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Il sentore che qualcosa non fosse regolare gli agenti della Polizia Provinciale lo avevano da alcuni giorni nonostante l'attuale periodo di divieto di caccia la cui apertura è prevista per il prossimo 19 settembre. Così, l'altro ieri durante un pattugliamento nella strada panoramica che sovrasta Salò, tre agenti del distaccamento di Vestone hanno udito, a buon volume, il richiamo sonoro del Prispolone, un uccellino insettivoro che, migrando, fa tappa nelle nostre zone. Il canto però era prodotto da un apparecchio elettroacustico vietato. Successivamente gli agenti si sono indirizzati verso un giardino nelle pertinenze di una villa nel quale riuscivano ad individuare un capanno mimetico imboscato e attrezzato con alberi secchi e posatoi appositamente modificati per attirare i Prispoloni in transito. Dopo pochi minuti ,utilizzando il binocolo, vedevano uscire da una feritoia del capanno la canna di un fucile e successivamente sentivano esplodere un colpo. Prontamente intervenuti gli agenti bloccavano un uomo, un 73enne residente a Brescia ma con la seconda abitazione sul Lago di Garda. Gli agenti rinvenivano quindi oltre a due esemplari imbalsamati e collocati sui rami come zimbelli, altri 46 Prispoloni già abbattuti.

Il 73enne bresciano è stato indentificato e denunciato sia per l'abbattimento di specie protette, sia per aver esercitato la caccia in periodo di chiusura e quindi di divieto, mentre gli uccelli abbattuti ,l'arma con le munizioni e il richiamo acustico vietato sono stati posti sotto sequestro.