Società

Vent’anni ma non li dimostra. Costituita il 21 dicembre 2001 su impulso di Fondazione Cariplo, Fondazione della Comunità Bresciana desidera promuovere la filantropia e la cultura della donazione, ponendosi in ascolto e a servizio dell’intera collettività. Caratteristica peculiare della Fondazione è la capacità di servire qualsiasi fine di utilità sociale ritenuto rilevante per la comunità bresciana, sviluppando una visione globale delle necessità presenti nel territorio.

Accanto al tradizionale sostegno di progetti di utilità sociale, la Fondazione è impegnata nella creazione di nuove opportunità di sviluppo comunitario, attraverso l’attrazione di nuove risorse ed il coinvolgimento di enti pubblici, profit e non profit appartenenti sia al territorio bresciano che nazionale. 

Con questa mission ben impressa nelle azioni svolte, Fondazione della Comunità Bresciana si appresta a festeggiare il suo ventesimo anno di costituzione. E lo fa in grande stile, con una nuova sede in via Malta a Brescia, una nuova veste grafica, l’avvio di una nuova, grande azione a sostegno del territorio e il lancio di un concorso fotografico dedicato al tema della prossimità in omaggio alla Biennale della Prossimità, la cui quarta edizione verrà ospitata dalla città di Brescia nel corso del 2022 e che vede la Fondazione fra i membri del Comitato Organizzativo dell’evento. 

Con circa 15.000 progetti ricevuti in questi 20 anni, centinaia di realtà territoriali sostenute e una rete capillare e sempre più vasta di relazioni a beneficio del territorio, la Fondazione si appresta a varare altri imponenti progetti in particolare negli ambiti sociale e culturale. Nel primo caso attraverso il Fondo Povertà, che si occuperà di sostenere iniziative volte a contrastare la povertà nelle sue varie forme, a rimuovere le cause che creano la povertà nonché a ridurre, nel territorio di Brescia e provincia, le disuguaglianze che si sono acuite in particolar modo a seguito della pandemia. Nel secondo caso attraverso l’emanazione della Call to action: cultura, reti e territorio, che mira a implementare iniziative culturali e a creare reti diffuse su tutto il territorio in vista di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023.

La nuova sede sarà punto di incontro attivo e proattivo per tutte le realtà del terzo settore, con momenti di scambio di opinioni, progettazioni congiunte, tavoli di regia, incontri dedicati e molto altro. Dopo gli anni in via Gramsci, grazie all’ospitalità dell’Università degli Studi di Brescia, la Fondazione avrà una casa funzionale a quella passione di tessere reti territoriali che tanto la caratterizza e utilizzerà i nuovi spazi in ottica di accoglienza e inclusività. Nel mese di marzo si aprirà quindi un vero e proprio HUB per tutte le realtà del terzo settore, che accoglierà i bisogni del territorio e svilupperà nuove azioni in coprogettazione con altri enti animati dai medesimi intenti.

Il passo immediatamente successivo è stato quello di regalare una veste grafica nuova, che ispirasse accoglienza, solidarietà e prossimità. Da qui il nuovo logo, che con le sue linee morbide abbraccia idealmente tutta la cittadinanza.

Il concorso fotografico, invece, garantirà dei ricchi premi agli enti non profit individuati dai partecipanti, in ottica di propensione al dono e alla filantropia. Nelle due sezioni presenti sul regolamento del concorso (sezione senior e sezione giovani under 18) è infatti specificato che i quattro premi in palio verranno assegnati ad una realtà territoriale designata da chi partecipa e ci sarà un premio speciale Giovani per la classe dello/a studente/essa che si aggiudicherà tale traguardo e che consisterà in un’esperienza legata al mondo della fotografia. Il tema del concorso è “Prossimità e solidarietà: la cultura del dono come principio fondante di una comunità”, un tema non semplice da rendere, ma che sicuramente divertirà e metterà a dura prova le menti più creative.

 

Anche per il primo trimestre del 2022 è possibile effettuare prelievi per analisi a Bagolino e Ponte Caffaro. Ecco il calendario del SERVIZIO PRELIEVI a cura dell'Asst del Garda.

I prelievi si effettuano dalle ore 07,30 alle ore 09,00.

