Cultura

L’evento è previsto giovedì 22 ottobre alle 20:30 presso la chiesa dedicata ai due santi, in corso Matteotti. Ingresso gratuito, ma contingentato in ottemperanza alle misure anti-covid.

 

In occasione della festa patronale dei Santi Nazaro e Celso la parrocchia, in collaborazione con la Bach Consort Brescia, organizza un incontro spirituale e musicale presso la Basilica Collegiata. Protagonisti saranno il famoso organista Fausto Caporali, l’organista bresciano Luciano Carbone, i trombettisti Daniele Greco d’Alceo e Luca Festa, i percussionisti Pietro Micheletti e Giulio Zanuso, il Coro virile della Cattedrale di Cremona, diretto dal maestro Graziano Ghisolfi. Mons. Giambattista Francesconi affiderà la comunità all’intercessione dei Santi Patroni Nazaro e Celso, ripercorrendone la vita attraverso le musiche del maestro Fausto Caporali.

Fausto Caporali, diplomatosi nel 1981 in Organo e Composizione organistica al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, è titolare del grande organo della Cattedrale di Cremona e della Cattedra di Organo complementare e Canto gregoriano presso il Conservatorio di Torino. Luciano Carbone è l’organista titolare del nuovo organo olandese B. Koch del Santuario di Santa Maria dei Miracoli in Brescia, oltre ad essere organista nella Collegiata dei Ss. Nazaro e Celso. Già diplomato in Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Musica di “Luca Marenzio” di Brescia con il Maestro Giorgio Benati, si laurea in Organo Antico maxima cum laude e menzione speciale.

Il concerto è a ingresso libero ma contingentato: saranno possibili solamente i primi 110 ingressi muniti di mascherina. È possibile inoltre prenotarsi gratuitamente all’evento al seguente link: https://www.bachconsortbrescia.com.

Il Presidente della Società Bibliografica Toscana e dell’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie Storiche della Toscana, l’avvocato conte Paolo Tiezzi Mazzoni della Stella Maestri ha visitato nei giorni scorsi Brescia in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Paolo Tiezzi, fiorentino già presidente dell’ordine degli avvocati di Montepulciano, è un grande collezionista di libri antichi ed in particolare di cinquecentine, grazie alla sua raccolta molte mostre sono state allestite sia in Italia che all’estero. Da alcuni anni è in corso un poderoso lavoro di studio e catalogazione della collezione che vanta molte migliaia di pezzi rari grazie in particolare alle competenze del “Centro di ricerca Europeo libro, editoria, biblioteca” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. A palazzo Bianco Speroni a Nuvolera l’occasione per presentare il convegno che sarà ospitato al Museo Stibbert a Firenze il prossimo 21 novembre e dedicato al collezionismo privato e che vedrà nell’occasione la presentazione del primo volume del Catalogo delle edizioni del XVI secolo della Biblioteca di Villa Classica. Alla collezione di Tiezzi va riconosciuto il merito di essere attenta non solo all’esteriorità dei volumi e al loro valore estetico ma anche al loro identificarsi come espressione di una evoluzione dell’arte della stampa dopo i primordi e dello sviluppo di un disegno storico e culturale. Nella sua raccolta incunabolistica (quella cioè del “libri in culla”) editi addirittura nel ‘400 figurano capolavori come i tre trattati De trinitate di s. Agostino, s. Ilario e Boezio stampati da Paganino Paganini nel 1489 e la rara edizione bresciana per i tipi di Angelo Britannico (1498) dell’ Ars moriendi. La vita e le opere di Paganino Paganini e del figlio Alessandro sono oggi raccontate presso il Museo della Carta di Toscolano Maderno, che conserva preziose cinquecentine da essi stampate. Un altro pezzo forte è certamente il Liber divinae doctrinae di Bernardino Misinta pubblicato a Brescia il 15 aprile 1496 dedicato a Santa Caterina da Siena 1347-1380. Nella foto la consegna a Nicola Bianco Speroni del catalogo “Quaranta cinquecentine romane dalla Collezione Tiezzi Mazzoni della Stella Maestri” oggetto della mostra di Pienza, città che tutti conoscono, simbolo dell’Umanesimo pieno e dell’architettura Rinascimentale, allestita presso i luoghi delle Pie Disposizioni, uno dei palazzi adiacenti la splendida cattedrale di Pienza, di fronte a Palazzo Piccolomini.

