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Esibizioni continue (e dureranno fino a sera) per le strade della contrada di Cavril, mentre i mascher fanno scherzi e battute tra la gente. La festa impazza. Domani sarà la volta dell'altra contrada bagossa, Osnà.

Disposti su file parallele e accompagnati da violini, chitarre, mandolini e basso, i danzatori non si sono ancora fermati da quando questa mattina si sono aperte le danze subito dopo la messa. Musicalità del nord Europa, più vicine al mondo tedesco che a quello mediterraneo data la collocazione geografica del paese, che trascinano il pubblico nella loro vitalità e con la spettacolarità dei costumi danno vita a uno spettacolo esplosivo e particolarmente appassionante.

Ma cosa ha di magico questo luogo, questo carnevale? La sua tradizione. Il suo essere una sorta di presa in giro di tutto, della vita, della morte, del potere. Quest’anno ad esibirsi - ai comandi del capo ballerino - sono 120 danzatori, un record a quanto risulta. Tutti con i loro costumi vivacissimi, gli scialli, i cappelli ogni anno diversi, i loro gesti enigmatici, con gli indici puntati verso il cielo, i saltelli e le giravolte. Molti anche i suonatori: una dozzina. E pensare che nel 1981 i balarì erano solo 26 e 5 i suonatori. Insomma, si può dire che negli ultimi decenni il carnevale abbia conosciuto un vero e proprio rinascimento. I ballerini per tradizione distribuiscono confetti, simbolo di fertilità, ma sul fronte delle nascite a Bagolino va decisamente male. Nel 2015 il saldo demografico è stato pesantemente negativo: 45 morti contro 10 nati. Bisogna correre ai ripari!