Società

Oggi è mancata la signora Celeste, mamma del nostro direttore di testata Maria Paola Pasini. I funerali si svolgeranno a Gavardo nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo lunedì 7 dicembre alle ore 10.

Celeste aveva compiuto 98 anni nel maggio scorso ed era molto conosciuta a Gavardo. Sveglia, sicura di sé e forte come le donne della sua generazione, con la battuta pronta e la capacità di cogliere in un attimo l'essenza delle situazioni, sapeva poi commentare con arguzia e ironia, ma anche tanta comprensione e umanità. Con la figlia Maria Paola la piangono il genero Massimo Tedeschi e l'amatissima nipote Bianca Maria.

In questo momento di infinita tristezza siamo vicini alla cara Maria Paola e a tutti i familiari. Condoglianze dalla redazione di Radio51 e 51news, da tutti i collaboratori e dall'editore.

 

Sei mesi per ripensare la soluzione della depurazione del Garda. L'approvazione in consiglio provinciale della cosiddetta mozione Sarnico riapre uno spiraglio per i comuni che si oppongono da tempo alla realizzazione dei depuratori di Gavardo e Montichiari. Sulla sua pagina facebook è intervenuto il sindaco di Gavardo Davide Comaglio.

E’ stata approvata, a grandissima maggioranza in Consiglio Provinciale, la Mozione che delibera un principio fondamentale di territorialità degli impianti consortili di depurazione che devono essere localizzati all’interno dei territori afferenti. Sono previste eccezioni e deroghe molto limitate. Una Mozione lanciata dal Consigliere Sarnico e poi emendata da altre componenti politiche e sostanzialmente votata trasversalmente da 12 consiglieri con 1 solo contrario e 3 assenti al voto. È un risultato clamoroso e impensabile solo alcuni mesi fa, frutto di molto lavoro, che spinge la localizzazione del depuratore del Garda....su un comune del Garda.

 

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega Floriano Massardi. Il comunicato.

La lunga vicenda che riguarda il depuratore del Garda è ad un punto di svolta. È dell’altro ieri infatti il voto bipartisan del Consiglio provinciale di Brescia che, dopo un lungo confronto, rimette in discussione il progetto del doppio depuratore a Gavardo e a Montichiari. Esprime soddisfazione il consigliere regionale della Lega Floriano Massardi:

“Sono molto soddisfatto – commenta Massardi – per il voto provinciale di lunedì. Dopo tanti mesi, sono finalmente stati ascoltati i territori, inizialmente esclusi dalla decisione relativa al posizionamento del depuratore. Mi sono impegnato affinché venisse rivalutata questa decisione sin dagli inizi. Il voto di ieri è un voto di buon senso, che porta avanti un criterio di importanza cruciale per noi: gli impianti consortili di depurazione vanno localizzati nei Comuni afferenti all’impianto stesso, l’abbiamo sostenuto fin dal primo momento e così finalmente sarà. La Lega in questo è sempre stata ferma e decisa, facendosi portatrice degli interessi dei territori”.

Con questo voto, quindi, l’impianto dovrà sorgere nei pressi di un comune gardesano; il Consiglio ha altresì stabilito che Acque Bresciane ha ora sei mesi per valutare le alternative. 

“Voglio ringraziare il segretario provinciale della Lega Alberto Bertagna e i consiglieri provinciali Tacconi, Micheli e Pasinetti, che si sono fatti carico di mediare tra le varie componenti politiche al tavolo, permettendo di addivenire a questo importante risultato, in cui non abbiamo mai smesso di credere; - prosegue Massardi – era importante trovare una soluzione condivisa, proprio per uscire dell’empasse e tutelare un territorio fragile e a rischio come quello di Gavardo e di tutta la Valle Sabbia.

Ciò che era mancato inizialmente, il coinvolgimento degli enti territoriali, è oggi alla base del nuovo criterio di scelta e non posso che esserne pienamente soddisfatto” conclude il consigliere bresciano.

