Cultura

Per celebrare i seicento anni della presenza di Venezia sul Garda, il museo di Salò ha allestito "Magnifica Patria 1426-2026", un'esperienza immersiva con mappe e documenti d'epoca, in mostra fino al prossimo 4 ottobre.

 

Una sala immersiva, mappe e documenti d’epoca in mostra e un palinsesto di conferenze ed eventi per ripercorrere l’eccezionale vicenda della federazione che intrecciò il proprio destino con quello della Serenissima.

Correva l’anno 1426 quando la Magnifica Patria - comunità politico amministrativa che riuniva i comuni della Riviera bresciana del lago di Garda insieme ad alcuni territori dell’entroterra e delle valli circostanti - entrava nel dominio della Serenissima, dove rimase fino alla caduta della Repubblica di Venezia avvenuta nel 1797.

Seicento anni dopo Salò, l’antico capoluogo della confederazione, celebra l’importante anniversario con un ampio calendario espositivo e culturale dal titolo MAGNIFICA PATRIA 1426 – 2026. Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia che, attraverso documenti, voci e immagini di un passato che ancora dialoga con il presente, ripercorre la storia della Comunità della Riviera e dei suoi secolari legami con la Serenissima.

Le celebrazioni dell’anniversario sono il frutto della visione condivisa e della coprogettazione operata dalle istituzioni del territorio e del mondo della cultura, riunite in un Comitato Promotore, per mettere a disposizione competenze e risorse in un progetto condiviso. L’iniziativa è coordinata da Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano, affiancata dal Comune di Salò e da enti culturali, museali e accademici, archivi, musei, reti territoriali e università, a testimonianza della collaborazione tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio, per promuovere la conoscenza storica e l’identità culturale della Riviera del Garda e dei suoi territori.

La sala immersiva, visitabile fino al prossimo 4 ottobre, offre una installazione audiovisiva della durata di 15 minuti a cura di Federica Bolpagni (conservatrice Mu.Sa.), Enrico Valseriati (Università degli Studi di Padova) e Giovanni Pelizzari (Ateneo di Salò). Negli ambienti espositivi del MuSa la sala immersiva accompagna i visitatori in un viaggio attraverso la storia di Salò e della federazione autonoma di comuni che per secoli costituì un unicum nel panorama politico della Repubblica di Venezia. Fulcro del racconto è il periodo di massimo splendore della comunità durante il dominio della Repubblica di Venezia tra XV e XVII secolo.

Attraverso un videoracconto il pubblico s’immergerà nelle atmosfere dell’epoca, scoprendo lo sviluppo dell’industria cartaria, una delle più fiorenti dell’Italia settentrionale, e l’affermazione delle arti figurative, con la presenza di Maestri come Romanino, attivo nelle chiese e nei palazzi locali, e di figure emblematiche come Gasparo da Salò, celebre liutaio e virtuoso, tra gli inventori del violino. Il racconto prende forma a partire dalle parole di Giovanni da Lezze, funzionario veneziano e autore, tra il 1609 e il 1610, di un catastico che descrive in modo dettagliato il territorio bresciano e la sua organizzazione politica, economica e sociale.

Attraverso la proiezione di mappe storiche, vedute del lago, immagini di città e borghi, opere d'arte e documenti d'epoca, la sala ricostruisce i principali aspetti della vita nella Magnifica Patria di Riviera, organizzata in una federazione di comuni suddivisi in sei quadre e rappresentati nel Consiglio della Comunità che si riuniva a Salò. L'esposizione affronta i temi dell'economia e del paesaggio del territorio: i traffici lacustri, il ruolo del porto e del mercato dei grani di Desenzano, le attività produttive come le cartiere di Toscolano e la coltivazione di agrumi, vite e olivo, che caratterizzavano la vita economica della Riviera. Una parte della narrazione è dedicata alla società e alla vita quotidiana, mostrando mestieri, commerci e forme di convivenza che animavano villaggi, porti e centri maggiori del lago.

