Cultura

Il teatro di Sopraponte sarà la sede di una stagione innovativa a cominciare da domenica 31 ottobre, con uno spettacolo per famiglie dedicato ad Halloween. Prenotazione e green pass obbligatori.

 

Un'intera stagione dedicata al musical sarà la protagonista delle iniziative che verranno proposte dall'amministrazione comunale di Gavardo al Teatro di Sopraponte, in collaborazione con Artpoint Academy, scuola di musica, danza e recitazione. E’ dal suo insediamento nel 2019 che l’amministrazione era alla ricerca di una realtà che facesse rivivere il teatro dopo alcuni anni di decadenza. 

Negli scorsi mesi il contatto con il team di Artpoint Academy ha portato alla realizzazione di un cartellone di iniziative che si svolgeranno tra ottobre e maggio per concludersi a giugno 2022 in piazza Marconi. Una collaborazione che ha portato ad un percorso nuovo per entrambe le realtà, per il teatro di Sopraponte ma anche per la stessa Artpoint Academy che per la prima volta organizza una intera stagione. 

La collaborazione dell’amministrazione comunale con Artpoint Academy non è nuova. Già nel Natale 2019 sempre il Teatro di Sopraponte aveva ospitato un musical natalizio mentre è stata Piazza Marconi, a settembre 2021, il luogo scelto per proporre ai gavardesi, e non solo, “It’s time to musical”, il musical della ripartenza dopo il lockdown che ha avuto una replica per l’alto numero degli iscritti. 

Il primo appuntamento sarà domenica 31 ottobre con lo spettacolo per famiglie HALLOWEEN ADDAMS SHOW in due orari, alle ore 18 e alle ore 20,30. 

Sabato 18 dicembre alle ore 20,30 e domenica 19 dicembre alle ore 18 e alle ore 20,30 sarà la volta di POLAR EXPRESS e A CHRISTMAS CAROL. In occasione di S. Valentino, domenica 13 febbraio alle ore 18, sarà la volta di LOVE ON STAGE, l’ArtPoint Talent Show con esibizioni di teatro, danza e canto. Lo spettacolo per famiglie Once upon a time….THE JUNGLE BOOK e CINDERELLA SUPERSTAR verrà presentato sabato 28 maggio alle ore 20,30 e domenica 29 maggio alle ore 18 e alle ore 20,30. La stagione si concluderà in estate con YOU CAN’T STOP THE BEAT! Ancora in piazza Marconi (in caso di maltempo sempre in teatro) alle ore 21. 

Per informazioni e prenotazioni referente è la Biblioteca civica “E. Bertuetti” al numero telefonico 0365.377462, oppure alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. In alternativa, si può prenotare tramite il link di Eventbrite relativo al singolo evento.

La Fondazione Ugo Da Como di Lonato del Garda, con l’Associazione di volontari Amici della Fondazione Ugo Da Como e il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune organizza in ottobre una serie di 4 incontri pubblici dedicati al “tesoro” che il Senatore ha voluto regalare alla bellissima cittadina dell’entroterra gardesano.

 

Il ruolo dei volontari per valorizzare il Tesoro che Ugo Da Como ha destinato a Lonato del Garda.

Con questi appuntamenti, il Presidente della Fondazione Ugo Da Como, Professor Antonio Porteri, e la Presidente dell’Associazione Amici della Fondazione, Dottoressa Paola Facchi, intendono offrire alla cittadinanza e agli appassionati di storia ed arte un’occasione in più per valorizzare l’Istituzione lonatese e per conoscere il prezioso lavoro svolto dal gruppo di volontari, il cui impegno permette l’apertura di una vera e propria “cittadella di cultura”, piena di meraviglie da scoprire.

 

Sin dalla sua apertura al pubblico, sono stati infatti proprio i volontari a consentire le visite allo straordinario complesso monumentale della Fondazione Ugo Da Como, comprendente la Rocca, la Casa Museo del Podestà, la Biblioteca e i Fondi archivistici, che rendono eccezionale l’offerta turistica di Lonato del Garda, richiamando numerosi visitatori e studiosi d’arte e storia. Si tratta di un gruppo di cittadini attivi, disposti a regalare il proprio tempo per aprire la Rocca, seguire le attività didattiche rivolte alle scuole, accompagnare i visitatori nelle coinvolgenti stanze della Casa Museo del Senatore per scoprire così la vita di chi le abitava.