 

 

 

L’iniziativa di formazione proposta dalla fondazione Intro, ente gestore della scuola dell’infanzia Montessori “Il sassolino”, dopo aver percorso varie biblioteche della zona Garda-Valsabbia, quest’anno viene proposta online. Primo incontro questa sera alle 21.

 

Il corso si articola in cinque incontri aperti a tutti i genitori ed è realizzato in collaborazione con La Cassa Rurale e il Sistema Bibliotecario Nordest. Ideata da Annalisa Schirato, consulente pedagogica e maestra del Sassolino, la proposta intende avviare momenti di confronto in questo periodo pieno di ansie e preoccupazioni ed è frutto di un’esperienza decennale nell’accompagnamento alla crescita dei bambini e delle loro famiglie. L’obiettivo è quello di cogliere le sfide del presente, trovando le risorse per continuare a crescere in serenità con i propri figli.

Gli incontri sono gratuiti, ma i partecipanti possono aiutare l’organizzazione con una donazione libera, che sarà utilizzata per coprire i costi. Per il programma dettagliato e per iscriversi, si può consultare la pagina https://tinyurl.com/genitorisicresceonline20-21.

Lunedì 30 novembre: La natura che cura. Rinforzare le difese dei nostri bambini. Interviene Carmela Scali, insegnante di fitoterapia all’Accademia di naturopatia Consè.

Lunedì 14 dicembre: Come educare al coraggio. Tra paure e speranza. Interviene Graziella Fioretti, insegnante di yoga e scuola primaria, autrice del libro "La porta della felicità" (Ed. La Meridiana).

Lunedì 11 gennaio: Ben-essere a scuola. Come stanno i nostri bambini? Interviene Annalisa Schirato, consulente pedagogica e maestra del Sassolino, scuola Montessori.

Lunedì 25 gennaio: Una centrifuga di emozioni. Come aiutare i bambini con la Mindfulness. Interviene Pamela Cortinovis, piscoterapeuta esperta di Mindfulness e bambini.

Lunedì 8 febbraio: Bambini e libri, come scegliere? Interviene Luca Ganzerla, formatore università di Verona, esperto in letteratura dell’infanzia.

Tutte le serate avranno iniziano alle ore 21.

Il Progetto Valli Resilienti dopo quattro anni di intenso lavoro è giunto al termine. Iniziato nel 2016, Valli Resilienti ha per protagoniste le alte valli Trompia e Sabbia, in provincia di Brescia, per un totale di 25 Comuni. Questi due territori, uniti da un passato comune e da un comune desiderio di rinascita, hanno deciso di unire le loro forze per candidarsi nel 2016 al programma multisettoriale AttivAree di Fondazione Cariplo, creato per dare nuova vita alle Aree Interne.

 

Per celebrare insieme, nonostante le distanze, questi quattro anni e tutti i risultati raggiunti, i partner di progetto hanno deciso di organizzare un evento completamente online, visibile Venerdi 4 Dicembre alle ore 17.00. L’evento sarà suddiviso in tre momenti principali, intervallati da video racconti del territorio e delle varie azioni di progetto.

 

Durante la prima parte interverranno gli esponenti delle istituzioni di riferimento: Elena Jachia, direttore Area Ambiente per Fondazione Cariplo, i Presidenti Massimo Ottelli e Giovanmaria Flocchini per le due Comunità Montane ed infine i Presidenti dei due Consorzi di Cooperative, Valli e Laghi, rispettivamente Paolo Romagnosi e Massimo Brassoli. Grazie a questi interventi analizzeremo il ruolo fondamentale avuto dalle istituzioni quali cabina di regia dell’intero programma e quali sono le prospettive future di sviluppo.

