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Se ne parlava da tempo. L’inchiesta era partita nel 2019. Al centro l’assegnazione dell’incarico per la raccolta dei rifiuti porta a porta ad una associazione del paese di Bagolino-Ponte Caffaro. Ora i primi atti ufficiali come riportati dall’Agenzia Ansa.

L'ex vicesindaco del Comune di Bagolino e il responsabile dell'ufficio tecnico sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Brescia su appalti pilotati.   L'ex vicesindaco Giorgio Pezzarossi, si trova agli arresti domiciliari, mentre per la responsabile dell'ufficio tecnico, è scattata l'interruzione dai pubblici uffici per sei mesi. Sono accusati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato.
Gli indagati avrebbero condizionato l'andamento di una gara di appalto per l'affidamento dei servizi di igiene ambientale per il Comune di Bagolino che è conclusa con l'assegnazione ad una associazione della quale uno degli indagati era stato presidente fino a pochi giorni prima della pubblicazione del bando di gara. I due indagati avrebbero anche favorito gli affidamenti, sempre alla medesima associazione, dei servizi di pulizia delle acque superficiali del lago che il Comune di Bagolino gestiva su incarico della Provincia di Brescia.
In dichiarazioni di stampa di queste ore l'ex vicesindaco ha affermato di essere in grado di spiegare ogni cosa, rispetto a quanto indicato dall'inchiesta.