 

Il lavoro fatto e da fare è molto, anche in considerazione dei molti progetti per il futuro, e per questa ragione la Fondazione Ugo Da Como rivolge ai cittadini di Lonato del Garda l’appello a farsi loro stessi promotori di uno dei luoghi culturali più attivi e affascianti del territorio bresciano, visitato ogni anno da circa 80.000 presenze.

Quattro conversazioni pubbliche dedicate alla Fondazione Ugo Da Como:

Intitolata “Il Tesoro di Lonato”, la serie di 4 conversazioni pubbliche dedicate alla Fondazione Ugo Da Como (che alla morte del Senatore, avvenuta nel 1941, ne ha ricevuto l’intero patrimonio) si terrà nella Sala degli Specchi della Biblioteca civica di Lonato del Garda, dalle ore 17 alle ore 18. 

Questo il calendario:

9 ottobre: Stefano Lusardi & Loredana Rocca

Come è nata la Fondazione

16 ottobre: Roberta Valbusa & Riccardo Reffatto

Il tesoro del Senatore

23 ottobre: Sergio Onger & Lorenzo Danesi

Ugo Da Como politico ed intellettuale

30 ottobre: Giovanna Nocivelli & Viviana Zieger,

I nuovi progetti della Fondazione Ugo Da Como

 

Per info e prenotazioni: Tel. 030 9130060 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.roccadilonato.it    

 

L'amministrazione comunale ha organizzato quattro serate di riflessione sul passato recente, per rielaborarlo insieme a un esperto. Il primo appuntamento è questa sera, 22 settembre, alle 21 presso la sala polivalente della Cultura (piazza Sandro Pertini).

 

La pandemia ha segnato la nostra quotidianità non solo nella vita pratica, ma soprattutto nella profondità del nostro vivere e delle nostre relazioni: si è trattato di un vero e proprio trauma collettivo e come tale va elaborato. Guardare al futuro con ottimismo e pensare a quali percorsi intraprendere per non disperdere il nostro vissuto è fondamentale, perciò la comunità di Paitone intende farlo grazie all'aiuto di un esperto, il dott. Alberto Latorre.

Nelle quattro serate in sua compagnia verranno proposti contenuti multimediali ed "esperimenti di filosofia e psicologia sociale" per ripensare al passato recente, così da potersi rivolgere al futuro con maggior serenità. Il programma proposto si serve di contenuti culturali per agganciare il quotidiano e le esperienze personali di ognuno.

Mercoledì 22 settembre alle 21 la riflessione avrà come tema "Per andare dove dobbiamo andare" e si propone di gestire l'incertezza del futuro e dell'ignoto tra Totò, Peppino e Heidegger.

Gli incontri successivi, tutti di mercoledì e tutti alle 21, si svolgeranno con il seguente calendario: mercoledì 29 settembre "Un mondo di noi", con un focus sui luoghi dell'emergenza, tra economia, sanità e scuola in un mondo "malato"; mercoledì 6 ottobre "Fagioli, lenticchie o piselli?" si concentrerà sugli errori di ragionamento che bloccano il dialogo; mercoledì 13 ottobre "Uscire a riveder le stelle" sarà il racconto di come l'umanità del passato è riuscita a superare l'inferno di epidemie, carestie e guerre.

 

I libri arrivano in bicicletta. Siamo a Gavardo e questo è uno degli ultimi servizi messi in atto dalla biblioteca comunale Eugenio Bertuetti. I libri richiesti possono arrivare direttamente a casa sulla due ruote. Per ogni informazioni rivolgersi direttamente alla biblioteca di Gavardo. E questo è questa una delle tante opportunità che in questi ultimi anni la biblioteca di Gavardo ha messo a disposizione degli utenti. Si aggiunge al grande impegno garantito durante il periodo dei lockdown.

Il cinema in purezza, distillato quanto basta in botti immaginifiche ricolme di fantasia e creatività, speranza e impegno sociale: di nuovo in presenza dopo la transizione “obbligata” allo streaming del 2020, con il buio e il silenzio in sala ad accompagnare le proiezioni su maxi-schermo, come ai vecchi tempi, come dovrebbe essere sempre. E' questa l'essenza della terza edizione del Desenzano Film Festival, il festival internazionale dei cortometraggi che torna a riempire i tempi della cultura sul lago di Garda, con una due giorni in programma sabato 9 e domenica 10 ottobre negli spazi dello storico Teatro Alberti, ricavato dalla chiesa sconsacrata di Santa Maria de Senioribus, a due passi dalle piazze e dal lungolago.

