Cronaca dell'incontro con Claudia, Gianna, Lucia, Sara, Simone (rigorosamente in ordine alfabetico) e le loro educatrici Sonia, Erika ed Elisa, giunti negli studi di Radio 51 come ospiti della trasmissione Primo Piano, di Maria Paola Pasini e Marcello Mora. Dal CSE di Roè Volciano alla nostra sede di Sabbio Chiese, una ventata di entusiasmo ed emozioni.

Arrivano sul pulmino del centro e subito la loro simpatia travolge tutto e tutti: saluti e presentazioni si arricchiscono di aneddoti familiari, gusti e preferenze, esperienze significative nei laboratori e sul territorio, al punto che dopo cinque minuti mi sembra già di conoscerli da sempre. L’entrata in redazione è altrettanto scoppiettante, con le presentazioni a Maria Paola, Marcello, Leonardo e Chiara.
Ma quando si raccomanda il silenzio, per non disturbare le registrazioni che partiranno a breve, i ragazzi sono rigorosissimi nel rispettare le regole. Sanno di essere negli studi di Radio 51 per una missione importante - dovranno parlare della loro esperienza al CSE e dei progetti che stanno vivendo sul territorio - perciò sono concentratissimi. Con il coordinamento di Sonia Turrini, referente della disabilità per la Cooperativa La cordata, Erika Sanca, coordinatrice del CSE Arcobaleno, ed Elisa Gorizia, educatrice del centro e ideatrice di questa uscita, vengono assegnati i ruoli e l’ordine degli interventi.

A rompere il ghiaccio è Sonia Turrini che racconta ai microfoni la nascita della cooperativa La cordata nel lontano 1987, ricordando che tra poco inizieranno le feste del quarantennale. Negli anni Novanta l'associazione si è aperta al mondo della disabilità fino a giungere intorno al 2000 all'apertura del CSE Arcobaleno, un centro diurno che accoglie persone fragili fino ai 65 anni di età. Dopo di lei, Erika Sanca interviene per spiegare l'organizzazione del CSE, raccontando che il centro è frequentato tutti i giorni feriali fino alle 16:30 da 35 utenti adulti provenienti da Valle Sabbia e Garda, di solito indirizzati dai servizi sociali una volta concluso il percorso scolastico. Per loro vengono promosse numerose attività riconducibili alla promozione del benessere fisico, psichico, cognitivo e sociale.

Dalla voce di Elisa Gorizia apprendiamo inoltre che gli educatori sono otto, in continuo coordinamento fra loro perché la delicatezza del ruolo impone di dirigersi tutti e sempre nella medesima direzione, pur apportando ognuno il proprio apporto originale e unico. Elisa, educatrice al CSE da ben diciannove anni, è anche referente dei tirocini di inclusione sociale cioè percorsi di partecipazione nati con l'obiettivo di promuovere autonomie personali e sociali dei ragazzi coinvolti. Oggi sono circa una ventina le realtà che si sono rese disponibi per l'esperienza; si contano alcune biblioteche del territorio, associazioni, una casa di riposo, scuole, oratori, esercizi commerciali, aziende private, gruppi sportivi e di volontariato.
Una delle idee più interessanti è la realizzazione del progetto "Dopo di noi", ideato per offrire una possibilità di autonomia a persone fragili che in futuro dovranno gestire il tempo in cui i genitori non potranno più occuparsi di loro. Ne parla ai microfoni Sara che già vive questa esperienza in un appartamento a Toscolano Maderno durante la settimana, mentre nel weekend ritorna in famiglia. Racconta di come, coordinati da un’assistente, lei e altri due amici - Paolo e Giada - si dividono le incombenze domestiche, dalla spesa alle pulizie di casa. Per Sara si è trattato di un passaggio molto importante, che dura già da oltrre un anno e la fa sentire adulta.