 

Nella seconda parte andremo invece ad addentrarci con Claudio Venturelli ed Elio Montanari, autori dell’indagine, nell’analisi della ricerca sulla qualità della vita, sia dal lato quantitativo dei dati statistici, sia sul fronte qualitativo dei risultati di progetto. Proseguiremo poi con un’analisi più ampia di tutte le azioni di progetto condotta da Fabrizio Veronesi, Dirigente dell’Area Tecnica della Comunità Montana di Valle Trompia e Claudia Pedercini, Responsabile Innovazione Sociale di progetto. Questo momento sarà poi chiuso da una riflessione di Laura Aglio, Membro del Comitato Tecnico Scientifico di Fondazione Cariplo, sull’importanza dell’innovazione digitale nelle aree interne.

 

La terza e ultima parte dell’evento è invece dedicata ai protagonisti delle azioni, a coloro che hanno vissuto in prima persona i mutamenti che una così ampia progettualità può portare in una cooperativa o in un’azienda. Ascolteremo le loro storie di resilienza e di restanza di questi soggetti e cercheremo di capire le prospettive future delle realtà presentate.

 

Il link all’evento per la diretta streaming è il seguente: https://sala-libretti.giornaledibrescia.it/

 

Per maggiori informazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

030 8337437

Programma definitivo https://mcusercontent.com/98c567eeb6475ec67537740b3/files/2c2e0696-e4e6-4f5e-9a58-b122c280d7d0/Programma_Evento_4_Dicembre.pdf

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del consigliere regionale Gianni Girelli.

I cittadini fragili che, pur avendo diritto a ricevere il vaccino antinfluenzale gratuitamente sono stati costretti a rivolgersi ai centri privati per proteggersi, otterranno il rimborso grazie alla mozione PD approvata oggi in Aula. “In questo modo rimediamo alle mancanze targate Regione Lombardia - commenta il consigliere regionale del Pd Gianni Girelli - In questo momento di emergenza sanitaria la vaccinazione antinfluenzale è fondamentale, sia per la tutela della salute dei cittadini, sia per semplificare la  diagnosi tra i pazienti affetti da Covid o da influenza stagionale. La Regione però non ha rispettato i tempi: i  vaccini infatti, per gli errori di approvvigionamento, sono introvabili nonostante le ultime due gare bandite in extremis - la dodicesima, andata a vuoto, è stata indetta il 27 novembre scorso, mentre la tredicesima è stata aperta ieri e si chiuderà domani. Come ovvio, questa disorganizzazione ha avuto come conseguenza, vista la quasi totale impossibilità di fare il vaccino gratuitamente, il ricorso al privato - con prezzi che variano dai 50 ai 70 euro, ovvero cinque volte il costo del servizio pubblico”.

“Da parte nostra- conclude Girelli - vigileremo perché la Giunta vari al più presto, dati i tempi stretti della campagna vaccinale, una delibera che renda di fatto operativo l’impegno assunto oggi in Aula”.

Gianni Girelli

 

A 66 anni d’età è morto Angelo Bonfadini, regista bresciano che mosse i suoi primi passi a Telegarda negli anni Settanta prima di spiccare il volo verso impegni nazionali con la Rai. Era nato il 21 aprile 1954 a Brescia. Lo hanno trovato privo di vita alcuni amici che erano andati a fargli visita nell’abitazione in città, in via Morosini. Bonfadini, che negli ultimi anni aveva avuto problemi di salute dopo una frattura al femore, è morto nel sonno. I funerali si svolgeranno martedì: il corteo funebre muoverà alle 15.30 dall’obitorio del Civile per raggiungere il Cimitero Vantiniano, dove è prevista una breve cerimonia.

L’ultima applaudita apparizione pubblica di Bonfadini è dell’1 ottobre 2019 quando al Nuovo Eden venne proiettato il suo ultimo lungometraggio “Il tempo è vita” incentrato sulla figura di padre Notker Wolf, emerito Abate Primate dei Benedettini. Un lavoro che faceva il paio con quello dedicato da Bonfadini a un altro grande della spiritualità contemporanea, don Luisito Bianchi.