I numeri del Desenzano Film Festival

Per la terza edizione del concorso sono arrivati più di 1.000 corti da tutto il mondo, da 67 Paesi e da (quasi) tutti i continenti: tra questi ne sono stati selezionati esattamente 22, suddivisi a loro volta nelle cinque sezioni del Festival (Animazione, Cinema, Documentaria Cinema Lombardia e Sperimentale) e da cui la giuria sarà chiamata a consacrare non solo i migliori per ciascuna categoria, ma anche la miglior Regia, Sceneggiatura, Interpretazione, Montaggio e Fotografia. Oltre al meritato premio popolare, il premio del pubblico, e un primo premio in denaro da 1.000 euro.

I corti selezionati arrivano dall'Italia (in tutto sono 5: da Brescia e provincia, Milano, Bari e Salerno), da Francia e Belgio (2 a testa, più un quinto in coproduzione) e ancora da Austria, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Australia, Cina e Corea del Sud.

 

La giuria di qualità

La giuria nel frattempo si amplia ancora. Saranno come nascosti tra il pubblico, ma riconoscibili dallo sguardo attento, pronti ad osservare e giudicare, forti della loro esperienza nel settore: nel ricco elenco non mancano i registi Franco Piavoli e Giancarlo Soldi, il produttore Gianfilippo Pedote, la direttrice della fotografia Claudia Sicuranza e la direttrice artistica del Filmfestival del Garda Veronica Maffizzoli.

 

Il programma del Festival

Non solo cinema, ovviamente: proiezioni al via dalle 15, ma tra sabato e domenica sono attesi incontri, dibattiti, momenti di confronto. Da non perdere le presentazioni di “EKI Magazine”, rivista cinematofotografica alla prima uscita pubblica, e de “Il cinema, l'acqua e il gatto”, ovvero “il cinema secondo natura” di Franco Piavoli. Il programma prevede anche esibizioni musicali live, degustazioni a cura di Cantine Turina, con la partecipazione dei sommelier Elen Ghenzeri e Antonio Rinetti, apericena e tanta, tantissima socialità.

 

Al Teatro Alberti (Via Santa Maria 49, Desenzano del Garda) l'accesso in sala è previsto dalle 15: l'ingresso giornaliero costa 7 euro, con la proiezione di tutti i corti della giornata; l'ingresso per entrambe le giornate costa 10 euro, con la proiezione di tutti i corti del Festival; infine l'accesso alle due giornate più l'apericena di sabato costa 25 euro. Obbligatorio il Green Pass.

 

Le parole di chi se ne intende

“Il Festival ha sempre avuto due obiettivi – spiega il direttore artistico Matteo Delai – Portare al pubblico del lago opere cinematografiche difficilmente reperibili e creare una rete di connessioni per artisti che vogliono esprimersi nel Cinema. Il Festival cresce ogni anno, piano ma con forza. Persone mi chiamano, interessate all'evento, e mi chiedono se possono aiutare. Abbiamo tirocinanti dall'Università di Parma, aspiranti registi, scenografi, e tanti volontari che si uniscono rendendo possibile il Festival: Grazie a Alice Zaniboni, Anna Kozyrina, Carol Cogo, Giovanna Delai, Sara Jaffal, Riccardo Gatta, Tidiane Cisse, Serena Delai, Silvia Busato, Tania Alberini, Luka Lalevic e molti altri. L'idea di creare una rete di connessioni di gente appassionata di cinema si sta concretizzando. Tornare in sala, poi, è un'emozione fortissima. Riportare le opere in un dialogo con un pubblico ci riempie di gioia. Tema centrale del Desenzano Film Festival è sempre stato l'essere umano, in tensione tra le difficoltà sociali-relazionali e le proprie profondità emotive. Con il lockdown le persone hanno avuto tempo e spazio per poter rientrare in contatto con se stesse, con i loro ritmi interiori. La società è poi ripartita, e noi con esse, ma credo con una consapevolezza che prima era forse andata perduta tra i ritmi frenetici che stavamo vivendo”.

 

La locandina è da vedere, anche quest'anno, a firma ancora una volta dell’artista Alice Zaniboni. “L'illustrazione ritrae ciò che ho provato in un luogo incantato – dice – C'era benessere, magia e gioia, ma appena andata via è svanito il tutto e mi sono scontrata con la realtà. E' rimasto un ricordo statico di quel bisogno di tornare indietro, anzi bisogno di riconnettersi alla natura: necessario, dopo questo periodo storico”.