 

Ospite della settimana a Radio 51 il prof. Alfredo Bonomi. Il professore Bonomi sarà negli studi di Sabbio Chiese insieme a Maria Paola Pasini e Marcello Mora nella trasmissione Primo piano. Si parlerà di cultura, di Vallesabbia e di questa proposta di fare dell'Altare della Patria in marmo di Botticino uno dei simboli di "Brescia e Bergamo capitali della cultura". Ore 8 e 12.30 non mancate!

Pubblichiamo la lettera integrale inviataci da un lettore di Brescia, il dottor Giovanni Baroncelli, figlio del prof. Ugo Baroncelli tra i protagonisti della cultura bresciana del secondo novecento. La lettera, che riguarda il ritorno della Vittoria alata dopo il restauro, è stata pubblicata su un giornale bresciano deprivata delle parti sottolineate.

 

I viaggi della Vittoria Alata.

      Brescia si prepara a festeggiare il ritorno della sua Vittoria Alata che, dopo il restauro all’Opificio delle pietre dure di Firenze, riprenderà il suo posto al Capitolium.

      Forse però pochi bresciani sanno che ( come è accennato  brevemente nel sito www.vittorialatabrescia.it  e come piu’ dettagliatamente descritto nelle interessanti opere di Maria Paola Pasini e di Adelaide Baroncelli) dopo il suo ritrovamento nel 1826, per ben due volte la Vittoria Alata si è allontanata da Brescia, sempre per cause belliche.

      La prima volta nel 1917. Dopo il crollo italiano a Caporetto si temette una invasione dell’Italia Settentrionale da parte delle truppe austroungariche, con conseguenti distruzioni, furti, saccheggi. E per proteggere la Vittoria, che oltre ai valori artistici possedeva una elevata valenza politica e patriottica, fu deciso, dopo averla adeguatamente imballata, di trasferirla in treno nella lontana e piu’ sicura Roma. E dopo la gloriosa resistenza sul Piave e la vittoria finale del 1918, la nostra Statua poté ritornare a Brescia, dopo una lontananza dal 1917 al 1920.

      Il nuovo allontanamento avvenne nella seconda guerra mondiale. Il timore che, piu’ che una invasione, i bombardamenti aerei potessero arrecare irreparabili danni al patrimonio artistico di Brescia, consigliò  di allontanare dal “pericoloso” centro storico le principali opere d’arte e di trasferirle in località più lontane e più sicure. E’ il 1940. E la Vittoria Alata, insieme ad altre preziose opere d’arte di chiese, musei e della Queriniana, fu trasferita a Seniga, nella Villa Fenaroli, luogo ritenuto tranquillo e sicura. (Come aneddoto, è simpatico ricordare che, in suo articolo dell’aprile del ‘41 sul “Popolo di Brescia”, il giornalista Mino Pezzi descrive l’incontro a Seniga con un carabiniere addetto alla sorveglianza della famosa “cassa no 13”, appunto la Vittoria Alata).

Ma le cose si complicarono. Purtroppo nel giugno 1944, l’esercito di occupazione tedesco decise di istituire un importante Posto di Comando proprio a Villa Fenaroli, ....che divenne così da sicuro rifugio  addirittura a obiettivo militare! Fu quindi necessario allontanare in altre sedi bresciane e nazionali numerose opere d’arte, li’ sfollate in precedenza. Ma per la Vittoria Alata, rinchiusa nella sua cassa pesante e ingombrante e quindi di trasporto difficile e indaginoso (sotto i bombardamenti!!), fu presa un’altra decisione. Scartate altre ipotesi (fra le quali anche quella di murarla in una parete della nuova galleria sotto il Castello, di recente scavo), fu deciso di interrarla a Seniga, nel parco della Villa, in un posto segreto, noto a pochissimi (fra i quali il mio papà, il prof. Ugo Baroncelli, allora Direttore degli Istituti Culturali di Brescia).