Calendario GENNAIO – FEBBRAIO - MARZO 2022

Martedì 4 Gennaio 2022 ambulatorio di Bagolino

Martedì 11 Gennaio 2022 ambulatorio di Ponte Caffaro

Martedì 18 Gennaio 2022 ambulatorio di Bagolino

Martedì 25 Gennaio 2022 ambulatorio di Ponte Caffaro

Martedì 01 Febbraio 2022 ambulatorio di Bagolino

Martedì 08 Febbraio 2022 ambulatorio di Ponte Caffaro

Martedì 15 Febbraio 2022 ambulatorio di Bagolino

Martedì 22 Febbraio 2022 ambulatorio di Ponte Caffaro

Martedì 01 Marzo 2022 ambulatorio di Bagolino

Martedì 08 Marzo 2022 ambulatorio di Ponte Caffaro

Martedì 15 Marzo 2022 ambulatorio di Bagolino

Martedì 22 Marzo 2022 ambulatorio di Ponte Caffaro

Martedì 29 Marzo 2022 ambulatorio di Bagolino

Il ritiro referti sarà possibile, indistintamente in entrambe le sedi, dalle 09,00 alle 09,30.

BAGOLINO - ambulatorio di Via Parrocchia 32 A.

PONTE CAFFARO - Via XI Febbraio (Casa Famiglia).

 

Fabrizio Galvagni e Gilberto Salvi di Vobarno sono gli ospiti della settimana su radio 51 in dialogo con Maria Paola Pasini e Marcello Mora. Con il professor Galvagni e il presidente del corpo bandistico di Vobarno parleremo di molte cose ma soprattutto di musica. Di rock e di Dante. Non sembri questa un'accoppiata strana. In realtà come scopriremo questa settimana il rock e il padre della poesia italiana hanno molto a che fare. Insieme vedremo anche la realtà del corpo bandistico musicale di Vobarno le sue iniziative e le sue attività. Non mancate, tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 8 e alle 12:30 vi aspettiamo.

 

Si è tenuto ieri in questura un tavolo di confronto fra il Questore e i rappresentanti delle imprese da ballo e di spettacolo bresciane. Al centro la legalità, il contrasto all'abusivismo e la sicurezza, soprattutto in questi tempi di emergenza sanitaria.

 

L’incontro, promosso dalla presidente della Commissione Territorio di Regione Lombardia Claudia Carzeri, è stato occasione di confronto fra il questore Giovanni Signer ed il presidente dell’associazione di categoria SILB-Fipe Domenico Zucchi, al fine di vagliare insieme alcune delle criticità emerse nel settore dello spettacolo e dell’intrattenimento negli ultimi anni, acuiti in questi tempi di pandemia.

“In seguito ad un confronto con le discoteche bresciane tenutosi nei giorni scorsi - sottolinea Carzeri - ho avuto modo di raccogliere alcune istanze sollecitatemi dagli operatori del settore: maggior contrasto all’abusivismo e supporto alle imprese, nonché la necessarietà di intervenire per garantire maggiore sicurezza. Per tale ragione, nell’incontro tenutosi in Questura, abbiamo avuto modo di aprire una collaborazione tra istituzioni e imprese, condividendo anche alcune linee di intervento, come l’implementazione del sistema di videosorveglianza. Auspico che questo sia solo l’inizio di una collaborazione reale e continuativa e non posso che ringraziare sentitamente il Questore per la disponibilità mostratami”.

“Mi unisco ai ringraziamenti - conclude Zucchi - e in qualità di rappresentante dell’associazione di categoria sono soddisfatto che si inizino a trattare le discoteche come delle imprese che generano posti di lavoro reali e non, come è spesso accaduto in passato e a volte ancora accade, dei luoghi di perdizione. I titolari di queste attività sono i primi a voler lavorare in sicurezza e garantire agli utenti un divertimento sano e sicuro, ove fare aggregazione e costruire reti di rapporti". 

L'associazione gardesana Legami Leali propone un corso di formazione di una giornata dedicato agli operatori del sociale. Due date: sabato 19 febbraio o sabato 26 marzo. Sede: casa della Legalità “Emanuele Riboli” di Manerba del Garda. Iscrizioni online.