Il percorso si conclude con uno sguardo alla vivacità culturale del territorio tra Rinascimento e prima età moderna: le accademie, la produzione libraria alimentata dalle cartiere, le arti figurative e la tradizione musicale e liutaria legata alla figura di Gasparo da Salò e alla fama degli strumenti bresciani.

 

 

 

 

 

 

 

INGRESSO Intero 9 € - Ridotto 7 € - Ridotto ragazzi 5 € - Gruppo 15-35 persone 7 € - Scuole 5 €. Elenco completo riduzioni e categorie esentate dal pagamento: www.museodisalo.it

ORARI 1 gennaio - 8 marzo 2026: da venerdì a domenica, ore 10 – 18; 10 marzo - 04 ottobre 2026 da martedì a domenica, ore 10 – 18 (LUNEDÌ chiuso).

 

 

Sabato 11 aprile alle 16, presso l'antica biblioteca della canonica (via Don Primo Adami 46), Paola Varalli presenterà il suo ultimom libro, in dialogo con Roberta Ghirardi.

 

L'Assessorato alla Cultura propone nuovo appuntamento della rassegna "Alla riscoperta della Storia... incontrando gli Autori", edizione 2026. Sabato 11 aprile alle 16, nell'Antica Biblioteca della Canonica di Gargnano, Paola Varalli presenterà il suo ultimo libro "Bordell per nagòtt. Molto rumore per nulla", un giallo edito da Todaro.

Dialogherà con l'autrice Roberta Ghirardi.

L'ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.

Dal 10 al 12 aprile 2026 torna uno degli appuntamenti più attesi della primavera gardesana: Fiori nella Rocca, giunta alla sua diciottesima edizione nella suggestiva cornice della Rocca di Lonato. 

Per tre giorni, questo straordinario complesso monumentale – che domina il paesaggio morenico del basso Lago di Garda – si trasformerà in un raffinato giardino diffuso, accogliendo vivaisti, collezionisti e appassionati provenienti da tutta Italia. La manifestazione si configura come una mostra-mercato dedicata a piante e fiori rari, arricchita da artigianato di qualità, proposte per il giardino e incontri tematici. 

Non solo esposizione, ma esperienza: visite guidate, laboratori e workshop accompagneranno il pubblico alla scoperta del mondo botanico, in un dialogo continuo tra natura e patrimonio storico. 

Negli anni, Fiori nella Rocca si è affermata come una delle rassegne più eleganti del settore, capace di unire ricerca botanica, estetica del verde e valorizzazione del territorio. La scelta della Rocca – fortezza di origine medievale e luogo simbolo della storia locale – contribuisce a creare un’atmosfera unica, in cui il fascino della pietra antica incontra la vitalità delle fioriture primaverili. 

In un Garda sempre più orientato verso un turismo esperienziale e di qualità, eventi come questo rappresentano un tassello fondamentale. Un invito, dunque, a vivere la primavera sul lago attraverso colori, profumi e saperi: perché il paesaggio gardesano, anche nei suoi eventi, continua a fiorire.

 

 

Domenica 19 aprile alle 15 torna al Museo Archeologico della Valle Sabbia l'appuntamento con "Disegniamo l'arte", l'iniziativa curata da Abbonamento Musei Lomabardia.

 

Anche quest’anno torna 'Disegniamo l’arte', un’iniziativa promossa e curata da Abbonamento Musei Lombardia, che il Mavs propone nella rassegna Mavs for Kids, con attività dedicate alle famiglie. 

Domenica 19 aprile, alle ore 15, nella sede di piazza San Bernardino a Gavardo è in programma un pomeriggio dedicato alla scoperta dei reperti attraverso il disegno. L’evento dal titolo “Coloriamo la storia” coinvolgerà i partecipanti nell’osservazione di alcuni reperti delle collezioni: dettagli, forme, decorazioni saranno poi rielaborati in modo creativo, dando vita a vere e proprie opere d’arte.

L’iniziativa, curata dai servizi educativi del MAVS in collaborazione con le educatrici della Cooperativa La Melagrana, ha un costo di 3 euro a partecipante ed è rivolta alle bambine e ai bambini dai 5 agli 11 anni, accompagnati. 