Volto popolare e notissimo in provincia, anche in Valsabbia, per i tanti documentari dedicati al territorio bresciano e per i tratti inconfondibili (caschetto biondo, le lenti spesse, il garbo e l’urbanità dei modi, la postazione fissa per incontrare amici e chiacchierare alla Libreria Rinascita). In un’intervista rilasciata ad alcuni studenti aveva detto di sé: “Mi occupo prevalentemente di documentari; collaboro con la Rai, per la quale ho realizzato e realizzo tutt'ora vari programmi culturali, soprattutto per Rai3. Fra quelli che ho prodotto posso citarvi "Tortuga", "Il circolo delle 12", realizzavo riprese esterne (quelli che nel campo chiamano RVM, ndr) per "L'albero azzurro". Ho lavorato con Raisat ragazzi ed ora con Raisat. Dal 2003 realizzo "La piccola storia" per Rai3 Val d'Aosta, in francese. A Brescia con la fondazione "Dominato Leonense" ho realizzato 10 documentari su vari argomenti, prevalentemente di informazione culturale; ed altri filmati che vengono proiettati nelle varie mostre che organizza la fondazione”.

Molte le collaborazioni con le emittenti tv locali. L’ultima sua firma, dicevamo, è stata su “Il tempo è vita”. Quasi una premonizione. Perché il tempo della vita di Angelo Bonfafini è stato ingiustamente breve. Ma straordinariamente ricco.

Odoardo Resti

 

 

“Incrementare l'incoming turistico in Valle Sabbia attraverso la promozione delle eccellenze artistiche, culturali, storiche, enogastronomiche, sportive ed escursionistiche intercettando proprio quei flussi provenienti sia dal territorio nazionale, che da quello tedesco” con queste parole Giovanmaria Flocchini, Presidente della CMVS, presenta Enjoy the outdoors in Lombardy!, “È un'importante iniziativa poiché il turismo rappresenta un fondamentale volano per l'economia e il commercio locale, soprattutto in un periodo di pandemia in cui questo settore ha subito gravi danni”. “Enjoy the outdoors in Lombardy!”, progetto per il quale saranno investiti complessivamente 10.000 euro, ha come primario obiettivo quello di rafforzare la brand identity del territorio attraverso  un'intensa attività di comunicazione online rivolta al target nazionale e tedesco: due dei più importanti mercati per la Valle Sabbia!

 

La campagna digital prevede concretamente la valorizzazione turistica di tutte quelle attività che da sempre caratterizzano l'offerta escursionistica valsabbina come outdoor, sport e active holiday, che coinvolgono da un lato le famiglie e dall'altro gli sportivi. E per farlo verranno utilizzati video promozionali, operazioni display su Google, ma anche campagne social con sponsorizzazioni ed anche più tradizionale con la pubblicazione di advertorial su alcune delle più autorevoli testate tedesche dedicate al mondo della bicicletta come “Bike Aktiv Urlaub”.

Regione vuole, con questa iniziativa, promuovere fattivamente il rilancio turistico dei territori di Brescia e Bergamo, colpiti in modo eccezionale dalla pandemia del Covid-19, con un bando, rivolto sia a soggetti pubblici che privati, promosso dall'Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, Lara Magoni, per offrire a queste Province la possibilità di essere protagoniste e per agevolare la rinascita della Lombardia valorizzando il patrimonio turistico di ciascuna zona.

Il progetto culminerà nella primavera 2021 con la promozione della nuova stagione turistica!

 

 

 