Infine spazio agli sponsor, che rendono possibile tutto questo: le citate Cantine Turina, Cerini Hotel Lago di Garda, Andrea Dottesi Photo Design e Ghirardi Marmi, che cura tra l'altro la realizzazione dei premi. Non da meno lo sponsor istituzionale, il Comune di Desenzano che rinnova la sua partecipazione sia con il patrocinio che con un sostegno economico: “Mi è mancato tanto il Desenzano Film Festival in presenza – commenta l'assessore alla Cultura Francesca Cerini – e lo dico sinceramente, perché appena mi è stato nominato mi sono ricordata del 2019 e di quella bellissima prima edizione, che si va a ripetere e rinnovare quest'anno. Questa rassegna mi affascina perché è diversa, non è banale, dà spazio a un genere cinematografico che rappresenta la cura del dettaglio e la dinamicità dei tempi moderni in cui viviamo. Che sia un grande Desenzano Film Festival: io ci sarà e spero di vedere tante persone al mio fianco, pronte a godersi lo spettacolo”.

Il Festival è come sempre organizzato dall'associazione culturale Sinergetica, nata nel 2014 da un gruppo di amici appassionati di cinema, arte e spettacolo.

 

“Spero che ci potremo intendere, se bene tu sia di Riva ed io di Pescara”, queste sono tra le prime parole scambiate tra Gabriele d’Annunzio e il suo architetto, Gian Carlo Maroni, giunto a Gardone Riviera per restaurare la villa Cargnacco, che il Comandante di Fiume aveva appena acquistato dallo Stato italiano e che diventerà il Vittoriale degli Italiani. È l’inizio di un sodalizio artistico che porta alla creazione di quella che d’Annunzio ribattezzò la Santa Fabbrica del Vittoriale, un cantiere perpetuo in continua evoluzione, grazie anche alla presenza di grandi artisti dell’epoca come Guido Cadorin, Napoleone Martinuzzi, Guido Marussig, Renato Brozzi, Arrigo Minerbi.

 

Nel 1921 d’Annunzio donò a Maroni una delle prime copie del Notturno appena stampato con una dedica quanto mai lungimirante: “all’ottimo combattente divenuto ottimo costruttore”.

 

All’“ottimo costruttore” viene dedicato e intitolato, proprio nell’anno del centenario, il Museo della Santa Fabbrica Gian Carlo Maroni, che ripercorre la sua vita e la sua attività nel cantiere della Santa Fabbrica e che verrà inaugurato sabato 18 settembre durante la giornata di festa “Lavorerai per abbelire la mia casa” al Vittoriale degli Italiani.

 

 

 

D’Annunzio, Maroni e tutti gli artisti che vi collaborarono prendono vita nelle sale del Casseretto - da “cassero”, cioè il nucleo centrale di una rocca medievale saldamente fortificato oppure nelle navi moderne il ponte centrale di comando - la residenza che l’architetto progettò e realizzò per se stesso, ristrutturando un rustico preesistente.

 

Maroni fu, in effetti, il comandante della Santa Fabbrica, soprattutto dopo la morte di d’Annunzio nel 1938, ma anche molto di più: fu segretario, arredatore, ambasciatore presso politici e personalità della cultura, vero e proprio factotum, confidente e soprattutto amico, un amico vero e leale che al Vate ha dedicato praticamente tutta la sua vita. Suggestivo, sprezzante, ironico è il fitto carteggio tra i due che, oltre a testimoniare giorno dopo giorno la ristrutturazione e la creazione del Vittoriale, restituisce tratti poco o per nulla conosciuti dell’architetto che sa interloquire con d’Annunzio fin dai primi anni.

“A Gian Carlo Maroni. Il Principe di Monte Ritroso, colpito da apoplessia geniale, boccheggia nell’inchiostro del suo vasto calamaio. Si spera di estrarlo e di nettarlo” (lettera del maggio 1924).

Oltre all’architettura del Vittoriale Maroni si è dedicato con particolare attenzione e dedizione anche alla valorizzazione – all’epoca non era così scontato come oggi – del paesaggio naturale e all’integrazione in esso di elementi architettonici, come la Regia Nave Puglia, l’incrociatore donato a d’Annunzio dall’ammiraglio Thaon de Revel. Impressionante fu per il tempo – e sorprende ancora oggi i visitatori – il progetto di rimontaggio del ponte di comando della Nave Puglia, con la prua rivolta verso l’Adriatico a ricordo del suo capitano Tommaso Gulli. L’operazione di sbancamento della collina e il successivo rimontaggio dei pezzi che giunsero in venti vagoni ferroviari fu coordinato da Maroni con l’ingegnere navale Silla Fortunato. Questo progetto si può senza dubbio annoverare tra i più arditi della Santa Fabbrica e della sovraintendenza Maroni.