I posti sono limitati, pertanto è necessaria la prenotazione tramite il modulo online, reperibile sul sito web del museo o al link https://form.jotform.com/260982812883367

Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 0365.371474 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00, il giovedì anche dalle 14.00 alle 17.00 e la domenica dalle 14.30 alle 18.30), oppure inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

TRAIL - TRaining In residency Lab, edizione 2026, è il nuovo programma di Wonderland Academy, realizzato in collaborazione con IDRA Teatro, per sostenere artisti, artiste, creatori e creatrici nello sviluppo di nuove opere e visioni sceniche nell’ambito delle arti performative. Chiusura del bando il 28 aprile alle 18.

TRAIL è un programma ibrido che unisce formazione intensiva e residenza creativa, attraverso momenti di training, sessioni di ricerca guidata, workshop tematici e tutoraggi individuali con artisti, artiste, esperti ed esperte di alto livello. Lontani dalle pressioni produttive e dalle logiche del mercato, chi partecipa avrà l’opportunità di dedicarsi pienamente all’esplorazione della propria pratica artistica, trasformando intuizioni e materiali di lavoro in una proposta scenica concreta.

L’esperienza culminerà nella realizzazione di uno short format che verrà presentato a un gruppo selezionato di operatori e operatrici della scena performativa italiana. I progetti più meritevoli verranno selezionati per una residenza retribuita presso IDRA Teatro. Il corpo docente di questa edizione è composto dai tutor Patrizia Volpe e Davide D'Antonio, dagli artisti e artiste Liv Ferracchiati, Parini Secondo, DOM, Lachende Bestien (Rep. Ceca), Marco Amedani (light design). TRAIL è articolato in periodi intensivi di lavoro da maggio a dicembre 2026 presso IDRA Teatro, via Moretto 78, Brescia.

È possibile consultare il bando completo sul sito: www.wonderlandacademy.it.  Per partecipare al bando è necessario compilare il form online: https://forms.gle/m2qNsd5XjGuHpb1t7. Chiusura bando: 28 aprile ore 18:00. L’esito della selezione sarà comunicato entro lunedì 4 maggio via mail. TRAIL - TRaining In residency Lab è parte del progetto “Abitare il Teatro”, sostenuto da Fondazione Cariplo - bando Valore per la Cultura. 

Per maggiori informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 339 2968449.

 

Questa sera alle 20:45, presso il teatro "Il Gabbiano", Ippolita Baldini riporta ai nostri giorni la figura di Santa Chiara, nell’anno dedicato a San Francesco per gli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia.

 

Lo spettacolo si configura come un momento di leggerezza, una divagazione in salsa pop attorno alla figura di Santa Chiara. Il teatro di strada, la TV, la commedia, saranno gli elementi per trattare con rispettosa ironia i temi sollevati dalla Santa di Assisi: la predicatrice alla ricerca della gioia.

Introdotto da una improbabile voce radiofonica, lo spettatore vedrà comparire sulla scena altrettanti improbabili personaggi, tutti intrepretati dalla dirompente ironia di Ippolita Baldini, non a caso personaggio televisivo, nota al pubblico come “la Lucy”. 

La prima è Ortolana, la madre devota e “addolorata” dopo aver visto Chiara e le altre due figlie abbandonare la vita agiata, per ritirarsi in clausura. Le si contrappone Guelfa, un’altra madre, anche lei appartenente ai majores, i nobili di Assisi, che vede nello stile di vita di Francesco e Chiara, radicale e rivoluzionario, una seria minaccia ai privilegi di casta. E ci sarà spazio anche per “la Lucy”. Catapultata in questo contesto dai contorni surreali per dare la sua personalissima visione dell’amica santa.