E la Vittoria Alata, simbolo di Brescia, rimase nascosta nel suo recondito rifugio sotterraneo fino  all’aprile del 1945, quando poté finalmente riemergere per poter riprendere, dopo alcuni indispensabili restauri, il suo posto a Brescia, dapprima al Capitolium e successivamente al Museo della Città di Santa Giulia.

                   Giovanni. Baroncelli

Mittente: prof. Giovanni Baroncelli. Via Vittorio Veneto, 23. Brescia

 

 

Va a Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, il Delfino d’oro di Pescara, massima onorificenza cittadina assegnata annualmente a personalità che con la loro attività hanno contribuito a diffondere nel mondo l'immagine migliore della città che diede i natali a Gabriele d’Annunzio. L’attribuzione del riconoscimento è stata annunciata tramite delibera della giunta comunale, e avrà luogo all’Aurum di Pescara nella cerimonia di premiazione tradizionalmente in programma per sabato 10 ottobre, festività di San Cetteo, patrono della città.

L’assegnazione a Giordano Bruno Guerri, a motivo della “straordinaria e preziosissima opera di divulgazione della vita e dell’opera dannunziana e di prestigioso raccordo tra Pescara e il Vittoriale nel segno del Vate”, si situa dunque sulla scia della stretta collaborazione che da tempo vede le due istituzioni alleate nell’attività di promozione e studio della figura e dell’opera di Gabriele d’Annunzio.

Così il Presidente Guerri, a commento del premio: Il mio amore per Pescara, città bellissima e vitale e con enormi potenzialità di crescita, precede nel tempo l’interesse per d’Annunzio: negli ultimi anni si è accresciuto grazie alla collaborazione prima con il sindaco Luigi Mascia, poi con il sindaco Carlo Masci. È un legame solido, come dimostrano la mostra Disobbedisco, attualmente all’Aurum di Pescara, la mia attiva partecipazione al Festival Dannunziano, giunto al secondo anno, e la recente visita al Vittoriale del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. È anche un legame fruttuoso che nelle nostre intenzioni è destinato a diventarlo sempre di più, con uno scambio culturale e turistico fra l’Abruzzo e l’area del Garda.

 

Domenica 4 ottobre alle 17, presso la sala consiliare del Comune, Maria Elena Mazzella e Fabrizio Dorsi interverranno sul tema “La musica nella bacchetta: la direzione d’orchestra e di coro”. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

Riprende a Mazzano il ciclo “A lezione con...”, giunto ormai alla quinta edizione con vivo apprezzamento del pubblico per le proposte interessanti che sono stare realizzate in questi anni. L’organizzazione fa capo sempre all’Associazione Spazi Musicali, che anche quest’anno dedicherà vari approfondimenti al mondo dell’arte e della cultura, con il coordinamento del direttore artistico Sandro Torriani.

Il primo appuntamento sarà dedicato alla musica ed è stato affidato a Maria Elena Mazzella, docente di direzione di coro e composizione corale al conservatorio “Giuseppe Nicolini” di Piacenza, e a Fabrizio Dorsi, titolare di esercitazioni orchestrali e incaricato di direzione d’orchestra al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano.

I due direttori parleranno del loro ruolo e dell’arte della direzione, soffermandosi su interpretazione, gestualità, concertazione ed evoluzione delle modalità, dalla chironomia all’uso della bacchetta.