 

Il Museo racconta e documenta la vita privata di Maroni, spesso definita “francescana” per la semplicità del modo di vivere, ma soprattutto il suo ruolo di architetto, di sovrintendente, di artefice, per usare un termine caro a d’Annunzio.  La casa apre al pubblico per la prima volta dopo la morte dell’architetto nel 1952. Dagli anni Ottanta, infatti, è stata la residenza dei Presidenti del Vittoriale: ora, nell’ambito del progetto chiamato Riconquista – che ha permesso l’apertura o la riapertura di numerose aree del Vittoriale e che ha visto in occasione del centenario ogni spazio restituito alla sua originaria bellezza e a disposizione dei visitatori - il Presidente Giordano Bruno Guerri ha deciso di adibirlo a museo permanente.

 

Ha dichiarato Giordano Bruno Guerri. “Mi sono sfrattato dal Casseretto, residenza dei Presidenti del Vittoriale, con grande dispiacere personale: raramente è dato di vivere in una casa così suggestiva e storicamente importante. Ma era giusto che anche questa strategica e bellissima parte del Vittoriale fosse messa a disposizione di tutti gli italiani e dei visitatori che vengono a trovarci da tutto il mondo. Era giusto, anche, onorare finalmente, nell’anno del centenario, lo straordinario artefice Gian Carlo Maroni, che al Vittoriale ha dedicato la vita, sacrificando la propria fama. L’Italia adesso dispone di un nuovo museo, inteso come luogo pulsante di vita, bellezza e studi. Ne siamo fieri.”

I materiali e i documenti che si potranno ammirare nel Museo della Santa Fabbrica Gian Carlo Maroni sono tutti inediti e provenienti da una collezione privata: una documentazione fotografica che comprende anche scatti inediti di d’Annunzio e Maroni al Casseretto; i libri di Maroni con le dediche del Comandante; i foulard in seta con i motti dannunziani più celebri; la cosiddetta “stoffa araldica” realizzata da Guido Marussig con lo stemma di Principe di Montenevoso; gli abiti di Gian Carlo Maroni e i suoi oggetti personali e di lavoro. E ancora, i plastici di alcune opere progettate da Maroni, come il teatro all’aperto, il Mausoleo, Schifamondo, il tutto corredato da un apparato iconografico in grande parte mai visto.

 

Vita privata e vita di cantiere si sono sempre alternati nell’esistenza di Maroni e oggi il visitatore può finalmente conoscere questo personaggio rimasto sempre nell’ombra nel suo “francescano” Casseretto, che era però il luogo della fattività della Santa Fabbrica, il luogo della produzione delle idee e della loro realizzazione.

Il Museo offre anche una sala denominata “de vivis lapidibus”, che ospiterà piccole mostre temporanee e, in occasione dell’apertura del Museo, è dedicata ai ritratti di Gian Carlo Maroni.

 

 

 

Il 2021 vede la significativa coincidenza di due ricorrenze fondamentali per la storia della letteratura italiana: il settimo centenario della morte di Dante Alighieri, e il primo centenario della costituzione del Vittoriale degli Italiani. Due anniversari che si intersecano proprio sul terreno comune della letteratura e della lingua italiana: Dante fu il poeta in assoluto prediletto da d’Annunzio. D’Annunzio lesse e rilesse per tutta la vita l’opera dantesca - di cui conosceva a memoria molti versi - citò ed echeggiò l’Alighieri maggiore e minore come nessun altro auctor, e gli riservò un posto eminente nella sua biblioteca, negli arredi e nei motti del Vittoriale.

Di fronte a una coincidenza così unica e felice, quindi, il Vittoriale ha deciso di dedicare una giornata di studio al rapporto tra i due sommi scrittori, rivolta tanto a studiosi e specialisti quanto a studenti e docenti delle scuole superiori, secondo la riuscita formula già adottata nel convegno gardonese del 2018 per il bimillenario di Ovidio (i cui atti sono raccolti nel volume Da Ovidio a d’Annunzio pubblicato dall’ed. Silvana). 

