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Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere regionale Gianni Girelli (Pd).

“La Regione Lombardia non ha mai creduto né investito nelle USCA, le Unità speciali di continuità assistenziale volute dal Governo e nate proprio per garantire assistenza domiciliare alle migliaia di lombardi affetti da Covid e non ricoverati negli ospedali. Lo dimostrano i dati che abbiamo richiesto con un accesso agli atti: in Lombardia ne erano previste 200 e ne sono state attivate solo 55. Secondo quanto stabilito da un decreto nazionale le Usca da attivare in provincia di Brescia erano 25 (una ogni 50mila abitanti). Ne sono state create solo 4 con una dotazione di 9 medici totali in servizio. Dal 19 marzo al 15 giugno (quindi in ben 3 mesi) le 4 unità, in totale, hanno effettuato solo 434 visite a domicilio, pari a 1,5 visite al giorno per ogni Usca. Sono dati inadeguati alla situazione che abbiamo affrontato”. Lo dichiara il capodelegazione in Commissione Sanità del Partito Democratico Gianni Girelli dopo aver visionato i dati relativi alle Usca dell’Ats nel bresciano.

“La Lombardia ha pensato di poter dare all’emergenza che ci ha travolto una risposta esclusivamente ospedaliera. È stato un grave errore di sottovalutazione da parte di chi ci governa e questa pandemia ha fatto emergere la grossa lacuna del nostro sistema sanitario: l’assenza di una medicina del territorio organizzata ed efficace. Il nostro sistema sanitario va riscritto partendo proprio da questa drammatica esperienza, dalla costruzione di quella sanità del territorio che è totalmente mancata” conclude Gianni Girelli.