 

L’esperienza di Legami Leali nel coinvolgimento delle comunità diventa un’opportunità formativa per imparare a usare l’amministrazione condivisa del bene comune. Il progetto lancia, per l’anno 2022, un corso formativo dedicato ai diversi attori del mondo sociale e focalizzato sui Patti di Collaborazione, strumento pratico dell’Amministrazione Condivisa del bene comune. Come attivarli e farne uno strumento di coesione tra i cittadini sarà oggetto del corso, della durata di una giornata e disponibile, attualmente, nelle date di sabato 19 febbraio e sabato 26 marzo.

L’amministrazione condivisa è un modello organizzativo innovativo, fondato sulla condivisione di risorse e responsabilità fra cittadini e fra cittadini ed amministrazioni: un modo di vivere ed amministrare le città che prende le mosse dal principio di sussidiarietà espresso dall’articolo 118 della Costituzione, per cui “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Valorizza la generazione di relazioni, idee, creatività, inclusione e coesione sociale, processi anche di natura economica, attraverso la costruzione di alleanze, spesso inedite oppure nate da situazioni di conflitto, in cui l’istituzione è dentro i processi di innovazione e cambiamento alla pari con tutti gli altri soggetti espressione della comunità.

Dal 2018 il progetto Legami Leali promuove questo modello nei Comuni del Distretto bresciano del Garda, maturando una notevole esperienza: in questi anni il progetto ha accompagnato ben 37 Patti di Collaborazione sul territorio, coinvolgendo 42 enti e oltre 300 cittadini in processi di amministrazione condivisa in collaborazione con una decina di amministrazioni gardesane. I patti hanno dato ai cittadini l’opportunità di prendersi cura in prima persone di strade, parchi pubblici e aree gioco, ma anche di attivare azioni di cura dei propri concittadini.

Inoltre, i Patti di Collaborazione si sono rivelati preziosi alleati delle comunità e delle amministrazioni chiamate a fare fronte comune durante l’emergenza Covid. Tra le iniziative attivate in modo collaborativo nei periodi di lockdown figurano, ad esempio, servizi di prestito a domicilio dei libri delle biblioteche e di compagnia telefonica per gli anziani soli; i cittadini attivi hanno attivato servizi di supporto alle azioni di vaccinazione della Protezione Civile Basso Garda, organizzato iniziative di solidarietà alimentare - dal recupero delle eccedenze alimentari dai negozi, alla spesa sospesa e ai pacchi alimentari – e attivato reti di sostegno intorno alle situazioni di fragilità.

L'esperienza sul campo viene ora convogliata in un corso dalla formula agile – una giornata nel fine settimana – e dal profilo molto operativo, per spiegare nel dettaglio cosa sono i Patti in un quadro normativo-giuridico e delineare passo dopo passo il percorso di amministrazione condivisa tra gli Enti locali e i privati cittadini. Le attività si articoleranno in una lezione frontale, anche con la partecipazione di esperti del settore, la case history di Legami Leali e un workshop atto alla realizzazione di un patto di collaborazione a cura dei partecipanti. I corsisti saranno accompagnati da formatori esperti, tra i quali spicca la partecipazione di Labsus, l’associazione che per prima ha elaborato e promosso lo strumento dell’Amministrazione Condivisa del bene comune, attivando processi partecipativi in tutta Italia.

Il percorso formativo, che ha un costo di 50 euro a persona, si rivolge agli attori presenti e futuri del sociale: assistenti sociali, operatori e volontari di realtà del Terzo Settore e del volontariato, studenti e docenti universitari, funzionari amministrativi della Pubblica Amministrazione. La location sarà la Casa della Legalità “Emanuele Riboli” di Manerba del Garda, bene confiscato alle mafie rigenerato dal progetto come polo formativo di comunità.

È possibile preiscriversi al corso compilando il seguente link: https://forms.gle/wemnKtCuhh7mFerN8. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria organizzativa al numero 334.6115916 (Cristina De Rossi). 

Con il nuovo anno torna il calendario che racconta la storia della valle, con i fatti che hanno segnato l’evoluzione valligiana e perticarola. Il lunario 2022 è stato realizzato, come sempre, dall'associazione "Riflessi di luce".
 