Il convegno si svolgerà nell’Auditorium del Vittoriale degli Italiani sabato 16 ottobre dalle 9.00 alle 13.30 e, dopo l’intervento introduttivo del Presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri, ospiterà gli approfondimenti di:

Pietro Gibellini (Università Ca’ Foscari, Venezia), che condurrà gli ascoltatori attorno al tema “La Laude di Dante e Dante nelle Laudi”;

Donato Pirovano (Università di Torino), che interverrà sulla “Francesca da Rimini da Dante a D’Annunzio”; Elena Maiolini (Università Ca’ Foscari, Venezia), che approfondirà la “Vicenda elaborativa e fortuna scenica della Francesca”;

Laura Melosi (Università di Macerata), che indagherà il “D’Annunzio editore e interprete della Commedia”;

Valerio Terraioli (Università di Verona) su “L’icona dantesca nella fabbrica del Vittoriale”;

Elena Ledda (Centro Nazionale di Studi Dannunziani) esperta de “La biblioteca dantesca di d’Annunzio”;

Benedetto Gugliotta (Biblioteca Classense di Ravenna) sulla presenza di “D’Annunzio nelle collezioni dantesche di Ravenna”.

La giornata e le diverse lectio saranno arricchite da letture di testi dannunziani a opera di Bruno Noris.

 

Ingresso libero con obbligo di prenotazione, aperta sul sito del Vittoriale al link: https://eventi.vittoriale.it/evento/dannunzio-e-dante/

 

Sarà possibile seguire il convegno anche online in diretta streaming, per maggiori informazioni e per richiedere l’accesso scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per accedere al Vittoriale è necessario esibire il Green-Pass.

 

 

 

 

 

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La veggente Semiramide, a quasi sessant'anni dalla scomparsa, fa ritorno idealmente nel suo paese. Sarà presentato infatti a Sarezzo - giovedì 7 ottobre, alle 20.30 presso la Biblioteca comunale del Bailo, in via Bailo 47 – il libro “Semiramide. Una veggente nel Novecento italiano da Mussolini a Nilla Pizzi”. L’autore, il giornalista e scrittore Massimo Tedeschi, dialogherà con l’assessore alla Cultura del Comune di Sarezzo, Luigi Paonessa.

Elisa Semiramide Gazzo (1907-1962) fu una veggente famosa e celebrata in tutta Italia nel corso del Novecento. Aveva lo studio di grafologia e chiromanzia in via Aleardi, in città, ma visse gli ultimi quindici anni della sua vita a Sarezzo, nella Villa Usignolo che venne frequentata da personalità della cultura e del mondo politico. Su di lei fiorirono in paese fosche leggende. La biografia scritta da Massimo Tedeschi, sulla base di una ineccepibile documentazione, tratteggia una figura singolare, che si trovò a predire il futuro a Benito Mussolini, Claretta Petacci, Italo Balbo, alla vedova D’Annunzio e a decine di personalità, note e meno note. Ammirata durante il Ventennio, seppe reinventarsi nel dopoguerra usando con abilità i media più popolari dell’epoca: riviste, giornali, radio e persino televisione. Per partecipare alla serata è necessario prenotarsi telefonando allo 030-8936280 oppure via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Odoardo Resti

 

 

Martedì 21 settembre alle 20:30, presso il salone Pio XI, sarà presentato il nuovo libro di Maurizio Abastanotti, edito da Liberedizioni. Prenotazione obbligatoria per partecipare in presenza, ma possibilità di assistere in diretta anche sulle pagine Facebook Area 63 Gavardo e Davide Comaglio Sindaco.

 

Oltre la porta spalancata della tabaccaia Mimì, si scorge in un angolo qualcosa che non dovrebbe esserci e che sembra perfino una mano: che ci sia qualcuno a terra? che sia successa una disgrazia? magari un delitto? La copertina di “Alfa senza filtro”, l’ultima fatica del gavardese Abastanotti, sembra evocare misteri inquietanti e suggerisce tinte gialle in una storia che in realtà diventa tante storie, avvincenti e intricate, spesso appannate da un velo di malinconia. Il tutto nel contesto bellico che talvolta scuote il paese di Vardacco, mentre altre volte resta sullo sfondo, facendo giungere solo un’eco affievolita della “grande” storia.

«Vardacco è la sua gente – scrive Marco Piccoli nella prefazione - impastata di vizi e virtù, immersa nel vivere di relazioni che sono il dolce e l’amaro, la luce e l’ombra, colorano riti quotidiani, popolano i giorni al sole così come abitano intimi segreti che vagano inevitabilmente di bocca in bocca». A questa gente, 'casualmente' tanto simile ai compaesani dell'autore, non verranno risparmiati dolori e crudeltà, ma sarà proprio quella stessa generazione ad assaporare il coraggio della ribellione e il privilegio di poter costruire un futuro diverso.