Chiara d’Assisi fa solo una fugace apparizione. Giovane donna, resa ironicamente umana, alle prese con le prime difficoltà che gravano su coloro che sono chiamati a farsi “guida” per gli altri. Chiara la Santa, i suoi miracoli, la sua devozione, la sua fede, invece, restano sullo sfondo, avvolti nel mistero della sua vocazione e delle leggende che hanno circondato la sua esistenza. Ma in fondo è lei, con il suo esempio e i suoi insegnamenti, a muovere tutti i personaggi che si avvicendano nello spettacolo. 

Tutti i racconti, anche i più strani, cui si fa rifermento nello spettacolo, sono fatti realmente accaduti. Con questo non si vuole intendere che vi sia una qualche velleità storicistica. Tutto è virato verso il sorriso. Soprattutto, viene preso in considerazione l’impatto che ha avuto sulle persone, a partire dagli abitanti di Assisi rappresentati dalle figure di due madri: Guelfa e Ortolana. Gli uomini, anche Francesco, pur presenti in scena, non si vedono mai. È un mondo tutto al femminile. 

Santa Chiara, la sua vita, la sua clausura, la sua personalità, la sua fede, non sono l’oggetto esplicito del racconto. Non vengono mai messi in discussione, tuttavia sono presenti. Agitano i personaggi, esattamente come Chiara ha agitato la società del suo tempo, sia in seno alla Chiesa, intesa come istituzione, sia per le strade fra la gente comune. È proprio la cosiddetta gente comune, con le possibilità ironiche che offre ad un’attrice con le qualità di Ippolita Baldini, ad essere la protagonista di questa stravagante ballata.

Luigi Guaineri

Lo spettacolo nasce da un’idea di Walter Spelgatti. Drammaturgia Ippolita Baldini e Luigi Guaineri. Regia di Luigi Guaineri. Scene e costumi Melania Boccoli. Con il sostegno di Comune di Lovere, Club Santa Chiara – Associazione Nazionale della Comunicazione. Produzione Teatro de Gli Incamminati.

BIGLIETTO: intero 15 €, ridotto 7 € (under 16 anni).

 

 

Quattro conferenze per quattro giovedì: l'Ateneo di Salò ripropone gli incontri dedicati al tema della salute rivolti a tutta la popolazione. Ingresso libero.

 

Dopo il successo degli scorsi anni, riparte l’iniziativa sulla salute a cura dell’ateneo di Salò. I giovedì dell’Ateneo, salute e prevenzione 2026, sono organizzati dall’ateneo di Salò, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e la biblioteca civica. Il programma prevede quattro incontri che si svolgeranno presso l’auditorium del Salòtto della Cultura (via Leonesio 4) il giovedì alle 17:30, tutti a ingresso libero.

Programma.

Giovedì 9 aprile: Prevenzione in ginecologia, con la dottoressa Marta Mauri della Fondazione Poliambulanza di Brescia.

Giovedì 16 aprile: Prevenzione e cura dell’ipertensione arteriosa, a cura del dottor Francesco Bersatti, cardiologo e medico di medicina generale a Salò.

Giovedì 30 aprile: Terapia dell’infarto miocardico. Una lotta contro il tempo, relatore il dottor Roberto Zanini, primario emerito di Cardiologia a Mantova.

Giovedì 7 maggio: Mi manca il respiro, con la dottoressa Sabrina Arondi, pneumologa presso gli Spedali Civili di Brescia. 

Esce in questi giorni l'antologia "Caccia ai tesori. Itinerari insoliti e sconosciuti", a cura di Laura Marsadri e Aldo Dalla Vecchia. L'opera raccoglie i testi di diversi autori del territorio e verrà presentata il 5 maggio alle 17:30 presso la sede della Comunità Montana di Valle Sabbia. 

Non una semplice mappa, ma una vera e propria caccia ai tesori divisa in 17 tappe, corrispondenti ad altrettanti paesi, quindici della Valle Sabbia, due del Lago di Garda: questo il punto di partenza dell’antologia 'Caccia ai tesori. Itinerari insoliti e sconosciuti' che si propone di delineare, attraverso una serie di racconti d’autore, un ritratto diverso e inconsueto di un territorio specifico, andando a scoprire luoghi e personaggi poco noti o completamente sconosciuti ai più. 