 
Un anno nuovo che guarda alla storia del passato, per conoscere meglio quel che siamo oggi: il calendario che l'associazione propone per il 2022 è un vero e proprio viaggio nelle radici valsabbine. Lo scorrere del tempo segna profondamente un territorio e il popolo che lo vive, condizionando la vita futura. Questo si vuole descrivere nelle dodici storie vere, scelte per rappresentare il nostro passato, prendendo spunto da altrettanti dipinti che impreziosiscono l’arte locale.
 
La narrazione propone alcuni eventi che hanno influenzato la quotidianità, sotto il profilo culturale, architettonico, sociale, economico, religioso. Nelle pagine si susseguono diversi filoni che compongono i tasselli della nostra società: le dominazioni dei secoli passati, da quella longobarda a quella della Repubblica Veneziana, con i relativi simboli e risvolti; fatti di cronaca, come pesti, carestie e morti; espressioni spirituali, artistiche, superstiziose; dimostrazioni di folclore e solidarietà; l’intraprendenza e l’eroica sussistenza del lavoro montano in stretto rapporto con la natura, dallo sfruttamento delle risorse alla lavorazione del minerale, al commercio di ferrarezze e panni, ma anche all’umile, faticosa attività rurale. Sono le tracce di una civiltà complessa, in equilibrio fra tradizione e innovazione, crisi e sviluppo, ricchezza e povertà, nello scenario della grande storia che si intreccia con le piccole storie quotidiane di tanti valsabbini del passato.
 
L'iniziativa vuole promuovere e sostenere il territorio, andando a finanziare obiettivi di tipo sociale. L’associazione “Riflessi di Luce” si occupa del riconoscimento e della salvaguardia della disabilità e della diversità come valore, sviluppando eventi culturali come spettacoli e mostre, con un occhio di riguardo nei confronti della storia e delle tradizioni del territorio in cui opera.
 
L’immersione nel mondo antico consente al lettore di scoprire interessanti curiosità, che possono essere anche un monito e un insegnamento per la sua esistenza. Nel lunario sono poi messe in evidenza anche le manifestazioni più rilevanti dei territori in questione, così da valorizzare le bellezze e l'impegno profuso dalle popolazioni dei nostri amati borghi. Per averlo basta comporre lo 0365.821292, scrivere un sms al numero 329.0777250 o inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Attenti al lupo! Battute a parte, anche il lupo, tra i grandi carnivori predatori insieme all’orso, ha fatto la sua comparsa in Vallesabbia e più precisamente tra il confine della Valle con l’Alto Garda. L’evidenza della presenza di almeno un esemplare di lupo ha avuto riscontro, nell’ultimo mese, da parte della Polizia Provinciale mediante il prelievo di reperti biologici ed anche attraverso le immagini immortalate dalle fototrappole. Il ritorno del predatore sulle montagne bresciane è fenomeno del tutto naturale e fa seguito alla ricolonizzazione  dell’arco alpino iniziata fin dagli anni 90 ad opera dei primi esemplari di lupo in risalita dall’Appennino. Le prime segnalazioni della presenza del lupo in territorio bresciano si sono avute nel 2014  cui ha fatto seguito la prima riproduzione con contestuale formazione di un primo branco presso il Passo del Tonale nel 2019.

"Considerando la grande capacità di dispersione della specie - commenta il Comandante della Polizia Provinciale Claudio Porretti - è del tutto naturale che, anche nella parte orientale della Provincia, siano giunte le prime segnalazioni di presenza del lupo e dei danni da predazione verso alcuni animali domestici. A tale fine la Polizia Provinciale, se allertata, provvede ad effettuare i sopralluoghi e le operazioni di rilievo ed accertamento per poter attivare le procedure regionali di risarcimento danni".

Si ricordano le buone norme di gestione degli animali domestici da reddito o da affezione, con l’invito in caso assenza di idonei recinti elettrificati, a provvedere con la stabulazione degli animali  in ore  notturne.

Per informazioni più dettagliate sulla specie è possibile consultare il seguente sito di  Regione Lombardia:

https://naturachevale.it/specie-animali/azioni-per-la-tutela-di-orso-e-lupo/

Al fine di migliore la convivenza tra grandi predatori ed attività agricole, è stato emanato da Regione Lombardia  il nuovo bando PSR per l’acquisto di recinzioni e cani da guardiania. E’ possibile presentare le domande presso Regione Lombardia dal 16 febbraio al 2 maggio 2022.

