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Il cinema in purezza, distillato quanto basta in botti immaginifiche ricolme di fantasia e creatività, speranza e impegno sociale: di nuovo in presenza dopo la transizione “obbligata” allo streaming del 2020, con il buio e il silenzio in sala ad accompagnare le proiezioni su maxi-schermo, come ai vecchi tempi, come dovrebbe essere sempre. E' questa l'essenza della terza edizione del Desenzano Film Festival, il festival internazionale dei cortometraggi che torna a riempire i tempi della cultura sul lago di Garda, con una due giorni in programma sabato 9 e domenica 10 ottobre negli spazi dello storico Teatro Alberti, ricavato dalla chiesa sconsacrata di Santa Maria de Senioribus, a due passi dalle piazze e dal lungolago.

I numeri del Desenzano Film Festival

Per la terza edizione del concorso sono arrivati più di 1.000 corti da tutto il mondo, da 67 Paesi e da (quasi) tutti i continenti: tra questi ne sono stati selezionati esattamente 22, suddivisi a loro volta nelle cinque sezioni del Festival (Animazione, Cinema, Documentaria Cinema Lombardia e Sperimentale) e da cui la giuria sarà chiamata a consacrare non solo i migliori per ciascuna categoria, ma anche la miglior Regia, Sceneggiatura, Interpretazione, Montaggio e Fotografia. Oltre al meritato premio popolare, il premio del pubblico, e un primo premio in denaro da 1.000 euro.

I corti selezionati arrivano dall'Italia (in tutto sono 5: da Brescia e provincia, Milano, Bari e Salerno), da Francia e Belgio (2 a testa, più un quinto in coproduzione) e ancora da Austria, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Australia, Cina e Corea del Sud.

 

La giuria di qualità

La giuria nel frattempo si amplia ancora. Saranno come nascosti tra il pubblico, ma riconoscibili dallo sguardo attento, pronti ad osservare e giudicare, forti della loro esperienza nel settore: nel ricco elenco non mancano i registi Franco Piavoli e Giancarlo Soldi, il produttore Gianfilippo Pedote, la direttrice della fotografia Claudia Sicuranza e la direttrice artistica del Filmfestival del Garda Veronica Maffizzoli.

 

Il programma del Festival

Non solo cinema, ovviamente: proiezioni al via dalle 15, ma tra sabato e domenica sono attesi incontri, dibattiti, momenti di confronto. Da non perdere le presentazioni di “EKI Magazine”, rivista cinematofotografica alla prima uscita pubblica, e de “Il cinema, l'acqua e il gatto”, ovvero “il cinema secondo natura” di Franco Piavoli. Il programma prevede anche esibizioni musicali live, degustazioni a cura di Cantine Turina, con la partecipazione dei sommelier Elen Ghenzeri e Antonio Rinetti, apericena e tanta, tantissima socialità.

 

Al Teatro Alberti (Via Santa Maria 49, Desenzano del Garda) l'accesso in sala è previsto dalle 15: l'ingresso giornaliero costa 7 euro, con la proiezione di tutti i corti della giornata; l'ingresso per entrambe le giornate costa 10 euro, con la proiezione di tutti i corti del Festival; infine l'accesso alle due giornate più l'apericena di sabato costa 25 euro. Obbligatorio il Green Pass.

 

Le parole di chi se ne intende

“Il Festival ha sempre avuto due obiettivi – spiega il direttore artistico Matteo Delai – Portare al pubblico del lago opere cinematografiche difficilmente reperibili e creare una rete di connessioni per artisti che vogliono esprimersi nel Cinema. Il Festival cresce ogni anno, piano ma con forza. Persone mi chiamano, interessate all'evento, e mi chiedono se possono aiutare. Abbiamo tirocinanti dall'Università di Parma, aspiranti registi, scenografi, e tanti volontari che si uniscono rendendo possibile il Festival: Grazie a Alice Zaniboni, Anna Kozyrina, Carol Cogo, Giovanna Delai, Sara Jaffal, Riccardo Gatta, Tidiane Cisse, Serena Delai, Silvia Busato, Tania Alberini, Luka Lalevic e molti altri. L'idea di creare una rete di connessioni di gente appassionata di cinema si sta concretizzando. Tornare in sala, poi, è un'emozione fortissima. Riportare le opere in un dialogo con un pubblico ci riempie di gioia. Tema centrale del Desenzano Film Festival è sempre stato l'essere umano, in tensione tra le difficoltà sociali-relazionali e le proprie profondità emotive. Con il lockdown le persone hanno avuto tempo e spazio per poter rientrare in contatto con se stesse, con i loro ritmi interiori. La società è poi ripartita, e noi con esse, ma credo con una consapevolezza che prima era forse andata perduta tra i ritmi frenetici che stavamo vivendo”.

 

La locandina è da vedere, anche quest'anno, a firma ancora una volta dell’artista Alice Zaniboni. “L'illustrazione ritrae ciò che ho provato in un luogo incantato – dice – C'era benessere, magia e gioia, ma appena andata via è svanito il tutto e mi sono scontrata con la realtà. E' rimasto un ricordo statico di quel bisogno di tornare indietro, anzi bisogno di riconnettersi alla natura: necessario, dopo questo periodo storico”.

Infine spazio agli sponsor, che rendono possibile tutto questo: le citate Cantine Turina, Cerini Hotel Lago di Garda, Andrea Dottesi Photo Design e Ghirardi Marmi, che cura tra l'altro la realizzazione dei premi. Non da meno lo sponsor istituzionale, il Comune di Desenzano che rinnova la sua partecipazione sia con il patrocinio che con un sostegno economico: “Mi è mancato tanto il Desenzano Film Festival in presenza – commenta l'assessore alla Cultura Francesca Cerini – e lo dico sinceramente, perché appena mi è stato nominato mi sono ricordata del 2019 e di quella bellissima prima edizione, che si va a ripetere e rinnovare quest'anno. Questa rassegna mi affascina perché è diversa, non è banale, dà spazio a un genere cinematografico che rappresenta la cura del dettaglio e la dinamicità dei tempi moderni in cui viviamo. Che sia un grande Desenzano Film Festival: io ci sarà e spero di vedere tante persone al mio fianco, pronte a godersi lo spettacolo”.

Il Festival è come sempre organizzato dall'associazione culturale Sinergetica, nata nel 2014 da un gruppo di amici appassionati di cinema, arte e spettacolo.