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Si sono conclusi in questi giorni gli accertamenti e le verifiche che hanno portato in via preliminare alla chiusura di un esercizio commerciale in via San Zenone.

Igiene scarsa e mancato rispetto delle regole: dopo alcune segnalazioni, la polizia locale di Prevalle aveva deciso di verificare. Al comandante Massimo Zambarda e agli agenti intervenuti la situazione è parsa triste fin dal primo colpo d’occhio: l’impressione di scarsa pulizia è stata subito confermata dal controllo dei banchi frigo e del retrobottega, dove è presente la cella per la conservazione della carne. Nel reparto ortofrutta, inoltre, parte della merce risultava già oltre la corretta maturazione, mentre diversi alimenti avevano applicate etichette merceologiche con dati relativi ad altri prodotti. I prezzi non erano esposti e le strumentazioni erano irregolari: revisione scaduta ad agosto 2019 per il registratore di cassa e addirittura già dal 2014 per una delle due bilance.

A destare ancora più stupore è stata però la situazione del titolare. H.T., presente al momento del controllo, si è dichiarato dipendente dell’intestatario dell’autorizzazione. Peccato che quest’ultimo, A.B., secondo una verifica e ricostruzione dei documenti, avesse ceduto l’intera attività proprio a H.T. nel maggio scorso. Non avendo comunicato al Comune il proprio subingresso, H.T. stava dunque svolgendo l’attività in modo completamente abusivo, tanto che il registratore di cassa batteva ancora gli scontrini fiscali con l’indicazione della partita IVA del titolare precedente.

Il controllo ha pertanto avuto come esito la chiusura dell’esercizio, più diverse sanzioni che ammonteranno a oltre 7.000 euro. Ma non finisce qui: per entrambi i soggetti, di origine pakistana, scatterà la segnalazione alla guardia di finanza per una approfondita verifica fiscale delle rispettive posizioni.