Foto di Fausto Bariselli

 

 

Sabato 15 gennaio, sia al mattino che al pomeriggio, si terrà presso la scuola Parrocchiale di Gavardo l’open day, dove sarà possibile visitare la scuola, le mense, i parchi, le aule e apprendere dal corpo insegnante le linee guida e la didattica. Oltre all’orario scolastico, sono svolti insegnamenti specialistici di musica, inglese e attività motoria. Sono previste novità: da febbraio ripartiranno i corsi di informatica e nelle tre settimane dal 10 al 30 giugno saranno attivati tre camp (inglese, musica, gioco). A partire dal prossimo anno gli alunni saranno preparati per sostenere gli esami trinity.

La scuola è nel centro di Gavardo, all'interno di un ex-monastero, la cui storia risale al XVI secolo. Secondo la tradizione sarebbe stato fondato da San Bernardino da Siena, il quale, durante le sue peregrinazioni attraverso l’Italia negli anni 1421 e 1422, visitò Brescia. In questa occasione, passò anche da Gavardo e qui egli avrebbe propugnato la fondazione del monastero francescano.

Dai documenti esistenti nell’archivio comunale si apprende che il convento abbia dato asilo, nel 1600, a 12 frati minori osservanti di San Francesco; il loro numero, però, variò sempre fino a ridursi nel 1632 a due soltanto. All’epoca della sua cessazione, verificatasi nella seconda metà del settecento, i frati erano quattro. Salvatosi dalla soppressione operata nel 1798 dal Governo Provvisorio Bresciano, il convento fu definitivamente eliminato nel 1805 dal Governo del Regno Italico; ma già dell’anno prima, 1804, il luogotenente Conter aveva chiesto al Comune di Gavardo, con lettera riservatissima, informazioni circa il numero dell’attività dei frati; e serpeggiava in paese la notizia della progettata soppressione.

La municipalità di Gavardo fece la sua supplica e scrisse al Prefetto del Dipartimento del Mella in data 27/07/1805, che, anziché ” amalgamare ” il convento al Regio Demanio e trasferire i frati in quello di San Giuseppe in Brescia, si potesse ottenere dal Governo l’autorizzazione a vendere il Convento medesimo ad alcuni Prevosti che si erano offerti di acquistarlo. Purtroppo, tutto fu inutile: il 20/8/1805 il Prefetto proibì di officiare la Chiesa e ordinò di consegnarne le chiavi.

Il 18/1/1806 il Comune di Gavardo chiese e ottenne dal Demanio di poter riavere il convento per aprirvi una scuola.

Arriviamo così a Don Carlo Zanardi, parroco di Sopraponte, che aveva aperto in Gavardo un Istituto per fanciulle orfane e derelitte: egli, il 13/09/1806 riuscì ad acquistare dal Demanio stesso il convento per alloggiarvi il suo Istituto.

Anni dopo, le fanciulle dell’Istituto Zanardi furono affidate alle Figlie di S. Angela, le quali nel 1831 vestirono l’abito religioso, entrando a far parte dell’ Ordine di S. Orsola con la Regola di Bordeaux.

È da questa data che ha inizio l’opera altamente benefica delle Madri Orsoline che per ben 158 anni si dedicarono all’educazione, all’insegnamento e all’avvio al lavoro di centinaia e centinaia di ragazze gavardesi e questa loro opera benemerita continuò fino all’agosto 1989. In quell’anno, considerando che le vocazioni erano andate progressivamente diminuendo fino a ridurre il numero delle religiose gavardesi a sole otto unità, la Madre Provinciale dell’Ordine venne nella determinazione di trasferire le suore rimaste al convento di Capriolo, e di mettere in vendita il monastero.

Fu la grande intuizione dell'allora parroco di Gavardo, don Francesco Zilioli, che portò all’acquisizione da parte della parrocchia dell’intero complesso di 22.000 metri quadrati, di cui 4.000 coperti.

Vennero così aperte la Scuola Primaria Paritaria intitolata ai SS. Filippo e Giacomo e la Scuola dell’Infanzia intitolata a S. Giovanni Bosco.