Nel corso della serata Abastanotti dialogherà con Marcello Zane, editore del volume, mentre le letture saranno affidate ad Andrea Giustacchini. Mauro Faccioli curerà le musiche. Chiara Abastanotti, con i suoi disegni dal vivo, potrà sottolineare con originalità i passaggi salienti della presentazione.

La prenotazione è obbligatoria contattando l’Ufficio Cultura presso la biblioteca, al numero 0365.377462, o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Giovanna Gamba

 

Martedì 12 ottobre alle 20:30, nella sala Bruni Conter, il Museo archeologico della Valle Sabbia ospiterà il terzo ed ultimo appuntamento della rassegna di incontri con l’autore “Rivivere il passato è un piacere. Il dialetto, il fumetto, la narrazione”. Ingresso gratuito, con green pass.

 

Amelia Dusi presenterà il suo volume “Tracce per l’antichità. Dalla Preistoria all’alto Medioevo sul Garda Occidentale” e dialogherà con lei Marcello Zane, giornalista e presidente della Fondazione “Piero Simoni”. Il libro, curato dall’associazione di studi storici Carlo Brusa, costituisce un ampio e documentato excursus su quanto ancora oggi si conserva in musei, collezioni, ville romane e località del Garda bresciano.

 

Attraverso una narrazione semplice ma completa, con pagine riccamente illustrate e mappe, l'autrice propone una raccolta di annotazioni riguardanti i più significativi siti archeologici benacensi, allo scopo di offrire una lettura inconsueta di questo territorio.

La ricerca archeologica, iniziata nella seconda metà dell’800 con G. Orti Manara, G. Rambotti e G.B. Marchesini e continuata fino ai nostri giorni, ha posto in luce aspetti diversi degli insediamenti umani sul Garda dal Mesolitico all’XI secolo. Amelia Dusi, da “profana curiosa” delle società antiche, ha evidenziato alcuni momenti di tale ricerca, con l’intento di invogliare il lettore a tracciare un suo personale itinerario. 

L’ingresso alla serata è gratuito, ma riservato ai possessori di Green pass; è consigliata la prenotazione, da effettuarsi via mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Giunge al termine la rassegna “La Divina Emozione. Incontri”, la serie di appuntamenti inserita nel contesto del progetto Sirmione-Callas 21/23 che ha saputo stupire e affascinare cittadini e turisti con un’importante serie di appuntamenti in vista dei festeggiamenti per i 100 anni dalla nascita della “Divina” Maria Callas. Dopo Danilo Rossi, prima Viola del Teatro Alla Scala di Milano, lo scrittore Michele Smargiassi e il giornalista Alberto Mattioli, è ora la volta di Franca Grisoni e di Ferdinando Scianna.

 

A chiudere la rassegna Ferdinando Scianna, il primo fotografo italiano ad entrare a far parte della prestigiosa agenzia fotografica Magnum Photos International, protagonista fino al 31 ottobre a Sirmione con la mostra allestita a Palazzo Callas a dedicata a Maria Callas e al Giappone di Giacomo Puccini intitolata “La Divina Emozione. Atto Primo. Maria Callas è Madama Butterfly”.

“Ho come l’impressione che ormai mi interessi più immaginare che vedere il risultato finale. Se continuo a progettare mi sembra di essere vivo. Il futuro diventa alla mia età sempre più ipotetico. Finora l’epidemia mi ha risparmiato, ma l’età e qualche nuova seccatura di salute continuano a estendere il territorio della fatica e delle impotenze. Ho avuto una vita molto interessante e fortunata, oso pensare persino meravigliosa.” così Ferdinando Scianna.

Durante l’incotro Scianna presenterà “Autoritratto di un fotografo”, la nuova edizione della sua autobiografia, aggiornata con il racconto degli ultimi dieci anni di vita e di lavoro.Scianna è sempre stato “un fotografo che scrive”, un autore prolifico di tanti volumi fotografici che ha scelto di coniugare in un’unica sintassi l’espressione verbale e quella visuale. Ed è proprio quello che emerge in questa affascinante autobiografia, corredata dalle più celebri immagini dell’autore, un grande protagonista della fotografia italiana e internazionale, vincitore del prestigioso premio Nadar nel 1966 per il libro Feste religiose in Sicilia (con i testi di Leonardo Sciascia).
“Autoritratto di un fotografo” è il racconto in prima persona dell’avventura fotografica di Ferdinando Scianna: le origini e la vita, i pensieri e le tecniche, cinquant’anni di carriera.

Nel tempo le sue fotografie hanno mantenuto come caratteristiche i grandi contrasti, con l’immagine che si crea intorno all’ombra – fonte di ispirazione assoluta - e il gusto per il racconto del mondo, della vita, delle persone: Scianna fotografa per conoscere e per conoscersi, per conservare una traccia.

