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Gli agenti del Distaccamento di Vestone da tempo nutrivano il sospetto di attività venatorie illecite nella zona alta di Crone di Idro. Ecco il loro comunicato con la ricostruzione dell'accaduto. Nella mattinata di ieri quindi, una pattuglia, munita di binocolo, si è appostata al mattino sulle alture che dominano la frazione valsabbina. Verso metà mattinata in Località Preonde gli uomini della Polizia Venatoria udivano provenire da un’area attigua ad alcuni fabbricati una serie prolungata di canti di fringillidi.

La circostanza insospettiva ulteriormente gli agenti in quanto in questo periodo dell’anno, dopo lo svernamento di tali specie di volatili, inizia un primo movimento migratorio verso i siti riproduttivi.

Mediante l’attento monitoraggio con i binocoli gli agenti notavano delle gabbie contenenti specie di fringillidi appartenenti a specie particolarmente protette, notando anche che l’area era piantumata con girasoli ed altre essenze appetibili agli uccelli. Anche una fucilata attutita da un silenziatore ha confermato la messa in atto di bracconaggio e quindi gli agenti sono immediatamente intervenuti direttamente coordinati, dalla Caserma di Brescia,  dal Comandante della Polizia Provinciale.

Un primo uomo è stato identificato nella usa proprietà mentre stava occultando un fucile calibro 36 con silenziatore montato: è dunque scattata la perquizione in flagranza di reato che ha portato alla luce, oltre all’arma, 15 gabbie in cui vi erano rinchiusi richiami vivi proibiti con anello verosimilmente contraffatto, alcuni esemplari di frosoni ed altra avifauna spiumata oltre a 7 reti a tramaglio per uccellagione.

Ma l’operazione della Provinciale si è estesa anche al vicino di casa presso il quale venivano rinvenute altre 6 gabbie di richiami vivi : in totale 8 lucherini, 4 cardellini, 2 fringuelli, 4 peppole,1 verdone, 1 frosone. 1 passera scopaiola . Sul posto è intervenuta prontamente anche una pattuglia di Carabinieri della Stazione di Idro per verificare la lecita detenzione di armi e munizioni.

Sotto sequestro è finita l’arma con silenziatore, le reti ed i richiami vivi subito trasportati al Centro di recupero di Valpredina (BG). I due uomini, un 75enne ed un 48enne entrambi di Idro, titolari di porto di fucile ad uso caccia, risponderanno a vario titolo dei reati di detenzione ed abbattimento di specie protette, caccia in periodo di divieto oltremodo svolta in centro abitato.