Oggi, la scuola è una realtà ormai consolidata che interagisce con la più ampia comunità parrocchiale e sociale del nostro territorio. Un servizio offerto a tutte le famiglie e attento ad accogliere anche chi ha particolari difficoltà  o non è in grado di far fronte con le sue uniche possibilità.

Non tutte le parrocchie hanno la fortuna di avere  istituzioni scolastiche  che raccolgono alunni e famiglie in un contesto di partecipata condivisione educativa.

Siamo grati ai nostri predecessori, a chi ha avuto la lungimiranza di acquisire,  accogliere, adeguare e gestire  come  scuole moderne  il vecchio monastero che si trova tra via Dossolo e via Santa Maria a Gavardo. Anche in momenti di difficoltà economica, come quelli che stiamo vivendo, le presenze di alunni iscritti sono numerose  e  provengono anche dai comuni viciniori.

Oggi, la scuola conta 340 alunni, distribuiti nelle 4 sezioni della scuola dell’infanzia "S. Giovanni Bosco", nelle undici classi nella scuola primaria "SS. Filippo e Giacomo" di Gavardo e nella sezione dell'infanzia "Anna Jucker" a Villanuova sul Clisi.

 

 

Domenica 9 gennaio 2022 alle ore 16.30 in Duomo il gruppo Donne in Canto dedicherà un "Concerto per un amico" a Pierantonio Pelizzari.

Un bel gesto per ricordare Pierantonio, scomparso nell'agosto 2020, del gruppo canoro femminile e dell'Assessorato al Turismo di Salò i quali hanno dedicato un ricordo musicale ad un personaggio che come pochi altri ha amato e servito la sua città come Presidente della Pro Loco, come cofondatore degli Amici del Golfo, come Presidente della Mutuo Soccorso, come vice Sindaco e Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione nel periodo 2014-2019 e come amico ed animatore del gruppo delle Rive.

Ciao Pierantonio, manchi tanto alla "tua" Salò!

 

Ospite della settimana su Radio 51 è la vicesindaco di Gavardo Ombretta Scalmana. La dottoressa Scalmana e anche assessore alla cultura e all'istruzione nel comune più popoloso della valle. Nel corso delle puntate si parlerà delle iniziative legate alla celebrazione dell'anniversario del bombardamento di Gavardo il 29 gennaio 1945. Ancora una volta Gavardo non dimentica nonostante siano passati 77 anni da quella tragico avvenimento che ha segnato per sempre la comunità con ben 52 morti. Con la vicesindaco Scalmana si parlerà però anche di altro, di scuola, di museo, di progetti futuri che riguardano il paese. Appuntamento dal lunedì al venerdì alle 8 e alle 12:30, su radio 51, sul canale 636 del digitale terrestre e su WWW.51news.it

 

Le Acli bresciane ricordano il presidente del Parlamento Europeo scomparso questa notte, riprendendo il saluto rivolto dal giornalista al Congresso provinciale dell'associazione nel settembre 2020. Con lui - sottolinea l'associazione - l'Italia e l'Europa perdono un grande uomo e un grande politico, che ha portato serietà, sobrietà e mitezza nelle istituzioni.

Saluto di David Sassoli al Congresso provinciale delle Acli di Brescia - 26 settembre 2020

Cari amici vi ringrazio per il vostro invito. Desidero salutare tutti voi che partecipate quest’oggi al Congresso provinciale delle Acli di Brescia. Come sapete oggi abbiamo di fronte a noi sfide molto impegnative perché la pandemia Covid 19 ha sconvolto le nostre vite, le nostre città, i nostri territori, i nostri paesi, e in questo momento è necessario non perdere di vista i nostri valori fondamentali. Se c’è una lezione che abbiamo potuto imparare in questi mesi così difficili è il senso della nostra interdipendenza: siamo tutti legati. Legati gli uni agli altri, e quindi dobbiamo agire insieme. 