A cimentarsi in questo insolito e affascinante viaggio sono due curatori, Laura Marsadri e Aldo Dalla Vecchia, e 17 autori abbinati ad altrettante località: Claudia Aloisi (Mura); Marco Azzalini (Padenghe sul Garda); Marco Belli (Vestone); Nicola Cargnoni (Levrange); Eleonora Carta (Forno d’Ono); Andrea Cisi (Treviso Bresciano); Simona Cremonini (Provaglio Val Sabbia); Aldo Dalla Vecchia (Idro); Ida Ferrari (Odolo); Sara Gambazza (Gavardo); Antonella Grandicelli (Barghe); Francesca Maccani (Storo); Francesca Mogavero (Preseglie); Lucio Montecchio (Bagolino); Luca Occhi (Belprato); Elena Pigozzi (Sabbio Chiese); Tea Ranno (Salò). 

Il risultato è non soltanto una lettura godibile e ricca di aneddoti, d’arte e di storia, ma un vero e proprio “diario del territorio” che potrà essere commentato e integrato dagli stessi lettori i quali, alla fine di ogni racconto, hanno a disposizione due pagine bianche per raccogliere le loro impressioni di viaggio.

Il volume è realizzato con il patrocinio e il contributo de La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella e con il patrocinio di Comunità Montana di Valle Sabbia. 

 

 

Nei giorni scorsi è stata inaugurata presso Palazzo Callas la mostra "If trees could speak”, una esposizione fotografica che intreccia sguardo umano e voce della natura, tra memoria, resilienza e connessione. Resterà aperta fino a domenica 12 luglio 2026. Ingresso gratuito.

 

Una mostra che esplora il dialogo fragile e necessario tra l’uomo e gli alberi, in un inedito percorso che invita a osservare, comprendere e prendersi cura del delicato equilibrio che ci unisce alla natura. Al centro, la forza della fotografia e la sua capacità di mostrarci questo legame essenziale. 

Cosa direbbero gli alberi, se potessero parlare? Se potessero raccontare ciò che hanno visto nei secoli, osservando le civiltà crescere e scomparire sotto le loro chiome, le ferite della guerra e la lenta guarigione della terra? A questa domanda prova a rispondere “If trees could speak” (Se gli alberi potessero parlare), la mostra che porta a Sirmione lo sguardo di quaranta fotografi e fotografe di Magnum Photos, l’agenzia che da oltre settant’anni racconta il mondo attraverso la fotografia d’autore.

Dopo la celebre mostra DOGDOGS di Elliott Erwitt del 2025, il Comune di Sirmione rinnova il legame con la prestigiosa agenzia internazionale presentando una rassegna curata da Andréa Holzherr (Global Cultural Director di Magnum Photos) e Mariangela Gavioli (architetto). La relazione con Magnum Photos negli anni si è trasformata in una collaborazione virtuosa, capace di portare sulla sponda bresciana del Garda il meglio della fotografia internazionale.

La mostra è stata inaugurata alla presenza della sindaca di Sirmione Luisa Lavelli, dell’assessore al Turismo Riccardo Genovesi e di Andréa Holzherr, Global Cultural Director di Magnum Photos, a Palazzo Callas Exhibitions a Sirmione e sarà aperta al pubblico dal 21 marzo al 12 luglio 2026, con ingresso gratuito.

Le voci silenziose degli alberi diventano un racconto visivo che attraversa continenti e generazioni. Dagli esemplari secolari del Madagascar immortalati da Steve McCurry ai boschi incendiati dell’Australia di Paolo Pellegrin, dalle foreste sacre del Giappone di Abbas agli alberi urbani di Martin Parr e Richard Kalvar, ogni immagine è un capitolo di una storia più grande. Nel nominarne solo alcuni, siamo colpevoli di una sorta di “imperdonabile omissione”. Perché accanto a loro compongono questo corale racconto per immagini decine di altri grandissimi autori: 40 fotografi, 100 fotografie, uno sguardo plurale che intreccia reportage, poesia visiva e denuncia ambientale.