Tempi duri a Manerba del Garda per i furbetti dell’indifferenziata, quello sparuto gruppo di cittadini che preferiscono conferire in maniera incivile sacchetti e materiale vario presso i contenitori stradali, anziché mettere in pratica le semplici norme previste per il regolare conferimento dei rifiuti domestici. Si tratta di poche persone che, così facendo, dimostrano scarsissimo rispetto per la maggioranza di concittadini manerbesi, più responsabili e rispettosi delle regole. Con il loro comportamento i colpevoli della “spazzatura selvaggia” danneggiano l’intero sistema della raccolta differenziata; un sistema che, se correttamente attuato, può comportare benefici e risparmi per l’intera comunità. Senza poi trascurare le possibili conseguenze sull’igiene pubblica e l’impatto negativo sul decoro urbano del paese. Differenziare le diverse tipologie di scarti e rispettare modalità e tempi del servizio di raccolta è un dovere civico, e chi non agirà regolarmente si troverà ad affrontare un inasprimento delle misure di controllo messe in atto dall’amministrazione comunale per reprimere questo fenomeno negativo. Per risolvere il problema scenderanno in campo dai prossimi giorni gli agenti della Polizia Locale, che potranno avvalersi anche per rilevare queste possibili infrazioni delle nuove evolute tecnologie recentemente acquisite dall’amministrazione comunale di Manerba del Garda, quali droni e telecamere a infrarossi. Gli illeciti rilevati saranno puniti attraverso l’applicazione delle normative specifiche del settore, che prevedono contravvenzioni fino a 600 Euro e - nei casi più gravi di abbandono di rifiuti pericolosi o di infrazioni commesse da società - procedimenti di carattere penale.

 

La bella iniziativa di Andrea Franzoni di Villanuova. Un viaggio virtuale in bici sui rulli in ricordo del nonno prigioniero in America dal 1943 al 1946. Lui è Andrea Franzoni, classe 1990, di Villanuova sul Clisi, una laurea in cinese e un affetto speciale per il nonno Aldo Arrighi scomparso a 97 anni il 26 novembre del 2019. A un anno di distanza dalla sua morte Andrea ha voluto ricordare il nonno con un’iniziativa davvero particolare: in un prtimo tempo avrebbe voluto ripercorrere in bici, on the road, le orme di Aldo negli Stati Uniti: un percorso di più di 6000 km, attraverso 11 stati.

Purtroppo la pandemia ha stravolto tutti i piani ma Andrea ha deciso di non darsi per vinto. Come percorrere migliaia di chilometri in bici senza potersi muovere da Villanuova? Andrea ha trovato una soluzione: gli smart rulli per la bici. Si tratta di rulli di ultima generazione che possono essere collegati ad una app con cui è possibile seguire dei tracciati e “sentire” la strada, grazie alla durezza più o meno intensa dei rulli. E così… giovedì si parte.

Il viaggio di Andrea può essere seguito sia su Instagram (@train_long_gone) che su Facebook (Train long gone – tribute to Aldo Arrighi).

Aldo Arrighi peraltro è stato per anni un punto di riferimento per il paese, per le sue attività di volontariato nell’AVIS e con il GVAV, un gruppo di volontari che si occupa dell’aiuto alle persone anziane, oltre che per la sua attività di proiezionista di film sia al cinema Corallo di Villanuova, che nei cinema dei paesi vicini.

Dopo la chiamata alle armi nel 1942 venne arruolato nel 5° reggimento di artiglieria di Superga. “Dopo un breve addestramento, il gruppo venne imbarcato per il Nord Africa e sbarcò in Tunisia. Nel 1943 l’Italia subì una sconfitta da parte degli inglesi, e nonno Aldo – spiega Andrea - dopo un periodo di prigionia in nord Africa, passò sotto la giurisdizione degli americani e venne trasferito insieme ad altri prigionieri, italiani e tedeschi negli Stati Uniti. Dopo 32 giorni di viaggio giunse in Virginia, dove ebbe inizio il suo viaggio. Rimase in America per 3 anni, fino al 1946”.

Dopo lo sbarco in Virginia, a Newport News dopo pochi giorni Aldo venne trasferito a Camp Florence, in Arizona. Poi fu spostato in treno  a Camp Papago, vicino Phoenix. Poi Camp Lewis, a Takomma, poco lontano da Seattle. Qui i prigionieri vennero impiegati nei campi per raccogliere cotone e barbabietole.

 

Andrea ha ricostruito il viaggio di nonno Aldo grazie ai suoi racconti ma grazie anche alla fonti storiche, alle ricerche negli archivi e ai contatti con numerosi studiosi del posto, tra cui Laura Ruberto, ricercatrice italo-americana dell’Università di Berkley, che si occupa proprio della ricerca sui prigionieri italiani e tedeschi “deportati” negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale (Andrea ha aperto una pagina facebook dedicata ai prigionieri di guerra in America: https://www.facebook.com/groups/1065876773831839).