Di fronte alla drammatica crisi sanitaria, economica e sociale, le istituzioni europee hanno cercato di dare risposte con spirito di solidarietà. Politiche comuni, lasciando la parte gli egoismi nazionali e premiando la mediazione quale parte fondamentale dell’esercizio democratico. Lo abbiamo detto più volte: l’Europa che uscirà da questa emergenza non potrà essere più la stessa di prima. Oggi con gli strumenti e i fondi messi a disposizione abbiamo la possibilità di progettare il futuro, e anche una nuova Europa più equa, più verde, più digitale proiettata verso il futuro. Ma non potremo farlo da soli; in questo momento siamo chiamati tutti a formare una rinnovata coscienza europea, a proteggere i nostri valori democratici. E quindi è necessario il contributo di tutti: delle istituzioni, delle città, dei corpi intermedi. Lo dobbiamo non solo ai nostri padri e a quanti in passato hanno donato la loro vita per questo, ma anche ai giovani, alle persone in difficoltà e a tutti coloro che in questo momento soffrono e aspettano con ansia risposte ai loro problemi. L’Europa non è un’entità astratta. Al contrario, le sue istituzioni sono al servizio dei cittadini, e in questi mesi abbiamo scoperto una rinnovata solidarietà; la fiducia che la società civile ripone in noi e nel progetto europeo è essenziale per coltivare quell’identità comune europea a cui tendiamo.

Senza un pieno coinvolgimento della società civile, e di associazioni impegnate come le Acli, risulterebbe molto difficile costruire politiche in grado di rispondere ai bisogni dei nostri cittadini. Solo così sarà possibile costruire il domani. 

Vi ringrazio ancora per il vostro invito; auguro a tutti buon Congresso e naturalmente mi auguro di potervi incontrare di persona al più presto.

 

Il video del saluto di David Sassoli è disponibile sul sito www.aclibresciane.it e sulla pagina facebook.

L'iniziativa vede la collaborazione di A2A e CFP Canossa con la casa di reclusione di Verziano. Iniziata nel 2015, aveva dovuto essere sospesa nel 2020 a causa della pandemia per quanto riguarda la formazione in presenza, pur continuando proficuamente la coltivazione sul campo.

 

Il progetto Ortolibero coinvolge detenute e detenuti di Verziano ed è stato avviato nell’ambito di un laboratorio di educazione al consumo consapevole tenuto da un’educatrice della cooperativa Pandora e da una volontaria dell’associazione Libera. In quell’occasione i detenuti hanno manifestato il desiderio di realizzare un orto nelle pertinenze del carcere.

Da lì è nato lo spunto per costituire una rete di partenariato con il Comune di Brescia (la Presidenza del Consiglio Comunale, il settore sostenibilità ambientale, la biblioteca di San Polo, il settore cultura, il Museo di scienze naturali, Casa Associazioni), l’associazione Libera, le Cooperative Pandora e La Mongolfiera e il Gruppo Terra e Partecipazione. Attraverso la rete di partenariato e il coinvolgimento di venti detenuti, uomini e donne di diversa nazionalità, si è costituito il Gruppo OrtoLibero con cui è stato avviato un lavoro sui temi della legalità, dell’agricoltura sinergica e della sostenibilità ambientale.

Il protagonismo dei detenuti è stata la parola chiave attraverso la quale sperimentare una didattica di avanguardia, per affrontare in modo entusiasmante innumerevoli tematiche suscitando interesse e apprezzamento nei detenuti, e costruire un ponte con la collettività.

Fin dal 2015 intorno a questo progetto si è creata un’esperienza umana profonda per tutti. Sono stati realizzati laboratori artistici, di creatività, cene, eventi e mostre, un diario (Parole e segni di libertà, la storia di OrtoLibero) e un romanzo (Ho conosciuto Marino, l’ultimo vero punk – una storia di strada a confronto con il mito di Filottete con introduzione di Don Luigi Ciotti).

Purtroppo la pandemia ha impedito dal marzo 2020 di proseguire le attività in aula. Tuttavia sono continuate le attività in campo, nell’orto e nella serra, garantendo una copiosa produzione di ortaggi destinati all’autoconsumo dei detenuti.

Anche quest’anno, grazie alla donazione di centinaia di piantine di ortaggi da parte del CFP Canossa di Mompiano, è stato possibile continuare l’esperienza e, grazie al compost fornito da A2A, in questi giorni si stanno svolgendo le attività di concimazione propedeutiche alla prossima stagione. A conclusione dell’esperienza di quest’anno A2A, infine, ha impreziosito l’esperienza donando ai detenuti prodotti alimentari della propria linea biologica in occasione del Natale.

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