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Nei giorni scorsi la polizia locale è intervenuta in una delle vie principali del paese per una bandiera italiana esposta a un balcone con scritte non consentite.

Tutto è partito da una segnalazione al comando della Polizia Locale di Prevalle: a un balcone era appesa una bandiera con scritte oltraggiose, tra cui in tutta evidenza la parola “mafia”. Gli operatori, giunti sul posto su indicazione del comandante Massimo Zambarda, hanno appurato che la situazione era effettivamente come descritta nella segnalazione, quindi hanno immediatamente individuato l’appartamento con il balcone incriminato e invitato il proprietario a scendere. Si sono presentati marito e moglie, cittadini italiani di origine straniera, ai quali gli agenti hanno spiegato il reato di vilipendio alla bandiera ex art. 292 del codice penale e comunicato che avrebbero dovuto procedere alla loro identificazione e al sequestro penale della bandiera.

A questo punto la situazione è precipitata: il marito si è rifiutato di fornire i documenti e di consegnare la bandiera, anzi, ha iniziato a lanciare accuse di vario tipo contro gli agenti, richiamando anche l'attenzione di alcuni vicini che si sono affacciati. La situazione stava diventando sempre più difficile, pertanto gli agenti hanno richiesto un intervento telefonico del comandante Zambarda. L’ufficiale è riuscito a calmare l’uomo e l’ha convinto a consegnare i documenti per l’identificazione, oltre che a ritirare la bandiera dal balcone. Il cittadino è stato poi convocato presso gli uffici del comando per il giorno successivo.

Giunto il giorno dopo davanti al comandante, l’uomo ha minimizzato la faccenda, giustificandosi e chiedendo di chiudere il caso. Il comandante Zambarda ha però spiegato che l’ipotesi non era percorribile, anche perché era impossibile non considerare il comportamento tenuto il giorno prima dai due coniugi. Se l’ignoranza della norma poteva essere compresa, per quanto non perdonata, il fatto di aver aggredito gli agenti nello svolgimento dei loro compiti e opposto resistenza non è comprensibile né perdonabile. A quel punto sono stati redatti gli atti di identificazione, elezione di domicilio, nomina del difensore e quello di sequestro della bandiera oltraggiata. Il marito dovrà rispondere non solo del reato di vilipendio alla bandiera, ma anche di resistenza, inosservanza agli ordini impartiti dall’autorità e rifiuto delle generalità.

Giovanna Gamba