Maria Paola Pasini

 

E’ arrivato in Valle Sabbia con discrezione, martedì 1 dicembre, non di persona perché la legge in tempo di Covid non lo consente, ma sul filo digitale Mons. Pierbattista Pizzaballa che il 4 e 5 dicembre prossimi farà il suo ingresso solenne al Santo Sepolcro di Gerusalemme, per incontrare i soci del Rotary Valle Sabbia guidati dalla Presidente Marcellina Bertolinelli.

Presentato da Nicola Bianco Speroni che nel 2016 ricevette la Croce d’Oro di Gerusalemme dalla Custodia di Terra Santa per il suo impegno nella promozione della pace e a sostegno dei più poveri in Palestina Fra Pierbattista Pizzaballa, bergamasco classe 1965, frate e biblista dell'Ordine dei Frati Minori il 24 ottobre 2020 è stato nominato da Papa Francesco: Patriarca di Gerusalemme.

Arrivato nella Custodia di Terra Santa il 7 ottobre 1990, ha completato gli studi di specializzazione allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme nel 1993. In seguito è stato professore di ebraico biblico alla Facoltà Francescana di Scienze Bibliche e Archeologiche di Gerusalemme e autore del messale Romano in lingua ebraica. Ha iniziato il servizio nella Custodia di Terra Santa il 2 luglio 1999 nel maggio 2004 il Definitorio Generale dell’Ordine dei Frati Minori lo ha eletto Custode di Terra Santa e Guardiano del Monte Sion incarico che ha mantenuto fino all’aprile 2016. Tra le molte altre responsabilità, il custode di Terra Santa ha quella del rispetto dello Statu Quo. La sua azione pastorale si è contraddistinta per equilibrio e spiccata capacità strategica e diplomatica; nella complicata mediazione tra lo stato d'Israele e le autorità palestinesi. L'8 giugno 2014 ha organizzato l'incontro di preghiera tra il Presidente d'Israele Shimon Peres, il Presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen e il Papa alla presenza del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. E' il Gran Priore dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

 

Sua Beatitudine – è l’unico tra i Vescovi latini a poter utilizzare questo titolo - ha ricordato che il Patriarcato estende la sua giurisdizione sui fedeli cattolici residenti in Israele (circa 130.000), Palestina (45/50.000), Giordania (200.000) e Cipro (4/5.000 nella zona turca mentre nella zona greca sono ortodossi), quindi culture diverse e lingue divere: arabo, ebraico, greco e turco. Nella città di Gerusalemme i cristiani rimasti sono meno di 10.000 a fronte di 250.000 mussulmani e oltre 600.000 ebrei. Negli ultimi anni anche gli equilibri sono cambiati e oggi si assiste a una “particolare” sintonia di Israele con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi in chiave anti iraniana, mentre è divenuta presenza significativa quella della Russia dalla Siria e della Cina che investe capitali enormi (è recente l’acquisto del porto di Haifa).

In questo contesto la Palestina è sempre più abbandonata e povera e la pandemia ha accresciuto le difficoltà di un popolo che non può contare sull’assistenza di uno Stato sociale che non esiste. I confini a causa della pandemia sono chiusi e la mancanza dell’indotto dei pellegrini compromette l’intera filiera economica. Ciò nonostante la solidarietà sia internazionale che locale sta lasciando testimonianze molto belle. Il timore è anche di non riuscire a mantenere le scuole cristiane dove da molti mesi gli insegnanti non sono pagati perché gli studenti non andando a scuola non pagano le rette scolastiche.

Rispetto al passato se mai possibile la situazione è complicata dall’incertezza dei contorti rapporti internazionali, dai molti interlocutori in gioco e data dall’impossibilità di individuare le autentiche contrapposizioni, tanto che la sfiducia tra le parti in gioco è talmente alta da non consentire neppure le premesse per riprendere i negoziati di pace.