Come suggerisce Andréa Holzherr, gli alberi ci ricordano che "siamo ancora connessi, che ogni respiro che facciamo è condiviso con loro, che le nostre vite sono intrecciate attraverso scambi invisibili di aria, acqua e tempo".

La mostra invita a fermarsi, osservare e ascoltare. Perché gli alberi non sono uno scenario ma presenze vive, testimoni silenziosi e compagni di viaggio dell'umanità. Essi abitano un tempo diverso dal nostro, fatto di stagioni e secoli, e la loro resilienza, come sottolinea ancora Holzherr, "non è solo una questione di forza, ma anche di flessibilità, come i rami che si piegano sotto il peso della neve, le radici che cercano l'acqua nei luoghi più impensabili o una foresta che ricresce dopo un incendio”.

Per la prima volta in assoluto, le fotografie della mostra sono state stampate su una speciale carta che contiene al suo interno dei semi. Al termine dell’esposizione, le stampe verranno piantate in un terreno a Sirmione per dare vita a nuovi alberi. In questo modo la fotografia, dopo aver comunicato attraverso la sua dimensione iconografica, torna simbolicamente alla terra da cui ha avuto origine per trasformarsi in una nuova pianta. Un gesto che racconta un ciclo che si chiude e, allo stesso tempo, che ricomincia. All’interno della mostra è presente anche un “banco di lavoro” con terra, carta da piantare, acqua e luce, dove è possibile osservare il processo attraverso il quale le fotografie potranno essere “piantate”, trasformando idealmente la mostra in un giardino del futuro. Sono inoltre presenti alcune mensole espositive con materiali bibliografici di approfondimento dedicati al mondo vegetale.

«La fotografia porta con sé un messaggio attraverso l’immagine - sottolinea Luisa Lavelli - e custodisce anche una dimensione più profonda e fisica: quella di un seme che può tornare alla terra e generare nuova vita. Un gesto potentissimo che trasforma l'esposizione in un giardino del futuro. Da anni Sirmione lavora con continuità sulle questioni ambientali, attraverso numerose iniziative e attività, tra cui interventi di manutenzione e salvaguardia del verde, attività didattiche nelle scuole e progetti artistici; oggi If trees could speak aggiunge un tassello a questo percorso con una mostra che è insieme arte, natura e impegno concreto».

“If trees could speak” si inserisce in una più ampia attenzione che il Comune di Sirmione dedica da anni alle tematiche ambientali. Un impegno che si esprime anche nell’approccio etico degli ultimi progetti della Sirmione Photo Residency – Custodi di Davide Greco, A RIVA di Simona Ghizzoni e Venature di Mattia Marzorati – e in iniziative concrete come la manutenzione e la salvaguardia del verde, i programmi di alberature e le attività di educazione ambientale nelle scuole. Così l'assessore al Turismo, Riccardo Genovesi: «Con If trees could speak le immagini ci catturano e ci conquistano, ma ci spingono anche a riflettere sul delicato equilibrio che ci lega alla natura. Questa è la nostra visione di un turismo alto: un modello che sappia coniugare accoglienza, bellezza dell’esperienza e tutela dell’equilibrio, offrendo momenti preziosi di riflessione ed emozione, nel rispetto dell’ambiente e della comunità che lo vive»

Fotografi in mostra: Abbas - Olivia Arthur, Jonas Bendiksen, Ian Berry, Werner Bischof, Matt Black, Myriam Boulos, Rene Burri, Sabiha Çimen, Bruce Davidson, Cristina de Middel, Bieke Depoorter, Thomas Dworzak, Stuart Franklin, Bruce Gilden, Gregory Halpern, David Hurn, Richard Kalvar, Guy Le Querrec, Alex Majoli, Peter Marlow, Steve McCurry, Lorenzo Meloni, Rafal Milach, Wayne Miller, Nanna Heitmann, Emin Ozmen, Trent Parke, Martin Parr, Paolo Pellegrin, Mark Power, Lua Ribeira, Jerome Sessini, Lindokuhle Sobekwa, Jacob Aue Sobol, Alec Soth, Chris Steele-Perkins, Larry Towell, Alex Webb, Patrick Zachmann

Orari di apertura. Tutti i giorni 10:30-12:30 e 16:30-19:00; venerdì e sabato 10:30-12:30 e 16:30-22:00. Chiuso il lunedì, eccetto festivi.