Per informazioni o prenotazioni, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Come tutti gli anni il FAI (Fondo Ambiente Italiano) organizza le Giornate d’Autunno, che quest’anno si terranno anche sabato 24 e domenica 25. È un evento che interessa tutto il territorio italiano, dedicato alla riscoperta dei luoghi d’arte e di cultura. Quest’anno uno dei luoghi promossi durante le prime due giornate è il Santuario della Madonna del Carmine di San Felice del Benaco. L’Amministrazione sostiene questa iniziativa, durante la quale delle guide messe a disposizione dai frati si incaricheranno di visite guidate che partiranno ogni mezz’ora, dalle 11 alle 16.30, sia sabato che domenica. “Consigliamo la visita a tutti, questo bellissimo Santuario, che risale al XIII secolo, racchiude affreschi splendidi e molto particolari.” dice Sandra Tarmanini, assessore alla Cultura del comune benacense: "E’ una vera perla per gli amanti dell’arte sacra medievale e dell’architettura, ma credo che anche molti Feliciani avranno piacere a riscoprirlo nei suoi più preziosi dettagli.”

Sarà presente anche un banco gestito dai volontari di varie associazioni del territorio, coordinati dall’amministrazione: si vuole cogliere l’occasione per promuovere l’intero territorio feliciano, con brochures informative e video sulle tre frazioni che compongono il comune, girati dal Consorzio Garda Lombardia quest’estate.

 

 

 

Ci saranno a Gavardo importanti “Cambi di stagione”! Piergiorgio Cinelli, con la sua voce e la sua chitarra, e Barbara Mino con la lettura racconteranno delle stagioni che cambiano: le stagioni della natura e le stagioni della vita, il tempo atmosferico con i suoi cambiamenti, oggi sempre più improvvisi e repentini, e il tempo della vita, dall’infanzia alla vecchiaia, anch’esso “variabile” e spesso “sorprendente”.

Un viaggio tra musica, letteratura e meteorologia fatto di musica e delle parole di scrittori come Francesco Piccolo, Andrea Camilleri, Stefano Benni, John Niven e altri ancora per narrare dei passaggi fondamentali dell’esistenza e del tempo atmosferico.

Organizzato dall’Amministrazione comunale, il concerto-lettura “Cambi di stagione” si terrà sabato 17 ottobre alle ore 20,30 presso la Biblioteca E. Bertuetti di Gavardo per un massimo di 45 posti. Per informazioni e per le prenotazioni telefonare al numero 0365.377462 oppure scrivere una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

E’ prevista la diretta facebook su Area 63 Gavardo.

 

Sabato 3 ottobre torna la Notte della Cultura, l’appuntamento annuale che mette in vetrina le istituzioni e le realtà che producono, organizzano e diffondono cultura a Brescia. Purtroppo, ma inevitabilmente, questa edizione 2020 sarà in forma ridotta: la necessità di garantire sicurezza ai cittadini, agli artisti e agli operatori del settore impone di evitare assembramenti e iniziative di piazza difficilmente controllabili. Inoltre, tanti operatori del comparto culturale ed artistico sono arrivati a questo inizio di stagione con il fiato corto, impegnati come sono stati nei mesi appena passati a curarsi le ferite del periodo del lockdown e impegnati oggi in un grande lavoro, spesso contro il tempo e le difficoltà di budget, per riprendere l’attività.

 

Ciò nonostante Notte della Cultura ci sarà, perché – e ce lo stanno dimostrando in questi giorni la ripresa dei cartelloni teatrali, delle rassegne concertistiche, delle mostre, di Librixia e di molto altro - Brescia è una città di arte e cultura, straordinariamente vivace e creativa. Dunque formula ridotta, diciamo pure meno scoppiettante, ma non per questo meno priva di interesse e di contenuti.