 

 

Avviato il servizio di “Spazio Argento”, una sfida da vincere a favore dei nostri anziani. La sperimentazione del servizio è iniziata il 2 novembre in Giudicarie, Primiero e a Trento, per poi poterlo estendere efficacemente su tutto il territorio provinciale.

Il 2 novembre scorso la Comunità delle Giudicarie, assieme alla Comunità del Primiero e al Comune di Trento, ha dato avvio ufficialmente al servizio di Spazio Argento. La Provincia di Trento ha scelto di affidare a tre territori diversi tra loro la sperimentazione di questo progetto per coglierne le particolarità e le specificità e poterlo efficacemente replicare e diffondere su tutto il territorio. 

La Comunità delle Giudicarie ha accolto la proposta di sperimentazione di Spazio Argento nella consapevolezza che sia quanto mai urgente rivedere il sistema di welfare per gli anziani alla luce dei dati sull'invecchiamento della popolazione e della crescente complessità delle situazioni di fragilità sociale e sanitaria che si riscontra anche sul nostro territorio. Si tratta di una sfida che per essere vinta necessita di uno stretto coinvolgimento di tutte le realtà che si occupano di anziani nel nostro territorio: il Servizio socio assistenziale, l’Azienda provinciale per i Servizi sanitari, le sei Apsp, le Cooperative sociali e tutte le organizzazioni di volontariato e rappresentative dei bisogni di questa fascia di popolazione.  L’aumento di situazioni di non autosufficienza impone un ripensamento della filiera dei servizi anche in termini di integrazione e innovazione, dove al centro deve essere posto il benessere della persona, con un'attenzione crescente al singolo anziano ma anche ai suoi familiari e alla rete sociale di riferimento. Altrettanto importante in una prospettiva di lungo periodo diventa il tema della prevenzione e dell'invecchiamento attivo per prevenire condizioni di non-autosufficienza e posticipare il più possibile l'istituzionalizzazione.

L’attuale situazione sanitaria legata all’emergenza Covid-19 ha messo in luce in modo dirompente i bisogni della popolazione anziana, con necessità di assistenza che grava prevalentemente sulla rete familiare. Si è evidenziata ancor più la necessità di contesti che offrano risposte integrate a supporto degli anziani e di chi se ne prende cura e di procedure di presa in carico consolidate ed efficaci.

Obiettivo di Spazio Argento, anche in questo difficile contesto, sarà quello di diventare il luogo specializzato rispetto a questo bisogno, con un'attenzione prioritaria verso l'integrazione degli aiuti territoriali socio-sanitari. Questo con l’intento prioritario di migliorare i servizi a favore degli anziani e supportare i nuclei che si fanno carico di persone non autosufficienti.

Il Commissario della Comunità di Valle, Giorgio Butterini, sottolinea la necessità di sperimentare modelli innovativi al cospetto di una tematica di grande attualità come quella relativa al progressivo invecchiamento della popolazione: “Ritengo che questa sperimentazione possa offrire al territorio un prezioso contributo nell’ottica di proporre risposte efficaci ai bisogni delle persone in età avanzata e delle famiglie e in generale. Il fatto che per lo studio e il collaudo di un ‘progetto pilota’ di rilevanza strategica sia stato scelto l’ambito delle Giudicarie ci inorgoglisce e costituisce un meritato riconoscimento verso la qualità di prestazioni garantita da nostro Servizio Socio-assistenziale. Va infatti sottolineato che questo modello è stato realizzato in buona parte dalle risorse umane che operano in Comunità”.

L’ufficio Spazio Argento trova collocazione presso la Comunità delle Giudicarie a Tione - 3° piano. A causa delle restrizioni di sicurezza per la pandemia in atto, in questo momento non è possibile l'accesso diretto, ma solo previo appuntamento telefonando al numero 0465.339570 tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00, e mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.*

 

Cos’è Spazio Argento

Il servizio di Spazio Argento è il soggetto locale specializzato rispetto al settore welfare anziani e contribuisce alla definizione della pianificazione socio/sanitaria territoriale rivolta agli anziani.