IN SINTESI

> Martedì 5 Ottobre 2021 ore 21:00, Palazzo Callas Exhibitions, sala Catullo

Autoritratto di un fotografo

Ferdinando Scianna, il primo fotografo italiano a fare parte della prestigiosa agenzia fotografica Magnum Photos International e fotoreporter, presenta il suo libro.

Conduce la serata Camilla Lavazza.

Per tutti gli incontri è necessaria la prenotazione su www.sirmionebs.it. Richiesto il Green Pass.

Le platee saranno gestite osservando le norme di sicurezza anti covid.

 

 

 

Il 21 settembre 2021 alle ore 12 scade il termine per presentare le candidature per il laboratorio di drammaturgia Cantiere Generazione organizzato dal Centro Teatrale Bresciano e affidato a Fabrizio Sinisi.

Un’occasione di formazione gratuita per giovani autrici e autori teatrali che avranno la possibilità di lavorare su alcuni dei capolavori di Fëdor Dostoevskij. Bando e modalità di partecipazione su www.centroteatralebresciano.it

 

Il 21 settembre 2021 alle ore 12 scade il termine per presentare le candidature per partecipare a Cantiere Generazione, il laboratorio di drammaturgia organizzato dal Centro Teatrale Bresciano e affidato a Fabrizio Sinisi – artista residente del CTB e autore tra i più interessanti e rappresentati della scena italiana – intorno ad alcuni romanzi fondamentali di Fëdor Dostoevskij in occasione del secondo centenario dalla nascita.

 

Destinato a formare e iniziare giovani autrici e autori teatrali agli strumenti e alle modalità della scrittura scenica, il laboratorio vede l’edizione 2021 come primo momento di un percorso formativo e laboratoriale collettivo che proseguirà articolandosi nel corso del triennio 2022-2024.

 

Il laboratorio affiancherà i partecipanti nella ricerca di un loro specifico linguaggio teatrale, aiutandoli a sviluppare una forma artistica con cui leggere, interpretare e “dare voce al mondo”. Rivolgendo un’attenzione particolare a Demoni e a I fratelli Karamazov, il laboratorio si propone di offrire uno spazio di sperimentazione che abbia come suo focus l’idea di “generazione”: dialogo dei figli coi padri e col futuro, ma anche idea stessa del generare, del costruire vita in un mondo sempre più enigmatico. Isolando capitoli e sezioni dalla vasta opera di Dostoevskij, i partecipanti avranno l’opportunità di riscrivere “dal basso” alcuni capitoli dello scrittore russo, trasformandoli in tavoli di verifica del nostro tempo, osservatori privilegiati per ritrarre la generazione presente, con lo scopo di elaborare un affresco generazionale variegato e complesso.

 

Dal laboratorio di drammaturgia nascerà poi una scrittura originale firmata da Fabrizio Sinisi che verrà allestita dal CTB e che funzionerà da prologo al più vasto progetto triennale, culmine del progetto. Un testo del tutto nuovo e originale, ma che affonderà in un lavoro lungo e stratificato perpetrato attraverso lo studio comune e l’osservazione, nello sforzo – immaginato da Sinisi – di raccogliere la comunità non (solo) intorno a uno spettacolo, ma a un’ipotesi di lavoro: cosa desidera, da cosa muove e verso quali direzioni opera la nuova generazione?

 

Il laboratorio è gratuito, ed è pensato e aperto a chiunque pratichi o desideri praticare in qualche forma la scrittura teatrale, che abbia un background attoriale, registico, coreutico o performativo.

 

Il laboratorio si svolgerà negli spazi del Teatro Mina Mezzadri di Brescia (Contrada Santa Chiara 50/A) e prevedrà due sessioni di lavoro, ciascuna composta da cinque giorni di incontro di gruppo intervallato da pause di lavoro individuale secondo il seguente calendario:

- dal 16 al 20 novembre 2021, dalle ore 13.00 alle 20.00;

- dal 18 al 22 maggio 2022, dalle ore 10.00 alle 17.00.

Il gruppo di lavoro sarà composto da dodici persone che verranno individuate e selezionate tramite invio del curriculum. Le candidature devono essere inviate entro le ore 12.00 del 21 settembre 2021 secondo la procedura richiesta dal bando consultabile sul sito www.centroteatralebresciano.it.

Info:

Centro Teatrale Bresciano

T. 030 2928617

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www.centroteatralebresciano.it

 

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