La mostra ha il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Consorzio Lago di Garda Lombardia, Comunità del Garda, Gal Garda e Colli Mantovani, Garda Musei. Informazioni: www.visitsirmione.com

 

Sabato 11 aprile alle 17:30, Spazio Atelier 22 (via De Gasperi 122), presenterà l'evento "La poesia si spiega a leporello", a cura di Anna Lombardo e Valeria Raimondi.

I leporelli sono piccoli libri in un formato conosciuto anche come libro di concertino, per il suo dispiegarsi a forma di fisarmonica. Possiedono tutte le caratteristiche di un libro, ma sono versatili come un’opera d’arte. Il nome risale al servitore di don Giovanni nell’opera omonima di Mozart, Leporello, il quale per elencare le donne del suo padrone estrae un foglietto fatto proprio a fisarmonica.

L'incontro di sabato a Rezzato esplorerà la poesia d'autore, unendo letteratura e arte grazie alle opere presenti nel catalogo di leporelli curato dal Centro Internazionale della Grafica di Venezia. Si tratta di opere artigianali, realizzate a mano una per una, in un proficuo connubio fra arte e scrittura. All'incontro saranno presenti anche alcuni autori e autrici di queste realizzazioni uniche e preziose, artisti che hanno fatto propria la tradizione con un'apertura creativa verso la sperimentazione.

 

Per le festività pasquali il Museo di Salò ha previsto aperture straordinarie e ingresso gratuito per i residenti a Salò.

Sabato 4 e domenica 5 aprile (ore 10-18) il museo offre l'ingresso gratuito per i salodiani, mentre lunedì 6, giorno di Pasquetta, è in calendario un'apertura straordinaria dalle 10 alle 18. Sarà un'occasione per visitare le tre mostre in corso, la nuova sala immersiva e l'intera Collezione permanente del Museo.

A pochi giorni dall'inaugurazione del nuovo spazio immersivo che fino al 4 ottobre 2026 racconta la Magnifica Patria, il periodo di massimo splendore della comunità durante il dominio della Repubblica di Venezia tra XV e XVII secolo, il MuSa - Museo di Salò celebra le festività pasquali estendendo i propri orari di apertura (lunedì dell'Angelo, orari dalle 10.00 alle 18.00) e omaggiando i residenti del comune di Salò con l'ingresso gratuito valido per i giorni sabato 4 e domenica 5 aprile 2026.

THE LAST DAYS. Il ghiacciaio dell’Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri, in collaborazione con CAI Club Alpino Italiano – sez. Brescia.

Fino al 12 aprile 2026 la mostra fotografica The Last Days documenta l’arretramento della più vasta concentrazione di ghiaccio delle Alpi Italiane: il ghiacciaio dell’Adamello. Un racconto visivo sull’urgenza di una sfida ambientale, immortalando la bellezza effimera di un colosso destinato a scomparire. La mostra raccoglie oltre trenta scatti realizzati dal fotografo Michele Gusmeri con la tecnica Grande formato analogico: una fotocamera analogica di grande formato 8x10”, impiegando la tecnica del negativo su carta esposto attraverso antiche lenti fotografiche, nate da mani artigiane tra metà Ottocento e primi Novecento. Un toccante ritratto del ghiacciaio in questo momento specifico: i suoi Ultimi Giorni.

MARTA GOGLIO. Coreografie del contenere, a cura di Anna Lisa Ghirardi (conservatrice Civica Raccolta del Disegno di Salò).