 

Obiettivi e azioni di Spazio Argento

La finalità prioritaria di Spazio Argento è la presa in carico precoce della popolazione anziana per garantire il mantenimento nel tempo delle capacità ed autonomie residue.

 

Per raggiungere tale obiettivo Spazio Argento intende:

 

▪     Mappare le risorse formali e informali presenti sul territorio delle Giudicarie in ambito anziani

 

▪     Raccogliere e analizzare dei bisogni del territorio

 

▪     Analizzare qualitativamente l’attuale risposta ai bisogni di assistenza domiciliare

 

▪     Promuovere attività di invecchiamento attivo per favorire uno stile di vita sano, occasioni di incontro e partecipazione della persona anziana

 

▪     Affiancare e accompagnare l’anziano fragile e la sua famiglia nel processo di

 

invecchiamento

 

▪     Ridurre della solitudine e l’isolamento di chi fa assistenza, con attività sia di supporto che di supervisione e formazione.

 

▪     Proporre risposte innovative ai bisogni dell’anziano

 

▪     Promuovere il raccordo con l’ambito sanitario per garantire un percorso di presa in carico unitario e semplifichi l’accesso ai servizi da parte delle persone.

 

▪     Garantire un supporto integrato ed unitario alle situazioni multiproblematiche con

 

 

 

Il periodo di emergenza sanitaria potrebbe impedire l’attuazione nei prossimi mesi di alcune azioni, in particolare legate ad attività preventive o che implichino la necessità di incontri e partecipazione attiva. Sarà pertanto necessario considerare l’evoluzione della pandemia Covid-19 e le conseguenze che tale condizione produrrà a livello sociale e dei servizi. 

 

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Fondazione Teresa Camplani  ha accolto nella sua casa di cura di Brescia, la Domus Salutis, i primi 3 pazienti subacuti Covid, in un padiglione a se stante, allestito con 20 posti letto aggiuntivi. Un padiglione ben separato dal resto della struttura, per consentire a tutte le altre attività di degenza ed ambulatoriali riabilitative a 360 gradi, eccellenze della casa di cura bresciana, di proseguire in tutta sicurezza.

 

Stessa operazione è già in atto a Cremona, nell’altra casa di cura della Fondazione, Ancelle, dove un intero piano da alcuni giorni è stato interamente isolato per altri 20-22 posti letto per subacuti Covid.

“I pazienti attuali - spiega Fabio Russo, consigliere delegato della Fondazione - sono meno gravi dei 268 “acuti” accolti e curati nella prima fase dell'emergenza Coronavirus, in tutte le tre strutture della Fondazione - Domus Salutis di Brescia, Ancelle di Cremona e San Clemente di Mantova –, pazienti che avevano richiesto una importante presa in cura ed un costante monitoraggio. Ad oggi, su richiesta delle Ats locali, riusciamo dunque ad essere nuovamente parte attiva del sistema di "nosocomio diffuso", nell'ambito del sistema sanitario lombardo, la migliore risposta a questa emergenza, allentando il carico di altri presidi ospedalieri pubblici: con posti letto a Brescia e a Cremona, accogliendo quindi pazienti positivi al virus ma in spazi molto ben separati da tutto il resto, in modo tale che tutti i reparti possano continuare ad operare in tutta sicurezza, ed a Mantova supportando l'ASST Carlo Poma, concedendo l'uso delle proprie sale operatorie chirurgiche”.

 

Il tutto, nel solco della missione di Maria Crocifissa di Rosa, fondatrice della congregazione delle Ancelle della Carità, che fu in prima linea nell'assistenza durante le epidemie di colera dell'800, e che ora prosegue con l’Ente intitolato alla memoria della sua prima vicaria, Teresa Camplani, mettendo a disposizione strutture e personale sanitario.

 

 

 

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