijuana per un peso di poco superiore al chilo. Venivano inoltre ritrovati bilancini per la pesatura della droga e altro materiale utile al confezionamento.

Il 29enne è stato pertanto denunciato in stato di libertà.

E’ accaduto domenica pomeriggio. Un velista in attività sportiva solitaria si è ritrovato improvvisamente in acqua per il capovolgimento della propria barca. Ecco cosa è successo nel comunicato della Guardia costiera. Il velista stesso, munito di giubbotto di salvataggio, pur risalendo sullo scafo capovolto, non riusciva però a raddrizzare l’unità, restando, pertanto, alla deriva a circa 1 km dalla costa del basso lago. Vistosi in difficoltà e stante la pioggia battente, contattava con il proprio cellulare il circolo velico dal quale aveva intrapreso la navigazione domenicale, che girava la richiesta d’intervento alla sala operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda.

Quest’ultima, assunto il coordinamento delle attività di soccorso, disponeva l’immediato uscita della motovedetta CP 703 – di stanza a Salò – e l’invio nel porto di Moniga della pattuglia terrestre CP 4193 già in vigilanza del litorale nel basso Lago.

Dopo circa 20 minuti dalla richiesta di soccorso, nei quali la sala operativa della Guardia Costiera aveva costantemente mantenuto il contatto telefonico con il malcapitato, la motovedetta SAR CP 703 raggiungeva il velista e lo recuperava a bordo per trasferirlo nel porto di Moniga, ove nel contempo era stato richiesto al 118 l’intervento di un’autoambulanza per le assistenze sanitarie del caso.

Dopo le prime cure ricevute dall’equipaggio del 118 giunto in banchina, per il velista non si rendeva necessario il trasferimento nel vicino nosocomio di Desenzano.

La motovedetta CP 703, sbarcato il naufrago, riprendeva la navigazione per intercettare l’unità alla deriva, pericolosa per la navigazione, agganciandola e rimorchiandola fino ad una boa presente nelle acque antistanti il porto di Moniga, ove veniva assicurata. L'imbarcazione è stata recuperata nel pomeriggio odierno dal proprietario.

 

Dopo lo spiedo benefico che ha permesso di raccogliere fondi per una nuova autoambulanza, l’associazione con sede ad Agnosine ringrazia i numerosi volontari che hanno collaborato. Intanto, sta già mettendo in cantiere un altro evento.

 

La sinergia tra gruppi del territorio ha portato a risultati positivi talmente spiccati da stupire perfino gli organizzatori. Quando Pronto Emergenza ha lanciato l’appello per la raccolta fondi, Paolo Bernardelli con la Polisportiva di Agnosine si è subito messo a disposizione offrendo competenze e supporto logistico. Era nata così l’idea di spiedo e polenta taragna da asporto, realizzata grazie al contributo prezioso del Gruppo Cacciatori di Agnosine coordinati da Fabio Ronchini e ai volontari della Protezione Civile di Odolo e Agnosine. Non solo, a questi cento e oltre volontari si è aggiunto il contributo dei commercianti che hanno permesso l'acquisto di prodotti a prezzi di favore, permettendo così un significativo abbattimento delle spese.

L’iniziativa ha visto oltre 1300 prenotazioni e 21mila euro di donazioni, dei quali sono circa 17mila i fondi disponibili al netto delle spese. A contribuire al grande successo sono stati anche tutti coloro che hanno donato alimenti o componenti essenziali per l’organizzazione, dalla farina per la polenta al carbone per lo spiedo e perfino le vaschette in alluminio, che avrebbero altrimenti inciso non poco sulle spese.

La strada è ancora lunga, ma i volontari sottolineano che quasi ogni giorno qualcuno si presenta presso la sede dell’associazione con un’offerta e questo fa ben sperare. I valsabbini, insomma, hanno sentito che l’ambulanza sarà al loro servizio e si stanno muovendo con grande generosità per sostenere i soccorritori.

La mobilitazione ha perfino fatto balenare l’idea di ripetere la proposta, questa volta consegnando lo spiedo nei paesi esclusi dalla prima tornata. Molte persone si sono già attivate in tal senso, anche se non è semplice perché tutto va condotto rispettando scrupolosamente le norme anticovid, con distanziamento tra i volontari, impiego dei presidi sanitari, continue sanificazioni degli ambienti e di quanto viene usato, cucinando il più possibile all’aperto in modo da contenere i rischi.

Per un aggiornamento in tempo reale sullo stato della raccolta si può consultare il sito www.prontoemergenza.it/raccolta-fondi-nuova-ambulanza. La spesa prevista per l’acquisto di un’ambulanza e un’autovettura è di circa 130mila euro. Sul sito e sulla pagina Facebook dell'associazione compare anche il lungo elenco dei benefattori, che comprende associazioni, imprese, attività commerciali e singoli cittadini. La catena di solidarietà si fa insomma sempre più lunga e, soprattutto, solida.

Giovanna Gamba

Maxirissa a Gavardo sabato sera in un cortile privato. Sei le persone ferite e denunciate per rissa aggravata. Cinque ricoverate in ospedale per le diverse contusioni e ferite. Dopo una chiamata, la scena che si è presentata agli occhi degli agenti della Polizia locale intervenuti sul posto era "raccapricciante", uomini a terra sporchi di sangue, uno con la testa squarciata, una donna colpita da malore, bambini in lacrime, un uomo che ancora inveiva, un badile sporco di sangue. Sul posto anche un'ambulanza per i soccorsi. La lite era scaturita per futili motivi tra sei persone originarie della Romania, cinque finiscono in ospedale tra a Gavardo, due a Desenzano. Alcuni dei rumeni erano residenti a Gavardo, due provenivano da fuori regione così sono stati multati anche per questo.