La mostra è il capitolo inaugurale del progetto “PASSO A DUE. Nuove Generazioni in dialogo con la Civica Raccolta del Disegno di Salò”, un'iniziativa che mira a stabilire un confronto tra le opere della Raccolta salodiana e gli artisti delle ultime generazioni. Fino al 30 maggio 2026 l’esposizione mette a confronto undici disegni realizzati da Marta Goglio (1997), con altrettante opere da lei selezionate dall'archivio della Civica Raccolta del Disegno che ha sede al Museo di Salò (Enrico Baj, Vasco Bendini, Maurizio Bottarelli, Laura De Bernardi, Giuliano Guatta, Giusi Lazzari, Concetto Pozzati, Antonio Sanfilippo, Antonio Stagnoli, Bepi Romagnoni, Franco Sarnari). L’accostamento crea un ponte visivo e concettuale tra il patrimonio della Collezione salodiana e le sensibilità artistiche dell’oggi.

MAGNIFICA PATRIA 1426 – 2026.  Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia, SALA IMMERSVIA e MOSTRA a cura di Federica Bolpagni (conservatrice MuSa), Giuseppe Piotti (archivista ASAR),  Enrico Valseriati (Università degli Studi di Padova) e Giovanni Pelizzari (Ateneo di Salò).

Inaugurata il 29 aprile, fino al 28 giugno la mostra dossier – pensata presenta una selezione di documenti, mappe e materiali storici riferiti alla Magnifica Patria, provenienti dall’Archivio Storico di Salò, considerato tra i più importanti della provincia di Brescia per il suo patrimonio, conservato e studiato grazie al prezioso lavoro dell’ASAR - Associazione Storico Artistica della Riviera. Fino al 4 ottobre, una sala immersiva accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia di Salò e dei comuni che aderirono alla Magnifica Patria: la federazione autonoma che per secoli costituì un unicum nel panorama politico della Repubblica di Venezia. Fulcro del racconto è il periodo di massimo splendore della comunità tra Cinquecento e Seicento. Attraverso un videoracconto il pubblico s’immergerà nelle atmosfere dell’epoca, scoprendo lo sviluppo dell’industria cartaria – una delle più fiorenti dell’Italia settentrionale – e l’affermazione delle arti figurative, con la presenza di Maestri come Romanino, attivo nelle chiese e nei palazzi locali, e di figure emblematiche come Gasparo da Salò, celebre liutaio e virtuoso, tra gli inventori del violino. Completa il progetto un calendario di conferenze tematiche affidate a storici, studiosi e divulgatori, che affronteranno temi connessi alla storia, all’arte, alla musica.

L'ingresso comprende inoltre l'accesso all'interna collezione permanente del MuSa, situato nel centro storico di Salò, in posizione dominante e a pochi passi dal lago, negli spazi di quello che fu il monastero di Santa Giustina, edificato a partire dal XVI secolo. Le collezioni attualmente esposte, dedicate alla storia, alla storia dell’arte e all’archeologia, alla scienza e alla tecnica, raccontano la storia della città di Salò e del suo territorio dall’età romana, con la sezione archeologica, all'epoca contemporanea della Civica Raccolta del Disegno di Salò, passando per i secoli della dominazione veneziana e per sezioni scientifiche come quella dedicata all'Osservatorio Meteo Sismico e alla Collezione anatomica del dottor Giovan Battista Rini. Dal 2023 ospita la sezione dedicata ai seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana, intitolata L'Ultimo Fascismo (1943 - 1945).

 

Domenica 29 marzo alle 18, presso la chiesa di San Biagio a Rivoltella, si terrà un concerto a ingresso libero in occasione della Pasqua.

 

Per la stagione concertistica 2025-2026 di Desenzano del Garda, il presidente Franco Masseroni e il direttore artistico Luca Ranieri propongono il concerto di Pasqua in programma il prossimo 29 marzo alle 18 presso la chiesa di San Biagio in Rivoltella. L’evento è promosso dalla città di Desenzano del Garda, in collaborazione con Garda Lake Music Excellence. 

A esibirsi sarà l’orchestra barocca “La mole armonica", gruppo barocco dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, con Lorenzo Brufatto violino concertatore e Marta Pluda mezzosoprano.

L’ingresso è libero.

 

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