A raccontare invece dei laboratori di ceramica e termostampa giunge al microfono Gianna, personalità straripante di buonumore contagioso che spiega di chiamarsi come la nonna e abitare a Villanuova. Le attività prevedono la creazione di oggetti, talvolta anche commissionati e distribuiti a vari acquirenti: ci sono magliette o cappellini per gare sportive, tazze, piattini, biglietti d'auguri e diversi piccoli oggetti personalizzati destinati a diventare bomboniere o regali natalizi. Gianna è al CSE da quattro anni e ci tiene a ringraziare i "Volontari in cordata" che ogni giorno guidano il pulmino per permetterle di raggiungere il centro. Racconta di adorare i laboratori, dove le piace fare un po’ di tutto. Non si fatica a crederle, visto quanto è sempre pronta a scherzare e portare gioia al gruppo.

Tra le attività promosse all'esterno della struttura ha riscosso molto successo la lettura di fiabe e favole presso la scuola dell’infanzia di Roè Volciano. Claudia è fra coloro che, guidati da un'educatrice, da tre anni inventano storie da condividere poi con i bambini. Le piace moltissimo il rapporto con i più piccoli e spiega che il tema di quest'anno sono i sentimenti. Parla per esempio della tristezza e condivide una sua tristezza personale con un coinvolgimento emotivo che commuove l'intera redazione. La sua educatrice sottolinea che in effetti gran parte del lavoro al centro consiste proprio nel far riconoscere a ciascuno le proprie emozioni, in modo da poterle gestire sempre meglio.

Tra coloro che stanno affrontando un tirocinio di inclusione sociale c'è Simone, grande amante della musica, ma anche di tennis e piscina, e originario di Sasso di Gargnano. Racconta impegni che lo occupano in diverse giornate della settimana: una volta va a preparare la tavola nella mensa di una scuola, un'altra svolge lo stesso compito ma al bocciodromo, un'altra volta ancora va in biblioteca a mettere le etichette ai libri, infine deve piegare i contenitori delle pizze in una pizzeria. Inutile precisare che quest'ultima incombenza è la sua preferita, visto che ogni tanto gli viene offerta la pizza.

Una proposta davvero originale è infine la tangoterapia, divertente e terapeutica, aperta anche a genitori e simpatizzanti in quanto novità degli ultimi tempi. Lucia, utente del CSE fin dal 2011, è tra coloro che si sono cimentati nella danza e dice di aver imparato i passi. Si è molto divertita, anche se a lei per la verità piacciono tutte le proposte del centro. Di Sabbio Chiese, sente di giocare in casa e allarga il suo racconto al tirocinio presso un'azienda di Gavardo, dove conta prodotti da inserire in sacchetti per poi etichettarli, ma soprattutto ci tiene a sottolineare che tutti la rendono felice perché le vogliono bene, come del resto lei vuole bene a tutti.

Le interviste volgono al termine, ma non ha fine la partecipazione dei ragazzi che restano concentrati fino al "rompete le righe". Sono stati bravissimi e ne vanno fieri. Sono in effetti la testimonianza vivente dell'ispirazione che guida le loro educatrici quando evidenziano che, lungi dal soffermarsi sui limiti, il loro lavoro mira a valorizzare le potenzialità dei ragazzi perché, se da un lato sono portatori di bisogni, dall'altro tutti sono anche ricchi di risorse che possono mettere a disposizione della comunità. E in questo senso non smettono mai di sorprendere con le loro "storie di amore, tenacia e coraggio", come le definisce Elisa Gorizia.
Alla fine i nostri ospiti ci circondano per le ultime chiacchiere e per donare a ognuno di noi un oggetto preparato nel laboratorio di ceramica che ci possa ricordare questa giornata trascorsa insieme. In realtà sarebbe impossibile non conservare nel cuore i loro volti, le loro battute, la spontaneità, l’originale peculiarità di ciascuno e il calore affettuoso che ha riempito per qualche ora gli studi di Radio 51. Siamo davvero grati a queste persone speciali che ci hanno fatto divertire, emozionare, commuovere.
Alla prossima, ragazzi! Conoscervi è stato un vero piacere e sicuramente troveremo altre occasioni per rivederci e raccontarci.
Giovanna Gamba