 

Aperture straordinaria fino alle 23.00, con ingresso gratuito:

 

  • Museo di Santa Giulia e mostra Juan Navarro Baldeweg. Architettura, pittura, scultura in un campo di energia e processo e mostra Raffaello. L’invenzione del divino pittore (via Musei 81; info: 030.2977833-34)
  • Pinacoteca Tosio Martinengo (piazza Moretto; info 030.2977833-34)
  • Museo Diocesano e installazioni Meccaniche della Meraviglia | Giulio De Mitri – Arthur Duff – Filippo Centenari (via Gasparo da Salò 13)
  • Mostra I giovani sotto il fascismo. Il progetto educativo di un dittatore (Palazzo Martinengo, via Musei 30)
  • Mostra Motusorbitas | Alessandro Zambelli (Carme, via delle Battaglie 61)
  • Mostra I can’t see beyond these fucking clouds | Alessio Barchitta (Bunkervik, via Odorici 6) – aperta fino alle ore 22.00
  • Mostra Meccaniche della Meraviglia | Paolo Iacchetti (MoCa, via Moretto)
  • Mostra fotografica 1980-2020. Quarant’anni di cronaca bresciana (Macof, presso MoCa, via Moretto)

 

 

 

Eventi speciali (ingresso gratuito previa prenotazione o fino a esaurimento dei posti disponibili)

 

˗          ore 18.30 inaugurazione mostra e presentazione catalogo 1980-2020. Quarant’anni di cronaca bresciana (Macof, presso MoCa, via Moretto)

 

˗          ore 18.30 finissage mostra I can’t see beyond these fucking clouds | Alessio Barchitta (Bunkervik)

 

˗          ore 19.00 visita guidata alla mostra Raffaello. L'invenzione del divino pittore (Museo di Santa Giulia)

 

˗          ore 19.15 | 20.00 | 20.45 narrazione teatrale VITE. Oratorio laico in quattro atti liberamente tratto dall’Antologia di Spoon River di E.L. Masters, a cura di Accademia HVox (Museo di Santa Giulia; prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 3395831042)

 

˗          Dalle ore 20.00 la facciata della Pinacoteca si trasforma e si anima con il videomapping  InVece di Raffaello

 

˗          ore 20.45 l’Orchestra Giovanile di Brescia esegue Beethoven, Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 e Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 (Chiesa di San Giuseppe, via G. da Salò; info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

˗          ore 21.00 visita guidata alla mostra Juan Navarro Baldeweg. Architettura, pittura, scultura In un campo di energia e processo (Museo di Santa Giulia)

 

˗          ore 21.30 e 22 Eleuteria + Motusorbitas: un omaggio per voce e violoncello

 

Occasione speciale, quella di sabato sera alle 19.30 e alle 20.30, anche per visitare l’antica dimora del conte Paolo Tosio, oggi sede dell’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti, che ospita in queste settimane una sezione sia della mostra “Raffaello. L’invenzione del divino pittore”, sia di  “Meccaniche della Meraviglia, con opere di Giovanni Oberti (info e prenotazioni: 030.41006 e www.ateneo.brescia.it).

 

Notte della Cultura è un progetto del Comune di Brescia, che vive grazie alle attività delle realtà culturali cittadine e del territorio e grazie alla partecipazione del pubblico. Proprio al pubblico rivolgiamo l’invito a un comportamento attento e responsabile, osservando le misure necessarie per la salute di tutti (mascherina, disinfezione delle mani, distanza).

 

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Ricostruire in scala 1:1 l’idrovolante di Francesco Agello che il 23 ottobre del 1934, partendo da Desenzano, stabilì il record mondiale assoluto di velocità dell’epoca: 711 km all’ora. È questo l’ambizioso progetto lanciato dal Comitato Idroscalo di Desenzano presieduta da Ermanno Tira, mentre il coordinamento tecnico del progetto è di Tiziano Todesco. Il maresciallo Francesco Agello stabilì il record assoluto di velocità con un Mc Macchi Castoldi 72 ed entrò nella leggenda dell’aviazione, portando Desenzano e il lago di Garda a una notorietà mondiale. L’esemplare del velivolo che stabilì il record, sia pure parzialmente rifatto, è tuttora conservato al museo dell’Aeronautica militare di Vigna della Valle, sul lago di Bracciano. Gli appassionati desenzanesi puntano a costruirne una copia, naturalmente priva di motore, e prevedono di lasciarla in deposito all’Aeronautica militare, negli stessi hangar tuttora esistenti e visibili lungo la passeggiata fra Desenzano e Rivoltella. Il costo è stimato in 70mila euro, i tempi di realizzazione previsti sono di 3 anni. Gli albergatori desenzanesi, presieduti da Marco Tolettini, hanno già dichiarato il proprio entusiastico appoggio all’iniziativa. La copia del bolide rosso e oro di Agello potrebbe diventare l’attrazione principale del Museo del reparto alta velocità che il Comitato Idroscalo spera di creare: se ne vedrà un assaggio nelle giornate del 23, 24, 25 ottobre, e 31 ottobre e 1 novembre, quando gli hangar dell’idroscalo saranno aperti al pubblico dal 6° stormo dell’Aeronautica Militare e sarà visibili il materiale storico che tanti collezionisti hanno raccolto in questi anni. Prenotazione obbligatoria su www.idroscalodesenzano.it

