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Nonostante avesse la licenza scaduta da quasi un decennio un 55enne originario di Pezzaze non si faceva mancare il prelievo venatorio sia di uccelli proibiti che di richiami vivi. Così il valtrumplino è stato scoperto dagli Agenti della Polizia Provinciale del Distaccamento di Vestone dopo alcune ore di appostamento effettuato anche a distanza. Il bracconiere è stato fermato nella mattinata del 28 gennaio in località "Ruc" alle prese con il controllo delle trappole: archetti, lacci metallici e alcune prodine. Queste ultime, spiega il Comandante Claudio Porretti, sono trappole a scatto con rete destinate alla cattura degli uccelli vivi che poi vengono ridotti in cattività. I volatili sono attirati dall'esca costituita da bacche di Sorbo degli Uccellatori particolarmente appetitose data la stagione invernale e, una volta catturati,  sono generalmente ridotti in cattività ed impiegati come richiami vivi per la caccia d'appostamento. Ma la vicenda è andata oltre: i 4 agenti ed una guardia volontaria hanno anche rinvenuto presso il cascinale nel bosco alcuni fucili e quasi 500 munizioni incustodite. L'uomo è infatti residente in paese dove avrebbe dovuto conservare e custodire armi e munizioni. Tutte le trappole, i fucili, le munizioni ed un esemplare di pettirosso sono state poste sotto sequestro e l'uomo è stato denunciato per furto aggravato ed omessa custodia di armi e munizioni.

 

 

 

Nelle foto le trappole "prodine" appese ai tronchi degli alberi ed il materiale sequestrato dagli agenti.