 

Odoardo Resti

 

 

Riprende oggi, dopo la pausa estiva, la nostra collaborazione con Giuseppe Merlo, storico dell’arte dell’Archivio di Stato di Brescia. Torna in grande spolvero, è il caso di dire...

 

C’è chi vi cerca risposte (John Fante). Per Santa Romana Chiesa è il termine delle nostre terrene vanità: “Pulvis es et pulverem reverteris”. I vincitori la servono in soffocanti dosi ai vinti. Molti la combattono a suon di stracci, piumini, aspiratori; altri la guardano rassegnati posarsi, giorno dopo giorno, sulle cose sui pensieri.

Alla domanda dove regni la polvere molti, ne sono sicuro, prontamente risponderebbero negli archivi. È vero: gli archivi sono essi stessi polvere delle trascorse vanità; ma è certo che negli archivi la polvere si smuove, si combatte, si “studia”, si trasforma, non sempre con successo poiché è operazione ardua che richiede doti non comuni, in polvere d’oro, in storia viva.

Qual è dunque il regno della polvere: quella dannosa, nebbiosa che opacizzi i pensieri? Nelle apparentemente linde stanze degli assessorati alla cultura, nelle splendenti e colorate sale di musei: siano esse deserte o accalcate di folla nella quale brillantissimi direttori si affannano a tinteggiare pareti, rinnovare, con esiti tra il devastante e l’esilarante, gli allestimenti. In esposizioni che hanno il solo merito di spostare opere da una sede all’altra (forse per spolverare). Nella saccente vanità di storici dell’arte, professori, conoscitori, nell’arrogante pretesa di cultori di storia locale vi è più polvere che negli archivi del mondo; essendo la vanità la più caduca e la più pericolosa delle polveri, assai più dannosa di quella da sparo.

Polverose considerazioni, sgorgate al rientro dopo un periodo di riposo. Un saluto da Brescia,

Giuseppe Merlo 

Avere 130 anni e non dimostrarli. Accade alla Società Canottieri Garda Salò nata nel 1891 che l’anno prossimo compie appunto 130 anni. Per festeggiare il prestigioso compleanno è nato il libro “Canottieri Garda Salò. Un paese sull’acqua” (Grafo edizioni) scritto dal giornalista Camillo Facchini. Un viaggio divertente e sorprendente nella storia di un gruppo sportivo che oggi gestisce porto e polo sportivo salodiani ma che è nato per organizzare gare fra barcaioli e dilettanti “seguite da luminarie e serenate”. Nel 1907 fra le discipline della Canottieri entra anche il nuoto, nel 1965 la vela. Il libro di Facchini ricorda anche il debito di riconoscenza della Canottieri verso Gabriele d’Annunzio che le diede il motto “Arripe remos” (impugna i remi), tenne a battesimo le gare di voga, gli “Agonali del remo”, e infine donò la raffinatissima “Coppa del liutaio” oggi conservata al MuSa di Salò. Una storia, dunque, in cui lo sport si lega alla cultura, al costume, alle mode del tempo e alle trasformazioni di Salò.

 

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